"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Aprile 2025 Pagina 1 di 34

RITAGLI DI PAGINE INEDITE

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NOVITÀ estrapolazioni da ascoltare ritagli di pagine inedite dal nuovo LIBRO di P.LIVIO: “SONO VOSTRA MADRE E VI AMO”
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67. In quali luoghi accadranno i Segreti?

È una domanda importante perché sappiamo che di ogni evento dei Segreti sarà indicato il luogo dove accade. I sei Veggenti li conoscono come conoscono anche il giorno e l’ora. Il luogo è indicato anche sul rotolo di pergamena che la Madonna ha dato a Mirjana.

Sappiamo che i primi tre Segreti avranno luogo a Medjugorje e, in particolare, il segno promesso si manifesterà sulla collina delle prime apparizioni. Degli altri sette, che sono i più drammatici, non è trapelato nulla.

Tuttavia, riflettendo sull’insieme delle rivelazioni della Madonna da Fatima a Medjugorje, è possibile formulare alcune ipotesi per quanto riguarda l’ubicazione degli eventi.

Innanzi tutto, la Madonna ha rivelato che la Russia sarà la protagonista nel tempo dei Segreti dal quarto al decimo e che alla fine il popolo russo si convertirà. Questo induce a pensare che alcuni eventi dei Segreti potrebbero verificarsi entro i confini di quella nazione.

Posta questa premessa, possiamo estendere lo sguardo all’intera Europa, che più di ogni altro continente è esposta agli attacchi del nuovo imperialismo russo-ortodosso. La Russia già in passato aveva in programma di colpire il vecchio continente con missili dotati di testate atomiche.

Di particolare interesse è la collocazione del terzo segreto di Fatima su un’altura, lungo la quale la Chiesa, guidata dal Papa, sale in processione, mentre dei soldati uccidono i vari membri del personale ecclesiastico, accuratamente elencato e, infine, il Papa stesso, con colpi di arma da fuoco.

Si tratta indubbiamente di un simbolismo che evoca il Calvario, ma potrebbe anche indicare una località concreta. Infatti una processione del genere, con quei componenti, dove potrebbe avere luogo se non nella città eterna, dove lo stesso Giovanni Paolo II era stato colpito a morte?

Al riguardo una indicazione altamente drammatica viene dalle rivelazioni della Beata Elena Aiello, che costituiscono un allarme permanente anche dopo la caduta del comunismo: “La Russia sorgerà su tutte le nazioni, specie sull’Italia, e pianterà la bandiera sulla cupola di san Pietro: [e la basilica] sarà circondata da leoni tanto feroci! La mia parola è chiara. Il mondo si perde prima di quanto si pensa” (La Madonna).

Infine le rivelazioni della Madonna ad Akita (Giappone – 1973), riconosciute dalla Chiesa, preannunciano uno spaventoso castigo che si abbatterà su tutta l’umanità se gli uomini non si convertiranno:

“Sarà un castigo più grande del diluvio, tale come non se ne è mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una gran parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti. Le sole armi che vi restano sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio”.

Gli ammonimenti divini sul pericolo incombente di autodistruzione trovano la loro conferma nella realtà di un mondo nel quale satana regna con l’odio, la superbia e l’avidità. Qualsiasi parte della terra potrebbe essere distrutta da un momento all’altro se Dio non intervenisse.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 322 – LA CHIESA E’ SANTA

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Il cardinale Bagnasco: «L’Occidente propaga il vuoto dell’anima. Un Papa italiano? Conta l’intelligenza delle fede»

di Massimo Franco Corriere della Sera – 30 april2 2025

L’ex presidente della Cei: «L’umanità è piena di paure, per questo è spesso arrogante e violenta»

«Credo sia stato saggio prendere ancora qualche giorno prima di cominciare il Conclave. I confratelli sono tanti, e molti non si conoscono tra loro. E c’è da sperare che ognuno esprima il suo pensiero. Per costruire tutti insieme un affresco della Chiesa del futuro si richiedono amore e tempo. Non si può non vedere il vuoto dell’anima che è l’obiettivo della modernità. So di potermi tirare addosso l’accusa di oscurantista, antimoderno, e di essere preso a sassate. Ma la cultura occidentale sta propagando questo vuoto come un virus che va oltre i confini dell’Occidente. Alla fine, vince questo — dice indicando il telefono cellulare sulla scrivania —. Il trionfo di una società isolata e sottomessa, anche se si crede continuamente connessa».

