"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul messaggio del 25 settembre

Cari amici,

l’inverno dell’ateismo sta passando. La vita materialistica e intramondana vissuta nel buio della caverna, senza apertura a Dio, sta mostrando i frutti nefasti di tristezza, angoscia e paura. Addirittura sta rivelando il mondo che scricchiola sotto il peso delle sue iniquità. Questa realtà è ben tangibile anche nella vita di tutti i giorni di coloro che non hanno la grazia di conoscere e amare Dio.

Questa crisi era stata preannunciata dalla Madonna quando ha detto che per il mondo senza Dio non c’è futuro.

La Regina della pace insiste sull’apertura dei cuori a Dio, ci ha chiesto di invocare lo Spirito Santo che è il Signore e dà la vita. In questo messaggio, inoltre, la Madonna ha fatto delle esortazioni bellissime che sono proposte di vita spirituale molto costruttive, vorrei soffermarmi su una in particolare.

Siate gioiosi in Dio. La parola “gioiosi” viene ripetuta due volte in questo messaggio. La Madonna dopo averci detto che ci vede persi, probabilmente ora vede che chi si è aperto a Dio è gioioso. La tristezza, il timore, la paura, l’angoscia e la disperazione sono state sostituite dalla gioia, in chi si è aperto a Dio. Maria ci vuole gioiosi.           
È possibile essere gioiosi nel contesto del periodo storico che stiamo vivendo? È un dato di fatto che ci sono persone realmente gioiose, nonostante i tempi che stiamo vivendo. La Madonna ci ha esortato a testimoniare quello che Dio fa in noi e attraverso di noi. Uno dei miracoli che Dio fa in noi – con la nostra cooperazione, ovvero con l’apertura del cuore – è il passaggio dalla tristezza alla gioia. È questo miracolo della grazia l’esperienza che moltissimi fanno. Dire che si può essere gioiosi in Dio stabilmente è un’affermazione fin troppo ottimistica, difatti la Madonna declina il verbo con accezione esortativa: siate gioiosi in Dio. Questo significa che la gioia in Dio è una possibilità, è una vocazione, una chiamata, un dono e nel medesimo tempo è una conquista quotidiana che può sfuggire continuamente perché la vita è un viaggio in un mare non sempre calmo. La gioia in Dio è minacciata ma è una conquista possibile che certamente molti di noi hanno sperimentato. Chissà quanti potrebbero testimoniare di averla provata, penso a chi si è accostato al Sacramento della Confessione dopo tanti anni. Questo tipo di gioia talvolta sfocia anche in un pianto mai sperimentato. La gioia in Dio, in questo caso, è aver chiesto perdono dei peccati commessi e aver ricevuto il perdono misericordioso del Signore che ci abbraccia come figli e ci trasmette la sua gioia per essere tornati a Lui.

La gioia deve essere protetta vivendo fedeli a Dio e al suo amore, camminando sulla via dei Comandamenti, attingendo alla grazia dei Sacramenti. In questo modo la gioia in Dio diventa una fonte stabile di grazia.

Questa gioia è un anticipo di Paradiso sulla Terra.

Cerchiamo questa gioia, proteggiamola, custodiamola e testimoniamola agli altri, affinché più cuori possibili possano sperimentarla.

Rispondiamo sempre alla chiamata della Regina della pace accogliendo i suoi messaggi con umiltà di figli e con cuore aperto.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla presenza della Madonna

Cari amici,

questa lunga presenza della Madonna una luce che illumina e rischiara il cammino di fede in questo mondo offuscato dalle tenebre.

La Madonna ha sempre detto che è stata mandata da Suo Figlio proprio nel tempo in cui l’occidente ha cambiato religione, ripudiando il Cristianesimo.

Abbiamo rifiutato la fede e la Croce, abbiamo voltato le spalle a Dio e abbiamo aderito a una religione umanitaria in cui l’uomo si è messo al posto di Dio. In questa visione della vita, l’uomo cammina da solo, progetta una nuova Creazione, diventa creatore di se stesso. In questo contesto la Madonna, attraverso la sua presenza, ci ha testimoniato che Dio è presente, è il Signore, governa la Storia umana.

In effetti, possiamo ben dire che siamo entrati nel tempo di Dio, con i capovolgimenti che saranno sempre più tangibili man mano che andiamo avanti. Veramente vedremo che Dio è il Signore!

