"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Dicembre 2025 Pagina 1 di 34

Papa Leone XIV: “Dio ama sperare con il cuore dei piccoli e lo fa coinvolgendoli nel suo disegno di salvezza”

L’omelia del papa ai Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio

Papa Leone XIV alla Celebrazione di oggi | Papa Leone XIV alla Celebrazione di oggi | Credit Vatican MediaPapa Leone XIV alla Celebrazione di oggi | Papa Leone XIV alla Celebrazione di oggi | Credit Vatican Media

Di Antonio Tarallo

Città del Vaticano, mercoledì 31 dicembre 2025, 17:36 (ACI Stampa).

Questo pomeriggio, nella Basilica Vaticana, papa Leone XIV ha presieduto i Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. E’ la prima volta per papa Leone XIV. Il volto visibilmente commosso. “Deus, in adiutórium meum inténde. Dómine, ad adiuvándum me festína” intona il coro della Cappella Sistina per i Primi Vespri della solennità della Madre di Dio. Ed è proprio da questi che prende spunto l’omelia di papa Leone XIV: una Liturgia che definisce “di una ricchezza singolare, che le deriva sia dal vertiginoso mistero che celebra, sia dalla collocazione proprio alla fine dell’anno solare. Le antifone dei salmi e del Magnificat insistono sull’evento paradossale di un Dio che nasce da una vergine, o, detto a rovescio, della maternità divina di Maria”. E continua sempre sulla festa della Madre di Dio che “concludere l’Ottava del Natale, ricopre il passaggio da un anno all’altro e stende su di esso la benedizione di Colui «che era, che è e che viene»”. 

Parla poi di Disegno di Dio, della nascita del Salvatore: “Un disegno misterioso ma con un centro chiaro, come un alto monte illuminato dal sole in mezzo a una fitta foresta: questo centro è la «pienezza del tempo»”. Ed è sempre sul tema del Disegno che si concentra l’omelia di papa Leone XIV: “In questo nostro tempo sentiamo il bisogno di un disegno sapiente, benevolo, misericordioso. Che sia un progetto libero e liberante, pacifico, fedele, come quello che la Vergine Maria proclamò nel suo cantico di lode: «Di generazione in generazione la sua misericordia / si stende su quelli che lo temono»”. Ma il nostro tempo contemporaneo presenta “altri disegni”: “Sono piuttosto strategie, che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza. Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi”. 

Ma il male non può vincere perché la Madre di Dio ha “vinto i superbi nei loro cuori”. Maria è il simbolo della speranza. Maria è al centro di tutto e delle parole del pontefice. E della Vergine sottolinea la “piccolezza”, la sua umiltà. E allora lo sguardo del pontefice si concentra proprio sui “piccoli”: “Dio ama sperare con il cuore dei piccoli, e lo fa coinvolgendoli nel suo disegno di salvezza. Quanto più bello è il disegno, tanto più grande è la speranza. E in effetti il ​​mondo va avanti così, spinto dalla speranza di tante persone semplici, sconosciute ma non a Dio, che malgrado tutto crede in un domani migliore, perché sanno che il futuro è nelle mani di Colui che gli offre la speranza più grande”. 

E il tema della speranza richiama il Giubileo che si sta concludendo in questi giorni. Le parole di papa Leone XIV sono chiare in merito: “Il Giubileo è un grande segno di un mondo nuovo, rinnovato e riconciliato secondo il disegno di Dio. E in questo disegno la Provvidenza ha riservato un posto particolare a questa città di Roma. Non per le sue glorie, non per la sua potenza, ma perché qui hanno versato il loro sangue per Cristo Pietro e Paolo e tanti altri Martiri. Per questo Roma è la città del Giubileo”. E allora il pontefice si chiede: “Cosa possiamo augurare a Roma? Di essere all’altezza dei suoi piccoli. Dei bambini, degli anziani soli e fragili, delle famiglie che fanno più fatica ad andare avanti, di uomini e donne venuti da lontano sperando in una vita dignitosa”.

E conclude: “Ringraziamo tutti coloro che nei mesi e nei giorni del 2025 hanno lavorato al servizio dei pellegrini e per rendere Roma più accogliente. Questo era stato, un anno fa, l’auspicio dell’amato Papa Francesco. Vorrei che lo fosse ancora, e direi ancora di più dopo questo tempo di grazia. Che questa città, animata dalla speranza cristiana, possa essere al servizio del disegno d’amore di Dio sulla famiglia umana. Ce l’ottenga l’intercessione della Santa Madre di Dio, Salus Populi Romani”.

Dopo la recita dei Primi Vespri nella solennità di Maria Madre di Dio e il canto del Te Deum papa Leone XIV si è recato nella piazza di San Pietro per una  visita al Presepe con i pastori realizzato in stile classico del ‘700 napoletano dal maestro Federico Iaccarino di Meta di Sorrento. Il papa si ferma davanti al presepe per un lungo momento di preghiera. Ad illustrare l’opera d’arte presepiale c’è Suor Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, in occasione dell’inaugurazione e della illuminazione dell’albero e del presepe di Piazza San Pietro. Poi, un fuori programma, inatteso: papa Leone XIV sale i gradini e anche lui, si fa “pastore” fra i pastori, all’interno del Presepe. Si volta, e allora ecco che si avvicina al Bambinello: lo bacia. Da qui, impartisci la benedizione. Una volta scese dal palco del Presepe, un bagno di folla lo attende. Molti i bambini che lo vogliono abbracciare. Papa Leone XIV è davvero contento di tanto affetto dimostrato dalla folla.  

