"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

42.  la  gioia di essere accompagnati e perdonati

Caro amico,

soffermati a  considerare la situazione esistenziale  nella quale la grazia ti ha condotto grazie alla tua corrispondenza. Prima, pur essendo un frequentatore  del  mondo  eri solo. Ora una presenza misteriosa ti accompagna e ti indica un traguardo di luce. Il momento chiave della tua vita è stato quello in cui ha sentito bussare alla porta del cuore e hai lasciato entrare Gesù. Non è stato un incontro come tanti altri, ma quello  decisivo della vita.

Colui al quale hai aperto il cuore vi ha preso stabile dimora e, se tu lo vorrai, potrai stringere con lui un’amicizia eterna. Ora comprendi la radicale diversità che vi è fra il non credente e il credente. Chi crede ha trovato l’amato del suo cuore, la chiave che apre il mistero della vita. Chi non crede è solo e senza speranza. La sua situazione esistenziale è quella di un condannato a morte che, nella solitudine della sua cella, attende l’esecuzione.

Sulla via della salvezza cammini con Gesù e con tutti quelli che credono in lui. Dove sei diretto? Che cosa ti attende? Ti rispondo dicendo che sei uscito da Dio e a lui ritorni. Non ti è possibile però  fare questo cammino da solo. Dio si è messo al tuo fianco e cammina con te. Gesù è salito sulla barchetta della tua vita e ti guida verso il golfo di luce dell’eternità. La fede  lo rende presente nel tuo cuore, ma i tuoi occhi non lo vedono.

Credi al suo amore e talvolta ne fai l’esperienza, ma non ti mancano momenti di oscurità e  di smarrimento. Desideri amarlo come merita, ma il tuo amore è ancora molto imperfetto. Vorresti stringere con lui un’amicizia al riparo delle bufere della vita, ma spesso vacilli quando infuria la tentazione e senti il peso della croce.

L’amicizia con Gesù, caro amico, è la vera forza  che ti sorregge nel cammino ed è la motivazione che rimette in  moto dopo quando ti mancano le forze. Guardando avanti, che cosa pensi di trovare? Hai mai immaginato in che cosa consiste il traguardo verso il quale  sei diretto? In altre parole, ora che sei sulla via di Dio, ti sei domandato che cosa ti accadrà dopo la morte?

E’ su questo punto che diventa evidente la diversità di sguardo fra chi crede e chi non crede. Quando eri nelle tenebre pensavi alla morte come al dissolvimento di te stesso, quasi fossi un qualsiasi animale fatto di materia. Ora davanti a te si profila la luce dell’eternità. Vorrei che fissassi lo sguardo su questa luce, che è lo sbocco finale della tua vita.

 E’ una luce che ha un volto e un nome. E’ quello del Signore risorto, il tuo salvatore e redentore, il tuo compagno di viaggio, l’amico intimo del tuo cuore. La morte, che tanto spaventa l’uomo di tutti i tempi, è l’abbraccio con Gesù, il Figlio eterno del Padre, che si è incarnato per elevare tutti gli uomini alla dignità di figli di Dio. Per chi ha incontrato Gesù e cammina con lui nell’oscurità della fede, il momento della morte è quello in cui vedi Gesù così come egli è, nello splendore della sua gloria divina.

 La vita umana, caro amico, ha uno sbocco di gloria e di gioia senza fine. Non si tratta di un desiderio del cuore inquieto, che non si arrenderebbe di fronte alla durezza della realtà. Non si tratta di una speranza senza fondamento, ma di una certezza che si fonda sulla vittoria di Gesù sul male e sulla morte.  Si tratta di quel Gesù che è vivo in te e al quale sei unito come il tralcio alla vite. Già ora sei unito a lui nella fede  e sei in cammino verso la rivelazione finale, quando parteciperai i con lui e con tutti i santi alla comunione di eterno amore di Dio Santissima Trinità.

Nel tuo cammino di conversione stai sperimentando la potenza della grazia che cambia la vita. Pensa a quello che eri e a quello che sei. Pieno di stupore ti chiedi come ti sia potuto capitare un cambiamento così radicale. Quasi non credi a ciò che ti sta accadendo e ti pare di sognare. Che sia tutto un’illusione, come sentenziano quelli che credono soltanto in ciò che toccano? 

Tu sei sempre la medesima persona, non c’è dubbio. Ma la tua condizione esistenziale non è più quella di prima. Porti ancora molte debolezze e condizionamenti del passato. Non hai ancora fugato le tue paure e le tue incertezze. Tuttavia sei consapevole che un evento inaspettato ha sconvolto la tua vita. Hai incontrato Dio e tu non sei più quello di prima. Sei in grado di misurare la distanza infinita fra un’esistenza senza Dio e un’esistenza con Dio. Tutto  cambia radicalmente.

E’ un’illusione? Lo pensa chi non ha fatto questa sconvolgente esperienza. Ma chi ne è stato il protagonista sa che non c’è nulla di più reale. Prima eri nelle tenebre, ora sei nella luce. Prima eri nell’angoscia, ora sei nella pace. Prima eri soggetto a una insopportabile schiavitù, ora ti senti una persona libera. Prima eri infelice e senza speranza. Ora sei felice, anche se devi combattere. Prima eri solo e disperato. Ora sei amico intimo del tuo Creatore.

Il cambiamento di vita che l’Onnipotente opera con la conversione di una persona è il più stupefacente dei miracoli. Ed è anche il più quotidiano, quello che tutti possono costatare e sperimentare personalmente.

Ora che ti sei confessato, sperimenti nel tuo cuore una leggerezza sconosciuta, che quasi ti fa volare. Ma soprattutto senti salire dal profondo una gioia ineffabile, che colma gli occhi di lacrime. Incominci a renderti conto che Dio ti ha perdonato e che non c’è più il peso del male che ti atterriva davanti a lui. Hai avuto l’umiltà e il coraggio di affidare alla divina Misericordia il bagaglio pesante del peccato che ti premeva sulla spalle ed ora ti senti libero come mai lo eri stato.

 Fai fatica a realizzare che tutto sia avvenuto nel più semplice dei modi. Pensavi che fosse così difficile uscire dalla palude del male e a dare inizio una vita nuova. Ti immaginavi chissà quali ostacoli da superare e quali prezzi da dover pagare. Speravi e temevi nel medesimo tempo.

Certo, hai dovuto fare la fatica del cuore e in certi momenti ti sembrava di sudare sangue. Ma poi è bastato il gesto di aprire la porta, fare entrare l’ospite misterioso, inginocchiarsi alla sua presenza, chiedere il suo perdono. Ora hai capito la cosa più importante: Il segreto della felicità è di chiedere umilmente perdono. Ti ricordi lo sguardo di Gesù a Pietro, nel momento in cui lo aveva rinnegato tre volte ?

 E’ bastato che l’apostolo scoppiasse in lacrime, perché tutto gli fosse perdonato. Ora anche tu sei immerso in questo mare pacifico del perdono e ti interroghi sul perché di una grazia così grande. Stai facendo l’esperienza della gratuità dell’amore di Dio e il tuo cuore è colmo di stupore.

Ti eri allontanato dal tuo Creatore, lo avevi disprezzato e infine ignorato. Ma il peso del male e l’inquietudine repressa ti opprimevano. Ora invece ti sei riconciliato. Hai sperimentato l’abbraccio del Padre, l’amicizia del Figlio, il bacio dello Spirito. L’Onnipotente, senza chiederti nulla se non l’apertura del cuore, ha cancellato tutti i tuoi debiti e ti ha accolto di nuovo fra i suoi amici. Ti ha ridato tutto ciò che avevi perso, senza nulla toglierti. C’è una gioia più grande del perdono di Dio? Che cosa ci potrebbe rallegrare di più del fatto di essere riammessi nella sua casa e nella sua famiglia?

Ti chiedi se ciò sia vero e come sia potuto avvenire un miracolo così grande. Eppure è tutto vero, perché tu sei diverso. Sei una persona ancora fragile, ma contenta come mai lo eri stata.  Il sole dell’amore di  Dio ti illumina e ti riscalda. Il perdono del Padre ti ha tolto dalle spalle una macina da mulino che ti schiacciava.

Ora però devi compiere un passo non meno importante. Come Dio ti ha perdonato, anche tu devi perdonare te stesso. Non è facile, se non sei umile. Il perdono divino va accolto con gratitudine e fatto proprio. Deve diventare carne della tua carne e sangue del tuo sangue.

 Non dire mai: “Non posso perdonarmi”, quando Gesù ti ha già assolto. Sappi che anche i nostri peccati più gravi sono sempre inferiori alla sua infinita misericordia. Il nemico usa il tuo orgoglio per irrigidirti contro te stesso.  In questo modo blocca la porta del tuo cuore e ti impedisce di gustare la grazia del perdono.

 “Tutti hanno traviato, tutti sono corrotti, nessuno fa il bene, neppure uno”  (Sal 52, 4) sentenzia, non senza sgomento, il salmista. Tu pensi di essere diverso? Per ogni uomo vale quanto afferma l’apostolo Paolo: “ Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia” ( Rm 5,20).  Accetta dunque di perdonarti così radicalmente e totalmente come Dio ti ha perdonato per mezzo della Croce di Gesù Cristo.

Quando il perdono di Dio sovrabbonda nel tuo cuore, allora non ti sarà difficile perdonare agli altri. Quando eri nelle tenebre dividevi gli uomini in amici e in nemici. In realtà eri pronto a morderti con tutti, perché questa è la legge della carne, che cerca se stessa a scapito degli altri.

 Se qualcuno ti aveva fatto del male, lo avevi inserito nelle tue liste di proscrizione, pronto a far scattare la legge dell’occhio per occhio. In una concezione della vita senza Dio, dove l’uomo è lupo all’uomo, o si sbrana o si è sbranati. E’ il dinamismo della vita infernale, che satana cerca di instaurare sulla terra. Ora ne sei uscito e hai scoperto, forse per la prima volta, il sentimento della compassione per i tuoi simili.

 Hai sperimentato quanto Dio sia stato misericordioso con te. Il tuo cuore di pietra si è spezzato e ora guardi agli altri con occhi nuovi. Vedi la loro miseria e la loro infelicità, che erano fino a poco tempo fa anche le tue. Senti quanto sono vere le parole del Padre nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Caro amico, gusta fino in fondo l’immensa grazia di esserti riconciliato con Dio, con te stesso e col tuo prossimo. Guarda a colui che dall’alto della Croce l’ha effusa sul tuo cuore. Ora ti sei anche riconciliato con la vita, che fra i denti maledicevi, perché Gesù te ne ha fatto scoprire la bellezza e la grandezza.

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

41. Da schiavo del  maligno divieni figlio di Dio

Caro amico,

man  mano che vai avanti nel cammino di conversione, ti renderai conto che si tratta di un processo di liberazione che tocca  nel  profondo la tua condizione esistenziale. Ora ti rendi conto che il peccato ne quale vivevi era una forma di schiavitù soffocante che ti  impediva di  deciderti per  il  bene.

