"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Novembre 2022 Pagina 1 di 16

đŸŒŸđŸ–ŠïžCI SCRIVONOđŸ–ŠïžđŸŒŸ    

Chi sta portando nel mondo distruzione e morte?

Caro Padre Livio,

mi permetto di riferire alcune critiche che  ho ascoltato da alcune  persone proprio in occasione di un mio pellegrinaggio a Medjugorje.

In pratica non sono d’accordo che Lei parli quasi ogni giorno di questa guerra in Ucraina, quando invece dovrebbe occuparsi di piĂč delle ideologie occidentali, come ad esempio il gender che distrugge  la famiglia.

Immagino che qualcosa sia arrivato anche ai suoi orecchi.

Che cosa risponde?

Un amico

Caro amico,

                Chi ascolta  Radio  Maria e legge  i  miei libri sa benissimo di che  cosa  mi sono  occupato in tutti questi anni, sempre sulla scia dei messaggi della Madonna.

                Ora  siamo entrati nel tempo delle grandi  prove,  nel tempo dell’odio e della guerra,  nel tempo in cui satana tenterĂ   di distruggere il mondo e annientare  la Chiesa.

                Siamo entrati in altre parole nel tempo dei segreti e  mi meraviglio che gente che va a Medjugorje abbia  simpatie  per  uno Stato aggressore che ,  come aveva  profetizzato  la Madonna a Fatima, ha portato e porta nel  mondo  distruzione  e  morte.

Ave Maria

Padre  Livio

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

A proposito di Andrea Cionci

di Roberto de Mattei –  Corrispondenza Romana – 30 Novembre 2022

C’ù in Italia un giornalista che scrive di cose della Chiesa e si lamenta essere ignorato da una serie di intellettuali e di testate cattoliche di orientamento tradizionale, di cui riporta un puntiglioso elenco, accusandole di sottrarsi a un confronto che il giornalista giudica doveroso data l’importanza del tema: i presunti messaggi in codice che l’unico papa legittimo, Benedetto XVI, trasmetterebbe per denunciare l’impostura dell’antipapa, Jorge Maria Bergoglio. Il giornalista non si duole delle numerose critiche che ha giĂ  ricevuto, ma di quelle che non sono ancora arrivate, impedendo, con questo silenzio, che la sua ricostruzione delle vicende della Chiesa venga presa nell’«attenta, serissima e approfondita considerazione» che, a suo avviso, merita. 

PoichĂ© tra le testate che egli accusa di non avere ancora espresso un giudizio su di lui e sulla sua opera, c’ù anche Corrispondenza Romana, non abbiamo difficoltĂ  a soddisfare il suo desiderio: si chiama Andrea Cionci, un giornalista di cui abbiamo apprezzato gli articoli fino ai primi mesi del 2020 quando, con la pandemia, sembra aver completamente perso la bussola, come altri promettenti ingegni. 

Cionci si vanta di aver pubblicato centinaia di articoli e un libro che ha venduto 12.000 copie ed Ăš stato tradotto in due lingue, ma si illude se pensa che questi numeri corrispondano a un ampio consenso di pubblico. La ragione del suo successo sta nella “curiosità” che le sue cervellotiche tesi suscitano tra lettori amanti del sensazionalismo. La vana curiositas che, come spiega san Tommaso, Ăš l’aspetto vizioso del desiderio di conoscere (Somma Teologica, II-II, q. 167), Ăš una malattia della mente da cui ogni cattolico deve guardarsi. Questa Ăš la ragione per cui non riteniamo necessario pubblicizzare il suo libro e i suoi articoli, senza che di ciĂČ ci si debba far rimprovero.   

La ragione per la quale il silenzio ha accompagnato la sua “inchiesta” sul conclave del 2013 sta anche nel fatto che egli pretende di parlare di una questione non solo seria, ma drammatica, riguardante la vita della Chiesa, senza avere la pur minima competenza per farlo. Cionci infatti non ha alcuna conoscenza teologica o canonica, ma soprattutto sembra  privo di quel buon senso, prima ancora che di quello spirito cattolico, che Ăš condizione necessaria per affrontare problemi delicati e complessi che toccano la vita delle anime. Gli “esperti” a cui si richiama per giustificare le sue tesi sono citati a sproposito, perchĂ© nessuno di essi le condivide. E l’unica arte di cui egli si dimostra padrone Ăš purtroppo quella del sofisma.

L’abdicazione di Benedetto XVI e il modo con cui essa ù avvenuta sono considerati da molti studiosi e anche da eminenti membri del Sacro Collegio come un grave errore, mentre per Cionci ù un’astutissima manovra del “Papa emerito” per mettere con le spalle al muro il suo rivale Francesco. Cionci ha coniato l’espressione di “auto-impedimento” per descrivere un’inedita situazione in cui Benedetto XVI, unico vero Papa, combatte in maniera occulta contro l’usurpatore Bergoglio.

Papa Benedetto, a suo parere, si esprime in maniera criptica, attraverso una comunicazione in codice che solo Cionci Ăš in grado di decifrare. Ma se il linguaggio di Benedetto Ăš volutamente segreto, non si capisce perchĂ© Cionci, che Ăš un suo ammiratore, lo riveli al mondo intero. Benedetto, direttamente o attraverso il suo segretario mons. Georg GĂ€nswein, ha piĂč volte smentito la tesi che lo vuole ancora Papa regnante, ma ogni smentita Ăš per Cionci una conferma, perchĂ©, a suo avviso, se Benedetto confermasse pubblicamente il suo piano, svelerebbe il gioco che conduce. E se Benedetto dicesse che Cionci Ăš matto, il nostro sarebbe pronto a dichiarare che, in senso spirituale, la follia puĂČ rappresentare il passaggio ad un alto livello di conoscenza. Non a caso nelle carte dei Tarocchi il “matto” cambia il suo significato a seconda di come esce nel giuoco, positivo se Ăš diritto, negativo se Ăš a rovescio. 

Cionci afferma che il prof. Roberto de Mattei, direttore di Corrispondenza Romana, «non ha colto che la questione della legittimitĂ  di Bergoglio Ăš canonica, anni luce prima di essere teologica».  In realtĂ  Ăš proprio il Diritto canonico, prima ancora della dottrina teologica, a rendere inconsistente la tesi di Cionci, per cui la Chiesa cattolica sarebbe prossima alla sua fine, a causa di un’illegittima successione al pontificato. Cionci sembra ignorare che la Chiesa Ăš necessariamente, e per sua natura, una societĂ  visibile. Pio XII lo esprime in questi termini: «La Chiesa cattolica Ăš il gran mistero visibile, perchĂ© visibile Ăš il suo capo sulla terra, il Vicario di Cristo, visibili sono i suoi ministri, visibile la sua vita, visibile il suo culto, visibile l’opera e l’azione sua per la salvezza e la perfezione degli uomini” (Discorso del 4 dicembre 1943).

