"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’invito della Madonna: “Incamminatevi con me”

Cari amici, in diverse occasioni la Madonna ha fatto un’esortazione densa di significato: «Incamminatevi con me» (18 marzo 2011 – 2 luglio 2011 – 2 febbraio 2019). Oltre la Sequela Christi, cioè seguire Cristo – un comando evangelico di Gesù – c’è anche la Sequela di Maria.

Come possono coesistere queste due Sequela? La riflessione più sbagliata sarebbe quella di mettere un Aut Aut, quindi una scelta tra il seguire Gesù o Maria. Polemiche che non hanno alcun fondamento spirituale nel cammino reale di santità. Da Giovanni Paolo II impariamo proprio che la Sequela Christi e Maria vanno insieme. Egli aveva impostato teologicamente anche la mediazione di Cristo e di Maria, affermando che vi fosse un unico Mediatore fra Dio e gli uomini che è Gesù Cristo. Ma fra gli uomini e Cristo stesso vi è un ulteriore mediazione che è quella di Maria. Infatti, Cristo per venire al mondo ed essere donato agli uomini è passato attraverso Maria.

La Sequela Christi è sicuramente fondamentale nella vita cristiana, basta leggere il Vangelo a riguardo: tutti gli Apostoli seguono Cristo insieme a Maria, fedele seguace. Tutti gli Apostoli sono discepoli di Gesù come Maria, in un modo eminente, superlativo e unico. La Sequela di Maria è importante e fondamentale perché Lei stessa ha seguito Gesù. È stata con Suo Figlio dal momento dell’Incarnazione fino al momento attuale. Solo per un breve lasso di tempo nel quale Gesù è salito al Cielo, la Madonna è rimasta qui sulla Terra per dare l’impulso silenzioso ma fondamentale alla Chiesa, di cui Lei è Madre. Dopo la sua Assunzione al Cielo, è tornata al fianco di Cristo e lo sarà per tutti i secoli dei secoli. Lei è Regina del Cielo e della Terra insieme a Cristo Re.

La Madonna è sempre stata vicino a Gesù, ha sempre camminato insieme a Lui e seguito. Quindi, il voler seguire Cristo senza introdurre la Madonna, significa rinunciare a un aiuto fondamentale. La Sequela Christi è l’impresa più difficile che possa avere l’uomo qui sulla Terra, perché abbiamo dei nemici formidabili che cercano di sviarci. Come ha detto la Regina della pace in diversi Messaggi, il più temibile di tutti è satana che ci svia e il mondo che ci ostacola e pone false vie davanti a noi, seduzioni, miraggi, trabocchetti di ogni genere. Tutte quelle anime che sono impegnate alla Sequela Christi hanno un combattimento spirituale di grande intensità da affrontare ogni giorno. Difficilmente si riesce ad uscirne vittoriosi senza l’aiuto della Madonna che ci addolcisce la strada e ci prende per mano.

Quando Maria afferma “Incamminatevi con me” intende che dobbiamo prendere la sua mano e avanzare dietro Cristo, così da essere in grado di superare tutte le insidie e le difficoltà del maligno. Questa è la testimonianza di innumerevoli Santi, specialmente di quelli tipicamente mariani come può essere San Luigi Maria de Montfort e San Bernardo. È nella spiritualità cristiana generale e nei grandi mistici che c’è tutta la componente mariana, fondamentale nel rapporto dell’anima con Cristo.

La presenza di Maria è stata fondamentale per gli Apostoli proprio nel seguire Cristo. Lei ha dato il via durante le nozze di Cana. Quando si sono spaventati e sono fuggiti, Lei è rimasta in piedi davanti alla Croce. Ha percorso la via del Calvario e ha trascinato uno di loro, Giovanni l’evangelista, che è arrivato in cima alla Croce. È stato l’unico degli Apostoli a seguire Maria, gli altri invece si sono persi nella notte dell’esplosione del potere delle tenebre.

Nella nostra vita dobbiamo accogliere l’invito della Madonna di seguire Cristo insieme a Lei. La Vergine ha invitato – nell’ultima Quaresima – a incamminarsi con Suo Figlio lungo la via del Calvario: «In modo speciale, figlioli, pregate uniti a Gesù sulla Sua via Crucis» (25 marzo 2024).

Satana fa di tutto per deviarci dalla retta via, per ingannarci, per metterci su false strade, per crearci ostacoli di ogni genere, per scoraggiarci, per stancarci, per farci voltare indietro e illuderci. La Madonna è un aiuto indispensabile. La via della santità, del Calvario, della Sequela Christi è piena di insidie. Satana è talmente abile negli inganni che difficilmente una persona ne esce vittoriosa, ma l’ascetica e la mistica dimostrano i numerosi pericoli. Questo è uno dei temi più affascinanti nella letteratura mistica e agiografica.

I Santi ne sono usciti vittoriosi con molta fatica. Come ci spiega bene San Luigi Maria de Montfort, la Sequela Christi con Maria che ci prende per mano, è più facile perché spiana le strade. Anche le Croci più tremende la Gospa le addolcisce, ci tiene nell’umiltà in modo tale da non farci ingannare dalle seduzioni, che sono l’arma più tremenda con la quale il demonio ci devia, facendoci presumere di noi stessi. Le insidie sono molteplici ma con a fianco Maria le superiamo.

Bisogna chiedere alla Madonna le grazie che contano nella vita spirituale. A seconda del compito che ciascuno deve compiere nella sua vita e che Dio gli ha affidato, chiedere la grazia della sapienza, del discernimento, dell’umiltà, del disprezzo di se stessi. Chiedere – specialmente quelli che hanno grandi responsabilità di anime – la grazia di non presumere, di non deviare, di non mettere su false strade, sulla via della perdizione. Altrimenti si rischia di lavorare per il nemico che ci devia in mille modi, soprattutto attraverso l’appetitus excellentiae, il desiderio di emergere, di affermarsi, di imporsi nel mondo, di essere dei punti di riferimento.

Gli inganni sono infiniti. Con l’umilissima Maria che precede e accompagna, siamo al sicuro, non andiamo su false strade, non ci facciamo pungere da serpenti e scorpioni che si appostano e ci tentano. Ci mette in guardia dai falsi amici e ci svela i veri nemici. Montfort dice che senza l’umilissima Maria difficilmente si esce vittoriosi nel combattimento spirituale. Noi come singoli e la Chiesa tutta, dobbiamo aderire a questo invito di Maria: «Incamminatevi con me». I cristiani che si incamminano con Maria nella Sequela Christi sono sicuri di non sbagliare e di non cadere nella presunzione di essere loro stessi le guide.

«Mi ha mandato per guidarvi» perciò seguiamola. La Madonna ci tende la mano, afferriamola stretta ogni giorno. Camminando con la Vergine e Suo Figlio sulla via del Calvario, siamo sicuri di arrivare in cima. Se qualche volta cadiamo Lei ci rialza. Se cadiamo nello scoraggiamento Lei ci incoraggia. Se cadiamo nella depressione Lei ci rinfervora.

Coraggio, proseguiamo nel cammino della vita e della Storia della salvezza, seguendo Maria e non abbandonando mai la Sua mano.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla fede fai da te che è un auto-inganno

Cari amici, la Madonna ci ha esortato ad avere una fede forte e salda, che si costruisce giorno per giorno attraverso la preghiera e l’unione con Dio. Un punto che bisogna mettere a fuoco è che la fede deve essere completa, deve riguardare tutte le Verità di fede che il Signore ha rivelato. Quando si parla di fede forte e salda si parla della fede soggettiva, ovvero la nostra adesione a ciò che Dio ci rivela. Dobbiamo aprire il cuore per credere fermamente – come diciamo nell’Atto di fede – cioè senza dubbi, fidandoci di Dio e della Sua Parola. Non si intende soltanto di alcuni dogmi ma di tutte le Verità di fede che Dio ha rivelato e che la Santa Chiesa insegna nel corso dei secoli.

Dobbiamo evitare la tentazione del demonio di selezionare le Verità di fede secondo i nostri criteri umani. Del Cristianesimo non si possono prendere solo alcuni valori morali, non si può eliminare ciò che non piace personalmente o che il tempo in cui si vive proclama come superato, altrimenti si ferisce la fede e si rischia di naufragare nella fede. La gerarchia della fede è come un albero, che ha un tronco, delle radici, dei rami piccoli e grossi, con i loro frutti. Questo albero lo dobbiamo accogliere in tutta la sua pienezza, non si può togliere qualche ramoscello.

Basta negare una verità della fede per fare naufragio nella fede. Le Verità di fede sono l’aspetto oggettivo. La fermezza interiore di una fede totale è un aspetto soggettivo che bisogna chiedere a Dio nella preghiera. Nel panorama delle Verità della fede – sintetizzate nel Catechismo della Chiesa cattolica e che la Chiesa insegna nel suo Magistero – ci deve essere una completezza e una disponibilità ad accettare tutto ciò che Dio ha rivelato per la nostra salvezza. È chiaro che Dio non ha rivelato tutto, ma solo quello che ha ritenuto necessario per la nostra salvezza. Egli ha rivelato chi è Lui, Santissima Trinità, il Mistero dell’Incarnazione, il Mistero della Divinità di Gesù Cristo e tutte quelle Verità connesse alla predicazione di Cristo stesso.

