"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: MEDJUGORJE Pagina 1 di 7

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA  MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


4 Credere alle apparizioni della Madonna è una grazia.

Me ne sono reso conto nel momento in cui, per la prima volta, entravo in chiesa, mentre una parrocchia intera, rispondendo alla chiamata della Madonna, recitava il rosario in preparazione alla S. Messa. Guardavo qui volti seri e intensi, bruciati dal vento e dal sole, protesi verso l’altare, mentre una preghiera unanime saliva al cielo. “Qui tutto credono  alle apparizioni” è stata la mia spontanea riflessione.

Eppure non è un fatto scontato. Chi conosce la storia delle apparizioni mariane, sa che le reazioni più critiche sono venute spesso dai familiari e dai compaesani dei veggenti. Non è stato così forse a Lourdes e a Fatima? Lo stesso Gesù ha dovuto amaramente ammettere che” Nessun profeta è ben accetto in patria” ( Lc 4,24.

A Medjugorje si è verificato l’evento raro che, non sole le famiglie dei veggenti, ma l’intero villaggio ha creduto alle apparizioni e ha perseverato in questa convinzione. Dopo le esitazioni iniziali, dovute a un atteggiamento di doverosa prudenza, anche il parroco e i frati della parrocchia si sono aperti alla grazia della presenza di Maria.

 Ho chiesto alla veggente Marija quale sia stato il comportamento dei suoi genitori in quei primi giorni pieni di entusiasmo e di attese, ma anche di interrogativi e di timori. Mi ha risposto che tacevano e pregavano. La nonna, che aveva sentito dire che anche Satana può apparire, ha suggerito alla veggente  Vicka di aspergere la Madonna con l’acqua benedetta.

Il villaggio ha risposto con fede, ma non senza un atteggiamento riflessivo. L’evento era sorprendente e provocava nel cuore delle persone un misto di sconcerto, gioia e speranza. veggenti erano quattro ragazze  (Ivanka, Mirjana, Vicka, Marija) ed due ragazzi ( Ivan, Jakov) ben conosciuti dalla gente e apparivano assolutamente sinceri e credibili.

Tuttavia una adesione così generale non deve essere stata facile. Infatti perché la Madonna avrebbe scelto proprio quei sei ragazzi, non fra i più assidui nel frequentare la parrocchia, mentre avrebbe tralasciato altri ritenuti più buoni e più devoti? E’ normale che dei genitori si domandino perché nessuno dei propri figli sia stato scelto dalla Madre di Dio.

Invidie e gelosie di questo genere sono sempre in agguato, specialmente in un agglomerato dove tutti si conoscono e dove ognuno misura i panni che indossano gli altri. Eppure tutti hanno accettato le scelte fatte dalla Madonna senza obiezioni e senza riserve.

 I veggenti stessi si sono chiesti perché la Madonna avrebbe scelto loro e non altri. “Perché questa è stata la volontà di Dio”, ha riposto la Gospa, sottolineando che loro non erano né migliori né peggiori di altri. Marija si chiedeva perché la Madonna non aveva scelto le sue amiche Anna ( sorella di Vicka) e Draga, a suo dire molto migliori di lei.

Dopo che il secondo giorno, il 25 Giugno 1981, si è formato il gruppo dei sei veggenti, la Madonna non ha più cambiato le sue scelte, confermando la grazia dell’elezione e assegnando a ognuno di loro dei compiti particolari . I tentativi di aggiungere altri veggenti agli attuali, o addirittura di sostituirli, non hanno mai avuto presa sul villaggio e si sono dissolti nel nulla.

La proliferazione di veggenti, come è avvenuto a Lourdes, non si è verificata nel villaggio di Medjugorje, dove tutti gli abitanti hanno accolto con obbedienza e umiltà le scelte del Cielo.

Oggi, al pellegrino che arriva a Medjugorje, si presenta un panorama di relativa prosperità, che indurrebbe a pensare che l’aver creduto alle apparizioni sia stato un vantaggio. Indubbiamente lo è stato, ma alla luce della parola  di Gesù: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” ( Mt 6,33).

 Nei primi anni delle apparizioni, e finché i comunisti sono rimasti al potere, non solo i veggenti e le loro famiglie, ma anche l’intera popolazione è stata sottoposta a vessazioni di vario genere.

Già dopo alcuni anni, trascorsa la festa dell’Epifania del 1987, ho assistito personalmente a una retata della polizia speciale, venuta da Sarajevo, che ha portato in commissariato per un interrogatorio Vicka e Marija e altre 17 persone, con l’accusa di aver organizzato la novena dell’Immacolata nella sala di una casa adibita a incontri comunitari.

Allora le manifestazioni religiose fuori della chiesa erano ritenute un reato e le autorità volevano sapere chi era stato il responsabile. “Scrivi che è stata la Madonna” intimava Vicka al malcapitato segretario che doveva verbalizzare l’interrogatorio. La stessa veggente mi confidava che in diverse occasioni hanno cercato di ritirare il passaporto a suo padre, quando ritornava dal lavoro in Germania per qualche giorno di visita alla famiglia.

La popolazione ha perseverato nella sua fede nelle apparizioni anche nonostante l’atteggiamento ostile del Vescovo, il quale, in occasione della visita annuale alla parrocchia per le Cresime, non perdeva l’occasione per rimproverare apertamente i fedeli.

La gente ha sopportato di tutto, insieme ai veggenti e alle loro famiglie. L’aver perseverato si è trasformato in una benedizione non solo per loro, ma per tutta la regione e per l’intera Chiesa. Se il mondo intero avesse accolto questa grazia, avrebbe evitato la grande tribolazione della quale si intravedono le avvisaglie.  

Tuttavia anche a Medjugorje non tutti hanno risposto alla chiamata e non tutti hanno risposto allo stesso modo. Gli ammonimenti della Madonna non sono mancati, specialmente dopo la particolare elezione della parrocchia. Pare che anche i primi due segreti siano un ammonimento rivolto a Medjugorje, comprendendo anche tutti coloro che ne fanno idealmente parte.

E’ fuori dubbio che credere a una apparizione mariana non è necessario per conseguire la salvezza. La Chiesa non fa obbligo di credere a una apparizione, ma ne vaglia la provenienza soprannaturale, esortando i fedeli a far fruttificare la grazia.  Infatti solo le verità rivelate richiedono un assenso di fede divina, senza il quale la salvezza non è possibile.

 Tuttavia sul piano personale la corrispondenza alle grazie che Dio concede è fondamentale per il proprio cammino spirituale. In nessuna apparizione la Madonna ha detto che chi vuol credere creda, e chi non vuol credere non creda.  Al contrario la Madre ha manifestato a più riprese il suo dolore per non essere stata accolta, mentre ha mostrato una grande gioia per la presenza delle moltitudini, specie in occasione dell’anniversario.

Sarebbe un grande errore sottovalutare la grazia di credere alla presenza di Maria nelle sue apparizioni. Chi fa le spallucce, ostentando indifferenza, se non disprezzo, per il “popolino ignorante”, si preclude una fonte di grazia alla quale l’Onnipotente chiama tutti e non solo alcuni.

Quando la Madonna si manifesta, non lo fa per aggiungere qualcosa alla divina rivelazione, ma per aiutarci a comprenderla nella sua profondità e soprattutto a viverla. In uno dei suoi primi messaggio la “Gospa” ha affermato di essere venuta per “risvegliare la fede”. Chi potrebbe dire che non ne avevamo bisogno?

Non ebbe forse a dire Paolo VI, alcuni anni prima dell’inizio della apparizioni, che proprio la fede stava per essere messa in questione? Noi oggi sappiamo che la fede è il problema fondamentale che la Chiesa e il mondo hanno davanti agli occhi.

L’orizzonte nel quale si colloca l’apparizione della Madre di Dio a Medjugorje è di una vastità tale da abbracciare il mondo intero. La Regina della pace, in questo lungo arco di tempo, ha esteso la sua chiamata agli estremi confini della terra. La grazia di credere non viene concessa ad alcuni soltanto ma a tutti, perché la maternità di Maria si estende a ogni uomo, a prescindere dalla sua fede.

La grazia di credere, se accolta, apre un fonte inesauribile di altre grazie. Ne ho fatto l’esperienza quando, entrato in sacrestia e rivestitomi dei paramenti sacri, mi sono accinto a concelebrare la mia prima Messa a Medjugorje.

Vostro Padre Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 15)

JAKOV OF MEDJUGORJE TELLS HIS EXPERIENCE WITH THE VIRGIN ( 15)

“Nella mia vita ho avuto due desideri: incontrare Madre Teresa e incontrare il Papa”.

Padre Livio: Dopo i giovani direi di rivolgere un pensiero ai malati.

Jakov: Ai malati posso dire quello che la Madonna dice sempre: di pregare, di avere fiducia e di credere. E’ necessario che preghino per capire il valore della loro malattia.

Padre Livio: E’ molto importante per poterla sopportare.

Jakov: Non chiedersi perché mai Dio abbia dato questo castigo, ma credere che si tratta di un progetto di Dio, un progetto che Dio ha su ognuno di noi e che lui ci aiuta.

Padre Livio: Quindi vedere la malattia da un punto di vista soprannaturale.

Jakov: Sì e Dio ci aiuta anche a capire la nostra malattia.

Padre Livio: Vederla nella luce di Dio è una grazia.

Jakov: Poi però non è sbagliato pregare per la nostra guarigione.

Padre Livio: Anche nei vangeli i malati chiedono a Gesù la guarigione.

Jakov: Non bisogna dire sempre: “ Ho pregato per un anno e Dio non mi ha aiutato. Che cosa deve fare adesso?”. Noi dobbiamo solo pregare e credere.

Padre Livio: Quindi si può chiedere la guarigione, ma innanzi tutto bisogna comprendere il progetto di Dio.

Jakov: E dire sempre, sia fatta la volontà di Dio e non la nostra.

