"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE Pagina 2 di 34

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)

25. Dopo la conversione il maligno cerca di riprendersi la preda

La gioia e la pace della conversione sono un dono dello Spirito che ti è necessario per il cammino che ti sta davanti. Sono la motivazione per proseguire e sono la medicina che sana le ferite ancora sanguinanti del male. Come ogni rosa ha le sue spine, così il cammino di conversione è disseminato di croci, che in un primo momento ti trovano impreparato.  Il nemico è infuriato e cerca di ostacolarti ad ogni costo. Le passioni rialzano la testa più affamate di prima. Le gente ti guarda con sospetto e persino i tuoi familiari rimangono perplessi.

Corri il rischio di essere risucchiato indietro, nella palude morta del male. I tuoi peccati ti sono stati perdonati e tu sei stato rivestito della vesta candida della grazia santificante. Tuttavia, come osserva S. Caterina da Siena, se l’erba infestante è stata tagliata, sotto il terreno sono ancora vive le radici pronte a proliferare. Davanti a te si apre il cammino di purificazione, che consiste nel bruciare le radici profonde del male. Stai entrando nella seconda tappa del cammino di conversione: quella  della purificazione. E’ un cammino per sua natura lungo e travagliato, con sconfitte e vittorie, con aspri combattimenti alternati a momento di sosta.

E’ fondamentale identificare il terreno di battaglia e lì concentrare tutti i tuoi sforzi.  In te c’è il germe della grazia che ti trasforma, fino a farti diventare una nuova creatura. Il terreno dove germoglia, cresce e fiorisce è il tuo cuore. E’ lì che tu elabori le tue riflessioni e prendi le tue decisioni. E’ nel tuo cuore che senti la gioia per il bene che hai compiuto e il rimorso per il male che hai fatto. Il cuore è il luogo del grande combattimento spirituale, dove tu con le tue scelte quotidiane decidi davanti a Dio del tuo destino eterno.

 Non c’è da meravigliarsi che il cuore dell’uomo sia il luogo della grande battaglia della vita. In noi vi è una inclinazione al male che va vittoriosamente contrastata con la volontà di fare il bene. Anche le persone più avanzate in santità non sono esentate dalla vigilanza. La grazia della prima conversione ti ha permesso di vincere una battaglia fondamentale, ma non ancora la guerra che dura tutta la vita.

Se tu non ti opponessi al male, combattendo giorno dopo giorno, esso finirebbe per travolgerti e il tuo cuore si indurirebbe , divenendo di nuovo insensibile e cieco  come prima. Un cuore duro e freddo come una pietra è la più grande sventura che  possa capitare. Tu per grazia ne sei stato liberato. Ora vigila per non ricadere prima nella tiepidezza e poi nella freddezza.

Comprendi ora perché il cammino di conversione consiste in ultima istanza in un cambiamento del cuore, dove la grazia viene a visitarti per condurti, passo dopo passo, vicino a Dio, dal quale il tuo cuore si era allontanato.

Se vuoi sapere in che punto ti trovi del cammino spirituale, esamina attentamente la bussola del  cuore. Se sei aperto a Dio e il tuo cuore è vicino al suo, sei già avanti, anche se non ti mancheranno difetti e fragilità.

Ma se il tuo cuore è ancora incerto, sappi che sei in pericolo perché satana, una volta scacciato, ritorna con altri sette spiriti peggiore di lui per riconquistarlo.

 Medita attentamente le parole di Gesù al riguardo: “ Quando uno spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti,  cercando sollievo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa, da  cui sono uscito. Venuto, la trova  spazzata e adorna. Allora va, prende sette spiriti peggiori di lui, vi entrano  e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima” (Lc 11, 24-26).

Il primo passo sulla via del ritorno a Dio è stata quella  di aprire il cuore. Lo Spirito ti ha chiamato attraverso la voce della coscienza. Lo fa ancora, ogni giorno. Non otturare gli orecchi, ma ascoltala con cuore umile e docile. Il secondo passo è quello della purificazione. Una volta liberato il tuo intimo dalle macerie del male, è necessario lavorare in profondità per strapparne le radici. Non si fa forse così anche nel lavoro dei campi?

Coltivando il tuo giardino ti sarai resi conto con quanta tenacia le erbacce rispuntino ogni volta, sempre più forti e invadenti. Speravi di aver ripulito una volta per tutte il terreno e già incominciavi a sognare il soffice tappeto di erba verde ornato di fiori, quando ecco la tenace gramigna spuntare all’improvviso e guadagnare rapidamente nuovi spazi. Se tu non tu affretti ad estirparla, diventerà ben presto la padrona incontrastata del tuo giardino. Così avviene per il tuo cuore, caro amico.  Dopo che l’hai aperto a Dio, coopera con la grazia nella lunga e dolorosa opera di purificazione.

Anche se hai rinunciato al male, in te le tendenze peccaminose sono ancora vive. Le vecchie abitudini hanno messo radici profonde ed è noto che proprio esse sono le più difficili da estirpare. Non scoraggiarti, ma, con la tenace perseveranza del contadino, lavora ogni giorno sul tuo cuore, per trasformarlo in un giardino di virtù.

Il terzo passo, quello che ti introduce nella tappa più alta del cammino spirituale, che realizza la tua unione con Dio, consiste nel donare il cuore. Che cosa significa? Per quanto tu ti sforzi di purificare il cuore con la tua buona volontà, sostenuta dalla grazia, non potrai mai pervenire a una purezza perfetta. Nessuno di noi conosce se stesso, nelle zone di oscurità della sua anima. Nella fase conclusiva della purificazione, insegna il grande dottore mistico S. Giovanni della croce, è necessario consegnarci con totale fiducia all’azione dello Spirito Santo, perché sia lui a completare l’opera, rivestendo l’anima con lo splendore di tutte le virtù.

Arriverai a tanto? La maggioranza dei cristiani non osa entrare nella tappa del dono totale di se stessi a Dio e rimangono tiepidi e inquieti nel mezzo del cammino. Tu però non dimenticare la tua chiamata alla perfezione e non esitare a consegnare il tuo cuore, ancora tanto imperfetto, all’azione dello Spirito. Passerai attraverso il crogiolo di sofferenze sconosciute, al termine delle quali Dio ti darà un cuore totalmente nuovo.

La vita cristiana è difficile da vivere, ma non è complicata da capire. Se tu mi chiedessi:  “Ma, infine, che cosa devo fare per essere un buon cristiano, un cristiano santo?” Ti risponderei: “ Sforzati di avere un cuore come quello di Gesù.” E’ S. Paolo che ci esorta a coltivare in noi gli stessi sentimenti che furono di Gesù Cristo. Ed è Gesù stesso che ci invita a imparare da lui che è mite ed umile di cuore.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)

24. La conversione è un cammino controcorrente

La vita è un cammino lungo le distese del tempo. Dal momento del concepimento fino alla morte l’uomo, lo voglio o meno, è in moto. Quando si ferma, la sua esistenza sulla terra è cessata. Anche quando riposi e persino quando dormi, la tua corsa continua irrefrenabile. Più vai avanti nell’età e più la velocità aumenta. Quando stai per arrivare alla fine gli anni diventano giorni e i giorni istanti.

Quando la grazia è venuta a bussare alla porta del cuore, la tua corsa procedeva sempre più sfrenata.  Divoravi le distanze, scrutando l’orizzonte, in attesa di qualcosa che ti appagasse. Il panorama era sempre identico a se stesso. Le mercanzie dell’effimero modificano la confezione a seconda delle circostanze, ma la sostanza non cambia.  Procedevi per inerzia, senza una meta che ti motivasse. Più andavi avanti e più l’angoscia cresceva fino a soffocarti.

 “Dove sto andando?”, ti chiedevi. “Dove porta questa strada, larga e diritta, che si perde all’orizzonte senza dare indicazioni?” Mentre procedevi, incapace di prendere una decisione, ti sentivi sempre più inquieto La “vita è dunque questo viaggio verso l’ignoto, al termine e del quale c’è il nulla nel quale affogare?” ti chiedevi ogni volta che, sgonfiata l’ennesima illusione, eri presente a te stesso.

Il dramma della vita sta nel fatto che uno, anche volendolo, non si può fermare. Il flusso del tempo, nel quale sei immerso, scorre via inesorabile. Se cammini senza sapere dove vai sei perduto, come quel naufrago che si agita nell’acqua di un oceano sconfinato. Caro amico, senza che te ne rendessi conto, hai percorso una via che conduce alla rovina. L’hai conosciuta così bene che ora farai tutto il possibile per evitarla.