Alcune Verità di fede sono difficili da accogliere, altre sono state contestate e obliterate anche da chi dovrebbe predicarle. L’inferno, ad esempio, è talmente obliterato che la Madonna – da Fatima a oggi – è dovuta intervenire più volte per ricordarci che esiste e ci vanno una gran numero di anime. Quindi, quello di selezionare la fede a seconda dei propri comodi, è un atteggiamento sbagliato e gravemente peccaminoso. È ancora più grave se sono dei ministri di Dio che fanno ciò, come non segnalare alcuni gravi peccati, passarci sopra o addirittura giustificarli.

Per quanto riguarda la fede sappiamo come sull’aldilà si parli a ruota libera, oppure su Gesù Cristo ormai apertamente si mette in dubbio la Sua divinità, come ha ammonito Benedetto XVI nel su libro Gesù di Nazareth. A volte sono gli opinionisti o i teologi improvvisati che sgretolano il fondamento della fede, che è la divinità di Gesù Cristo.

Obliterare le Verità della fede, minimizzarle, sgretolarle o addirittura negarle, sono peccati gravi contro la fede. Come la tendenza filo-protestante a minimizzare la Madonna, quasi ad aver paura che possa oscurarci Gesù Cristo. Questi sono atteggiamenti incompatibili con il Credo cattolico e con il discernimento della Chiesa, la quale ha disseminato l’anno liturgico di feste mariane. La Liturgia è di grande importanza al riguardo perché perché si manifesta la fede della Chiesa.

Quindi siamo chiamati a fare un esame di coscienza sulla nostra fede su due aspetti. Il primo è quello soggettivo: la fermezza, la sincerità dell’adesione e la disponibilità ad accettare tutto ciò che Cristo ha rivelato e che la Chiesa ci insegna con la sua catechesi e la sua preghiera, che sono la grande palestra dove viene somministrata la fede cattolica. Se stessimo attenti alle preghiere della liturgia, alle orazioni, ai prefazi, alle Letture, alla grande preghiera eucaristica, noteremmo la presenza viva delle Verità di fede offerte ai fedeli in modo straordinario e commovente. Purtroppo, molti di noi non vanno più a Messa e mancano di questa formazione che la Liturgia dà alla nostra fede e alla completezza di essa.

Successivamente, l’esame di coscienza deve essere anche oggettivo. Eliminare una Verità di fede a seconda della personale comodità, è particolarmente grave per quanto riguarda i Sacerdoti. La Madonna stessa l’ha detto in un Messaggio drammatico nel quale si rivolse a Suo Figlio dicendo che ci sono coloro che negano perfino la Sua divinità: «Cari figli, il mio Cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità, che la nascondono; mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e le opere. Sono addolorata mentre dico a mio Figlio che molti miei figli non hanno più fede, che non conoscono lui, mio Figlio» (2 novembre 2018). Gesù è molto chiaro su tutti gli aspetti, come sull’adulterio che vale sia per l’uomo che per la donna in ambito cristiano. Uno dei compiti fondamentali dei Sacerdoti è quello di insegnare le Verità di fede nella loro purezza, anche dove non capiamo. La fede è una grande luce ma nel medesimo tempo è oscura. La Madonna disse che alcune Verità della fede adesso non le comprendiamo ma quando saremo davanti al Padre Celeste capiremo tutto.

Facciamo un esame di coscienza sulla fermezza della nostra fede per una testimonianza efficace perché, se siamo canne sbattute dal vento, la gente non ci prende in considerazione. Quando neghiamo l’unicità del Cristianesimo e della Divina Rivelazione, come se tutte le religioni fossero uguali o equivalenti, usciamo dal Dogma cattolico.

Questi sono esami di coscienza che dobbiamo fare perché il tempo dei Segreti, avrà come prova principe proprio la solidità della fede e la scelta tra Cristo e belial, cioè il diavolo.

Mettiamoci nella disposizione di chiedere a Dio la grazia di professare la fede completa, senza paura e senza negare nulla. Così da poter testimoniare tutto ciò che necessario con parresia. Questo lo possiamo e lo dobbiamo fare tutti.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia” 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla regalità universale di Maria

Cari amici, per la festa della Beata Vergine Meria regina, dedichiamo una riflessione alla regalità universale di Maria. Essa è un dogma in quanto papa Pio XII l’ha proclamata Assunta in Cielo, per essere Regina accanto a Suo Figlio nel governo del mondo. Nel quinto Mistero Glorioso: “Maria Regina del Cielo e della Terra”, quindi possiamo includere tutto l’universo. Come Cristo è il compimento di tutte le cose, così Maria è Colei che è la più perfetta di tutte le opere che Dio ha compiuto. Suo figlio irradia su di Lei e su tutta la Chiesa celeste la luce della Redenzione, di cui speriamo esserne partecipi anche noi nel Paradiso, che è il fine della nostra vita. Come ha detto la Regina della pace: «Il Cielo è la meta a cui dovete tendere» (6 novembre 1986).

Bisogna combattere un certo minimalismo mariano di influenza protestante che è ancora molto radicato in certi ambiti della Chiesa. Va combattuto perché contrario alla Volontà di Dio e alla Chiesa cattolica, la quale ha istituito questa festa di Maria Regina sette giorni dopo l’Assunta in Cielo. In questo modo, dimostra che la sua Assunzione è l’adempimento del progetto di Dio di affiancare Maria come Regina insieme a Cristo.

Il minimalismo mariano consiste nel non riconoscere a Maria quella missione e quella posizione che Dio ha voluto nella Sua grande opera della Creazione e della Redenzione. Si ritiene Maria come uno strumento da non esaltare troppo, uno strumento con il quale il Verbo si è fatto carne. Si cerca di dimostrare qualcosa di indimostrabile e falso, ovvero che la devozione mariana – quando è troppa – finisce per oscurare Gesù Cristo. Questo è falso come esperienza personale di tante persone, ma anche nella considerazione di quella che è la vita della Madonna. Lei stessa non ha mai oscurato Cristo, ma ha sempre condotto a Suo Figlio. Come ha detto San Giovanni Paolo II, il compito di Maria è sempre quello di essere orientata a Cristo. Non c’è dubbio che la Vergine sulla Terra ha compiuto la Volontà di Dio. Gesù Cristo è stato per tutta la Sua vita nascosto, un falegname e la gente lo riteneva figlio di Giuseppe. Questa era la Volontà di Dio: che la Famiglia di Nazareth fosse nascosta al mondo.

Durante la vita pubblica di Gesù, la Madonna è stata molto attiva senza mettersi in mostra. È stata il punto di riferimento per un gruppo di pie donne e anche per gli Apostoli. Con la sua fede Maria a Cana di Galilea, ha condotto gli Apostoli alla fede in Gesù, Figlio di Dio. La Sua fede messianica è quella che ha professato Pietro a Cesarea di Filippo “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. La Madonna ha trascinato gli Apostoli sulla via della fede cattolica, che è quella nel riconoscere in Gesù il Figlio di Dio e il Redentore del mondo. Lei li ha sorretti anche nei momenti di crisi, in modo particolare nel momento della Passione. Gli Apostoli non hanno retto alla prova della fede e hanno avuto un momento di smarrimento. Come Pietro ha avuto un momento di debolezza dalla quale si è ripreso subito, anche gli altri Apostoli hanno vacillato nella fede. Persino Giovanni – nonostante fosse ai piedi della Croce insieme alla Madonna – per credere alla Resurrezione ha dovuto compiere un cammino. Egli ha creduto che la tomba vuota indicasse la Resurrezione prima ancora di Pietro. Tuttavia, nel momento in cui Cristo è morto in Croce, la fede si è spenta nel cuore di tutti eccetto in quello di Sua Madre.

Nella vita di Gesù qui sulla Terra e anche dopo la Sua Ascensione al Cielo, la Madonna è stata protagonista umile e nascosta nella vita della Chiesa. Maria nel corso della sua vita è stata l’umile Ancella del Signore, è quello che appare nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli.

Quando c’è stata l’Assunzione in Cielo, non si può più parlare di un profilo umile e nascosto di Maria. Perché da allora, è cominciata per la Madonna quella Gloria che ha in Cielo e che la Chiesa cattolica ha definito come una regalità vera e propria accanto a Cristo. Per questo non si può continuare a ritornare sulla Madonna a profilo basso. Da quando la Madonna è Assunta al Cielo è Regina, è un dogma di fede definito da Pio XII. Quella che noi chiamiamo Festa di Maria Regina è un dogma di fede chiaramente esposto nella Munificentissimus Deus, è uno delle componenti dell’Assunzione di Maria.