Padre Livio: Che cosa diresti ai sacerdoti?

Jakov: La Madonna una volta ha dato un bel messaggio dei sacerdoti, dicendo che devono proteggere la fede del popolo. Io personalmente auguro ai sacerdoti di essere sempre di esempio per gli altri e che tutti i cristiani possano vedere Gesù nel sacerdote.

Padre Livio: Il sacerdote è veramente un altro Gesù.

Jakov: E che Dio ci dia tanti e santi sacerdoti.

Padre Livio: E alle suore che diresti?

Jakov: La stessa cosa anche alle consacrate.

Padre Livio: E agli ascoltatori di Radio Maria che cosa diresti?

Jakov: Li saluti tutti. Posso loro dire una sola cosa, di accettare i messaggi della Madonna e donare completamente a lei il loro cuore. Solo così la Madonna può lavorare attraverso di noi.

Padre Livio: Se tu potessi parlare con il Papa, che cosa gli diresti?

Jakov: Non so se sarei in grado di dirgli qualcosa, perché nella mia vita ho avuto due desideri: incontrare Madre Teresa e incontrare il Papa. Questo pensiero mi emoziona molto. Ho avuto occasione di incontrare il Papa in una udienza generale. Sono momenti molto emozionanti. Se mi capitasse di parlargli, penso che mi verrebbe qualcosa di spontaneo.

Padre Livio: Quando avrai la prossima apparizione della Madonna.

Jakov: Per Natale.

Padre Livio: Aspetti ansia questo giorno?

Jakov: Ah sicuramente. Questo è stato l’anno più lungo.

Padre Livio: Questo senza apparizioni è stato l’anno più lungo della tua vita?

Jakov: Eh sì. Però la Madonna è sempre con me.

Padre Livio: Ti manca?

Jakov: Sì, mi mancano le apparizioni, però la sento lo stesso nel mio cuore.

Padre Livio: Ma questo appuntamento tutti i giorni alle h. !7,45 a partire dal 25 Giugno 1981 non era un sacrificio?

Jakov: No, era una gioia.

Padre Livio: Una gioia?

Jakov: Perché tu sapevi che in quel momento che anche i problemi e le difficoltà che avevi avuto durante la  giornata,  sarebbe sparito tutto e tu senti nel cuore solo quello che la Madonna ti trasmette in quel momento.

Padre Livio: Quindi questo appuntamento giornaliero con la Madonna lo avete vissuto con gioia?

Jakov: Con tanta gioia.

Padre Livio: Bene, allora ci raccomandiamo a te perché nella prossima apparizione che avrai a Natale tu presenti alla Madonna tutti gli ascoltatori di Radio Maria.

Jakov: Sì vi raccomanderò tutti alla Madonna e presenterò tutte le vostre intenzioni. Ma voi dovete anche pregare per me, per tutti noi e per le nostre famiglie ( fine).

(Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA  MIA VITA PER LA GOSPA

Cari amici,  da  oggi per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


3 Una piccola parrocchia per  un grande piano

Negli anni successivi al mio primo pellegrinaggio a Medjugorje, ho sempre trascorso in questa “oasi di pace”, come la chiama la Madonna,  l’intero mio periodo di riposo, frazionandolo durante l’arco dell’anno. Lo consiglio ai miei confratelli sacerdoti, per i benefici straordinari che ne derivano sia per l’anima che per il corpo.

Tuttavia mi sono spesso riservato una settimana per visitare i santuari mariani d’Europa, dove la Madonna è apparsa nei tempi moderni. Si tratta di edifici, non di rado imponenti, sorti sul luogo delle apparizioni, affiancandosi alla Chiesa parrocchiale e non di rado sostituendola. Ciò che è accaduto ad esempio a Lourdes o Fatima, non si è affatto verificato a Medjugorje, nonostante l’importanza assunta dalla collina delle prime apparizioni, dove la Madonna lascerà il segno relativo al terzo segreto.

 Il cuore di Medjugorje è la Chiesa parrocchiale e questo per l’esplicita volontà della Regina della pace, che ne ha fatto  il fulcro del suo piano di salvezza per la nostra generazione. Ogni volta che arrivi a Medjugorje, lo voglia o meno, devi passare davanti alla Chiesa.

Quando è stata costruita, appariva troppo grande per un paese di qualche centinaio di abitanti, ma Dio l’aveva già collocata nei suoi progetti speciali. Sono quei piccoli particolari, che vanno colti nel loro straordinario significato, perché ti fanno capire che l’Onnipotente governa il mondo e la storia degli uomini prevedendo e provvedendo con sapienza e bontà infinite.

Anche la grande Croce eretta sul Krizevac nel 1033, per commemorare l’anno della redenzione, era già nel piano di Dio, ha rivelato la Madonna. Perché dunque dovremmo temere per la nostra vita? Oggi la Chiesa parrocchiale, pur conservando il suo fascino originario, si è circondata di spazi e attrezzata di edifici per l’accoglienza dei pellegrini, mentre l’ondata di cemento preme sempre più minacciosa.

All’inizio sorgeva isolata nei campi, coltivati a viti e a tabacco. Al suo fianco sorgeva la canonica, con gli uffici parrocchiali e le camere per la comunità religiosa. La Madonna aveva in mente fin dal principio di fare della parrocchia lo strumento del suo piano di conversione del mondo.

 La sua volontà ha vinto ogni resistenza, anche quella del Vescovo locale, dal quale la parrocchia dipende e di cui, in ultima istanza, è il responsabile. Il fatto che Medjugorje sia una parrocchia regolarmente costituita, facilita la presenza crescente di un numero straordinario di sacerdoti, come in nessun altro santuario mariano.

Nei primi anni vi erano  delle  restrizioni, ma poi le disposizioni della S. Sede, che permettono i pellegrinaggi organizzati, con un auspicabile accompagnamento sacerdotale, hanno fatto chiarezza. Da allora la parrocchia ha dilatato i confini, divenendo una porzione eletta della Chiesa universale, formata da coloro che hanno risposto alla chiamata della Regina della pace.

La Madonna fin dall’inizio, scegliendo i sei veggenti, aveva già in mente una seconda elezione, quella della parrocchia. Dopo oltre  un terzo di secolo che mi reco a Medjugorje, ritengo di essermi fatto un quadro realistico della situazione. Siamo sulla terra, non ancora in cielo.

Mettere in risalto difetti e limiti è un esercizio che rischia di sviare lo sguardo dalle meraviglie che la grazia ha operato su quel fazzoletto di terra benedetta. Non metto in dubbio che possano esistere parrocchie migliori di quella di Medjugorje. Tuttavia questa, con i suoi pregi e difetti, è stata scelta dalla Madonna per aiutare la Chiesa nel suo sforzo di rinnovamento spirituale.

Non si comprende il piano della Regina della pace se non si prendono sul serio  i primi due messaggi dati alla parrocchia attraverso la veggente Marija Pavlovic, a partire dalla Quaresima del 1984. Nel primo afferma di aver scelto in modo speciale la parrocchia e di volerla guidare ( Giovedì 1 Marzo 1984). Nel secondo invita alla conversione i parrocchiani, perché in questo modo aiutino a convertirsi tutti coloro che si sarebbero recati lì ( Giovedì 8 Marzo 1984).La Madre di Dio lancia l’appello della conversione da una parrocchia e la guida perché sia di esempio per tutti quelli che risponderanno alla chiamata.

Nel lungo tempo delle apparizioni il panorama circostante è profondamente cambiato. Il flusso dei pellegrini e la necessità di offrire un alloggio ha trasformato radicalmente non solo l’ambiente, ma anche la vita delle famiglie.

Nei primi anni la permanenza era disagevole. Le strutture di accoglienza erano limitate a poche case e bisognava cercare l’alloggio a molti chilometri di distanza. Mancavano quelle comodità elementari, come i servizi igienici in casa, che noi avevano acquisito nell’immediato dopoguerra.

 I parrocchiani prendevano molto sul serio il digiuno a pane ed acqua il mercoledì e il venerdì, e invitavano i pellegrini a fare altrettanto. Oggi si sono moltiplicati alberghi e negozi e la gente vive grazie al flusso ininterrotto che proviene da ogni parte del mondo. Non ci sono altre possibilità significative di lavoro. Non tutti sono persuasi che la vita di oggi sia migliore di quella precedente.

La gestione delle pensioni familiari assorbe l’intera giornata e resta poco tempo a disposizione per la preghiera. Il pericolo che “la preoccupazione del mondo e l’inganno della ricchezza” (Mt 13, 22) prendano il sopravvento è reale.

Forse è per questo motivo che i primi due segreti sono un ammonimento rivolto alla parrocchia. Il tentatore è infaticabile nel rubare e nel vanificare il seme che a Medjugorje è stato sparso come in nessuna altra parte del mondo.

Tuttavia la parrocchia nel corso degli anni è cresciuta, diventando un albero vigoroso che estende i suoi rami in tutto il mondo. Ciò è dovuto a due fattori fondamentali: la presenza quotidiana di Maria e l’incessante attività di preghiera, il cui fervore non è mai venuto meno.

Mi sono chiesto quale sia il segreto della festosa primavera che fiorisce incessantemente a Medjugorje. Persino le gelate del tempo di guerra non sono riuscite ad appassirla.  Vicka lo spiega dicendo che, a differenza di altri luoghi dove la Madonna è apparsa, qui a Medjugorje lei è viva e scende ogni giorno dal cielo sulla terra.

Tuttavia questa spiegazione non è sufficiente, perché i veggenti hanno le apparizioni in ogni parte del mondo dove si trovano. In particolare Marija e Ivan da tempo hanno traferito la loro residenza rispettivamente in Italia e negli Stati Uniti. Ciononostante Medjugorje è rimasto il centro irradiante di attrazione e lo rimarrà ancora in futuro per la grazia speciale dell’elezione.

