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Yulia Navalnaya: «Putin è a capo di un’organizzazione criminale. Per batterlo date la caccia ai suoi amici»

di Yulia Navalnaya- Corriere della sera – 29 Febbraio 2024

Il discorso della vedova del dissidente Aleksei Navalny al Parlamento Europeo: «Per sconfiggere Putin occorre diventare innovatori. Basta dichiarazioni di protesta, date la caccia ai suoi soci mafiosi nei vostri Paesi. Decine di milioni di russi sono contro di lui: non bisogna perseguitarli, ma occorre lavorare con loro»

Signora Presidente, signore e signori,
Vi ringrazio per l’occasione concessami di essere qui oggi. Dopo il primo tentativo di assassinio di Aleksei, per mano di Putin, siamo vissuti per diversi mesi nel sud della Germania. Aleksei si stava riprendendo dall’avvelenamento, imparando di nuovo a camminare e a scrivere. Facevamo lunghe camminate, talvolta dei brevi viaggi. Nel corso di uno di questi, abbiamo visitato Strasburgo con i nostri ragazzi. È una delle nostre città preferite, mia e di Aleksei. Ci eravamo stati diverse volte noi due, e poi, tre anni fa, abbiamo deciso di farla conoscere ai nostri figli. Oggi mio marito non c’è più. Mi ritrovo ancora una volta a Strasburgo, ma non vado più a spasso con la mia famiglia. Sono qui davanti a voi, mi rivolgo a voi, e attraverso le vostre persone mi rivolgo all’Europa intera.

Ero convinta che nei dodici giorni intercorsi dalla morte di Aleksei avrei avuto il tempo di preparare questo discorso. Ma innanzitutto c’è voluta una settimana per riavere il corpo di Aleksei e organizzare il suo funerale. Poi ho scelto io il cimitero e il feretro. Il funerale si terrà domani e non so dire se sarà una cerimonia tranquilla o se la polizia interverrà per arrestare coloro che si presenteranno per dare l’ultimo saluto ad Aleksei.

Ad ogni modo, oggi sono qui davanti a voi perché i vostri elettori hanno una domanda importante da fare. A voi chiedono una risposta, e voi stessi la chiedete a me. La domanda è questa: «Come possiamo aiutarvi nella vostra battaglia?».

Sabato scorso ha marcato il secondo anniversario dall’inizio della guerra di aggressione che Putin ha scatenato contro l’Ucraina. Una guerra perfida e brutale. Il mondo intero è accorso in aiuto all’Ucraina. Ma sono trascorsi già due anni, tra lo sfinimento generale, nel sangue e nella delusione, e Putin non ha raggiunto i suoi scopi. Tutto è già stato messo in campo: armi, denaro, sanzioni… nulla ha funzionato. Ed è accaduto il peggio: ci siamo abituati alla guerra. La gente ha cominciato a dire: «Ebbene, bisognerà scendere a patti con lui…».

E poi Putin ha ucciso mio marito, Aleksei Navalny . Dietro suo ordine, Aleksei è stato torturato per tre anni: costretto a patire la fame rinchiuso in una minuscola cella di pietra, tagliato fuori dal mondo esterno, privato di qualsiasi contatto umano, telefonate, e persino lettere. E poi lo hanno ucciso. E anche dopo, hanno dissacrato il suo corpo e tormentato sua madre.

Se da un lato questo omicidio del regime ha ancora una volta dimostrato a tutti che Putin è capace di qualunque cosa e che è impossibile negoziare con lui, dall’altro capisco benissimo fino a che punto tutti siano rimasti sconvolti e addolorati. Molti pensano che Putin non potrà mai essere sconfitto e nella loro disperazione mi chiedono: «Che cosa possiamo fare per aiutarti?».

In questo frangente, penso a come Aleksei avrebbe risposto alla domanda. Proverò io a rispondere, ma per farlo dovrò prima spiegarvi com’era fatto lui.

Aleksei era un innovatore. Escogitava in continuazione nuove idee su qualunque argomento, ma soprattutto in politica.