 Anche tu, come tanti, ti eri intruppato, attratto dalla facilità del percorso. Chi sceglierebbe una strada sconnessa invece di una comoda autostrada? Non conoscevi ancora l’accorato ammonimento di Gesù:  “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano” (Mt 7, 13).

Hai trascorso gran parte della tua vita su una strada che porta da nessuna parte Ora che te ne sei accorto, ti chiedi come potrai recuperare il tempo perduto. Dovrai forse ritornare indietro perdendo altro tempo prezioso? Nelle vicende dell’esistenza umana accade proprio così. Quanto tempo hai speso su una strada sbagliata, altrettanto dovrai spenderne per tornare indietro.

Se nel cammino spirituale avvenisse la medesima cosa sarebbe un disastro.  La vita verrebbe distrutta dagli errori nei quali siamo incappati. Invece la grazia delle conversione ti ha messo come d’incanto su un cammino nuovo e tu, pieno di stupore, stai già  incominciando a fare  i primi passi.

“ Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita e pochi sono quelli che la trovano!” (Mt 7, 14). Gesù ti ha messo su questa strada, che dovrai percorrere sino alla fine senza mai stancarti. Devi affrontare il nuovo cammino col passo giusto. Ciò che ti deve motivare è lo splendore immortale della meta. Sei in cammino verso l’eternità. La luce della fede ha rischiarato il tuo orizzonte.

 Davanti a te non c’è il nulla, ma la pienezza. Quando lo scalatore si inerpica lungo un sentiero di montagna, moltiplica le energie man mano che la vetta si staglia davanti agli occhi in tutta la sua bellezza. Chi potrebbe sostenere un cammino così impegnativo se non avesse un traguardo da raggiungere?  La meta che hai davanti va al di là di ogni  immaginazione: “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore d’uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano” (1 Cor 2,9).

Quando scali una montagna accade spesso che le nuvole si abbassino e coprano la vetta verso la quale sei diretto. Avviene la medesima cosa nel cammino spirituale, quando gli inevitabili momenti di stanchezza, di aridità o di scoraggiamento ti offuscano il fine ultimo verso il quale sei incamminato. Nella preghiera mettilo ogni giorno a fuoco, in modo tale che  nella sua luminosità sia sempre presente davanti ai tuoi occhi. Il cielo è la meta a cui devi tendere, senza ripensamenti e senza sbandamenti.

I grandi obbiettivi non sono mai a basso prezzo. Il conseguimento della vita eterna è lo scopo per il quale vivi e che devi raggiungere a qualsiasi costo.  Per quanto il paradiso sia un dono di grazia, che Gesù Cristo ci ha ottenuto con la croce, rimane pur sempre la più impegnativa delle conquiste. Non puoi evitare di percorrere la via erta e stretta se vuoi pervenire alla salvezza.

 Ti sarai reso conto, fin dai primi passi, che il cammino è controcorrente. La moltitudine ama la discesa, non la salita. Man mano che avanzi, risali una corrente che diventa sempre più vorticosa. La carne, il mondo e il demonio sono in agguato per bloccarti e per farti deviare. Più volte sarai assalito dalla tentazione di voltarti indietro e di rimpiangere la palude nella quale eri immerso.

 Non di rado la bufera riesce ad abbattere i maestosi cedri del Libano, mentre aquile che volavano nei cieli della santità si sono trasformati in uccelli notturni. Eppure, nonostante la fatica, ti sentirai motivato a proseguire. Infatti ora la tua vita ha un senso e una direzione. Sai chi sei, da dove vieni e dove vai. Soprattutto senti brillare sopra di te il sole caldo dell’amore. “Il cristianesimo non è facile, ma felice”. (Paolo VI).

 La via del bene è impegnativa, ma gioiosa. La via del male è facile, ma triste. Sono verità che hai sperimentato sulla tua pelle. Non scoraggiarti per le cadute. Dio ti rialzerà ogni volta. All’inizio le tue gambe sono malferme e i tentennamenti sono inevitabili. Ma più vai avanti e più camminerai spedito. Le guarigioni dello spirito sono più lente di quelle della carne. Spesso ci portiamo le cicatrici fino alla fine.

Man mano che avanzavi sulla via del male aumentava l’angoscia, ora invece nel tuo cuore senti crescere  la speranza. Il futuro non ti fa più paura. Colui che ti attende al traguardo cammina già con te. L’arma con la quale il nemico cercherà di ostacolare il tuo cammino sarà quella dello scoraggiamento. Le seduzioni, ora che  conosci l’amarezza che lasciano, hanno su di te una presa più debole.

 Allora il nemico cercherà di presentarti la sequela di Gesù come impossibile. Approfitterà delle tue debolezze per farti desistere. Tu invece pensa a quanti ti hanno preceduto su questo glorioso cammino, giungendo fino alla metà. Erano uomini come te, ma umili e tenaci, che hanno posto la loro fiducia nella forza della grazia.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: (Il Combattimento spirituale).

22. L’Amico che ignoravi non ti ha mai abbandonato

Quando Gesù ha sanato i dieci lebbrosi, uno solo, un Samaritano, si è ricordato di tornare a ringraziarlo. Il Maestro se ne rammarica: “ Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio all’infuori di questo straniero?” ( Lc 17, 17-18). La conversione è un miracolo infinitamente più grande di una guarigione dalla lebbra.

Man mano che la vivi, ti rendi conto dello straordinario cambiamento che è intervenuto nella tua vita. Incontrando Gesù hai trovato la salvezza. Cammini nella luce e il tuo cuore trabocca di pace. Non puoi che compiangere quelli che erano i tuoi compagni di vita e che ora vedi immersi nella tenebra della menzogna. Ti chiedi giustamente che cosa tu abbia fatto per meritare una grazia così grande. Eri forse migliore di loro? Che cosa avevi di speciale perché Dio ti venisse a trovare nell’abisso dove eri precipitato, per tirarti fuori e metterti in salvo?

 La conversione è una grazia. Ora incominci a comprenderlo. La grazia è data gratuitamente ed è tale proprio perché chi la riceve non la merita. Tu non hai fatto nulla per ottenere il perdono dei peccati, che sono una offesa a Dio e come tale impossibile da riparare anche dalla migliore delle creature. Incominci a comprendere che anche tu sei, sia pure su un piano spirituale, nella stessa condizione di quei lebbrosi che sono stati guariti perché Gesù ha avuto compassione di loro. Anche tu, come il lebbroso di Samaria, devi esprimere a Gesù  la tua infinita gratitudine.

Gesù ti ha amato quando tu lo ignoravi. Ti ha seguito, quando tu lo fuggivi. Ti ha preso per mano mentre tu affogavi nella palude del male. Dove sono gli amici sui quali contavi? Che fine hanno fatto le persone sulle quali avevi costruito le tue sicurezze? Non appena sei entrato in crisi ti hanno abbandonato e quando ti sei convertito ti hanno disprezzato.

Nella tua solitudine hai scoperto di non essere solo. Nella tua fragilità hai trovato un sostegno. Nella selva oscura della vita, dove vagavi senza meta, hai trovato una guida. Scoprire l’amore di Gesù è l’evento decisivo dell’esistenza. La sua amicizia è il tesoro più prezioso. E’ il sole che la illumina e la riscalda. E’ la certezza che resiste alle tempeste più violente e sulla quale costruire  con fiducia il tuo futuro.

Gesù ti ama perché sei suo. Lo sei nel senso più radicale., perché é il Dio che ti ha creato a sua immagine, ed è il Figlio dell’uomo che ti ha redento col suo sangue. Tutto ciò che tu sei è un suo dono. Lo è soprattutto la tua dignità, che riflette la bellezza divina, e la tua libertà, che egli rispetta come nessun altro. La grazia della conversione ti ha aiutato a scoprire che cosa significhi essere figli di Dio. Ti ha permesso, per la prima volta nella tua vita, di aprirti alla speranza, di assaporare la gioia e di sperimentare la pace. E’ Gesù che ti ha dato tutto questo, donandoti se stesso.

Rivolgiti a lui col cuore pieno di gratitudine e ringrazialo. Passa in rassegna i momenti salienti della tua vita, dagli anni dell’infanzia fino ad ora, e guardali alla luce della fede. Ti renderai conto che non hai mai camminato da solo, anche quando credevi di essere libero e indipendente. Una presenza misteriosa ti ha sempre seguito, anche negli sbandamenti più pericolosi. Qualcuno ti ha protetto da pericoli che tu non vedevi e dei quali ti sei reso conto più tardi. Ciò che prima ti appariva casuale, ora ti sembrerà guidato dall’alto.

