
Pensiero Spirituale sulle gioie della vita umana
Cari amici, chi non va alle fonti della grazia e non sperimenta Dio e il suo amore, rimane in una condizione esistenziale di sofferenza, di buio, di angoscia e di morte. Rifiutare la grazia di Dio che ci viene in soccorso e bussa alla porta del cuore per donarci la salvezza è una nostra libera scelta. Il rifiuto di Cristo, nel mondo contemporaneo, è il rifiuto che il tralcio fa della vite: se il tralcio si stacca dalla vite, secca e muore.
Il Nuovo Testamento e i Vangeli sono traboccanti di gioia, così come lo sono i Messaggi della Regina della pace. È la gioia della salvezza, la gioia della fede, la gioia che viene da Dio.
Se non guardiamo alla gioia, noi cristiani rischiamo di annegare nelle nostre stesse amarezze, nel mare amaro nel quale nuotiamo e non vediamo i doni di Dio, le gioie che ci dona, la grazia con cui ci irradia. Ne consegue che la nostra preghiera diventa un lamento e non un ringraziamento. Ci sono, in particolare, alcuni gioie sulle quali ritornare nelle nostre riflessioni nella nostra considerazione della vita.
La prima gioia è senza dubbio quella di esistere. Andando indietro con la mente, ripensando ai primi anni della nostra vita, possiamo ricordare la gioia che si fa strada a partire dal momento in cui abbiamo sentito il calore dell’amore dei nostri genitori, lo sguardo amorevole di chi ci ha amato fin da subito. È la gioia di esserci, è la gioia originaria dell’essere venuto al mondo. Per chi ha la fede, la gioia di esistere fa riferimento a Dio. Anche il bambino educato nella fede sente di venire da Dio, di essere al mondo per amore di Dio Creatore; scopre di avere un Padre Celeste che lo ha creato, lo ha fatto esistere, gli ha dato una famiglia, lo ha messo in un mondo meraviglioso. Nella visione della fede, scopriamo la gioia di esistere. Chi crede non maledice mai la vita, anzi, la benedice e ringrazia per questo dono; la mette a frutto perché capisce che è un dono che è stato affidato all’opera delle sue mani e per il quale deve rispondere a Dio. Chi non ha la fede come spiega la vita a un bambino? Riduce tutto all’evoluzione della materia, al caso. Descrive la vita come il viaggio di una barca in un oceano senza porti ai quali approdare e che finisce per affondare.
Cari amici, dobbiamo motivare la gioia di esistere, come ci insegnano le preghiere del mattino e della sera. Ringraziamo il Signore per questo dono immenso, per averci creati, redenti e fatti cristiani. Ringraziamo il Padre Celeste per averci tratto dal nulla e fatti a Sua immagine e somiglianza. Gesù Cristo ci ha salvati, ci ha tratti fuori dalla palude del male e della morte.
Molti purtroppo non hanno mai sperimentato la gioia dell’esistenza di Dio. Molti la sperimentano al termine della vita. Non c’è dubbio che quando si cresce si scopre il tragitto della propria esistenza, si scopre di essere voluti, amati, di avere una missione da compiere nella vita. Si scopre, inoltre, che la vita ha un traguardo e che su ciascuno di noi c’è un progetto divino. Alla gioia di esistere, si accompagna la gioia dell’esistenza di Dio e il desiderio di conoscerlo, amarlo e servirlo. La gioia di scoprire che Dio esiste dobbiamo condividerla con i nostri ragazzi, dobbiamo mettere nei loro cuori il seme della fede affinché scoprano la grandezza e la gioia dell’amore immenso di Dio Padre.
Queste sono due gioie primordiali della vita di cui ciascuno di noi deve avere cura, le deve annaffiare con la preghiera, deve motivarle ringraziando per il dono della vita e per la presenza di Dio. Vivere è meraviglioso! La vita è un dono di Dio, non deve essere né maledetta né sprecata. Nei momenti difficili lasciamoci consolare e guidare dalla luce della gioia di essere vivi e di avere un Dio sempre presente e amorevole che non ci abbandona mai.
Dio ha disseminato la vita di tante gioie come ad esempio la scoperta dell’amore, che porta a fare una famiglia; la scoperta meravigliosa di essere chiamati da Dio nella grande opera della Creazione e della Redenzione. L’amore, la famiglia, la paternità e la maternità sono esperienze che facciamo nel corso della vita e sono gioie che non devono appassire, dobbiamo riscoprirle. Ringraziamo Dio per queste gioie immense e meravigliose che ci dona.
Le gioie della vita siano sovrabbondanti rispetto alle amarezze, che non mancheranno mai. Ma solo con lo sguardo della fede possiamo vederle e solo con la preghiera possiamo ringraziare Dio per avercele donate.
Un’altra gioia è quella di chi – avendo deviato dalla via di Dio scegliendo la via amara del peccato, dopo aver rischiato di annegare nel mare dell’amarezza e della schiavitù – scopre che quel mondo oscuro nel quale è entrato è un grande inganno dal quale Dio vuole che esca e lo chiama ad uscire col risveglio della coscienza. Quanto è grande la gioia di chi si pente del male commesso, torna al Padre e, come il figliol prodigo, torna a casa, chiede perdono e si lascia abbracciare dall’Amore misericordioso di Dio. Grande è la gioia di tornare a Dio, di pentirsi dei peccati, decidere per una vita nuova, confessarsi e sentire il perdono di Dio.
Ringraziamo Dio, ogni giorno, mattina e sera per il dono della vita, della sua presenza, del suo perdono.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”