"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2023 Pagina 1 di 15

IL DIARIO DI PADRE LIVIO

L’Anticristo non può essere un Papa

La tematica dell’Anticristo è per sua natura strettamente connessa con la figura del Papa. Non c’è da meravigliarsi perché, essendo il Successore di Pietro  il Vicario di Gesù Cristo in terra, colui che si oppone a Cristo ( l’Anti-Cristo) deve necessariamente anche opporsi al Papa. Lo hanno ben visto intelligenze lucide come quelle di Soloviev e di Benson. Tuttavia, nel corso della storia si è affermato un curioso filone di pensiero, soprattutto di matrice protestante, che ha identificato l’Anticristo con questo e quel Sommo Pontefice. Il fenomeno non stupisce, data l’aspra polemica che nei secoli è stata alimentata  contro la Chiesa cattolica e in particolare contro il papato. Sorprende invece che questa vena d’acqua inquinata abbia finito per scorrere anche nel sottobosco cattolico, alimentando sospetti e diffidenze che, pur non toccando la persona del Sommo Pontefice, finisce in definitiva per gettare un’ombra sulla Santa Sede.. Che dire al riguardo?

La prima verità da ribadire con la massima chiarezza è che è il Papa è l’unica persona che non può essere l’Anticristo. Infatti Egli è quella pietra su cui è costruita la Chiesa e contro la quale le forze dell’inferno non potranno mai prevalere. Tutt’al più potrebbe esserlo un antipapa, ma non il Papa validamente eletto. Nel passato si sono fronteggiati due e persino tre papi che affermavano di essere il Papa autentico, ma uno solo era il Vicario di Cristo. Allora il sistema di comunicazione era frammentario e lento. Persino degli ottimi cristiani hanno seguito in buona fede l’antipapa. Oggi però viviamo in un villaggio globale, con un sistema di comunicazioni istantaneo e capillare e ciò che deve essere chiaro a ogni cattolico è che il Papa eletto dal Sacro Collegio del Cardinali è il Vicario di Cristo in terra e la garanzia per restare saldi nella fede e uniti alla Chiesa.  L’ipotesi della Valtorta, come di altri, secondo al quale l’Anticristo potrebbe essere un ecclesiastico non è senza qualche fondamento, dal momento che Dio, nel suo governo del mondo e della Chiesa, ha permesso a satana di insinuarsi persino nel collegio apostolico.

Allo stesso modo è da respingere quella visione che, pur salvaguardando il Papa, dipinge il suo entourage con tinte fosche, quasi che la marea del male e dell’errore possa salire così in alto da lambire la Cattedra di Pietro, senza però travolgerla.  A questo riguardo va detto che Gesù non ha garantito la santità a nessuno, né al collegio apostolico, né a Pietro personalmente. Essa va conquistata con la fatica della virtù. Gli apostoli, prima della Pentecoste, erano ancora molto impastati di umana mediocrità e nell’ora delle tenebre si sono fatti sopraffare dalla paura, nonostante fossero stati per tre anni alla scuola di Gesù.  Anche loro hanno dovuto diventare santi, lasciandosi alle spalle le loro debolezze. Alla fine hanno meritato la palma del martirio, che ha coronato una vita di totale dedizione.

In certi momenti oscuri della storia della Chiesa ci sono stati dei Papi ( spesso imposti dal potere secolare) che non erano certo modelli di vita cristiana. Eppure mai nessuno di loro ha insegnato cose contrarie alle verità della fede e ai principi della legge morale. Si può certo ipotizzare che delle personalità della Chiesa tradiscano la fede ( gli eretici sono stati spesso degli ecclesiastici), ma una sana visione delle cose deve ispirare al cristiano la fiducia non solo nel Santo Padre ma anche in coloro che Egli si è affiancato come suoi collaboratori. La stessa cosa vale per i Vescovi, purché siano in comunione col Papa. Tutto ciò riguarda la dottrina e la morale, non la santità personale. Sappiamo come l’Anticristo di Soloviev e di Benson fosse un uomo di notevoli qualità umane e virtù morali, tuttavia  “non amava che se stesso”. Non bisogna inoltre dimenticare che vi è un ambito del governo della Chiesa, laddove non è in questione la verità rivelata, che è influenzato dalle qualità, ma anche dai limiti delle singole persone. Dio non si sostituisce agli uomini e ne accetta anche i difetti. Non di rado Dio corregge con un Papa successivo ciò che aveva permesso con quello precedente.