🔴LIVE🔴I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 27 – IL NOME DI OGNI UOMO E’ SACRO

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Leone XIV in piazza San Pietro: «Scenari di guerra continuano a sconvolgere il pianeta. La nostra vita è un viaggio con una meta»

di Redazione Roma – Corriere della Sera – 31 Dicembre 2025

Il Pontefice durante l’udienza generale in Vaticano il 31 dicembre. Nel pomeriggio il Te Deum

«L’anno che è passato è stato certamente segnato da eventi importanti: alcuni lieti, come il pellegrinaggio di tanti fedeli in occasione dell’Anno Santo; altri dolorosi, come la dipartita del compianto Papa Francesco e gli scenari di guerra che continuano a sconvolgere il pianeta». Le parole di Papa Leone XIV durante l’udienza generale del 31 dicembre in Vaticano. 

Secondo il Pontefice, occorre «riflettere sui grandi segni che ci hanno accompagnato nei mesi scorsi: quello del “cammino” e della “meta”. Tantissimi pellegrini sono venuti, quest’anno, da ogni parte del mondo, a pregare sulla Tomba di Pietro e a confermare la loro adesione a Cristo. Questo ci ricorda che tutta la nostra vita è un viaggio, la cui meta ultima trascende lo spazio e il tempo, per compiersi nell’incontro con Dio e nella piena ed eterna comunione con Lui». «Chiederemo anche questo nella preghiera del Te Deum, quando diremo: “Accoglici nella tua gloria nell’assemblea dei santi”». 

Prevost, nell’ultima catechesi dell’udienza generale in piazza San Pietro, invita poi a riflettere su «un terzo segno: il passaggio della Porta Santa, che in tanti abbiamo fatto, pregando e impetrando indulgenza per noi e per i nostri cari. Esso esprime il nostro “sì” a Dio, che col suo perdono ci invita a varcare la soglia di una vita nuova, animata dalla grazia, modellata sul Vangelo, infiammata dall”amore a quel prossimo, nella cui definizione è racchiuso ogni uomo, bisognoso di comprensione, di aiuto, di conforto, di sacrificio, anche se a noi personalmente ignoto, anche se fastidioso e ostile, ma insignito dall’incomparabile dignità di fratello. È il nostro “sì” a una vita vissuta con impegno nel presente e orientata all’eternità». 

Il Papa esorta quindi a meditare su «questi segni nella luce del Natale»; segni che sono annuncio della gioia per la nascita di Gesù. «Il suo invito oggi è rivolto a tutti noi, santi per il Battesimo, perché Dio si è fatto nostro compagno nel cammino verso la Vita vera; a noi peccatori, perché, perdonati, con la sua grazia possiamo rialzarci e rimetterci in marcia; infine a noi, poveri e fragili, perché il Signore, facendo propria la nostra debolezza, l’ha redenta e ce ne ha mostrato la bellezza e la forza nella sua umanità perfetta». 

«Per questo vorrei concludere ricordando le parole con cui San Paolo VI, al termine del Giubileo del 1975, ne descriveva il messaggio fondamentale: esso, diceva, è racchiuso in una parola: `amore´. E aggiungeva: `Dio è Amore! Questa è la rivelazione ineffabile, di cui il Giubileo, con la sua pedagogia, con la sua indulgenza, col suo perdono e finalmente con la sua pace, piena di lacrime e di gioia, ci ha voluto riempire lo spirito oggi, e sempre la vita domani: Dio è Amore! Dio mi ama! Dio mi aspettava e io l’ho ritrovato! Dio è misericordia! Dio è perdono! Dio è salvezza! Dio, sì, Dio è la vita!

Ci accompagnino questi pensieri nel passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, e poi sempre, nella nostra vita», conclude Leone XIV.

Dopo la catechesi dell’udienza generale in piazza San Pietro, Papa Leone XIV, nei saluti nelle varie lingue, ha ricordato i pellegrini giunti da diverse aree del mondo in particolare i giovani della Terra Santa, provenienti dal Patriarcato Latino di Gerusalemme. Nei saluti in lingua inglese, ha citato tra gli altri i pellegrini provenienti dalla Palestina. «Mentre ci prepariamo alla celebrazione di domani della Solennità di Maria, Madre di Dio, affidiamo l’anno che verrà alla sua materna intercessione. A tutti voi e alle vostre famiglie, porgo i miei migliori auguri di un benedetto periodo natalizio e di un nuovo anno pieno di gioia e pace», ha detto.

Il «Te Deum»

Poi, nel pomeriggio, Papa Leone XIV è entrato in processione nella Basilica di San Pietro dove presiede la celebrazione dei Primi Vespri, cui farà seguito il canto del tradizionale inno «Te Deum» di ringraziamento a conclusione dell’anno civile.

