"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Aprile 2025 Pagina 2 di 34

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Mercoledì 29 Aprile 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h. 9.00

QUALI SONO LE COSE NECESSARIE PER LA SALVEZZA DELL’ANIMA?

E’ necessario un ritorno a Dio prima del tempo dei Segreti

Il cristiano deve alimentare la sua fede in Dio con la preghiera

Il cristiano deve osservare i Comandamenti

Un cristiano deve attingere alla grazia dei Sacramenti (in particolare la confessione e la Comunione)

Un cristiano deve essere devoto di Gesù e di Maria

h. 9.30

 “SONO VOSTRA MADRE E VI AMO” (12)

Lettura a puntate del nuovo Libro di P. Livio sulla Madonna

h. 10.00

 CATECHESI PASQUALE DI PADE LIVIO: IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE (26)

BLOG: blogdipadrelivio.it

Il Diario radiofonico quotidiano (63)

Ritagli di pagine inedite – Sono vostra Madre e vi amo – (9) –Dizione: Roberta

La Verità è antica e questa deve annunciare la Chiesa _ Lettera di Antonio


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SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONGIORNO

Regina Coeli 

Regina del cielo, rallegrati, alleluia: 
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, 
è risorto, come aveva promesso, alleluia. 
Prega il Signore per noi, alleluia. 

V. Gioisci e rallegrati, Vergine Maria, alleluia. 
R. Poiché il Signore è veramente risorto, alleluia. 

Preghiamo:

O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine.
Per Cristo nostro Signore.

Amen.

RITAGLI DI PAGINE INEDITE

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DIARIO RADIOFONICO QUOTIDIANO

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66. È possibile stabilire quanto durerà il tempo dei Segreti?

Questa domanda non è oziosa e non pretende di avere riposte certe. Tuttavia è lecita perché ci troviamo di fronte a un piano mariano che va oltre ogni immaginazione.

I Segreti di Medjugorje fanno parte di un tempo particolare che è quello della presenza di Maria su questa terra. Si tratta infatti delle sue ultime apparizioni come ha precisato la Madonna in due messaggi che non danno adito a fraintendimenti.

Le apparizioni della Gospa sono iniziate il 24 giugno 1981 e termineranno con la morte dell’ultimo Veggente. Infatti i Veggenti, quando cesseranno le apparizioni quotidiane, continueranno a vedere la Madonna una volta all’anno fino alla loro morte.

È quindi possibile che le apparizioni continuino anche dopo il decimo Segreto, come ha accennato Vicka nella sua rivelazione a Radio Maria. Perché la Madonna abbia voluto un prolungamento di questo genere non lo sappiamo e probabilmente non lo sanno neppure i Veggenti.

Tuttavia i Veggenti conoscono la data di ogni Segreto, eccetto Marija che non conosce quella del terzo, e quindi sanno anche non solo quando inizieranno i Segreti, ma anche quando termineranno.

Non abbiamo neppure idea di quale possa essere la distanza fra un segreto e l’altro. Tuttavia al riguardo è possibile fare qualche considerazione.

Mirjana ha detto che del primo segreto se ne parlerà a lungo. È un indizio che ci fa pensare che la Madonna voglia distanziare i primi tre Segreti, che accadranno a Medjugorje, per dare tempo al mondo di sensibilizzarsi su ciò che sta accadendo.

Per questo motivo si può pensare che, dopo il Segno sulla collina delle prime apparizioni, ci sarà un tempo sufficiente perché la Chiesa prenda le decisioni che la Madonna si aspetta e che il mondo si lasci toccare da questo segnale straordinario della Divina onnipotenza.

Invece il tempo dei Segreti dal quarto al settimo, i sette flagelli dell’Apocalisse, potrebbero avere una successione molto rapida perché la potenza del male, una volta scatenata, dilagherà ovunque nel mondo.

Si tratta ovviamente di ipotesi, mentre la conclusione del tempo dei Segreti nel 2033, duemillesimo anno della Redenzione, potrebbe essere una indicazione con qualche fondamento.

Detto questo, va ribadito che i Veggenti conoscono le date di ogni Segreto e che ognuna di esse è scritta sul rottolo che la Madonna ha dato a Mirjana. Non sono previste variazioni.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 321 – LA CHIESA E’ SANTA

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preoccupazione della Madonna per le nostre anime

Le preoccupazioni della Madonna non sono necessariamente le nostre. Certamente la Regina della pace è preoccupata per la situazione del mondo, nel quale regnano l’odio e la guerra. La sua vera preoccupazione è certamente la salvezza eterna delle nostre anime perché è chiaro che le anime si salvano o si perdono eternamente; questo è un Dogma di fede chiaramente rivelato dalla Parola di Dio e sancito dalla Chiesa.

La preoccupazione della Madonna si è riproposta tante volte in tutti questi anni di apparizioni, arrivando perfino a espressioni molto forti: «il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (Messaggio del 25 luglio 2020).

Da gennaio a ad aprile del 2025 la Regina della pace ha dato Messaggi il cui fulcro era la conversione, rinnovata con forza. L’ammonimento della Madonna è sempre più urgente e proporzionato alla sua preoccupazione. Il Messaggio del 25 aprile 2025 si è aperto in un modo drammatico: «Cari figli, i venti dell’inquietudine, dell’egoismo e del peccato afferrano molti cuori e li guidano all’inquietudine e alla perdizione»; in questo Messaggio risuonano parole fortissime dette proprio pochi giorni dopo la Santa Pasqua. Durante la Quaresima, il 25 marzo 2025, la Madonna aveva detto: «Pregate con me, figlioli, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Vi amo, ma non posso aiutarvi senza di voi. Perciò dite sì a Dio».

La Madonna ha una visione celeste, completa e profonda della situazione esistenziale dell’umanità in generale e di ogni cuore in particolare. Maria vede lo stato di vita o di morte di ciascuna anima e ci dice che i venti diabolici afferrano molti cuori e li portano alla perdizione eterna.

È bene mettere in luce le Verità fondamentali della fede Cattolica che nel corso dei decenni sono sbiadite fino a quasi cancellarsi dalla nostra memoria; lo spirito del tempo nel quale viviamo è quello di un mondo senza Dio che impone una visione della vita atea e materialistica. L’umanità ha veramente perso la capacità di educare alla fede le nuove generazioni e la società vive davvero come se Dio non esistesse. Il mondo vive allegramente senza Dio! L’uomo si è messo al posto di Dio in una maniera quasi naturale, comoda. È ora di svegliarsi!

Satana libero dalle catene ha talmente oscurato le menti e inquinato i cuori che ormai non ci si pone più il problema di Dio e si ha una concezione della vita che è orientata unicamente alla morte; si vive allora completamente assorti ai piaceri della vita, ai vizi, alle cose effimere. Questa è la visione del mondo dal punto di vista celeste ma che possiamo vedere anche noi quotidianamente e ovunque.

Il dramma è che il peccato ci distrugge lentamente dall’interno e porta la nostra anima alla morte, alla perdizione eterna. In questa situazione globale, tipica anche dei Paesi di antica cristianità che hanno perso la fede e l’idea di peccato, sono stati praticamente cassati i Comandamenti e si vive come se Dio non ci fosse. In questo tipo di società malata spiritualmente vengono a mancare i medici.

Nelle tenebre non ci sono le luci che illuminano e che guidano. In mondo immerso nel peccato sono poche le voci che chiamano alla conversione! La Regina della pace ha bisogno di noi per amplificare il suo appello alla conversione, al ritorno a Dio e ai suoi Comandamenti.

Chi vive nel peccato inevitabilmente si perde eternamente. Chi crede si salverà! È urgente fare un’inversione di rotta. La Madonna è angosciata per le anime che si perdono e perché non ci sono abbastanza voci che richiamano alla conversione, all’apertura dei cuori. Di fronte a un’umanità che vive senza Dio e che quindi non ha né futuro né vita eterna, la Madonna si rivolge a coloro che hanno risposto alla sua chiamata e dice: «vi esorto, figlioli, offritemi le vostre preghiere, sofferenze e lacrime per la conversione dei cuori che sono lontani dal cuore di mio Figlio Gesù».

Il dramma del tempo che stiamo vivendo è proprio la perdizione delle molte anime. L’ammonimento della Regina della pace si è talmente affievolito che ormai non si sente più, quei pochi che lo ripetono e lo ribadiscono vengono addirittura accusati di terrorismo psicologico, come se parlare del diavolo fosse un’eresia! La legge di Dio non cambia, l’inferno esiste anche se lo neghiamo, i Comandamenti ci sono anche se li rimuoviamo, Dio esiste anche se viviamo come se non ci fosse. Solo Dio è il Signore della Storia e padrone del mondo. Dio è buono, ci chiama alla conversione affinché le nostre anime si salvino.

La Madonna ci incoraggia a tornare a Dio e alla preghiera affinché possiamo già stare bene fin da adesso e assicurarci la salvezza eterna. Il mondo di oggi è immerso nella menzogna, è malato spiritualmente e la Madonna è preoccupata, ci richiama continuamente alla conversione. La Verità non cambia mai, è eterna come è eterno Dio; lasciamoci allora illuminare dalla Parola che salva, che vivifica che illumina interiormente. Guardiamo alla nostra condizione esistenziale. Se siamo schiavi del demonio e accecati dal peccato, pieghiamoci nell’umiltà di creature e chiediamo perdono a Dio, apriamogli il cuore, lasciamolo entrare e abbandoniamoci a Lui. Convertiamoci, torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti. Ascoltiamo i richiami della Madonna che ci vuole tutti salvi!

Senza pentimento e senza conversione le nostre anime sono possedute da satana e le perderemo nella morte eterna dove non c’è luce.

Preghiamo, aiutiamo la Madonna a salvare quante più anime possibili. Nel tempo dei Segreti ciascuno dovrà ricoprire un ruolo e dovrà decidere se stare dalla parte della Regina della pace oppure da quella di satana. È il momento di predisporre la nostra anima a questa scelta radicale che ci si prospetta e che non è poi così lontana. Apriamo il cuore alla fede, nell’umiltà e nella decisione irreversibile di amare Dio sopra ogni cosa. Aiutiamo chi è lontano a ritrovare la strada che porta alla salvezza.

🔴LIVE🔴CATECHESI PASQUALE DI PADRE LIVIO: IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE

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🔴LIVE🔴 “SONO VOSTRA MADRE E VI AMO” – Catechesi di P. LIVIO

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🔴LIVE🔴PADRE LIVIO: LA MADONNA È PREOCCUPATA PER LE NOSTRE ANIME

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Ruini: «Serve un Papa buono, anche nel governare. Bisogna restituire la Chiesa ai cattolici. E le divisioni restano»

di Francesco Verderami – Corriere della Sera – 29 Aprile 2025

Il cardinale: «Francesco ha privilegiato i lontani a scapito dei vicini. Le istituzioni sono in parte destrutturate perché Bergoglio le voleva purificare. E le divisioni restano»

«Servirà un Papa buono, profondamente credente, dotato di attitudine nelle questioni di governo, capace di affrontare una fase internazionale delicatissima e molto pericolosa. E servirà un Papa caritatevole. Caritatevole anche nella gestione della Chiesa». Sono giorni di congregazioni e a Camillo Ruini molti chiedono consigli. Raccontano che durante i colloqui schivi certi temi, come l’argomento sulla nazionalità del futuro pontefice: «Può venire da qualunque parte del mondo. Di solito gli italiani hanno il vantaggio di essere meno condizionati dalle loro origini. Sono più universalisti. Ciò non vuol dire che gli altri non sarebbero in grado di rispondere meglio alle necessità della Chiesa. Questo è il criterio ultimo».

Non si affanna nei pronostici. A novantaquattro anni, avendo una lunga esperienza, sa che «a contare è sempre e solo il Conclave». Piuttosto insiste su un principio: «Bisogna restituire la Chiesa ai cattolici, mantenendo però l’apertura a tutti». Chiunque gli parli, conserva questa esortazione di Ruini. Dettata da una preoccupazione che le esequie di Francesco gli hanno confermato: «I funerali hanno dato l’impressione che si sia risolto il problema principale del pontificato, quello cioè della divisione della Chiesa, che in qualche modo coinvolgeva lo stesso Bergoglio. Purtroppo la divisione è rimasta, con il paradosso per cui favorevoli a Francesco sono per lo più i laici mentre contrari sono spesso i credenti».

Il fatto è che il Papa, secondo il cardinale, «con un’intenzione missionaria si era rivolto soprattutto a quanti erano distanti, con modalità che hanno irritato chi per anni si era speso a difendere le posizioni cattoliche. Francesco è sembrato cioè privilegiare i lontani a scapito dei vicini. È un gesto evangelico. Ma come nella parabola del figliol prodigo l’altro figlio protestò, così oggi c’è chi protesta nella Chiesa». Davanti al popolo «diviso tra chi vuole mantenere i valori tradizionali e chi vuole aprirsi al mondo di oggi» bisogna «agire con prudenza, per fare magari entrambe le cose. Purtroppo la popolazione ha percepito una scelta netta di Bergoglio verso l’apertura alle novità. E molti lo hanno rifiutato per rimanere fedeli alle loro convinzioni».

Non c’è dubbio che ad aver colpito Ruini sia stato il modo in cui i funerali sono stati rappresentati sui media: «Quello che non ha avuto abbastanza rilievo è che l’elemento centrale della Chiesa è Cristo, non il Papa. Altrimenti si apre un problema». E per farsi capire meglio, mette a confronto le esequie di Giovanni Paolo II con quelle di Francesco: «Alla morte di Wojtyla la gente urlava “santo subito”, mentre alla morte di Bergoglio ha urlato “grazie Francesco”. Ecco, se viene messa in ombra la dimensione trascendente non si rende un buon servizio alla Chiesa». In ogni caso Ruini non vede «il rischio di uno scisma»: «È fuori dallo spirito del tempo. La dialettica tra conservatori e progressisti è salutare, ma se si radicalizza e diventa patologica, anche senza scismi può avere effetti devastanti, paralizzando la vita della Chiesa».

La questione «più pericolosa» è però un’altra, «poco visibile all’esterno» e che si muove «in profondità». Un sintomo di essa sono «quei teologi che prendono posizioni contrarie all’ortodossia cattolica». Perciò Ruini insiste su quella che chiama «la forma cattolica della Chiesa»: da una parte «l’adesione alla dottrina», dall’altra «le strutture ecclesiali, a partire dal papato e dall’episcopato». «Sono capisaldi che oggi spesso non vengono compresi e sono contestati. Ma così si mina la certezza della Verità e si toglie la gioia della fede. Non possiamo accontentarci di una fede problematica».

È quindi sulle questioni dottrinali che lo spartito va completato per evitare l’incompiuta. «Certe affermazioni di papa Francesco potevano dare l’impressione di una grande apertura, come il famoso “chi sono io per giudicare”, riferito alle persone omosessuali, che sembrava preludere a profonde modifiche dottrinali. Su altri aspetti è andato invece in senso opposto, riuscendo — e questo è uno dei suoi grandi meriti di cui nessuno parla — a neutralizzare la contestazione ecclesiale sui punti più acuti: dall’ipotesi del sacerdozio alle donne alla illiceità dell’aborto, per la quale ha usato parole assai forti, che nessuno aveva osato pronunciare prima di lui. Così negli ultimi anni è diminuita, nelle aree ecclesiali più radicali, la simpatia nei suoi confronti».

Sfuggente sulla definizione dell’identikit del nuovo Papa, Ruini è diretto sul «compito impegnativo che sta dinnanzi a noi. Ricostruire l’unità della Chiesa, specialmente l’unità attorno al Papa, che è il punto di riferimento della comunità cattolica. È vero che le divisioni risalgono già ai tempi di Paolo VI e che Francesco si inserisce nella lunga serie dei Papi contestati. Così com’è vero che non è possibile superare del tutto questo problema. Va però affrontato». Come un altro tema, «assai delicato»: cioè «la parziale destrutturazione delle nostre istituzioni. Questo è accaduto anche perché dinnanzi alle difficoltà preesistenti — specie nella Curia — il Papa ha cercato di trovare una soluzione».

Su questo punto Ruini non concorda con l’opinione prevalente tra i critici del Papa. «Secondo me Bergoglio voleva purificare, non destrutturare. Pensiamo all’enorme problema della pedofilia, con cui si era misurato anche Benedetto XVI».

Ecco quale Chiesa erediterà il futuro pontefice, sebbene «la sua priorità dovrebbe restare comunque quella di “alimentare la fiamma della fede che in molte zone del mondo minaccia di estinguersi”». Ruini cita una famosa frase di Ratzinger per rappresentare «la sfida fondamentale che ci attende»: «E non è detto che il nuovo Papa riuscirà a superarla». Gli strumenti che avrà a disposizione saranno «l’annuncio della fede e la testimonianza della carità»: «È per la carità praticata dalla Chiesa che la gente ama e si fida di essa. Su questo Francesco si è impegnato a fondo. La carità deve però esprimersi anche nelle istituzioni ecclesiali, evitando certe inutili durezze che non sono conformi al governo di quella singolare realtà che è la Chiesa, con la sua legge fondamentale: l’amore, il perdono, la comprensione».

In ogni caso — dice sempre prima di congedarsi — «tutto dipende dalla misericordia del Signore».

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