Tuttavia sarebbe una ben misera consolazione l’affermare che il Papa è l’unica persona che non può essere l’Anticristo. Il Vicario Pietro infatti è investito di una missione di discernimento e di guida della Chiesa per la quale ha  una grazia speciale. Egli infatti non solo ha il dono dell’infallibilità quando “ex cathedra”  insegna la verità rivelata e le norme di comportamento morale, ma riceve dallo Spirito Santo doni ordinari e straordinari per guidare la barca di Pietro nella giusta direzione e per indicare ai fedeli la via di Dio, specialmente quando sul mondo calano le tenebre dell’impero del male. Il Magistero del Sommo Pontefice che, nell’attuale società mass-mediatica, raggiunge quotidianamente ogni fedele in ogni parte del mondo, è una lampada che illumina il cammino della Chiesa, indicando i pericoli, gli inganni e gli errori che insidiano la vita dei fedeli. In un mondo dove domina la dittatura delle menzogna, il riferimento costante al Magistero è fondamentale per ogni cristiano.

Come acutamente hanno compreso sia Soloviev che Benson, il Papa ha un ruolo decisivo nella lotta contro l’Anticristo. Innanzitutto Dio dà a Lui la luce necessaria per smascherare i  germi che preparano l’avvento dell’Anticristo, sia nella società come nella Chiesa. A questo riguardo il Magistero dei Sommi Pontefici del secolo ventesimo e di questo inizio di millennio si contraddistingue per coraggio ed efficacia. Le spinte anticristiche, che da circa due secoli si succedono con ondate sempre più minacciose, vengono puntualmente denunciate, fronteggiate e combattute. Non vi è dubbio quindi che sarà proprio il Romano Pontefice a fare il discernimento necessario e a chiamare a raccolta la Chiesa per la battaglia decisiva della fede. L’Anticristo è il falso salvatore del mondo, espressione di quella parte dell’umanità che ha messo l’uomo-scimmia al posto di Dio. Gesù Cristo lo combatterà e lo vincerà col suo Vicario in terra e con la Chiesa che gli ha affidato come Pastore supremo.

🔴LIVE🔴EDITORIALE: SEDUZIONE E INGANNI: È L’ORA DI SATANA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Il Cielo tace se i cuori sono chiusi

Scusi, padre, ma non posso credere che non abbia mai letto questo brano nel primo capitolo del libro dei Proverbi dove si parla della Sapienza che chiama per le strade… Forse è troppo duro da dire in Radio? Ma se non ricordo male, anche a Civitavecchia si dice che ora la Madonna ha le braccia aperte, ma poi le chiuderà. Sbaglio? Sofia

24Poiché vi ho chiamato e avete rifiutato,
ho steso la mano e nessuno ci ha fatto attenzione;
25avete trascurato ogni mio consiglio
e la mia esortazione non avete accolto;
26anch’io riderò delle vostre sventure,
mi farò beffe quando su di voi verrà la paura,
27quando come una tempesta vi piomberà addosso il terrore,
quando la disgrazia vi raggiungerà come un uragano,
quando vi colpirà l’angoscia e la tribolazione.
28Allora mi invocheranno, ma io non risponderò,
mi cercheranno, ma non mi troveranno.
29Poiché hanno odiato la sapienza
e non hanno amato il timore del Signore;
30non hanno accettato il mio consiglio
e hanno disprezzato tutte le mie esortazioni;
31mangeranno il frutto della loro condotta
e si sazieranno dei risultati delle loro decisioni.
32Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà
e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire;
ma chi ascolta me vivrà tranquillo
e sicuro dal timore del male».


Cara Sofia,

Sono arrivate molte riflessioni sulle parole sorprendenti della Regina della pace nel suo ultimo messaggio. La Madonna ha fatto riferimento ai primi giorni delle apparizioni, quando la riposta della Parrocchia di Medjugorje fu fervorosa, per sottolineare che allora “il Cielo non taceva” e concedeva grazie, pace e benedizioni.

Prendo l’occasione del testo dei libro dei Proverbi che tu mi hai inviato per dare una corretta interpretazione di quella affermazione.

A mio avviso significa che il Cielo parla se i cuori sono aperti, ma non parla se sono chiusi. “Chi ascolta me sarà tranquillo e sicuro dal timore del male” dice il Signore Facciamolo anche noi.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla seduzione del modernismo

Cari amici, il messaggio del 25 settembre 2023 è senza dubbio particolare anche perché contiene parole nuove. Solitamente nei messaggi della Madonna ricorre più o meno la stessa terminologia; pertanto, è sempre interessante – nell’approfondimento dei messaggi – trovare parole nuove, mai usate.