Il MONDO NON VUOLE DIO

EDITORIALE DI PADRE LIVIO – 31 DICEMBRE 2025

Il mondo non vuole Dio

I Messaggi della Regina della pace ci danno una visione del mondo così com’è visto dal Cielo, molto più profonda e ampia rispetto alla nostra che è terrena. La Madonna ci mostra il mondo nella sua miseria ma allo stesso tempo ci fa sentire la sua presenza e l’infinita Misericordia di Dio che l’ha inviata per testimoniare l’esistenza del Cielo e la Verità del Vangelo, per confortare la Chiesa nel suo pellegrinaggio e per aiutare l’umanità a uscire fuori da una situazione che la vede sull’orlo dell’abisso.

Quella della Regina della pace è una visione teologica ma vera, è quella della fede. Il fatto di mostrare la malattia, capirla e andare alla radice, è sempre il primo passo per la guarigione. Dobbiamo, allora, capire qual è la malattia del mondo contemporaneo per poterlo trarre fuori dalla situazione nella quale si trova.

La situazione del mondo contemporaneo è molto semplice da descrivere: ha rifiutato la fede e la Croce. Il mondo si trova in una situazione spirituale gravissima perché il rifiuto di Dio porta alla perdita eterna della propria anima; i pericoli conseguenti sono sotto gli occhi di tutti, il mondo cresce in brutalità, diventa sempre più teatro di violenza, sopraffazione, guerra e menzogna. Con le armi odierne la situazione potrebbe degenerare e il nostro pianeta potrebbe essere distrutto in un attimo.

Il Cielo vede la condizione del mondo di oggi e soprattutto vede quante anime si perdono a causa dell’odio e del male. Ogni anima è affidata a se stessa per quanto riguarda la salvezza eterna; per quanto Dio dia tutti gli aiuti necessari la decisione è della singola persona. Ciascuno decide se farsi salvare da Dio oppure no. Dio è Onnipotente ma ci ha creato come creature libere, responsabili e che decidono del proprio destino e come tali ci tratta. 

Per descrivere la situazione del mondo di oggi la Madonna usa espressioni molto scioccanti, specialmente negli ultimi tempi. Molte volte la Regina della pace usa espressioni forti in riferimento alla presenza di satana che vuole portare le anime alla perdizione e distruggere la vita e il pianeta sul quale viviamo. Satana brama l’annientamento dell’opera della Creazione e della Redenzione. La Regina della pace, nel corso di questi anni, ci ha rivelato quello che per noi era comunque previsto dalla fede; la teologia della Storia, infatti, ci mostra che la presenza di satana accompagna la Chiesa nel suo pellegrinaggio la tenta come ha fatto con Gesù Cristo per distruggerla.

All’inizio della vita pubblica di Gesù satana è entrato subito in scena per tentarlo e distruggerlo e sta cercando di fare la stessa cosa con la Chiesa. Dobbiamo prendere consapevolezza che la catastrofe spirituale e materiale verso la quale stiamo andando ha sicuramente un ispiratore che, al contrario di quanto si dice, non è un’invenzione ma è un essere personale, pervertito e pervertitore. In principio Adamo ed Eva sono stati creati da Dio elevati in grazia e santità, il serpente antico si è accostato a loro per deviarli e metterli contro Dio riuscendoci, tant’è che sono caduti nel peccato creando i presupposti per lo stato di miseria in cui è precipitato l’uomo e allo stesso tempo per il progetto salvifico di Dio, mediante l’Incarnazione e la Redenzione di Suo Figlio.  

Nel descrivere la situazione del mondo contemporaneo, la Madonna evoca satana moltissime volte e con una profondità che a noi sfugge. La Regina della pace è qui proprio per fronteggiare il diavolo, per combatterlo e per vincerlo; è veramente la Donna della Genesi, dal cui seme nascerà Colui che schiaccerà la testa al serpente. La Madonna è la Vergine Immacolata, è la tutta Santa, è la Regina della pace ed è qui per aiutare la Chiesa e l’umanità stessa ad affrontare satana e a vincerlo perché il mondo abbia un tempo di pace.

C’è stato un lungo processo ideologico che ha portato il mondo a un’emancipazione dal Cristianesimo per cui è stata elaborata una nuova visione del mondo di carattere ateo; la Madonna ha detto che siamo diventati pagani. In alternativa al Cristianesimo è stata elaborata una visione atea e materialistica della vita in cui non c’è Dio, non ci sono i Comandamenti, non c’è l’anima. L’uomo, con le sue velleità e le sue miserie, si è messo al posto Dio facendosi ingannare da satana.

È stato un processo lungo ma costante, dall’Illuminismo in poi si è progressivamente arrivati alla formulazione di ideologie vere e proprie in alternativa al Cristianesimo. La condizione spirituale del mondo di oggi è il risultato di un processo iperbolico iniziato con la messa in crisi del Cristianesimo, c’è stata poi l’indifferenza verso la fede, il vero rifiuto che oggi si concretizza nella realtà quotidiana (tant’è che i bambini non vengono quasi più battezzati) e sfocia nell’odio e nella persecuzione. La Chiesa oggi è molto più perseguitata rispetto al passato.

Nel Messaggio del 25 marzo 2020 la Regina della pace ci ha invitato a ritornare a Cristo perché satana regna: «Cari figli! Tutti questi anni Io sono con voi per guidarvi sulla via della salvezza. Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate. Siate coraggiosi e decidetevi per la santità. Vedrete la conversione nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche e vi darà la pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

L’umanità è immersa nelle tenebre e nell’ombra della morte, come se Cristo non l’avesse redenta. Cristo è stato rimosso e anche la fede è stata rimossa e se viene evocata è per irriderla. Oggi la Chiesa viene considerata come un’istituzione superata, la si interpreta in una funzione intramondana, come se fosse un utile servizio per i poveri del mondo e non il prolungamento della missione di Cristo in cooperazione alla salvezza della anime.