Dobbiamo imparare a considerare la Madonna non come la fanciulla di Nazareth nascosta e di basso profilo davanti agli uomini. Davanti a Dio era già gloriosa in virtù del suo “Sì” e immune dal peccato originale. Quando è stata Assunta è stata incoronata Regina del Cielo e della Terra. È “Regina” con tutto ciò che questa parola contiene, con una potenza di intercessione straordinaria presso Suo Figlio. Questa regalità di Maria si esprime lungo tutto il corso della Storia della Chiesa fino ad oggi. Tutte le Apparizioni mariane, tutto ciò che Lei ha fatto per liberare i popoli cristiani dai nemici – in particolare l’Islam – nel corso dei secoli, è stato riconosciuto dalla Chiesa. In un Europa laicizzata vediamo Santuari, Basiliche, cappelle, icone, edicole, perché è la storia europea tutta mariana. Ha avuto migliaia di Apparizioni in duemila anni. Quindi, ha espresso la Sua regalità in questo modo: diventando missionaria di Suo Figlio, intervenendo a Suo favore, aiutando la Sua Chiesa. Nei tempi moderni tutte le Apparizioni mariane fanno capo all’Immacolata. Adesso la Madonna proclamata Assunta in Cielo viene identificata con quella Donna vestita di sole – del capitolo 12 dell’Apocalisse – incoronata di dodici stelle.

Lei è sempre l’Ancella del Signore, umilissima Maria, ma Dio l’ha esaltata e l’ha messa accanto a Suo Figlio. È la Regina, è la Madre della Chiesa. Mettere da parte la Vergine non è una mentalità cattolica. Non è un modo di pensare cattolico quello di minimizzare la Madonna. San Bernardo, un grande mariano, disse: “De Maria numquam satis” ovvero “Di Maria non si dice mai abbastanza”.

Professiamo questa regalità che Maria ha manifestato soprattutto nelle Apparizioni a Medjugorje. La Madonna già il primo giorno delle Apparizioni – il 24 giugno 1981 – è apparsa con una corona di luminosissime stelle sopra il capo e non l’ha più lascata negli anni successivi.

In questo momento di salvezza in cui viviamo, la Madonna manifesterà tutta la Sua regalità, schiacciando la testa al serpente e uscirà vittoriosa dalla battaglia contro le potenze del male. Sarà la nuova Giuditta che taglierà la testa a Oloferne, cioè all’angelo ribelle che vuole impadronirsi del mondo.

Professiamoci suoi umili servi, come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II, riconosciamo in Lei la nostra Regina anche nel rapporto personale di fede, Madre e Regina. Molti Santi mariani, come San Giovanni Paolo II, ci insegnano che più si ama la Madonna più si ama Gesù, più si conosce la Madonna più si conosce Gesù. In ogni caso in questa fase storica particolare, è Lei l’inviata di Suo Figlio per la grande battaglia per salvare il mondo dall’autodistruzione che incombe su questa umanità che ha «scelto per la morte» (25 aprile 2024).

Non perdiamo l’occasione di aderire alla Madonna che ci chiama in questo tempo, perché ce ne pentiremo in eterno. Tutti coloro che avendo la possibilità di rispondere a Maria non lo faranno, se ne pentiranno. Mettiamoci ai suoi piedi, professiamo la nostra schiavitù – come diceva Montfort – professiamoci suoi servi, Apostoli del suo amore al servizio della Sua regalità e del trionfo del Suo Cuore Immacolato.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su Gesù che è la Vita

Cari amici, per le espressioni “Io sono la Via, la Verità e la Vita” c’è un’assolutezza. Solo Lui è la Via, la Verità e la Vita. La ragione di questa assolutezza non è il fatto di voler essere intransigenti verso gli altri, ma è il fatto di credere che Gesù è Dio. È il Verbo eterno di Dio che si è fatto uomo e nella sua umanità ci porta alla divinità.

Siccome solo Gesù è Dio, condivide la divinità col Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. È il Verbo eternamente generato dal Padre, tutti gli altri uomini – anche i più grandi di questo mondo – sono delle creature di Dio. Essendo creature sono tutti morti, tranne Gesù che è Risorto glorioso e vivo. È il Signore dei secoli, il Re del mondo e la Sua regalità abbraccia tutto l’universo e tutto ciò che esiste.

La nostra fede è intransigente nel riconoscere che solo Gesù è Dio, mentre tutti gli altri sono creature umane – compresa la Madonna per quanto sia stata elevata come nessun’altra creatura – di conseguenza, solo Lui è la Via, la Verità e la Vita.

La Vita va compresa nella sua radicalità. È una Vita non intaccata dalla morte, dal limite, dal tempo, dal peccato. Essa coincide con Dio stesso, fonte di vita. La Vita di Cristo e il Suo dono, non è come la vita umana. La nostra vita è una degradazione irrefrenabile verso la morte. Fra la Vita di Dio – quindi di Cristo – e la nostra c’è una differenza radicale. La nostra vita è sotto il potere della morte mentre in Gesù c’è la fontana zampillante della vita eterna . Incominciamo a morire nel momento in cui nasciamo, siamo creature che non decidono di esistere. La vita che noi viviamo e sulla quale riflettiamo è un progressivo deterioramento fino alla morte. La malattia, le minacce nel tempo, sono una spada di Damocle che abbiamo sul collo. Come disse il filosofo tedesco Heidegger: “La vita è un vivere per la morte, è un essere per la morte”.

Passare dal nulla all’essere è un atto creatore di Dio. Ma a causa del peccato originale, col quale abbiamo perso tutti i doni di Dio – in particolare quello dell’immortalità –, il veleno della morte che ci ha instillato il demonio, ci distrugge in tutti gli strati dell’essere umano. Il corpo fin dalla nascita è affetto dalla malattia che è una profezia della morte. Iniziamo a deteriorarci sul piano fisico non appena nasciamo e il corpo marcisce, nonostante tutti i miracoli della medicina, tutti gli alambicchi della chimica per conservare il corpo, le auto-forme di inganno che inventiamo per immaginarci un’immortalità che in realtà non esiste. È una sentenza di morte che abbiamo ricevuto dopo il peccato originale.

Il deterioramento della persona umana è molto più vasto di quanto non lo sia quello del corpo. Vi è un deterioramento superiore che è quello della psiche. Come ci insegna il famoso mito di Platone – che immaginava la persona umana come auriga che guida un cocchio con due cavalli – l’auriga è la parte pensante e spirituale, i due cavalli sono lo stato sensitivo e vegetativo, il corpo nella sua materialità.

Se vogliamo esaminare gli strati della persona umana, passando da quello fisico a quello psichico, ci rendiamo conto che la nostra vita psichica è afflitta da tante calamità – angoscia, paure, depressione, il male che nasce dentro di noi ovvero i vizi capitali. Alcuni di essi sono proprio a livello psichico, come la superbia, l’invidia, la gelosia e tutto ciò che va al di là dell’aspetto fisico. Abbiamo un groviglio a metà strada fra corpo e anima che è la psiche, per la quale il mondo moderno ha inventato una nuova categoria che sono gli psicologi, che cercano di guarire la psiche per quanto possano fare.

Ho consultato uno dei padri della psicologia italiana, il professore e sacerdote Zunini della Cattolica, che aveva un caso molto grave. Fu un’occasione per fare una riflessione fra due sacerdoti. Da sacerdote e scienziato mi disse che gli psicologi possono dare qualche aiuto e sollievo, ma non possono fare di più. Perciò come il servizio della medicina non può dare l’immortalità, anche a livello psicologico l’uomo che oggi in particolare cerca di fare capo alla filosofia orientale per guarire la psiche, fallirà. Purtroppo, questa mentalità a volte è passata anche nei conventi e nei monasteri, ma non esiste nulla che può sostituire la preghiera cristiana a livello di guarigione della vita psichica. Anche nei Santi e nelle persone più elevate, la psiche può avere dei collassi dovuti al fatto che l’essere umano deperisce.

La Madonna in un Messaggio disse: «Le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale» (25 dicembre 2019). Quindi l’anima stessa nasce con i segni del peccato originale, con l’oscuramento della mente e senza il dono della sapienza. La Chiesa nel suo Magistero ha difeso la capacità dell’intelletto umano di dimostrare l’esistenza di Dio a partire dal mondo. Tuttavia non sono molti coloro che sono arrivati con la sola ragione a dimostrare che Dio esiste. L’anima non solo è indebolita nella mente e nella volontà e anche dal fatto che è in un corpo che assegna all’anima dei limiti.

L’uomo non è un angelo. Mentre l’angelo o il demonio possono esercitare l’intelletto o la volontà in modo rapidissimo, l’essere umano ha bisogno di tempo per conoscere e decidere. L’anima può ammalare e deteriorare se stessa attraverso il peccato. Esso corrode e sciupa in essa l’immagine divina, la indebolisce e la imprigiona nelle spire del serpente antico, che la uccide con il suo veleno.

La morte signoreggia in tutti gli strati dell’essere umano. La morte dell’anima è certificata quando c’è l’indurimento del cuore e quindi diventa posseduta dal demonio. Di fronte a questa realtà, non c’è nessun rimedio umano. Di qui l’importanza assoluta di far battezzare i bambini quanto prima, perché viene somministrata la medicina della grazia, che incomincia a guarire l’anima, le difficoltà psichiche e il corpo. Mens sana in corpore sano, vale soprattutto nella prospettiva cristiana. Un bambino abitato dalla Santissima Trinità – che irradia la Sua luce nell’anima – si riflette nella psiche e nel corpo. Le persone che sono unite a Dio sono psichicamente in pace e sperimentano la gioia di Dio. Sono persone che, anche se hanno corpo fragile e debole, sanno riscattare questa fragilità e debolezza offrendo a Dio i limiti e le sofferenze.

