L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)

25. Dopo la conversione il maligno cerca di riprendersi la preda

La gioia e la pace della conversione sono un dono dello Spirito che ti è necessario per il cammino che ti sta davanti. Sono la motivazione per proseguire e sono la medicina che sana le ferite ancora sanguinanti del male. Come ogni rosa ha le sue spine, così il cammino di conversione è disseminato di croci, che in un primo momento ti trovano impreparato.  Il nemico è infuriato e cerca di ostacolarti ad ogni costo. Le passioni rialzano la testa più affamate di prima. Le gente ti guarda con sospetto e persino i tuoi familiari rimangono perplessi.

Corri il rischio di essere risucchiato indietro, nella palude morta del male. I tuoi peccati ti sono stati perdonati e tu sei stato rivestito della vesta candida della grazia santificante. Tuttavia, come osserva S. Caterina da Siena, se l’erba infestante è stata tagliata, sotto il terreno sono ancora vive le radici pronte a proliferare. Davanti a te si apre il cammino di purificazione, che consiste nel bruciare le radici profonde del male. Stai entrando nella seconda tappa del cammino di conversione: quella  della purificazione. E’ un cammino per sua natura lungo e travagliato, con sconfitte e vittorie, con aspri combattimenti alternati a momento di sosta.

E’ fondamentale identificare il terreno di battaglia e lì concentrare tutti i tuoi sforzi.  In te c’è il germe della grazia che ti trasforma, fino a farti diventare una nuova creatura. Il terreno dove germoglia, cresce e fiorisce è il tuo cuore. E’ lì che tu elabori le tue riflessioni e prendi le tue decisioni. E’ nel tuo cuore che senti la gioia per il bene che hai compiuto e il rimorso per il male che hai fatto. Il cuore è il luogo del grande combattimento spirituale, dove tu con le tue scelte quotidiane decidi davanti a Dio del tuo destino eterno.

 Non c’è da meravigliarsi che il cuore dell’uomo sia il luogo della grande battaglia della vita. In noi vi è una inclinazione al male che va vittoriosamente contrastata con la volontà di fare il bene. Anche le persone più avanzate in santità non sono esentate dalla vigilanza. La grazia della prima conversione ti ha permesso di vincere una battaglia fondamentale, ma non ancora la guerra che dura tutta la vita.

Se tu non ti opponessi al male, combattendo giorno dopo giorno, esso finirebbe per travolgerti e il tuo cuore si indurirebbe , divenendo di nuovo insensibile e cieco  come prima. Un cuore duro e freddo come una pietra è la più grande sventura che  possa capitare. Tu per grazia ne sei stato liberato. Ora vigila per non ricadere prima nella tiepidezza e poi nella freddezza.

Comprendi ora perché il cammino di conversione consiste in ultima istanza in un cambiamento del cuore, dove la grazia viene a visitarti per condurti, passo dopo passo, vicino a Dio, dal quale il tuo cuore si era allontanato.

Se vuoi sapere in che punto ti trovi del cammino spirituale, esamina attentamente la bussola del  cuore. Se sei aperto a Dio e il tuo cuore è vicino al suo, sei già avanti, anche se non ti mancheranno difetti e fragilità.

Ma se il tuo cuore è ancora incerto, sappi che sei in pericolo perché satana, una volta scacciato, ritorna con altri sette spiriti peggiore di lui per riconquistarlo.

 Medita attentamente le parole di Gesù al riguardo: “ Quando uno spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti,  cercando sollievo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa, da  cui sono uscito. Venuto, la trova  spazzata e adorna. Allora va, prende sette spiriti peggiori di lui, vi entrano  e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima” (Lc 11, 24-26).

Il primo passo sulla via del ritorno a Dio è stata quella  di aprire il cuore. Lo Spirito ti ha chiamato attraverso la voce della coscienza. Lo fa ancora, ogni giorno. Non otturare gli orecchi, ma ascoltala con cuore umile e docile. Il secondo passo è quello della purificazione. Una volta liberato il tuo intimo dalle macerie del male, è necessario lavorare in profondità per strapparne le radici. Non si fa forse così anche nel lavoro dei campi?

Coltivando il tuo giardino ti sarai resi conto con quanta tenacia le erbacce rispuntino ogni volta, sempre più forti e invadenti. Speravi di aver ripulito una volta per tutte il terreno e già incominciavi a sognare il soffice tappeto di erba verde ornato di fiori, quando ecco la tenace gramigna spuntare all’improvviso e guadagnare rapidamente nuovi spazi. Se tu non tu affretti ad estirparla, diventerà ben presto la padrona incontrastata del tuo giardino. Così avviene per il tuo cuore, caro amico.  Dopo che l’hai aperto a Dio, coopera con la grazia nella lunga e dolorosa opera di purificazione.

Anche se hai rinunciato al male, in te le tendenze peccaminose sono ancora vive. Le vecchie abitudini hanno messo radici profonde ed è noto che proprio esse sono le più difficili da estirpare. Non scoraggiarti, ma, con la tenace perseveranza del contadino, lavora ogni giorno sul tuo cuore, per trasformarlo in un giardino di virtù.

Il terzo passo, quello che ti introduce nella tappa più alta del cammino spirituale, che realizza la tua unione con Dio, consiste nel donare il cuore. Che cosa significa? Per quanto tu ti sforzi di purificare il cuore con la tua buona volontà, sostenuta dalla grazia, non potrai mai pervenire a una purezza perfetta. Nessuno di noi conosce se stesso, nelle zone di oscurità della sua anima. Nella fase conclusiva della purificazione, insegna il grande dottore mistico S. Giovanni della croce, è necessario consegnarci con totale fiducia all’azione dello Spirito Santo, perché sia lui a completare l’opera, rivestendo l’anima con lo splendore di tutte le virtù.

Arriverai a tanto? La maggioranza dei cristiani non osa entrare nella tappa del dono totale di se stessi a Dio e rimangono tiepidi e inquieti nel mezzo del cammino. Tu però non dimenticare la tua chiamata alla perfezione e non esitare a consegnare il tuo cuore, ancora tanto imperfetto, all’azione dello Spirito. Passerai attraverso il crogiolo di sofferenze sconosciute, al termine delle quali Dio ti darà un cuore totalmente nuovo.

La vita cristiana è difficile da vivere, ma non è complicata da capire. Se tu mi chiedessi:  “Ma, infine, che cosa devo fare per essere un buon cristiano, un cristiano santo?” Ti risponderei: “ Sforzati di avere un cuore come quello di Gesù.” E’ S. Paolo che ci esorta a coltivare in noi gli stessi sentimenti che furono di Gesù Cristo. Ed è Gesù stesso che ci invita a imparare da lui che è mite ed umile di cuore.