Siamo in una situazione di una vera e propria impostura anticristica collettiva. L’impostura anticristica che domina il mondo in questo momento è ormai una realtà che abbiamo sotto gli occhi perché c’è una rimozione globale della fede cristiana e c’è una proposta globale di una visione atea e materialistica della vita, di una visione completamente intramondana. Proprio perché siamo in questa situazione di negazione collettiva di Dio e della Redenzione e proprio perché satana ha ingannato l’umanità assoggettandola a sé, vediamo che l’unica via di salvezza oggi è la presenza della Madonna. Non si può spiegare questo evento che dura da così tanto tempo e che è più attuale che mai. Quando abbiamo iniziato a parlare dei Segreti di Medjugorje sembravano molto lontani nel tempo, oggi se ne sentono i prodromi, stanno maturando nella società e nel mondo.

I Segreti di Medjugorje si stanno man mano concretizzando davanti ai nostri occhi e riguardano sia il futuro del mondo che quello della Chiesa. Fatta eccezione per il terzo, i Segreti di Medjugorje sono eventi prodotti da satana e dai suoi seguaci. In questo contesto globale la società è contrassegnata dalla grande impostura anticristica, l’uomo si è sbarazzato di Dio perché ormai è convinto che la religione non serve. La sentenza del mondo moderno è che il Cristianesimo non serve, la preghiera non serve, la bontà non serve; il mondo è della forza, della violenza, della menzogna. Questa è la mentalità che governa il mondo oggi, siamo immersi nella grande impostura anticristica.

In questo contesto di sbandamento totale non c’è da meravigliarsi della presenza della Madonna che vuole liberarci e salvarci dalle catene con cui satana ci tiene al guinzaglio. La Madonna è qui per portarci a un tempo di pace, a un tempo di riconciliazione con Dio e fra di noi. È questa la rivelazione che la Madonna ci fa sugli abissi del male che cercano di inghiottire il mondo e la sua presenza ci conforta, ci motiva alla testimonianza e ci guida sulla strada che porta alla vittoria.

La religione che ha sostituito il Cristianesimo è stata definita dalla Madonna stessa con l’espressione “modernismo”, che è l’ideologia madre tutte le ideologie atee e materialistiche del mondo contemporaneo. L’uomo moderno non riconosce più il soprannaturale, rifiuta Dio, si sbriga da se stesso il problema della vita, della morte, della sofferenza; l’uomo, in poche parole, rivendica a se stesso i poteri di Dio. Specialmente quelli che sono a capo dei popoli si sentono molto onnipotenti e decidono per tutti gli altri. La Regina della pace ha nominato apertamente il modernismo nei suoi Messaggi e in maniera molto netta lo ha collegato a satana.

25 maggio 2010: «Cari figli, Dio vi ha dato la grazia di vivere e proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi e di esortare gli altri ad essere migliori e più santi, ma satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via. Perciò figlioli, nell’amore verso il mio cuore Immacolato amate Dio sopra ogni cosa e vivete i suoi comandamenti. Così la vostra vita avrà senso e la pace regnerà sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

25 marzo 2015: «Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi ha permesso di essere con voi e di guidarvi sul cammino della conversione. Molti cuori si sono chiusi alla grazia e non vogliono dare ascolto alla mia chiamata. Voi figlioli, pregate e lottate contro le tentazioni e contro tutti i piani malvagi che satana vi offre tramite il modernismo. Siate forti nella preghiera e con la croce tra le mani pregate perché il male non vi usi e non vinca in voi. Io sono con voi e prego per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

25 gennaio 2017: «Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace. Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo. Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio. Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l’egoismo che il mondo vi offre. Figlioli, decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

25 settembre 2023: «Cari figli! Vi invito alla preghiera forte. Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù. Perciò, cari figlioli miei, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie, affinché il mio cuore materno sia gioioso come nei primi giorni quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il cielo non taceva ma ha donato in abbondanza a questo luogo grazie, pace e benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Il 25 giugno 2025 la Regina della pace ha parlato apertamente delle ideologie e ha detto che sono passeggere e distruggono noi e la nostra vita spirituale: «Cari figli! Anche oggi ringrazio l’Onnipotente di essere con voi e di potervi guidare verso il Dio d’amore e di pace. Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere. Io vi chiamo, figlioli, ritornate a Dio perché con Dio avete il futuro e la vita eterna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». Quando la Madonna parla del mondo senza Dio si riferisce alla situazione del mondo assoggettato dalla cultura anticristica che mette l’uomo al posto di Dio. La Madonna non usa il termine anticristo ma dice “mondo senza Dio” perché noi stessi apriamo gli occhi e ci accorgiamo che è veramente in atto un’adesione totale all’impostura anticristica di cui parla anche il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Il modernismo è la madre di tutte le eresie e ha delle ramificazioni. 

Vorrei fare un elenco delle ideologie che nascono dal modernismo come dei piccoli germogli e che cercano di conquistarci. 