L ‘Amico che ignoravi vigilava su di te. Lui scriveva il suo poema d’amore sulle righe storte del tuo vagabondaggio. L’appuntamento della tua conversione è stato lungamente preparato. Gesù ti ha lasciato scorrazzare nel mare sconfinato dell’effimero finché non ti sei stancato. Ha permesso che inseguissi le seduzioni del mondo, fino a provarne nausea.

Ti ha lasciato in balia delle passioni, perché ne sperimentassi la schiavitù. Mai poi si è chinato su di te, perché l’amarezza del peccato non divenisse disperazione e perché il fallimento si trasformasse in un nuovo inizio. Caro amico, quale gioia scoprire che Gesù non è mai stato assente dalla tua vita, anche quando ti eri dimenticato di lui! Non ha permesso che le tue cadute rovinose rimanessero senza speranza.

Certo, il peccato è il più grande dei mali, ma ora sulla tua vita disastrata vedi brillare il raggio della divina misericordia.  Anche tu, come Israele, ripensando alla tua vita precedente, grida dal profondo del cuore:  “Eterna è la sua misericordia”.

Non ti basterà la vita per ringraziare Gesù per tutto quello che ha fatto per te. Ti sarà necessaria l’eternità, perché il tuo desiderio di rendere grazie venga soddisfatto. Egli è il tuo Dio che ti ha creato capace di conoscerlo e amarlo. E’ il tuo Redentore, che ha espiato i tuoi peccati al tuo posto, liberandoti dal potere delle tenebre e della morte. E’ il Dio che si è fatto tuo amico, tuo fratello e persino tuo servitore. Ti ha riscattato da una schiavitù insopportabile, pagando col suo sangue, spinto da un amore che supera ogni  comprensione.

Con cuore umile digli: “Grazie Gesù”. Fai salire il grazie dal profondo del cuore come una sorgente che si rinnova senza mai esaurirsi. Pensa a come eri prima e a come sei adesso. Hai ricominciato a vivere o forse hai iniziato per la prima volta. Ripeti il tuo grazie all’unisono con i battiti del cuore.  

Chi ringrazia ottiene nuove grazie. Chi ringrazia persevera sulla via della vita. Che sarà stato di quei nove lebbrosi che, una volta guariti, non sono più ritornati a ringraziare Gesù? Hanno ritrovato la salute, ma hanno perso il medico che li ha sanati. Quello invece che è tornato a ringraziare, oltre alla salute ha avuto il dono della fede ( cfr Lc 17,19). 

La gratitudine è il segno di un amore che sta sbocciando. Sentendoti amato ti viene spontaneo ricambiare a tua volta. Incomincia, caro amico,  a entrare nella dinamica della vita cristiana, che è essenzialmente animata dall’amore. L’amore di Gesù è all’origine della tua conversione. L’amore per lui sarà la forza che ti sosterrà durante il lungo cammino. Infatti ti aspetta una strada impegnativa.

La santità richiede pazienza e perseveranza. Molti incominciano ma pochi arrivano alla fine. Resistono fino al traguardo quelli che sperimentano la dolce amicizia di Gesù. Ad ogni passo che fai,  pronuncia il tuo “Grazie”. Quando si ama, si va avanti. Non ci si ferma, non si diserta, non si indietreggia,  non si tradisce. Il tuo grazie a Gesù per il suo amore sarà  una sorgente di forza invincibile.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: (Il Combattimento spirituale).

21. Con la conversione si dissolve la paura di Dio

Quante volte hai sentito parlare di pace?  E’ una delle parole che ricorrono più frequentemente sulla bocca degli uomini. Non ne parlano però come di una realtà che posseggono. La pace è desiderata e invocata, proprio perché se ne sente la mancanza.

Ripensa alla tua vita trascorsa, quando cercavi la felicità nelle cose che passano. Hai forse conosciuto qualche momento di pace? Correvi affannosamente qua e là dietro chimere sfuggenti. Ovunque ti trovavi e qualunque cosa facevi ti sentivi inquieto e insoddisfatto. Anche quando riuscivi a raggiungere i tuoi obbiettivi non ti sentivi contento. Non avevi la pace dentro di te.

Forse proprio allora hai compreso che il luogo proprio della pace è il cuore. Come potremmo infatti essere in pace con gli altri se non si è in pace con se stessi?  La pace interiore è uno dei doni più preziosi della vita. Ma come conseguirlo? Nei rari momenti di calma e di silenzio, quando riuscivi a stare con te stesso, avvertivi

Il ribollio delle passioni, fonte di perenne agitazione. La bestia in agguato dentro di te, era sempre pronta a prendere il sopravvento e a dilaniarti con le sue fauci mai sazie. Caro amico, le radici della guerra sono dentro l’uomo. Chi è in pace con se stesso, non aggredisce gli altri. Ora incominci a capire che la pace che ti mancava è possibile. Anzi è una esperienza che già stai vivendo. Mentre accogli il perdono dei peccati, ti senti traboccare di gioia e di pace.

La gioia e la pace sono il frutto della conversione. In questo momento del tuo cammino le sperimenti insieme, ma non sono la medesima cosa. E’ importante che tu lo sappia. Infatti, nel doloroso percorso di purificazione che ti sta davanti, ci saranno momenti in cui Dio ti toglierà la gioia, ma mai la pace.

Che cos’è dunque la pace, che il nostro cuore desidera più di ogni altro cosa al mondo?  Per un momento recati col pensiero nel cenacolo, dove gli apostoli si sono rinchiusi per paura dei Giudei. Sono in preda ai sentimenti più contrastanti. Da una parte il timore per la propria vita e la scontentezza verso se stessi.

Infatti avevano toccato con mano quanto fossero fragili e poco affidabili come colonne della chiesa. Dall’altra la notizia, portata da alcune donne, che il sepolcro era vuoto e che il Signore  era risorto. Mentre discutono, il Signore appare in mezzo loro e li saluta dicendo: “ Pace a voi” ( Lc 24,36). La pace, caro amico, sgorga dalla croce. E’ il dono per eccellenza di Gesù Risorto. Quella pace che gli angeli avevano annunciato in cielo nella notte di Natale, viene riversata nel cuore degli uomini nel giorno di Pasqua.

Ora che hai ricevuto il perdono dei peccati incominci ad assaporare questa pace celeste. Come d’incanto si è dissolta la paura di Dio, che ti opprimeva. Quando vivevi nel peccato non eri in pace con te stesso, perché eri lontano da Dio. La sua voce si faceva sentire attraverso la coscienza, che tu cercavi di rimuovere e di soffocare. Il rimorso era intollerabile, specialmente nelle notti insonni, quando il silenzio ti costringeva a prestare ascolto. Non credevi né in Dio né nel peccato.

Perché dunque eri in balia di inquietudini e di angosce sempre risorgenti? Forse anche tu, come tanti hai cercato di dimenticare te stesso nelle sbornie, nelle droghe e nei tranquillanti. Tuttavia i risvegli erano drammatici. Cercavi la pace come un naufrago cerca una zattera fra le onde tempestose dell’oceano.

Nel momento in cui hai gridato a Dio perché venisse a visitarti e nella decisione di aprire la porta del cuore a lui che bussava, hai avuto il primo presentimento di pace. Hai capito che la pace è un vento che soffia dal Cielo sul cuore agitato dagli uomini. Hai capito che la pace è un dono di colui che è la Pace. Ora che ti hai ricevuto il perdono dei peccati, senti la sua vicinanza, gioisci nel suo abbraccio. La pace zampilla inesauribile dal fondo del tuo cuore.

La pace è il frutto del perdono. Nel momento un cui L’Onnipotente ti ha perdonato tutti i peccati, la coscienza ha cessato come d’incanto di rimorderti. Ti senti in pace perché ti senti un figlio che il Padre celeste ha riammesso nella sua casa. Non hai più paura di Dio perché hai conosciuto il suo amore. La sua pace trabocca nel tuo cuore e ti colma di sé.

Non avevi mai fatto un’esperienza come questa. Non sospettavi neppure che sulla terra l’uomo potesse  godere di un tale benessere spirituale. Non esagero affermando che la pace che sta vivendo è il più grande dono che l’uomo possa avere sulla terra. Che cosa infatti vi sarebbe di più prezioso?  A che ti gioverebbe possedere il mondo intero se non sei in pace? Ma se invece hai la pienezza della pace, che altro dovresti desiderare?

Caro amico, non dimenticare troppo presto il sapore della pace che stai gustando. Le passioni che ribollono   cercheranno di offuscarla. Il mondo nel quale vivi farà di tutto per combatterla. Il maligno userà tutti i mezzi per rubartela. Dovrai saperla difendere con tenacia giornaliera e riconquistarla ogni volta che la perderai. Il tuo umile abbraccio con Dio è la sorgente della vera pace. Ogni volta che lo rinnoverai, otterrai l’abbondanza di questo dono inestimabile.