Il  male  si era  impadronito della tua mente offuscandola con  la  menzogna ,  mentre  i vizi della carne e  la  superbia dello spirito ti avvolgevano  nelle loro spirali ogni giorno di più, fino a dirigere la tua vita a loro piacimento. Satana ti teneva incatenato senza che tu non te ne accorgessi.

Eppure ti illudevi di essere libero, perché  il  mondo intende  la  libertà,  non come una  capacità  di fare  il  bene,  ma  come una  illusoria predisposizione a fare ciò che si vuole, a prescindere  dall’ordine morale. Ora  per  te  è  giunto  il  momento  di tagliare i legami della  schiavitù  e la tua decisione sarà necessariamente dolorosa.

La rinuncia al peccato è il momento decisivo nel cammino di conversione. Proseguendo potrai ancora cadere e sperimentare quanto l’uomo sia debole. Non devi meravigliarti. Considera che i progenitori hanno voltato le spalle a Dio, tradendone l’amicizia, quando erano rivestiti di sapienza e di grazia.

In loro non vi era la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita che noi, loro discendenti, abbiamo ricevuto in eredità. La loro condizione esistenziale era di perfetta santità e di profonda amicizia con il Creatore.

Eppure hanno seguito satana, invece di restare fedeli a Dio, e  hanno disprezzato i suoi doni, illudendosi persino di diventare come lui. Ti rendi conto quanto l’uomo sia una canna sbattuta dal vento, incapace di restare saldo nella grazia della fede.

 Satana lo sa e lo circuisce offrendo sempre la medesima esca. Se qualcuno resiste, come il Figlio di Dio nel deserto, sta in agguato, cercando uno spiraglio per insinuarsi e colpire.

Non devi dunque meravigliarti della tua debolezza e della lotta estenuante che hai dovuto sostenere per liberarti della sua soffocante schiavitù. Tuttavia, ora che hai fatto arretrare il nemico con l’arma della rinuncia, non sentirti al sicuro.

Sei come un uccello che è sfuggito al laccio del cacciatore. La prossima trappola sarà ancora più studiata e più sottile. Satana è un angelo decaduto e della natura angelica conserva il dono naturale dell’intelligenza, che egli mette al servizio della sua malizia.

Ora che l’hai cacciato dal cuore e l’ha umiliato, medita la vendetta. Per resistere ai suoi assalti, che saranno ancora più numerosi e più violenti, devi aggrapparti alla croce di Cristo. Se la terrai ben stretta la tua conversione sarà al sicuro.

E’ giunto il momento, caro amico, di mettere a fuoco, senza formule diplomatiche, la condizione dell’uomo durante il suo pellegrinaggio nel tempo. L’uomo è una creatura che è stata plasmata ad immagine del Creatore per essere abitata da lui.

La malefica serpe ha ottenuto con l’inganno che l’uomo desse sfratto a Dio, per  prendere il suo posto. Il cuore umano è abitato da Dio o da satana. Non esiste qualcuno che si trovi in una situazione di neutralità. O sei figlio di Dio o sei figlio del maligno.

O accogli la divina paternità, o scegli quella del menzognero. E’ Gesù stesso che pone questo aut – aut  e che ti mette davanti a una drammatica alternativa.

Quando tu ti credevi emancipato perché avevi eliminato Dio dall’orizzonte della tua vita, in realtà eri sotto l’influsso del maligno, anche se non ne eri consapevole. Pensa al caso di Giuda. Nel momento in cui esce dal cenacolo per tradire Gesù, satana entra in lui.

Nonostante la grazia del risveglio della coscienza,  la sua mancata adesione a Cristo, lo porta laddove il perfido ingannatore voleva che andasse. Se avesse avuto il coraggio di correre ai piedi della croce a invocare il perdono, ora potremmo invocare Giuda come il patrono di tutti i traditori convertiti.

Gli sono cadute le squame dagli occhi. Ha visto l’abisso orrendo in cui era caduto, ma non si è aggrappato a Cristo, l’unico che poteva salvarlo dalla ferocia dell’avversario.

Anche per te è giunto il momento di fare la scelta radicale, che decide della tua vita nel tempo e nell’eternità. Nel momento stesso in cui gridi in faccia a satana “Rinuncio”, devi abbracciare Cristo con tutte le tue forze. Ti sei liberato da una schiavitù, ma per restare nella libertà devi vivere un’appartenenza.

Il “no” al maligno è saldo e inattaccabile se è seguito dal tuo “sì” incondizionato a Cristo. Con queste decisione divieni suo per sempre. Non vi è altra appartenenza concessa all’uomo se non quella di Cristo. Infatti sei stato creato per mezzo di lui e in vista di lui.

 Non puoi essere padrone di te stesso, perché la tua vita ti è stata data. Hai voluto appropriartene, ma era un furto. Ora devi restituirla a colui che l’ha progettata fin dall’eternità e desidera portarla a compimento come un dono immenso di amore.

Considera, caro amico, chi colui dal quale ti sei liberato e chi è colui al quale hai aperto la porta del cuore. Richiamalo alla memoria ogni volta che la via stretta e erta della salvezza ti fa guardare indietro. Guarda bene in faccia chi è colui che ti ha creato e redento e chi è colui che ti ha sedotto.

Satana è il tuo nemico giurato. Ti vuole rubare a Dio, per trascinarti con sé nel suo regno di tenebra e di morte.  E’ mosso dall’odio verso il Creatore e dall’invidia verso di te. Si presenta ai tuoi occhi come un benefattore, offrendoti felicità fasulle, con le quali ti irretisce e ti tiene in schiavitù.

Lui ti paga con ciò che ha di suo: la malvagità, la menzogna e la disperazione eterna. Da lui non puoi ricevere nessun bene, ma solo del male. Come potresti ascoltarlo e seguirlo? Come potresti servirlo? Chiedi a Dio la grazia di vederlo sempre col suo orribile volto. Risuoni sempre nel tuo cuore il comando di Gesù: “Vattene, satana” ( Mt 4, 10).

Considera invece chi è colui che hai deciso di ascoltare e di seguire. E’ il tuo Creatore, che ti ha tratto dal nulla con infinito amore, creandoti a sua immagine e somiglianza e predestinandoti alla partecipazione della vita divina, nella gloria e nella gioia della Santissima Trinità.

E ’ il tuo Salvatore, che si è fatto uomo e che ha portato sulle sue spalle i tuoi peccati, espiandoli sul legno della croce al tuo posto e per la tua salvezza. E’ lui che è venuto a cercarti quando ti sei perso. E’ lui che ha bussato alla porta del tuo cuore. E’ lui che ti ha illuminato, ti ha chiamato, ti ha scosso e ti ha liberato dalla potenza del male. E’ lui, l’unico che ti ama di un amore senza limiti e senza condizioni.

E’ giunto per te il momento di guardare alla croce, se vuoi sapere di chi puoi fidarti e a chi devi affidarti. E’ guardando alla croce che scopri di essere infinitamente amato. E’ dalla croce che ti giunge il perdono dei peccati e la grazia della vita eterna. E’ dal cuore trafitto di Cristo che sgorga un fiume inesauribile capace di placare la tua sete di infinito.

 Renditi conto, caro amico, che cosa significa per te, l’aver cacciato satana dal tuo cuore e l’aver aperto la porta a Cristo. Hai forse perso qualcosa? Temi di aver fatto un cattivo affare? Il seduttore approfitterà della prima occasione per insinuarlo.

Ma se stai aggrappato ai piedi di Cristo crocifisso fino alla fine, toccherai con mano quanto le sue parole siano vere, quanto la sua grazia sia benefica, quanto la sua salvezza sia reale. Hai trovato la perla preziosa e il tesoro nascosto. Hai incontrato la fonte inesauribile della felicità.

 Non permettere che una grazia così grande ti possa venire rubata.  Cristo non ti abbandonerà mai, se tu ti tieni stretto ai suoi piedi inchiodati al duro legno della croce. Sappi che la  potenza del  male non  è  mai superiore  alle  nostre forze e Dio  concede sempre la sua grazia agli umili di cuore.

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

40. Prendi la decisione di non  peccare più

Salvo nel caso di illuminazioni folgoranti, la conversione è un lungo travaglio interiore. La luce della grazia penetra un po’ alla volta nelle tue oscurità, risvegliando la vita laddove regna la morte. Non è molto diverso dal passaggio dall’inverno alla primavera, quando la terra, prigioniera del gelo invernale, incomincia  a mostrare le prime gemme, che spuntano al tepore del sole.

Questo mirabile miracolo della natura è però ben poca cosa rispetto a ciò che avviene nei cuori. Il fiorire della vita soprannaturale laddove regna la devastazione del peccato è senza paragone il più grande dei prodigi. La resurrezione di un morto è un evento meno significativo della conversione di un peccatore.

Sappi, caro amico, che il tuo ritorno alla luce, sotto l’impulso della grazia, è un dono così grande, del quale non avresti potuto desiderarne uno maggiore. Tu eri un ramo secco, anche se ti illudevi di vivere e di goderti la vita. Fantasticavi sul tuo futuro, ma ciò che ti atteneva era il fuoco nel quale si gettano le cose morte.

Ecco che cosa dice colui che, per eccellenza, è la vita, senza la quale nessuno vive: “Chi non rimane in me viene gettato via, come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano” ( Gv 15, 6).

Il tuo ritorno alla vita è un miracolo della grazia, al quale sei chiamato a cooperare. Ti sei data la morte da solo, facendo un cattivo uso della libertà, che Dio ti aveva dato per compiere il bene. Ora è Dio che, nella sua infinita misericordia, ti ridona la vita.

 Lo potrebbe fare in un istante, perché a colui che ti ha chiamato all’essere dal nulla, non fa certo difetto la potenza. Invece agisce con dolcezza e pazienza, come la madre che insegna al bambino a camminare.

Considera la lapidaria affermazione di Gesù: “ Chiunque commette il peccato, è schiavo del peccato” ( Gv 8,34). Quando il libero arbitrio, che Dio ha creato a sua immagine, perché si realizzi nel bene, si muove in direzione del male, si indebolisce sempre di più, fino a divenirne schiavo. E’ un’esperienza che hai fatto personalmente.

Pensavi di essere un uomo libro perché ti eri liberato dai dieci comandamenti, in particolare di alcuni. Ti eri convinto che è libero chi fa quello che vuole. In realtà sei caduto in balia delle tue passioni, le quali ti hanno assoggettato al loro potere.

Hai così sperimentato che il vizio è una schiavitù e che la dittatura del male è l’unica dalla quale l’uomo è incapace di liberarsi. Infatti come lo potresti se la tua volontà è in stato di coma, incapace risalire la china? La volontà è il motore dell’esistenza umana.

E’ con le tue libere scelte che decidi di te stesso di fronte all’Altissimo, sia che credi come se non credi in lui. Compiendo il male, la volontà consuma se stessa, fino a perdere la capacità di decidersi per Dio e per il bene. Se la medicina della grazia non viene in soccorso per rianimarla, tu saresti già consegnato alla morte eterna.