Se la Chiesa cattolica non fosse visibile, non potrebbe essere riconosciuta ed essa puĂČ e deve essere riconosciuta da ogni uomo sulla terra proprio per le proprietĂ  visibili che la caratterizzano. Questa visibilitĂ  Ăš data innanzitutto dalla successione apostolica, un carattere che si trova solo nella Chiesa cattolica romana. Chi proclama l’interruzione della successione apostolica si situa nel solco delle innumerevoli conventicole eretiche di cui sant’Alfonso Maria de’ Liguori ha fatto un esauriente e sempre attuale compendio (Storia delle eresie colle loro confutazioni, Phronesis, Palermo 2022). Nell’orgoglio, nota sant’Agostino, hanno la loro radice tutte le eresie e le apostasie della fede (Sermo 46, n. 18).

Solo un uomo pieno di presunzione puĂČ anteporre l’opinione propria al giudizio della Chiesa universale fondata da Dio. Per mortificare quella forma di orgoglio della mente che Ăš la vana curiositas, potrebbe essere utile sostituire alle letture mattutine o serali di tanti blog pseudo-cattolici, le meditazioni illuminanti sull’Avvento del grande abate di Solesmes, dom Prosper GuĂ©ranger (1805-1875). Le parole della Liturgia spiegate da don GuĂ©ranger parlano di tenebre che Dio solo puĂČ dissipare e di piaghe che solo la sua bontĂ  puĂČ risanare: sono le piaghe della Chiesa e sono le tenebre in cui Ăš immerso chiunque rifiuta di accettarne il Mistero.

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 7

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🔮VIDEO🔮EDITORIALE: L’UMANITÀ HA GIÀ DECISO PER LA MORTE?

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Precisazioni su lettera di Stefania da Formia; Divina VolontĂ 

Buonasera Padre Livio. 

Ho letto sul blog la lettera della signora Stefania da Formia e la Sua relativa risposta. 

Da dire innanzitutto che in piĂč parti dei volumi di Luisa GesĂč stesso da’ delle tempistiche: Egli afferma che il Mondo, la Creazione risale a 4000 anni prima della Sua venuta e dopo circa 2000 anni, quindi il tempo attuale, lascia intendere che tornerĂ  il Regno della Divina VolontĂ . Quindi ormai I tempi sono risicati e in questa prospettiva Ăš da pensare che si’, I tempi dei segreti saranno una vera e propria purificazione dell’umanitĂ  al termine della quale verrĂ  ristabilito il Regno della Divina VolontĂ . Questo fa pensare che chi rimarrĂ  al termine degli eventi avrĂ  conservato una Fede forte e non potrĂ  che vivere di Divina VolontĂ .

Luisa si stupiva, in tutto il tempo che scrisse, di come, di fronte a tanta cattiveria umana, potesse ristabilirsi un tale regno sulla Terra, che era quello che prima Adamo peccasse. GesĂč rassicurava Luisa dicendo di non preoccuparsi, chĂ© bastava spianare la strada alle anime disposte (da qui l’importanza di diffondere la Divina VolontĂ ), e poi Lui avrebbe disposto tutto… Queste tematiche ricorrono sovente in tutti i volumi.

Altra parte a mio parere meritevole di considerazione Ăš quanto scritto nel paragrafo 56 del libro 16 (marzo 1924).Tale paragrafo venne commentato da un Padre spagnolo che segue Divina VolontĂ , qualche anno fa, dove egli intendeva il viaggio di Luisa attraverso una cittĂ  in rovina, viaggio che durava 100 miglia. Poi si fermĂČ lungo il viaggio, chiese quanto mancava e GesĂč disse 30 miglia.

Il Padre interpretĂČ le miglia come anni, dove dal 1924 al 1994 (anno in cui Luisa fu dichiarata Serva di Dio, mi sembra, oppure qualcosa di importante per la figura di Luisa) erano trascorsi 70 anni, quindi ne mancano 30 per finire il viaggio (2024)…bisognerebbe leggere il paragrafo per capire meglio, ma questa Ăš stata interpretata come una tempistica, che Ăš ormai prossima… Altro segno poi Ăš come gli scritti di Luisa si stanno diffondendo, quanti sacerdoti hanno iniziato ad interessarsene, quanti fedeli…

La mia Ăš una idea, io finisco adesso di leggere l’ultimo paragrafo dell’ultimo libro, dopo 3 anni di lettura una opinione me la sono fatta, sulla Divina VolontĂ . 

Mi perdoni la lunghezza, ma penso possa essere utile. 

Un caro saluto, Laura 


 Precisazione in merito ai testi di Luisa Piccarreta.

Santa serata padre Livio caro, sono Claudia Palladino. 

Mi trovo nuovamente a scriverle in merito a quello che Ăš stato detto sull’era della Pace e scritto dalla sig.ra Stefania. 

Partendo proprio dal cap. 20° del libro dell’Apocalisse, si rivelano due tempi ( durante e dopo i “mille anni” ), periodo in cui, dopo che GesĂč si Ăš manifestato e l’umanitĂ  ha assaporato la pace della conversione e della salvezza, ci sarĂ  un epoca di Pace imperitura e crescente.

đ˜˜đ˜¶đ˜Šđ˜Žđ˜”đ˜ą Ăš 𝘭𝘱 đ˜±đ˜łđ˜Ș𝘼𝘱 𝘳đ˜Șđ˜Žđ˜¶đ˜łđ˜łđ˜Šđ˜»đ˜Ș𝘰𝘯𝘩.  đ˜‰đ˜Šđ˜ąđ˜”đ˜° 𝘩 đ˜Žđ˜ąđ˜Żđ˜”đ˜° Ăš đ˜€đ˜°đ˜­đ˜¶đ˜Ș đ˜€đ˜©đ˜Š đ˜±đ˜ąđ˜łđ˜”đ˜Šđ˜€đ˜Șđ˜±đ˜ą 𝘱𝘭𝘭𝘱 đ˜±đ˜łđ˜Ș𝘼𝘱 𝘳đ˜Șđ˜Žđ˜¶đ˜łđ˜łđ˜Šđ˜»đ˜Ș𝘰𝘯𝘩. đ˜šđ˜¶ đ˜„đ˜Ș 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘯𝘰𝘯 đ˜©đ˜ą đ˜±đ˜°đ˜”đ˜Šđ˜łđ˜Š 𝘭𝘱 đ˜źđ˜°đ˜łđ˜”đ˜Š đ˜Žđ˜Šđ˜€đ˜°đ˜Żđ˜„đ˜ą, 𝘼𝘱 𝘮𝘱𝘳𝘱𝘯𝘯𝘰 đ˜Žđ˜ąđ˜€đ˜Šđ˜łđ˜„đ˜°đ˜”đ˜Ș đ˜„đ˜Ș 𝘋đ˜Ș𝘰 𝘩 đ˜„đ˜Ș 𝘊𝘳đ˜Șđ˜Žđ˜”đ˜° 𝘩 𝘳𝘩𝘹𝘯𝘩𝘳𝘱𝘯𝘯𝘰 đ˜€đ˜°đ˜Ż đ˜­đ˜¶đ˜Ș đ˜Čđ˜¶đ˜Šđ˜Ș 𝘼đ˜Ș𝘭𝘭𝘩 𝘱𝘯𝘯đ˜Ș. ( đ˜ˆđ˜±. 20,5-6 ) 

