"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2026 Pagina 1 di 36

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🔴LIVE🔴 I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 58 – SESSUALITA’ UMANA. OPERA DI DIO

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Lei Padre Livio che cosa fa se col primo Segreto non succede nulla?

Carissimo Padre Livio,

ieri ho ricevuto da Radio Maria il suo ultimo libro “Tutti i Segreti si realizzeranno” e qualche minuto fa ho già terminato di leggerlo. Non riuscivo a staccarmi non so se per curiosità o perché l’argomento era appassionante.

Si vede che Lei è molto coinvolto ed è molto interessante seguirla nella sua scalata verso la certezza di quello che scrive.

Alla fine però mi è passata per la mente una domanda un po’ impertinente da farle e le chiedo anticipatamente scusa se sono un po’ sfrontato:

Nel caso che dopo l’annuncio del primo Segreto non accadesse nulla e il Cielo rimanesse in silenzio, Lei che cosa direbbe e che cosa farebbe?

Ludovico da Milano


Caro Ludovico,

Posso solo risponderti che già la prima volta che ho sentito pronunciare il nome di Medjugorje e delle apparizioni della Madonna in questo paese a me sconosciuto, ho subito creduto e mi sono interessato fino a fare un pellegrinaggio nel marzo del 1985.

In quei giorni ho preso contatti con i veggenti e con gli abitanti del luogo e li ho portato avanti fino ad oggi, dedicandomi completamente alla Regina della pace e alla nascente Radio Maria.

In tutto questo periodo la mia convinzione originaria si è rafforzata tanto da poter dire in piena coscienza che non ho mai avuto dubbi, neanche minimi sulle apparizioni della Madonna e sulla testimonianza dei Veggenti.

Mi rendo conto che ho ricevuto una grazia particolare della quale sarebbe ridicolo vantarsi. Tuttavia non si tratta di fanatismo, ma di una seria valutazione di questo straordinaria Mariofania che si svolgeva a dinanzi ai nostri occhi.

Posso assicurare che, in questo lungo arco di tempo, ho visto di tutto: il bene e il male, la grazia e il peccato, la fedeltà e il compromesso, la generosità e il calcolo…e via dicendo. Però la luce della presenza di Maria ha sempre prevalso.

 Come non ricordare le parole della Madonna: “In qualunque luogo io vada, e con me mio Figlio, là mi raggiunge anche Satana” (A Mirjana 28 gennaio 1987.)

Perciò, caro amico, per me non vi è nessuna possibilità che, con l’annuncio del primo Segreto, non succeda nulla. Io ne sono certissimo come lo sono i Veggenti e, credo, molti altri.

Ti faccio un esempio: È forse è accaduto che i Veggenti, quando aspettano l’apparizione, la Madonna non si faccia presente?”. Loro pregano e poco dopo la Madonna arriva.

Così avverrà con l’annuncio dei Segreti: ad ogni annuncio l’evento accadrà nel momento e nel luogo previsto, perché la Madonna è fedele. Ora tocca a noi esserlo.

Ave Maria

Padre Livio

San Giovanni Bosco


autore: Mario Caffaro Rore anno: 1941 titolo: Ritratto di Don Bosco

Nome: San Giovanni Bosco

Titolo: Sacerdote

Nascita: 16 agosto 1815, Castelnuovo d’Asti

Morte: 31 gennaio 1888, Torino

Ricorrenza: 31 gennaio

Protettore:
degli educatori, dei bambini, degli editori, giovani, degli scolari, degli studenti

Beatificazione:
2 giugno 1929, Roma, papa Pio XI

Canonizzazione:
1 aprile 1934, Roma, papa Pio XI

Luogo reliquie: Basilica di Don Bosco Basilica di Santa Maria Ausiliatrice

Questo nome popolarissimo e tanto venerato ricorda un’istituzione grandiosa e benefica che da anni assiste ed educa cristianamente la gioventù, raccolta in centinaia di case sparse in tutto il mondo.

Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 ai Becchi, frazione di Murialdo presso Castelnuovo d’Asti, da una povera famiglia di agricoltori. Sua mamma, Margherita, era una santa donna tutta dedita al lavoro ed ai suoi doveri di cristiana: infondere nei suoi figliuoli il santo timore di Dio. Del babbo non poté gustare il sorriso e la carezza, perché se ne volò al cielo quando Giovanni era ancora in tenerissima età.