Ora sei nel momento in cui l’Amore misericordioso non solo ti chiama a sé, ma ti dà anche la forza di guardare verso di lui e di incominciare ad avvicinarti. Ogni tua riposta  alle sollecitazioni della grazia, rafforza la tua volontà ancora molto debole.

Ogni esitazione ti indebolisce, ogni caduta ritarda il cammino, ma ogni passo in avanti ti fortifica. Hai piegato le ginocchia, hai invocato aiuto, ti sei affidato alle grandi braccia della divina misericordia. Ti sei consolidato sulla via del bene, anche se cammini ancora su gambe molto incerte.

 Sei come un corpo pieno di ferite, ma una di esse è quella decisiva per la vita o per la morte. E’ la ferita che riguarda la tua libera volontà. Il processo di guarigione è essenzialmente un recupero della tua capacità di compiere il bene. Si tratta di un lavorio della grazia e della tua corrispondenza ad essa.

All’inizio, quando le passioni sono ancora virulente, pur sentendo dentro di te il desiderio di dominarle, non sei capace di assestare un colpo di accetta alle loro radici malefiche . Vorresti decidere, ma non ne hai la forza. La tua volontà non produce decisioni, ma velleità. Tuttavia non scoraggiarti. La grazia non cesserà di venirti in soccorso se  non ti stancherai di invocarla. Davanti agli occhi ti è posto un traguardo, al quale devi arrivare a tutti i costi.

Tienilo sempre presente e non distogliere mai lo sguardo, facendoti distrarre da altri obbiettivi. La meta che non puoi fallire è la salvezza eterna della tua anima. La potrai conseguire solo con la rinuncia al peccato. Il peccatore è un uomo in catene.

 In un primo momento non se ne rende conto. Anzi si illude di potersi muovere a suo piacimento. Quando la grazia gli fa cadere le squame dagli occhi, prende coscienza della sua situazione di estrema miseria. Che fare? Qualunque cosa faccia non concluderà nulla, finché non troverà la forza di spezzare le catene. Chi è schiavo del peccato può liberarsene solo con la decisione di rigettarlo dalla sua vita.

 E’ necessario che la volontà, con l’aiuto della grazia, divenga capace di tagliare i legami col male. Tu devi mirare a questo obbiettivo, rafforzando la tua volontà con tutti i mezzi che hai a disposizione. Sappi che finché non decidi di non peccare più, non hai saltato il fosso che ti impedisce di imboccare la via della salvezza.

Ti sembra impossibile una decisione così radicale? Umanamente è impossibile, perché non è alla portata della nostra natura umana, resa debole dal peccato. Ma Gesù ti incoraggia: “ Impossibile agli uomini, ma non a Dio. Perché tutto è possibile a Dio” ( Mc 10,27).

Non meravigliarti se, in un primo momento, la decisione di dare un taglio netto ai legami col male  sembra fuori dalla tua portata. Sappi che è stato così per tutti, anche per i santi. Devi pazientemente irrobustire la tua volontà con le piccole rinunce. Devi spronarla considerando lo stato di miseria nel quale sei precipitato e che ti rende impossibile la vita.

 La schiavitù del male è un tormento tremendo. Richiamala alla memoria, ogni volta che la memoria si sbiadisce. Il tentatore non si lascia sfuggire facilmente la preda. Vedendoti in difficoltà, ti tenterà con lo scoraggiamento e ti insinuerà che è impossibile cambiare vita. L’astuta serpe tenterà di convincerti che la resa al peccato è l’unica cosa ragionevole che l’uomo possa fare.

Ma tu ora non sei più solo. Colui che è venuto a visitarti e a bussare alla porte del tuo cuore, è al tuo fianco ed è pronto a sostenerti con la sua grazia. Se tu resisti e ti affidi, arriverà il momento in cui, come per miracolo, sarai capace di spezzare quelle catene che sembravano indistruttibili.

Caro amico,  considera come,  nel caso di una malattia seria , i tempi di guarigione siano lunghi  e  necessitino di una dose adeguata di applicazione e di pazienza. Dopo una operazione chirurgica, che riguarda un membro del nostro corpo, è necessaria una  riabilitazione  alla quale  ci dedichiamo il tempo e la fatica necessarie.

Nel campo dello spirito la guarigione  è  molto più  difficile perché il  peccato  offusca la mente e  indebolisce  la volontà. Oltre a ciò il maligno non abbandona la  presa, ma chiede  aiuto a spiriti peggiori lui per rinnovare  l’assalto alla tua  anima.

Con l’animo  umile  e  pentito devi costantemente abbeverarti  alle  fonti della grazia,  perché ti venga infusa  la  luce  e  la  forza  necessarie nel  combattimento quotidiano. Ogni giorno devi pregare, devi combattere e sappi che non sempre riuscirai a vincere la tua battaglia contro il male.

Il Signore  apprezza  la tua volontà  di camminare anche quando cadi, ti esorta a  non desistere  e  a  non scoraggiarti, ti tende  la  mano perché  tu  possa rialzarti e riprendere il  cammino. Se  sarai perseverante, il tuo  cuore sobbalzerà di gioia quando arriveranno le  prime vittorie, foriere della tua  completa guarigione.

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

39.  Dio aspetta che tu lo invochi

L’uomo che si mette in ginocchio davanti a Dio si colloca nella luce della verità. Si riconosce creatura, che l’Onnipotente ha tratto dal nulla e dal quale dipende. Si colloca così nella giusta situazione esistenziale perché la sua preghiera sia ascoltata. Dio infatti “resiste ai superbi e fa grazia agli umili” ( 1 Pt 5,5).

Ogni volta che ti metti in ginocchio, col corpo ma soprattutto col cuore,  poni la premesse per essere ricolmato di grazie. La luce che ti ha investito ti ha aperto gli occhi e ti ha mostrato il cumulo dei tuoi peccati. Non avresti mai immaginato di essere caduto così in basso.  “La nuvola della superba” (Caterina da Siena) ti impediva di vedere.

 Ora l’occhio, reso limpido dall’umiltà, ti fa scorgere anche le colpe più sottili e le malizie più nascoste. Ti rendi conto che la devastazione dell’anima è una sventura più grave delle peggiori malattie del corpo. Comprendi che cosa significhi  l’enigmatica espressione di “peccato mortale”, che avevi imparato da piccolo al catechismo.

Stai facendo l’esperienza di che cosa sia la morte dell’anima perché, nonostante la grazia della conversione che sta operando, ti senti paralizzato e incapace di uscire dalla plaude nella quale annaspi. Hai preso coscienza della gravità della tua situazione, ma non sai come apportarvi un rimedio.

Sei come uno che, dopo una caduta rovinosa, vorrebbe rialzarsi e riprendere il cammino, ma sente che le gambe spezzate non rispondono alla sua volontà.

Che fare? Caro amico, fai ciò che hanno fatto innumerevoli anime nei primi passi della loro conversione. Incomincia a pregare. Lancia verso il Cielo il tuo grido di aiuto. Chiama Dio in tuo soccorso. Fallo con le tue parole, quelle che ti uscirebbero spontanee dalla bocca se stessi per annegare e non trovassi un appiglio al quale afferrarti.

 Grida a squarciagola, senza rispetto umano. L’urlo della creatura che chiama in suo soccorso il Creatore è forse la preghiera più antica, che rimbomba fin dagli albori della storia e il cui eco non si spegnerà mai. La Sacra Scrittura trabocca di queste invocazioni che escono dai cuori straziati dei esuli figli di Eva.

 “O Dio vieni a Salvarmi”, “Signore vieni presto in mio aiuto” è la supplica quotidiana  della Chiesa in preghiera. “Signore salvaci!” è il grido che attraversa i Salmi. Anche gli apostoli, che temono di affondare da un momento all’altro, lo fanno proprio: “ Signore salvaci, siamo perduti”.

Come vedi, c’è una preghiera che nasce spontaneamente dalla vita e che non ha bisogno di apprendistato. Anche tu, nella tua infermità, non esitare a al Cielo. Mostra al Creatore il male che ti affligge, l’angoscia che ti opprime, il peso che ti schiaccia. Grida come un bambino che nel pericolo chiama la madre. Invocalo senza covare risentimenti, perché non Dio ma tu stesso sei la causa del tuo male.

“Dal profondo a te grido, o Signore, Signore ascolta la mia voce. Siamo i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica” ( Sal 130). Forse, caro amico, ti chiedi perché sia necessario gridare a Dio. La ragione ormai ti è chiara davanti agli occhi. Da solo non ce la faresti mai. Sei spiritualmente morto. Se la grazia non fosse venuta a visitarti, non ti saresti neppure accorto che l’abisso senza ritorno ti stava inghiottendo.

 La morte spirituale e quella fisica sono in uno stretto rapporto di causa ed effetto. “ Per invidia del diavolo è entrata la morte nel mondo e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono” ( Sap 2, 24). Chi può liberare l’uomo dal peccato e dalla morte? L’umanità ci ha tentato più volte, ma con quali risultati?

 La catena delle illusioni e delle illusioni è senza fine. L’uomo non può salvare se stesso, dal male, dall’infelicità e dalla morte. Per questo Dio è venuto a visitarci, scendendo negli inferi della condizione umana e condividendo la nostra vita in tutto eccetto il peccato. Infatti ha portato sulle sue spalle il fardello del male commesso dall’umanità, per espiarlo e bruciarlo nel fuoco del suo amore.

Sappi che nessun uomo ti potrebbe liberare dal male che ti affligge e che porta alla rovina la tua vita. Nessuno, eccetto Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo. O gridi a Lui, o la tua voce rimarrà senza risposta. E’ lui infatti che è venuto a cercarti, che ha bussato alla porta del tuo cuore e che ti ha chiesto di entrare. E’ lui che ti ha investito con la sua luce e che ti ha avvolto col suo amore.

A che cosa ti dovresti aggrappare se non alla sua mano? E’ l’unico che ha non solo il desiderio ma anche la possibilità di aiutarti. Chi dei tuoi amici e conoscenti è venuto in tuo soccorso nelle tue disavventure? I migliori hanno fatto uno sforzo per ascoltarti e per capirti. Non ti hanno negato la comprensione e la parola di incoraggiamento. Ma poi sei rimasto solo con te stesso e con il tuo peso soffocante sulle spalle.

L’uomo non riesce a rimuovere il male che lo assedia implacabile, corrodendolo nell’anima e nel corpo. Caro amico, non c’è forza umana che possa far fronte al potere delle tenebre. O chiami Dio in tuo soccorso o sei perduto. Se hai l’umiltà di rivolgerti al tuo Salvatore, la barchetta vacillante della tua vita verrà portata al sicuro. 

Non dovrai gridare a lungo. E’ vero, Dio ama farsi pregare, perché la preghiera stessa è una medicina che guarisce. Mentre tu gridi a Lui, la sua forza ti investe. Anzi, non saresti capace neppure di invocarlo, se la sua grazia non operasse nel tuo cuore. “Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica”.

Non una sola sillaba sfugge ai suoi orecchi. Anche il minimo movimento della tua anima è presente al suo sguardo. Davanti ai suoi occhi sei un libro aperto, del quale conosce ogni parola. Ha presente ogni istante della tua vita, ogni pensiero della tua mente, ogni battito del tuo cuore:

 “Signore tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposto, ti sono note tutte le mie vie” ( Sal 139).

Dio aspetta che tu lo invochi. E’ pronto ad aprire l’orecchio al tuo grido di aiuto. Egli da sempre ti segue e attende con pazienza questo momento.  Dio è l’unico al quale tu stai veramente a cuore. Conosci qualcun altro?  Ed è l’unico che ti vuole e che ti può aiutare.

Sei un naufrago, come lo sono tutti gli uomini. O gridi a Dio o affoghi. Il problema della salvezza ora ti è chiaro. Si salvano tutti coloro che  hanno l’umiltà di inginocchiarsi e di elevare la loro voce verso il Cielo. Non pensavi che fosse così semplice.

Dio è un padre che è pronto ad accogliere  i figli che cercano rifugio fra le sue braccia.  Ora comprendi perché Gesù ha detto che per entrare nel Regno dei cieli bisogna essere come dei bambini.

Caro amico, l’umanità  è entrata in una fase della sua storia in cui solo Dio può salvarla dalla  morte, intesa  nella sua duplice dimensione temporale ed eterna. Nessuno all’infuori di Cristo potrà  salvarci perché non vi è  altro Signore e Salvatore all’infuori di Lui.

Liberati dalla sudditanza che  hai nei confronti delle menzogne e  della false  sicurezze del  mondo e umiliati dinanzi a Colui che ancora  una volta ti chiama e  che ti tende  la  mano per  salvarti  dall’abisso tenebroso nel quale stai precipitando.

China il capo e passa  dalla  porta stretta dell’umiltà.  Non tergiversare, non auto-giustificarti,  non auto-  assolverti. Il tempo sta  per scadere e non avrai più un’altra  occasione  per salvarti. Consegna i  tuoi peccati  a  Cristo perché li distrugga col suo amore e  la tua  anima diventi di nuovo  il tempio del Dio vivente.

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

38. Gesù ti sta  aspettando pazientemente

Il movimento verso Dio, quando si è immersi nella palude del peccato, è nel medesimo tempo un dono di grazia e una decisione della volontà. Il libero arbitrio da solo sarebbe incapace se la grazia non venisse in suo soccorso  e non lo sostenesse. “Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” ( Gv 8,34).

Gesù conosce bene la tragica situazione esistenziale dalla quale è venuto a liberarci. Il suo appello alla conversione è raccolto dalle persone più varie, persino pubblici peccatori e prostitute. I loro primi passi verso la conversione sono fra le pagine più commuoventi dei vangeli.

Vorrei che tu prendessi in esame uno di questi episodi per poterti immedesimare. Ti renderesti conto che cosa significa accogliere l’appello di quella voce interiore che ti chiama con dolce fermezza.  

“Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e, stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato” .

Chi è questa donna? “ Una peccatrice di quella città” risponde asciutto l’evangelista Luca. Dunque una di quelle prostitute  della quali Gesù ha detto in polemica con i farisei: “ I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio” ( Mt 21,31).

 Infatti è un cuore che segretamente si è aperto alla grazia, forse ascoltando Gesù o forse avendone soltanto sentito parlare. Viene a sapere dove Gesù si trova e decide di non perdere tempo. Nel suo cuore si è già risolto il combattimento spirituale fra il bene e il male e la risoluzione è presa.

Ciò che però colpisce è il miracolo di luce e di grazia che è avvenuto nell’anima di quella donna. Lei intuisce e aiuta anche te a capire che, in ultima istanza, la conversione è un evento di amore. Si tratta  innanzi tutto dell’amore di Dio che si manifesta e si rende palpabile nella persona e nelle parole di Gesù. 

Sente che dal cuore di Gesù emana una bontà piena di misericordia  che invano ha cercato altrove. E’ un cuore che perdona, che rispetta, che accoglie e che non tradisce. E’ un cuore che ogni uomo desidererebbe incontrare, ma non lo trova fra le creature.

Il cuore di Gesù le fa comprendere la miseria dei falsi amori, degli amori vagabondi e di quelli  mercificati nei quali sta dissipando la sua vita. Allora decide nel suo intimo che Gesù è colui che deve amare e al quale donare il suo cuore.

Il pentimento e il cambiamento di vita non sono espressi a parole, ma a gesti e sono tutti gesti sublimi di amore, che solo un cuore femminile poteva concepire. Innanzi tutto il rannicchiarsi ai piedi di Gesù piangendo. Non si sente degna di guardare il Signore in faccia: si rannicchia ai suoi piedi.

C’è umiltà, consapevolezza della propria indegnità e sentimento profondo della santità divina di Gesù. Ma nel medesimo tempo c’è fiducia e confidenza. Si rannicchia ai piedi: li prende in mano, li accarezza, li bacia  e li lava con le sue lacrime.

Perché piange? Non sono lacrime di disperazione, ma di pentimento per i peccati commessi e per una vita sprecata nel male. Sono anche lacrime di gioia per  l’amore vero che ha trovato e per la misericordia che si sta riversando sulla sua vita.

 La peccatrice è tutta presa dall’amore per Gesù.  I piedi del Maestro è come se fossero diventati suoi: li lava con le sue lacrime, li asciuga con i suoi capelli, li bacia e li ribacia e infine li cosparge di olio profumato.

Il fariseo si scandalizza, ma forse ci saremmo scandalizzati anche noi. Avremmo detto che era un comportamento sconveniente, esagerato, sentimentale, tipicamente femminile e via criticando. Ma Gesù mostra di apprezzare questi gesti affettuosi verso la sua persona.

Nel cuore di Simone ribolle una mormorazione mista a incredulità che allo sguardo di Gesù non sfugge: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice”.

 Il ragionamento, nella sua logica stringente, è da brividi e manifesta come anche uno zelante seguace della legge di Mosé, come erano in genere i farisei, fosse lontano da una retta concezione di Dio.  Siccome Gesù è misericordioso, allora non è un inviato di Dio. Se venisse da Dio non si lascerebbe toccare da una peccatrice come quella. 

Credere incondizionatamente alla divina misericordia è sempre difficile per gli uomini peccatori, anche quando sono cresciuti nella fede. Il male ha lasciato nel fondo delle anime un misto di paura e di diffidenza che fanno da freno al cammino spirituale.

 Gesù ha già per sé il cuore della donna peccatrice, ma non ne è pago. Cerca di fare breccia anche in quello del fariseo e, invece di rimproverarlo, lo fa riflettere con parole di bontà, manifestando nel medesimo tempo il suo potere divino di rimettere i peccati:

“ Simone – gli dice Gesù – ho una cosa da dirti. Ed egli: Maestro, dì pure. Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più? Simone rispose: Suppongo quello a cui ha condonato di più. Gli disse Gesù: Hai giudicato bene.

E volgendosi verso la donna disse a Simone: Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.

Per questori dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece a quello a cui si perdona poco, ama poco. Poi disse a lei: Ti sono perdonati i tuoi peccati. Allora i commensali cominciarono a dire fra sé: chi è quest’ uomo che perdona i peccati? Ma egli disse alla donna: La tua fede ti ha salvata; va in pace”.

Caro amico, forse ti stai chiedendo se sia così facile ottenere il perdono dei peccati, la pace del cuore, la divina figliolanza e la vita eterna. Ti sembra una cosa umanamente impossibile. Hai ragione, ma con Dio le cose vanno diversamente che con gli uomini. Ciò che agli uomini è impossibile, è possibile a Dio.

Puoi diventare una persona nuova anche tu, persino un amico intimo del tuo Signore, semplicemente con un atto di umiltà, come ha fatto quella donna. Lei si è rannicchiata ai piedi di Gesù, lavandoli con le sue lacrime e baciandoli con i suoi capelli.

Tu non esitare a metterti in ginocchio davanti all’Amore misericordioso che ti guarda con gli occhi della compassione. Riconosci l’umile grandezza del tuo Creatore e Salvatore. Accetta di essere una sua creatura, piccola debole e malata. Presenta le tue piaghe al medico della tua anima.

Sputa fuori il veleno della superbia, col quale Lucifero ha pervertito te stesso e umiliati sotto la potente e benefica mano di Dio. Piegando le tue ginocchia entri sulla via della salvezza. Con questo gesto di umiltà imprimi una svolta irreversibile alla tua vita.

Avrai il  discernimento e  la  forza  per superare  le  prove di questo tempo  di  tempeste,  che esigono  la  luce  della sapienza e  la fortezza che vengono da Dio. Sarai luce  e  speranza  per  molti altri, in  particolare  per  i tuoi cari e per quelli che ti conoscono  e che  vedono in  te un’ancora di salvezza.

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMETO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

37. La  conversione  non  è   più  rinviabile

L’umanità è entrata nel tempo dell’Apocalisse nel  quale tutti gli uomini avranno a  che fare  con Dio,  anche quelli che hanno deciso di eliminarlo  definitivamente dalla  propria vita, come se ciò  fosse possibile.

 Il  tempo che ancora Dio  concede per  le  revisioni radicali di vita sta  per scadere. I segni dei tempi ci indicano un mondo sull’orlo dell’abisso e  un’umanità allo sbando, agitata dinanzi al  presente e impaurita riguardo al  futuro.

E’  inutile sperare  in salvezze umane  perché  nessuno è  in grado di fermare l’onda della negazione e del  nichilismo che si è  abbatta  sull’intero pianeta.

L’unica possibilità  che rimane è quella di fare  i conti con se stessi, su ciò  che abbiamo fatto del  dono della vita e sugli interrogativi   di fondo che riguardano il suo senso e il suo destino ultimo

C’è un domanda che più volte si è affacciata alla tua mente, ma che forse hai rimosso frettolosamente. Riguarda te stesso, la verità della tua persona. Ti sei mai chiesto chi sei? “Ed io chi sono?” si chiedeva il pastore errante di leopardiana memoria.

 Ma la domanda è  rimasta senza riposta, perché senza Dio l’uomo non ha la chiave per dischiudere il mistero. Tuttavia è fondamentale che, in questo  passaggio drammatico, uno si chieda veramente chi è, al di là della rappresentazione di comodo che si è costruito.

Che cosa pensi di te stesso? Chi ritiene di essere? Come ti collochi nei confronti di Dio? Come ti rapporti con i tuoi simili?  Hai bisogno di metterti a fuoco e di guardarti con realismo. Guai se nella vita evitassimo questi momenti di verità.

Sappi che sono poche le persone che hanno il coraggio di guardarsi come sono. Ci vuole coraggio, ma si tratta di una virtù piuttosto rara.  I più amano farsi una rappresentazione di sé che non trova riscontro nella realtà. L’uomo infatti è un astuto ingannatore di se stesso.

Gesù con sottile ironia osserva che ha la pretesa di togliere la pagliuzza nell’occhio degli altri, ma non vede la trave che è nel suo. Infatti siamo ben decisi a giustificare le nostre nequizie e ci assolviamo persino dei più gravi delitti, mentre siamo pronti a scandalizzarci quando qualcosa non va negli altri.

La rappresentazione di noi stessi è quella celeberrima del Fariseo: “ O Dio, ti ringrazio  perché non sono come gli altri uomini, ladri ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano” (Lc 18,10).

La presunzione di essere giusti, accompagna dal disprezzo degli altri, è un macigno insormontabile sulla via della conversione. “Medico, cura te stesso” (Lc 4, 23) è l’esortazione fatta propria da Gesù. Hai bisogno di vederti come sei, cioè come Dio ti vede.

Ti sei costruito un immagine della tua persona, in modo tale che gli altri,  oltre  che tu stesso, potessero ammirarla. Ti sei domandato se è veritiera? Si tratta di un punto delicato, perché altrimenti non si spiegherebbero le parole di fuoco di Gesù contro il farisaismo di ogni tempo.

Il Maestro divino, mite ed umile di cuore, traboccante di bontà per i peccatori allo sbando, usa toni da brivido nei confronti di coloro che vanno in giro in maschera, dando di sé una rappresentazione falsa e ingannatrice:

“ Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi, all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità…Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geènna?”  ( Mt 23, 27-28.33).

Gesù non ce l’ha con i peccatori. Anzi, è venuto per espiare i loro peccati. Il suo sdegno si riversa su coloro che recitano la commedia della virtù, mente sono una sentina di vizi.

Ti assicuro caro amico, che riconoscersi peccatori è un sollievo. Ci vuole un atto di umiltà, che è l’inzio della saggezza. L’umiltà è uno spillo che sgonfia il tuo io compiaciuto di se stesso. Ti da fastidio ammettere che anche tu sei come tutti gli altri e forse anche peggio?

Ti secca riconoscere che persone che tu guardi dall’alto in basso,  sono più avanti di te sulla via di Dio?  Il peccato è una malattia, che, come le malattie del corpo, non risparmia nessuno. “Tutti hanno traviato, tutti sono corrotti; nessuno fa il bene; neppure uno” si lamenta il salmista ( Sal 6,28).

Gli fa eco l’apostolo Paolo, grande peccatore convertito:  “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” ( Rm 3,23). Togliti la maschera e guardati allo specchio. Posa lo sguardo sulle tue ferite spirituali con lo stessa attenzione con cui esamineresti quelle del tuo corpo. Tentare ancora una volta  di coprirle e di rimuoverle aggraverebbe la situazione.

E’ giunto il momento,  assolutamente  non  rimandabile, di scoperchiare quel vaso di Pandora che ognuno porta dentro di sé. Il malessere esistenziale che ti angoscia ha bisogno di una diagnosi veritiera. Se la vita ti schiaccia e sei arrivato fino a non sopportarti più, devi fartene una ragione.

Vedere la propria situazione esistenziale nella luce della verità non è facile. Senza un aiuto dall’alto è impossibile. L’orgoglio e i pregiudizi  impediscono di vedere. Tuttavia la grazia del Creatore è sempre all’opera e la tua inquietudine è un segno della sua  misteriosa presenza.

 Effonde su di te un tenue raggio di luce per farti vedere che la tua vita è allo sbando e che la strada che percorri ti porta alla rovina. Ti sta mostrando che le tue sicurezze sono fragili e che i tuoi progetti sono illusori. Ti sta togliendo le squame dagli occhi perché ti renda conto del male che ti divora e ti distrugge.

 Lascia cadere la maschera che ti sei messa addosso per gratificare te stesso e per farti accettare dagli altri. Guardati come sei. Ascolta l’ammonimento dell’angelo dell’Apocalisse: “Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un  povero, cieco e nudo” ( Ap 3, 17).

Ti è duro ammetterlo? Hai paura che il mondo ti crolli addosso? Temi di perdere la tua rispettabilità e di smarrire la tua identità? Caro amico,  non conta l’immagine che tu ti sei fatto di te stesso e quella che si sono fatti gli altri.

 A cosa ti serve apparire buono, quando sei duro e cattivo? Giusto quando calpesti il prossimo? Sincero, quando tendi insidie? Onesto quando inganni? Ti sei mai chiesto che cosa sei davanti a Dio? Infatti ognuno di noi è esattamente quello che Dio vede e giudica.

E’ giunto  il  momento di guardarti come sei davanti a lui. Non temere di apparire un miserabile, bisognoso di compassione. Nel momento in cui prendi coscienza di essere un poveretto, Il Padre celeste si china su di te con tenerezza infinita.

 Osserva come si comporta Gesù, il Figlio che ha inviato sulla terra per la nostra salvezza. Se le sue parole contro chi si crede giusto sono una spada affilata, quelle che rivolge ai peccatori, che si riconoscono  tali, sono traboccanti di misericordia.

Non c’è nessun peccatore che sia stato respinto da Gesù. Il primo che ha portato con sé in paradiso è stato il malfattore pentito, crocifisso accanto a lui. Mettiti anche tu al posto suo, perché in un modo o nell’altro siamo tutti malfattori.

Ma soprattutto confida anche tu nella sua misericordia. Infatti se Dio vuole che tu guardi le tue ferite, non è per gettarti nella disperazione, ma per risanarti, per risollevarti e per offriti una nuova possibilità di vita. Guardati intorno  caro  amico.  L’umanità  è su un transatlantico in fiamme che  nessuno è  in grado di spegnere. Per  salvarsi è necessaria l’umiltà   di  ritornare a Dio, senza  il  quale non c’è salvezza.  E’ ora che tu decida senza aspettare le decisioni degli altri.

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

36.  Maria trionferà  per  mezzo dei suoi apostoli

Il trionfo di Maria sulle potenze del male non è condizionato, ma certo. Questo non significa che la Madonna vincerà da sola, come se la nostra risposta fosse ininfluente. Ciò che caratterizza il piano della Regina della pace è la certezza della sua realizzazione.

La Madonna ha voluto mettere in chiaro fin dai primi tempi che suo Figlio avrebbe vinto la battaglia che Satana ha scatenato per conquistare le anime, anche se il potere delle tenebre non sarebbe rimasto a mani vuote. La salvezza eterna delle anime è il primo obbiettivo della lunga presenza della Vergine potente contro il male.

 Satana è indicato come il nemico che si oppone strenuamente ai suoi piani e che, oggi più che mai, cerca in tutti i modi di trascinare l’umanità sulla via della rovina. Il drago sciolto dalle catene ha acquisito una tale forza da tentare di mettere se stesso al posto di Dio. La Madre ha manifestato più volte la volontà di salvare tutti i suoi figli. Quanti però si salveranno dipenderà anche dall’impegno di tutti quelli che hanno risposto alla chiamata.

Gli appelli e gli ammonimenti che si ripetono rivelano il cuore straziato della Madonna che versa lacrime di sangue per i suoi figli che si perdono nel peccato. La vittoria di Maria sarà tanto più piena quanto maggiori saranno le conversioni e le anime che tornano a Dio.

Dovremmo comprendere che un evento della portata delle apparizioni di Medjugorje non può essere liquidato banalmente come un fenomeno periferico nella vita della Chiesa. Se la Madonna si è impegnata così a lungo e in un modo così accorato è perché l’opera di Dio, che è la Chiesa e la sua missione, è sottoposta a un assalto mortale.

Un numero grande di anime va all’inferno, rivela la Regina della pace e Satana vuole distruggere il pianeta sul quale viviamo. Il trionfo di Maria va dunque visto nella prospettiva delle anime salvate e di un futuro di pace per l’umanità.

Il trionfo di Maria sulle potenze del male non è condizionato, ma certo. Questo non significa che la Madonna vincerà da sola, come se la nostra risposta fosse ininfluente. Lei è certa che avrà una risposta sufficiente da parte nostra e lo manifesta al termine di ogni messaggio alla parrocchia: “Grazie per aver riposto alla mia chiamata”.

 La Madre ha ribadito questa certezza anche nei momenti in cui i suoi figli si sono allontanati dal suo Cuore. Ha sempre creduto in loro ed è sempre riuscita a rimetterli sulla retta via. Anche dopo gli ammonimenti più severi ha riaffermato la sua fiducia, non lasciando mai nessun dubbio sulla realizzazione dei suoi piani.

La Madonna a Medjugorje è venuta come “Regina”, con una corona di dodici bellissime stelle intorno al capo, a indicare la ineluttabilità della sua vittoria. Pur essendo instancabile nell’esortare alla conversione, indica con sicurezza un tempo di pace per la Chiesa e per l’umanità. Il trionfo futuro è però preparato oggi, dalla conquista dei cuori.

Ogni cuore che si apre è un motivo di speranza e  preannuncia la vittoria: “”Cari figli, vengo a voi come Madre con doni. Vengo con amore e misericordia. Cari figli, in me c’è un cuore grande. Desidero che in esso siano tutti i vostri cuori, purificati col digiuno e la preghiera. Desidero che insieme, per mezzo dell’amore, i nostri cuori trionfino. Desidero che attraverso questo trionfo vediate la vera verità, la vera via, la vera vita. Desidero che possiate vedere mio Figlio” (18-03-2007). Il presente prepara il futuro. Le conversioni spianano la strada suo piano di misericordia.

La Gospa si lamenta che la maggioranza degli uomini, forse anche della Chiesa, non la prende neppure in considerazione (Cfr 25-08-2011). Ciononostante ai “molti” che la seguono infonde sicurezza sul trionfo finale: “Cari figli, anche in questo tempo difficile l’Amore di Dio mi manda a voi. Figli miei, non abbiate paura, io sono con voi. Con totale fiducia datemi i vostri cuori perché io possa aiutarvi a riconoscere i segni di questi tempi nei quali vivete. Io vi aiuterò a conoscere l’amore di mio Figlio. Io, attraverso di voi, trionferò. Vi ringrazio! ( 02-06-2007).

 Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è preparato dalla conversione di ogni singola anima. Ogni persona che ritorna a Dio lo prepara per la sua parte. Si tratta di un trionfo che non va atteso, ma costruito ogni giorno, convertendo se stessi e divenendo strumenti di conversione per gli altri. Le file inesauribili dei pellegrini che attendono  la confessione sono il segno visibile della vittoria inarrestabile di Maria.

 La Vergine potente contro il male prepara il Regno di suo Figlio col nostro ritorno a Dio, scacciando satana dai cuori nei quali si è insediato. La battaglia viene combattuta nell’intimo di ognuno. La nostra libera decisione ne decreta l’esito. La Madonna da tempo sta combattendo per la vittoria. Il suo trionfo si realizza in noi e attraverso di noi. Come osservava il Monfort, sono gli apostoli di Maria l’umile calcagno col quale  schiaccerà la testa della serpe velenosa.

Il trionfo di Maria si realizza nella Chiesa e per mezzo della Chiesa. Le apparizioni di Medjugorje hanno come destinazione la Chiesa universale. La scelta che la Madonna ha fatto di una parrocchia, perché fosse strumento di rinnovamento della Chiesa, manifesta gli obbiettivi del suo piano. I sacerdoti che accorrono numerosi in pellegrinaggio con i loro fedeli sono la testimonianza visibile della Chiesa che si rinnova.

La Regina della pace ha iniziato le sue apparizioni in un momento in cui la barca di Pietro è entrata in una tempesta che non ha fatto che crescere di intensità. I veggenti confermano che i segreti riguardano la prova che in modo particolare la Chiesa dovrà affrontare.

 Negli ultimi tempi la Madonna è instancabile nel richiamare la preghiera per i Pastori, che suo Figlio ha scelto, perché seguano la via del vangelo. Per il trionfo del suo Cuore Immacolato ha bisogno della loro fedeltà. E’ impensabile che la Madre della Chiesa possa fare la sua battaglia fuori della Chiesa e senza la Chiesa.

Lei vincerà innanzi tutto nella Chiesa. Questo è il presupposto per la sua vittoria nel mondo. Il trionfo della Donna vestita di sole  si realizzerà nella misura in cui la Chiesa diventerà tutta mariana, come è nella sua natura. Medjugorje non è un movimento nella Chiesa, da collocare accanto ad altri, ma è un evento che  chiama in causa la Chiesa intera e in primo luogo i Pastori.

Loro saranno lo strumento principale della sua vittoria: “Figli miei, apostoli miei, aiutatemi ad aprire le strade a mio Figlio. Ancora una volta vi invito alla preghiera per i vostri pastori. Con loro trionferò. Vi ringrazio” ( 02-10-2010). Nessuno di noi può immaginare quali prove la Chiesa sarà chiamata ad affrontare. Le sue prove saranno anche le nostre.

Secondo la testimonianza della veggente Vicka, fatta ai microfoni di Radio Maria, uno dei tre veggenti che hanno ancora le apparizioni quotidiane ( Vicka, Marija, Ivan) continuerà ad averle anche durante il tempo dei dieci segreti, fino al termine della prova.

 E’ una grazia straordinaria che la Madonna ha ottenuto da Dio per poterci aiutare con la sua presenza e i suoi messaggi. La Madre ha voluto accompagnare la Chiesa,  con le sue apparizioni quotidiane, nel momento più difficile della sua storia. Lei sarà il faro di luce che rischiara le tenebre, la forza che viene in soccorso nella debolezza, il coraggio per affrontare senza paura le avversità.

L’arma con la quale la Madonna vincerà la battaglia e sconfiggerà il drago “sciolto dalle catene” è una Chiesa rinnovata, nella quale vive e opera la Madre di Dio. Ma quali sono le armi con le quali devono combattere i figli di Maria per cooperare alla vittoria?

Occorre tenere ben presente davanti agli occhi che il mondo sta entrando in un vicolo cieco dal quale non potrà  uscire con le sole sue forze. Il ragno infernale sta tessendo una rete nella quale gli uomini cadranno come zanzare impazzite. Gli uomini senza Dio, senza speranza e senza la sua legge di amore, si divoreranno a vicenda per assicurarsi il controllo delle ricchezze e il dominio del mondo.

 La catena della violenza ( uccidere per non essere uccisi) potrebbe innescare una spirale distruttiva dalle proporzioni imprevedibili. Gli uomini saranno tentati di usare tutta la forza di devastazione di cui dispongono per il timore di dover soccombere. Allora il mondo non potrà più salvarsi dalla catastrofe a meno di un intervento del Cielo.

Verrà un tempo,  ed è già  alle  porte, in cui le difese umane saranno tutte insufficienti e in cui nessun armamento potrà garantire la sicurezza. Gli uomini, in qualsiasi parte del pianeta, potrebbero essere in pericolo. L’autodistruzione del mondo rischia di essere l’esito fatale di paure e di odi reciproci.

 Satana soffierà sul fuoco dell’orgoglio, dell’invidia, della cupidigia, della vendetta e dei terrori per portare l’umanità a quei gesti estremi che  in piccolo vediamo già  realizzarsi in alcune regioni del mondo.

Le armi che la Regina della pace ci ha messo in mano per conseguire la vittoria sono quelle classiche del combattimento spirituale: la preghiera, in particolare il rosario,  il rosario, i sacrifici e il digiuno. Si tratta di mezzi incomprensibili ai grandi del mondo, i quali si chiederanno quali possibilità abbiano strumenti di questo genere per farli uscire dalla strettoia infernale nella quale si sono cacciati.

In realtà satana conosce bene queste armi micidiali e le teme, mentre usa a suo piacimento quelle costruite dalla stoltezza degli uomini. Per quale motivo saranno questi mezzi, umili, semplici e apparentemente inefficaci, a salvare il mondo? La ragione, per chi ha gli occhi limpidi, è evidente. La preghiera, i sacrifici e il digiuno sono una richiesta rivolta a Dio perché intervenga lui stesso con la sua potenza, laddove gli uomini sono impotenti.  Nel momento dell’oscurità, dell’angoscia e della disperazione solo Dio potrà venirci in soccorso, ma è necessario che ci sia chi lo chiami in nostro aiuto. Sarà l’intercessione dei figli di Maria a salvare l’umanità.

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

35. Maria chiede ai suoi apostoli il  coraggio dei profeti

Con l’inizio del nuovo millennio la Regina della pace stringe i tempi per la chiamata e la formazione dei suoi apostoli. Non si può non vedere qui la realizzazione di una straordinaria profezia di S. Luigi Maria Grignon da Montfort sui tempi mariani che sarebbero sopraggiunti, durante i quali la Madonna avrebbe formato i suoi apostoli per la più grande battaglia della Chiesa contro Satana e i suoi seguaci.

Il Beato Giovanni Paolo II ha certamente contribuito a rendere attuale il Monfort e a suscitare interesse per questa straordinaria figura,  diffondendo la pia pratica dell’affidamento a Maria. Tuttavia S. Luigi Maria è vivo oggi non solo per questo.

Già Jean Guitton si era chiesto se, con le apparizioni di Rue de Bac a Parigi, non fossero iniziati quegli ultimi tempi profetizzati dal “Trattato della vera devozione”. Leggendo le pagine profetiche del Montfort su un futuro non troppo lontano, caratterizzato dalla presenza degli apostoli di Maria, si ha come la percezione che esso ci sia contemporaneo e che la nostra generazione ne sia direttamente coinvolta.

A oltre tre secoli di distanza il messaggio del profeta di Maria illumina il nostro momento storico e dischiude orizzonti di speranza in una situazione mondiale piena di angoscia e di tribolazione.

Il Monfort annuncia profeticamente un tempo in cui avverrà la piena rivelazione della Madre di Dio, perché allora sarà conosciuta, come mai prima, la sua azione misericordiosa nella lotta contro i nemici di Dio e nel sostegno alla Chiesa: “Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi in misericordia, in forza e in grazia” ( Trattato V. D. 50, 6°).

Dio infatti intende per mezzo di Lei schiacciare la testa al serpente infernale, il quale negli ultimi tempi raddoppierà i suoi attacchi e susciterà crudeli persecuzioni che cresceranno fino all’avvento del regno dell’Anticristo ( Trattato V.D, 51).  Il diavolo chiamerà al suo servizio i nemici di Dio e della Chiesa, che, frementi di odio,  si raduneranno da ogni parte  per l’attacco finale  (Trattato V. D. 48,50; Preghiera Infuocata, 5-27-28).

Per affrontare le schiere di satana e vincerle, Maria formerà i suoi apostoli, “gli apostoli degli ultimi tempi”( Trattato V.D. 58). S. Luigi Maria usa una sola volta questa espressione che lui stesso ha coniato, ma di loro ne parla spesso con passione, per metterne a fuoco l’ identità e la missione che sono chiamati a compiere (cfr.  Trattato V.D . 47-58).

 Essi vengono descritti come “santi eccelsi” e “ anime grandi, piene di grazia e di zelo”. Sono “prodi soldati e fedeli servi di Gesù Cristo…e servi fedeli e veri figli di Maria”. Il Montfort ha cura di mettere in evidenza la loro condizione sacerdotale, chiamandoli “ministri del Signore…figli di Levi”, “ veri apostoli degli ultimi tempi in mezzo agli altri sacerdoti, ecclesiastici e chierici”. 

Tuttavia non sono affatto esclusi i laici, in quanto il santo parla più in generale di “anime elette” nelle quali Maria regna sovrana e, aprendo lo sguardo sul futuro, preannuncia “uno squadrone di bravi e valorosi soldati di Gesù e di Maria, dell’uno e dell’altro sesso” ( Trattato V. D. 114).

La loro attività è quella di distruggere e di edificare: “distruggere il peccato e stabilire il regno di Gesù Cristo” (Segreto di Maria, 59). Fedele alla distinzione fra il peccato e il peccatore, per cui bisogna odiare il primo e amare il secondo, il Montfort non esita a usare le espressioni più veementi per descrivere il combattimento contro le forze del male:

 “ Combatteranno, rovesceranno, schiacceranno” ( Trattato V. D. 48); “ Tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno il diavolo e i suoi seguaci” (ib 57); “Saranno odore di morte per i grandi, i ricchi e i superbi mondani” ( ib 56); “Attaccheranno e abbatteranno i nemici di Dio (Preghiera infuocata, 8,29); “Schiacceranno la testa all’antico serpente” ( ib. 12); “Con le loro ardenti preghiere scaglieranno frecce contro i nemici per abbatterli o convertirli ( ib 25).

L’aspetto costruttivo dell’azione degli apostoli di Maria sarà rivolto soprattutto verso la Chiesa, che verrà riformata ed estesa in tutto il mondo: “ Dal loro ministero sia rinnovato il volto della terra e riformata la tua Chiesa” ( Preghiera infuocata, 17); “ Metteranno dappertutto il fuoco dell’amore divino” (Trattato V.D. 56); “ Lasceranno nei luoghi dove hanno predicato solo l’oro della carità” (ib. 58); “Saranno il buon profumo di Gesù Cristo” (ib. 56); “Edificheranno il tempio del vero Salomone e la mistica città di Dio” (ib. 48);  “Spanderanno la pioggia della Parola di Dio e della vita eterna” (ib. 57); “Lavoreranno per estendere il dominio dell’Altissimo sopra quello degli empi, idolatri e maomettani” (ib. 59). Infatti il diluvio di fuoco che riceveranno li porterà a convertire “ persino a mussulmani, i pagani e gli ebrei” ( Preghiera infuocata, 17).

Messe a fuoco l’identità e l’attività degli apostoli degli ultimi tempi, il Montfort ne descrive con parole di fuoco l’ardore spirituale che li caratterizza.  Essi “saranno anime grandi…piene di grazia” (Trattato V.D. 48) e “Molto uniti a Dio” (ib. 56). In rapporto al Padre avranno “ L’oro dell’amore”, “L’incenso della preghiera” e “la retta intenzione dell’amore di Dio” ( Ib. 56,58).

 In rapporto al Figlio essi saranno “veri discepoli di Gesù Cristo” e questi crocifisso, in quanto mettono in pratica in modo radicale il vangelo e lo annunciano “nella pura verità, senza guardare in faccia a nessuno” ( ib. V.D. 59).  In rapporto allo Spirito Santo, ne seguiranno docilmente le ispirazioni interiori come “nubi tonanti e vaganti nello spazio al minimo soffio dello Spirito” ( Ib. 57,58). 

Essi saranno animati da uno zelo apostolico ardente, come gli apostoli dei primi tempi: “Anime grandi, piene di zelo” (ib. 48), “Superiori  ad ogni creatura per lo zelo coraggioso”, che “ Metteranno dappertutto il fuoco dell’amore divino” in quanto sono essi stessi “Fuoco ardente” ( ib. 56). Nella lotta contro il regno dell’Anticristo saranno “frecce acute nella mano della potente Maria” ( ib. 56).

Essendo stati plasmati dalla Madre di Dio, “Avranno una particolare devozione alla Vergine santissima. Saranno rischiarati dalla sua luce, nutriti dal suo latte, guidati dal suo spirito, sostenuti dal suo braccio, custoditi sotto la sua protezione” (ib. 48,55).

 “Sono stirpe della Vergine santa…suoi veri figli e servi…suoi poveri schiavi e umili figli…suo calcagno che schiaccerà la testa al serpente” ( Ib. 54). Lotteranno contro i nemici di Dio con in mano il bastone della croce e la fionda del rosario” (Preghiera infuocata, 8) e, come il loro Maestro, sperimenteranno persecuzioni e croci, perché “il demonio tenderà insidie al calcagno di questa misteriosa donna , cioè alla piccola compagnia dei suoi servi” (Ib 13).

Non è certo un caso che il Papa “Totus tuus”, il cui pontificato si è sovrapposto alle apparizioni della Regina della pace, si sia formato fin da giovane sugli insegnamenti del Montfort, da lui definito “un teologo di classe”. E’ proprio nella figura del grande Papa mariano che possiamo vedere il prototipo degli apostoli di Maria profetizzati dal santo bretone.

 La Madre vorrebbe che tutti i suoi figli, che hanno risposto alla chiamata, fossero i suoi apostoli, in modo particolare i sacerdoti che accorrono numerosi a Medjugorje. “Vi invito a diventare apostoli dell’amore e della bontà” (25-10-1993). “Solo con la preghiera potete diventare anche voi veri apostoli della fede” ( 25-03-1997). “Solo con la preghiera potete diventare i miei apostoli della pace in questo mondo senza pace”  (25-11-1999). “ Vi sto chiamando ad essere miei apostoli” ( 18-03-2000). “ Miei apostoli, io sarò con voi e vi aiuterò” ( 02-04-2005). “Vi invito, figlioli, ad essere miei apostoli di pace e di amore nelle vostre famiglie” ( 25-06-2005). “Datemi i vostri cuori, così che in essi io metta mio Figlio e faccia di voi i miei apostoli, apostoli di pace e di amore” ( 02-11-2006).

Con il quarto decennio delle apparizioni la Regina della pace moltiplica gli appelli e intensifica  la formazione, nella consapevolezza che il tempo si è fatto breve e l’ora dell’impero delle tenebre incombe. E’ giunto il tempo di rispondere: “Sì, Sì” , senza ulteriori dilazioni: “ Figli miei, siate voi i miei apostoli, siate il mio fiume di amore. Io ho bisogno di voi” ( 18-03-2010). “ Figli, miei, apostoli miei, aiutatemi ad aprire la strada a mio Figlio” ( 02-10-2010). “ Raduno voi, che siete disposti ad aprirmi il vostro cuore , che siete disposti ad essere miei apostoli del mio amore, perché mi aiutiate” ( 02-03-2011).

Di quale aiuto ha bisogno la Madonna? In primo luogo per salvare coloro che “camminano verso la perdizione eterna” ( Ib). “ La Madre invita a camminare con Lei, così potrà mostrare che cosa si aspetta: “ Io, con amore materno, dimostrerò che cosa aspetto da ciascuno di voi, che cosa aspetto dai miei apostoli. Incamminatevi con me” ( 10-03-2011). “Pregate, affinché possiate essere apostoli della luce di Dio in questo tempo di tenebra e di disperazione. Questo è il tempo della vostra messa alla prova” ( 02-03-2012).

“Figli miei, non perdete tempo in vanità. Solo la conoscenza dell’amore di mio Figlio vi può salvare…Egli ha mi ha scelto ed io, insieme a Lui, scelgo voi, perché siate apostoli del suo amore e della sua volontà. Figli miei, su di voi v’è una grande responsabilità. Desidero che voi, col vostro esempio, aiutiate i peccatori a tornare a vedere , che arricchiate le loro povere anime e li riportiate tra le mie braccia” ( 02-06-2012).

Per questa straordinaria missione la Madonna ha bisogno di anime ardenti di carità e rivestite di santità, così straordinariamente descritte dal Montfort. Ha bisogno che i suoi apostoli abbiano un “cuore puro” ( 02-10-2012), che siano “portatori di luce” ( ib), che siano “perseveranti “ e “affidabili” ( 02-11-2012), radicati nella “verità di Dio” (02-12-2010) e docili alla guida dello Spirito Santo (Ib). Vuole in ultima istanza che siano “una cosa sola” con suo Figlio ( 02-04-2013).

Dopo aver compiuto la missione loro affidata, gli apostoli di Maria, come già i Dodici con Gesù, avranno la grande gioia di parlare di loro al Padre celeste. “Con la vostra vita aprite la via a tutti coloro che stanno ancora vagando in cerca della verità. Figli miei, siate miei apostoli che non hanno vissuto invano. Non dimenticate che verrete davanti al Padre celeste e gli parlerete di voi” (02-04-2013).

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

34. Maria chiama i suoi apostoli alla battaglia

Il piano della Regina della  pace è stato fin dall’inizio quello di svegliare le anime dal “sonno stanco” che le avvolge e di chiamarle a raccolta per l’attuazione dei suoi piani. Il cuore della Madre arde di amore per ognuno dei suoi figli. Li chiama alla conversione perché possano godere di un tempo di pace e di prosperità qui sulla terra e poi pervenire alla  gioia senza fine del Cielo

Il punto di partenza è stata la parrocchia  di Medjugorje, che la Gospa ha scelto perché si convertisse e così aiutasse a convertirsi tutti quelli che vi sarebbero recati  (cfr 08-03-1984).

La chiamata si è fatto sempre più estesa e pressante negli anni successivi, in particolare con l’inizio del nuovo millennio, che vede il drago “sciolto dalle catene”. La Regina della pace sta preparando il suo esercito alla battaglia. Il numero di chi risponde non le è indifferente e in più occasioni si rallegra che tanti accolgano i suoi messaggi.

Non vi è dubbio che le stia assai più a cuore la qualità della risposta, che vuole sempre più radicale e convinta. Lei stessa si presenta come l’inviata dall’Onnipotente, per realizzare i suoi progetti di misericordia per un mondo in grave pericolo. Ci ricorda che adempie al suo compito con dedizione totale, animata dal suo immenso amore di madre.

Ci ripete più volte che “non è stanca” e che non si arrende. Con pazienza cerca di formarci e di prepararci ad affrontare i tempi della prova. Ogni volta riprende da capo, come fa la madre con quei bambini che non vogliono imparare a camminare.

Perché tanta tenacia nel gettare a piene mani un seme, di cui vede germogliare solo una piccola parte? La ragione di fondo risiede nell’importanza che ognuno di noi ha nell’opera divina della salvezza, non solo per la sua anima, ma anche per il mondo intero:

 “Cari figli, con molto amore e pazienza, cerco di rendere i vostri cuori simili al mio Cuore. Cerco di insegnarvi, col mio esempio, l’umiltà, la sapienza e l’amore, perché ho bisogno di voi, non posso senza di voi, figli miei. Secondo la volontà di Dio vi scelgo, secondo la sua forza vi rinvigorisco. Perciò, figli miei, non abbiate paura di aprirmi i vostri cuori” ( 02-01-2013).

 Il calcagno con cui la Madre di Dio schiaccia la testa del serpente infernale è formata dalla moltitudine dei piccoli e degli umili che diranno “Sì – Sì” alla sua voce.

E’ impressionante come la Madre si chini umilmente per chiedere aiuto ai suoi figli. Noi siamo abituati nella nostra miseria, a rivolgerci a Lei che tutto può con la sua intercessione. Pensiamo che il nostro rapporto col Cielo si risolva nel tendere la mano ogni volta che siamo nel bisogno. Ma anche Dio ha bisogno degli uomini. Non potrebbe attuare i suoi piani di misericordia senza di loro.

 La Madonna non solo si rivolge all’Onnipotente per chiedere grazie in nostro favore, ma non esita a bussare alla porta del nostro cuore, perché senza di noi non può realizzare ciò che desidera. Come Satana diffonde la menzogna e porta le anime alla rovina con l’aiuto dei suoi servi, così la Vergine potente contro il male le conduce alla salvezza col nostro aiuto:

“Cari figli, vi invito, figlioli: aiutatemi, con le vostre preghiere, ad avvicinare quanti più cuori è possibile al mio Cuore Immacolato. Satana è forte e con tutte le forze vuole attirare a sé e al peccato quante più persone è possibile. Per questo sta in agguato per carpirne, ogni momento, di più. Vi prego figlioli, aiutatemi affinché vi possa aiutare. Io sono vostra Madre e vi amo, e perciò desidero venirvi in aiuto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” ( 25-5-1995).

La Gospa tiene a specificare che nessuno si può chiamare fuori da questa battaglia e che ognuno svolge un ruolo importante: “Cari figli, anche oggi c’è gioia nel mio Cuore. Desidero ringraziarvi perché rendete realizzabile il mio progetto. Ognuno di voi è importante. Perciò, figlioli, pregate e gioite con me per ogni cuore che si è convertito ed è diventato strumento di pace nel mondo” (25-06-2004).

Solo Dio sa quante persone, che il mondo ignora e disprezza, sono diventate degli insostituibili e fedeli soldati di un’armata silenziosa che argina il male nel mondo e costruisce un futuro di pace.

La battaglia che la Vergine potente contro il male sta combattendo è diversa dalle guerre che gli uomini si fanno fra di loro. Nei conflitti umani l’obbiettivo è l’annientamento del nemico. I due eserciti si fronteggiano per distruggersi a vicenda.

Le battaglie di Dio al contrario si pongono come fine ultimo la salvezza dei nemici, mediante le armi dell’amore, fino al dono della vita. Si tratta in ultima istanza di strappare le anime dalle fauci del drago per portarle al riparo sotto il manto della Madre.

 La Gospa è instancabile nel cercare chi accetti di far parte di questo esercito del quale Lei è condottiera nel nome dell’Altissimo. Il suo desiderio è di trovare anime che abbiano i suoi medesimi sentimenti e che condividano i suoi obbiettivi:

“Cari figli, mentre i miei occhi vi guardano, la mia anima cerca anime con le quali vuole essere una cosa sola, anime che abbiano compreso l’importanza della preghiera per quei miei figli che non hanno conosciuto l’Amore del Padre Celeste. Vi chiamo perché ho bisogno di voi. Accettate la missione e non temete: vi renderò forti. Vi riempirò delle mie grazie. Col mio amore vi proteggerò dallo spirito del male. Sarò con voi. Con la mia presenza vi consolerò nei momenti difficili. Vi ringrazio per i cuori aperti” ( 02-09-2012).

Molti esitano a rispondere fino in fondo alla chiamata e si accontentano a guardare da lontano o a seguire nelle retrovie. La Madonna sa quanto siamo pavidi e solleciti dei nostri interessi. Conosce i nostri calcoli e le nostre fragilità. Perciò ci incoraggia, promettendo il dono della sua fortezza, della sua protezione e della sua consolazione.

La sete di anime della Madonna è anche la nostra sete? Si arriva a questo dopo un cammino spirituale che ci fa comprendere la nostra responsabilità nei confronti degli altri. In gioco non vi è soltanto la salvezza della propria anima, ma anche di quella dei fratelli. Non si va da soli verso il Cielo, ma si cammina insieme.

La Gospa mette in guardia dal pericolo di una concezione egoistica della propria salvezza. “Come singoli, figli miei, non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo. Ma per mezzo della volontà di Dio tutti insieme con mio Figlio potete cambiare tutto e guarire il mondo ( 02-08-2012).

Non si stanca di ripetere che ha bisogno di noi per aiutare a salvarsi chi è sulla via della rovina: “  Ma, figli miei, non dimenticate che non siete in questo mondo solo per voi stessi e che io non vi chiamo qui solo per voi. Coloro che seguono mio Figlio pensano al fratello in Cristo come a loro stessi e non conoscono l’egoismo. Perciò io desidero che voi siate la luce di mio Figlio, che voi illuminiate la via a tutti coloro che non hanno conosciuto il Padre – a tutti coloro che vagano nella tenebra del peccato, della disperazione, del dolore e della solitudine – e che mostriate loro con la vostra vita l’amore di Dio” ( 02-11-2011).

La Madonna mette l’amore di Dio e dei fratelli sul medesimo piano, come due componenti irrinunciabili di un unico comandamento. Per cui se Dio deve essere messo al primo posto, anche i fratelli gli devono essere messi accanto:

 “Vi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sì che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerlo” ( 02-03-2012).

 I progetti del Cielo si realizzano o falliscono a secondo della nostra risposta. Sono una chiamata alla corresponsabilità “ Cari figli, vi invito a pregare per i miei piani….Desidero, cari figli, realizzare insieme con voi i miei progetti. Ho bisogno della vostre preghiere” ( 02-09-2005). Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell’amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data. Non affliggete il mio Cuore materno. Come Madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli” ( 02-11-1012).

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

33. Maria vuole dai suoi apostoli una fede integra  e  salda

Il tempo della rivelazione dei segreti avrà bisogno di una fede incrollabile, innanzi tutto da parte di coloro che la Madonna ha scelto come suoi testimoni.  Infatti  sarà contrassegnato da una grande prova per il mondo e soprattutto per la Chiesa. Alcuni dei veggenti, che si esprimono su questo punto, non nutrono dubbi al riguardo.

 La chiave di  interpretazione dei segreti, in particolare quelli dal quarto al decimo, è il terzo segreto di Fatima che descrive la Via Crucis della Chiesa in un mondo in cui imperversa la guerra. Con quella visione la Madonna, già nel lontano 1917, ha voluto profeticamente preannunciare i drammatici scenari che avrebbero preceduto il tempo di pace

 Come la Passione di Cristo ha visto l’irruzione dell’impero delle tenebre, così sarà anche per la più grande prova della Chiesa nel corso della storia. Gesù aveva fatto tutto il possibile per preparare gli apostoli perché non fossero travolti dal dubbio e dalla paura.

 Li aveva anche preavvertiti che Satana li avrebbe attaccati nella fede: “Simone, Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano, ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede” ( Lc 22, 31-32).  Sappiamo quale fu il turbamento degli apostoli quando videro la potenza del male abbattersi contro il Maestro.

La presenza della Madre, forte e intrepida nella fede, li sostenuti nella loro debolezza. Eppure erano stai alla scuola di Gesù per tre lunghi anni, ascoltatori assidui  dei suoi insegnamenti e  testimoni dei suoi miracoli. La forze della fede si manifesta nella prova.

 A Pietro, che si mostrava sicuro di sé nell’affermare che era pronto ad andare in prigione e alla morte, Gesù risponde:” Pietro, io ti dico:  non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi” ( Lc 22, 34). 

La Gospa da lungo tempo prepara i suoi apostoli perché la preghiera li fortifichi nella fede e li renda capaci di guardare senza paura al futuro. Anche a riguardo al tempo della rivelazione dei segreti vale la parola di Gesù secondo la quale la salvezza viene sempre dalla fede. Dio infatti è pronto ad aprire le cataratte dell’amore misericordioso, purché vi sia chi crede, intercede e accoglie nella fiducia e nell’abbandono.

Il popolo ebraico davanti al Mar Rosso come avrebbe potuto salvarsi se non avesse creduto nella potenza di Dio e se, una volta aperte le acque, non avesse avuto il coraggio di attraversarle con totale fiducia nell’onnipotenza divina? Tuttavia il primo a credere fu Mosè e la sua fede risvegliò e sostenne quella di tutto il popolo.

Non a caso la Madonna invita spesso i suoi seguaci a essere “testimoni della fede”. Nel loro piccolo la veggente Mirjana in primo luogo, quindi anche il sacerdote da lei scelto per rivelare i segreti al mondo, dovranno essere gli araldi della fede in quel momento in cui le tenebre dell’incredulità avvolgeranno la terra

 Non possiamo sottovalutare il compito che la Madonna ha assegnato a questa giovane donna, sposata e madre di due figli, nell’indicare al mondo eventi che non è esagerazione ritenere decisivi.

Al riguardo è istruttivo un riferimento all’esperienza dei pastorelli di Fatima. La Madonna aveva preannunciato per l’ultima apparizione del 13 Ottobre un segno e grande era l’aspettativa della gente che si era precipitata a Fatima per assistere all’evento.

La mamma di Lucia, che non credeva alle apparizioni, a causa della folla temeva per la vita stessa della figlia nel caso che non fosse accaduto nulla. Essendo una fervente cristiana, voleva che la figlia andasse a confessarsi, in modo tale da essere preparata a ogni evenienza.

Lucia però, come anche i due cuginetti Francesco e Giacinta, erano fermissimi nel credere che quanto promesso dalla Madonna si sarebbe realizzato. Lei accettava di andare a confessarsi, ma non perché avesse dei dubbi riguardo alle parole della Madonna.

 Allo stesso modo la veggente Mirjana ( non sappiamo quale ruolo la Madonna assegnerà agli altri cinque veggenti, anch’essi a conoscenza dei segreti) dovrà essere ferma e incrollabile nella fede, rivelando nel momento stabilito dalla Madonna il contenuto di ogni segreto.

La stessa fede, lo stesso coraggio e la stessa fiducia dovrà avere il sacerdote da lei scelto, il quale avrà il non facile compito di annunciare ogni segreto al mondo con precisione, con chiarezza e senza tentennamenti. La saldezza d’animo che questo compito richiede spiegano per quale motivo la Madonna ha chiesto loro una settimana di preghiera e di digiuno a pane e acqua, prima che i segreti vengano resi pubblici.

Ma a questo punto, accanto alla fede dei protagonisti, dovrà risplendere la fede deli apostoli della “Gospa”, cioè di coloro lei ha preparato per questo tempo, avendo accolto la sua chiamata. Sarà di estrema importanza, per il mondo incredulo e ostile nel quale viviamo, la loro limpida e ferma testimonianza.

 Non potranno limitarsi a stare alla finestra e a fare da spettatori, per vedere come andranno a finire le cose. Non potranno stare diplomaticamente defilati, per paura di compromettersi. Dovranno testimoniare di credere alla Madonna e di prendere sul serio i suoi ammonimenti. Dovranno scuotere dal torpore questo mondo e disporlo a capire il passaggio di Dio.

 Il loro ruolo sarà di grande importanza soprattutto per la Chiesa, in balia della bufera come la barca di Pietro. Guai se, nei momenti dello scatenamento satanico, mancasse l’intercessione fiduciosa dei piccoli e degli umili che rimangono saldi nella fede. 

Quelli che hanno risposto alla chiamata e che hanno seguito i messaggi della Madonna saranno i più preparati ad affrontare il drago nel suo tentativo di distruggere la Chiesa e di devastare il mondo. Si troveranno invece in grande difficoltà tutti quelli che, anche nella Chiesa, nonostante il lungo tempo di grazia e gli ammonimenti della Madre, non l’hanno neppure presa in considerazione o hanno dilazionato la conversione

Chi avrà imparato il modo di pensare e di agire della Madonna sarà capace di discernere, nel buio della notte, il vero dal falso, il bene dal male, la via della salvezza e quella della rovina. Chi ha la certezza della fede non avrà paura di perdere la vita per conseguire la beatitudine eterna. Affronteranno il tempo della prova sapendo che è stata messa nelle loro mani l’arma invincibile della preghiera, con la quale possono ottenere i più grandi miracoli, persino la sospensione del corso della natura ( Cfr 21-07-1982).

Ogni segreto, grazie alla testimonianza dell’esercito di Maria, dovrà essere per l’intera umanità un segno e un richiamo, oltre che un evento di salvezza. Come sperare che il mondo colga la grazia della rivelazione dei segreti se i testimoni di Maria si lasceranno paralizzare dal dubbio e dalla paura?

Chi se non essi aiuteranno gli indifferenti, gli increduli e i nemici di Cristo a salvarsi dalla marea montante dell’angoscia e della disperazione? Chi, se non i seguaci della Gospa, ormai diffusi in tutti il mondo, potranno aiutare la Chiesa a vivere nella fede e nella speranza i tempi più difficili della storia dell’umanità? La Madonna si aspetta molto da coloro che lei ha preparato per il tempo della grande tribolazione. La loro fede dovrà risplendere davanti agli occhi di tutti gli uomini. Il loro coraggio dovrà sostenere i più deboli e la loro speranza dovrà infondere fiducia durante la tempestosa navigazione, fino a che non sia raggiunta la riva

Vostro Padre Livio

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