Le vostre elezioni sono previste per i primi di giugno. Molti di voi saranno impegnati in campagne elettorali, a incontrare il pubblico, a rilasciare interviste, a girare spot elettorali. Immaginate per un attimo che tutto questo vi sia negato. Nessuna rete televisiva vi offrirà un’intervista. Non c’è denaro al mondo che contribuirà a realizzare i vostri spot elettorali. E tutti i sostenitori che si presenteranno ai comizi verranno arrestati, assieme al candidato.

Benvenuti nella Russia di Putin. Eppure, Aleksei Navalny è riuscito a diventare il politico più famoso nel suo Paese, capace di infiammare gli animi di milioni di persone con le sue idee.

Come ha fatto? Non smetteva mai di congetturare, immaginare e sperimentare. Non ti vogliono in televisione? Impariamo a girare i video su YouTube, in modo da farci conoscere dal Paese intero. Non ti permettono di votare? Escogitiamo una strategia di voto tattico per sottrarre seggi al partito al potere. Persino nel gulag di Putin, Aleksei era riuscito a trasmettere le sue idee su progetti che avrebbero gettato nel panico il Cremlino. Aleksei era l’antitesi della noia e della mediocrità.

Ecco la risposta alla vostra domanda. Se volete davvero sconfiggere Putin, occorre diventare innovatori. E smetterla di accontentarsi della banalità. Putin non verrà scalfito da un’ennesima risoluzione né da un nuovo pacchetto di sanzioni, indistinte dalle precedenti. Non verrà sconfitto se continuiamo a considerarlo un uomo di principi e regole morali.

Non è fatto così, e Aleksei lo aveva capito sin dall’inizio. Non abbiamo a che fare con un politico, bensì con un mafioso sanguinario. Putin è il capo di una vera e propria organizzazione criminale, che include assassini e avvelenatori. Ma costoro sono soltanto sicari e burattini. I veri responsabili appartengono alla cerchia più vicina a Putin: sono i suoi amici, i suoi soci, e gli amministratori dei soldi della mafia.

Voi dovete stanare questa organizzazione criminale, assieme a tutti noi. E l’innovazione politica in questo caso consiste nell’attivare i metodi più efficaci per combattere il crimine organizzato, non la concorrenza politica. Mettiamo da parte le note diplomatiche, e andiamo a indagare sulle macchinazioni finanziarie. Basta con le dichiarazioni di protesta, e diamo la caccia ai suoi soci mafiosi nei vostri Paesi, gli avvocati e i finanzieri che lavorano nell’ombra per aiutare Putin e i suoi amici a nascondere le loro fortune.

In questa lotta potrete contare su alleati fedeli: decine di milioni di russi sono contro Putin, contro la guerra, contro il male da lui causato. Non bisogna perseguitarli, al contrario, occorre lavorare con loro. Con tutti noi.

Putin dovrà rispondere di quello che ha fatto al mio Paese. Putin dovrà rispondere di quello che ha fatto a una nazione vicina e pacifica. E Putin dovrà rispondere di tutto quello che ha fatto ad Aleksei.

Mio marito non vedrà la Russia del futuro, ma noi sì. E io farò tutto il possibile per realizzare il suo sogno, per accelerare la caduta del male e spianare la strada a un domani luminoso.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’esortazione della Madonna “Rinnovate il vostro cuore”

Cari amici, prendiamo l’esortazione della Regina della pace «Rinnovate il vostro cuore», con il quale ha aperto il messaggio del 25 febbraio 2024.

Questo invito significa rendere nuovo il nostro cuore, quindi vuol dire – nella prospettiva anche del tempo quaresimale –vedere la situazione del nostro cuore nella luce di Dio. Da un punto di vista spirituale e del nostro rapporto con Dio, la situazione del nostro cuore nella prospettiva biblica è il centro spirituale, morale e decisionale dell’uomo. Nella Bibbia ci sono due espressioni per indicare il centro interiore dell’uomo, nella sua profondità e nella sua capacità di decidersi davanti a Dio, e sono il cuore e l’anima. La Bibbia parla del cuore più che dell’anima, però nella tradizione cristiana ci sono ambedue questi componenti. Siamo più soliti a parlare del cuore ma l’anima è quella realtà che Dio ha creato e che è quella immortale; perciò, quando il nostro corpo muore continuiamo ad esistere.