La scienza oggi si propone come la conoscenza assoluta e oggi ha perso il valore originario, è un termine che viene utilizzato per sacralizzare tutto ciò che l’uomo dice. In realtà la scienza è nata come studio delle cose materiali, parte dall’osservazione e su di essa costruisce delle leggi, ma si tratta di leggi che riguardano la materia. La scienza era una forma di conoscenza delle cose materiali; oggi, invece, è assurta a una sorta di contenitore immanente con cui guardare il mondo. Oggi la scienza si propone come un sapere assoluto e quindi esclude che esista qualcosa che non sia sperimentalmente verificabile, esclude lo spirituale e il soprannaturale. Questa mentalità è molto diffusa in tutto il mondo per cui esisterebbe solamente ciò che è sperimentalmente verificabile. La scienza è uscita dai suoi argini e ha la pretesa di interpretare il mondo in base a ciò che sono i suoi limiti. La scienza, infatti, non è in grado di percepire lo spirituale, il soprannaturale, l’anima, l’io

Oggi la scienza si propone come unica forma di conoscenza e da questo tipo di scienza si è sviluppato l’evoluzionismo che è una forma di interpretazione del mondo in chiave assolutamente materialistica per cui l’uomo sarebbe lo sviluppo della materia e, quindi, non avrebbe l’anima. A livello popolare, il fatto che l’uomo sia una scimmia evoluta è diventata ormai una conquista dell’intelligenza umana. In realtà, tra l’uomo e l’animale c’è un abisso incolmabile che è quello dello spirito, della libertà, della moralità. Gli animali non hanno l’anima spirituale immortale come l’uomo, non hanno i Comandamenti impressi. Sono cose logiche ma oggi l’evoluzionismo è stato abbracciato come se fosse una religione il cui succo è che l’uomo è il punto d’arrivo dello sviluppo animale. Questa è la base che fatto della materia, degli idoli materiali, della società dei consumi il suo “paradiso”, ma è un paradiso che costa, è per pochi e soprattutto non dà mai sazietà, non appaga veramente.

C’è poi il messianismo politico che è quello che ha tentato Gesù nel deserto quando satana gli ha proposto tutte le ricchezze del mondo se si fosse inchinato ad adorarlo. Questa tentazione si è ripetuta nella vita di Gesù, quando ha moltiplicato i pani e i pesci lo hanno cercato per farlo re, ma lui è fuggito sulla montagna, solo. Oggi siamo nell’epoca dei messianismi politici che riguardano i potentati umani che arrogano a sé il potere divino e si credono i padroni e i salvatori del mondo. Il messianismo politico è uno dei pericoli più grandi che il mondo di oggi corre, è una delle componenti più evidenti e più pericolose della grande impostura anticristica che si sta diffondendo nel mondo. Solamente Cristo e la Madonna meritano la nostra fiducia e totale adesione come unici e veri portatori di salvezza, pace e felicità. Gli altri vanno tenuti sotto esame. Guardiamoci bene dal farci abbindolare, teniamoci stretti a Gesù, a Maria e alla Chiesa.

Le religioni intramondane sono di per sé di carattere non trascendente. Nell’insieme fanno riferimento a una divinità che sarebbe un tutore della politica, una ragione per cui si combatte, la giustificazione della violenza e del potere assoluto. Di qui ne deriva che la salvezza si ottiene con la politica e la guerra. Sono forme di messianismo deteriore di cui bisogna guardarsi. Queste forme di utilizzo della religioni a fini di potere politico è una tentazione dalla quale dobbiamo guardarci. Le religioni intramondane, poi, sono forme di spiritualità immanente che alla fine ci lasciano in balìa di noi stessi, non ci mettono veramente in contatto con Dio. 

L’idolatria delle cose materiali è il modo in cui ormai si consuma la vita, ma è una presa in giro collettiva! È una perdita di se stessi da cui prolificano le false sicurezze, la gente cerca conforto nelle false salvezze. Il risultato è la capitolazione di fronte al male e la morte intesa come il nulla. Senza Dio è un mondo orribile! Siamo un’umanità ingannata da satana, viviamo immersi nella grande impostura anticristica e vaghiamo senza Dio e senza il suo amore.

La Madonna è qui da così tanto tempo per rafforzare la Chiesa, per renderla consapevole del momento storico nel quale viviamo. Da Pio XII a Leone XIV, tutti i Papi hanno identificato la situazione del mondo contemporaneo in sintonia con la Madonna. La Chiesa, tuttavia, è formata da persone gran parte delle quali sono sommerse nella cultura anticristica nella quale viviamo e lo dimostra il fatto che la pratica religiosa sia ai minimi termini anche nei Paesi di antica cristianità, soprattutto per quello che concerne i Comandamenti. La Chiesa soffre ed è condizionata dal mondo nel quale vive. Non è facile sintonizzarsi con Gesù Cristo e la Madonna è qui da così tanto tempo per aiutare la Chiesa a farlo. La Regina della pace è qui per far capire che il Regno di Cristo non è di questo mondo; noi cristiani siamo nel mondo ma non siamo di questo mondo, dobbiamo guardarci dal farci catturare dall’impostura anticristica.

Abbiamo avuto la grazia inestimabile della fede che ci permette di entrare nel soprannaturale, di incontrare Gesù Cristo, Maria, gli angeli, i santi. La fede ci fa vivere già in questa vita sulla Terra un pezzetto di Paradiso. Dobbiamo, allora, essere consapevoli di aver ricevuto una grazia inestimabile che è la fede; dobbiamo essere consapevoli di essere seguaci di Gesù Cristo, suoi discepoli. Dobbiamo essere consapevoli che Cristo è la Via, la Verità e la Vita. Non lasciamo attrarre dalle false luci del mondo, dalle false salvezze, dalle false verità, dai falsi splendori di un mondo caduco. Lasciamoci ispirare dalle Beatitudini, consapevoli della grandezza e della grazia di essere di Gesù Cristo. Siamo consapevoli, orgogliosi e umili nel medesimo tempo perché se Dio non ci tenesse la mano sulla testa saremmo peggio dei demoni.

In questo contesto che ci circonda non dobbiamo vergognarci di Gesù Cristo, non dobbiamo vergognarci di essere cristiani, non dobbiamo avere paura di professare la nostra fede, non vergogniamoci del Vangelo! Siamo lietamente testimoni andando controcorrente. Non vergogniamoci di parlare e comportarci da cristiani. Siamo consapevoli della grandezza della nostra fede, siamo fieri di essere cristiani. Difendiamo l’integrità della fede, abbracciamo le Verità cristiane nella loro interezza. Oggi addirittura si nega l’esistenza dell’inferno!

Testimoniamo la santità, la bellezza e la ragionevolezza della fede che eleva, della luce che illumina, dell’amore che riscalda il cuore. Non abbiamo paura di denunciare le menzogne anticristiche che sono diventate, purtroppo, la cultura moderna. È un imbroglio totale in rapporto al senso della vita e noi cristiani non dobbiamo temere di definirlo per quello che è, cioè una menzogna satanica. La cultura di oggi fa di noi degli oggetti che vengono gettati quando non servono più, o scartati se “difettosi”! Il valore dell’uomo è ben più alto, il Cristianesimo ci eleva a figli di Dio. Denunciamo l’inganno di satana che degrada l’uomo a una cosa e testimoniamo che la salvezza viene solamente da Dio. Abbracciando la Croce possiamo capire che cos’è la Redenzione, che cosa significa essere redenti. Rispetto al mondo di oggi, noi che abbiamo ricevuto la grazia della fede dobbiamo andare controcorrente. Siamo chiamati a essere il sale della Terra e la luce del mondo.

La Chiesa sta andando verso la più grande persecuzione della Storia. San Giovanni Paolo II ha parlato del terzo Segreto di Fatima nel 1980, a Fulda. Nella sua interezza e completezza il Segreto di Fatima venne rivelato al mondo nell’anno 2000, ma in quell’occasione il Santo Padre rispose a delle domande in maniera inequivocabile e a proposito del futuro della Chiesa disse: “Dobbiamo prepararci ad affrontare fra non molto grandi prove, le quali potranno richiedere persino il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e per Cristo… Con la vostra e la mia preghiera sarà possibile mitigare queste tribolazioni, ma non è più possibile evitarle, perché un vero rinnovamento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo. Quante volte già il rinnovamento della Chiesa è scaturito dal sangue! Neppure questa volta sarà diverso. Dobbiamo essere forti e preparati, confidare in Cristo ed in sua Madre, e recitare molto, molto assiduamente la preghiera del Santo Rosario”. Di fatto il terzo Segreto di Fatima descrive la processione della Chiesa sulla via del Calvario, una lunga Via Crucis sulla quale vengono colpiti a morte tutti i suoi rappresentanti:

«Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo, indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo (“qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti”), in una luce immensa che è Dio, un vescovo vestito di bianco (“abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”), altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi, come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli, ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio».

La profezia di Fatima in parte si è realizzata, ma in parte si deve ancora realizzare. La persecuzione alla Chiesa è nel prossimo futuro, non appartiene al passato. Queste profezie mariane sono presenti nella Sacra Scrittura. Gesù stesso ha detto: “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”; la Chiesa è il prolungamento di Cristo e pertanto deve vivere tutta la vita di Gesù, anche la sua persecuzione, anche il suo Calvario. La passione della Chiesa è necessaria perché risorga. Siamo di fronte a qualcosa di logico, è chiaro che se il mondo è sotto l’influsso di satana ne consegue che la Chiesa venga perseguitata. Se satana regna, è chiaro che la Chiesa è nel mirino.

I veggenti di Medjugorje sono concordi nel dire che i Segreti riguardano la Chiesa e il mondo, ma due di loro (Mirjana e Ivan) hanno detto che riguardano soprattutto la Chiesa. Prepariamoci alla grande persecuzione che avverrà sicuramente. Concentriamoci su questa prospettiva per rafforzare e purificare la nostra fede. Dobbiamo morire necessariamente, tanto vale farlo da martiri. Affidiamoci a Dio.