Il cammino della vita fatto come se Dio non esistesse è costellato di paure. In questa fase della Storia umana, il cuore è talmente colmo di odio, cattiveria e inganno, da mettere a rischio la stessa sopravvivenza umana sulla Terra. Siamo entrati improvvisamente nella fase del mondo senza Dio e in modo quasi iperbolico si sono succeduti gli eventi. Il primo evento è stato sicuramente la pandemia, la cui origine è misteriosa e allo stesso tempo malefica. Dopo la pandemia è scoppiata la guerra con tutto quello che ne consegue.

Questi due pericoli non sono nuovi per l’umanità, in passato sono stati fronteggiati con l’idea del governo di Dio e della Provvidenza. Il primo pericolo appartiene alla sfera delle calamità naturali, l’altro viene dall’uomo. Entrambi si sono dilatati e hanno seminato nei cuori degli uomini paura e angoscia per il futuro.

Queste paure vengono da eventi che da soli non siamo in grado di fronteggiare. Di fronte a queste paure a chi ci rivolgiamo? Chi può disinnescare il pericolo che una guerra atomica distrugga la Terra? Chi è in grado di metterci al sicuro da eventi naturali catastrofici?

Di fronte al problema della siccità, che cosa può fare la scienza? Nulla. Nei mesi scorsi abbiamo toccato con mano questa impotenza della tecnica davanti al grande problema della mancanza di piogge. Che cosa può fare la politica oggi per fermare un progetto di guerra che potrebbe usare ordigni inimmaginabili? Nulla.

Il nostro cammino improvvisamente si è inceppato. Ci siamo trovati sull’orlo di un abisso. Se non c’è Dio, chi provvede? Se eliminiamo Dio dalle nostre vite, a chi ci rivolgiamo?

La Madonna è qui da così tanto tempo per riportare l’umanità a Dio, l’unico che può salvarci.

È necessaria l’umiltà di fare nostra la preghiera del Salmo 130     


Dal profondo a te grido, o Signore
Signore, ascolta la mia voce

In questo momento di grazia, in cui si è rivelata la menzogna del tentatore (il cui slogan è “senza Dio si vive meglio”) , la Madonna è qui per richiamarci maternamente a Dio e ai suoi Comandamenti.

Siamo creature nelle mani del Creatore. Solo in Dio c’è speranza, c’è futuro, c’è pace.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul capitale spirituale

Cari amici,

nei giorni scorsi il Santo Padre ha parlato della nuova economia nel mondo mettendo l’accento sulla componente spirituale. Quando si parla di capitale, ovvero delle possibilità di investimento, bisogna considerare anche l’aspetto umano, oltre che quello materiale. Le competenze, la formazione, il valore delle persone devono necessariamente essere prese in considerazione. Il Papa ha aggiunto la componente spirituale, fondamentale per la vita dell’uomo sulla Terra.

Il capitale spirituale è la componente religiosa e la visione ultraterrena dell’uomo. Questo capitale spirituale e morale è ancora più importante per una società vivibile, rispetto a quello materiale.

In questi anni il capitale spirituale è andato dissipandosi e tutto il resto è inevitabilmente crollato. Dissipandosi il capitale spirituale di ognuno (ovvero le nostre convinzioni, le nostre visioni di fede, le virtù morali che rendono l’uomo capace di affrontare le durezze della vita e che consentono una vita sociale ordinata, laboriosa e pacifica), la Terra è diventata improduttiva, come una landa desolata abitata da serpenti e scorpioni. Giustamente il Papa riteneva la ricostituzione di questo capitale spirituale, il passo decisivo perché l’economia e tutta l’organizzazione della vita sulla Terra sia “umana”, rispettosa dell’uomo, rifletta le esigenze dell’uomo.

Nei messaggi degli ultimi tre mesi, la Regina della pace ci ha chiamati a ricostruire ciò che abbiamo distrutto. Lei è qui per aiutarci. Cosa abbiamo distrutto? La parte migliore di noi stessi, ovvero il capitale spirituale. Abbiamo distrutto il Cristianesimo! Abbiamo cementato quella fonte di acqua che ha alimentato la Storia di questi duemila anni con la Sacra Scrittura. Anziché attingere a questa fonte inestimabile di vita, abbiamo preferito aprire delle pozzanghere e abbeverarci a esse!

Il prodotto di questo nostro comportamento è una società priva di ideali, priva di prospettive che propone una vita senza senso, senza valori. La libertà che viene conclamata in realtà è una libertà finta, ristretta, che fa di noi degli automi.

Non dobbiamo rattristarci perché la Madonna non affretta il tempo dei Segreti, che certamente ha una data già prefissata. Se visto nella prospettiva della ricostituzione del capitale spirituale e morale che la nostra generazione ha perso, questo tempo di attesa ha un senso.