Come d’incanto, trovandoti in pace con Dio, ti trovi anche in pace con te stesso. Più volte hai cercato di esserlo, ma senza Dio e persino contro Dio. Hai cercato di zittire la coscienza con i sofismi e le menzogne dell’ingannatore. Non è servito a nulla. Uno da solo non riesce a darsi la pace. Dio è la pace e il suo abbraccio ce la dona.

 Ora sai dove alzare lo sguardo ogni volta che la perdi. Il tesoro più prezioso che l’uomo possa avere  sulla terra è alla portata di ogni cuore umile che si affida al suo Creatore. La sorgente della pace è sempre viva e zampillante per  tutti gli assetati della terra. Tuttavia il miracolo del tuo cuore in pace non si è ancora esaurito.

Infatti ora hai un atteggiamento diverso nei confronti degli altri. Prima vedevi in loro dei rivali e persino dei nemici. Riservavi rancore a chi ti offendeva. Covavi vendetta a che ti aveva fatto dei torti. La tua legge era quella dell’occhio per occhio. Ora che hai sperimentato la grandezza del perdono di Dio, sei molto più disponibile a donare il tuo.

Vostro padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: (Il Combattimento spirituale).

20. Sentirisi perdonati da Dio è la gioia più grande

 Nel tuo cammino di conversione stai sperimentando la potenza della grazia che cambia la vita. Pensa a quello che eri e a quello che sei. Pieno di stupore ti chiedi come ti sia potuto capitare un cambiamento così radicale. Quasi non credi a ciò che ti sta accadendo e ti pare di sognare. Che sia tutto un’illusione, come sentenziano quelli che credono soltanto in ciò che toccano? 

Tu sei sempre la medesima persona, non c’è dubbio. Ma la tua condizione esistenziale non è più quella di prima. Porti ancora molte debolezze e condizionamenti del passato. Non hai ancora fugato le tue paure e le tue incertezze. Tuttavia sei consapevole che un evento inaspettato ha sconvolto la tua vita. Hai incontrato Dio e tu non sei più quello di prima. Sei in grado di misurare la distanza infinita fra un’esistenza senza Dio e un’esistenza con Dio. Tutto  cambia radicalmente.

 E’ un’illusione? Lo pensa chi non ha fatto questa sconvolgente esperienza. Ma chi ne è stato il protagonista sa che non c’è nulla di più reale. Prima eri nelle tenebre, ora sei nella luce. Prima eri nell’angoscia, ora sei nella pace. Prima eri soggetto a una insopportabile schiavitù, ora ti senti una persona libera. Prima eri infelice e senza speranza. Ora sei felice, anche se devi combattere. Prima eri solo e disperato. Ora sei amico intimo del tuo Creatore.

Il cambiamento di vita che l’Onnipotente opera con la conversione di una persona è il più stupefacente dei miracoli. Ed è anche il più quotidiano, quello che tutti possono costatare e sperimentare personalmente.

            Ora che ti sei confessato, sperimenti nel tuo cuore una leggerezza sconosciuta, che quasi ti fa volare. Ma soprattutto senti salire dal profondo una gioia ineffabile, che colma gli occhi di lacrime. Incominci a renderti conto che Dio ti ha perdonato e che non c’è più il peso del male che ti atterriva davanti a lui. Hai avuto l’umiltà e il coraggio di affidare alla divina Misericordia il bagaglio pesante del peccato che ti premeva sulla spalle ed ora ti senti libero come mai lo eri stato.

Fai fatica a realizzare che tutto sia avvenuto nel più semplice dei modi. Pensavi che fosse così difficile uscire dalla palude del male e a dare inizio una vita nuova. Ti immaginavi chissà quali ostacoli da superare e quali prezzi da dover pagare. Speravi e temevi nel medesimo tempo.

Certo, hai dovuto fare la fatica del cuore e in certi momenti ti sembrava di sudare sangue. Ma poi è bastato il gesto di aprire la porta, fare entrare l’ospite misterioso, inginocchiarsi alla sua presenza, chiedere il suo perdono. Ora hai capito la cosa più importante: Il segreto della felicità è di chiedere umilmente perdono.

Ti ricordi lo sguardo di Gesù a Pietro, nel momento in cui lo aveva rinnegato tre volte ? E’ bastato che l’apostolo scoppiasse in lacrime, perché tutto gli fosse perdonato. Ora anche tu sei immerso in questo mare pacifico del perdono e ti interroghi sul perché di una grazia così grande. Stai facendo l’esperienza della gratuità dell’amore di Dio e il tuo cuore è colmo di stupore.

Ti eri allontanato dal tuo Creatore, lo avevi disprezzato e infine ignorato. Ma il peso del male e l’inquietudine repressa ti opprimevano. Ora invece ti sei riconciliato. Hai sperimentato l’abbraccio del Padre, l’amicizia del Figlio, il bacio dello Spirito. L’Onnipotente, senza chiederti nulla se non l’apertura del cuore, ha cancellato tutti i tuoi debiti e ti ha accolto di nuovo fra i suoi amici.

Ti ha ridato tutto ciò che avevi perso, senza nulla toglierti. C’è una gioia più grande del perdono di Dio? Che cosa ci potrebbe rallegrare di più del fatto di essere riammessi nella sua casa e nella sua famiglia? Ti chiedi se ciò sia vero e come sia potuto avvenire un miracolo così grande.

Eppure è tutto vero, perché tu sei diverso. Sei una persona ancora fragile, ma contenta come mai lo eri stata.  Il sole dell’amore di  Dio ti illumina e ti riscalda. Il perdono del Padre ti ha tolto dalle spalle una macina da mulino che ti schiacciava.

Ora però devi compiere un passo non meno importante. Come Dio ti ha perdonato, anche tu devi perdonare te stesso. Non è facile, se non sei umile. Il perdono divino va accolto con gratitudine e fatto proprio. Deve diventare carne della tua carne e sangue del tuo sangue. Non dire mai: “Non posso perdonarmi”, quando Gesù ti ha già assolto.

Sappi che anche i nostri peccati più gravi sono sempre inferiori alla sua infinita misericordia. Il nemico usa il tuo orgoglio per irrigidirti contro te stesso.  In questo modo blocca la porta del tuo cuore e ti impedisce di gustare la grazia del perdono. “Tutti hanno traviato, tutti sono corrotti, nessuno fa il bene, neppure uno”  (Sal 52, 4) sentenzia, non senza sgomento, il salmista. Tu pensi di essere diverso? Per ogni uomo vale quanto afferma l’apostolo Paolo: “ Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia” ( Rm 5,20).  Accetta dunque di perdonarti così radicalmente e totalmente come Dio ti ha perdonato per mezzo della Croce di Gesù Cristo.

 Quando il perdono di Dio sovrabbonda nel tuo cuore, allora non ti sarà difficile perdonare agli altri. Quando eri nelle tenebre dividevi gli uomini in amici e in nemici. In realtà eri pronto a morderti con tutti, perché questa è la legge della carne, che cerca se stessa a scapito degli altri.

Se qualcuno ti aveva fatto del male, lo avevi inserito nelle tue liste di proscrizione, pronto a far scattare la legge dell’occhio per occhio. In una concezione della vita senza Dio, dove l’uomo è lupo all’uomo, o si sbrana o si è sbranati. E’ il dinamismo della vita infernale, che satana cerca di instaurare sulla terra.

Ora ne sei uscito e hai scoperto, forse per la prima volta, il sentimento della compassione per i tuoi simili. Hai sperimentato quanto Dio sia stato misericordioso con te. Il tuo cuore di pietra si è spezzato e ora guardi agli altri con occhi nuovi. Vedi la loro miseria e la loro infelicità, che erano fino a poco tempo fa anche le tue. Senti quanto sono vere le parole del Padre nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Caro amico, gusta fino in fondo l’immensa grazia di esserti riconciliato con Dio, con te stesso e col tuo prossimo. Guarda a colui che dall’alto della Croce l’ha effusa sul tuo cuore. Ora ti sei anche riconciliato con la vita, che fra i denti maledicevi, perché Gesù te ne ha fatto scoprire la bellezza e la grandezza.

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: (Il Combattimento spirituale).

19. La conversione è il più grande miracolo che uno possa  sperimentare

L’incontro col sacerdote, al quale hai affidato tutti i tuoi peccati, perché ti assolvesse in nome di Gesù,  lo devi ricordare come uno dei momenti decisivi della tua esistenza. Sei passato dalle tenebre alla luce e dalla morte alla vita. Hai lasciato la via della perdizione e ti sei incamminato su quella della salvezza.