GesĂč spiega in piĂč brani dei 36 volumi quello che viene manifestato in questo capitolo del testo sacro, io mi limiterĂČ a prendere solo dei passi:

chi vive nel Suo Divin Volere sarĂ  con Lui a giudicare gli uomini 

” … 𝐀𝐧𝐳𝐱 𝐜𝐹𝐩𝐞 đ„â€™đšđ§đąđŠđš đžđ§đ­đ«đš đ§đžđ„ đ•đšđ„đžđ« 𝐃𝐱𝐯𝐱𝐧𝐹 𝐬𝐱 đŹđ©đšđ đ„đąđš 𝐝𝐱 𝐬𝐞’ 𝐞𝐝 𝐈𝐹 đ„đš 𝐯𝐞𝐬𝐭𝐹 𝐝𝐱 𝐩𝐞 𝐜𝐹𝐧 𝐚𝐛𝐱𝐭𝐱 đ«đžđ đšđ„đą, 𝐞 đȘ𝐼𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐯𝐞𝐬𝐭𝐱 đ„đž 𝐩𝐞𝐭𝐭𝐹𝐧𝐹 đąđ„ đŹđźđ đ đžđ„đ„đš 𝐜𝐡𝐞 𝐞’ 𝐩𝐱𝐚 đŸđąđ đ„đąđš, [𝐜𝐡𝐞] đąđ„ 𝐩𝐱𝐹 đ«đžđ đ§đš 𝐜𝐹𝐩𝐞 𝐞’ 𝐩𝐱𝐹 𝐞’ 𝐬𝐼𝐹; 𝐞 𝐝𝐱𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐝𝐹 𝐱 đ§đšđŹđ­đ«đą đđąđ«đąđ­đ­đą đ©đ«đžđ§đđž đ©đšđ«đ­đž 𝐚 đ đąđźđđąđœđšđ«đž 𝐞𝐝 𝐚 đœđšđ§đđšđ§đ§đšđ«đž đ đ„đą đšđ„đ­đ«đą. … ” 

(Volume 12, 15 ottobre 1919) 

PerciĂČ l’apostolo Giovanni dice ” 𝘱 đ˜Čđ˜¶đ˜Šđ˜­đ˜­đ˜Ș đ˜€đ˜©đ˜Š đ˜·đ˜Ș đ˜Žđ˜Šđ˜„đ˜Šđ˜”đ˜”đ˜Šđ˜łđ˜° đ˜§đ˜¶ đ˜„đ˜ąđ˜”đ˜° đ˜Ș𝘭 đ˜±đ˜°đ˜”đ˜Šđ˜łđ˜Š đ˜„đ˜Ș 𝘹đ˜Șđ˜¶đ˜„đ˜Șđ˜€đ˜ąđ˜łđ˜Š ” ( Ap. 20,4 ) 

I figli della Divina VolontĂ  simboleggiano la Sua UmanitĂ  risorta ( quella che l’apostolo Giovanni chiama “đ˜±đ˜łđ˜Ș𝘼𝘱 đ˜łđ˜Šđ˜Žđ˜¶đ˜łđ˜łđ˜Šđ˜»đ˜Ș𝘰𝘯𝘩” )

” …đŽđ«đš 𝐬𝐞 đ„đš 𝐩𝐱𝐚 đ«đąđŹđźđ«đ«đžđłđąđšđ§đž đŹđąđŠđ›đšđ„đžđ đ đąđš 𝐱 𝐬𝐚𝐧𝐭𝐱 đđžđ„ đŻđąđŻđžđ«đž đ§đžđ„ 𝐩𝐱𝐹 đ•đšđ„đžđ«đž – 𝐞 đȘ𝐼𝐞𝐬𝐭𝐹 𝐜𝐹𝐧 đ«đšđ đąđšđ§đž, đ©đžđ«đœđĄđž’ 𝐹𝐠𝐧𝐱 𝐚𝐭𝐭𝐹, đ©đšđ«đšđ„đš, đ©đšđŹđŹđš, 𝐞𝐜𝐜., 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐱 đ§đžđ„ 𝐩𝐱𝐹 đ•đšđ„đžđ«đž 𝐞’ 𝐼𝐧𝐚 đ«đąđŹđźđ«đ«đžđłđąđšđ§đž 𝐝𝐱𝐯𝐱𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 đ„â€™đšđ§đąđŠđš đ«đąđœđžđŻđž, 𝐞’ đźđ§â€™đąđŠđ©đ«đšđ§đ­đš 𝐝𝐱 đ đ„đšđ«đąđš 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐼𝐛𝐱𝐬𝐜𝐞, 𝐞’ 𝐼𝐧 đźđŹđœđąđ«đž 𝐝𝐱 𝐬𝐞’ đ©đžđ« đžđ§đ­đ«đšđ«đž đ§đžđ„đ„đš 𝐃𝐱𝐯𝐱𝐧𝐱𝐭𝐚’ 𝐞 đ§đšđŹđœđšđ§đđžđ«đŹđą đ§đžđ„ đŸđźđ„đ đąđđš đŹđšđ„đž đđžđ„ 𝐩𝐱𝐹 đ•đšđ„đžđ«đž, 𝐞 𝐯𝐱 𝐚𝐩𝐚, đšđ©đžđ«đš, đ©đžđ§đŹđš – 𝐜𝐡𝐞 đŠđžđ«đšđŻđąđ đ„đąđš 𝐬𝐞 đ„â€™đšđ§đąđŠđš đ«đžđŹđ­đš 𝐭𝐼𝐭𝐭𝐚 đ«đąđŹđšđ«đ­đš 𝐞𝐝 𝐱𝐩𝐩𝐞𝐝𝐞𝐬𝐱𝐩𝐚𝐭𝐚 đ§đžđ„đ„đš 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐹 đŹđšđ„đž đđžđ„đ„đš 𝐩𝐱𝐚 đ đ„đšđ«đąđš 𝐞 𝐩𝐱 đŹđąđŠđ›đšđ„đžđ đ đąđš đ„đš 𝐩𝐱𝐚 𝐔𝐩𝐚𝐧𝐱𝐭𝐚’ đ«đąđŹđšđ«đ­đš ? 

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𝗣đ—Čđ—żđ—°đ—¶đ—Œ’ đ—»đ—Œđ—» đ˜€đ—źđ—żđ—źđ—»đ—»đ—Œ đ—șđ—Œđ—čđ˜đ—¶;  𝐭𝐼 𝐧𝐹𝐧 𝐬𝐞𝐱 đ§đžđ„ đ§đźđŠđžđ«đš 𝐝𝐞𝐱 đŠđšđ„đ­đą, 𝐩𝐚 𝐝𝐞𝐱 đ©đšđœđĄđą. 

đđžđ«đœđąđš’ đŹđžđŠđ©đ«đž 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚 đšđ„đ„đš 𝐜𝐡𝐱𝐚𝐩𝐚𝐭𝐚 𝐞𝐝 đšđ„ 𝐭𝐼𝐹 đŻđšđ„đš 𝐜𝐹𝐧𝐭𝐱𝐧𝐼𝐹”. 