E’ infatti attraverso Medjugorje che Dio porta avanti il suo “grande piano” volto a “convertire il mondo intero e chiamarlo alla salvezza”, come la stessa Regina della pace ha tenuto a precisare (25 – 06 -2007).

La parrocchia a Medjugorje ha risposto alla chiamata soprattutto con la preghiera. L’ intera piana,  con le colline circostanti, è un immenso tempio dove l’adorazione, il ringraziamento e l’invocazione salgono incessantemente al cielo.

Fin dai primi giorni la Madonna stessa ha disposto che la gente scendesse dalla collina del Podbrdo per radunarsi nella chiesa parrocchiale. Quello infatti era l’unico luogo dove la polizia permetteva la preghiera comunitaria. Per lungo tempo i veggenti hanno avuto le apparizioni nei locali della Chiesa, come il coro, il campanile, la sagrestia.

 Le apparizioni orientavano alla S. Messa, preceduta e seguita dal S. Rosario e dall’adorazione del Santissimo e della Croce. La parrocchia di Maria è in primo luogo una parrocchia orante. Infatti la preghiera alimenta la fede, infonde la pace e sostiene nel cammino di conversione. Mi sono chiesto più volte perché le nostre chiese siano desolatamente vuote, specialmente durante la settimana.

 Forse noi sacerdoti non siamo uomini di preghiera, come lo è stato Gesù stesso nel tempo della sua missione. Sono entrato nella Chiesa parrocchiale per la prima volta quel pomeriggio invernale del 15 Marzo 1985, un giorno feriale, sotto una pioggia battente. Non c’era un solo posto libero. La chiesa era stipata di fedeli del posto.

Vostro Padre  Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 14)

JAKOV OF MEDJUGORJE TELLS HIS EXPERIENCE WITH THE VIRGIN ( 14)

“ Fra  noi non abbiamo mai parlato dei segreti”

Padre Livio: Volevo ritornare su un argomento che forse voi veggenti non gradite molto, ma alla gente interessa  e non solo per vana curiosità: quello dei segreti. Mi pare che di essi qualcosa si sappia. Per esempio per quanto riguarda il terzo segreto.

Jakov: Io adesso ti dico tutto quello che posso dirti e poi basta.

Padre Livio: Ci è sufficiente sapere ciò che la Madonna vuole che si sappia.

Jakov: Come molti sanno, la Madonna fin dall’inizio ci ha detto che avrebbe dato dieci segreti a tutti ( i sei veggenti).

Padre Livio: E’ qualcosa di molto più impegnativo di Fatima, almeno per quanto concerne il numero.

Jakov: Fino a questo momento siamo in tre che abbiamo ricevuto i dieci segreti ( Mirjana, Ivanka, Jakov) e non abbiamo più le apparizioni quotidiane. Questi segreti che la Madonna ci ha dato non sappiamo se sono uguali gli uni con gli altri, perché fra noi non abbiamo mai parlato di questi segreti.

Padre Livio: Niente?

Jakov: Niente. Noi li possiamo rivelare quando la Madonna ci dà il permesso.

Padre Livio: Anche tu?

Jakov: Anch’io. Quando la Madonna mi dà il permesso, li posso dire agli altri. Io non penso a questi segreti e non ho paura. Non mi pesa di portali. Questo è tutto quello che posso dire.

Padre Livio: E per quanto riguarda il terzo segreto? Gli altri veggenti hanno potuto rivelare qualcosa, parlando di un segno che la Madonna lascerà sulla montagna delle apparizioni.

Jakov: Sì posso dire che la Madonna ha promesso di lasciare un segno sulla montagna delle apparizioni, che sarà permanente e visibile a tutti.

Padre Livio: E sarà bello?

Jakov: Bellissimo

Padre Livio: Bellissimo? Ah caspita! E potremo vederlo da qui?

Jakov: No, no. Dovete venire a Medjugorje.

Padre Livio: Sarà probabilmente un segno biblico. Una nube luminosa ad esempio. La Madonna ama i riferimenti biblici. Ma lasciamo perdere. Ho sentito dire che i segreti, almeno alcuni, che ha Mirjana, riguarderebbero il futuro del mondo. Si tratterebbe di avvenimenti che accadranno necessariamente. Tu ne sai qualcosa?

Jakov: Non so. Non posso dire niente.

Padre Livio: Tu sai solo ciò che la Madonna ha detto a te.

Jakov: Non posso dire se è vero o non è vero quello che Mirjana ha detto. Io non posso dire niente di questo.

Padre Livio: Potresti dire se alcuni dei tuoi segreti riguardano te personalmente?

Jakov: Non posso dire neanche questo.

Padre Livio: Neanche questo? Sei più ermetico di Bernadette. Lei almeno rivelò che la Madonna le aveva dato tre segreti personali, che tuttavia non rivelò mai a nessuno. Un Vescovo una volta cercava di carpirle qualche cosa al riguardo, ma Bernadette lo redarguì dicendo: “ Ma Eccellenza!” Come dire: “Lei che è Vescovo, non sa che i segreti di Dio vanno mantenuti?”

Ma soffermiamoci un momento sui giovani. Non so se a te la Madonna ha dato qualche messaggio al riguardo. A Vicka in un messaggio ha detto che i giovani si trovano in una situazione molto molto difficile. Che ne pensi tu di questo messaggio?

Jakov: Ma sicuramente, perché io penso che i giovani si trovano in momenti molto difficili.

Padre Livio: Per quale motivo secondo te?

Jakov: Perché tutto ciò che il mondo offre è un pericolo Tutte le nuove tecnologie che oggi escono rappresentano un pericolo. I giovani cercano la felicità. Alcuni la cercano nella droga. Altri la cercano in altre cose che però sono pericolose.

Padre Livio: Sempre in quel messaggio dato a Vicka la Madonna ha detto che satana approfitta del vostro tempo libero.

Jakov: Sicuramente anche  delle nostre debolezze quando siamo deboli, quando cerchiamo le altre gioie e le altre felicità nelle cose pericolose. Lì satana è certamente presente e ci vuole distruggere nella nostra debolezza. Per questo la Madonna chiede il nostro aiuto invitandoci a pregare per i giovani.

Padre Livio: Certo.

Jakov: Affinché possano conoscere quell’unica pace e quell’unica gioia che viene soltanto da Dio.

Padre Livio: Senti, a tanti giovani che sono lontani da Dio, a tanti giovani che, per esempio, vanno al sabato sera in discoteca e arrivano a casa al mattino della domenica, restando poi a letto fino alla sera senza mai andare alla Messa, che vengono a casa scontenti e sentono la nausea e il vuoto della vita, tu a questi giovani che cosa diresti?

Jakov: Ma io potrei raccontare loro la mia esperienza, così come ho fatto qui questa sera e cioè che l’unica gioia e l’unica pace che esistono al mondo vengono solo da Dio. Però io vorrei richiamare anche i genitori alle loro responsabilità, perché se un giovane di quindici, sedici o diciassette anni resta fuori tutta la notte e poi lo lasciano a dormire tutto il giorno, questo dipende anche dai genitori. Tante cose dipendono dall’educazione dei genitori.

Padre Livio: Non c’è dubbio. Ma senti: se uno dei tuoi figli ,un domani che avesse diciotto anni, uscisse il sabato sera e rientrasse alla domenica mattina, tu che cosa faresti?

Jakov Non lo lascerei mai!

Padre Livio: No? Che cosa faresti? Lo sbatteresti fuori casa?

Jakov: Ah sì!

Padre Livio: Insomma, quando è necessario ci vuole il polso fermo dei genitori:

Jakov: Ma sicuramente. Con i miei figli ad esempio io ho incominciato a far conoscere loro i valori della vita e non credo che cadranno in questa tentazione. Però, chissà che cosa potrà succedere nella vita. Non possiamo mai essere sicuri. Però se un mio figlio insistesse su quella strada, andrei a cercare un altro aiuto, fino a lasciarlo fuori casa se fosse necessario, perché lui deve capire che quello che tu gli chiedi è giusto.

Padre Livio: Il metodo di suor Elvira insomma.

Jakov: Anche.

Padre Livio: Senti, Jakov, la Madonna invita i giovani a scoprire la grandezza e la bellezza della vita. Come possiamo fare per aiutarli:

Jakov: Possiamo aiutarli come ho detto prima con la nostra testimonianza , ma anche con la preghiera. Con la preghiera possiamo fare tutto. Pregare per i nostri giovani, essere di esempio ai nostri giovani, affinché anche loro possano vedere in noi quella bellezza di Dio.

Padre Livio: Qui in Italia c’è un fenomeno strano. Da noi molti giovani hanno paura di sposarsi, non escano di casa e rimangono nella famiglia di origine fino a quarant’anni. Tu invece hai solo ventotto anni e hai già una famiglia con tre bambini. Come mai a tuo parere c’è una così grande incertezza?

Jakov: Io penso che oggi purtroppo due persone hanno paura di legarsi veramente, di condividere anche i momenti difficili, oltre ai momenti di gioia. Hanno paura proprio! Oggi purtroppo mettiamo le condizioni su tutto. Per esempio facciamo un figlio quando abbiamo la casa, quando abbiamo trovato il lavoro, quando abbiamo viaggiato: allora vogliamo un figlio. Non però quando Dio lo vuole. Per noi tutto deve essere programmato. Ma questa non è vita! Non dobbiamo avere paura di legarci insieme, di formare nuove famiglie e di formare nuovi cristiani. Io ho tre figli e darei tutto per loro. Sono felicissimo e dico sempre grazie a Dio perché mi ha dato questi figli.

Padre Livio: Si vede che sei felice di essere padre. Ma senti, secondo te la famiglia può essere una via di santità?

Jakov: Ah, sicuramente. C’è un sacramento anche qui.

Padre Livio: Non possiamo dimenticare che il matrimonio è un sacramento!