«Cari figli! Vi invito alla preghiera forte. Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù. Perciò, cari figlioli miei, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie, affinché il mio cuore materno sia gioioso come nei primi giorni quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il cielo non taceva ma ha donato in abbondanza a questo luogo grazie, pace e benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata»

Nel messaggio del 25 settembre ci sono espressioni nuove interessanti. La prima è sicuramente: “Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri”; questa espressione è nuova e riflette la psicologia della tentazione satanica. L’altra espressione è “il cielo non taceva; questa espressione è inquietante.

Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù” C’è una psicologia della tentazione che molti maestri di spirito hanno messo in evidenza per svelare la tattica di satana nella tentazione e per saper rispondere. Per capire questo bisogna tenere presente che la tentazione è un pensiero suscitato o dalla nostra stessa carne, o offerto dal mondo, oppure è un’insidia del demonio stesso. Più le persone tentate sono importanti nel piano di sterminio del demonio, più le forze di satana sono scatenate e lui stesso si mette in prima linea, come ha fatto con Gesù nel deserto. La Madonna ha detto che «satana è libero dalle catene» (1 gennaio 2001), infatti da allora il diavolo ha preparato lo slogan globale con il quale sedurre i popoli, in particolare i cristiani. Questa mentalità dilagante sta seducendo veramente l’umanità e sta iniziando a distruggere la fede cristiana; lo slogan è “senza Dio si vive meglio”.

Questa seduzione è stata lanciata da satana attraverso i suoi seguaci, soprattutto quelli che hanno in mano i mass-media. Questo slogan è entrato in occidente e ha svuotato le chiese. La tattica di satana è ormai chiara: dapprima seduce, poi, se trova un’anima che non cede alla tentazione, passa alla persecuzione. Satana, a sostegno di questo suo slogan, ha messo a punto una tattica sopraffina che utilizza tutti i mezzi di comunicazione di massa e nel giro di pochi decenni l’umanità è passata a non volere Dio. Il passaggio ulteriore di questa tattica è l’eliminazione sistematica del Cristianesimo.

Quando la Madonna dice: «Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri» si riferisce proprio a questo slogan del mondo contemporaneo, che è di radice ateo-materialistica ed è supportato dalla falsa scienza che afferma infondatamente che c’è solo la materia che si evolve e che l’uomo sarebbe il risultato della materia; quindi, la sua vita sarebbe molto simile a quella di un animale.

Questo slogan, allora, si incolla alla mente, diventa una seduzione, una proposta di vita, diventa una visione di vita, un’opzione, una regola. Ne deriva, allora, che si organizza la propria vita senza Dio, ci si allontana dalla Chiesa, si abbandona la preghiera, si lasciano i Sacramenti, non si considerano nemmeno i Comandamenti finché l’anima diventa una sola cosa con colui che ha proposto il suo “verbo”, ossia che senza Dio si vive meglio.

Satana allontana da tutto ciò che è di Dio e offre le cose del mondo. Satana ci seduce con quello che ci offre che è appetitoso, invoglia, è accattivante, appare facile, luminoso, piacevole, conveniente. In realtà, come ben sappiamo, le proposte di satana sono false, vuote, buie, portano alla perdizione e sono intrise di malignità.

La Regina della pace ha detto chiaramente che satana ci distrugge con quello che ci offre: «desidero proteggervi da tutto ciò che satana vi offre e attraverso cui vi vuole distruggere» (25 marzo 1990).

Nel messaggio del 25 settembre 2023 la Madonna si è rivolta alla parrocchia di Medjugorje ricordando i primi tempi in cui la popolazione aveva risposto alla chiamata pregando giorno e notte. In questo modo gli abitanti di Medjugorje hanno potuto resistere alla persecuzione e alla guerra. Ora, poiché all’inizio del nuovo millennio è arrivata la grande seduzione che imperversa in tutto il mondo, la Madonna è preoccupata prima di tutto per la parrocchia che Lei stessa ha scelto di guidare e ha dato questo ammonimento dicendo che satana sta cercando di catturare il maggior numero di parrocchiani con questa seduzione, di cui la Madonna ha parlato chiaramente anche nel messaggio del 25 febbraio 2023: «In questo tempo di grazia satana vuole sedurvi e voi, figlioli, guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario, nella rinuncia e nel digiuno».

Questa visione della vita cattura la mente nello stesso modo in cui l’ha fatto con i progenitori. La Genesi racconta proprio che Eva ha guardato la mela proposta dal serpente, ne è stata sedotta, l’ha desiderata con tutta se stessa e l’ha fatta sua.

La tentazione di satana entra come desiderio della mente, diventa bramosia del cuore, ci ossessiona dall’interno e non vediamo altro. Ecco come diventiamo di satana e non siamo più di Dio. La tattica è sempre la stessa, satana tende una rete dorata nella quale noi cadiamo prigionieri e, credendo di essere invece finalmente liberi da Dio, diventiamo schiavi del maligno.

La Regina della pace ha sottolineato questo grave pericolo nel messaggio del 25 settembre 2023 e lo ha fatto per tutti coloro che hanno risposto alla chiamata ma dormono il sonno stanco della morte.

Svegliamoci allora, non rimaniamo assopiti ma rinvigoriamo la nostra fede con la preghiera forte, di giorno e di notte.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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La storia riscritta da Putin come la raccontava Stalin

 di Paolo Mieli – Corriere  della Sera 10 Agosto 2023

I ragazzi russi studieranno su un libro di testo che rivisita gli ultimi cinquant’anni fino alle vicende attuali del conflitto in Ucraina. Come era già accaduto con l’Holodomor

Illustrazione di Doriano Solinas

Mikhail Gorbaciov fu un incompetente, sedotto dagli Stati Uniti, sostanzialmente un povero sciocco che per la sua pochezza consentì lo sfascio del proprio Paese. Colpa anche sua se Mosca è stata costretta il 24 febbraio del 2022 ad avviare l’ormai famosa «operazione speciale» contro lo «Stato nazista» che si è dato il nome di Ucraina. Le sanzioni occidentali contro la Russia, successive a quell’«operazione», sono paragonabili all’invasione napoleonica del 1812. Questo e altre cose dello stesso genere apprenderanno gli studenti russi da un libro di testo, redatto «in soli cinque mesi», che, da settembre, dovranno portare sui banchi di scuola (al momento, solo le ultime classi delle superiori). Il nuovo manuale, ha annunciato il ministro dell’Istruzione Sergei Kravtsov, ricostruisce la storia degli ultimi cinquant’anni. Di modo che — ma questo Kravtsov non lo ha detto — i diciassettenni, cioè quelli che prima o poi potrebbero essere chiamati alle armi, saranno indottrinati sui motivi per cui li si manderà probabilmente a combattere. E a morire.

Che il capo del Cremlino dia grande importanza ad una sua personalissima rivisitazione del secolo scorso, è noto fin dalla pubblicazione (luglio 2021) del saggio per molti versi sorprendente L’unità storica di russi e ucraini.

Le sue tesi sono state ben illustrate da Nicolas Werth in un documentato libro, Putin storico in capo (Einaudi), di cui si è già occupato su queste pagine Marco Imarisio. Fondamentalmente Putin ha gettato a mare Lenin stabilendo una continuità tra la stagione degli zar che hanno fatto grande la Russia (Caterina II, Alessandro III) e quella di Stalin. Il quale, dopo aver stipulato nel ’39 un patto con Hitler, una volta aggredito (nel ’41) dalla Germania nazista, l’ha combattuta riuscendo — ed è questo il suo merito — ad ampliare i confini dell’Unione sovietica. Tutti i riconoscimenti — dell’epoca gorbacioviana e del decennio successivo alla caduta del comunismo — delle responsabilità staliniane in piccoli e grandi misfatti (clausole segrete del patto Molotov-Ribbentrop, fosse di Katyn, organizzazione sistematica del terrore, soppressione, in dimensioni inaudite, di dissidenti anche solo potenziali, l’arcipelago gulag) tutte queste ammissioni di colpa in alcuni tra i più efferati crimini del XX secolo, sono scomparse. Putin — eccezion fatta per Lenin — recupera in toto la storia come veniva raccontata ai tempi di Stalin e di Breznev.

Per parte loro, prima ancora di quel che saranno costretti a fare gli studenti russi, gli storici occidentali che guardano con simpatia al Presidente della Federazione russa, si sono adeguati. In pochi hanno trovato qualcosa da ridire sulle svariate pubblicazioni in cui, nell’ultimo anno e mezzo, sono state riproposte versioni della storia russa ricalcate su quelle degli anni Cinquanta. Persino di quelle antecedenti il XX congresso del Pcus (1956) in cui Chruscev denunciò i crimini di Stalin. Nessuno ha fiatato quando per minacciare Varsavia Putin ha sfacciatamente sostenuto che «i confini occidentali dell’attuale Polonia sono un dono di Stalin ai polacchi».

Di questa generale disattenzione s’è avuta riprova, qui da noi, quando, a fine luglio, il Senato italiano è stato chiamato a discutere del riconoscimento della natura genocida dell’Holodomor (milioni di ucraini sterminati per fame tra il ’32 e, soprattutto, l’inverno-primavera del ’33). Un riconoscimento già ottenuto dal Parlamento europeo e da 18 Paesi tra cui Stati Uniti, Germania e Canada. Intendiamoci: tra gli storici ancora si discute sul vero motivo per cui Stalin decise di lasciar morire gli ucraini nelle dimensioni (ripetiamo) di milioni e milioni. Mancano (a nostro avviso) prove definitive che lo abbia fatto per dare un colpo mortale alla «nazione ucraina». Probabilmente con quella «fame sterminatrice» voleva «soltanto» prevenire la resistenza dei contadini ucraini alla politica di collettivizzazione forzata decisa dall’Urss gli inizi degli anni Trenta. Politica che consisteva nell’accaparramento del grano — a un certo punto dell’intero raccolto — per sfamare gli operai delle città impegnate nell’industrializzazione. Ma, al di là delle intenzioni, i comportamenti del leader georgiano furono, nell’occasione, «genocidi». Ed è un fatto che lo stesso inventore del termine «genocidio», il giurista Raphael Lemkin, nel 1953 spiegò, in riferimento a quel neologismo, quanto fossero appropriati i riferimenti alla tragedia ucraina di novant’anni fa.

Per questa ragione ci saremmo aspettati una generale sollevazione degli storici italiani allorché il nuovo ambasciatore russo in Italia, Alexej Paramonov, si rivolse alle nostre Camere con una lettera in cui metteva la terribile carestia del ’32- ’33 nel conto di «errori gestionali» e di «condizioni climatiche sfavorevoli». Accusando i sostenitori della «tesi dell’Holodomor-genocidio» di aver fatto ricorso a «manipolazioni, distorsioni e falsificazione dei dati sui numeri dei morti» allo scopo di «massimizzare la disunione dei popoli uniti da plurisecolari legami storici, culturali e spirituali».

A parte ogni altra considerazione si trattava di un’impropria e antipatica ingerenza in un nostro dibattito parlamentare. Quasi nessuno tra i più illustri intellettuali italiani, però, trovò qualcosa da ridire (tra i pochissimi che lo fecero, va ricordato, per lucidità argomentativa, Andrea Graziosi in un’intervista a Maurizio Stefanini del Foglio). Per il resto, silenzio.

A nostro avviso è uno sbaglio considerare le divagazioni storiografiche di Putin come cose marginali. A maggior ragione adesso che le tesi dell’autocrate moscovita si accingono a diventare cardine formativo di una generazione di giovani russi. Trascurarle è un imperdonabile errore. Di sottovalutazione.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“…Ed il Cielo non taceva”: dopo il tempo della Grazia verrà il tempo della Giustizia?

Carissimo Padre Livio, 

Volevo esprimerLe un piccolo pensiero in merito all’ultimo messaggio. Quando l’ho letto sono rimata subito colpita dall’ultima parte quando la Madonna dice: “Il Cielo non taceva ma ha donato in abbondanza a questo luogo grazie pace e benedizione“. 

Mi è sembrato come se la Madonna parlando di Medjugorje  ‘al passato’ volesse chiudere un capitolo.

È come se ci invitasse a non dimenticare tutto quello che è stata Medjugorje, quanto Dio ci ha amato e ci ama e della Sua infinita pazienza dimostrata in tutti questi anni (tempo della Grazia) perché forse quando cominceranno i segreti (tempo della Giustizia) potremmo dimenticarcene e  potremmo pensare che Dio non ci aiuta e non ci ama e mi è venuto in mente il messaggio dato il 25 ottobre 1985 dove riporto solo una parte;

Tutto quello che vi ho confidato si realizzerà. Anche gli ammonimenti al mondo si verificheranno. Però non dovete pensare per questo che Dio abbia un cuore duro. Guardatevi attorno e vi renderete conto di quanto siano immersi nel peccato gli uomini di oggi. E così non direte più che Dio ha un cuore duro.

Caro Padre Livio è stato solo un pensiero ma volevo condividerlo con Lei.

La abbraccio e continui così!

Emy


Cara Emy,

quello che ha detto la Madonna nel suo ultimo messaggio va considerato  con grande serietà, perché la  Madonna mette in chiara contrapposizione  la situazione spirituale di Medjugorje come era nei primi tempi delle apparizioni con quella di adesso.

La Madre lo fa  con dolcezza, chiamando i parrocchiani “cari figlioli miei”, ma il  suo ammonimento traspare dal paragone fra i passato e il presente.

Nei primi giorni delle apparizioni c’era “la preghiera nelle  famiglie”, il  suo Cuore materno era “gioioso”, la preghiera riempiva “il giorno e la notte”, “il Cielo non taceva” e riversava in abbondanza su Medjugorje grazie, pace e benedizione.

Questo accadeva allora, ma ora? Ora “il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù.”

In questa prospettiva possiamo comprendere perché i due primi segreti riguardano proprio Medjugorje e “non saranno piacevoli” ha detto Mirjana.

Ciò non toglie che la situazione spirituale altrove sia  peggiore, ma  Medjugorje è il popolo scelto dalla Madonna, nel quale Lei ha riposto la sua speranza.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La mia conversione è incominciata con un provvidenziale incontro con Vicka in ospedale

Caro Padre Livio, mi sento di scriverle di nuovo dopo il bellissimo messaggio della Madonna di due giorni fa. Volevo esprimerle anch’io tutta la mia gioia per quello che sembra a tutti gli effetti un “riconoscimento” al suo impegno decennale al servizio di Radio Maria e a vantaggio delle anime, da parte della Regina della Pace.

Nella precedente e-mail ho omesso volutamente un aneddoto a completamento della mia esperienza di Medjugorje, sia per un mio “pudore” personale, sia per non rubare spazio alle e-mail degli altri ascoltatori, ma ora, alla luce di questi fatti, penso che ogni testimonianza, seppur consci della nostra “povertà”, possa servire a collaborare al progetto di Maria.

Dunque, dopo aver preso consapevolezza della genuinità delle apparizioni e quindi della credibilità dei veggenti, desideravo tantissimo di andare in pellegrinaggio, ma per motivi diversi, non mi decidevo a prenotare. Ci ha pensato la Madonna ad invitarmi… nella persona di Vicka! Sono di Roma (anche se attualmente risiedo nella provincia di Mantova) e nel 2012 mi recai all’Ospedale Gemelli per dei controlli medici… e vi incontrai Vicka.

Può immaginare il mio stupore; appena l’ho riconosciuta le ho espresso la mia gioia per averla incontrata dal momento che volevo andare a Medjugorje ma non mi decidevo e che per me quello era un chiaro segno che la Madonna stessa mi stava invitando. Vicka fu molto gentile mi sorrise, mi abbracciò e mi strinse la mano… fu un’emozione che non dimenticherò mai.

Naturalmente, dopo poco mi ci recai e fu un’esperienza meravigliosa, che consiglio a tutti quelli che ancora non lo hanno fatto. Le dico questo a beneficio di quanti non credono nell’intervento del soprannaturale nella vita di ognuno di noi…la Madonna interviene, Dio interviene, eccome! Anzi, talvolta “irrompe” inaspettatamente come un fulmine a ciel sereno!

 La preghiera, sulla quale lei giustamente insiste sempre (come ha ribadito anche la Madonna nell’ultimo messaggio) è stata per me la “chiave” che ha aperto finalmente il mio cuore ad un rapporto di fiducia e confidenza filiale che si è instaurato da allora con la Madonna (e con Gesù).

Ci tengo a sottolineare che non sono più devota o meritevole o meno peccatrice di altri, anzi anni fa ero molto più lontana dalla fede di quanto non sia ora, ma ho perseverato nella preghiera. Pregate, pregate, pregate…il Cielo ci ascolta e la nostra Mamma dolcissima non ci abbandona.

Si comprende dunque cosa intendeva la Vergine dei poveri a Banneux quando disse: “Credete in me, io crederò in voi”. La ringrazio ancora per la sua pazienza…e prego che Maria la conservi ancora per molti anni alla guida di questa Radio così fondamentale per noi cristiani cattolici.
Sia lodato Gesù e Maria.

Daniela.

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