( Volume 12, 15 aprile 1919 ) 

đ˜˜đ˜¶đ˜Šđ˜Žđ˜”đ˜ą Ăš 𝘭𝘱 đ˜±đ˜łđ˜Ș𝘼𝘱 𝘳đ˜Șđ˜Žđ˜¶đ˜łđ˜łđ˜Šđ˜»đ˜Ș𝘰𝘯𝘩.  đ˜‰đ˜Šđ˜ąđ˜”đ˜° 𝘩 đ˜Žđ˜ąđ˜Żđ˜”đ˜° Ăš đ˜€đ˜°đ˜­đ˜¶đ˜Ș đ˜€đ˜©đ˜Š đ˜±đ˜ąđ˜łđ˜”đ˜Šđ˜€đ˜Șđ˜±đ˜ą 𝘱𝘭𝘭𝘱 đ˜±đ˜łđ˜Ș𝘼𝘱 𝘳đ˜Șđ˜Žđ˜¶đ˜łđ˜łđ˜Šđ˜»đ˜Ș𝘰𝘯𝘩. đ˜šđ˜¶ đ˜„đ˜Ș 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘯𝘰𝘯 đ˜©đ˜ą đ˜±đ˜°đ˜”đ˜Šđ˜łđ˜Š 𝘭𝘱 đ˜źđ˜°đ˜łđ˜”đ˜Š đ˜Žđ˜Šđ˜€đ˜°đ˜Żđ˜„đ˜ą, 𝘼𝘱 𝘮𝘱𝘳𝘱𝘯𝘯𝘰 đ˜Žđ˜ąđ˜€đ˜Šđ˜łđ˜„đ˜°đ˜”đ˜Ș đ˜„đ˜Ș 𝘋đ˜Ș𝘰 𝘩 đ˜„đ˜Ș 𝘊𝘳đ˜Șđ˜Žđ˜”đ˜° 𝘩 𝘳𝘩𝘹𝘯𝘩𝘳𝘱𝘯𝘯𝘰 đ˜€đ˜°đ˜Ż đ˜­đ˜¶đ˜Ș đ˜Čđ˜¶đ˜Šđ˜Ș 𝘼đ˜Ș𝘭𝘭𝘩 𝘱𝘯𝘯đ˜Ș.

( Ap. 20,5-6 ) 

Quindi il vivere nel Divin Volere Ăš per tutti, đ—ș𝗼 đ—»đ—Œđ—» đ˜đ˜‚đ˜đ˜đ—¶ đ—čđ—Œ đ—źđ—°đ—°đ—Œđ—Žđ—čđ—¶đ—Čđ—żđ—źđ—»đ—»đ—Œ ( ” 𝘌𝘮𝘮đ˜Ș 𝘳đ˜Șđ˜±đ˜łđ˜Šđ˜Žđ˜Šđ˜łđ˜° đ˜·đ˜Șđ˜”đ˜ą 𝘩 𝘳𝘩𝘹𝘯𝘩𝘳𝘱𝘯𝘯𝘰 đ˜€đ˜°đ˜Ż 𝘊𝘳đ˜Șđ˜Žđ˜”đ˜°… 𝘹𝘭đ˜Ș đ˜ąđ˜­đ˜”đ˜łđ˜Ș đ˜źđ˜°đ˜łđ˜”đ˜Ș đ˜Șđ˜Żđ˜·đ˜Šđ˜€đ˜Š 𝘯o𝘯 đ˜”o𝘳𝘯𝘩𝘳𝘱𝘯𝘯𝘰 đ˜Ș𝘯 đ˜·đ˜Șđ˜”đ˜ą 𝘧đ˜Ș𝘯𝘰 𝘱𝘭 đ˜€đ˜°đ˜źđ˜±đ˜Șđ˜źđ˜Šđ˜Żđ˜”đ˜° đ˜„đ˜Šđ˜Ș 𝘼đ˜Ș𝘭𝘭𝘩 𝘱𝘯𝘯đ˜Ș “. Ap. 20, 4-5 ), altrimenti non si giustificherebbe neanche la venuta ultima del Signore nel giudizio universale.

La nuova creazione di cui parla la Sacra Scrittura ( Isaia 65,17:

đ˜Œđ˜€đ˜€đ˜° đ˜Șđ˜Żđ˜§đ˜ąđ˜”đ˜”đ˜Ș đ˜Ș𝘰 đ˜€đ˜łđ˜Šđ˜°

đ˜Żđ˜¶đ˜°đ˜·đ˜Ș đ˜€đ˜Ș𝘩𝘭đ˜Ș 𝘩 đ˜Żđ˜¶đ˜°đ˜·đ˜ą đ˜”đ˜Šđ˜łđ˜łđ˜ą;

𝘯𝘰𝘯 𝘮đ˜Ș 𝘳đ˜Șđ˜€đ˜°đ˜łđ˜„đ˜Šđ˜łĂ  đ˜±đ˜ȘĂč đ˜Ș𝘭 đ˜±đ˜ąđ˜Žđ˜Žđ˜ąđ˜”đ˜°,

𝘯𝘰𝘯 đ˜·đ˜Šđ˜łđ˜łĂ  đ˜±đ˜ȘĂč đ˜Ș𝘯 đ˜źđ˜Šđ˜Żđ˜”đ˜Š,

Isaia 66,22:

𝘚ì, đ˜€đ˜°đ˜źđ˜Š đ˜Ș đ˜Żđ˜¶đ˜°đ˜·đ˜Ș đ˜€đ˜Ș𝘩𝘭đ˜Ș

𝘩 𝘭𝘱 đ˜Żđ˜¶đ˜°đ˜·đ˜ą đ˜”đ˜Šđ˜łđ˜łđ˜ą, đ˜€đ˜©đ˜Š đ˜Ș𝘰 𝘧𝘱𝘳ĂČ,

đ˜„đ˜¶đ˜łđ˜Šđ˜łđ˜ąđ˜Żđ˜Żđ˜° đ˜±đ˜Šđ˜ł đ˜Žđ˜Šđ˜źđ˜±đ˜łđ˜Š đ˜„đ˜ąđ˜·đ˜ąđ˜Żđ˜”đ˜Ș 𝘱 𝘼𝘩

– đ˜°đ˜łđ˜ąđ˜€đ˜°đ˜­đ˜° đ˜„đ˜Šđ˜­ 𝘚đ˜Ș𝘹𝘯𝘰𝘳𝘩 –

đ˜€đ˜°đ˜ŽĂŹ đ˜„đ˜¶đ˜łđ˜Šđ˜łđ˜ąđ˜Żđ˜Żđ˜° 𝘭𝘱 đ˜·đ˜°đ˜Žđ˜”đ˜łđ˜ą đ˜„đ˜Șđ˜Žđ˜€đ˜Šđ˜Żđ˜„đ˜Šđ˜Żđ˜»đ˜ą 𝘩 đ˜Ș𝘭 đ˜·đ˜°đ˜Žđ˜”đ˜łđ˜° 𝘯𝘰𝘼𝘩.