Jakov: E la famiglia deve essere una famiglia veramente santa, che può aiutare tante altre famiglie nel mondo.

Padre Livio: E’ vero che da ragazzino per un certo tempo hai avuto l’idea di andare in seminario?

Jakov: Ma no!

Padre Livio: Eppure l’ho sentito dire da qualche parte. Forse da qualcuno per il quale un veggente deve per forza abbracciare la vita religiosa.

Jakov: Hanno detto tante cose che non sono vere. Io non ho mai sentito il desiderio di andare in convento perché…

Padre Livio: Non sentivi la vocazione?

Jakov: Non avevo la vocazione. Mi sono sposato a ventidue anni e…

Padre Livio: Però hai vissuto il compito di costruire una famiglia come una vocazione.

Jakov: Sì, sicuramente.

Padre Livio: Come un progetto di Dio.

Jakov: Sì.

Padre Livio: Attraverso il quale si può diventare santi

Jakov: Anche. Tanti non riescono a capire e dicono: “ Ah, voi che siete veggenti vi siete sposati: Dovevate scegliere la vita religiosa”. Non riescono a capire che il matrimonio è un sacramento. Oggi molte famiglie sono in crisi e forse è un progetto della Madonna per essere di esempio verso queste famiglie.

Padre Livio: Lo penso anch’io.

Jakov: Per portare a Dio queste altre famiglie.

Padre Livio: Infatti su sei veggenti cinque siete sposati e avete tutti una bella famiglia ( Vicka  allora  non era ancora sposata).

Jakov: Proprio così.

Padre Livio: E avete tutti tanti bambini.

Jakov: Sì.

Padre Livio: E’ un incoraggiamento che la Madonna ha voluto dare a tanti giovani.

Jakov: Sicuramente. Noi crediamo questo.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA  MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,

per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


2  Medjugorje un nome  profetico

La prima volta che ho sentito il nome di Medjugorje ho provato un tonfo al cuore, come se quella parola mi riguardasse direttamente. Ero a tavola con la mia comunità nella parrocchia di S. Giuseppe Calasanzio a Milano e un mio confratello, che insegnava religione in un Istituto tecnico attiguo, raccontò che degli studenti avevano parlato in classe di una apparizione della Madonna in quel piccolo villaggio della Jugoslavia comunista.

Eravamo nel 1982 e, a tanti anni di distanza, mi ricordo come se fosse ora, la strana sensazione che provai nell’intimo del cuore, come se quel nome non mi fosse del tutto sconosciuto. Eppure era la prima volta che lo sentivo.

Pur essendo fin dall’infanzia molto devoto della Madonna, non avevo mai provato il bisogno di visitare i grandi santuari mariani, come se fossi appagato dal fatto di essere stato presente un paio di volte, all’età di quattro anni, all’apparizione della Madonna alle Ghiaie di Bonate, a poca distanza da casa mia, nella parte opposta del fiume Brembo.

Medjugorje risuonò come un eco lontana nelle pareti del mio cuore, come se quel nome venisse a galla dagli abissi  insondabili della memoria.

Mi incuriosì innanzi tutto il fatto che la Madonna apparisse anche oggi. Eravamo un po’ tutti abituati a guardare alle apparizioni mariane come a una realtà del passato, che non ci coinvolgeva personalmente, se non per l’attualità degli insegnamenti. Le apparizioni più recenti, che avevano interessato sopratutto l’Italia del dopoguerra, erano state quasi tutte oscurate.

Nella parrocchie non si parlava che di Lourdes e di Fatima, come se la Madonna avesse chiuso lì il suo ciclo e si fosse stancata di venire sulla terra. “Finalmente un’apparizione che interpella la nostra generazione” mi sono detto. Mi colpi subito anche il fatto insolito della durata, allora di circa un anno di apparizioni quotidiane.

Non poteva essere un fenomeno passeggero, tanto più che avveniva in un paese comunista, dove  l’evento non poteva che sollevare ostilità e persecuzioni. Tutte queste considerazioni mi frullavano nella testa, mentre le chiacchiere del pranzo si spegnevano. Mi chiedevo che significato avesse un’apparizione della Madonna in un area del mondo che apparteneva al blocco comunista.

 Mi sembrava una sfida aperta della Vergine potente contro il male al suo avversario di sempre. Forse stava accadendo qualcosa che avrebbe finalmente abbattuto il muro che separava il mondo in due schieramenti opposti, l’un contro l’altro armati? Intuivo che qualcosa di straordinario era  incominciato  e che interpellava la nostra generazione.

Mi sono recato a Medjugorje per la prima volta circa tre anni dopo e mi chiedo ancora come abbia fatto ad aspettare così tanto. Solo adesso mi rendo conto che ho rischiato di perdere la grazia di una chiamata. Il fatto è che in quei primi tempi i pellegrinaggi erano rarissimi e il nome di Medjugorje non appariva nelle carte geografiche.

 C’era poi il timore di un lungo viaggio in un paese comunista, dove i pellegrini erano ostacolati. La carne, il mondo e il maligno sono sempre alleati nel vanificare le grazie che Dio ci dona. La risposta deve essere sollecita, prima che la voce interiore venga soffocata. Mai rimandare gli appuntamenti di Dio.

Infatti, se mi fossi dato da fare per intraprendere il viaggio, avrei potuto essere presente alla fase particolarmente suggestiva dei primi anni delle apparizioni, quando la Madonna dialogava con i veggenti e rispondeva alle loro domande.

Molti di quei colloqui e insegnamenti sono stati raccolti e messi per iscritto, ma non hanno avuto, almeno per ora, una versione ufficiale dalla parrocchia, la quale si limita solo a certificare i messaggi ad essa rivolti dalla Madonna attraverso la veggente Marjia a partire dal Marzo 1984.

Successivamente la Madonna non ha risposto alle domande se non raramente e non gradisce neppure che le vengano poste. La Madre viene sopratutto per pregare e dà i messaggi per il cammino spirituale di tutti.

Nonostante che il tempo passasse senza particolare novità, il seme piantato nel cuore si preparava a germogliare. Un impatto notevole, anche sui giornali nazionali, ebbe in quegli anni una iniziativa di Comunione e Liberazione di raccogliere delle firme da inviare al nostro Presidente della repubblica, Sandro Pertini, per la liberazione di Fra Jozo, parroco di Medjugorje, condannato a tre anni di carcere dal regime comunista.

 Furono raccolte ventimila firme e anch’io vi partecipai. Non saprei se Pertini abbia fatto qualche passo diplomatico. Fatto sta che il periodo di carcerazione di Fra Jozo fu dimezzato. Tuttavia il tempo passato in carcere fu segnato da angherie e da umiliazioni. I veggenti mi hanno raccontato che spesso chiedevano alla Madonna notizie di Fra Jozo e la supplicavano che venisse liberato.

La Santa Vergine ascoltata con viva partecipazione e li consolava. Fra Jozo aveva avuto, in quei primi giorni, la grazia di vedere  la Madonna in chiesa insieme ai veggenti e aveva subito intonato un canto mariano, al quale si è unita la gente presente.

La vicenda della prigionia di Fra Jozo  diffuse la conoscenza di Medjugorje in Italia attraverso i mass-media, che ritenevano politicamente utile la notizia della persecuzione della Chiesa nella vicina Jugoslavia. Nel frattempo anche i giornali del regime comunista incominciarono la loro opera di diffamazione e di demolizione di Medjugorje.

Ma ciò non fece che rendere note le apparizioni in tutta la regione e incrementare l’afflusso dei pellegrini. La Madonna, come è solita fare, volgeva a sua vantaggio  la rabbia del serpente infernale.

Avrei rischiato di rimandare ancora il mio primo viaggio a Medjugorje se non vi fosse andato un giovane della mia parrocchia, il quale mi propose di ritornare insieme a lui. Era l’occasione che aspettavo, un segnale del cielo che non potevo ignorare.

 La Madonna mi metteva a disposizione una guida ideale, che conosceva la strada e il luogo delle prime apparizioni. Allora andare a Medjugorje non era facile per noi sacerdoti. Le perplessità dei superiori però non riuscirono a frenarmi. Il 14 Marzo del 1985 partimmo in automobile, facendo un percorso che mai avrei immaginato divenisse un appuntamento ripetuto centinaia di volte, senza stanchezze e con una gioia sempre nuova.

Ho conosciuto molte persone che sono ritornate a Medjugorje innumerevoli volte. Quando si risponde per la prima volta alla chiamata, si sente il bisogno di ritornarvi. A Medjugorje si sperimenta una pace che, al ritorno a casa, è difficile conservare.

 Pian piano ci si rende conto della grazia immensa data alla nostra generazione di avere la Madre di Dio che scende ogni giorno dal cielo per pregare con  noi e ricolmarci di grazie. Vale la pena vagare qua e là, per cercare pace e riposo, quando la Madonna stessa ci ha fatto dono di un oasi celeste?

Ora si arriva a Medjugorje velocemente, attraverso una comoda autostrada, abbreviando notevolmente i tempi del viaggio. Allora si costeggiava la via del mare, con panorami incantevoli, ma molto più lunga e pericolosa. Pioveva a dirotto e i massi cadevano lungo le pareti rotolando sull’asfalto.

Vedevo da vicino il mondo oltre la “cortina di ferro”. Non scorgevo nessun paradiso in terra, ma piuttosto paesi poveri, case vecchie e molte auto della polizia in circolazione. Fummo fermati alle porte di Medjugorje e accuratamente ispezionati. Un poliziotto, dopo aver rovistato nella valigia, esaminò con attenzione  la confezione di un dentifricio, ma non trovò nulla di particolare.

Finalmente ecco spuntare la Chiesa dai due campanili, ora noti in tutto il mondo. Al vederla trasalii di gioia. Quelle due torri svettanti mi richiamano sempre alla memoria i due testimoni dell’Apocalisse. Erano circa le 17 del pomeriggio. Il piazzale era deserto, ma dall’interno della Chiesa si elevava un canto vigoroso. Spinsi lo sguardo lontano, oltre i tetti delle case.