Non c’è nessun rimedio se non la grazia di Dio per vincere la morte, che è l’ombra che ci accompagna fin dal momento del concepimento. Al di fuori della fede in Gesù Cristo non esiste altro rimedio. Il Figlio di Dio che ha assunto la natura umana, ha espiato i nostri peccati ed è Risorto glorioso dai morti, sana l’anima, la riempie di luce e di grazia che si riflette su tutta la persona. Con l’intelletto illuminato dalla Verità e la volontà rafforzata dalla Grazia – alla fine dei tempi – riavremo i nostri corpi gloriosi come dono di Dio. Non sarà il risultato dell’intelligenza artificiale con la quale crediamo di aver trovato la chiave dell’onnipotenza.

Quando diciamo che Gesù è la Vita, non abbiamo idea di cosa è contenuto in questa espressione. È la Vita di Dio che ricolma la Sua natura umana. Attraverso di essa e i Sacramenti della Chiesa, è una fontana zampillante alla quale attingendo non moriremo mai. È il farmaco dell’immortalità. Come dicevano alcuni padri della Chiesa, nel Sacramento dell’Eucarestia riceviamo il Cristo risorto. Egli è la pienezza della Vita divina che ricolma di sé la natura umana di Cristo, la Sua umanità gloriosa, attraverso la quale attingiamo per la vita eterna.

Il Sacramento dell’Eucarestia è fonte della vita e della fede cristiana alla quale tutti gli uomini sono chiamati ad attingere. Grazie ad essa, l’uomo può vincere e guarire dal morso tremendo che il serpente antico ha inferto ad Adamo ed Eva, rendendo mortale e potenzialmente polvere la natura umana fin dal momento in cui nasce.

La Madonna ci sta guidando verso Colui – Suo Figlio – che è la Via, la Verità e la Vita. Seguiamola!

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su Gesù che è la Verità

Cari amici, facendo riferimento al Messaggio della Regina della pace: «Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei, e io vi guido a Lui che è via, verità e vita» (25 luglio 2024), abbiamo messo a fuoco il fatto che Gesù è l’unica via che porta al Padre. La medesima affermazione la possiamo fare per quanto riguarda la Verità. Lui è l’unica Verità nei confronti della quale tutti i pensieri dell’uomo devono conformarsi o devono rapportarsi per vedere se sono giusti o sbagliati. Tutte le Sue parole sono Verità, sono eterne come eterno è Dio, perciò “non passeranno”.

Queste affermazioni sono in un certo senso scandalose perché se guardassimo al fiume di parole che ogni giorno vengono pronunciate, noteremmo che sono come foglie secche d’autunno che il vento porta via. Sono come gocce di un fiume in piena che si butta nel mare. La Verità eterna è nelle Parole di Cristo e disseminata nei cuori degli uomini, dove opera la grazia dello Spirito Santo.

Non dimentichiamo che Dio ci ha dato un’anima spirituale e immortale dove c’è l’intelletto, che è la luce naturale del Verbo. Affermare che Gesù è Verità, vuol dire che bisogna cercarla in Lui che è il Verbo di Dio. Egli è la Verità che non cambia mai. Dobbiamo rapportarci con Lui, cioè lasciare che la Sua luce illumini le nostre menti, per esprimere pensieri e parole che siano germogli che crescono sul tronco della Verità divina.

Esiste, quindi, una Verità divina che è quella del Verbo, il pensiero del Padre. Essa illumina le menti di tutti gli uomini nella misura in cui si uniformano e crescono nella conoscenza della Verità. Nel momento in cui si allontanano aumentano le tenebre e il pericolo di sviare su strade della menzogna e dell’errore.

Alla domanda: “Perché Gesù è la Verità?” c’è una sola risposta: “Perché Lui è il Verbo”. È il Verbo del Padre che si è fatto uomo. Non c’è dubbio che Lui è la Parola, il Pensiero e il Verbo di Dio, è il Figlio eternamente generato dal Padre. Nel Vangelo di Giovanni ci sono le parole “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio, il Verbo si è fatto carne”. Le parole “Verbo” e “Figlio” indicano la seconda Persona della Santissima Trinità che è eternamente generata e consostanziale con il Padre. Gesù ha verbalizzato con parole umane la Verità divina che Lui è.

I teologi dicevano che in Gesù c’era una doppia scienza: divina del Verbo e umana nell’intelletto. Gesù ha una scienza umana con la quale è cresciuto ed è stato educato. Questo intelletto umano attingeva alla Verità eterna del Verbo, quindi usando parole umane esprime tutta la luce del Verbo, per cui le sue parole non passeranno. Sono espressioni che possono suonare scandalose al giorno d’oggi, ma la fede ha delle conseguenze inevitabili. Se credi che Gesù è il Figlio di Dio e il Verbo del Padre, devi credere che le Sue parole sono Verità.

Nel Vangelo si trovano parole inequivocabili con cui Gesù proclama l’esistenza dell’inferno e la sua eternità, non c’è nessun modo per mettere in discussione questa affermazione a cui la Chiesa crede da sempre. La Chiesa apostolica – che Gesù ha plasmato in quanto Sua eredità nel tempo – ha raccolto le parole di Gesù, le ha interpretate e insegnate. Cristo esprime la Verità ai testimoni che ascoltano – come la Chiesa che Gesù ha illuminato e santificato con lo Spirito Santo – non c’è nessuno che può dire diversamente. Tutto ciò che è contrario a quello che Cristo ha detto sono parole vane. Sono opinioni umane che avrebbero la pretesa di cambiare la Parola di Dio. È un peccato contro la fede e l’umiltà, un peccato di presunzione.

Questa verità è una delle più contrastate di sempre perché le obiezioni riguardo all’inferno sorgono dal fatto che non abbiamo mai capito il Mistero del male. È un Mistero abissale. Beati quelli che non lo vedono e che nella loro ingenuità vivono in una dimensione dove una parte tremenda della realtà viene in qualche modo nascosta. Il Mistero del male è lucifero, satana, l’inferno, sono le anime che rifiutano Dio e patteggiano col maligno.

È conosciuto dalla letteratura religiosa universale, perché è un’esperienza che l’uomo fa dentro e fuori di sé con la presenza del del male. Esse sono persone cattive, pervertite, quelle che Papa Francesco chiama “corrotti” perché hanno venduto l’anima al male. Se per grazia avessimo il sentore di cos’è il problema del male non staremmo a nasconderlo o ad addolcirlo. Gesù è molto chiaro: “Chi non è con me è contro di me”, o Cristo o satana.

La Madonna sta portando la Storia in una fase nella quale nel tempo dei Segreti dovremo scegliere tra Cristo e satana con chiarezza. Dobbiamo decidere se stare con Lei – che è qui in nome di Suo Figlio per salvare il mondo – o credere a quella parte di persone che sono inconvertibili perché hanno preso una decisione assoluta come lucifero e gli angeli ribelli.

Questo è il Mistero del male che Gesù ci ha rivelato ma che è difficile da accettare. Nessuno di noi si avventuri a demolire le parole di Cristo, che la Chiesa nel suo Magistero custodisce e annuncia nella luce dello Spirito Santo. In questo modo interpreta rettamente la Parola di Dio, quella dell’Antico e del Nuovo Testamento, quella dei Profeti e di Gesù Cristo. Ma che nessuno si metta in testa di cambiarla perché farebbe un peccato di presunzione contro la fede.

La Madonna riguardo alla Verità ha detto: «la Verità è antica: essa non è nuova, essa è eterna, essa è la Verità! Essa dà testimonianza dell’eternità di Dio» (2 marzo 2020). Gesù ancora più brevemente disse: “Cieli e Terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. La Verità è una grande luce che illumina la mente e la vita. È quella grande luce che Cristo ha concretizzato nelle Sue Parole che ci rivelano il Mistero di Dio, la sua intimità con il Padre, il dono dello Spirito Santo, il Mistero della Santissima Trinità. Ci anticipa quella contemplazione eterna di Dio, Santissima Trinità che avremo in Paradiso.

Nel medesimo tempo, Cristo è la Verità perché rivela all’uomo se stesso. La pseudoscienza evoluzionista – che è quella che impera in questo secolo – ci ha attratto come una piovra nella menzogna secondo cui l’uomo è un animale che viene dalla Terra e ritorna alla Terra. Questa è una rivelazione satanica. Mentre c’è la Rivelazione Divina che rivela chi è veramente l’uomo, cioè a immagine di Dio con una anima spirituale e immortale. La falsa scienza nasconde all’uomo la sua grandezza, lo degrada a livello di un animale.

Dio sa quanto abbiamo bisogno della Divina Rivelazione e della Parola di Cristo, del Vangelo e di tutta la Scrittura fin dalle prime pagine: “il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.”, con tutte le conseguenze di tale espressione. Come il fatto che già nell’embrione c’è uno Spirito immortale che Dio soffia perché ci sia una vita umana.