Dobbiamo, dunque, guardare la nostra situazione dell’anima e del cuore davanti a Dio. A questo riguardo ci sono dei messaggi della Regina della pace a Mirjana in cui la Madonna ha detto che ci guarda e vede i nostri cuori sporchi e sudici. È un messaggio molto severo che può far riflettere molti sul fatto che non è la pratica esteriore quella decisiva davanti a Dio. Nella Sacra Scrittura e nel Vecchio Testamento vi è scritto che Dio non guarda le apparenze ma il nostro cuore. Dobbiamo chiedere la grazia di Dio, nella preghiera, di guardare al nostro cuore come lo vede Lui. Cerchiamo di nascondere il male, di rimuoverlo, di coprirlo, di zittire la voce della coscienza che ci rimprovera ma così facendo non cambiamo; anzi, accumuliamo il male finché poi la coscienza non rimorde più, perché è stata zittita del tutto.

Quindi, bisogna avere questa disponibilità nell’umiltà di inginocchiarci e dire a Dio: “Signore, aiutami a capire in che situazione sono, dammi la Tua luce, fa che io veda me stesso nella Tua luce per cui io veda i miei peccati e concedimi la grazia di vedere la Tua misericordia”. Se potessimo vedere soltanto i nostri peccati avremmo un atteggiamento distruttivo verso noi stessi, perché il male è depressivo e corrosivo per sua natura, ma visto nella luce della divina misericordia si può trovare un cammino per guarire. È una grazia immensa quella di potersi sentire peccatori, di sentirsi sporchi, che abbiamo bisogno di pulirci. Diversamente, creeremmo una falsa coscienza. Questa è la grazia che ha avuto re Davide dopo aver commesso peccati gravissimi. Ha composto il Salmo “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce”, è la voce di una persona che ha visto il male che prima non vedeva perché accecato. Quando è venuto Natan a redarguirlo, re Davide non comprendeva ciò che aveva fatto, ma dopo averglielo spiegato gli si aprirono gli occhi.

Questa è la grazia che dobbiamo chiedere: che ci cadano le squame dagli occhi, perché è così che incomincia il rinnovamento del cuore. Vedere i nostri peccati nella luce di Dio, vedere il male che ci distrugge, il male che ci rovina la vita, il male che è un abisso che ci trascina sempre più a fondo. Il male è una gola che ci avvolge, ci soffoca e per grazia possiamo uscirne, ma occorre incominciare ad individuarlo.

Chiederci in che stato è il nostro cuore è la prima domanda. La seconda è chiedersi da chi è abitato il nostro cuore. Se il nostro cuore è in preda al peccato, ai vizi gravi, quindi è pieno di serpi e di scorpioni (per usare un linguaggio biblico) e di erbe infestanti, allora dobbiamo metterci nella prospettiva di chiederci come mai il nostro cuore è diventato così. Dobbiamo capire che c’è stata tutta una strategia del diavolo per espellere dal cuore Dio, che vi abitava quando si era in uno stato di grazia. La strategia del diavolo ci ha portato nella tiepidezza, nel disarmo spirituale, ha introdotto i peccati finché è andato lui stesso ad insidiarsi nel nostro cuore. È un’occupazione abusiva perché il cuore dell’uomo è stato creato per essere abitato dalla Santissima Trinità, ma il diavolo vuole sloggiare Dio dal nostro cuore con il peccato, abitarvi lui stesso e diventare il padrone della nostra vita. Il diavolo vuole succhiare la nostra vita, portarci alla perdizione, sviarci dalla via giusta, farci diventare a sua immagine. Non vediamo come – anche esternamente – si vede l’occupazione del cuore da parte del male, dalla cattiveria che esprimiamo, dal linguaggio che usiamo, dai gesti che facciamo, dalle azioni che compiamo, vediamo i frutti malefici del cuore inquinato dal male. Chiediamo a Dio di darci la grazia di vedere il male che c’è in noi per poter guarire.