Il cardinale Angelo Bagnasco, ex presidente della Cei e dei vescovi europei, è uno dei «grandi vecchi» che accompagneranno durante le Congregazioni, una sorta di pre-Conclave, i 133 elettori. Dal 7 maggio voteranno nella Cappella Sistina per decidere chi prenderà il posto di papa Francesco. E Bagnasco, 82 anni, genovese, uno dei «fratelli maggiori dei cardinali», chiamati ad accompagnarli nella fase preparatoria, è lo specchio di un cattolicesimo allarmato dalle forme che ha preso la modernità; e insoddisfatto per il modo in cui finora la Chiesa ha risposto a una sfida ritenuta esistenziale. Il suo lessico è prudente: più di quanto ci si potrebbe aspettare. E alcune sue parole vanno lette anche tra le righe. Ma l’atto di accusa nei confronti della cultura dell’Occidente è radicale. E sembra prefigurare una Chiesa diversa da quella di Francesco.

Non le sembra di tracciare un quadro apocalittico?
«È vero, è apocalittico. E so bene che posso essere visto come un profeta di sventura. Ma lo penso e lo dico, perché credo sia urgente riscoprire la fede che è incontro e vita con il Signore Gesù, e coltivare la ragione al fine di un pensiero critico che oggi appare proibito. Negli anni Cinquanta del secolo scorso Jacques Maritain scriveva che la mancanza di metafisica creava il vuoto del pensiero; e che l’assenza di verità assolute è “il crimine”. Aveva ragione. Il consumismo è il valletto della finanza e del mercatismo: sono guidati da pochi. E mirano alla costruzione di una società di smarriti da sottomettere docilmente».

Scusi ma la Chiesa dov’è stata mentre si aggravava la situazione fino ad arrivare al punto che lei descrive? In questi anni è stata all’altezza della sfida?
«La Chiesa cammina nella storia. Essa sa cosa c’è nel cuore dell’uomo, la nostalgia dell’infinito, cioè di Dio. Per questo non sarà mai indietro sui tempi. Ma deve leggere anche i segni di Dio nella storia e questo non è sempre immediato. Oggi bisogna fare i conti con un’umanità impaurita…».

Impaurita o insicura?
«Oggi è più evidente che l’umanità è piena di paure: per questo è spesso arrogante e violenta. Anche verso sé stessa, e a volte percorre le vie della droga e dell’alcol. Questo potrebbe portare tutti a riflettere e a reagire, e in fretta: c’è bisogno di ritrovare le ragioni del vivere».

Come mai la Chiesa non ha capito, o comunque non è riuscita a trovare l’antidoto a questa deriva?
«Il primo atto d’amore è dire la verità di Cristo nel quale si trova anche la verità dell’uomo, del cosmo e della storia. E questo senza timore, anche se non è politicamente corretto. Questa verità aiuta gli uomini a stare insieme e a costruire comunità di vita e di destino, aperte a Dio, senza il quale l’uomo non si spiega a sé stesso. L’idea di una società senza Dio è contro l’uomo e non crea una società più giusta e più umana. I vari progetti anche del secolo scorso stanno fallendo».

Eppure, l’impressione è che il tentativo di confrontarsi con la modernità ci sia stato. Le manifestazioni popolari commoventi con le quali è stato celebrato Francesco dicono qualcosa, in questo senso. Jorge Bergoglio è stato un Pontefice attento a quanto si muoveva intorno e dentro la Chiesa, e ha cercato di rappresentarlo e incanalarlo.
«È vero, papa Francesco ha cercato in tutti i modi di entrare in sintonia col mondo moderno, di capirlo e di portare il Vangelo in ogni modo: con la parola, il gesto e la carità».

Sì, ma sembra quasi che lei pensi a una sorta di restaurazione.
«È il contrario. Credo che l’eredità di papa Francesco vada conservata e valorizzata guardando ai duemila anni di storia cristiana. Non si tratta di restaurare ma di continuare a costruire il grande edificio della Chiesa, affinché il campo arato e seminato porti ancora più frutti. Il Signore dice di portare il Vangelo a tutti fino ai confini della terra. In Italia, e anche nel resto dell’Europa, i giovani vogliono una chiara identità di fede perché desiderano spendere la propria vita per Gesù».

C’è chi teme una possibile ingerenza di poteri esterni sul prossimo Conclave. Lei condivide questo timore?
«Sinceramente no. C’è una bolla virtuosa che isola la Cappella Sistina. E le finestre di Casa Santa Marta che ospita i cardinali elettori sono sigillate. In più, credo che cresca la consapevolezza del grande e grave compito al quale sono chiamati i cardinali elettori, e in misura diversa e minore noi tutti».