La Verità divina è quella luce benefica, gioiosa che ci rivela Dio nella contemplazione e nella meditazione della Sua Parola. Essa rivela a noi stessi chi siamo, senza portarci alla presunzione ma facendoci capire il grandissimo dono di essere figli di Dio, di essere creati per Lui, di essere felici in Lui e spronati dal fondo del nostro essere verso l’assoluto, verso Dio che è la fonte della nostra felicità. Per questo Pietro, quando Gesù istituì l’Eucarestia esclama: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. Le Sue sono Parole di vita eterna.

Ho letto un filosofo contemporaneo italiano che diceva che lui non vuole credere e che l’uomo è un mistero a se stesso, la vita è un rompicapo che non si riesce a capire. È vero. Se una persona nell’umiltà non si apre alla Parola di Dio, non capisce il senso della vita e non conosce se stesso.

Questa umanità sbandata, in preda alla menzogna e immersa nelle tenebre, ha urgente bisogno di confrontarsi, di attingere e di nutrirsi quotidianamente delle Parole del Vangelo, incominciando da noi che guardiamo a Cristo come il Verbo di Dio, luce di verità. Finché, ripetendole, non diventino carne della nostra carne, sangue del nostro sangue. Che Dio ci dia questa immensa grazia di fare un taglio netto di tutte le parole vane che sentiamo ogni giorno. In modo tale da poter riempire questo tempo leggendo la Parola del Vangelo e della Sacra Scrittura, attraverso la quale diventeremo sapienti, luce per noi stessi e per gli altri.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su Gesù che è la Via

Cari amici, il Messaggio della Regina della pace del 25 luglio 2024 recita:

«Cari figli miei! Con gioia vi ho scelti e vi guido perché in voi, figlioli, vedo persone di fede, speranza e preghiera. Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei, e io vi guido a Colui che è via, verità e vita. Sono anche con voi affinché la pace vinca in voi ed attorno a voi perché Dio mi ha mandato a voi per questa intenzione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Le espressioni “via, verità e vita” derivano dal Vangelo secondo Giovanni. Così come Gesù le esprime, sono esclusive, solo Lui è la via, la verità e la vita. Non ci sono altre religioni o altri pensieri di vario genere, che aspirino a diventare strumenti di salvezza che possano sostituire quelli che vengono dal Cielo. Sono unici perché unico è il Cristo, solo Lui è il Signore, il Salvatore, il Figlio eternamente generato dal Padre che si è fatto uomo. È venuto in questo mondo, ha assunto la natura umana e Lui solo è la via.

Per capire la bellezza di questa affermazione evangelica, dobbiamo fare riferimento ad alcune espressioni dei Messaggi della Regina della pace, sempre ricchi di riferimenti dei Vangeli. La Madonna, parlando di un’umanità che non vuole il Dio vero che si è manifestato in Gesù Cristo, ha affermato che vaga qua e là. Vagare significa camminare senza una meta, correre in un labirinto dal quale non c’è una via d’uscita, per ritornare sempre sui propri passi, esaurire le energie, stramazzare a terra e infine essere divorati dalla morte.

Quando Gesù dice di essere la via, significa che Lui è l’unica persona – il Verbo che si è fatto uomo, l’Io divino – che ci può portare a Dio. Il fine della nostra vita non è il vagare nelle false luci dell’effimero. Di fronte a questa situazione del genere umano – che vaga senza meta – c’è una via di salvezza. Essa non è stata elaborata dagli uomini. Esaminando tutte le religioni, tutte le grandi opere dello spirito umano, ci renderemmo conto che sono tutte elaborazioni di persone che cercano loro stesse una via che non hanno trovato. La loro vita non è un compimento, ma un esaurimento perché non hanno raggiunto un traguardo.

Questo concetto lo possiamo dire di tutte le salvezze umane, eccetto quella cristiana e biblica. Per quanto riguarda il nucleo delle religioni monoteistiche – il Cristianesimo, l’islam e l’ebraismo – la componente ebraico-cristiana è quella che manifesta la Divina Rivelazione. Qui si manifesta la salvezza dell’uomo, perché Colui che dice di essere la via non è un profeta – come Mosè o Maometto – ma è il Figlio di Dio; quindi, è Dio stesso che è la via e non ce n’è altra al di fuori di essa. Bisogna avere il coraggio di affermare questa verità che regge il mondo.

Quando affermiamo di credere in Dio, dobbiamo dire che Cristo è l’unica via che porta al Padre. Esistono vie provvisorie umane che avvicinano a Cristo, perché lo Spirito Santo ha seminato ovunque frammenti di verità e opera nei cuori al di là di quelli che sono i confini della Divina Rivelazione. Senza intransigenze e senza creare opposizioni verso chi cerca Cristo senza conoscerlo, dobbiamo essere orgogliosi, fieri e grati di essere di Cristo, di questa inesauribile fonte di grazia che è Cristo.

Egli è la via, non ci sono altre vie che portano al Padre, che portano alla salvezza eterna o alla gioia del Cielo. Gesù è la via che Lui ha percorso. Uscito dal Padre è venuto nel mondo, ha percorso la via della Volontà del Padre ed è ritornato a Lui. Quando la Madonna dice: «Come Madre vi dico: incamminatevi con me!» (2 febbraio 2019) significa che ci prende per mano e ci aiuta a camminare dietro Suo Figlio.

Impostiamo la vita con decisione, senza cercare qua e là alternative abbandonando Cristo per la scienza, le ideologie, i falsi umanesimi. Molti cristiani hanno abbandonato la via per seguire sentieri che portano da nessuna parte. Molti hanno abbandonato la via che porta al Cielo, per seguire le autostrade che portano nel deserto della morte. Questo è quello che ha fatto la nostra generazione: ha rifiutato la fede nella Croce.

Dobbiamo ritornare con umiltà sulla retta via, che è Gesù Cristo. La via che Lui ci indica l’ha percorsa Lui stesso fino alla fine compiendo la Volontà del Padre. Dobbiamo decidere di seguire Gesù e abbandonare tutte le possibili alternative, che sono luci false che non escono dal perimetro dell’effimero e della finitezza. Altrimenti, ci ritroviamo alla fine nello stagno di fuoco e di zolfo.

Questa via è stretta e in salita, richiede pazienza e perseveranza per arrivare fino alla fine, in Cielo. È una strada nella quale si rischia di cadere a causa della nostra debolezza. Ma dobbiamo avere l’umiltà di rialzarci ogni volta che cadiamo, per seguire Cristo con fedeltà. È una strada che richiede perseveranza, condotta fino al momento in cui lasciamo questa Terra. Aggrappiamoci a Cristo e non lasciamolo mai. Prendiamo per mano la Madonna e incamminiamoci con Lei fino alla porta del Paradiso.

Gesù è la via da seguire. Riflettiamo sulla nostra decisione di seguire Cristo o le alternative. La Madonna ha detto: «satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via» (25 maggio 2010). Ha sviato un’intera generazione con il modernismo, collocando il Cristianesimo all’interno delle produzioni mondane ormai obsolete. È riuscito a staccarci da Cristo e metterci sulla via della perdizione.

Se la strada in cui ci troviamo è quella sbagliata – dietro le false luci del mondo – ricordiamoci che stiamo camminando invano. L’inversione che dobbiamo fare per tornare sulla giusta via richiede molta umiltà e coraggio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla centralità di Maria nella storia della salvezza

Cari amici, uno slogan classico nonché il cardine della mariologia, in parole latine, è: “Ad Jesum per Mariam” ovvero “Si va a Gesù attraverso Maria”. È un’espressione molto forte con una lunga tradizione nella spiritualità mariana e nell’insegnamento della Chiesa. San Luigi Maria Grignion da Montfort era un grande predicatore, aveva osservato che se Cristo è poco conosciuto è perché Maria è poco conosciuta. Per far conoscere Gesù Cristo, dobbiamo far conoscere Maria. Sappiamo che la Madonna è da così tanto tempo a Medjugorje per portarci a suo Figlio. Lei è la grande protagonista di questi tempi moderni per riportare il mondo a Dio, nella sua dignità straordinaria di Madre di Dio, di Cristo e della Chiesa.

A volte nella Chiesa cattolica si manifesta una tendenza di origine protestante. Essa non nega l’esistenza della Madonna, ma cerca di collocarla non al centro, ma ai margini come se fosse un ornamento. Tutto questo non è conforme al dogma cattolico. Leggendo un libro di un grande teologo – Monsignor Bruno Forte – mi sono imbattuto in un’affermazione nel quale diceva che la Madonna è il crocevia dei dogmi principali della Chiesa cattolica. Ma questo ci permette di affermare che la Madonna è centrale nella fede cattolica, il che però non comporta il distogliere l’attenzione da Gesù Cristo. Egli è il Verbo che si è fatto carne, ma non dobbiamo dimenticarci che si è fatto carne nel grembo di Maria. Maria Vergine interpellata ha detto il “Sì” della fede, del coraggio, dell’abbandono totale, della missione. È quindi nel cuore della fede cristiana.