Ti è accaduto qualcosa di straordinario del quale fai fatica a renderti conto, come avviene a chi, uscendo dalle profondità oscure della terra, viene improvvisamente investito dalla luce del giorno. Ti rendi conto che nessun miracolo è paragonabile a quello della conversione. La vita cambia radicalmente di prospettiva. Sei come un condannato a morte al quale è stata comunicata la grazia della libertà.

Chi ha compiuta quest’opera mirabile è Gesù, il tuo Salvatore, che ti sta accanto e che ti prende per mano. Egli si è affiancato a te ti accompagna nel nuovo cammino. Con Gesù scopri anche la tua nuova famiglia, la Chiesa, che avevi abbandonato e forse anche disprezzato, ma che ora incomincia a guardare con lo sguardo della fede Infatti, ora che hai abbandonato il vecchio mondo, Gesù non ti lascia solo, ma ti dona nuovi fratelli e nuove sorelle.

Quando avevi incominciato a manifestare la tua inquietudine  il mondo col quale tu prima eri solidale si è messo in allarme. Si rende subito conto subito che è accaduto qualcosa che gli sfugge. Ti sente diverso e quasi scostante. Prima con loro condividevi tutto: i pensieri, i discorsi, il linguaggio, i giudizi, i comportamenti. Anche fra quelli che sono lontani da Dio c’è una solidarietà sia pure nel male. La vita dissoluta era condivisa, approvata, e ricercata.  

Ora che il peccato ti ha mostrato il suo volto ingannatore, non hai più voglia non solo di commetterlo, ma persino di sentirne parlare. I discorsi che prima ti attiravano e ai quali partecipavi compiaciuto, ora ti appaiono vuoti e volgari i divertimenti per i quali eri disposto a spendere tempo, denaro e salute ti appaiono nella loro misera realtà, un inganno per coloro che non sanno che fare della vita.

Le persone, della cui amicizia eri onorato, e senza le quali ti sentivi emarginato, ora ti si manifestano nella loro vacuità. Sono canne sbattute dal vento, sacchi di gonfi di egoismo, morti che camminano. Provi un brivido al pensiero che prima eri uno come loro e il tuo cuore, pur sentendo disgusto per quella frequentazione, ne prova compassione.

Con la conversione il mondo nel quale eri inserito ti diviene estraneo, ma anche tu divieni estraneo ad esso. Quelli che frequentavi avvertono che non condividi e non approvi più uno stile di vita che avevi a lungo perseguito. Non partecipi  più ai loro discorsi, non approvi i loro giudizi, non li segui nei loro comportamenti.  Il tuo silenzio è una sentenza di disapprovazione. Per loro ormai sei un intruso, se non addirittura un nemico.  In ogni caso sei uno da evitare e tu ti trovi improvvisamente solo.

Se poi, nel tuo entusiasmo di neofita, dai testimonianza di quanto è accaduto in te, allora, invece dell’attenzione e dell’approvazione che ingenuamente ti aspettavi, ti arrivano i sorrisi di compatimento. Non ti viene risparmiato nulla  di quel repertorio di sciocche considerazioni di cui le anime vuote sono perennemente gravide.

Ti mettono alla prova, ti tentano, ti circuiscono, ti ricattano, ti minacciano. Dimostrano un grande spirito di corpo prestando al demonio, più che mai infuriato, tutto l’aiuto di cui ha bisogno. Non di rado hanno successo, perché l’uomo quando è solo è più fragile.  Infatti c’è un momento in cui sei privo di appoggi umani e se Dio nella sua misericordia non ti dà qualcuno a cui appoggiarti, rischi di vacillare e di ritornare nella compagnia degli sventurati.

Sappi, cari amico, che la tua solitudine è solo apparente. Dio sa che abbiamo bisogno del sostegno dei fratelli ed è per questo che ci ha fatto il dono della Chiesa. Tuttavia vi sono dei momenti della vita in cui egli ci vuole tutti per sé, affinché scopriamo la grandezza del suo amore. Solo lui ha potuto entrare nel tuo intimo e bussare alla porta del tuo cuore, dove nessuna creatura potrebbe mai arrivare. Dio vuole che tu lo incontri e lo conosca, al fine di stringere con te un’amicizia eterna, che resista a tutte le bufere della vita.

Sappi dunque essere forte nella tua solitudine. Gesù ha bisogno di sapere se lui conta per te più di qualsiasi altra creatura: “ Se uno viene a me, e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la propria vita, non può essere mio discepolo” ( Lc 14,25-26). Con queste parole il Maestro ti vuole dire che solo lui è il tesoro nascosto e la perla preziosa. Il tuo Salvatore non ti tradirà e non ti abbandonerà mai.   

Dopo che Gesù ti avrà stretto a sé con i vincoli di un’amicizia eterna,  provvederà a donarti  nuovi fratelli e nuove sorelle. Non esiste soltanto la solidarietà nel male, ma anche quella nel bene. Anzi, quest’ultima è molto più salda e più profonda. Ti meraviglierai nello scoprire che fra le persone esistono dei legami che prima non avresti mai sospettato. Sono legami di carattere soprannaturale che nascono dalla comune fede in Gesù.

Scoprirai che persone così diverse per mentalità, età, sesso, nazionalità, cultura, formazione, carattere, e via dicendo, sono un sol cuore e una sola anima . Scoprirai di essere in comunione persino con i tuoi cari che hai perduto e che ora hai la speranza di ritrovare in  Cielo. Scoprirai il mistero della Chiesa, la tua nuova famiglia, aperta per sua natura a ogni uomo, dove Dio stesso è Padre, Madre, Fratello e Amico.

Per te sarà una sorpresa guardare alla Chiesa con gli occhi della fede. Prima la vedevi esclusivamente nel suo aspetto umano, certamente non priva di grandezza, ma con i difetti e le miserie comuni agli uomini. Ora, grazie alla fede, la vedi nella sua dimensione soprannaturale e ti stupisci per la sua divina bellezza.

 In essa ci sono le fonti perenni della sapienza e della grazia alle quali le anime assetate possono attingere. In essa ci sono le sorgenti della vita immortale, della gioia e della pace. Oltre il suo volto umano vedi la presenza del Figlio di Dio che la ricolma della sua pienezza. Caro amico, non sei più solo, ma hai trovato una meravigliosa famiglia, che abbraccia tutti i giusti di tutti i tempi.

Hai lasciato la compagnia degli stolti e sei diventato un familiare di Dio. Rientra nell’ovile santo, mite e umile come una pecorella.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: “Il Combattimento spirituale”).

18. La confessione  completa  il cammino di conversione

Ti sei mai chiesto perché nel cristianesimo la croce ha un importanza fondamentale? Guarda a colui che vi è crocifisso e chiediti chi è. Chi è appeso alla croce è il Figlio di Dio, che si è fatto uomo, in tutto simile a noi, eccetto il peccato. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” ( Gv 3,16).

E’ dalla croce che sgorga la grazia che sta operando nella tua anima, infondendo una nuova vita. Dal cuore di Gesù sgorga il sangue che ti lava e ti fortifica. Nel momento supremo del suo sacrificio Gesù implora sul mondo il perdono dei peccati. Anche tutti i tuoi sono compresi. L’Agnello immolato li ha espiati al tuo posto e per la tua salvezza.

Caro amico, nessuno avrebbe potuto liberarci dal male, se il Figlio di Dio non si fosse fatto uomo e non lo avesse espiato col suo sacrificio e consumato nel suo amore. E’ giunto il momento che tu accolga nella tua vita l’ immensa grazia  del perdono dei peccati, accostandoti al sacramento della confessione. E’ un momento chiave del tuo cammino di conversione, senza il quale rischieresti di segnare il passo.

La Chiesa, che è madre, ha reso questo sacramento semplice e umano, breve ed efficace. Se tu, con l’aiuto della grazia, avrai preparato il cuore, sperimenterai quanto è buono e soave il Signore con coloro che confidano nella sua infinita misericordia.

Potrai comprendere la grandezza di questo sacramento se lo guarderai alla luce della croce. Medita soprattutto sulla grazia del perdono che ti viene concesso, alla sola condizione che ti penta e decida di cambiare vita, anche se ti sei macchiato dei peccati più gravi. Considera, caro amico, quanto è vasto l’oceano di iniquità che sommerge il mondo. Chi lo potrebbe svuotare? 

Il peccato, in quanto offesa fatta a Dio, non può essere riparato dall’umanità peccatrice. L’uomo, nella sua situazione di accecamento, è incapace persino di rendersi conto del male che ha fatto. E’ infatti proprio dei santi considerarsi peccatori ed è tipico dei peccatori ritenersi senza peccato.