In tutto questo periodo abbiamo vissuto come un’esplosione nucleare a livello spirituale che ha comportato la dispersione e la distruzione dei valori cristiani. La devastazione è stata tangibile e la ricostruzione sarà lunga ma necessaria. Il rifiuto è stato sempre più sistematico, determinato e rabbioso nei confronti del Cristianesimo che è arrivato al rifiuto della fede e della Croce. La scienza è stata elevata a divinità e l’uomo si è rinchiuso in una caverna senza luce né acqua. In questa caverna, che è la nostra situazione esistenziale, siamo tristi, asfittici, siamo lupi gli uni gli altri, siamo serpi spietate.

Questi sono gli esiti dell’esplosione nucleare spirituale: la messa al bando della fede cristiana, l’effettiva e reale persecuzione quotidiana delle fonti della grazia sostituite dalle pozzanghere umane inquinate fin dalle origini. È questo il panorama del mondo d’oggi, in cui le risorse spirituali e morali si vanno estinguendo. In questo tempo di difficile ricostruzione del capitale spirituale che è andato perduto è più che mai necessaria la presenza della Madonna che sarà con noi anche durante tutto il tempo dei Segreti.

Dobbiamo operare anche noi in primis alla ricostruzione, tornando a Dio e ai suoi Comandamenti.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera

«Cari figli! Anche oggi sono con voi per dirvi: figlioli, chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza.
Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace, perché siete miei. Io sono venuta qui con il nome: Regina della Pace perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra, vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro, ma il futuro è di Dio.
Perciò siate umili, pregate ed abbandonate tutto nelle mani dell’Altissimo che vi ha creati.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata»
(messaggio del 25 marzo 2021)

Cari amici, è vero ed è tangibile che in questo periodo storico particolarmente difficile, molti hanno paura. I mass-media, poi, fanno la loro parte tempestandoci di notizie e immagini inquietanti. Sappiamo, tuttavia, che queste notizie sono fondate perchè il mondo è veramente a rischio.

La Madonna però ci ha rassicurato dicendoci che chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza. La Regina della pace ci ha anche messo in guardia da satana che vuole riempire i nostri cuori di paura e infine ha aggiunto che il futuro è di Dio.

La paura è connessa alla nostra situazione esistenziale in questo mondo, aver paura è normalissimo perché viviamo in un mondo pieno di pericoli che vengono dalla natura e dalla società, gli eventi che impauriscono sono quotidiani.

Per quale motivo chi prega non ha paura del futuro? Per noi credenti il vero pericolo, la vera morte, è quella dell’anima. Nel momento della morte l’anima si stacca dal corpo e viene immediatamente giudicata. Il Paradiso è certamente la meta a cui tendere; il purgatorio è doloroso perché si prospetta un periodo di purificazione in preparazione al Cielo; l’infermo è ovviamente da evitare con tutte le forze, scegliendo Dio e affidandoci alla sua divina Misericordia qui sulla Terra.

In questa prospettiva della vita eterna, chi prega non ha paura del futuro perché anche se muore è unito a Dio.            Nessuno può separarci dall’amore di Cristo! Solamente noi con la nostra libera scelta, peccando, ci separiamo da Dio.

Né la morte, né la vita, né le calamità o le guerre possono separarci dall’amore di Cristo.
Per chi muore nel Signore, la morte è una beatitudine.      
“Beati d’ora in poi, i morti che muoiono nel Signore” sta scritto nell’Apocalisse.

La possibilità di una guerra che ci tocca da vicino oggi è più reale che mai e questo genera paura. È una reazione naturale, questo ci serve ad aggiustare le prospettive anche sul modo di considerare la vita.      
La vita è un tempo di prova, è una lotta, è una battaglia, è una fatica, è una valle di lacrime in cui certamente non mancano le gioie e le soddisfazioni. Le croci vissute con il Signore diventano certamente feconde, fanno crescere e sono benedette. Se si vivono senza il Signore certamente diventano macigni che schiacciano.

Anche questo tempo di calamità che ci è toccato, se vissuto con il Signore sarà difficile ma illuminato dalla speranza. Satana è più scatenato che mai, siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse e le forze del male sono dispiegate come mai prima d’ora, ma Dio è con noi e nella preghiera, nel nostro rapporto “a tu per tu” con Lui, possiamo trovare la serenità e la speranza di guardare al futuro che ci aspetta.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’importanza dei moniti della Regina della pace

Cari amici,

ultimamente la Madonna ha detto che satana lotta per la guerra. Prima ci allertava delle mire del diavolo dicendoci “satana vuole la guerra”. L’impero delle tenebre si è scatenato come mai prima d’ora per prevalere. Difatti nel messaggio del 25 febbraio, quando incominciò l’aggressione della Russia all’Ucraina, la Regina della pace aprì il messaggio dicendo: «Sono con voi e preghiamo insieme. Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga». Satana vuole prevalere, vuole vincere, vuole superare l’amore con l’odio, la pace con la guerra, vuole distruggere il mondo.