La fede cristiana è in Gesù Cristo Figlio di Dio, nell’incarnazione del Verbo e non nell’affermazione che esiste Dio, che è dato da presupposto, ben proclamato dall’Antico Testamento. La vita di Dio dentro Dio come eterna comunione di amore l’abbiamo conosciuta quando il Verbo si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Per cui si è manifestato grazie alla fede di Maria. Il Mistero cristiano nella sua totalità è Dio Santissima Trinità che invia il suo Verbo perché si faccia uomo nel grembo della Vergine. Protagonista attiva che rende possibile l’incarnazione attraverso la fede che Lei tiene viva per tutta la sua vita, entrando in stretto rapporto con il Verbo, che è una caratteristica tipica del Cristianesimo.

La Madonna, dopo che è diventata Madre di Dio, non si è mai staccata da su Figlio. Questo Bambino ha realizzato la Sua missione insieme alla Madre. Dal momento dell’Incarnazione fino ad oggi la Madonna è sempre stata con suo Figlio. Nel momento in cui Gesù è salito al Cielo, Maria è rimasta sulla Terra come Madre della Chiesa. Una volta assunta al Cielo condivide con il Verbo, con Cristo Glorioso, la regalità e il governo del mondo. Nel quinto Mistero glorioso, infatti, contempliamo Maria Vergine, Regina del Cielo e della Terra, insieme a Cristo Re.

Dunque, la Madonna è il luogo in cui si compie il Mistero cristiano, è il suo Cuore che crede e il Suo grembo che riceve. È Lei che dà la luce a suo Figlio e lo adora. Incomincia così quell’opera di maternità che si estende poi a tutta la Chiesa. I pastori e i Magi che vanno alla grotta hanno il dono di quella fede che vedono in Maria, la Madre di tutti i credenti. La Madre di Dio è colei nella quale si sono realizzati i Misteri cristiani e nella quale sono rivelati, dopo che ha generato e accolto nel suo grembo il Bimbo. Dopo che è stato rivelato il Mistero nascosto fin dall’eternità dall’angelo Gabriele e che Lei ha acconsentito ad essere strumento dell’attuazione di tale Mistero, la Vergine Maria divenne Madre di tutta l’umanità. Il Mistero della Santissima Trinità e l’Incarnazione del Verbo sono stati rivelati nel momento dell’Annunciazione in Maria e sono divenuti eredità di tutta la Chiesa.

Papa Paolo VI, San Giovanni Paolo II e Papa Francesco hanno aiutato a istituire la festa – già maturata nel grembo della Chiesa – di Maria Madre della Chiesa, Madre di Dio e dell’umanità.

Dobbiamo stare attenti a non praticare il minimalismo protestante nei confronti della Madonna.

Mi ha colpito molto – nella devozione di San Giovanni Paolo II – l’affermazione che è impossibile che la devozione alla Madonna tolga qualcosa a Gesù Cristo, inoltre, che con la devozione a Lei abbiamo la devozione in Gesù. Per quale motivo esistenziale la devozione alla Madonna porta alla vera devozione a Gesù Cristo? Perché – ha detto San Giovanni Paolo II – la Madonna esistenzialmente e strutturalmente è tutta rivolta a Cristo, suo Figlio. Lei è tutta una proiezione verso suo Figlio. Si è aperta al Mistero dell’Incarnazione e l’ha accolto. Tutto ciò che dice e fa è sempre in funzione di Cristo. Per cui, chi si unisce alla Madonna, si unisce a Colei che è sempre rivolta a Gesù Cristo. Più una persona si identifica con la Madre di Dio, più è rivolta a Cristo e unita a Lui.

Quella preoccupazione che la Madonna è solo un ornamento non può esistere. Lei è il fulcro della fede cattolica.

Abbiamo avuto la grazia di un Papa come San Giovanni Paolo II la cui esistenza è un capolavoro di una grandezza inconcepibile e inestimabile. Apparirà forse come il Papa più grande della Storia cristiana, perché la sua grandezza è commisurata al suo amore e la sua fede mariana. Ci ha insegnato che la Madonna ci porta a Gesù Cristo: Ad Jesum per Mariam. Non si è mai troppo mariani, ma si diventa sempre più cristiani. Questo è un grande lascito da parte di Paolo VI. In una visita al Santuario Mariano di Bonaria in Sardegna ha detto che non può essere cristiano chi non è mariano. Una delle espressioni più audaci e forti, ma di cui lui era capace.

Noi cattolici più siamo mariani e più siamo cristiani, perché Maria è tutta orientata verso suo Figlio. Lo possiamo vedere nei Messaggi di Medjugorje che in questi 43 anni non ha fatto che rivolgerci e portarci a Suo Figlio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’ateismo che è la madre di tutte le tentazioni

Cari amici, l’ateismo è una tentazione collettiva tipica del nostro tempo. La Madonna l’ha spiegato in molti suoi Messaggi: «L’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023); «Questa terra, che è ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che è bello e buono nell’anima di ognuno di voi» (25 ottobre 2008). L’ateismo è una tentazione fra le più gravi. È stata la prima tra tutte le tentazioni.

Lucifero fu creato da Dio e nel primo istante fu elevato in grazia nella sua bellezza angelica. Il male è nato nel momento in cui l’angelo ribelle – nel secondo istante – guardò se stesso e si preferì a Dio, ebbe invidia e si ribellò. Questo è l’origine del male nella Creazione. Questa medesima tentazione è avvenuta nel Paradiso terrestre con la differenza che i nostri progenitori sono stati tentati da un agente esterno, raffigurato dal serpente. Egli ha iniettato il veleno – che era dentro di sé – in Adamo ed Eva.

Quindi, il peccato dei nostri progenitori è stato di superbia, perché anch’essi si sono ingelositi di Dio, hanno rivendicato la loro realtà di creature perfette elevate in grazia. Hanno attribuito a se stessi questa dignità, sottraendosi a Dio, contrapponendosi a Lui e alleandosi con il demonio. La superbia li ha portati a competere con Dio, a paragonarsi e misurarsi con Lui. Questo è il peccato che ha dato origine a tutti gli altri, è la radice del male.

Benedetto XVI, Papa Francesco e molti pensatori, hanno dato la seguente suggestione: che la nostra generazione sta vivendo esattamente quello che i nostri progenitori hanno passato nel Paradiso terrestre. Vive la tentazione di fare a meno di Dio, di contrapporsi a Dio, di negare Dio, una tentazione collettiva. La Madonna stessa parla di un mondo nuovo senza Dio che vogliamo costruire: «L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore» (30 ottobre 1981), come se fossimo noi i creatori. Questa è la radice del male che è rimasta nell’uomo.

La nostra negazione non è quella di Dio Creatore come fu per gli angeli ribelli e per la prima coppia. Non ci contrapponiamo a Dio Creatore, ma a Cristo Redentore, a Dio fatto uomo perché siamo nati nel Cristianesimo e la nostra eredità di popoli dell’Occidente è cristiana. Questa eredità, tuttavia, è andata disfacendosi, prima di tutto a livelli delle classi intellettuali successivamente è andata accelerando in questi ultimi decenni di ateismo generalizzato. Un ateismo che si diffonde come un virus, nel quale sono rimaste intrappolate tante persone. Vivendo senza Dio si sono ritrovate atee. La nostra generazione ha vissuto – in un certo senso – quella contrapposizione a Dio che ha vissuto la prima coppia dell’umanità. È come un rinverdire, un riproporre il peccato originale in chiave cristologica, di negazione di Cristo, del Cristianesimo e della Croce, per questo la Madonna ha detto: «La croce e la fede sono rifiutate» (25 luglio 2020).

In questa propagazione estremamente veloce dell’ateismo siamo rimasti coinvolti tutti. Coloro che avevano una fede superficiale, che non hanno coltivato con la preghiera, hanno incominciato a vivere un ateismo pratico di fatto. Successivamente hanno iniziato a viverlo nel teorico, supportato dalla pseudoscienza che nega Dio. Non è la scienza che stabilisce se Dio esiste, ma può studiare le cose che Dio ha compiuto.

La mia generazione è passata dalla fede all’ateismo e i figli dei figli sono cresciuti nell’ateismo. Un’ignoranza di Dio che è assente dalla comunicazione, dagli interessi culturali, dalle domande esistenziali, dalle scuole, dai mass media. Qualora fosse presente è per essere vituperato, come viene fatto sistematicamente nei confronti del suo inviato Gesù Cristo e di tutto ciò che è cristiano.

Questo viene presentato come il passaggio più importante della civiltà umana. I promotori di questa svolta atea – fin dal 1600 – hanno elaborato una falsa supremazia di questa ideologia. La Storia umana, sarebbe giunta al punto critico di maturazione con un salto di qualità che è stato compiuto proprio nel nostro tempo, ovvero il salto dell’ateismo. L’uomo ha finalmente scoperto di essere “dio” e si proclama tale.

In realtà – a questa pretesa di aver fatto un salto di civiltà passando dalla fede all’ateismo – dobbiamo essere in grado di rispondere dicendo semplicemente che si tratta della vecchia tentazione dei nostri progenitori, che hanno voluto essere “dio” al posto di Dio. Come conseguenza, sono usciti dal Paradiso terrestre privi di tutti i doni che Dio aveva offerto a loro, come il dono della sapienza, dell’immortalità, della perfetta integrità tra anima e corpo, l’assenza di sofferenza.