Come si fa a guarire dal male che è in noi? Come quando si va dal medico a far vedere la piaga perché ci dia le medicine, così dobbiamo mostrare i peccati del nostro cuore al medico delle anime che è Gesù Cristo, mostrarle a Lui perché le guarisca. Gesù può sradicare i vizi, le cattiverie, i veleni del nostro cuore, con la grazia dello Spirito Santo. Ci dà la Sua grazia che entra nel nostro cuore, risveglia la coscienza, dona uno sguardo di verità ai nostri occhi e rafforza la volontà nella decisione di cambiare. La luce che illumina e fa vedere il peccato è un preliminare, ma poi il problema si risolve con la volontà. La grazia che chiediamo agisce sulla volontà che decide di aprire il cuore a Dio, di lasciare il peccato, di cambiare vita o che si rafforza nel fare un passo avanti nel cammino di santità.

Alla fine, ciò che conta, sono le decisioni. Sono tre precise decisioni quelle che portano a Pasqua con un cuore rinnovato: la decisione di aprire il cuore alla luce di Dio e alla divina misericordia, quindi la decisione di interrogarsi sulla propria situazione arrivando ad aprirsi a Dio e ad illuminarsi della Sua luce; la decisione di lasciare il peccato, passo fondamentale che si concretizza nella confessione dove si presentano i peccati alla divina misericordia e si viene perdonati; la decisione di purificare il cuore, una passo avanti nel cammino della santità. Una volta purificato il cuore con la confessione si è ancora molto deboli, come nel Vangelo che quando una persona viene liberata dal demonio, quello va nel deserto per cercare i sette vizi capitali ed entra nella casa, che se non viene presidiata, viene sgominata.

La decisione di staccarsi dal male, di tagliare le radici del male e le teste dei serpentelli dei vizi capitali, deve essere accompagnata giorno per giorno con un lavorio di purificazione del cuore. In questo modo, la volontà diventa sempre più forte, più decisa, cresce in noi l’amore per Dio, per la virtù, per la santità che è un grande incentivo nella fatica quotidiana, dove dobbiamo lottare contro le tendenze cattive che sono in noi, contro il mondo e contro il demonio. La purificazione è un cammino altrettanto doloroso, ma anche gioioso perché la pratica del bene dà la gioia.

Come ci insegna la Regina della pace, il terzo passo è quello di donare il cuore a Dio, un cuore aperto, ripulito, purificato, confermato nella decisione di essere un tempio di Dio. Se Dio attraverso Gesù Cristo e Maria, ci dona il Suo cuore e il Suo amore anche noi dobbiamo donare il cuore, cioè decidere dentro di noi di crescere nell’amore di Dio sopra ogni cosa. All’interno di questo amore, c’è anche l’amore per il prossimo, cioè dare al prossimo in tutte le possibilità che ci offre la vita quell’amore che Dio dà a noi.

Fare questo cammino in orientamento verso la Pasqua è un cammino di santità, sono le tre tappe: la confessione, la purificazione e l’unione con Dio. Le tre tappe del cammino su cui tutti noi, Apostoli di Maria, dobbiamo essere incamminati.

Rinnovare il nostro cuore significa, quindi, portare a maturazione tutti quei semi che abbiamo seminato dall’inizio della Quaresima.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

“LA CHIESA E’ INDISTRUTTIBILE” – Puntata 14″

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

L’astuta serpe non dorme e non riposa

Carissimo Padre Livio,

Grazie per tenerci saldamente ancorati alla barca di Pietro in questi tempi agitati. La seguo con molta attenzione e a volte a volte la sento un po’ preoccupato. A parte la situazione internazionale (mondo e Chiesa) di cui si occupa c’è qualcosa di particolare che la inquieta?

Non pretendo che mi risponda, però mi farebbero piacere due parole da parte sua.

Con stima per il suo grande lavoro.

Fabrizio da Macerata


Caro Fabrizio,

è ben difficile non essere preoccupati in questi momenti di navigazione tempestosa. Ho notato però che la Madonna in questi ultimi tempi, a partire dal messaggio del 25 marzo 2023, quando non ha detto le consuete parole di ringraziamento, fino a Natale, quando ha fatto la medesima cosa, ha manifestato via via una preoccupazione che riguarda tutti  noi, parrocchiani  ideali di Medjugorje, in particolare con i messaggi del 25 Settembre 2023 e l’ultimo del 25 Febbraio 2024.