2Pietro 3,13:

𝘌 đ˜±đ˜°đ˜Ș, đ˜Žđ˜Šđ˜€đ˜°đ˜Żđ˜„đ˜° 𝘭𝘱 đ˜Žđ˜¶đ˜ą đ˜±đ˜łđ˜°đ˜źđ˜Šđ˜Žđ˜Žđ˜ą, 𝘯𝘰đ˜Ș đ˜ąđ˜Žđ˜±đ˜Šđ˜”đ˜”đ˜Ș𝘱𝘼𝘰 đ˜Żđ˜¶đ˜°đ˜·đ˜Ș đ˜€đ˜Ș𝘩𝘭đ˜Ș 𝘩 đ˜¶đ˜Żđ˜ą đ˜”đ˜Šđ˜łđ˜łđ˜ą đ˜Żđ˜¶đ˜°đ˜·đ˜ą, 𝘯𝘩đ˜Ș đ˜Čđ˜¶đ˜ąđ˜­đ˜Ș đ˜ąđ˜·đ˜łĂ  đ˜Žđ˜”đ˜ąđ˜Łđ˜Ș𝘭𝘩 đ˜„đ˜Ș𝘼𝘰𝘳𝘱 𝘭𝘱 𝘹đ˜Șđ˜¶đ˜Žđ˜”đ˜Șđ˜»đ˜Ș𝘱.

Apocalisse 21,1:

𝘝đ˜Șđ˜„đ˜Ș đ˜±đ˜°đ˜Ș đ˜¶đ˜Ż đ˜Żđ˜¶đ˜°đ˜·đ˜° đ˜€đ˜Ș𝘩𝘭𝘰 𝘩 đ˜¶đ˜Żđ˜ą đ˜Żđ˜¶đ˜°đ˜·đ˜ą đ˜”đ˜Šđ˜łđ˜łđ˜ą, đ˜±đ˜Šđ˜łđ˜€đ˜©Ă© đ˜Ș𝘭 đ˜€đ˜Ș𝘩𝘭𝘰 𝘩 𝘭𝘱 đ˜”đ˜Šđ˜łđ˜łđ˜ą đ˜„đ˜Ș đ˜±đ˜łđ˜Ș𝘼𝘱 𝘩𝘳𝘱𝘯𝘰 đ˜Žđ˜€đ˜°đ˜źđ˜±đ˜ąđ˜łđ˜Žđ˜Ș 𝘩 đ˜Ș𝘭 𝘼𝘱𝘳𝘩 𝘯𝘰𝘯 đ˜€’𝘩𝘳𝘱 đ˜±đ˜ȘĂč )  Ăš proprio questa đ—»đ˜‚đ—Œđ˜ƒđ—ź 𝗰𝗿đ—Čđ—źđ˜‡đ—¶đ—Œđ—»đ—Č đ—¶đ—» đ—–đ—żđ—¶đ˜€đ˜đ—Œ citata anche nell’ 𝗼𝗿𝘁. 𝟯𝟳𝟰 del Catechismo della Chiesa cattolica : 

 đˆđ„ đ©đ«đąđŠđš 𝐼𝐹𝐩𝐹 𝐧𝐹𝐧 đŹđšđ„đš 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐹 đœđ«đžđšđ­đš 𝐛𝐼𝐹𝐧𝐹, 𝐩𝐚 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐹 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐹𝐬𝐭𝐱𝐭𝐼𝐱𝐭𝐹 𝐱𝐧 𝐼𝐧𝐚 đ­đšđ„đž 𝐚𝐩𝐱𝐜𝐱𝐳𝐱𝐚 𝐜𝐹𝐧 đąđ„ 𝐬𝐼𝐹 đ‚đ«đžđšđ­đšđ«đž 𝐞 𝐱𝐧 𝐼𝐧𝐚 đ­đšđ„đž đšđ«đŠđšđ§đąđš 𝐜𝐹𝐧 𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐹 𝐞 𝐜𝐹𝐧 đ„đš đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž, 𝐜𝐡𝐞 đŹđšđ«đšđ§đ§đš đŹđźđ©đžđ«đšđ­đž đŹđšđ„đ­đšđ§đ­đš đđšđ„đ„đš đ đ„đšđ«đąđš đđžđ„đ„đš 𝐧𝐼𝐹𝐯𝐚 đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž 𝐱𝐧 đ‚đ«đąđŹđ­đš ; l’Eden divino tutto interno nell’anima che supererĂ  l’Eden terrestre in cui hanno vissuto i nostri progenitori. 

” đŽđ«đš 𝐭𝐼 𝐝𝐞𝐯𝐱 đŹđšđ©đžđ«đž 𝐜𝐡𝐞 𝐹𝐠𝐧𝐱 đȘđźđšđ„ đŻđšđ„đ­đš đ„â€™đšđ§đąđŠđš 𝐟𝐚 đ„đš 𝐩𝐱𝐚 đ•đšđ„đšđ§đ­đš’ 𝐈𝐹 đ«đąđœđšđ§đšđŹđœđš 𝐌𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐹 đ§đžđ„đ„đš đœđ«đžđšđ­đźđ«đš, đ«đąđœđšđ§đšđŹđœđš đ„đž 𝐩𝐱𝐞 đšđ©đžđ«đž, 𝐱 𝐩𝐱𝐞𝐱 đ©đšđŹđŹđą, đ„đž 𝐩𝐱𝐞 đ©đšđ«đšđ„đž, đąđ„ 𝐩𝐱𝐹 đšđŠđšđ«đž. 

𝐍𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐱𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 đąđ„ đ‚đ«đžđšđ­đšđ«đž đ«đąđœđšđ§đšđŹđœđž 𝐒𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐹 đ§đžđ„đ„đš đœđ«đžđšđ­đźđ«đš, 𝐞 [đ«đąđœđšđ§đšđŹđœđž] đ„đž đšđ©đžđ«đž 𝐬𝐼𝐞, 𝐞 đ„đš đœđ«đžđšđ­đźđ«đš đšđ©đžđ«đšđ§đđš đ§đžđ„ đ‚đ«đžđšđ­đšđ«đž 𝐞 𝐬𝐱 đ«đąđœđšđ§đšđŹđœđž 𝐱𝐧 𝐋𝐼𝐱. 

𝐐𝐼𝐞𝐬𝐭𝐹 đ«đąđœđšđ§đšđŹđœđžđ«đŹđą 𝐚 𝐯𝐱𝐜𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐃𝐱𝐹 𝐞 đ„â€™đšđ§đąđŠđš, 𝐜𝐡𝐱𝐚𝐩𝐚 đąđ„ đ©đ«đąđŠđš 𝐚𝐭𝐭𝐹 đđžđ„đ„đš đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž, 𝐞 𝐃𝐱𝐹 𝐞𝐬𝐜𝐞 đđšđ„ 𝐬𝐼𝐹 đ«đąđ©đšđŹđš 𝐞 𝐜𝐹𝐧𝐭𝐱𝐧𝐼𝐚 đąđ„ đ„đšđŻđšđ«đš đđžđ„đ„đš đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž 𝐜𝐹𝐧 đȘ𝐼𝐞𝐬𝐭𝐚 đœđ«đžđšđ­đźđ«đš 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐱𝐯𝐞 𝐞𝐝 đšđ©đžđ«đš đ§đžđ„ 𝐩𝐱𝐹 đ•đšđ„đžđ«đž, đ©đžđ«đœđĄđž’ đąđ„ đ§đšđŹđ­đ«đš đ„đšđŻđšđ«đš 𝐧𝐹𝐧 𝐟𝐱𝐧𝐱’, 𝐜𝐱 𝐟𝐼 đŹđšđ„đš 𝐼𝐧𝐚 𝐬𝐹𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐱 đ«đąđ©đšđŹđš, 𝐞 đ„đš đœđ«đžđšđ­đźđ«đš đœđšđ„ đŸđšđ«đž đ„đš đ§đšđŹđ­đ«đš đ•đšđ„đšđ§đ­đš’ 𝐜𝐱 𝐜𝐡𝐱𝐚𝐩𝐚 đšđ„ đ„đšđŻđšđ«đš; 𝐩𝐚 đđšđ„đœđž 𝐜𝐡𝐱𝐚𝐩𝐚𝐭𝐚, đ©đžđ«đœđĄđž’ đ©đžđ« 𝐍𝐹𝐱 đąđ„ đ„đšđŻđšđ«đš 𝐞’ 𝐧𝐼𝐹𝐯𝐚 đŸđžđ„đąđœđąđ­đš’, 𝐧𝐼𝐹𝐯𝐞 𝐠𝐱𝐹𝐱𝐞 𝐞 đ©đ«đšđđąđ đąđšđŹđž 𝐜𝐹𝐧đȘ𝐼𝐱𝐬𝐭𝐞. 