Passando dal Cristianesimo all’ateismo – darwinismo, ecologismo, wokismo ecc. – siamo caduti nella trappola del demonio, che ci ha ingannato nel medesimo modo: solleticando la nostra superbia. Cadendo in tale trappola, abbiamo perso tutto ciò che Cristo ci ha donato, cioè la Redenzione dal male, il perdono dei peccati, la vita eterna, la gioia della vita su questa Terra, l’eternità beata. Tutto ciò che Cristo è nella sua umanità trasfigurata dalla divinità, alla quale noi siamo chiamati a partecipare. Chi è entrato e ha aderito alla tentazione ha perso tutto, trovandosi di fronte al diavolo. Dopo averci riesiliati, vuole metterci gli uni contro gli altri, per portare tutto alla distruzione. In questo modo, lucifero riempie il suo regno di anime perdute a causa della superbia.

A questa tentazione hanno resistito coloro che pregano – non come il fariseo che loda se stesso affermando di non essere come tutti gli altri, ladri, impuri – come il pubblicano che afferma con umiltà di essere una povera creatura peccatrice, che crede in Dio, nella Redenzione e chiede il perdono dei peccati, la grazia della purificazione del cuore e la vita eterna. Chi si è trovato in questa preghiera umile e fervente di fronte al Mistero cristiano del Dio incarnato e crocifisso, ha conservato la fede e se stesso.

Non è un’anima morta, ma viva. È una creatura piena di luce insieme a tante altre, che possono dare una grande contributo alla salvezza del mondo. La Madonna ha detto che è importante che nelle tenebre fosche del male, non ci sia un buio assoluto, ma che qua e là ci siano delle luci di speranza e di fede che testimoniano che Dio c’è, è presente, prepara la sua vittoria e quello che è nel suo programma di salvezza. Tutti coloro che si aprono umilmente alla grazia, vengono salvati e avranno la vita eterna.

Il rifiuto della fede e della Croce avrà delle conseguenze tremende, che vedremo nel tempo dei Segreti, quando molti saranno in balia del maligno. Avendo rifiutato Cristo si sono messi nelle mani del diavolo. Dio ha posto sul nostro cammino due strade, il bivio della vita e della morte, dovremo scegliere la strada che porta a Cristo o che porta alla schiavitù eterna del demonio. Un’autoselezione di noi stessi.

L’illusione, l’accecamento, che stupisce e addolora, è pensare che si possa eliminare Dio. Dio esiste e saremo noi a decidere se metterci di fronte alla sua Giustizia o Misericordia. Nel nostro ateismo non potremo mai rimanerci fino alla fine, saremo chiamati a decidere. L’ateismo è l’anticamera che porta all’inferno. Dio nella sua Misericordia ci dà un tempo di grazia per poter ritornare a Lui.

Il nostro compito è proprio questo: ritornare a Dio e fare di tutto per portare le persone a Dio perché si convertano, ritornino a Gesù Cristo, alla sapienza della Croce, all’abbraccio dell’amore eterno. Liberatevi dal peccato, dal demonio, dalle tenebre. È un regno invivibile da cui si deve fuggire il più velocemente possibile. Coloro che ne sono accecati, quando se ne renderanno conto, sarà troppo tardi.

Facciamo la nostra parte con zelo, con amore, con dedizione, andiamo a Dio e testimoniamo il Suo amore per tutte le creature.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’accecamento dei “risvegliati”

Cari amici, una delle presunzioni del mondo contemporaneo è quella di credere di essere il mondo dei “risvegliati” o degli “illuminati”. Nelle scuole francesi, ad esempio, si insegna il gender e la cultura dominante “woke”, una parola inglese che significa “risvegliato”. Quest’espressione rivela qual è la presunzione del mondo contemporaneo, il quale ha abbandonato il Cristianesimo nella convinzione che esso sia una fase retrograda dell’umanità, una fase dell’ignoranza.

Quest’ignoranza, del Cristianesimo in generale, consiste in questo fenomeno europeo e occidentale, molto radicato: woke. Vuol dire essersi risvegliati da una specie di sonno dall’intelligenza o di accecamento, a causa del quale pensavamo che Dio esistesse. Non solo il Cristianesimo ma tutta la Storia dell’umanità ha vissuto nella convinzione che esista un Dio – nelle varie culture e popoli di tutti i tempi – poiché l’atteggiamento alla trascendenza è comune alla natura umana in quanto tale.

Gli autori e gli studiosi delle religioni affermano che l’intuizione di un Essere supremo è presente nelle varie religioni e in tante forme di paganesimo. Con l’intelligenza umana – sia pure indebolita dal peccato originale – è possibile arrivare alla dimostrazione che esiste una Creatore partendo dalle creature. Se guardiamo al passato, la Storia umana ha avuto rappresentanti di prima classe e dei veri e propri geni che si sono distinti in vari campi – religioso, teologico, filosofo e di tutte le scienze umane – affermando l’esistenza di Dio. Secondo la cultura “woke”, essi hanno ingannato l’uomo, deviandolo sulla via di una dipendenza. Tutti i sapienti anche pagani – greci, romani, indù ecc. – nel percorso dell’intelligenza umana verso l’Assoluto, hanno espresso forme d’ignoranza, di degrado, di deviazione dell’intelligenza umana. Tutti i personaggi della Storia umana – come Platone e soprattutto Gesù e tutti i profeti – sarebbero tutte persone deviate e che non hanno capito quello che invece gli attuali hanno compreso.

I geni attuali – cresciuti nelle università dell’Occidente – hanno compreso che non è Dio che ha creato l’uomo ma, al contrario, è l’uomo che ha creato Dio perché ancora non era abbastanza sviluppato con la mente. La loro verità è che noi siamo al posto di Dio. Perciò tutto il passato deve essere cancellato, in quanto retrogrado e superato di persone ignoranti.

Lo scenario a cui abbiamo assistito durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2024, è tipico della cultura woke che irride il passato. Il presente, invece, è pieno di consapevolezza e luminosità. Secondo questa logica, il Cenacolo di Leonardo da Vinci è qualcosa da rigettare e ripudiare, perché la “vera cena” sarebbe quella presentata sulla Senna, dalla cosiddetta umanità illuminata, cresciuta e matura. Noi cristiani siamo persone miti, non ci siamo stracciati le vesti, ma un sentimento di compatimento l’abbiamo provato.

Loro – “illuminati” – affermano che siamo accecati, siamo da medioevo, superati e dobbiamo aggiornarci. Noi ribattiamo con carità e verità, affermando che sono loro i veri accecati, non vedono quanto sono degradati, a che livello hanno trascinato se stessi e la generazione contemporanea, mancando del senso della vergogna.

Dobbiamo essere fieri della nostra identità cristiana, perché non siamo così sciocchi. La superbia è una forma di stupidità, fa sì che un granellino di polvere come l’uomo si proclami Dio dell’universo. Noi cristiani dobbiamo essere umili perché sappiamo che Dio esiste da molto prima che noi fossimo e ci sarà anche dopo. L’esistenza di Dio non la toglie nessuno, come il sole quando le nuvole si mettono davanti per oscurarlo, ma è sempre presente. Come cristiani dobbiamo avere questa consapevolezza che il Signore esiste, che la Sua luce di verità ci illumina. Sappiamo – attraverso la luce della fede che viene data alle anime umili – che Lui c’è e noi siamo Sue creature. Conosciamo il senso della vita, l’orientamento ad essa, chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. I woke risvegliati non sanno nulla, sono accecati e hanno la presunzione di vedere. Cadranno nella fossa perché, essendo ciechi presumono di vedere.

Prima di scrivere il Terzo Segreto per poi inviarlo al suo Vescovo, Suor Lucia scrisse una visione che ebbe prima del Segreto. In questa visione c’è un’espressione molto forte che viene dall’Alto, dalla luce di Dio, che dà il giudizio su questa umanità, su queste generazioni imbevuto di cultura woke. Scrisse che un raggio di luce dal trono di Dio colpisce l’ asse terrestre e la terra trema, straripano gli oceani, crollano i monti, trascinano in un vortice tremendo tutte le anime che dormono nel sonno della morte. Coloro che credono nella cultura woke, dormono nel sonno della morte eterna.

È vicino il momento in cui tutti dovranno professare, all’appello nel tempo dei Segreti, il loro “Credo”. Vedremo se queste anime dormienti riusciranno a svegliarsi, diversamente sarà duro sentirsi condannati all’inferno. E’ uno dei primi Messaggi di Medjugorje della Regina della pace: «Svegliatevi dal sonno stanco della vostra anima e dite a Dio con tutta la forza “sì”» (25 marzo 2001).

Siamo in tempi in cui abbiamo voluto relegare Dio fuori dalla Storia e dalla nostra vita. Ma, nonostante ciò, Dio sta ritornando con forza, mettendo ognuno con le spalle al muro chiedendogli: “Mi riconosci o mi rifiuti?”. È necessario il suo arrivo perché Lui è il Signore e non vi è altro Dio al di fuori di Lui.