Si parla della possibilità di un Papa italiano. L’ultimo, Giovanni Paolo I, risale al remoto 1978. Poi si sono succeduti un polacco, un tedesco e un argentino. Si dice che gli italiani possano giocare un ruolo in termini di moderazione, di capacità di ricucire tra settori oggi molto distanti e divisi, di conoscenza del governo della Chiesa.
«Il criterio di scelta non è la provenienza, ma l’intelligenza della fede, il calore del cuore, il coraggio: il resto viene di conseguenza. Con la fede, l’Occidente perde anche la ragione: bisogna saperlo. O si apre al divino, o perde le sue fondamenta, la sua ragione di essere: la sua identità rimane profondamente cristiana. Ciò potrebbe accadere anche in altre parti del mondo, in altre culture. Bisogna camminare insieme dietro al successore di Pietro al quale Cristo ha dato il compito di confermare nella fede i fratelli».

SOFFIA LA BREZZA DI PRIMAVERA

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulle cose necessarie per la salvezza dell’anima

Per capire quali sono le cose necessarie per la salvezza dell’anima è importante partire da un concetto base, ovvero che la sorte dell’uomo non è come quella degli animali che alla fine della vita diventano un pugno di polvere. Abbiamo un’anima spirituale immortale che Dio stesso ha infuso in ciascuno di noi nel momento nel concepimento. L’anima spirituale immortale sussiste anche dopo la morte; in quel momento essa si stacca dal corpo, viene immediatamente giudicata e inviata in Paradiso, in purgatorio o all’inferno. Sono Verità di fede ampiamente presenti da sempre nell’insegnamento della Chiesa, si tratta di Verità innegabili. La salvezza della propria anima, allora, è certamente l’impegno più importante della vita. L’anima si perde ignorando Dio e i suoi Comandamenti.

Ci sono delle componenti fondamentali per la cura dell’anima che non vanno trascurate, anzi, bisogna esercitarle ogni giorno. Non ci si può prendere cura dell’anima nell’ultimo istante di vita, potrebbe essere troppo tardi anche perché andiamo verso tempi incerti, non solo per la sopravvivenza personale ma anche per quanto riguarda l’intera umanità.

Siamo in un passaggio storico in cui può capitare di tutto da un momento all’altro. Satana è libero dalle catene e vuole distruggere la nostra vita e il pianeta sul quale viviamo; ha veramente conquistato molti cuori. Prendiamo atto della nostra situazione esistenziale di creature che possono sparire da un momento all’altro, consapevoli, però, che nell’istante in cui termina la vita c’è il giudizio di Dio su quello che abbiamo fatto.

Siamo alla vigilia di eventi mondiali che stanno maturando nel ventre del mondo, ne consegue che è necessaria una dovuta riflessione su quello che c’è dopo la morte. Mia nonna diceva sempre: “Di anima una sola se ne ha, se si perde che ne sarà?”, è un grande insegnamento semplice, popolare, ma profondissimo e che ho sempre nel cuore.

Per la salvezza della nostra anima è indispensabile la fede. Gesù stesso ha detto: «Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato» (Mc 16,16). Credere in Dio – nella sua esistenza, nel suo ruolo di Creatore e nella sua Provvidenza – è il presupposto necessario per salvarsi. Ogni uomo, giunto all’età della ragione, è in grado di conoscere l’esistenza di Dio, lo ha detto anche la Regina della pace molto chiaramente: «Il peccato del mondo è quello di non interessarsi a Dio. L’uomo è capace di conoscere l’esistenza di Dio. Tutti sono chiamati a cercare Dio e a realizzare ciò che Lui vuole» (Messaggio del 25 febbraio 1984). Ogni uomo ha dentro di sé la coscienza, quella voce interiore che ci esorta a fare il bene e a evitare il male e ci indica ciò che è bene, attraverso la pace del cuore quando lo compiamo, e che rimorde quando commettiamo il male. La fede, allora, è la base fondamentale necessaria per la salvezza dell’anima.

Questa ventata di scristianizzazione che si è abbattuta sull’umanità negli ultimi decenni ha fatto dimenticare ai cristiani tutte le Verità fondamentali ed eterne, imprescindibili per la salvezza dell’anima. Insieme alla fede non possiamo trascurare la preghiera, con cui la fede stessa viene alimentata come l’acqua con il fiore. La preghiera accresce la fede e ci mette in dialogo con Dio. Nella preghiera parliamo con Dio e lo ascoltiamo, chiediamo le grazie necessarie per essere perseveranti sulla via del bene. Senza preghiera non ci si salva.

Un’altra componente fondamentale per la salvezza dell’anima è certamente l’osservanza dei Comandamenti. Il 25 dicembre 2012 la Regina della pace è apparsa alla veggente Marija senza dare il Messaggio; improvvisamente, però, il Bambino Gesù che teneva tra le braccia ha iniziato a parlare in maniera solenne e ha detto: «Io sono la vostra pace, vivete i miei Comandamenti». Dobbiamo tornare ai Comandamenti, fare un esame di coscienza revisionandoli a uno a uno per capire qual è il nostro rapporto con Dio alla luce della sua Legge Santa. Per salvare l’anima dobbiamo vivere i Comandamenti attraverso uno sforzo continuo di adeguamento della nostra condotta personale alle esigenze di santità enunciate nel Decalogo. Non ci si po’ salvare senza osservare i Comandamenti.

Nel brano di Vangelo sul giovane ricco Gesù stesso indica proprio i Comandamenti come strada per la salvezza eterna: Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. Tu sai i Comandamenti: “Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre”». Accostiamoci al Sacramento della Confessione con una buona preparazione interiore, specchiamoci nei Comandamenti e ammettiamo le nostre mancanze con l’obbiettivo di migliorarci e con la consapevolezza che solamente quella è la strada per la santità.

La salvezza dell’anima prescinde inevitabilmente dall’attingimento alla grazia dei Sacramenti, in particolare la Confessione e la Comunione. Tocca constatare che ultimamente, purtroppo, i Battesimi e i Matrimoni sono sempre meno; sono poche le famiglie che mettono la loro unione nelle mani di Dio e affidano nelle mani del Signore i bambini, trascurando quindi l’educazione cristiana. Attraverso i Sacramenti riceviamo la grazia dello Spirito Santo e sono stati man mano rimossi con disinvoltura, ma essi stessi sono stati istituiti da Cristo stesso! Non è trascurabile nemmeno il dato tangibile delle innumerevoli persone che lasciano questa vita senza ricevere il Sacramento dell’Estrema unzione, il Viatico e la Confessione, o ancora i tanti malati che non ricevono il Sacramento dell’Unzione degli infermi. Dio ha messo a disposizione i Sacramenti come fonti di grazia e noi, in maniera consapevole e decisa, li abbiamo rimossi dalla nostra vita come conseguenza del fatto che viviamo come se Dio non esistesse. Senza Sacramenti l’anima marcisce e muore.

La fede, la preghiera, i Comandamenti e i Sacramenti sono i nutrimenti dell’anima senza i quali essa come un fiore che, senza acqua e senza sole, appassisce e muore. Staccati dalla vera vite che è Cristo siamo come tralci secchi buoni solo per essere bruciati. La salvezza dell’anima dipende dal nostro attaccamento a Dio, dal nostro rapporto continuo e intimo con lui, dall’osservanza della sua Legge e dalla pratica dei Sacramenti.

Nel momento in cui avverranno gli eventi dei Segreti di Medjugorje quale sarà la sorte delle anime lontane da Dio? La Madonna è qui per salvare il maggior numero di anime possibili e il Suo Cuore Immacolato trionferà; tuttavia, molti sceglieranno di schierarsi col demonio e si perderanno eternamente. Il 25 luglio 2020 la Regina della pace ha detto una frase che è un programma di vita per chi crede e vuole salvarsi: «In questo tempo inquieto in cui il diavolo miete le anime per attirarle a sé, vi invito alla preghiera perseverante affinché nella preghiera scopriate il Dio d’amore e di speranza»; è Dio la vera salvezza, in Lui dobbiamo confidare. Dal profondo dell’abisso dei nostri peccati dobbiamo pentirci, invocare la Divina Misericordia e cambiare vita, riconoscendoci come creature davanti al Creatore, bisognose di Lui e del suo amore. Chi è lontano da Dio faccia propria l’invocazione del salmista Davide: Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera (Salmo 130).

Alla fine della vita saremo giudicati innanzitutto nel nostro rapporto con Dio e poi nel nostro rapporto con il prossimo. Non facciamoci trovare impreparati. La salvezza della nostra anima sia la priorità della nostra vita. Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva.

Prendiamoci cura della nostra anima come se fosse un fiore, poniamola nel vaso solido della fede, alimentiamola con l’acqua della preghiera, lasciamo che il sole dei Comandamenti la scaldi e la illumini, teniamola al riparo dai venti impetuosi con la grazia dei Sacramenti.

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🔴LIVE🔴CATECHESI PASQUALE DI PADRE LIVIO: IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE

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🔴LIVE🔴QUALI SONO LE COSE NECESSARIE PER LA SALVEZZA DELL’ANIMA?

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