 All’orizzonte si stagliava una catena montuosa, leggermente avvolta dalla nebbia. Il nome “Medjugorje” infatti significa “in mezzo alle montagne”. Mi venne in mente il versetto del salmo: “ Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? ( Sal 120,1). Con l’occhio cercai invano di indovinare il luogo delle prime apparizioni. La Madonna però  mi aspettava lì vicino, nella chiesa parrocchiale.

Vostro Padre Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA RIVELAZIONE  DI GIOVANNI PAOLO  II SUL TERZO SEGRETO DI FATIMA

( Monastero di Fulda – Germania 1980)

Venne chiesto al Santo Padre: “Che cosa ci può dire riguardo al Terzo Segreto di Fatima? Non avrebbe dovuto essere pubblicato nel 1960?”.

Papa Giovanni Paolo II rispose: “Vista la serietà dei suoi contenuti, i miei predecessori al soglio pontificio preferirono la soluzione diplomatica del rimandarne la pubblicazione, in modo da non incoraggiare la forza mondiale del comunismo a fare certe mosse.

D’altra parte, per ogni cristiano dovrebbe essere sufficiente il sapere questo: se c’è un messaggio nel quale è scritto che gli oceani inonderanno intere aree della terra, e che milioni di persone perderanno la vita repentinamente, da un minuto all’altro, allora veramente la pubblicazione di un tale messaggio non rappresenta più qualcosa di così desiderabile”.

Il Papa continuò: “Molti desiderano sapere solo per curiosità e per il gusto del sensazionale, ma dimenticano che la conoscenza porta con sé anche la responsabilità.

Essi vogliono soltanto accontentare la loro curiosità, e questo è pericoloso se allo stesso tempo non si è disposti a fare nulla, e se si è convinti che sia impossibile fare alcunché contro il male”.

Il Papa a questo punto afferrò il Rosario e disse: “Ecco la medicina contro questo male! Pregate, pregate e non chiedete niente di più. Lasciate tutto il resto alla Madonna!”.

Venne quindi chiesto al Santo Padre: “Che cosa succederà alla Chiesa?”.
Egli rispose: “Dobbiamo prepararci ad affrontare fra non molto grandi prove, le quali potranno richiedere persino il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e per Cristo…

Con la vostra e la mia preghiera sarà possibile mitigare queste tribolazioni, ma non è più possibile evitarle, perché un vero rinnovamento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo.

 Quante volte già il rinnovamento della Chiesa è scaturito dal sangue! Neppure questa volta sarà diverso. Dobbiamo essere forti e preparati, confidare in Cristo ed in sua Madre, e recitare molto, molto assiduamente la preghiera del Santo Rosario”.


LA  VISIONE  DI SUOR LUCIA DI FATIMA DEL 3 MAGGIOI 1944 -PRIMA DI SCRIVERE IL TERZO SEGRETO DI FATIMA

«Sentii lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui vidi e udii: – la punta della lancia come una fiamma che si allunga fino a toccare l’asse terrestre;

– e questa sussulta: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti;

– il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso;

– l’odio, l’ambizione provocano la guerra distruttrice!;

 – quindi nel palpito accelerato del cuore e nel mio spirito udii risuonare una voce soave che diceva:

 “Nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, santa, cattolica, apostolica. Nell’eternità, il Cielo!”.

 Questa parola “Cielo” riempì la mia anima di pace e felicità, a tal punto che, quasi senza rendermene conto, continuai a ripetere a lungo:

“Il Cielo! Il Cielo!”. Non appena passò quella soverchiante forza soprannaturale, mi misi a scrivere e lo feci senza difficoltà, il giorno 3 gennaio 1944, in ginocchio, appoggiata sul letto che mi servì da tavolo»

SUOR  LUCIA EBBE QUESTA  MEDESIMA  VISIONE ALCUNI ANNI PRIMA (1937) E LA DESCRIVE COSI’ IN UNA  LETTERA:

«Se solo il mondo riconoscesse il momento di grazia che ancora gli è concesso e facesse penitenza»; quindi la confidenza:

«Vedo, nella luce immensa che è Dio, la terra scuotersi e tremare dinanzi al soffio della Sua voce:

città e villaggi sepolti, rasi al suolo, inghiottiti;

montagne di gente indifesa;

vedo le cataratte fra tuoni e lampi, i fiumi e i mari che trabordano e inondano

 e le anime che dormono il sonno della morte!…”

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 13)

“ Non si arriva mai per caso a  Medjugorje”

Padre Livio: Teniamo sempre lo sguardo sul futuro e spiegami, se ti è possibile,  che cosa significa questa affermazione della Madonna, secondo la quale queste sarebbero le sue ultime apparizioni sulla terra.

Jakov. Io penso che la gente abbia interpretato male questo messaggio.

Padre Livio: Che cosa intendi dire?

Jakov: Io penso che la Madonna volesse dire che queste sono le sue ultima apparizioni “così”.

Padre Livio: “Così”, cioè?

Jakov: Così lunghe.

Padre Livio: Ah, così lunghe!

Jakov: Così lunghe e a così tanti.

Padre Livio: Spiegati meglio.

Jakov: Noi eravamo in sei…le apparizioni durano tantissimo, con così numerosi messaggi. Penso che la gente abbia interpretato male. Io penso che la Madonna intendesse così.

Padre Livio: Cioè la Madonna voleva dire che questo tipo di apparizioni sono le ultime sulla terra?

Jakov: Sì, questo tipo di apparizioni.

Padre Livio. Non ci saranno più in questo modo. Sono una cosa unica.

Jakov. Sì, infatti. Però la gente ha interpretato diversamente.

Padre Livio. Ho capito. Quindi quando la Madonna dice: “Queste sono le mie ultime apparizioni sulla terra”, vuol dire “questo tipo” di apparizioni?

Jakov: Sì, così lunghe, a così tanti veggenti, con così tanti messaggi.

Padre Livio: Una cosa così grandiosa…

Jakov Sicuramente.

Padre Livio. La Madonna in pratica ha fatto da Maestra a un’intera generazione!

Jakov: Ah, sicuramente, perché tanti sono cresciuti a Medjugorje con la Madonna. Per esempio io soltanto da adesso posso dire di essere un uomo. Al momento delle apparizioni ero un bambino. Appartengo a una generazione che è cresciuta proprio con la presenza della Madonna lì.

Padre Livio. Quindi solo la nostra generazione avrà questa grande grazia?

Jakov: Sì.

Padre Livio: Non ci sarà più un evento così grande, ma se non avremo accolto questa grazia, ci sarà un rimpianto.

Jakov: Sicuramente. In tanti abbiamo accettato questa grazia, ma purtroppo anche in tanti non l’hanno accettata. Vorrei toccare anche un altro problema, di tanti che vengono a Medjugorje e che poi vogliono stabilirsi qui. Io sono d’accordo che qui vengano in pellegrini a cercare Dio e a pregare, però poi ognuno deve ritornare a casa sua, perché la Madonna ci  vuole testimoni nelle nostre case.

Padre Livio: Questo fa parte del suo piano…

Jakov: …Ed è nel nostro ambiente che dobbiamo testimoniare la Parola di Dio, i messaggi della Madonna…tutto. Ci sono dei pellegrini che, arrivando a Medjugorje, dicono: “ Noi qui ci troviamo bene, preghiamo tanto…” Sicuramente, perché tanti lasciano i loro problemi quotidiani a casa, ma, quando ritornano, dimenticano tutto quello che hanno imparato qui e questo è un problema. La Madonna ci vuole testimoni nelle nostre case ed è lì che dobbiamo coltivare quello che Lei ci ha dato a Medjugorje e sono sicuro che nessuno parte da Medjugorje a mani vuote. Tutti siamo stati invitati dalla Madonna e a tutti lei dà qualche cosa.

Padre Livio: E’ vero quello che si dice e cioè che non si arriva mai per caso a Medjugorje?

Jakov: Non si arriva per caso. Basti guardare al Festival dei giovani. Credo che siano arrivati in circa ventimila giovani.

Padre Livio: E’ una cifra che cresce ogni anno.

Jakov: Se guardiamo al mondo, noi vediamo che tanti vanno in ben altri posti, alle Maldive, ai mari esotici, ecc… Ma quei ventimila perché sono venuti a Medjugorje, a stare dodici ore al sole, per ascoltare noi veggenti? Sono venuti perché sono stati invitati dalla Madonna.

Padre Livio: Sono davvero, ognuno di loro, stati chiamati dalla Madonna?

Jakov: Sicuramente.

Padre Livio: La Madonna ci chiama al suo servizio, perché ha bisogno di noi.

Jakov: Sì, ci chiama tutti e ci utilizza tutti.

Padre Livio: Ci valorizza tutti nel suo piano di salvezza.

Jakov: Sì, dopo però quello che la Madonna ci ha donato dobbiamo coltivarlo nelle nostre case e farlo crescere dentro di noi. Purtroppo tanti lo perdono.

Padre Livio: Che cosa consigli tu a coloro che, ritornando a casa, rischiano di perdere quello che hanno ricevuto?

Jakov: Di incominciare subito a vivere. Non dire: “ Domani incomincio il rosario”:

Padre Livio: “ Domani” è la parola preferita dal demonio.

Jakov: Oppure “ Domani comincio il digiuno”.

Padre Livio: Da qui a domani la decisione si dissolve.

Jakov: Devo dire: “Comincio oggi stesso!” e ringraziare Dio di quello che abbiamo ricevuto.

Padre Livio: Consiglio eccellente!

Jakov: E poi chiedere sempre l’aiuto di Dio e donarsi alla Madonna e dire: “ Ti dono il mio cuore, ti dono la mia vita”: Questo è importante!

Padre Livio: Senti, Jakov, tu sei stato alla scuola della Madonna dai dieci fino agli attuali ventotto anni. La Madonna molte volte ci ha invitato alla santità. Tu come hai preso questo invito? Ai tuoi occhi di ragazzo non ti è sembrato qualcosa di troppo impegnativo?

Jakov: Ma io non penso che diventerò santo. Quando la Madonna ci invita alla santità non significa che dobbiamo diventare tutti dei santi…

Padre Livio: Dei santi canonizzati ed elevati agli altari…

Jakov: Io penso che la sanità è una vita, una vita cristiana, una vita che la Madonna ci invita a fare con Dio, una vita con Gesù, una vita di preghiera, di santa Messa, di conversione. Questa è la santità.

Padre Livio: Non ti sembra che sia un po’ barboso per dei giovani questo tipo di vita?

Jakov: No, perché posso garantirvi che anch’io ero e sono giovane e…

Padre Livio. Anche adesso sei giovanissimo.

Jakov: Sono giovane anche adesso e non rinuncio a niente (di buono). Vivo la mia giovinezza come mi è sempre piaciuto viverla.

Padre Livio: Che cosa vuol dire” Non rinuncio a niente”?

Jakov: Per esempio, se mi piace andare in un bar a bere un caffè, ci vado. Se mi piace prendere un paio di calzoni, li compro. Però quello che conta è che tu abbia dei valori nella vita. Se vai in discoteca, tu sai come da cristiano devi comportarti in quell’ambiente. Quando esci con gli amici non dici le bestemmie, perché tu hai i tuoi valori.

Padre Livio: Senti, io non so come siano le discoteche in Erzegovina, ma qui da noi mi pare che l’ambiente sia molto più degradato. Non c’è solo musica, ma anche sesso e droga. Sono spesso luoghi in cui Satana tende le sue reti.

Jakov: Io, ve lo posso dire, nella mia vita sono stato due volte in discoteca.

Padre Livio: E’ una confessione?

Jakov: Sì, lo confesso. Sono stato due volte e non mi è piaciuto. Forse però non tutti i posti sono uguali. Io penso che fra amici possiamo trovarci benissimo insieme in un bar a bere un caffè. Quando hai Dio, puoi stare con gli amici, avendo però dei valori dentro.

Padre Livio: Dobbiamo però distinguere fra luoghi moralmente sani e luoghi pericolosi per l’anima.

Jakov: Sì, sicuramente.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA  MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici, 

da  oggi per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


1. Una chiamata  misteriosa

Come potevo immaginare che quel mio primo pellegrinaggio a Medjugorje nel lontano 1985 avrebbe dato una svolta radicale alla mia vita? Mi chiedo che cosa sarebbe successo se per distrazione o per negligenza, non avessi risposto alla chiamata. “Temo il Signore che passa”, osserva S. Agostino. Non è certo infatti che ritorni un’altra volta a bussare alla porta del cuore.

Dio prepara le sue chiamate a nostra insaputa, in modo tale che, quando arrivano, trovino orecchi attenti. Quando rispondi non ti rendi conto della portata che potrebbe avere la tua scelta. Per me è stato uno dei passi più importanti e decisivi. A volte mi chiedo quale strada avrei percorso e dove mi troverei ora se avessi indugiato e avessi rimandato.

Chi poteva immaginare, in quei primi anni delle apparizioni, che quello sconosciuto villaggio dell’Erzegovina avrebbe attirato pellegrini da ogni parte del mondo? Le apparizioni della Madonna sono numerose e si sono moltiplicate nei tempi moderni. Alcune di esse sono state di straordinaria importanza, ma l’ottusità degli uomini le hanno soffocate.

 Perché dunque darsi da fare per intraprendere un viaggio che, specie nei primi anni, era particolarmente disagevole? Non ci sono forse abbastanza santuari nelle nostre terre, da sempre benedette dalla presenza di Maria?

Se penso alle grazie che avrei perso se non avessi risposto alla chiamata, mi vengono i brividi.  Le avrei perse per me, ma anche per molti altri. La mia vita sarebbe stata molto diversa.  E’ impressionante come da una decisione possano derivare conseguenze incalcolabili. Comprendi come l’esercizio della libertà ha un peso inimmaginabile per la vita personale e per la stessa storia umana.

Nel medesimo tempo però ti è chiaro che una sapienza superiore regola ogni cosa e interviene direttamente per illuminare e per guidare. Dio parla al cuore di ognuno, anche di quelli che non se ne accorgono. Ognuno dentro di sé prende le sue decisioni e diviene così artefice del suo destino.

L’aver risposto alla chiamata mi ha inserito in una avvenimento soprannaturale straordinario che continua tutt’ora. Se penso a cos’era Medjugorje e a che cosa è adesso, rimango stupefatto per le meraviglie di Dio. Penso a quelli che, in quei primi tempi, mi guardavano con curiosità e con preoccupazione e che sono rimasti fuori, come spettatori disincantati.

Mi chiedo a volte se la chiamata sia stata solo per alcuni e non per tutti. E’ possibile che la Madre faccia discriminazione fra i suoi figli? Non li vuole tutti sotto il suo manto? Forse anche per Medjugorje vale l’ammonimento di Gesù:  “Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti” ? (Mt 22,14).

La caratteristica di Medjugorje, rispetto ad altre apparizioni mariane, è quella di essere una chiamata universale, che riguarda sia la Chiesa che l’intera umanità. Ciò si è chiarito abbastanza rapidamente, nonostante che quel villaggio insignificante fosse difficilmente raggiungibile  e collocato in quella parte del mondo chiamata “cortina di ferro”.

La Madonna ha messo molto presto a conoscenza del suo piano, che è quello di chiamare tutti gli uomini alla conversione attraverso quella piccola parrocchia. All’inizio le sue parole profetiche sembravano un sogno. Vicka racconta che in quei primi giorni delle apparizioni la Madonna dall’alto del Podbrdo guardava sorridente la grande piana che si distende fino all’orizzonte, già prevedendo le moltitudini di pellegrini che sarebbero arrivate.

 Ma sotto c’erano le auto della “milicija” che controllavano minacciose gli abitanti del villaggio che salivano sul monte. Come avrebbe potuto quel minuscolo gruppo di case, abitate da contadini poveri, ma tenaci nella fede, divenire un faro di speranza per una generazione che dispera del futuro? Il piano di Dio si è sviluppato irresistibile. Nulla è riuscito a frenarlo, né le vessazioni del regime comunista, ne l’ostilità del vescovo locale.

La risposta alla chiamata dei sei veggenti e degli abitanti è stata più forte di ogni ostacolo. Lungo l’intero arco di tempo delle apparizioni satana ha usato tutte le sue armi micidiali, quelle della persecuzione e della seduzione, ma i suoi tentativi di distruggere l’opera di Maria non hanno mai prevalso.

Medjugorje è un’ epopea che conquista. E’ un miracolo di cui la Chiesa stessa si rende conto, tanto che non può esimersi dal vagliarlo. Chi è coinvolto in questo evento stupefacente non è affatto un fanatico. Ha solo scoperto la dimensione soprannaturale della vita e della storia.

E’ come se gli fossero cadute le squame dagli occhi ed avesse scoperta, viva e presente in mezzo a noi, la mano del Signore, che è instancabile nel creare cose nuove. Mi chiedo se la Madonna sia contenta della risposta che ha avuto in tutti questi anni.

La contabilità del cielo è diversa dalla nostra. Quanti infatti di quelli che sono entrati nell’esercito di Maria sono già accanto a Lei nella gloria e sono più che mai impegnati nella realizzazione del suo piano? La Regina della pace,dopo aver precisato che ha iniziato con la parrocchia, per poi estendere la chiamata al mondo intero, ritiene che siano molti quelli che hanno risposto, ma è rammaricata per il numero enorme di coloro che non vogliono sentire né accettare il suo invito ( 25-08-2011).

Se la risposta fosse stata più ampia e convinta, il mondo si troverebbe in una situazione ben diversa. L’umanità non avrebbe dovuto passare attraverso la fornace ardente dei dieci segreti, dalla quale usciranno illesi quelli che confidano nella potenza del Signore.

La “grande tribolazione” ci sarebbe stata risparmiata e il nuovo mondo della pace sarebbe fiorito, con la spontaneità irresistibile della primavera, nei cuori purificati dall’amore di Dio.

Guardo con tristezza il numero incalcolabile di quelli che fin’ora hanno fatto orecchi da mercante o di quelli che, dopo aver messo all’aratro, si sono voltati indietro. Non si rendono conto dell’occasione unica che hanno perso. Presi dagli interessi e dagli affanni della vita, sono mancati all’appuntamento con un evento divino fra i più grandiosi della storia cristiana.

 Quando mai la Madonna è apparsa per così tanto tempo, dando messaggi di così straordinaria sapienza e bontà, con i quali guida la Chiesa e il mondo verso la salvezza? Irridere Medjugorje o guardarla con sufficienza è una forma di auto-esclusione. So benissimo che non è necessario credere alle apparizioni per essere cristiani e devoti della Santa Vergine.

Mi chiedo però se non sia un danno, per sé e per gli altri, non corrispondere a una grazia così straordinaria. Non per nulla la Regina della pace ha sottolineato che tutti sono importanti nella realizzazione del suo piano. Non vi è dubbio che, più consistente sarà l’esercito di Maria, e meno dura sarà la prova che l’umanità deve attraversare.

            Dopo un periodo di tempo così lungo, da quando la Regina della pace mi ha rivolto la chiamata, mi sento immensamente felice e avverto forte la necessità di ringraziare. La decisione di rispondere all’appello e l’essere stato perseverante, nonostante le molteplici infedeltà, ha aperto una sorgente inesauribile di grazie.