Coloro che dicono di essere risvegliati, in realtà sono accecati e proseguono inesorabilmente verso la “morte” nel tempo e nell’eternità. Questa è la sorte di quei tralci che volontariamente si staccano dall’unica vite che è Cristo, la Via, la Verità e la Vita.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla proliferazione del peccato

Cari amici, il peccato originale è uno dei punti fondamentali della visione cristiana della vita. Se Cristo ha patito sulla Croce, l’ha fatto per redimerci dai peccati da noi commessi e di quelli delle origini che ci hanno tolto lo stato di santità nel quale Dio ci ha collocato.

Ci sono due categorie di peccato importanti: mortale e veniale. Il peccato mortale dà la morte all’anima. La grazia speciale che Dio dona – attraverso le preghiere di Cristo e della Madonna – sono il ravvedimento e la conversione, quindi una vita nuova. Se dovessimo morire in uno stato di peccato mortale, sarebbe una morte eterna nell’inferno. Le tre componenti che rendono un peccato mortale sono: la materia grave, la piena avvertenza – cioè la consapevolezza di aver commesso un peccato grave – e il deliberato consenso, quindi una scelta libera che può essere in parte condizionata. Sono elementi interiori che molte volte sono chiari solo a Dio e non ha noi stessi. Qualora mancasse uno di questi tre elementi, il peccato e la responsabilità personale risulterebbero meno gravi. In questo caso, il peccato da mortale potrebbe diventare veniale per mancanza di elementi soggettivi.

Nell’ultimo capitolo del Catechismo della Chiesa cattolica sul peccato, andiamo ad analizzare una situazione esistenziale che conosciamo molto bene, ma che non sempre siamo in grado di vedere nella sua gravità dal punto di vista teologico.

Il peccato ripetuto più volte diventa un’abitudine peccaminosa, che rende schiavi e diventa un vizio. Tra peccato e vizio c’è una differenza. Il peccato è un atto che si compie contro la Legge Santa di Dio, quindi può essere un atto singolo. Il vizio è un’abitudine che si contrae attraverso la ripetizione dei peccati.

Diamo molta più importanza a vizi minori – come le sigarette, l’alcool – senza prendere in esame quelli causati dai peccati più gravi, ovvero i vizi che sono catalogati nella forma settenaria: la superbia, l’avarizia, la lussuria, l’ira, la gola, l’invidia, l’accidia. Sono vizi capitali che generano a loro volta altri vizi e si formano in noi ripetendo questi peccati. Una persona che ha un peccato d’ira isolato non ha il vizio dell’ira. Ma una persona irosa – che ripete il peccato d’ira – ha un vizio d’ira. Estirpare i vizi è molto difficile. Se non si è in grado di autodeterminarsi, autocontrollarsi e di seguire la Legge di Dio, si commettono peccati che possono essere gravi – come l’adulterio – fino ad arrivare a cattiverie e oscenità di vario genere. Questo avviene perché non si è più in grado di controllare i propri movimenti e istinti più pericolosi per se stessi e per gli altri.

Dobbiamo stare attenti a non contrarre i vizi, altrimenti ne diventiamo schiavi. Il Catechismo della Chiesa cattolica insiste molto su questo passaggio dal peccato al vizio.

Per quanto riguarda la proliferazione del peccato, la Sacra Scrittura sottolinea alcuni peccati particolarmente gravi. Sono i peccati che gridano al Cielo: il sangue di Abele; il peccato dei Sodomiti; il lamento del popolo oppresso in Egitto; il lamento del forestiero, della vedova e dell’orfano; l’ingiustizia verso il salariato, cioè defraudare l’operato della sua giusta mercede. Sono dei peccati che hanno una particolare gravità.

Nei primi tempi della storia della Chiesa primitiva, c’era un itinerario penitenziale prima di essere ammessi all’Eucarestia dopo aver commesso peccati gravi. Al primo posto dei peccati vi era l’apostasia, molti tradivano la fede e apostatavano per salvare la propria vita. Al secondo posto, c’era l’omicidio e l’aborto. Al terzo posto si trova l’adulterio.

Questo è il panorama che riguarda la proliferazione del peccato. C’è una piccola appendice del Catechismo che è molto importante. Molte volte non siamo noi a commettere il peccato, ma cooperiamo ad esso. È implicita la nostra responsabilità, per la quale bisogna confessarsi. La Madonna stessa ha segnalato una cooperazione all’omicidio in uno dei suoi Messaggi a Medjugorje. Quando ha parlato dell’aborto ha detto che tutti coloro che cooperano hanno una grave responsabilità. Questo nell’aborto ma come in tanti altri campi. La nostra cooperazione, anche se non siamo i soggetti protagonisti, può essere di natura grave.

Il Catechismo della Chiesa cattolica mette a fuoco tutti questi punti, in modo che abbiamo un panorama sufficientemente chiaro sul peccato. Oggi è una tematica spesso obliterata e rimossa, come se il peccato non esistesse; invece, è il veleno più pericoloso con il quale satana ci rovina per l’eternità.

V. La proliferazione del peccato

1865 Il peccato trascina al peccato; con la ripetizione dei medesimi atti genera il vizio. Ne derivano inclinazioni perverse che ottenebrano la coscienza e alterano la concreta valutazione del bene e del male. In tal modo il peccato tende a riprodursi e a rafforzarsi, ma non può distruggere il senso morale fino alla sua radice.

Dobbiamo fare molta attenzione alle abitudini cattive. Ripetendo atti buoni generiamo una virtù, ripetendo atti cattivi creiamo un vizio. Il peccato può arrivare all’indurimento del cuore e al soffocamento della coscienza. Ma Dio nella sua infinita Misericordia lascia sempre una porta aperta, ovvero il risveglio della coscienza, una grazia speciale. Come nel caso di Giuda, nel Vangelo secondo Matteo, nel quale ha avuto il risveglio della coscienza andando dai sacerdoti, gettando i denari per terra e ammettendo di aver tradito un uomo giusto. Tuttavia, non è riuscito fare il passo fondamentale che è quello di affidarsi alla divina Misericordia, finendo per uccidersi. È proprio vero, quindi, che Dio con la sua Misericordia non permette al male di arrivare a distruggere il senso morale nella sua radice. C’è sempre la possibilità prima della morte di convertirsi. Per chi è indurito nel cuore, invece, ci vuole una grazia specialissima.

1866 I vizi possono essere catalogati in parallelo alle virtù alle quali si oppongono, oppure essere collegati ai peccati capitali che l’esperienza cristiana ha distinto, seguendo san Giovanni Cassiano e san Gregorio Magno. Sono chiamati capitali perché generano altri peccati, altri vizi. Sono la superbia, l’avarizia, l’invidia, l’ira, la lussuria, la golosità, la pigrizia o accidia.

San Tommaso d’Aquino enumera ben cinquanta virtù con gli opposti vizi nella somma teologica.

San Giovanni Cassiamo era un monaco del V secolo d.C. che ha portato la regola di Sant’Antonio in Occidente e che ha scritto dei trattati sui vizi e le virtù molto attuali. San Giovanni Cassiano e San Gregorio Magno sono due grandi padri della moralia e della spiritualità antica, rispettivamente nel V e nel VI secolo. Hanno elaborato la dottrina cattolica riguardo ai vizi capitali.

L’accidia è un vizio su cui bisogna fare delle riflessioni molto particolari perché è quello che paralizza la voglia di fare il bene.

1867 La tradizione catechistica ricorda pure che esistono «peccati che gridano verso il cielo». Gridano verso il cielo: il sangue di Abele; il peccato dei Sodomiti; il lamento del popolo oppresso in Egitto; il lamento del forestiero, della vedova e dell’orfano; l’ingiustizia verso il salariato.

Alcuni peccati gridano a Dio perché faccia giustizia. Alla fine della vita, l’unico che ha il potere di giudicare è Dio, nessun giudice umano o testata giornalistica. La Chiesa ha sempre ritenuto un peccato che grida al Cielo il defraudare i lavoratori della propria mercede, questo prima che esistessero i sindacati.

1868 Il peccato è un atto personale. Inoltre, abbiamo una responsabilità nei peccati commessi dagli altri, quando vi cooperiamo:

— prendendovi parte direttamente e volontariamente;

— comandandoli, consigliandoli, lodandoli o approvandoli;

— non denunciandoli o non impedendoli, quando si è tenuti a farlo;

— proteggendo coloro che commettono il male.

Il peccato è una palude dalla quale è difficile uscire, ma con la grazia di Dio possiamo purificarci.

1869 Così il peccato rende gli uomini complici gli uni degli altri e fa regnare tra di loro la concupiscenza, la violenza e l’ingiustizia. I peccati sono all’origine di situazioni sociali e di istituzioni contrarie alla bontà divina. Le «strutture di peccato» sono espressione ed effetto dei peccati personali. Inducono le loro vittime a commettere, a loro volta, il male. In un senso analogico esse costituiscono un «peccato sociale».

Il peccato personale diventa il peccato istituzionalizzato nel mondo. Il peccato sociale è il risultato di peccati personali o di cooperazione ad essi.

C’è un grande equilibrio nel Catechismo della Chiesa cattolica fra ciò che è responsabilità personale, totale e parziale. Il male comincia da dentro e si solidifica in modi di pensare, di agire fino ad arrivare alle istituzioni che molte volte proteggono il male.

La conversione – che è il nostro compito come Radio – si può evangelizzare facendo prendere consapevolezza alle persone del peccato.

 Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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