L’espressione della Madonna del messaggio del 25 marzo 2020: «satana regna e vuole distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate» richiama fortemente le parole dette anni prima: «satana è forte e desidera distruggere non solo la vita umana ma anche la natura e il pianeta su cui vivete» (25 gennaio 1991).

Il monito del 1991 è da contestualizzare perché gli equilibri mondiali erano traballanti, si rischiava di sfociare in un’altra guerra mondiale. Due anni fa la Madonna ha ripetuto lo stesso avvertimento. La Regina della pace vede ciò che noi non vediamo, conosce in anticipo le situazioni ed è per questo che ci mette in guardia dai pericoli anche in tempi non sospetti. Sicuramente la Madonna sapeva che l’odio satanico sarebbe sfociato nella guerra che poi è scoppiata nel febbraio di quest’anno. Difatti nel messaggio del 25 febbraio la Madonna ha presentato la guerra come uno scatenamento tangibile delle forze del male, ormai satana sta operando con il suo potere di morte, odio e paura. Di fatto è così.

Nei mesi successivi la Regina della pace ci ha detto che satana sta lottando strenuamente per prevalere. In tutto questo periodo però, ci ha anche rassicurati e esortati a pregare con Lei perché la sua presenza è la nostra salvezza. Con la preghiera, il digiuno e la testimonianza si possono erigere dighe per fermare questa ondata di morte che rischia di portare alla distruzione dell’umanità.

Adesso siamo a una svolta. Le informazioni sulla guerra vengono centellinate, specialmente attraverso l’informazione, in modo tale da non spaventarci troppo.

Noi però non dobbiamo perdere mai di vista né sottovalutare le parole della Regina della pace. Lei conosce la strada che stiamo percorrendo e noi mariani dobbiamo accogliere i suoi inviti al digiuno, alla preghiera e alla testimonianza per farci trovare pronti nel tempo dei Segreti, per far capire a satana chiaramente da che parte stiamo.          

Il nostro sguardo sul futuro sia sereno. Satana non prevarrà, anche se comunque avrà la sua parte.     
Dio è con noi, la Madonna è con noi. Se saremo suoi vinceremo.            

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’esame del cuore

Cari amici,

il cuore è certamente la sede dei sentimenti e delle emozioni. È un mare in tempesta, è un fluttuare continuo di onde che si agitano e poi si calmano per poi tornare ad agitarsi. La nostra vita si riflette totalmente nel nostro intimo e raramente abbiamo il coraggio di guardare nel nostro cuore.

L’uomo ha una dimensione spirituale molto profonda a cui è impossibile arrivare con la medicina, serve ben altro.

Dobbiamo metterci dinanzi a Dio in silenzio, nella sua luce, nella comprensione del suo amore. Pascal diceva che in Dio vediamo la nostra miseria nella luce della sua Misericordia. Vedendo la nostra miseria nella luce di Dio, ci apriamo alla sua Misericordia e curiamo le nostre ferite con il suo amore.

L’ascolto del cuore nel silenzio, che praticamente è un esame di coscienza non preparatorio alla Confessione, è una pratica da fare spesso, magari all’inizio di ogni giornata o alla sera. Si tratta di fare il punto della situazione sulla nostra vita spirituale nella luce di Dio. Innanzitutto, ci si pone l’interrogativo fondamentale: qual è il mio rapporto con Dio? Dio è presente nella mia vita? È Dio la luce che mi illumina e mi guida? È Dio la forza che mi sostiene? È un “tu” a cui mi rivolgo? È questo il punto di partenza per capire se nella nostra vita Dio è presente oppure no.

Se questa presenza c’è, quale luce emana? Questo ovviamente dipende dall’apertura del nostro cuore, dal nostro desiderio di Dio.

La nostra introspezione continua con la riflessione su quale strada stiamo percorrendo nella nostra vita? Andando avanti su questo percorso dove arriveremo? Continuando così, quale sarà la mia situazione quando arriveremo al termine della vita? Se dovessimo morire adesso quale sarebbe la nostra sorte?

Se anziché la via della salvezza stiamo percorrendo quella della rovina, è necessaria una decisione. Se ci rendiamo conto che il percorso è sbagliato, dobbiamo cambiare vita subito.

Non sappiamo quando il Signore ci chiamerà, pertanto dobbiamo essere pronti. Questa presa di coscienza esige la decisione della conversione, tanto più nei tempi che stiamo vivendo.

Questi due interrogativi fondamentali dobbiamo porceli spesso se vogliamo sapere in che stato di salute spirituale ci troviamo.

Se il nostro cuore è chiuso e Dio non c’è dobbiamo aprirci con la preghiera e con i Sacramenti.
Se stiamo camminando sulla via del peccato dobbiamo assolutamente decidere di virare verso la buona strada.

È inoltre importante sentire quello che sale dal nostro cuore. Siamo inquieti? Abbiamo paura? Siamo scoraggiati? Nutriamo rabbia, vendetta, invidia, superbia, discordia? I desideri che salgono dal cuore riguardano la carne, i beni materiali?

Abbiamo messo a tacere la voce della nostra coscienza oppure la ascoltiamo?     
Impariamo ad ascoltare il nostro cuore perché è proprio lì che possiamo constatare il nostro stato di salute spirituale.

La battaglia, che è già incominciata e che culminerà nel tempo dei Segreti, non ci faccia trovare impreparati. I nostri cuori siano aperti all’amore di Dio.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla morte delle anime

Cari amici,

la Regina della pace quando ha detto «vi guardo e vedo che siete persi» (messaggio del 25 aprile 2022) ci ha molto colpito. Non abbiamo perso semplicemente una strada, una direzione che poi si può in qualche modo recuperare. Il nostro essere persi è una situazione esistenziale che riguarda noi stessi, abbiamo perso noi stessi. È la perdita più grande che potremmo avere. Solitamente si colloca questa perdita nel momento della morte, tant’è che si dice “non c’è più”.

Quando invece questa espressione viene detta a una persona viva è perché è avvenuto qualcosa di molto grave a livello esistenziale, cioè nelle profondità dell’essere. Cosa è avvenuto? Da quando la Madonna è qui presente abbiamo vissuto un passaggio epocale nel quale ci siamo chiusi a Dio, ci siamo al suo posto e quindi abbiamo perso noi stessi.

Perdendo Dio, l’uomo perde se stesso. Avendo Dio, l’uomo sa chi è (una sua creatura), da dove viene (dal suo atto creatore), dove va (il pellegrinaggio nel tempo porta all’eternità, alla casa del Padre nella gioia del Cielo).

Se siamo stati cristiani veri e abbiamo coltivato la grazia della fede, abbiamo fatto l’esperienza di vivere con Dio all’orizzonte, rispondendo agli interrogativi di fondo del cuore: chi sono, da dove vengo, dove vado. La Parola di Dio, insieme alla luce della ragione dà risposta a tutti questi interrogativi ed è una luce sufficiente per il cammino della vita nelle tenebre del mondo.

Satana è sciolto dalle catene. C’è un dilagante oscuramento della ragione e dell’occhio interiore, un rattrappimento della nostra anima che si è oscurata e si è ammalata fino a morire.

La Madonna ha usato un’espressione molto severa a riguardo: «le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale» (25 dicembre 2019).

Anche Suor Lucia, in una visione che ha descritto, ha usato un’espressione simile: «le anime che dormono il sonno della morte».

Siamo proprio in questa situazione, le anime sono oscurate, sono malate, dormono il sonno della morte.

Questo è avvenuto perché come i tralci recisi dalla vite appassiscono e seccano, così noi – negando Dio e mettendo al centro della nostra vita il nostro io – siamo morti spiritualmente.

Tranciando il legame che ci univa a Dio, siamo precipitati in un abisso che ci assorbe e ci porta così in basso fino a farci diventare un non-essere. Abbiamo perso tutto ciò che nell’uomo è bello, è santo, è giusto, è buono, è amabile. La nostra vita legata a Dio – pur essendo oscurata dal peccato – è qualcosa di straordinario, di grande, di bello. Anche il peccatore non perde la sua dignità se non si stacca completamente da Dio e non perde la fede.

Dobbiamo approfittare dell’infinita Misericordia di Dio che, pur essendo precipitati nell’abisso, arriva fino in fondo per chiamarci alla vita e salvarci.

La presenza della Madonna per così tanto tempo qui sulla Terra con apparizioni quotidiane è sicuramente un evento straordinario che ci indica quanto sia grande l’amore di Dio. Pur avendogli voltato le spalle, in questo mondo completamente oscurato dalle tenebre e nell’imminenza dell’autodistruzione, Dio ha inviato Maria, Madre della Chiesa e dell’umanità.

Accogliamo la Regina come nostra Madre, accettiamo di essere suoi figli e apostoli del suo amore, solo così le tenebre svaniranno e prevarrà la luce celeste della salvezza.

Non praevalebunt! (le porte degli inferi non prevarranno)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale tratto dalle parole del messaggio della Regina della pace del 25 giugno 2022

Cari amici,

le parole dei messaggi della Madonna sembrano semplici ma sono intrise di significato, di sapienza e di santità. Tocca a noi comprenderle.       
Il messaggio del 25 giugno – giorno dell’anniversario delle apparizioni – inizia con parole luminose ma termina con un’affermazione drammatica sulla quale è opportuno riflettere.

Subito la Madonna chiarisce quanto noi siamo importanti nel suo piano di salvezza che è un piano per salvarci dagli eventi che vengono annunciati dai Segreti. L’annuncio tre giorni prima è già un elemento di questo piano di salvezza.
La Madonna ha un piano di salvezza per tutta l’umanità e in questo piano siamo importanti. Se la Madonna ha parlato tante volte di questo piano, significa che vuole salvare l’umanità. Perirà chi avrà scelto di stare dalla parte del diavolo. Chi crederà non morirà in eterno.

Dobbiamo prendere sul serio il fatto che la Madonna è qui da così tanto tempo per preparare il suo piano di salvezza di cui conosciamo qualcosa. Certamente la cosa più importante – che Lei stessa ci ha rivelato affinché fossimo sereni guardando al futuro – è che se saremo suoi vinceremo, ci salveremo. La sua promessa di salvezza è supportata dall’onnipotenza divina, quindi sicuramente verrà mantenuta.

Attraverso la preghiera e la riflessione sui messaggi della Regina della pace, dobbiamo acquisire uno sguardo sereno sul futuro, certi che la Madonna è qui in mezzo a noi per guidarci, per proteggerci e per salvarci. Il nostro ruolo è importante perché dobbiamo diffondere il piano di salvezza della Madonna, dobbiamo essere Suoi strumenti attraverso la testimonianza dell’amore, della fede e della speranza.    

La Regina della pace ha deciso di essere presente con apparizioni quotidiane per tutto il tempo dei Segreti. Dobbiamo quindi pregare affinché la strada che la Madonna ci chiama a percorrere sia sempre più luminosa e praticabile.    
La Madonna ha già detto da cosa ci vuole salvare e già questo basterebbe a rasserenarci. La Madonna ci salva dal tentativo di satana di imporre sul mondo l’odio e la guerra. Satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo. La Madonna ci dà la possibilità di salvarci dall’uso di armi chimiche e atomiche che raderebbero a zero l’umanità e la Terra.

Il fatto che Maria ci voglia salvare dalla volontà di satana di distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo è fuori discussione. Nel medesimo tempo la Madonna è qui per impedire a satana di distruggere la nostra fede.

C’è un evidente progetto di sostituire il Cristianesimo con un’altra religione e la Madonna è qui per contrastarlo con tutte le sue forze e con il nostro aiuto.

Torniamo a Dio, torniamo ai suoi Comandamenti. Aiutiamo la Madonna a salvarci rafforzando la nostra fede e testimoniandola ogni giorno.

Se saremo suoi vinceremo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul dolore della Beata Vergine Maria

Cari amici,

oggi la Chiesa celebra la festa della Beata Vergine Maria Addolorata.

La Madonna è stata la cooperatrice all’opera della Redenzione. È senza dubbio corretto affermare che Gesù ha vissuto una Passione cruenta, ma anche l’anima di Madre è stata trafitta da una spada. Così come le piaghe di Cristo sono vive nel corso della Storia e fino alla fine del mondo, anche questa spada che ha trapassato il cuore di Maria resterà come segno spirituale della sua partecipazione alla Passione del Figlio.

Il “sì” che il Verbo ha detto al Padre per farsi carne e che ha rinnovato nel Getsèmani quando ha sudato sangue, risuona nel “sì” della Vergine Maria. San Giovanni Paolo II disse che dopo la gioia del momento dell’Annunciazione, c’è stato il momento dell’annuncio della Passione, quando la Madonna ha portato il Bambino al Tempio e Simeone le ha predetto che avrebbe sofferto anche Lei terribilmente: «[…] e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori» (Lc 2,35).

La Madonna ha partecipato al “sì” del Figlio e alla sua Passione. La Madonna con tutta se stessa, nel profondo del suo cuore, ha accettato di portare nel suo grembo verginale il Figlio di Dio che sarebbe morto sulla Croce per la Remissione dei peccati di tutti gli uomini, di tutti i tempi.

L’Addolorata, allora, è proprio la Madre che accetta il sacrificio del Figlio.

Come sappiamo, la Madonna ha rivelato la sua vita anche ai veggenti di Medjugorje e nei messaggi. Ce n’è uno in particolare che ne racchiude con parole l’essenza: «La mia vita è stata dolore, silenzio ed un’immensa fede e fiducia nel Padre Celeste» (messaggio del 2 settembre 2016)

Per amore, Maria ha accettato il più grande dei dolori che una madre possa accettare, cioè che il figlio venga sottoposto a una passione come quella che noi leggiamo ogni Venerdì Santo.

Quanto siamo costati al Figlio, così siamo costati alla Madre. Il “sì” della Madonna è stato esteso a tutti suoi figli, allargando i confini a tutta l’umanità che vuole salva nella sua interezza: «Vi amo e desidero condurvi tutti con me in Paradiso» (messaggio del 25 aprile 1994).

Se è vero che la Passione di Gesù durerà fino alla fine della Storia, perché fino ad allora ci saranno quelli che lo rifiuteranno, allo stesso modo la sofferenza di Maria durerà per tutto il corso della Storia, a causa di tutti i suoi figli che si perdono nel peccato.

La Madonna è il rifugio dei peccatori, è Colei che cerca i suoi figli per salvarli e anche in questi tempi tribolati Lei è qui per strappare le anime dalle grinfie del serpente infernale. La Madonna soffre nell’ammettere che “il diavolo miete le anime per attirarle a sé” (messaggio del 25 luglio 2020) e che molti vanno all’inferno (2 novembre 1983).

Anche noi possiamo rivolgere alla Madonna il nostro “sì” cooperando con Lei alla salvezza delle anime. È questo quello che conta, è questo che Maria desidera. In tutti questi anni la Regina della pace si è dedicata proprio alla salvezza delle anime.

La Madonna è nostra Madre e non si rassegnerà mai alla perdita eterna dei figli che lei stessa ha generato. Aiutiamola, cooperiamo in questa straordinaria opera di salvezza.

Vi riporto alcune riflessioni che Benedetto XVI ha dedicato alla Madonna Addolorata, nei primi anni del suo Pontificato. Siano questi pensieri per noi un viatico in questa giornata particolare, perchè con la nostra fedeltà e le nostre preghiere consoliamo l’Addolorata e cooperiamo con Lei al suo piano di salvezza.

Ai piedi della Croce, accanto a Gesù morente, Maria unisce il suo dolore a quello del Figlio e ci mostra che l’amore di Dio è più forte della morte. Il suo, sottolinea Benedetto XVI, è “un dolore pieno di fede e di amore”: “La Vergine sul Calvario partecipa alla potenza salvifica del dolore di Cristo, congiungendo il suo ‘fiat’, il suo ‘sì’, a quello del Figlio”. (Angelus 17 settembre 2006).

Di fronte alla sofferenza del Figlio, Maria si affida a Dio. Sa che sulla Croce, Cristo ha versato tutto il suo sangue per liberare l’umanità dalla schiavitù del peccato: “La Vergine Maria, che credette alla Parola del Signore, non perse la sua fede in Dio quando vide il suo Figlio respinto, oltraggiato e messo in croce. Rimase piuttosto accanto a Gesù, soffrendo e pregando, fino alla fine. E vide l’alba radiosa della sua Risurrezione”. (Angelus 13 settembre 2009).

Maria, osserva il Pontefice, ci insegna che “più l’uomo è vicino a Dio, più vicino è agli uomini”. Il fatto che Maria, nell’ora della Croce, sia “totalmente presso Dio è la ragione per cui è anche così vicina agli uomini”: “Per questo può essere la Madre di ogni consolazione e di ogni aiuto, una Madre alla quale in qualsiasi necessità chiunque può osare rivolgersi nella propria debolezza e nel proprio peccato, perché ella ha comprensione per tutto ed è per tutti la forza aperta della bontà creativa”. (Santa Messa, 8 dicembre 2005)

È in lei, prosegue il Santo Padre, che “Dio imprime la propria immagine, l’immagine di Colui che segue la pecorella smarrita fin nelle montagne e fin tra gli spini e i pruni dei peccati di questo mondo, lasciandosi ferire dalla corona di spine di questi peccati, per prendere la pecorella sulle sue spalle e portarla a casa”: “Come Madre che compatisce, Maria è la figura anticipata e il ritratto permanente del Figlio. E così vediamo che anche l’immagine dell’Addolorata, della Madre che condivide la sofferenza e l’amore, è una vera immagine dell’Immacolata. Il suo cuore, mediante l’essere e il sentire insieme con Dio, si è allargato. In lei la bontà di Dio si è avvicinata e si avvicina molto a noi. Così Maria sta davanti a noi come segno di consolazione, di incoraggiamento, di speranza”. (Santa Messa, 8 dicembre 2005).