Fin da fanciullo ebbe il dono di attirare a sé le anime dei fanciulli con i suoi giochi di prestigio e con la sua pietà, che gli cattivava l’animo di tutti.

A prezzo di privazioni di ogni genere, in mezzo alle contrarietà degli stessi familiari, riuscì a compiere gli studi ecclesiastici e nel 1841 fu ordinato sacerdote. Da questo punto comincia la sua missione speciale: « l’educazione dei giovani ».

Lo aveva difatti profondamente colpito il fatto di vedere per le vie di Torino tanti giovanetti malvestiti, male educati, abbandonati, esposti ad ogni pericolo per l’anima e per il corpo, molti già precocemente viziosi e destinati alla galera… Il cuore del giovane sacerdote sanguina: prega e pensa: e la Vergine Benedetta, che lo aveva scelto, gli ispira l’istituzione degli Oratori.

Dopo mille difficoltà e persecuzioni, gli riuscì di comperare a Valdocco (allora fuori Torino) un po’ di terreno con una casa ed una tettoia a cui aggiunse una cappella; ebbe così un luogo stabile e sicuro dove poter radunare i suoi « birichini ».

Non aveva un centesimo : unica sua risorsa una fede illimitata nella Divina Provvidenza.

In pochissimo tempo i poveri giovani ricoverati diventarono più numerosi; l’opera cresceva e bisognava pensare al futuro. La benedizione di Dio era visibile. E Don Bosco fonda una nuova congregazione religiosa, la Pia Società di S. Francesco di Sales, detta comunemente dei Salesiani, composta di sacerdoti e laici, che poco alla volta aprirono oratori festivi, collegi per studenti, ospizi per artigiani, scuole diurne e serali, missioni fra gli infedeli in tutte le parti del mondo.

Per le fanciulle delle stesse condizioni, D. Bosco istituì le Suore di Maria Ausiliatrice, le quali, come i Salesiani, sono sparse in tutto il mondo, ed affiancano l’opera dei sacerdoti.

Per il popolo D. Bosco scrisse libretti pieni di sapienza celeste, dal titolo « Letture cattoliche » in contrapposizione a quelle protestanti.

Fino all’ultimo la sua vita fu spesa a vantaggio del prossimo, con sacrificio continuo, eroico. Il Signore lo chiamò a sè il 31 gennaio 1888 e fu canonizzato da Pio XI.

PRATICA. Aiutiamo in qualche modo le opere per l’educazione della gioventù.

PREGHIERA. O Dio, che suscitasti il beato confessore Giovanni per l’insegnamento cristiano e per trattenere la gioventù nella via della verità., e per suo mezzo radunasti una nuova famiglia nella Chiesa. concedici che a suo esempio e intercessione, infiammati di zelo per la tua gloria e la salute delle anime, possiamo nel cielo essere partecipi del suo gaudio.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Torino San Giovanni Bosco, Confessore, Fondatore della Società Salesiana e dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, insigne per lo zelo delle anime e la propagazione della fede, ascritto dal Papa Pio undecimo nei fasti dei Santi.

Don Bosco e Domenico Savio

L’incontro tra San Domenico Savio e Don Bosco avvenne il 2 ottobre 1854 nel cortile della casa dei Becchi. Dopo un lungo dialogo, Don Bosco, riconoscendo le qualità del ragazzo, usò una metafora sartoriale per esprimere il suo potenziale spirituale. Domenico accettò con entusiasmo e, poche settimane dopo, si trasferì all’oratorio di Valdocco. Lì, vedendo il motto di Don Bosco “Da mihi animas, coetera tolle”, comprese che la missione della casa era salvare anime e desiderò che anche la sua appartenesse al Signore.

L’8 dicembre 1854, giorno in cui Papa Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione, Domenico rinnovò davanti all’altare di Maria le promesse della sua prima comunione, consacrandosi interamente a Gesù e Maria e chiedendo di morire piuttosto che commettere un peccato. Don Bosco iniziò a seguire attentamente la sua

Il 24 giugno successivo, per l’onomastico di Don Bosco, Domenico gli chiese un aiuto speciale: diventare santo. Don Bosco gli suggerì tre regole per la santità: allegria, impegno nei doveri di studio e di preghiera, e fare del bene agli altri. Domenico seguì queste indicazioni con fervore, distinguendosi per la sua profonda pietà, la gioia serena e l’attenzione verso i compagni, aiutandoli nello studio, nel gioco e nell’assistenza ai malati.

VOCAZIONE DI SAN GIOVANNI BOSCO 

San Giovanni Bosco racconta nelle sue Memorie che all’età di nove anni fece un sogno straordinario. Si trovava vicino a casa, in un cortile molto vasto, dove alcuni ragazzi stavano giocando e bestemmiando.

«Al sentire le bestemmie mi slanciai in mezzo a loro. Cercai di farli tacere usando pugni e parole».

Proprio in quel momento gli apparve un uomo maestoso, vestito interamente di bianco, che, chiamandolo per nome, gli ingiunse di mettersi a capo di quei ragazzi:

«Dovrai farteli amici con bontà e carità», soggiunse, «non picchiandoli. Su, parla, spiega loro che il peccato è una cosa cattiva e che l’amicizia con il Signore è un bene prezioso».

Giovanni, meravigliato, gli domandò:

«Chi siete voi che mi chiedete cose impossibili?»

L’uomo misterioso gli rispose enigmaticamente che ciò che sembrava impossibile sarebbe diventato possibile con l’obbedienza e lo studio, sotto la guida di una maestra.

«Ma chi siete voi?» insistette il ragazzo.

«Io sono il figlio di colei che tua madre ti ha insegnato a salutare tre volte al giorno.»

Giovanni, perplesso, ribatté:

«La mamma mi dice sempre di non stare con chi non conosco senza il suo permesso. Perciò ditemi il vostro nome.»

«Il mio nome domandalo a mia madre.»

In quel momento apparve una donna maestosa, avvolta in un manto risplendente. Lo prese per mano e gli disse:

«Guarda.»

I ragazzi che giocavano erano scomparsi e al loro posto erano apparsi animali selvatici.

«Ecco il tuo campo,» proseguì la donna, «ecco dove devi lavorare. Cresci umile, forte e robusto, e ciò che ora vedrai accadere a questi animali, tu lo dovrai fare per i miei figli.»

All’improvviso, le bestie si trasformarono in agnelli mansueti, che saltellavano e belavano intorno a loro. Giovanni, sconcertato, scoppiò a piangere e confessò alla signora di non riuscire a comprendere.

Lei gli rispose, posandogli una mano sul capo:

«A suo tempo tutto comprenderai.»

Quel sogno segnò la vocazione e la missione di tutta la vita di Don Bosco.

FRASI FAMOSE

Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo: il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l’ingratitudine.

Dite ai giovani che li aspetto tutti in Paradiso.

Amate ciò che amano i giovani, affinché essi amino ciò che amate voi.

La prima felicità di un fanciullo è sapersi amato.

In ognuno di questi ragazzi, anche il più disgraziato, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare.

Noi facciamo consistere la santità nello stare sempre allegri e fare sempre e bene il nostro dovere.

Non rimandate al domani il bene che potete fare oggi, perché forse domani non avrete più tempo.

Fare il bene senza comparire. La violetta sta nascosta ma si conosce e si trova grazie al suo profumo.

Coraggio, coraggio sempre; non istanchiamoci mai di fare il bene e Dio sarà con noi.

Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà.

Il demonio ha paura della gente allegra.

Se il cibo del corpo si deve prendere tutti i giorni, perché non il cibo dell’anima?

La gioia è la più bella creatura uscita dalle mani di Dio dopo l’amore.

Con le opere di carità ci chiudiamo le porte dell’inferno e ci apriamo il paradiso.

Il lavoro e la temperanza faranno fiorire la nostra società.

Il paradiso non è fatto per i poltroni.

Chi prega si occupa della cosa più importante di tutte.

Tenete a memoria che la solita parola che usa il demonio quando vuole spingerci al male è: Oh! Non è niente!

Il migliore consiglio è di fare bene quanto possiamo e poi non aspettarci la ricompensa dal mondo ma da Dio solo.

Senza religione non vi è vera scienza, non vi è moralità, né educazione.

Chi si rimette pienamente a Dio, è impossibile che non venga esaudito.

Sii con Dio come l’uccello che sente tremare il ramo e continua a cantare, sapendo di avere le ali.

Maria non fa le cose solo per metà.

È quasi impossibile andare a Gesù se non ci si va per mezzo di Maria.

Dio non si lascia vincere in generosità.

Parla poco degli altri e meno di te.

La lettera di Papa Leone per i 30 anni del Foglio

“Auguro al Foglio di essere sempre animato da questo desiderio di costruire un futuro fatto di incontri e non di scontri, e di difendere così la bellezza delle nostre vite”. Il senso di fare informazione oggi. Ci scrive Papa Leone XIV

Papa Leone XIV  30 gen 2026

Caro direttore,

con piacere rivolgo a lei e ai lettori de Il Foglio i miei auguri per il 30° anniversario dalla nascita del giornale. In anni di così grande cambiamento, la presenza di una offerta plurale nel campo della informazione, alla quale con il vostro lavoro avete contribuito, è stata ed è garanzia di libertà.

La possibilità di diffondere opinioni diverse, e di offrire interpretazioni diverse dei fatti, è il fondamento concreto di quel libero confronto di idee senza il quale non c’è libertà di pensiero, ma la negazione della dignità di ogni essere umano e del suo dıritto a pensare.

Per questo occorre promuovere il dialogo e non arrendersi ad una polarizzazione estremista e ingannevole che riduce la realtà ad una sua parodia, le radici culturali e religiose quasi ad etichette da esibire, il pensiero ad un calcolo.

La libera stampa e più in generale tutti i media avrebbero questo compito straordinario di formare informando. E di contribuire così alla costruzione di un mondo più giusto, e pacifico. Ciò richiede un grande senso di responsabilità, per esempio nella distinzione tra la narrazione il più obiettiva possibile dei fatti e la esposizione delle opinioni su di essi, sempre doverosamente aperta al confronto.

Auguro a lei e al suo giornale di essere sempre animati da questo desiderio di costruire un futuro fatto di incontri e non di scontri, e di difendere così la bellezza delle nostre vite.

Buon anniversario!

Klitschko, sindaco di Kiev: «Non credo affatto alle promesse di Putin. Mai così tanti attacchi e mai così tanto freddo: questa è l’ora più difficile»

di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 31 Gennaio 2026

L’ex pugile: «Non credo affatto alle promesse di Putin. Gli attacchi sono aumentati, ho detto a chi può di andarsene»

«Sarò onesto. Non credo affatto alle promesse di Putin: è un mentitore inveterato. Dall’inizio della guerra ha sempre detto che le sue forze attaccano esclusivamente obiettivi militari, ma allora perché da quattro anni non fa che lanciare missili e droni contro le nostre città e le infrastrutture civili? Come spiega i nostri 300 concittadini uccisi dal 2022 e gli oltre 1.000 appartamenti distrutti?». 

Il sindaco di Kiev Vitaly Klitschko ci riceve nel suo ufficio oberato dai problemi che lo assillano dall’inizio del mese. Li riassume così: «Ripristinare la rete elettrica, il riscaldamento e il sistema idrico. In quasi 12 anni da sindaco non avevo mai visto un’ondata di gelo tanto prolungata e i russi ne approfittano: non solo bombardano per rendere ancora più difficile l’esistenza della popolazione, ma soprattutto usano ogni mezzo per fomentare i dissidi interni. I loro blogger istigano la gente a criticare le autorità ucraine e diffondere la sfiducia, mentre noi ci prodighiamo per ricordare che la causa prima di ogni difficoltà è stata e resta l’invasione russa». 

Kiev, parla il sindaco Vitaly Klitschko: «Il cessate il fuoco? Non credo che Putin manterrà la parola»

Putin avrebbe promesso a Trump che non attaccherà le infrastrutture energetiche sino al primo febbraio: c’è da credergli? 
«I raid russi sono continuati esattamente come prima, non su Kiev, ma sul resto del Paese. Da domenica scorsa città come Odessa, Zaporizhzhia e Dnipro sono al freddo e al buio in molti quartieri». 

Russi e ucraini dovrebbero tornare a trattare faccia a faccia ad Abu Dhabi. Cosa si aspetta? 
«Non faccio parte della nostra delegazione. Ma sono aperte un mucchio di domande: come difendere i nostri territori nazionali, quali sono le garanzie di sicurezza e soprattutto quando i russi smetteranno di bombardarci?». 

Kiev è nell’occhio dei raid con temperature che si avvicinano ai meno 30. Cosa intende fare? 
«Gli attacchi contro la capitale sono in crescita. E dimostrano che ancora oggi Putin è molto più interessato al controllo di Kiev che non del Donbass. Se vuoi eliminare qualcuno gli spari al cuore e infatti Putin tuttora nega la legittimità di un’Ucraina libera e indipendente. Ci sono stati raid contro di noi con oltre 500 tra droni e missili. L’obiettivo? Spezzare la nostra volontà di resistenza, destabilizzare, dividere, impaurire». 

Nel suo ultimo comunicato lei parla di 378 edifici ancora privi di elettricità… 
«La nostra è una delle più grandi città dell’Est europeo con attualmente oltre tre milioni e mezzo di abitanti. Il 9 gennaio abbiamo subito uno dei raid più gravi, che ha danneggiato 12.000 edifici, di questi 6.000 si sono trovati senz’acqua ed energia, mentre la temperatura esterna sfiorava i 20 sottozero. I tecnici municipali sono entrati subito in azione per evitare che gelassero le tubature e per ripristinare i riscaldamenti centralizzati. Quando, pochi giorni dopo, i russi hanno osservato che eravamo in grado di riparare i danni hanno subito lanciato nuove ondate di attacchi. Lo hanno fatto per tre volte da allora. E noi ci siamo trovati in gravi difficoltà perché l’intero Paese soffre di draconiani tagli all’energia nazionale, a seconda dei momenti siamo stati tra il 40 e il 60 per cento delle capacità energetiche normali. Se manca la corrente le pompe non funzionano e l’acqua non arriva ai rubinetti». 

È preoccupato? 
«Mai tanti attacchi e mai così freddo: il mio periodo più difficile da sindaco». Lei è stato accusato di demotivare la popolazione quando di recente ha esortato a lasciare la città chiunque potesse farlo. «Sono responsabile di servire la mia cittadinanza e devo dire la verità. Quando ho ammesso che non avevamo le risorse per rispondere ai bisogni di tutti ho consigliato di evacuare temporaneamente chiunque potesse. L’ho fatto e lo rifarei. Meno abitanti significa poter garantire servizi migliori». 

Com’è cambiata la demografia di Kiev? 
«Circa 4 milioni di abitanti prima dell’invasione, poi due milioni di sfollati, seguiti dall’arrivo di un milione e mezzo, per lo più fuggiti dalle zone occupate o minacciate dai russi. A fine dicembre avevamo tre milioni e 600.000 abitanti, ora sono circa tre milioni, con un largo numero di pendolari che ogni sera vanno nei paesi di periferia». 

E di giorno? 
«Tornano in città a lavorare e sono felice che lo facciano. Occorre che Kiev resti viva grazie al lavoro della sua gente. L’ultimo attacco russo è stato il 27 gennaio e gli uffici sono rimasti aperti. È il nostro modo per dimostrare che non molliamo, non ci arrendiamo». 

Quanto conta l’aiuto degli alleati? 
«Moltissimo. Oggi i generatori europei ci permettono di sopravvivere alla crisi energetica. Anche se, ci tengo a sottolinearlo, nel lungo periodo non possono essere un sostituto per la rete nazionale. Costano troppo, necessitano di 300 tonnellate di carburante al giorno solo quelli pubblici, inquinano causando gravi problemi di salute alla popolazione. Tutti gli ospedali sono autosufficienti. La città ha bisogno di quasi 200.000 megawatt quotidiani che non possono dipendere dai generatori per sempre. Il nostro deficit energetico è ora del 60 per cento, ecco perché ci sono black out che a seconda dei quartieri possono durare da due ore a due giorni». 

Le scuole restano chiuse? 
«A gennaio abbiamo prolungato le vacanze di Natale. Da febbraio saranno i presidi a decidere: se nelle classi la temperatura supera i 18 gradi le lezioni saranno regolari, altrimenti si faranno via remoto come ai tempi del Covid». 

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

Pensieri sui Vangeli Festivi: IV Domenica del Tempo Ordinario – di Padre Livio

Vangelo

Beati i poveri in spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

🔴LIVE🔴 🙏🚗⛪️🔔PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – ITINERARI CON P.LIVIO– puntata 55~ #PERALTA DE LA SAL – #SAN GIUSEPPE CALASANZIO

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🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: FIGLIOLI VI ABBRACCIO CON TENEREZZA – Puntata 3🙏

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