Non ho sentito il bisogno di cercare altrove, dopo aver incontrato la Madre in quel lontano villaggio, che solo Dio poteva scovare per farne il centro del mondo. Non ho mai incontrato nessuno che, avendo risposto generosamente, sia rimasto deluso. Anche in mezzo alle prove più difficili, che la mano paterna di Dio non risparmia a nessuno, ho conservato la pace.

La Madonna non delude e non tradisce i suoi figli. A volte, guardando avanti, mi sono chiesto quale sbocco potrà avere questa entusiasmante avventura. Viene spontaneo chiedermi se avrò la grazia di vedere “il tempo di primavera” che la Madonna ha promesso in continuità col messaggio di Fatima.

Ora però non me lo chiedo più. Capisco che è una curiosità inutile. Ciò che conta è la fedeltà quotidiana. Il cielo è già sulla terra. Quello che avverrà è già presente nei cuori che si sono aperti al messaggio della conversione. Non ci basta essere fin da ora il seme “di un forte albero che estenderà i suoi rami nel mondo intero”? ( 25 – 11- 2011).

Vostro Padre  Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE 🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 12)

“ La Madonna non ha  mai parlato di tre giorni di buio”

Padre Livio: C’è una cosa in quello che dici che mi colpisce molto. E’ cioè la chiarezza con cui hai capito che la presenza della Madonna per così tanto tempo fra noi ha come fine ultimo la salvezza eterna delle anime. Tutto il piano della Redenzione è orientato a questo fine ultimo. Nulla infatti è più importante della salvezza della nostra anima. Ecco, mi colpisce e in un certo senso mi edifica il fatto che un ragazzo di 28 anni lo abbia capito, mentre tanti cristiani, compresi anche dei sacerdoti, non l’hanno forse ancora compreso come dovrebbero.

Jakov: Sicuramente. Io l’ho capito perché la Madonna viene proprio per questo motivo, per salvarci, per salvare noi, per salvare le nostre anime. E poi, quando noi abbiamo conosciuto Dio e il suo amore, allora anche noi possiamo aiutare la Madonna a salvare tante anime.

Padre Livio: Certo, dobbiamo essere strumenti nelle sue mani per la salvezza eterna delle anime dei nostri fratelli.

Jakov: Sì, suoi strumenti, sicuramente.

Padre Livio: Quindi quando la Madonna dice: “Ho bisogno di voi”, lo dice in questo senso?

Jakov: Lo dice in questo senso, però noi dobbiamo capire che, per essere di esempio verso gli altri, per aiutare a salvare le altre anime, noi per primi dobbiamo essere quelli che sono stati salvati, noi per primi dobbiamo essere quelli che hanno accettato i messaggi della Madonna. Poi dobbiamo viverli nelle nostre famiglie e cercare di convertire la nostra famiglia, i nostri figli e poi tutti il resto, tutto il mondo.

La cosa più importante è di non obbligare nessuno, perché purtroppo tanti litigano per Dio, ma Dio non è nei litigi, Dio è amore e quando noi parliamo di Dio dobbiamo parlarne con amore. E non possiamo forzare nessuno.

Padre Livio: Certo, dobbiamo dare la nostra testimonianza in modo gioioso.

Jakov: Sicuramente, anche nei momenti difficili.

Padre Livio: Dopo i messaggi della preghiera e del digiuno, che cosa chiede la Madonna?

Jakov: La Madonna ci dice di convertirci.

Padre Livio: Che cosa è, secondo te, la conversione?

Jakov: E’ difficile parlare della conversione. Conversione è quando conosciamo qualcosa di nuovo, quando il nostro cuore si riempie di qualcosa di nuovo e di più, come ho capito io quando ho conosciuto Gesù. L’ho conosciuto nel ,mio cuore e ho cambiato la mia vita. Ho conosciuto qualcosa di più, una cosa bellissima, ho conosciuto un nuovo amore, ho conosciuto un’altra gioia che prima non conoscevo. Questo è nella mia esperienza la conversione.

Padre Livio: Quindi anche noi che già crediamo dobbiamo convertirci?

Jakov: Certamente anche noi dobbiamo convertirci, aprire il nostro cuore e accettare Gesù nel nostro cuore. La cosa più importante per ogni pellegrino è proprio la conversione, il cambiamento della nostra vita. Purtroppo tanti, quando vengono a Medjugorje, cercano che cosa comprare da portare a casa. Acquistano rosari, madonne bianche, come quella che ha pianto a Civitavecchia.

Io dico sempre ai pellegrini che la cosa più grande da portare a casa da Medjugorje sono i messaggi della Madonna. Questo è il più prezioso souvenir che possono portare. E’ inutile portare a casa rosari, madonne e crocefissi, se poi non preghiamo il santo Rosario o non ci inginocchiamo mai in preghiera davanti al Crocifisso. Questa è la cosa più importante: portare i messaggi della Madonna. Questo è il più grande souvenir da Medjugorje e anche il più bello.

Padre Livio: Da chi hai imparato a pregare davanti al Crocifisso?

Jakov: La Madonna ci ha chiesto tante volte di pregare davanti al Crocifisso. Sì, penso che dobbiamo renderci conto di quello che abbiamo fatto, di quello che stiamo facendo ancora, di come facciamo soffrire Gesù.

Padre Livio: Frutto della conversione è la pace.

Jakov: Sì, la pace. La Madonna, come sappiamo, si è presentata come Regina della pace. Già al terzo giorno, tramite Marija, la Madonna sulla montagna ha ripetuto tre volte “Pace”e ci ha invitato, non so quante volte nei suoi messaggi, a pregare per la pace.

Padre Livio: Di quale pace la Madonna intende parlare?

Jakov: Quando la Madonna invita a pregare per la pace, per prima cosa dobbiamo avere noi la pace nel nostro cuore, perché, se non abbiamo la pace nel nostro cuore, non si può pregare per la pace.

Padre Livio: Come si fa ad avere la pace nel proprio cuore?

Jakov: Avendo Gesù e chiedendo grazie a Gesù, come abbiamo detto prima parlando della preghiera dei bambini, quando i bambini pregano innocenti, ognuno con le sue parole. Io dicevo prima che la preghiera non è solo quella del “Padre nostro”, “Ave Maria” e “Gloria al Padre”. La nostra preghiera è anche la nostra conversazione con Dio. Chiediamo a Dio la pace nel nostro cuore, chiediamogli di sentire Lui nel nostro cuore, perché solo Gesù è quello che ci porta la pace. Solo tramite lui possiamo conoscere la pace nel nostro cuore.

Padre Livio: Dunque Jakov, se uno non ritorna a Dio non può avere la pace. Senza conversione non c’è la vera pace, quella che viene da Dio e che dà tanta gioia.

Jakov: Sicuramente. E’ così. Se vogliamo pregare per la pace nel mondo, dobbiamo prima avere la pace in noi stessi e poi la pace nelle nostre famiglie e poi pregare per la pace in questo mondo. Quando poi si parla della pace nel mondo, sappiamo tutti quale bisogno di pace abbia questo mondo, con tutto ciò che succede ogni giorno. Però, come tante volte ha detto la Madonna, voi, con la vostra preghiera e col vostro digiuno potete ottenere ogni cosa. Potete persino fermare le guerre. E’ questa l’unica cosa che possiamo fare.

Padre Livio: Senti Jakov, perché secondo te la Madonna è stata così tanto tempo. Perché sta ancora per così tanto tempo?

Jakov: Non mi sono mai fatto questa domanda e infatti io rimango male quando me la fanno. Io dico sempre di rivolgersi alla Madonna con queste parole: “ Grazie Madonna perché stai così tanto tempo con noi e grazie perché è una grande grazia che noi possiamo avere”

Padre Livio: E’ senza dubbio una grande grazia.

Jakov: E’ una grande grazia che ci viene donata e infatti ci rimango male quando mi rivolgono questa domanda. Dobbiamo ringraziare Dio e chiedergli che la Madonna stia ancora a lungo con noi.

Padre Livio: E’ normale che un intervento così nuovo, insieme a gratitudine, sollevi anche stupore. A volte mi chiedo se questo non avvenga perché il mondo ha un bisogno estremo dell’aiuto della Madonna.

Jakov: Sì, veramente. Se guardiamo ciò che succede: terremoti, guerre, separazioni, droga, aborti, vediamo che forse queste cose non sono mai avvenute come oggi e penso che questo mondo non abbia mai avuto bisogno di Gesù come in questo momento. La Madonna è venuta per questo motivo e rimane per questo motivo. Noi dobbiamo ringraziare Dio, perché la invia per offrirci ancora una volta l’occasione di convertirci.

Padre Livio: Guardiamo un po’ al futuro Jakov: Guardando all’avvenire la Madonna ha delle espressioni che aprono il cuore alla speranza. Lei, nei messaggi del 25 del mese, afferma che vuole costruire con noi il nuovo mondo della pace e lei dice che è impaziente di realizzare questo progetto. Secondo te ce la farà?

Jakov. A Dio tutto è possibile.

Padre Livio: E’ una risposta molto evangelica!

Jakov. A Dio tutto è possibile, però tanto dipende anche da noi. Mi viene sempre in mente una cosa. Voi sapete che in Bosnia Erzegovina, prima che scoppiasse la guerra, la Madonna ci invitò per dieci anni a pregare per la pace.

Padre Livio: Dal 26 Giugno 1981, giorno in cui la Madonna piangendo diede il messaggio della pace a Marija,  al 26 Giugno 1991giorno in cui scoppiò la guerra, sono dieci anni esatti.

Jakov: Per tanti anni la gente si chiedeva perché mai questa preoccupazione per la pace. Ma poi, quando è scoppiata la guerra, allora diceva : “ Ecco perché ci ha invitato”. Ma che non ci fosse la guerra dipendeva da noi. La Madonna ci invita ad aiutarla a cambiare tutto questo.

Padre Livio: Dobbiamo fare la nostra parte.