Benedetto XVI ci invita a contemplare Maria, ai piedi della Croce, “associata intimamente alla missione di Cristo e compartecipe dell’opera della salvezza con il suo dolore di Madre”: “Sul Calvario Gesù L’ha donata a noi come madre e ci ha affidati a Lei come figli. Vi ottenga la Vergine Addolorata il dono di seguire il suo divin Figlio crocifisso e di abbracciare con serenità le difficoltà e le prove dell’esistenza quotidiana”. (Discorso alle monache clarisse, 15 settembre 2007)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul mistero della Croce

Cari amici,

oggi la Chiesa ci invita a meditare sul mistero della Croce e a esaltarla.

Molte volte la Regina della pace ha parlato del mistero della Croce: «Figlioli, prendete la croce fra le mani. Essa sia per voi d’incoraggiamento che l’amore vince sempre in modo particolare adesso che la croce e la fede sono rifiutate». Molte volte la Madonna ci ha invitato a prendere in mano il Crocifisso, a pregare e contemplarlo in silenzio.

La Croce è al centro del Cristianesimo. La stessa Santa Messa è la riattualizzazione del mistero della Croce e della Resurrezione. La preghiera cristiana, che è l’Eucarestia nella sua centralità, è il rinnovamento del sacrificio della Croce. Nella Santa Messa il pane diventa il corpo di Cristo donato per noi e il vino è il sangue versato da Gesù per la nostra salvezza.

Possiamo ben dire che Cristo vive il mistero della sua morte e Resurrezione (cioè il mistero della Redenzione) attraverso la Santa Messa, fino alla fine dei secoli.

La Croce è il cuore della fede cristiana ed è un mistero incomprensibile, senza la grazia. Difatti, razionalmente è difficile capire come mai il Padre avesse accettato che il Figlio patisse tali tormenti, sia pure per la nostra salvezza. La comprensione della grandezza del mistero della Croce è una grazia.

Anche ai piedi della Croce c’era chi insultava Gesù e lo derideva, concependo la Croce come annientamento della dignità della persona umana. È importante allora riflettere sul fatto che il Verbo sia fatto carne nel grembo della Vergine Maria, abbassandosi quindi al livello dell’umanità (in tutto simile a noi, fuorché nel peccato) e arrivando anche a morire, addirittura in Croce.

La Croce in sé e per sé è un’umiliazione infinita, è espressione di un odio che non ha limiti perché lì la persona umana viene distrutta. Perché il Figlio di Dio abbia percorso questa strada, facendosi uomo nel grembo di una Donna (sia pure Vergine e piena di grazia), perché sia arrivato fino alla Croce e perché anche la Madonna abbia dovuto dire “sì” alla Croce del Figlio, è un mistero di grazia e di umiltà che soltanto le persone umili e semplici possono capire.

La Madonna ci invita a metterci con le mani giunte in silenzio davanti alla Croce e contemplarla con gli occhi della fede perché da essa viene la nostra salvezza.

«Figli miei, unite le mani in preghiera e guardate verso la croce in silenzio.
In questo modo troverete la fede affinché possiate diffonderla, troverete la verità affinché possiate distinguerla, troverete l’amore affinché possiate capire come amare realmente.
Figli miei, apostoli del mio amore, unite le mani in preghiera e guardate verso la croce:
solo nella croce c’è la salvezza»

(dal messaggio della Regina della pace a Mirjana, 2 febbraio 2020)

Sulla Croce Cristo ha redento i peccati di tutti gli uomini, di tutti i tempi.

Oggi in modo particolare soffermiamoci a contemplare il mistero della Croce, uniamo le mani in preghiera e in silenzio per la remissione dei nostri peccati, chiediamo perdono a Dio dei peccati che abbiamo commesso. Chiediamo al sangue di Cristo di lavarci dei nostri peccati e alle lacrime di Maria di purificarci. Teniamo nelle nostre case la Croce ben visibile. Portiamo anche su di noi una piccola Croce.

Non dimentichiamo che è proprio attraverso la Croce che avviene la salvezza. È mettendoci in ginocchio davanti alla Croce che possiamo essere salvati. È portando la Croce fino in cima al Calvario che potremo partecipare della Resurrezione di Gesù Cristo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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