La profezia di Fatima e di Medjugorje sulla Chiesa è fuori discussione. I Segreti di Medjugorje dal quarto al decimo riguardano la persecuzione alla Chiesa o l’apostasia della Chiesa. Il 13 luglio 1917 la Madonna ha detto a Fatima che il Portogallo conserverà la fede integra; questo vuol dire che la persecuzione alla Chiesa sarà tale per cui una parte dei cattolici avrà paura e abiurerà la fede, magari abbraccerà la falsa fede imposta dal potere umano. La Chiesa nel tempo dei Segreti potrebbe essere perseguitata, resistente (nei martiri) o ancora debole e tradita. È un dato di fatto che nel tempo dei Segreti di Medjugorje c’è la guerra perché il Segreto di Fatima ne parla, descrive una città diroccata sullo sfondo della processione al Calvario. I Segreti potrebbero riguardare una parte della Chiesa che non sarà abbastanza forte da rimanere salda a Cristo e testimone fino al martirio, ma abiurerà per paura e si sottometterà alla falsa religione.

I Segreti di Medjugorje, però, verranno rivelati tre giorni prima e c’è un intervento di Maria in soccorso della Chiesa. È difficile immaginare quello che succederà. Satana cercherà di decimare la Chiesa ma la Madonna, anticipando le sue mosse tre giorni prima, potrebbe innescare qualcosa di diverso che salva la Chiesa. Nel momento della grande persecuzione la Madonna interverrà tre giorni prima che gli eventi accadono proprio per salvare le nostre vite e la Chiesa stessa.

Nel tempo dei Segreti l’impostura anticristica cercherà di prevalere sul mondo ma la Madonna la annienterà rivelando gli eventi tre giorni prima che accadano e smuovendo i popoli che si convertiranno. Alla fine il Cuore Immacolato di Maria trionferà, i popoli si convertiranno all’unica vera fede e l’umanità avrà un tempo di pace.

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L’alba livida del 2026

31 Dicembre 2025 ore 09:14

di Roberto de Mattei- Corrispondenza Romana – 1931

L’alba livida del 2026 si leva su un’Europa che è in guerra e non sa di esserlo. Anche coloro che lo sanno, coloro che questa guerra l’hanno iniziata, evitano accuratamente di dirlo e continuano a parlare di pace. Del resto, come insegna sant’Agostino, anche coloro che promuovono le guerre non desiderano altro che assicurarsi la pace attraverso la vittoria (De Civitate Dei, lib. XIX, c. VII). Così, nella sua conferenza fiume di fine anno Putin ha affermato di volere la pace, ma basata sul rispetto dei princìpi che lo hanno condotto, non alla guerra, ma ad una “operazione speciale” in Ucraina.

La guerra ormai non coinvolge solo l’Ucraina, ma l’Europa e l’Occidente. È una guerra non dichiarata, ma reale, che nel linguaggio contemporaneo viene definita guerra ibrida. Ciò che è cambiato non è la natura del conflitto, bensì le sue forme, i suoi strumenti e, soprattutto, la soglia di visibilità politica oltre la quale uno Stato è disposto ad ammettere di essere in guerra. Si combatte attraverso operazioni di intelligence, sabotaggi delle infrastrutture del nemico, droni, navi senza bandiera, sottomarini invisibili, mentre in parallelo prosegue il riarmo in vista di una guerra ufficiale che tutti evocano e nessuno dichiara.

Le reti elettriche cedono per misteriosi guasti “tecnici”, i sistemi informatici collassano sotto attacchi “anonimi”, le rotte aeree e commerciali diventano insicure, le campagne di disinformazione confondono l’opinione pubblica fino a renderla incapace di distinguere gli aggressori dai difensori. Eppure, nonostante tutto questo, nessuno si rende conto di essere in guerra. Si combatte in una zona grigia permanente in cui la guerra c’è, ma convive con la sua stessa negazione.

La guerra non dichiarata non è un’invenzione del nostro tempo, ma una costante della storia internazionale, anche se nuova è la modalità in cui oggi essa si svolge. Un esempio emblematico è quello degli Stati Uniti tra il 1940 e il 1941. I cannoni tuonavano in Europa e il presidente Franklin D. Roosevelt era convinto che una vittoria della Germania nazista avrebbe rappresentato una minaccia alla sicurezza americana, ma l’opinione pubblica del suo paese era in maggioranza contraria alla guerra.   

Deciso ad intervenire, pur senza disporre del consenso necessario per una dichiarazione di belligeranza, Roosevelt mise in atto quella che molti storici hanno definito una “guerra non dichiarata” contro la Germania.  Si trattava di una guerra condotta attraverso una sequenza di atti militari, logistici e politici che avvicinarono sempre più gli Stati Uniti allo scontro diretto con il Terzo Reich. 

 Il cuore di questa guerra non dichiarata fu l’Atlantico. Le navi americane iniziarono a scortare i convogli britannici carichi di rifornimenti, pur sapendo che ciò le avrebbe esposte agli attacchi dei sottomarini tedeschi. Nel settembre 1941, dopo lincidente della USS Greer, un cacciatorpediniere americano coinvolto in uno scontro con un U-Boat tedesco, Roosevelt annunciò la politica del “shoot on sight”: le navi tedesche avvistate nelle zone di sicurezza atlantiche potevano essere attaccate senza preavviso. Parallelamente, Washington sosteneva lo sforzo bellico britannico attraverso il programma Lend-Lease Act, che consentiva di fornire armamenti e materiali ai paesi in guerra contro l’Asse.  Nei fatti, la guerra era già iniziata, anche se nessuno la chiamava così.

Questa strategia suscitò dure critiche da parte dell’America First Committee, il più grande movimento isolazionista della storia americana, che accusava Roosevelt di trascinare il Paese nel conflitto aggirando la volontà popolare. Le ferite della Prima guerra mondiale erano ancora aperte e milioni di americani temevano che un nuovo intervento militare in Europa avrebbe prodotto solo morte, debiti e instabilità interna. Lo slogan “America First” condensava una visione del mondo fondata sui princìpi di difendere il continente americano, rafforzare l’economia nazionale e rifiutare qualsiasi coinvolgimento nel Vecchio Continente.  

Il movimento trovò il suo simbolo più noto in Charles Lindbergh, il celebre sorvolatore dell’Atlantico del 1927. Nei suoi discorsi, Lindbergh sosteneva che la Germania fosse militarmente invincibile e che un intervento americano sarebbe stato inutile e disastroso. Alcune sue dichiarazioni, in particolare quelle che attribuivano all’amministrazione Roosevelt e ad ebrei americani e britannici la spinta verso la guerra, suscitarono accuse di antisemitismo e compromisero la credibilità del movimento.  

Ma l’11 dicembre 1941, i giapponesi attaccarono gli Stati Uniti a Pearl Harbor. Pochi giorni dopo, fu la Germania a dichiarare guerra agli Stati Uniti, rendendo ufficiale ciò che, nei fatti, era già in corso da mesi. L’America First Committee si sciolse bruscamente. Di fronte a un’aggressione diretta al territorio americano, gli stessi leader del movimento riconobbero che, da quel momento, l’unità nazionale veniva prima di ogni divisione ideologica.

Se l’America First Committee nacque in un contesto segnato dal trauma della Prima guerra mondiale e dalla paura di sacrifici inutili, oggi l’isolazionismo riemerge negli Stati Uniti sotto forma di critica al costo economico e umano dell’impegno globale. Sarebbe un errore, tuttavia, leggere in chiave isolazionista l’ultimo documento statunitense sulla Strategia di Sicurezza Nazionale (National Security Strategy – NSS) pubblicato nel 2025 dalla Casa Bianca. Il testo pone l’interesse degli Stati Uniti come priorità nazionale e definisce l’Europa un continente in fase di declino, ma Washington si dice pronta a collaborare con un’Europa forte, capace di contribuire alla competizione strategica, anche dal punto di vista militare. La possibilità di una cancellazione dell’identità europea, che il documento sottolinea con preoccupazione, è un pericolo reale, che l’Europa non sembra percepire.

 La frase più discussa del testo, “We want Europe to remain European”, significa che l’Europa sta smettendo di essere sé stessa e deve tornare alle proprie radici. Sono le nazioni europee a doversi assumere la responsabilità di recuperare quella che il documento della Casa Bianca chiama la “auto-stima civilizzazionale”, la consapevolezza, cioè, del patrimonio storico e culturale del Vecchio continente. In una prospettiva non diversa, nel suo messaggio Urbi et Orbi del giorno di Natale, lo stesso Leone XIV ha richiamato la necessità per l’Europa di rimanere fedele alle sue radici cristiane e alla sua storia.

La decadenza europea oggi si esprime sotto la forma di un “neo- pacifismo” che intercetta un elettorato stanco di guerre “lontane”.  Ma il pacifismo nasce da una rimozione storica: l’illusione che basti dichiararsi “per la pace” per evitarla. Questo atteggiamento legittima la guerra ibrida, perché ne accetta la narrazione. Uno degli strumenti principali della guerra ibrida è la manipolazione dell’opinione pubblica. Ciò avviene attraverso campagne di disinformazione e appelli alla pace che coincidono, nei fatti, con la richiesta di resa a un nemico che non si dichiara tale.  

Il pacifismo, che non ammette l’esistenza di un conflitto, si rivela così incapace di fronteggiare una guerra che non si presenta come guerra. La pace non è più il risultato di un ordine difeso, ma la maschera di una resa progressiva. La guerra ibrida è tragica proprio perché nega la tragedia: non chiede scelte nette, ma le consuma lentamente, fino a quando la guerra, finalmente dichiarata, non appare più come una decisione, ma come una fatalità inevitabile.

La storia dimostra che il pacifismo non è uno spazio neutro: è il terreno in cui prevale chi è disposto a usare la forza senza dirlo. E se la pace, come spiega sant’Agostino, è la tranquillità dell’ordine, allora essa non può nascere dalla rimozione del conflitto, bensì dal coraggio di riconoscerlo. Perché la vera alternativa, oggi, non è tra guerra e pace, ma tra una pace difesa e una pace simulata. E l’Europa, posta di fronte a questa scelta, non potrà a lungo continuare a rimandarla senza scoprire, un giorno, che il rinvio è stata una disastrosa decisione. 

🔴LIVE🔴 FIGLIOLI: VI ABBRACCIO CON TENEREZZA – Catechesi di P. Livio – Puntata 24

🔴LIVE🔴 Il Mondo non vuole Dio – Editoriale di P. Livio – 31/12/2025

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio –  mercoledì 31 dicembre 2025

h. 8.50 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50: EDITORIALE

Il Mondo non vuole Dio

+ La Madonna ha svelato il mistero di iniquità

+ Al posto di Dio le ideologie che distruggono

+ La missione della Chiesa testimone di Cristo

+ La Chiesa nella più grande persecuzione della storia


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IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 20

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

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