Jakov: Però non dobbiamo aspettare l’ultimo momento e dire: “ Ecco perché la Madonna ci ha chiamato”: Io penso che anche oggi purtroppo tanti di noi ci chiediamo che cosa succederà nel futuro, chissà quali punizioni Dio ci darà e cose di questo genere….

Padre Livio: La Madonna ha mai parlato della fine del mondo?

Jakov, No e neppure dei tre giorni di buio e quindi non dovete preparare né cibo, né candele. Alcuni mi chiedono se provo la pesantezza di mantenere i segreti. Ma io penso che ogni persona che ha conosciuto Dio, che ha scoperto il suo amore e che ha Gesù, non deve avere paura di niente e ogni persona, penso, dovrebbe essere pronta ogni momento della sua vita per Dio.

Padre Livio: Se Dio è con noi, non dobbiamo avere paura di nulla, tanto meno di incontrarlo.

Jakov: Dio ci può chiamare ogni momento della nostra vita.

Padre Livio: Certo!

Jakov: Non dobbiamo guardare avanti dieci anni o cinque anni.

Padre Livio: Può essere anche domani

Jakov: Noi dobbiamo in ogni momento essere pronti per lui.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE 🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 11)

“Abbiamo visto Gesù sofferente. L’abbiamo visto fino a mezzo busto. Io sono rimasto molto impressionato……”

Padre Livio: Mi ricordo che, quando io venni a Medjugorje nel 1985, tu verso le quattro eri già lì nella casa di Marija per aspettarla e andare insieme in chiesa per i rosari, l’apparizione e la santa Messa. Si tornava alla sera verso le nove. In pratica la tua mattinata era dedicata alla scuola e il pomeriggio era per i compiti e la preghiera, senza poi contare gli incontri con i pellegrini. Non è male per un ragazzo di dieci anni.

Jakov: Quando però conosci l’amore della Madonna, quando capisci quanto Gesù ti ama e quanto Lui ha fatto per te, allora anche tu rispondi con cuore aperto.

Padre Livio: Certo. Senti, Marija e Vicka hanno detto in più occasioni che la Madonna vi ha fatto vedere Gesù il venerdì santo. Anche tu l’hai visto?

Jakov. Sì. È stata una apparizione nei primi tempi.

Padre Livio: Come l’avete visto?

Jakov: Abbiamo visto Gesù sofferente. L’abbiamo visto fino a mezzo busto. Io sono rimasto molto impressionato……Sai quando i genitori ti raccontano che Gesù è morto in croce, che Gesù ha sofferto e che anche noi, sai come si racconta ai bambini, lo abbiamo fato soffrire quando non siamo stati bravi e non abbiamo ascoltato i genitori? Ebbene, quando tu vedi che realmente Gesù ha sofferto così, allora ti dispiace anche per quella cosa minima che hai fato sbagliata nella tua vita, oppure anche per una cosa così piccola che forse eri innocente o l’avevi fatto con innocenza….ma in quel momento lì ti dispiace per tutto.

Padre Livio: Mi pare che in quella occasione la Madonna vi avrebbe detto che Gesù ha sofferto per i nostri peccati?

Jakov: Sicuramente, per i nostri peccati.

Padre Livio: Anche per i miei e per i tuoi.

Jakov: Per i miei e per quelli degli altri.

Padre Livio: Non dovremmo dimenticarlo.

Jakov: Però la cosa che ti fa soffrire di più è che purtroppo ancora tanti fanno soffrire Gesù con i loro peccati.

Padre Livio: Dal mistero della Passione passiamo a quello del Natale. E’ vero che avete visto Gesù Bambino, appena nato?

Jakov: Sì, ogni Natale.

Padre Livio: Nell’ultimo Natale, quando hai visto la Madonna per la prima volta, dopo quel dodici settembre in cui ti ha dato il decimo segreto, la Madonna ti è apparsa ancora col Bambino?

Jakov: No, è venuta da sola.

Padre Livio: E’ venuta da sola, senza il Bambino?

Jakov: Sì

Padre Livio: Mentre quando avevi le apparizioni quotidiane veniva ogni Natale col Bambino Gesù?

Jakov: Sì, veniva col Bambino Gesù.

Padre Livio: E com’era il Bambino Gesù?

Jakov: Gesù Bambino non si vedeva tanto perché la Madonna l’aveva sempre coperto col suo velo.

Padre Livio: Col suo velo?

Jakov: Sì.

Padre Livio: Quindi non l’avete mai visto proprio bene?

Jakov: Però la cosa che dà più tenerezza è proprio l’amore della Madonna verso questo Figlio.

Padre Livio: Ti ha colpito l’amore materno di Maria per Gesù?

Jakov: Vedendo l’amore della Madonna per questo Figlio, subito senti l’amore dellla Madonna verso di te.

Padre Livio: Cioè dall’amore che la Madonna ha per il Bambino Gesù tu senti…

Jakov: E anche come tiene questo Bambino…

Padre Livio: Come lo tiene?

Jakov: In un modo che tu senti subito l’amore che lei ha anche per te.

Padre Livio: Sono ammirato e colpito da quanto hai detto. Ma ora ritorniamo al tema della preghiera, che sta particolarmente a cuore dalla Madonna. Secondo te perché la Madonna tiene così tanto alla santa Messa?

Jakov: Io penso che durante la santa Messa abbiamo tutto, riceviamo tutto, perché è presente Gesù. E Gesù per noi cristiani penso debba essere proprio il centro della nostra vita e con lui deve essere la Chiesa a rappresentare il centro di tutta la nostra vita. E’ per questo che la Madonna ci invita ad andare alla santa Messa e dà ad essa così tanta importanza:

Padre Livio: L’invito della Madonna è solo per la Messa festiva a anche per la Messa quotidiana?

Jakov: Anche nei giorni feriali, se è possibile. Sì.

Padre Livio: Alcuni messaggi della Madonna invitano anche alla confessione. A te la Madonna non ha mia parlato della confessione?

Jakov. La Madonna ha detto che dobbiamo confessarci almeno una volta al mese. Non c’è uomo su questa terra che non abbia bisogno di confessarsi, perché, parlo della mia esperienza, quando ti confessi ti senti proprio puro nel tuo cuore, ti senti come più leggero. Perché quando tu, andando dal sacerdote, dici che hai sbagliato, confessi che hai sbagliato e cerchi di non ripetere più quella cosa e chiedi scusa al Signore, a Gesù, anche per quella cosa minima che hai fatto, allora ricevi il perdono e ti senti puro e leggero.

Padre Livio: Molti evitano di confessarsi con questa scusa: “ Perché – dicono – Devo confessarmi dal sacerdote, quando potrei confessarmi direttamente a Dio?”

Jakov: Penso che questo atteggiamento dipende dal fatto che oggi tanti, purtroppo, hanno perso il rispetto per i sacerdoti. Non hanno capito che il sacerdote rappresenta Gesù qui su questa terra. Tanti rivolgono ai sacerdoti delle critiche, ma non capiscono che anche il sacerdote è un uomo come tutti noi. Gli facciamo delle critiche invece di andare a parlare con lui e di aiutarlo con la nostra preghiera.

La Madonna ha detto tante volte che dobbiamo pregare per i sacerdoti, proprio per avere dei sacerdoti santi e noi questo dobbiamo fare e non andare a criticarli.

Ho sentito tante volte i pellegrini che si lamentano dicendo: “ Il mio parroco non vuole questo, il mio parroco non vuole quello…Il mio parroco non vuole pregare…” Ma tu vai a parlare con lui, chiedigli perché succede questo, prega per il tuo parroco e non criticarlo. I nostri sacerdoti hanno bisogno del nostro aiuto.

Padre Livio: Quindi la Madonna più volte ha sollecitato a pregare per i sacerdoti?

Jakov: Sì veramente tante volte. In modo particolare attraverso Ivan la Madonna ci invita a pregare per i sacerdoti.

Padre Livio: Tu personalmente hai mai sentito la Madonna invitare a pregare per il Papa?

Jakov: No, a me l’ha detto mai, ma agli altri sì.

Padre Livio: Dopo la preghiera qual è il messaggio più importante?

Jakov: La Madonna ci chiede anche il digiuno.

Padre Livio: Che tipo di digiuno chiede?

Jakov: La Madonna ci chiede il digiuno a pane e acqua, il mercoledì e il venerdì. Però quando la Madonna ci chiede il digiuno, desidera che si faccia veramente con amore verso Dio. Non diciamo, come tante volte succede, “Se digiuno mi sento male”, oppure fare il digiuno tanto per farlo. Questo non è un digiuno. Piuttosto è meglio non farlo. Noi dobbiamo fare veramente il digiuno col nostro cuore e offrirlo.

Ci sono tanti malati che non possono fare il digiuno, però loro possono offrire qualcosa, ciò a cui sono attaccati di più. Però deve essere fatto veramente con amore.

Vi è certamente un po’ di sacrificio quando si digiuna, però se guardiamo a che cosa Gesù ha fatto per noi, che cosa ha sopportato per tutti noi, se guardiamo alle sue umiliazioni, il nostro digiuno che cos’è? E’ soltanto una piccola cosa.

Io penso che dobbiamo cercare di capire una cosa, che purtroppo in molti non l’abbiamo capita. Quando digiuniamo o quando preghiamo, per l’utilità di chi lo facciamo? A pensarci bene lo facciamo per noi stessi, per il nostro futuro, persino per la nostra salute….Non vi è dubbio che tutte queste cose sono a nostro vantaggio e per la nostra salvezza.

Io lo dico spesso ai pellegrini. La Madonna sta benissimo in paradiso e non ha nessun bisogno di scendere qui sulla terra. Però lei ci vuole salvare tutti, perché il suo amore verso di noi è immenso. Noi dobbiamo aiutare la Madonna affinché noi stessi possiamo salvarci. Ecco perché dobbiamo accettare ciò a cui ci invita nei suoi messaggi.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

Pagina 1 di 7

Radio Maria APS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy