"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2023 Pagina 1 di 13

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Caro Padre Livio, le invio questo articolo di Giornale perché mi ha fatto molto riflettere.

Ho compreso che davvero Dio veglia su ogni anima e che con questo messaggio ha voluto dare a noi tutti un segno che i dolori e le assurdità della vita trovano la loro risposta nel Signore crocifisso e risorto.

Grazie se vorrà pubblicare queste mie parole sul suo Blog.

Ester

Il post di Michael Zanera, morto nell’incidente di Brandizzo: «Mentre saldo mi è uscito il crocifisso, Dio mi vuole dire qualcosa»

di Floriana Rullo – Corriere della Sera – 31 Agosto 2o23

L’ultima Storia su Instagram di una delle vittime dell’incidente sulla Torino-Milano

Il post di Michael Zanera, morto nell'incidente di Brandizzo: «Mentre saldo mi è uscito il crocefisso, Dio mi vuole dire qualcosa»

«È la prima volta che mi succede, mentre saldo la rotaia mi è uscito un crocifisso. Dio mi vuole dire qualcosa sicuramente nonostante lo  richiamo tutti i giorni ultimamente perché non è un bel periodo per me». 

L’ultima storia postata sui social da Michael Zanera, una delle vittime che la scorsa notte ha perso la vita mentre lavorava sulla linea ferroviaria Torino- Milano, nel tragico incidente avvenuto a Brandizzo, era legata proprio al suo impiego da saldatore. Ne postava spesso. Foto di lui e dei suoi colleghi a lavoro, sui binari, di notte. Come fatto anche ieri sera. 

In quell’immagine che si era formata mentre aveva il saldatore in mano ci aveva visto però qualcosa di diverso. Un simbolo. Un segno che il 35enne aveva letto mandato apposta per lui, che era molto credente, dall’alto. Per questo Michael aveva voluto subito girare un video e postarlo sui social.

Voleva raccontare quella sensazione che stava vivendo  anche ai suoi amici. Non poteva pensare che sarebbe stato il suo ultimo messaggio, una sorta di testamento lasciato sui social. Per sempre. 

Il post di Michael Zanera, morto nell'incidente di Brandizzo: «Mentre saldo mi è uscito il crocifisso, Dio mi vuole dire qualcosa»
Michael Zanera, 34 anni

Ora quelle immagini, postate qualche ora prima della sua morte, alla luce di quanto accaduto, sembrano davvero «il segno di un destino troppo crudele» come scrive il suo amico Franco.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla pace del cuore

Cari amici, nella visione della Madonna la pace incomincia dal cuore. Dal cuore poi si diffonde tra le persone, prima nelle famiglie e poi nella società. La pace così diventa un fiume che inonda il mondo. Laddove si è instaurata la pace, lì si crea il regno della pace.

La pace del cuore è una condizione di benessere straordinaria, è forse il dono più grande e più stabile che si possa avere sulla Terra. Si potrebbe obbiettare dicendo che la gioia è un dono più grande, ma non c’è gioia se prima non c’è pace. La gioia è più grande, ma è transeunte, transitoria, passeggera. Possiamo, invece, avere la pace nel cuore anche nei momenti di dispiacere. È questa la chiave di comprensione, ad esempio, dei Cuori di Gesù e Maria che non perdono mai la pace ma nel medesimo tempo provano dolore spirituale per la perdita delle anime.

La pace qui sulla Terra è un dono di Dio e indica innanzitutto il nostro rapporto con Dio stesso. Il nostro cuore è inquieto quando sente la voce della coscienza che lo rimprovera. Molte volte il rimorso della coscienza è un tarlo che rode; noi cerchiamo di tacitarla, di silenziarla, ma per avere la pace del cuore bisogna estirpare le radici del male, non soffocarle.

Potremmo possedere tutte le ricchezze del mondo, potremmo avere tutto ciò che la carne desidera (soddisfazioni, gloria, potere, onore, potere), ma senza la pace del cuore saremmo comunque inquieti, tormentati, angosciati. Proprio quelli che credono di aver ottenuto tutto nel vita ma non hanno la pace, sono coloro che soffrono di più per questa mancanza.

Non sono pochi, invece, quelli che hanno aperto la porta del cuore a Dio, magari sono persone con sofferenze di carattere fisico, infermità, ristrettezze economiche, ma hanno la pace del cuore.

La pace del cuore è un bene spirituale alla portata di tutti. La pace del cuore è un atto di umiltà, è aprire il nostro cuore a Dio che bussa. Il primo passo della pace del cuore è proprio l’apertura del cuore a Dio, come la Madonna ci ha detto più volte. La Regina della pace ci esorta ad aprire ogni giorno il cuore a Dio e far entrare il Suo amore che ci purifica, brucia le radici profonde del male. L’amore di Dio dona un tale benessere spirituale per cui si ha la forza per sradicare i desideri della carne.

Quando l’amore di Dio prende il sopravvento nel nostro cuore, quando sentiamo quella pace che l’amore di Dio ci dona, man mano cresce in noi la forza di sradicare tutto ciò che invece rende infelice e inquieto il nostro cuore. L’amore di Dio risana le corrosioni del male, purifica, stabilizza nel bene, fa sentire la pace profonda, l’intima unione con Lui.

È un dono incontrare quelle persone che, nonostante le vicende della vita che potrebbero angosciarle, vivono in pace, sono sorridenti, sono serene e così diffondono la pace.

La pace del cuore è un bene straordinario. Siamo portati a pensare che i beni siano solamente materiali, ma esiste un bene incommensurabile che è la pace con se stessi, con Dio e con gli altri.

Prima viene la pace con Dio, per cui la coscienza che è sintonizzata con la volontà, l’amore e i Comandamenti di Dio, fa di noi persone serene e perfino gioiose, nonostante ci arrivino più croci rispetto ad altri. Il primo passo, allora, è certamente la pace con Dio che consiste nel sintonizzarci con la volontà di Dio, questo è uno dei più grandi messaggi del Vangelo.

La pace con Dio esige la fatica della conversione, esige la fatica di aprire il cuore e rivolgerlo a Dio, esige la fatica di staccare il cuore dal peccato, esige anche un processo di purificazione. Quando si è raggiunta la sintonizzazione di noi stessi con la volontà di Dio, la pace con gli altri arriva spontaneamente, è un atteggiamento di rispetto, carità, perdono, dialogo. Tutto questo avviene perché si è in pace con Dio, altrimenti è tutto più difficile perché sappiamo che nel cuore lottano i desideri della carne e quelli dello spirito e se non si ha la grazia di Dio, i desideri della carne rischiano di prevalere.

Uno degli obbiettivi più preziosi della vita è raggiungere la pace interiore, la presenza di Dio e del Suo amore nel nostro cuore.

La presenza di Dio nel nostro cuore ci fa uomini di pace, ci trasforma.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Dio sta preparando le anime al tempo dei segreti

Caro Padre Livio,

Mi scusi se la disturbo con una mia domanda. Lei ha ipotizzato che “Prima dei segreti ci saranno eventi preparatori che scuoteranno il mondo e la Chiesa”.

Si tratta di una sua opinione o è qualcuna che è stato indicato nei messaggi della Madonna?

In questo caso dovremmo pensare che la rivelazione del  primo segreto non  sarebbe così vicina.

Potrebbe chiarire che cosa intendeva dire con le sue parole?

Grazie di cuore

Giovanna di Vicenza


Cara Giovanna,

dopo che la Madonna nel  Luglio del 2019 ci aveva ammonito che sarebbero arrivate le prove, abbiamo avuto per tre anni la calamità del Virus e poi quella non meno pesante della guerra in Europa, che sta si sta protraendo non sappiamo fino a quando.

Tuttavia l’umanità non dà segno di conversione ma, come ha detto la  Madonna nel messaggio di Gennaio 2023, “non vuole Dio e va verso la perdizione”.

Per questo motivo a mio avviso non si possono escludere altri ammonimenti (non possiamo immaginare quali) che scuotano le anime accecate, che corrono verso l’abisso della morte.

Il futuro è imprevedibile e saldamente guidato da Dio che farà tutto il necessario perché gli uomini si sveglino spiritualmente e si preparino alla grande battaglia dalla quale dipende il loro futuro e la loro salvezza.

Ave Maria

Padre Livio

“PREGATE COL CUORE”

Secondo passo: purificare il cuore (3)

L’apertura del cuore è il primo e fondamentale passo lungo il cammino della preghiera. Solo da un cuore contrito sale a Dio tutta la grandezza della preghiera di invocazione: “ Dal profondo a te grido, O Signore; Signore ascolta la mia voce” (Salmo 130,1). Ma il pellegrino che torna da Medjugorje, dopo la gioiosa esperienza della riconciliazione con Dio nel sacramento della penitenza, si trova a percorrere una strada stretta e piena di insidie.Ritorna la preoccupazione per le cose terrene che ci distolgono dalla preghiera (09.05.1985). Si riaffacciano le occasioni di peccato e satana, allontanato suo malgrado, ci minaccia con altri sette spiriti peggiori e la nuova condizione esige un impegno di preghiera ancora più grande. Si tratta ora di agire in profondità, per estirpare dal cuore le radici profonde del male.

 La Madre di Dio segue i primi sforzi sul cammino di purificazione del cuore con occhio vigile, sostenendo e incoraggiando con immagini prese spesso dalla esperienza quotidiana dei parrocchiani: “ Oggi vi voglio dire di incominciare a lavorare nei vostri cuori come lavorate nei vostri campi” (25.04.1985). In un’altra occasione osserva con una finezza tutta femminile: “Voi trovate il tempo per ripulire anche i locali più nascosti, ma il cuore lo lasciate da parte. Lavorate di più e con amore ripulite ogni angolino del vostro cuore” (17.10.1985).

Purtroppo è in questa fase che molti si stancano e ritornano alle cattive abitudini precedenti. Basti leggere a questo riguardo una vera e propria requisitoria materna che la Madonna ha rivolto alla parrocchia attraverso un lungo messaggio a Mirijana. “ Miei cari figli, sono venuta da voi per condurvi alla purezza dell’anima e dunque verso Dio. Come mi avete accolto? All’inizio senza credere, con paura  e sfiducia verso i ragazzi che ho scelto. Poi una maggioranza mi ha accolto nel suo cuore e ha incominciato a mettere in pratica le mie richieste materne. Ma purtroppo questo non è durato a lungo. In qualunque posto io vada, ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge anche satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse sopravvento in voi, che vi dominasse….Non cedete figli miei! Asciugate dal mio volto le lacrime che io verso osservando quello che fate” (28.01.1987).

L’abbandono della preghiera, il ritorno alla mediocrità, la ripresa delle vecchie abitudini peccaminose è il grande rischio che attende i pellegrini dopo i primi entusiasmi. Come uscire indenni da queste tentazione che miete vittime a piene mani? La Madonna dà una sola indicazione, che è un vero e proprio grido materno: “Ritornate alla preghiera! Nulla è più importante di essa” , afferma nel medesimo messaggio a Mirijana.

 Molti sono coloro che si sono persi dopo gli entusiasmi dei primi giorni. Gesù stesso non ci ha messo in guarda dalla tentazione di voltarci indietro, dopo che abbiamo messo mano all’aratro? Coloro che perseverano sulla via stretta, dove viene richiesta la fatica quotidiana della virtù, sono purtroppo relativamente pochi, rispetto alla moltitudine dei chiamati. Tuttavia se uno avrà perseverato nel cammino di preghiera arriverà al momento di grazia in cui l’orazione zampillerà come una fonte di gioia da profondo del suo cuore.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulle gioie della vita umana

Cari amici, chi non va alle fonti della grazia e non sperimenta Dio e il suo amore, rimane in una condizione esistenziale di sofferenza, di buio, di angoscia e di morte. Rifiutare la grazia di Dio che ci viene in soccorso e bussa alla porta del cuore per donarci la salvezza è una nostra libera scelta. Il rifiuto di Cristo, nel mondo contemporaneo, è il rifiuto che il tralcio fa della vite: se il tralcio si stacca dalla vite, secca e muore.

Il Nuovo Testamento e i Vangeli sono traboccanti di gioia, così come lo sono i Messaggi della Regina della pace. È la gioia della salvezza, la gioia della fede, la gioia che viene da Dio.

Se non guardiamo alla gioia, noi cristiani rischiamo di annegare nelle nostre stesse amarezze, nel mare amaro nel quale nuotiamo e non vediamo i doni di Dio, le gioie che ci dona, la grazia con cui ci irradia. Ne consegue che la nostra preghiera diventa un lamento e non un ringraziamento. Ci sono, in particolare, alcuni gioie sulle quali ritornare nelle nostre riflessioni nella nostra considerazione della vita.

La prima gioia è senza dubbio quella di esistere. Andando indietro con la mente, ripensando ai primi anni della nostra vita, possiamo ricordare la gioia che si fa strada a partire dal momento in cui abbiamo sentito il calore dell’amore dei nostri genitori, lo sguardo amorevole di chi ci ha amato fin da subito. È la gioia di esserci, è la gioia originaria dell’essere venuto al mondo. Per chi ha la fede, la gioia di esistere fa riferimento a Dio. Anche il bambino educato nella fede sente di venire da Dio, di essere al mondo per amore di Dio Creatore; scopre di avere un Padre Celeste che lo ha creato, lo ha fatto esistere, gli ha dato una famiglia, lo ha messo in un mondo meraviglioso. Nella visione della fede, scopriamo la gioia di esistere. Chi crede non maledice mai la vita, anzi, la benedice e ringrazia per questo dono; la mette a frutto perché capisce che è un dono che è stato affidato all’opera delle sue mani e per il quale deve rispondere a Dio. Chi non ha la fede come spiega la vita a un bambino? Riduce tutto all’evoluzione della materia, al caso. Descrive la vita come il viaggio di una barca in un oceano senza porti ai quali approdare e che finisce per affondare.      

Cari amici, dobbiamo motivare la gioia di esistere, come ci insegnano le preghiere del mattino e della sera. Ringraziamo il Signore per questo dono immenso, per averci creati, redenti e fatti cristiani. Ringraziamo il Padre Celeste per averci tratto dal nulla e fatti a Sua immagine e somiglianza. Gesù Cristo ci ha salvati, ci ha tratti fuori dalla palude del male e della morte.

Molti purtroppo non hanno mai sperimentato la gioia dell’esistenza di Dio. Molti la sperimentano al termine della vita. Non c’è dubbio che quando si cresce si scopre il tragitto della propria esistenza, si scopre di essere voluti, amati, di avere una missione da compiere nella vita. Si scopre, inoltre, che la vita ha un traguardo e che su ciascuno di noi c’è un progetto divino. Alla gioia di esistere, si accompagna la gioia dell’esistenza di Dio e il desiderio di conoscerlo, amarlo e servirlo. La gioia di scoprire che Dio esiste dobbiamo condividerla con i nostri ragazzi, dobbiamo mettere nei loro cuori il seme della fede affinché scoprano la grandezza e la gioia dell’amore immenso di Dio Padre.

Queste sono due gioie primordiali della vita di cui ciascuno di noi deve avere cura, le deve annaffiare con la preghiera, deve motivarle ringraziando per il dono della vita e per la presenza di Dio. Vivere è meraviglioso! La vita è un dono di Dio, non deve essere né maledetta né sprecata. Nei momenti difficili lasciamoci consolare e guidare dalla luce della gioia di essere vivi e di avere un Dio sempre presente e amorevole che non ci abbandona mai.

Dio ha disseminato la vita di tante gioie come ad esempio la scoperta dell’amore, che porta a fare una famiglia; la scoperta meravigliosa di essere chiamati da Dio nella grande opera della Creazione e della Redenzione. L’amore, la famiglia, la paternità e la maternità sono esperienze che facciamo nel corso della vita e sono gioie che non devono appassire, dobbiamo riscoprirle. Ringraziamo Dio per queste gioie immense e meravigliose che ci dona.

Le gioie della vita siano sovrabbondanti rispetto alle amarezze, che non mancheranno mai. Ma solo con lo sguardo della fede possiamo vederle e solo con la preghiera possiamo ringraziare Dio per avercele donate.

Un’altra gioia è quella di chi – avendo deviato dalla via di Dio scegliendo la via amara del peccato, dopo aver rischiato di annegare nel mare dell’amarezza e della schiavitù – scopre che quel mondo oscuro nel quale è entrato è un grande inganno dal quale Dio vuole che esca e lo chiama ad uscire col risveglio della coscienza. Quanto è grande la gioia di chi si pente del male commesso, torna al Padre e, come il figliol prodigo, torna a casa, chiede perdono e si lascia abbracciare dall’Amore misericordioso di Dio. Grande è la gioia di tornare a Dio, di pentirsi dei peccati, decidere per una vita nuova, confessarsi e sentire il perdono di Dio.

Ringraziamo Dio, ogni giorno, mattina e sera per il dono della vita, della sua presenza, del suo perdono.         


Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Prima dei segreti ci saranno eventi preparatori che scuoteranno  il mondo e la Chiesa? ”

Caro Padre Livio,

di ritorno dalle ferie ricomincia la vita di sempre, con gli inevitabili,  problemi, interrogativi e angosce.

Anch’io sono fra quelli che non vedono l’ora che incominci il primo segreto, perché questa lunga attesa rischia di intiepidire gli animi e di indebolire la speranza.

In questi ultimi mesi nei suoi messaggi la Madonna non lascia trapelare nulla sul futuro.

Anche a Medjugorje è ricominciato il consueto afflusso di pellegrini, come  nei 42 anni precedenti.

L’impressione è che si vada avanti all’infinito, mentre il mondo diventa sempre più grigio.

Lei, caro e amato Padre, avverte qualcosa di diverso?

Ave Maria

Eugenio di Vercelli


Caro Eugenio,

personalmente ritengo che non ci sarà l’annuncio del primo segreto prima  della fine del Giubileo.

Questo tempo di grazia potrebbe vedere molte conversioni e un rinnovamento spirituale della Chiesa.

La Madonna si era compiaciuta per questo in occasione del grande Giubileo del duemila.

Tuttavia vedo che la cappa di piombo dell’ateismo si sta estendendo  capillarmente nel mondo.

Nel medesimo tempo la Madonna sta dedicandosi sempre di  più alla  formazione spirituale dei suoi apostoli.

Le schiere opposte stanno correndo verso il momento previsto da Dio per il suo intervento, che per noi che lo attendiamo sarà motivo di gioia, ma per gli altri sarà un fulmine a ciel sereno.

Non possiamo escludere a mio parere che prima dell’inizio dei segreti ci siano eventi preparatori che scuoteranno il mondo e la Chiesa.

Ave Maria

Padre Livio

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