Il Figlio di Dio, divenendo uomo, ha assunto una natura umana esente dal male. Egli è senza peccato e la sua eccelsa santità  ha stupito i suoi contemporanei, i quali non potevano accusarlo di nulla (Gv 8,46). Egli, il Santo, ha preso su di sé i peccati degli uomini di tutti i tempi. Lo ha fatto perché c ci ama, anche se siamo creature degeneri.

Lo ha fatto per ridonarci la libertà e la dignità dei figli  di Dio.Il Padre ha inviato il Figlio sulla terra perché con la sua vita, passione e morte ci liberasse dal potere delle tenebre e dalla perdizione eterna e ci introducesse nel regno della luce e della pace.

Se Dio, spinto dall’amore, non avesse preso questa iniziativa, l’umanità sarebbe stata per sempre schiava del diavolo. Poteva un uomo prendere su di sé i peccati dell’intera umanità ed espiarli?

Non poteva, se non fosse stato il Figlio di Dio. Egli nel suo cuore umano e divino ha espresso per il Padre un’obbedienza e un amore così grandi da bruciare e distruggere l’orgoglio e il disamore presenti in tutti i  peccati del mondo. Mentre Egli muore in croce, colpito da un’ondata di malvagità senza eguali, implora dal Padre quel perdono che purifica le anime  fino alla fine dei secoli.

Ora comprendi perché, mentre tu, accecato, correvi sulla via della perdizione, la grazia ti ha toccato il cuore e qualcuno è venuto a visitarti. Tu non avevi fatto nella per meritarlo. Al contrario puntavi i piedi e resistevi al richiamo, mostrandoti infastidito. Un amore più grande del tuo peccato ti ha preceduto.

Il Sacramento della confessione sgorga dalla croce dove è stato inchiodato il Figlio di Dio, che ti ha amato e ha dato se stesso per te ( cfr Gal 2,20).  Attraverso di esso ti viene concesso il perdono dei peccati che Gesù  ha ottenuto col suo sacrificio. In ogni peccato commesso vi è una miscela mortale di egoismo e di rifiuto di Dio.

Puoi immaginare quale forza negativa sia la somma dei peccati degli uomini di tutti i tempi? Nel tuo esame di coscienza passa in rassegna gli sbandamenti, i tradimenti, le cattiverie e le innumerevoli proliferazioni del male che hanno macchiato la tua vita.  

Ebbene, tutto è stato distrutto nella fiamma ardente del cuore di Gesù. La sua umiltà, la sua obbedienza e il suo amore sono il braciere  ove ogni iniquità viene consumata . Non puoi comprendere la grandezza e la bellezza della confessione se non guardi il Crocifisso.  Da quel Cuore trafitto scaturisce la grazia del perdono che ristabilisce l’uomo nell’amicizia con Dio.

Ora comprendi perché Gesù abbia rivendicato per sé il potere di rimettere i peccati (Mt 9,6). Questa potestà gli è stato dato dal Padre, perché Egli è l’Agnello di Dio che ha espiato i peccati del mondo. Solo Lui ha la capacità di perdonare e di riconciliare.

E’ un potere di misericordia e di amore che proviene dal sacrifico della croce. Nel medesimo tempo ti rendi conto di quanto sia grande l’amore di Dio per gli uomini.  Dio infatti non solo è l’offeso, ma è anche colui che ripara l’offesa. Il male che tu ti sei fatto peccando, Lui l’ha preso su di sé. Con le ferite che gli abbiamo arrecato siamo stati guariti (Is 53,5).

Ha preso su di sé la nostra morte, per donarci la vita eterna. Grazie alla croce, la maledizione del peccato è divenuta la benedizione della grazia. Tu stai sperimentando la verità di tutto questo. Non si tratta di enunciazioni astratte, ma di una esperienza di liberazione che riguarda la tua vita.

Anche tu, grazie al sacramento della riconciliazione, stai morendo e risorgendo con Gesù. Muori al peccato e risorgi alla vita nuova della grazia. Non dimenticherai mai più momenti come questi.

Non ti sei mai chiesto per quale motivo, quando ti confessi, vieni assolto da ogni peccato di cui ti sei pentito? Anche se avessi compiuto i delitti più abominevoli, se ti presenti con un cuore contrito, ricevi un’assoluzione completa.

Non avviene così nei tribunali umani, i quali infliggono sempre una pena proporzionata, anche in presenza dell’ammissione di colpa e del pentimento.  La ragione per cui il sacerdote assolve sempre chi si pente dei suoi peccati è da ricercare nel sacrificio della Croce, dove Gesù ha già espiato al nostro posto e a nostro favore.

Per essere liberati dal male spirituale che ci affligge, basta accogliere il perdono che il Crocifisso ci offre attraverso la persona del sacerdote. La migliore preparazione alla tua confessione è dunque quella di inginocchiarti davanti alla Croce, sulla quale l’Agnello di Dio si è offerto in sacrificio per distruggere col suo amore tutte  le iniquità del mondo. Ha conosciuto e riparato anche le tue e ora ti chiede di presentarle alla sua infinita misericordia.

 Compi questo passo decisivo con fiducia, con umiltà e con immensa gratitudine.

GLI INGANNI DI SATANA

Cari amici, la Madonna ci ha messo in guardia proprio in occasione del suo anniversario: “Satana è forte e con i suoi inganni vuole portare via quanti più cuori possibili dal mio Cuore materno” (2021). Vi offro a puntate alcune riflessioni sugli inganni più sofisticati del maligno.

6. Le imitazioni del Falsario

Quando Gesù ci invita a guardarci dai falsi profeti “ che vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci” ( Matteo, 7,15) ci mette in guardia innanzi tutto da colui che è il lupo per eccellenza, il demonio, il quale però, come dice il detto popolare, non si maschera mai così bene da non lasciar spuntare la punta delle orecchie. Egli opera con particolare accanimento e tenacia nell’ambito delle manifestazioni spirituali, per far razzie di anime pie che si dedicano a Dio. “ I contemplativi, afferma Santa Teresa d’Avila, sono particolarmente esposti agli inganni e alle astuzie del demonio. Che l’anima cerchi di scoprire ciò che è, che rimanga umile e supplichi il Signore affinché non permetta che cada nella tentazione. Se l’anima si conserva umile, se cerca di conoscere la Verità e si mostra sottomessa al proprio confessore, allora lì dove il demonio si compiaceva di darle la morte, le darà invece la vita, malgrado le sue lusinghe e le sue illusioni” (Cammino di perfezione, 42).

I segni che provengono dal maligno, per quanto cerchino di imitare le manifestazioni divine, portano il sigillo del loro autore. Egli è orgoglioso, simulatore, adulatore, seminatore di zizzania, e queste caratteristiche affiorano inevitabilmente laddove egli opera. Quando nelle persone o nei messaggi o nei segni esterni trapelano questi veleni si può ben essere certi che il falso angelo di luce è al lavoro per adescare e per ingannare. E’ lo stesso vangelo che ci mostra come un medesimo segno possa avere prospettive radicalmente diverse, a seconda che lo usi Dio o il demonio. Si tratta del miracolo della moltiplicazione dei pani.

“(Gesù) vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati” (Matteo, 14,13). Il contesto da cui nasce lo strepitoso miracolo della moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci è quello della predicazione della Parola di Dio. Le folle, lasciano la casa, il lavoro e si dimenticano persino del cibo materiale per nutrire la propria anima col pane vivo della verità che illumina e dà senso alla vita. Siccome esse cercano innanzi tutto il Regno di Dio, il cibo temporale viene dato loro in sovrappiù (Matteo 6,33). Il miracolo è dunque collocato in un contesto di conversione e di risposta alla chiamata divina. Esso manifesta non solo l’onnipotenza, ma anche e soprattutto la carità di Dio per le sue creature. Inoltre Gesù quasi nasconde se stesso, velandosi della più grande umiltà, perché vuole che siano i suoi stessi discepoli a dar da magiare alla folla. Il contesto in cui si colloca il segno divino è quello tipico della verità, della santità e dell’umiltà. Il miracolo è rivestito di una luce soprannaturale inconfondibile che ne fa un segno mirabile dell’eucaristia.