𝐐𝐼𝐱𝐧𝐝𝐱 𝐧𝐹𝐧 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐱𝐚𝐩𝐹 đšđ„đ­đ«đš 𝐜𝐡𝐞 đœđšđ§đ­đąđ§đźđšđ«đž 𝐱 đ§đšđŹđ­đ«đą 𝐬𝐟𝐹𝐠𝐡𝐱 đâ€™đšđŠđšđ«đž, 𝐝𝐱 đ©đšđ­đžđ§đłđš, 𝐝𝐱 𝐛𝐹𝐧𝐭𝐚’ 𝐞 𝐝𝐱 đŹđšđ©đąđžđ§đłđš đąđ§đšđ«đ«đąđŻđšđ›đąđ„đž, 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐹 đ©đ«đąđ§đœđąđ©đąđš đ§đžđ„đ„đš đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž; 𝐞 đ„đš đœđ«đžđšđ­đźđ«đš 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 đąđ„ 𝐬𝐼𝐹 𝐃𝐱𝐹 𝐧𝐹𝐧 đ«đąđ©đšđŹđš đ©đžđ« đ„đžđą, 𝐩𝐚 𝐜𝐹𝐧𝐭𝐱𝐧𝐼𝐚 đąđ„ đ„đšđŻđšđ«đš đđžđ„đ„đš 𝐬𝐼𝐚 đšđ©đžđ«đš đœđ«đžđšđ­đ«đąđœđž. 

𝐄 𝐜𝐹𝐩𝐞 [đ„đš đœđ«đžđšđ­đźđ«đš] đšđ©đžđ«đš đ§đžđ„ đ§đšđŹđ­đ«đš đ•đšđ„đžđ«đž, 𝐜𝐹𝐬ì 𝐬𝐱 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐼𝐧 đœđšđŠđąđ§đœđąđšđ«đž đŹđźđ„đ„â€™đšđ§đąđŠđš 𝐬𝐼𝐚 đ„đš đ©đąđšđ đ đąđš đđžđ„đ„â€™đšđŠđšđ«đž đšđ©đžđ«đšđ§đ­đž 𝐝𝐱 𝐃𝐱𝐹, đ„đš 𝐬𝐼𝐚 đ©đšđ­đžđ§đłđš 𝐞 đŹđšđ©đąđžđ§đłđš 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐹𝐧 𝐬𝐭𝐚 đąđ§đšđ©đžđ«đšđŹđš, 𝐩𝐚 𝐜𝐡𝐞 đ„đšđŻđšđ«đš đ§đžđ„đ„â€™đšđ§đąđŠđš 𝐬𝐼𝐚. “

( Volume 30, 4 novembre 1931 ) 

” … 𝐄d 𝐞𝐜𝐜𝐹 𝐜𝐡𝐞 đ„đš 𝐩𝐱𝐚 𝐃𝐱𝐯𝐱𝐧𝐚 đ•đšđ„đšđ§đ­đš’ đ«đąđ©đžđ­đž đ„đš 𝐬𝐼𝐚 đđąđ„đžđ­đ­đš đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž đ§đžđ„đ„â€™đšđ§đąđŠđš 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐱𝐯𝐞 đ§đžđ„đ„đš 𝐬𝐼𝐚 đ„đźđœđž, 𝐚𝐧𝐳𝐱 đ©đąđź’ đ›đžđ„đ„đš đšđ§đœđšđ«đš, đ©đžđ«đœđĄđž’ 𝐬𝐞 đ„đš đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž 𝐞’ 𝐩𝐼𝐭𝐚, 𝐞 𝐬𝐞 đ©đšđ«đ„đš đžđ„đšđȘ𝐼𝐞𝐧𝐭𝐞𝐩𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞’ đŹđžđŠđ©đ«đž đ§đžđ„ 𝐬𝐼𝐹 𝐩𝐼𝐭𝐹 đ„đąđ§đ đźđšđ đ đąđš, 𝐱𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 đ„đš đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž 𝐜𝐡𝐞 đŸđšđ«đŠđš đ§đžđ„đ„â€™đšđ§đąđŠđš 𝐞’ 𝐭𝐼𝐭𝐭𝐚 đ©đšđ«đ„đšđ§đ­đž.

đđšđ«đ„đšđ§đš đąđ„ đŹđšđ„đž đđžđ„đ„đž 𝐬𝐼𝐞 đšđ©đžđ«đž, đąđ„ đŠđšđ«đž 𝐝𝐞𝐱 𝐬𝐼𝐹𝐱 đ©đžđ§đŹđąđžđ«đą, đąđ„ 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐹 đđžđ„đ„đž 𝐬𝐼𝐞 đ©đšđ«đšđ„đž, đąđ„ đœđšđ„đ©đžđŹđ­đąđš 𝐝𝐞𝐱 𝐬𝐼𝐹𝐱 đ©đšđŹđŹđą, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐹𝐩𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐩𝐱𝐧𝐚 đ„đšđŹđœđąđš đ„đž đŻđąđ«đ­đź’ 𝐝𝐞𝐱 𝐬𝐼𝐹𝐱 đŸđąđšđ«đą; 𝐞 𝐭𝐼𝐭𝐭𝐹 𝐜𝐱𝐹’ 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 đ©đšđ«đ„đšđ§đš 𝐜𝐹𝐩𝐞 đŹđ­đžđ„đ„đž đ›đ«đąđ„đ„đšđ§đ­đą, 𝐜𝐡𝐞 đœđšđ„ đ„đšđ«đš đŹđœđąđ§đ­đąđ„đ„đąđš đ©đ«đžđ đšđ§đš, 𝐚𝐩𝐚𝐧𝐹, đ„đšđđšđ§đš, 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐝𝐱𝐜𝐹𝐧𝐹, đ«đąđ©đšđ«đšđ§đš 𝐞 đ«đąđ§đ đ«đšđłđąđšđ§đš 𝐜𝐹𝐧𝐭𝐱𝐧𝐼𝐚𝐩𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐚𝐱 đœđžđŹđŹđšđ«đž, đȘđźđžđ„ 𝐅𝐱𝐚𝐭 đ’đźđ©đ«đžđŠđš 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐹𝐧 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐹 đšđŠđšđ«đž 𝐬𝐱 đđąđ„đžđ­đ­đš 𝐝𝐱 đŸđšđ«đŠđšđ«đž 𝐱𝐧 đ„đšđ«đš đ„đš đ›đžđ„đ„đš đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž đ©đšđ«đ„đšđ§đ­đž, 𝐚𝐧𝐱𝐩𝐚𝐭𝐚 𝐭𝐼𝐭𝐭𝐚 đđžđ„đ„đš 𝐬𝐼𝐚 đ„đźđœđž 𝐝𝐱𝐯𝐱𝐧𝐚.

𝐐𝐼𝐱𝐧𝐝𝐱 𝐧𝐹𝐧 𝐞’ đŠđžđ«đšđŻđąđ đ„đąđš 𝐬𝐞 đąđ„ 𝐭𝐼𝐹 𝐆𝐞𝐬𝐼’ đŸđšđ«đŠđš đ„đš 𝐬𝐼𝐚 𝐜𝐹𝐧𝐭𝐱𝐧𝐼𝐚 đđąđŠđšđ«đš 𝐱𝐧 𝐩𝐞𝐳𝐳𝐹 𝐚 đȘ𝐼𝐞𝐬𝐭𝐚 đœđ«đžđšđłđąđšđ§đž đ©đšđ«đ„đšđ§đ­đž, 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐱 đŸđšđ«đŠđš đ„đš 𝐩𝐱𝐚 𝐃𝐱𝐯𝐱𝐧𝐚 đ•đšđ„đšđ§đ­đš’; … “

( Volume 30, 13 marzo 1932 ) 

Ci sarebbero tanti altri passi o interi brani da poter condividere, ma ho dovuto limitarmi a questi. 

Augurando che lei insieme a tutti noi, uomini di “buona volontĂ ”, possiamo essere “đ—»đ—Čđ—č đ—»đ˜‚đ—șđ—Čđ—żđ—Œ đ—±đ—Čđ—¶ đ—œđ—Œđ—°đ—”đ—¶” come dice GesĂč a Luisa, la saluto cordialmente, Claudia. 

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

34. Maria chiama i suoi apostoli alla battaglia

Il piano della Regina della  pace Ăš stato fin dall’inizio quello di svegliare le anime dal “sonno stanco” che le avvolge e di chiamarle a raccolta per l’attuazione dei suoi piani. Il cuore della Madre arde di amore per ognuno dei suoi figli. Li chiama alla conversione perchĂ© possano godere di un tempo di pace e di prosperitĂ  qui sulla terra e poi pervenire alla  gioia senza fine del Cielo

Il punto di partenza Ăš stata la parrocchia  di Medjugorje, che la Gospa ha scelto perchĂ© si convertisse e cosĂŹ aiutasse a convertirsi tutti quelli che vi sarebbero recati  (cfr 08-03-1984).

La chiamata si Ăš fatto sempre piĂč estesa e pressante negli anni successivi, in particolare con l’inizio del nuovo millennio, che vede il drago “sciolto dalle catene”. La Regina della pace sta preparando il suo esercito alla battaglia. Il numero di chi risponde non le Ăš indifferente e in piĂč occasioni si rallegra che tanti accolgano i suoi messaggi.

Non vi Ăš dubbio che le stia assai piĂč a cuore la qualitĂ  della risposta, che vuole sempre piĂč radicale e convinta. Lei stessa si presenta come l’inviata dall’Onnipotente, per realizzare i suoi progetti di misericordia per un mondo in grave pericolo. Ci ricorda che adempie al suo compito con dedizione totale, animata dal suo immenso amore di madre.

Ci ripete piĂč volte che “non Ăš stanca” e che non si arrende. Con pazienza cerca di formarci e di prepararci ad affrontare i tempi della prova. Ogni volta riprende da capo, come fa la madre con quei bambini che non vogliono imparare a camminare.

PerchĂ© tanta tenacia nel gettare a piene mani un seme, di cui vede germogliare solo una piccola parte? La ragione di fondo risiede nell’importanza che ognuno di noi ha nell’opera divina della salvezza, non solo per la sua anima, ma anche per il mondo intero:

 “Cari figli, con molto amore e pazienza, cerco di rendere i vostri cuori simili al mio Cuore. Cerco di insegnarvi, col mio esempio, l’umiltĂ , la sapienza e l’amore, perchĂ© ho bisogno di voi, non posso senza di voi, figli miei. Secondo la volontĂ  di Dio vi scelgo, secondo la sua forza vi rinvigorisco. PerciĂČ, figli miei, non abbiate paura di aprirmi i vostri cuori” ( 02-01-2013).

 Il calcagno con cui la Madre di Dio schiaccia la testa del serpente infernale Ăš formata dalla moltitudine dei piccoli e degli umili che diranno “SĂŹ – Sì” alla sua voce.

E’ impressionante come la Madre si chini umilmente per chiedere aiuto ai suoi figli. Noi siamo abituati nella nostra miseria, a rivolgerci a Lei che tutto puĂČ con la sua intercessione. Pensiamo che il nostro rapporto col Cielo si risolva nel tendere la mano ogni volta che siamo nel bisogno. Ma anche Dio ha bisogno degli uomini. Non potrebbe attuare i suoi piani di misericordia senza di loro.

 La Madonna non solo si rivolge all’Onnipotente per chiedere grazie in nostro favore, ma non esita a bussare alla porta del nostro cuore, perchĂ© senza di noi non puĂČ realizzare ciĂČ che desidera. Come Satana diffonde la menzogna e porta le anime alla rovina con l’aiuto dei suoi servi, cosĂŹ la Vergine potente contro il male le conduce alla salvezza col nostro aiuto:

“Cari figli, vi invito, figlioli: aiutatemi, con le vostre preghiere, ad avvicinare quanti piĂč cuori Ăš possibile al mio Cuore Immacolato. Satana Ăš forte e con tutte le forze vuole attirare a sĂ© e al peccato quante piĂč persone Ăš possibile. Per questo sta in agguato per carpirne, ogni momento, di piĂč. Vi prego figlioli, aiutatemi affinchĂ© vi possa aiutare. Io sono vostra Madre e vi amo, e perciĂČ desidero venirvi in aiuto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” ( 25-5-1995).

La Gospa tiene a specificare che nessuno si puĂČ chiamare fuori da questa battaglia e che ognuno svolge un ruolo importante: “Cari figli, anche oggi c’ù gioia nel mio Cuore. Desidero ringraziarvi perchĂ© rendete realizzabile il mio progetto. Ognuno di voi Ăš importante. PerciĂČ, figlioli, pregate e gioite con me per ogni cuore che si Ăš convertito ed Ăš diventato strumento di pace nel mondo” (25-06-2004).

Solo Dio sa quante persone, che il mondo ignora e disprezza, sono diventate degli insostituibili e fedeli soldati di un’armata silenziosa che argina il male nel mondo e costruisce un futuro di pace.

La battaglia che la Vergine potente contro il male sta combattendo ù diversa dalle guerre che gli uomini si fanno fra di loro. Nei conflitti umani l’obbiettivo ù l’annientamento del nemico. I due eserciti si fronteggiano per distruggersi a vicenda.

Le battaglie di Dio al contrario si pongono come fine ultimo la salvezza dei nemici, mediante le armi dell’amore, fino al dono della vita. Si tratta in ultima istanza di strappare le anime dalle fauci del drago per portarle al riparo sotto il manto della Madre.

 La Gospa Ăš instancabile nel cercare chi accetti di far parte di questo esercito del quale Lei Ăš condottiera nel nome dell’Altissimo. Il suo desiderio Ăš di trovare anime che abbiano i suoi medesimi sentimenti e che condividano i suoi obbiettivi:

“Cari figli, mentre i miei occhi vi guardano, la mia anima cerca anime con le quali vuole essere una cosa sola, anime che abbiano compreso l’importanza della preghiera per quei miei figli che non hanno conosciuto l’Amore del Padre Celeste. Vi chiamo perchĂ© ho bisogno di voi. Accettate la missione e non temete: vi renderĂČ forti. Vi riempirĂČ delle mie grazie. Col mio amore vi proteggerĂČ dallo spirito del male. SarĂČ con voi. Con la mia presenza vi consolerĂČ nei momenti difficili. Vi ringrazio per i cuori aperti” ( 02-09-2012).

Molti esitano a rispondere fino in fondo alla chiamata e si accontentano a guardare da lontano o a seguire nelle retrovie. La Madonna sa quanto siamo pavidi e solleciti dei nostri interessi. Conosce i nostri calcoli e le nostre fragilitĂ . PerciĂČ ci incoraggia, promettendo il dono della sua fortezza, della sua protezione e della sua consolazione.

La sete di anime della Madonna Ăš anche la nostra sete? Si arriva a questo dopo un cammino spirituale che ci fa comprendere la nostra responsabilitĂ  nei confronti degli altri. In gioco non vi Ăš soltanto la salvezza della propria anima, ma anche di quella dei fratelli. Non si va da soli verso il Cielo, ma si cammina insieme.

La Gospa mette in guardia dal pericolo di una concezione egoistica della propria salvezza. “Come singoli, figli miei, non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo. Ma per mezzo della volontà di Dio tutti insieme con mio Figlio potete cambiare tutto e guarire il mondo ( 02-08-2012).

Non si stanca di ripetere che ha bisogno di noi per aiutare a salvarsi chi Ăš sulla via della rovina: “  Ma, figli miei, non dimenticate che non siete in questo mondo solo per voi stessi e che io non vi chiamo qui solo per voi. Coloro che seguono mio Figlio pensano al fratello in Cristo come a loro stessi e non conoscono l’egoismo. PerciĂČ io desidero che voi siate la luce di mio Figlio, che voi illuminiate la via a tutti coloro che non hanno conosciuto il Padre – a tutti coloro che vagano nella tenebra del peccato, della disperazione, del dolore e della solitudine – e che mostriate loro con la vostra vita l’amore di Dio” ( 02-11-2011).

La Madonna mette l’amore di Dio e dei fratelli sul medesimo piano, come due componenti irrinunciabili di un unico comandamento. Per cui se Dio deve essere messo al primo posto, anche i fratelli gli devono essere messi accanto:

 â€œVi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinchĂ© la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sĂŹ che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerlo” ( 02-03-2012).

 I progetti del Cielo si realizzano o falliscono a secondo della nostra risposta. Sono una chiamata alla corresponsabilitĂ  “ Cari figli, vi invito a pregare per i miei piani
.Desidero, cari figli, realizzare insieme con voi i miei progetti. Ho bisogno della vostre preghiere” ( 02-09-2005). Figli miei, vi Ăš data la grande grazia di essere testimoni dell’amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilitĂ  a voi data. Non affliggete il mio Cuore materno. Come Madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli” ( 02-11-1012).

Vostro Padre Livio

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 6

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla morte spirituale

Cari amici,

negli ultimi due messaggi la Madonna ha menzionato la parola “morte” accostando la parola “vita”. Questo Ăš il metodo della Madonna: parlarci di una sciagura affinchĂ© possiamo prevenirla o superarla con l’aiuto di Dio e della grazia. Il 25 dicembre 2019 la Regina della pace aveva detto: «le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale». La parola “morte” dev’essere colta appieno nel suo significato, che riguarda non soltanto il corpo, ma soprattutto l’anima. Ovviamente la morte dell’anima Ăš la sciagura e il fallimento totale della vita di una persona.

GesĂč dice: «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?» (Mc, 8)

La Madonna Ăš preoccupata per la salvezza eterna delle anime e quando parla della morte intende quella spirituale, che non Ăš l’annientamento dell’anima, Ăš la sua perversione nel male e nel peccato. L’angelo ribelle non ha perso la sua intelligenza, la volontĂ , ecc
 tutto ciĂČ che Dio gli aveva dato, viene pervertito e utilizzato per il male. Allo stesso modo, l’anima non viene annientata col peccato, ma diventa essa stessa strumento del peccato. D’altra parte, Ăš vero anche il contrario: la vita dell’anima che Ăš Dio stesso col suo amore e la sua grazia, ma mano la vita di Dio permea l’anima di sĂ©, tutte le attivitĂ  dell’anima poi concorrono al bene, a testimoniare l’amore, a diffondere la luce, la grazia e la pace.

Come avviene la morte dell’anima? Come ha detto la Madonna nel messaggio del 25 dicembre 2019, l’anima si ammala e se non viene curata per tempo, muore. La malattia dell’anima consiste nel fatto che a causa del male, perde lo splendore dell’immagine divina che ha in sĂ©. Il peccato corrode, indebolisce e si impossessa dell’anima e la trasforma in un’anima malvagia. Sono fatti testimoniabili, accade a moltissime persone. ChissĂ  quanti possono raccontare di aver vissuto quest’esperienza di malattia dell’anima e anche la sua morte. ChissĂ  quanti, poi, possono testimoniare la resurrezione dell’anima e la nuova vita in Dio.

Sicuramente tra le persone che conosciamo riusciamo a individuare le persone perverse e le persone buone; le persone menzognere e le persone veritiere; le persone egoiste e le persone generose; le persone che emanano il bene e le persone che emanano il male.

Cari amici, immaginate una persona cattiva che diventa buona. C’ù forse una differenza che riguarda il corpo? Forse ù cambiata l’espressione del volto, da oscuro e cupo ù divenuto luminoso e sorridente. L’atteggiamento da prepotente e arrogante diventa rispettoso, aperto al bene. Ma la vera differenza ù nell’anima!

Chi cade nel peccato ha l’anima ammalata, non il corpo. È l’anima che bisogna guarire ed ù all’anima che bisogna dare vita nuova in Dio.

Il cambiamento ù profondo, ù intimo, ù spirituale. La differenza tra una persona malvagia e una persona buona non ù il corpo, ù l’anima! Se un’anima si ammala e muore, pur avendo un corpo ancora sano, quella persona ù un morto che cammina. È un’anima che dorme il sonno della morte.

Le nostre anime si ammalano e muoiono con il peccato. Il peccato Ăš un allontanamento da Dio, Ăš un rifiuto a Dio.

Perché le nostre anime, vinte dal peccato, non si ammalino e non muoiano di morte spirituale, Ú bene che apriamo il nostro cuore a Dio, torniamo ai Comandamenti e ci accostiamo ai Sacramenti.

Dobbiamo avere cura della nostra anima, Ăš la cosa piĂč importante e preziosa che abbiamo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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