Non per nulla ci ha chiamato il primo Gennaio sulla collina delle apparizioni a pregare per le sue intenzioni e ha fatto la promessa straordinaria che sappiamo. Dobbiamo però vigilare e pregare perché l’astuta serpe, che ha già resi “sterili molti cuori”, non dorme e non riposa.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su ciò che è falso e destinato a crollare

Cari amici, l’indistruttibilità della Chiesa ha una radice inattaccabile che è la presenza di Cristo e il carisma di Pietro nel conservare la Verità fondamentale del Cristianesimo, dalla quale vengono tutte le altre Verità, che è quello che ha meritato a Pietro le Parole di Cristo, quando l’Apostolo ha detto: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

La Chiesa è indistruttibile perché il suo fondamento è Colui che è la Via, la Verità e la Vita. Gesù ha dato a tutto il collegio apostolico con a capo il Papa, un carisma particolare e ha dato anche a Pietro in persona questa grazia di conservare la Chiesa nella Verità.

La Chiesa è indistruttibile perché fondata su Colui che è la Verità, ma possiamo fare un ragionamento opposto dicendo che tutto ciò che non è costruito sulla roccia della Verità – che può essere quella rivelata o di carattere naturale (sappiamo che con l’intelligenza umana si può arrivare a dimostrare che Dio esiste e anche a definire alcune perfezioni, come ha stabilito il Concilio Vaticano I) – si distruggerà.

Stiamo vivendo una fase della Storia particolare, ma accadendo progressivamente non ci rendiamo conto dei cambiamenti che avvengono. Se consideriamo la Storia in una prospettiva di tempo più ampio, ci rendiamo conto che nel giro di pochi decenni il mondo è radicalmente cambiato. Dal dopoguerra in poi, si è accelerata quella deviazione provocata dal modernismo (punto fondamentale ripreso più volte anche dalla Madonna, che ci mette in guardia da satana che ci devia).

Questo è un fatto molto lontano nel tempo, sappiamo che l’enciclica di San Pio X sul modernismo è del 1907, perciò questo movimento era già fiorente. Papa Pio X era molto preoccupato perché questa corrente di pensiero si è insinuata nella Chiesa; infatti, ha instaurato fino al Concilio Vaticano II l’obbligo di fare il giuramento antimodernista a tutti i sacerdoti. Affonda le radici hai tempi del ‘900, quando c’è stata anche l’apparizione a Fatima.

Dunque, è avvenuto un cambio di religione, all’interno soprattutto dell’Occidente che è quella parte egemone nel mondo, a livello ideologico, che lo condiziona ampiamente. Da questo punto di vista, possiamo pensare che anche la Cina sia un pezzo dell’Occidente, perché la sua visione della vita è quella del marxismo e leninismo che è di estrazione europea.

In questo periodo, l’Occidente in qualche modo si è liberato dal Cristianesimo. Si è liberato non solo dal Cristianesimo, ma anche da quella religione naturale che porta a riconoscere l’esistenza di un essere supremo e di principi fondamentali, che sono quei comandamenti che Dio ha rivelato ma sono comunque scritti nel cuore dell’uomo. Si è creato questo radicale capovolgimento in un mondo che aveva Dio, Cristo, la Sua parola e i Vangeli al centro. Anche la civiltà cristiana, che il Vangelo ha creato, è stata egemone in modo molto positivo, perché è stata una civiltà di liberazione, in modo particolare per la donna e per i bambini.

Questo capovolgimento consiste nell’emarginare e cancellare i fondamenti della visione cristiana della vita, che è l’esistenza di Dio e dei comandamenti. Si è andato progettando nella cultura della comunicazione, delle leggi e delle istituzioni un tipo di mondo dove non c’è più Dio e i comandamenti, ma solo l’uomo che, come gli operai si sono appropriati della vigna uccidendo tutti i messaggeri del padrone, compreso suo figlio, così abbiamo fatto noi. Ci siamo appropriati della nostra vita e del mondo, ci siamo appropriati della Storia e ci siamo messi al lavoro in un’opera collettiva, specialmente nella cultura, nella politica, nell’educazione, nella scuola, nella comunicazione e abbiamo costruito con grande fervore il progetto di un mondo nuovo senza Dio.

Adesso, cominciamo a vedere le crepe di questo “edificio” fondato sulla sabbia, come secondo l’esempio di Gesù delle due case: una fondata sulla roccia che è la civiltà e la Chiesa dei principi fondamentali del Cristianesimo e della legge naturale; l’altra è fondata sulla sabbia che quando soffiano i venti viene travolta.

Ci stiamo dando da fare per modellare questo progetto di vita e questo tipo di civiltà in cui non ci sia Dio, non ci sia più un referente a cui rispondere e per cui la divinità viene attribuita a se stessi in modo assoluto e inappellabile. Senza dover rispondere a nessuno se non a se stessi o a quelli che fanno da supporto. In questo modo l’oscuramento di Dio sta diventando sempre più totale e nel medesimo tempo i principi fondamentali della legge morale naturale vengono sgretolati uno dopo l’altro. Il primo è quello che riguarda la dignità dell’uomo, che è essere inviolabile immagine divina che si può manipolare e uccidere fin dal grembo materno, lo si può utilizzare come se fosse una cosa. Da lì in poi, anche tutti i principi morali di giustizia, di libertà, di uguaglianza, di rispetto, di pietà, di condivisione, di responsabilità che il Cristianesimo a seminato.

Stiamo costruendo un mondo dove c’è il buio assoluto e dove comanda l’uomo, ma avendo eliminati i comandamenti di Dio, alla fine chi decide è la forza. In questo tipo di mondo non conta chi ha ragione, non c’è più differenza tra aggressore e chi è aggredito, fra lo sfruttatore e lo sfruttato, fra l’assassino e la vittima, conta solo la forza. La forza bruta, del potere, anonima, è un tipo di società governata dal diavolo. In una società del genere c’è l’assenza di tutto, della Verità, della luce, della bontà, della giustizia. Per questo quando la Madonna parla del diavolo usa sempre il termine “distruggere”.

Questo è un tipo di mondo che noi ci siamo adoperati a costruire in questi ultimi secoli, in una grande accelerazione dei tempi moderni. Nei venticinque anni del XXI secolo, dal quale la Madonna ha detto: “satana è sciolto dalle catene” (1° gennaio 2001) c’è stata questa straordinaria accelerazione e adesso cominciamo ad avvertire le crepe di questo mondo. Questo mondo non può sussistere, è destinato a crollare, ci rendiamo conto di come la Madonna abbia ragione nel dire che quella di satana è una falsa forza, perché esibisce se stessa ma poi crolla, in quanto manca della forza interiore che è la Verità, la giustizia, l’amore, la bontà.

Quello che abbiamo davanti è un mondo che crolla. Non dobbiamo meravigliarci del fatto che la Madonna più volte ha affermato che per il mondo nuovo senza Dio, non ci sarà né futuro né salvezza né vita eterna. Il messaggio di Medjugorje non è di paura, ma è una profezia che è nella logica divina, è la profezia che riguarda la Torre di Babele. Il fondamento corrosivo di questo mondo nuovo è il vuoto, la malvagità, la cattiveria che portano al collasso totale.

Questa è la prospettiva nella quale viviamo, della quale dobbiamo renderci consapevoli e di cui la Madonna ci informa ogni giorno, in tutti i suoi messaggi, mostrandoci i pericoli, l’azione di satana che è il seminatore di zizzania, è lui il regista universale di tutte queste cose.

Ciò che ho presentato sulla società di oggi, vale anche per la propria vita: se la vita è costruita su Dio e sui comandamenti, è una casa costruita sulla roccia e quindi è una vita che avrà un esito, un futuro nel tempo e nell’eternità; mentre se la vita non è costruita su Dio e i comandamenti, è una vita che va allo sbando, alla morte, al dissolvimento, alla sconfitta, nell’abisso della non sussistenza. Da questo dobbiamo stare molto attenti perché l’abisso dove c’è il fuoco che consuma e distrugge è eterno.

Questo pensiero è consolante perché se tutto ciò che è falso, ingiusto e cattivo è destinato a crollare, è anche vero che tutto ciò che è buono, giusto e santo durerà nel tempo e nell’eternità.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

“LA CHIESA E’ INDISTRUTTIBILE” – Puntata 13″

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