Ben diversamente invece si presenta il medesimo segno nel contesto delle tentazioni nel deserto. Gesù ha fame e il tentatore si avvicina quasi intimandogli: “ Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane” (Matteo, 4,3). Qui c’è il marchio inconfondibile dell’astuto falsario, ingannatore e aggressivo. Innanzi tutto c’è una motivazione egoistica di fondo a provocare il miracolo. Esso ha come scopo di placare la propria fame e non la sollecitudine per i bisogni del prossimo. Vi  è inoltre una sottile finalità di autoesaltazione. Il miracolo servirebbe infatti a dimostrare la propria figliolanza divina. Indubbiamente Gesù ha compiuto miracoli in questo senso, ma per venire incontro alla nostra debole fede, incapace di vedere segni ben più eloquenti, come quelli della sua straordinaria sapienza e soprattutto della sua sublime santità. Inoltre il segno in se stesso, la trasformazione dei sassi in pane ha  qualcosa di plateale e di grottesco che non appartiene all’agire divino. Dio usa segni più umili e modesti, molto vicini a quelli della natura, come quando sfama con la manna  e disseta con l’acqua sgorgata dalla roccia, di cui ci dà testimonianza la Sacra Scrittura.

Queste medesime considerazioni si potrebbe fare per l’altro segno sollecitato da satana, quando invita Gesù a gettarsi dal pinnacolo del tempio, per dimostrare la sua origine divina (Matteo, 4,6). Anche qui c’è la finalità impura di innalzare il proprio e non manca neppure la messinscena teatrale, come pure l’intenzione di stupire e non di convertire, attirando dei seguaci che contribuiscano a soddisfare il proprio delirio di onnipotenza. Satana non esita persino a citare la Bibbia per coprire di buone intenzioni i suoi obbiettivi improntati all’orgoglio e alla seduzione. Egli infatti si propone di attirare il Messia sulla via del successo terreno e del plauso delle folle. Gesù invece ci darà come segno la croce, che resterà fino alla fine dei secoli il sigillo dell’agire divino.

C’è qui quanto basta perché anche nel cuore dei comuni cristiani incominci a squillare l’allarme quando dei fenomeni in apparenza soprannaturali mandano suoni di moneta falsa. Indubbiamente il discernimento autorevole, ufficiale e vincolante spetta all’autorità ecclesiastica. Tuttavia quando manca il clima di umiltà e di semplicità, di purezza e di santità, quando si insinua l’orgoglio, la discordia e l’inganno bisogna incominciare e temere. Il linguaggio di Dio è soave e dà pace, anche quando è esigente. I suoi segni hanno la bellezza delle cose vere e sante. Cadono nelle trappole del maligno coloro che sono affetti da curiosità e da gola spirituale. I palati impuri sono pronti ad afferrare le esche ben confezionate e attraenti, ma velenose e mortali.

(Continua…Leggi tutti i precedenti)

“GLI INGANNI DI SATANA”

5. Le caratteristiche dei segni che vengono da Dio

Quando si tratta di esaminare se un determinato fenomeno sia o meno di origine soprannaturale sono molti gli elementi da prendere in considerazione. Oltre alla persona e al messaggio, è necessario valutare le caratteristiche della manifestazione in se stessa e il contesto nel quale si colloca. Infatti non vi è dubbio che i segni del vero soprannaturale abbiano un loro linguaggio inconfondibile, che per semplicità, bellezza ed efficacia non può essere confuso con le imitazioni sataniche. La Sacra Scrittura non esita a mettere a confronto già nell’Antico Testamento i “segni” compiuti da Dio attraverso Mosè e Aronne da quelli effettuati dai maghi del Faraone. Allo stesso modo nel Nuovo Testamento “ i segni e i portenti” (Marco 13,21) compiuti dai falsi profeti, come pure “i prodigi” compiuti dai demoni non devono essere confusi dai credenti con “i segni” compiuti da Gesù Cristo e dagli apostoli. San Paolo descrive uno scenario impressionante per quanto riguarda i tempi della fine, che vedranno l’avvento dell’anticristo, “ la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno” (2 Tessalonicesi, 3,9).

Questo avvertimento, spesso richiamato dalla Parola di Dio, ci deve innanzi tutto mettere in guardia riguardo a quei fenomeni che sembrano non rientrare nell’ambito dell’ordinario. Non tutto ciò che sembra “prodigioso” viene necessariamente da Dio. Potrebbe avere origini naturali, che per il momento sono sconosciute, oppure potrebbe rientrare nel repertorio degli inganni di cui sono maestri sia i falsi profeti come il maligno. Molti fenomeni, comprese le apparizioni, le comunicazioni di messaggi e persino delle guarigioni possono avere il demonio come autore, mascherato all’occorrenza da angelo di luce (2 Corinzi, 11,14). In particolare tutto ciò che avviene nel mondo fisico ( lacrimazioni, profumi, segni nel cosmo, ecc…) potrebbe anche essere un inganno dell’astuto falsario. Al riguardo è molto eloquente la descrizione del libro dell’Apocalisse:  “(La bestia) operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso ricompiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra “  (13,13).

Tuttavia, nonostante le imitazioni sataniche, Dio opera i suoi segni e attraverso di loro si manifesta e comunica agli uomini i suoi messaggi. In ultima istanza è solo il discernimento fatto dall’autorità ecclesiastica quello che premunisce il fedele dall’inganno e gli dà la certezza che in quel determinato segno vi è “il dito di Dio”. Ne consegue che solo camminando con la Chiesa e nella Chiesa il cristiano è al sicuro. La Chiesa però, nell’esaminare le varie situazioni con la sua proverbiale calma e prudenza, si attiene ad alcuni criteri di valutazione, ai quali anche i fedeli possono fare riferimento per un primo giudizio personale, in attesa di quello ufficiale.

A questo riguardo è molto utile guardare concretamente a quei fenomeni soprannaturali che sono già stati avvallati dalla Chiesa, per evidenziare alcune caratteristiche del vero soprannaturale. A questo riguardo va innanzi tutto sottolineato che i fenomeni che hanno Dio per autore si caratterizzano per una loro semplicità evangelica, per la luce spirituale che emanano, per il contesto di verità e di santità in cui si collocano, per lo squarcio di Cielo che aprono sulla terra. Chi ha assistito, sia pure come spettatore, a una vera apparizione della Madonna ed è  provvisto di un minimo di discernimento e di sensibilità spirituali, non potrà poi essere tratto in inganno da apparizioni fasulle, dove Dio non è presente, ma dove agisce l’uomo o il demonio. Laddove operano la sapienza e la grazia dell’Onnipotente sono presenti la bellezza e la pace, la sobrietà e l’umiltà, la trasparenza e la gioia. I segni che vengono da Dio hanno caratteristiche e finalità divine. Essi si collocano in un conteso di divina onnipotenza, ma nel medesimo tempo di verità e di santità che non ammettono equivoci.

A questo riguardo si esamini il miracolo del sole che è avvenuto a Fatima. E’ un segno nel cosmo che manifesta innanzi tutto l’onnipotenza e la grandezza di Dio. La sua finalità è quella di  riaccendere la fede nel cuore dei presenti, i quali invocando l’Altissimo, si prostrano a terra chiedendo il perdono dei  loro peccati. L’esito ultimo è il ravvedimento e l’inizio del cammino di conversione.  La manifestazione di potenza, non è fine a se stessa e non è improntata alla fatua spettacolarità, ma è orientata a quel cambiamento dei cuori che è il fine Dio si propone con i suoi interventi straordinari.

Un fenomeno che in un primo tempo ha scandalizzato per la sua apparente mancanza di decoro è quello che ha caratterizzato la nona apparizione di Lourdes. In quell’occasione la piccola Bernadette, all’invito della Madonna di andare a bere alla fonte e a lavarsi, si imbratta il volto di fango e poi tenta di bere un po’ di acqua sporca. Quindi obbedisce all’invito di mangiare un po’ erba che si trovava vicino alla sorgente. La gente in un primo momento non capisce il segno di Dio e se ne va scuotendo il capo. Solo quando l’acqua sgorga limpida e compie guarigioni, afferra il significato del messaggio della penitenza, dell’umiltà e dell’obbedienza. Quei segni, in un primo tempo incomprensibili, acquistano tutto il loro grande valore alla luce del richiamo evangelico della conversione.

Si consideri anche il segno mirabile che la Madonna ha lasciato impresso sul mantello di Juan Diego, il veggente di Guadalupe, e che non cessa tuttora di destare l’ammirazione degli studiosi. “ La Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio”, come lei si definisce,  viene incontro al desiderio del Vescovo di dargli un segno prima di acconsentire alla costruzione di una cappella. La Madonna però non dà uno ma due segni. Il primo è una quantità enorme di fiori, nonostante l’aridità del luogo e la stagione invernale, che lei stessa mette nell’ayate (mantello) del povero contadino. Mentre questi, davanti al vescovo, sparge i fiori per terra, subito sul mantello si designa l’immagine della Madonna, come ancora si può osservare.  Si tratta di due segni improntati a grande bellezza e semplicità e che hanno in se stessi il valore di un messaggio profetico. Come non vedere in quel numero sterminato di fiori fuori stagione il grande numero di conversioni, specie fra gli Indios, che l’immagine della Vergine Maria avrebbe suscitato lungo il corso dei secoli?

Anche i miracoli di guarigione hanno caratteristiche inconfondibili. Essi sono opera di Dio per chi ha fede e sono un segno di quella guarigione interiore che è l’unica veramente necessaria. La Madonna a Fatina afferma che non avrebbe operato alcune guarigioni perché Dio non si fidava di alcune persone. Mentre per altre dice che non avrebbe concesso subito la grazia, in quanto erano ancora necessarie la preghiera e la penitenza. L’Onnipotente non guarisce per ovviare ai limiti della medicina, ma intende piuttosto manifestare il suo volto di Padre buono e premuroso, affinché con la guarigione conosciamo la sua onnipotenza e la sua tenerezza, e nel medesimo tempo gli manifestiamo la nostra gratitudine e il nostro amore di figli.

I segni che vengono da Dio, in definitiva, hanno sempre delle caratteristiche che permettono di risalire al loro autore. Sono improntati alla sobrietà e alla chiarezza evangeliche. Parlano il linguaggio dell’anima. Il loro fine è di aprire il cuore dell’uomo rafforzandolo nella fede e nella volontà di convertirsi. Vi è una perfetta sintonia fra i segni del soprannaturale, il messaggio divino e la persona del veggente. Queste realtà formano un tutt’uno, dove l’occhio limpido del discernimento nota la presenza della santità, della verità e della bellezza. Le cose di Dio, nella loro semplicità, non scadono mai nel banale, ma conservano sempre una dignità e una luce inconfondibili. Chi è da Dio e ha il cuore puro li sa vedere e li distingue con sicurezza dalle contraffazioni, non di rado grottesche, stravaganti e ridicole del demonio.

GLI INGANNI DI SATANA

4. I segni della profezia autentica

L’identificazione dei falsi spirituali e dei falsi veggenti non è sempre facile ed è un’opera che spetta in primo luogo alla Chiesa ai suoi diversi livelli di responsabilità. Sovente richiede del tempo perché il male si possa manifestare e si possa fare un adeguato discernimento attraverso i frutti. Se il grano e la zizzania germogliano insieme, è poi difficile distinguere l’uno dall’altra.  E’ necessaria una paziente attesa perché le male erbe si manifestino e possano venire sradicate, senza correre il pericolo che siano strappate anche quelle buone. Siccome il nemico è instancabile nella sua opera di inganno, è necessario che i credenti abbiamo presenti alcuni criteri di discernimento per non cadere nelle reti che egli tende soprattutto alle anime devote.

Quando Gesù parla dei “frutti” per distinguere un albero buono da quello cattivo, vuole indicare un complesso di realtà soggettive e oggettive che, tutte insieme, conducono la persona prudente a un giudizio certo. Il primo frutto riguarda lo stesso soggetto che è protagonista di esperienze mistiche straordinarie, siano esse visioni o comunicazioni spirituali. Egli deve innanzi tutto essere convincente con la testimonianza della sua vita. Questo non vuol dire che Dio conceda dei doni straordinari a delle persone già avanti nel cammino spirituale, però significa che questi doni incidono positivamente nella loro vita e li portano, attraverso la fatica e l’impegno di ogni giorno, lungo la via della santità.  Quando la Madonna sceglie dei veggenti, in particolare dei fanciulli, non si rivolge a persone particolarmente avanti sulla strada della santità. Tuttavia noi possiamo vedere che, al contatto con lei e alla sua scuola, i veggenti sono progrediti nel cammino spirituale e alcuni di loro sono giunti alla gloria degli altari.

Si può dunque affermare che questi doni straordinari sono incompatibili con una vita di peccato. I falsi mistici e i falsi veggenti questo lo sanno molto bene e infatti cercano di apparire irreprensibili all’esterno, mentre sono corrotti all’interno. Guardando da vicino l’esito della loro vita, il cristiano prudente sarà in grado di formarsi un primo giudizio. Virtù cristiane come l’umiltà, l’obbedienza, la purezza della vita, l’onestà e in genere l’osservanza sostanziale dei comandamenti e della legge morale non possono mancare nella vita di chi Dio ha chiamato a una più intima comunione con lui. Questo non significa che manchino le fragilità e le imperfezioni. Forse che gli apostoli ne erano esenti? Tuttavia chi è portatore di una testimonianza soprannaturale straordinaria non può non essere impegnato in un cammino di perfezione autentico e perseverante. Sappiamo però come dei lupi rapaci siano così abili nel mimetizzarsi da essere scambiati per delle pecore non solo dai pastori ma anche dal resto del gregge.

La credibilità della persona deve essere accompagnata dalla sana dottrina. Non è infatti possibile che il Cielo affermi qualcosa che sia contrario a ciò che insegna la Chiesa, la quale custodisce e tramanda la rivelazione divina illuminata dalla luce e dalla grazia dello Spirito Santo. Quando supposti messaggi celesti si discostano  dall’insegnamento della fede e della morale o anche dalle disposizioni disciplinari della Chiesa, significa che non hanno Dio come autore. Inoltre non deve fare meraviglia che in supposte comunicazioni divine ci siano degli insegnamenti conformi alla dottrina della Chiesa. Come infatti potrebbe il maligno far accettare il suo immancabile veleno, se prima non si è guadagnata la fiducia? Arriva però sempre il momento in cui somministra alle anime svagate il suo mortale veleno senza che se ne accorgano.

La presenza della santità e della verità sono essenziali perché si possa affermare che ci troviamo di fronte a messaggeri che vengono da Dio. Tuttavia è necessario completare il quadro facendo riferimento ad alcuni tratti che sono tipici dall’autentica profezia. Essa si muove in un clima di semplicità, di modestia, di umiltà e di riservatezza, che non escludono la forza e il coraggio della testimonianza. Io suoi frutti più visibili sono la pace e la gioia. Satana  ama il rumore e la spettacolarità. Nei suoi messaggi è possibile avvertire qua e là il veleno della tortuosità, della critica e della vanagloria.  Le persone che ne sono il portavoce più o meno consapevole non sono limpide e gioiose, ma oscure e tormentate. Il veggente autentico, pur nella sua umana fragilità, è pieno di luminosità e diffonde intorno a sé la serenità e la pace. Egli, pur non essendo esente da difetti, è sincero, umile e trasparente.

Non vi è dubbio che Dio spesso accompagni le sue manifestazioni soprannaturali straordinarie con i segni classici di credibilità, come i miracoli, le guarigioni e altri segni. Le vicende di Lourdes e di Fatima, per restare alle apparizioni approvate dalla Chiesa, ci confermano che Dio non è avaro nel dare le prove della sua presenza a sostegno della nostra fede. Si tratta di una pedagogia divina che vediamo all’opera già nei vangeli. Non solo la sapienza e la santità, ma anche i miracoli sono i segni di credibilità riguardo alla missione e alla persona divina del Salvatore. Tuttavia il segno per eccellenza che certifica la presenza del dito di Dio è la conversione dei cuori. Qui siamo di fronte a un autentico miracolo che solo la grazia divina può compiere. Laddove le persone si convertono veramente e cambiano vita, significa che opera la potenza dello Spirito Santo. E questo è il segno che la Chiesa prende in considerazione con particolare attenzione, perché è proprio la salvezza eterna delle anime la ragione ultima degli interventi di Dio nella vita della Chiesa e del mondo.

Queste breve indicazioni possono indubbiamente aiutare per un primo discernimento sui veri o i falsi veggenti. Molte altre se ne potrebbero dare, ma ve n’è una che non si può tralasciare ed è la presenza della croce laddove vi è l’azione di Dio. I veri testimoni del soprannaturale non possono che percorrere il cammino di colui che è il Testimone fedele, Gesù Cristo ( Apocalisse, 3,14). La loro vita è una vera “via crucis”, anche se sul loro volto risplende il sorriso. Incomprensioni e persecuzioni sono il loro pane quotidiano. La fedeltà nella missione e il coraggio della testimonianza li sollecitano senza sosta. La pazienza con cui sopportano e perseverano sono esse stesse un segno di inestimabile valore. Più grandi sono i doni e più importante è la missione che Dio affida a un ‘anima e più pesante è la croce. Chi è predestinato da Dio a ricevere grandi grazie si prepari prima ad accogliere grandi croci.

Pagina 2 di 34

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy