"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: MEDJUGORJE Pagina 2 di 7

🌹STORIE DI MEDJUGORJE 🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 11)

“Abbiamo visto Gesù sofferente. L’abbiamo visto fino a mezzo busto. Io sono rimasto molto impressionato……”

Padre Livio: Mi ricordo che, quando io venni a Medjugorje nel 1985, tu verso le quattro eri già lì nella casa di Marija per aspettarla e andare insieme in chiesa per i rosari, l’apparizione e la santa Messa. Si tornava alla sera verso le nove. In pratica la tua mattinata era dedicata alla scuola e il pomeriggio era per i compiti e la preghiera, senza poi contare gli incontri con i pellegrini. Non è male per un ragazzo di dieci anni.

Jakov: Quando però conosci l’amore della Madonna, quando capisci quanto Gesù ti ama e quanto Lui ha fatto per te, allora anche tu rispondi con cuore aperto.

Padre Livio: Certo. Senti, Marija e Vicka hanno detto in più occasioni che la Madonna vi ha fatto vedere Gesù il venerdì santo. Anche tu l’hai visto?

Jakov. Sì. È stata una apparizione nei primi tempi.

Padre Livio: Come l’avete visto?

Jakov: Abbiamo visto Gesù sofferente. L’abbiamo visto fino a mezzo busto. Io sono rimasto molto impressionato……Sai quando i genitori ti raccontano che Gesù è morto in croce, che Gesù ha sofferto e che anche noi, sai come si racconta ai bambini, lo abbiamo fato soffrire quando non siamo stati bravi e non abbiamo ascoltato i genitori? Ebbene, quando tu vedi che realmente Gesù ha sofferto così, allora ti dispiace anche per quella cosa minima che hai fato sbagliata nella tua vita, oppure anche per una cosa così piccola che forse eri innocente o l’avevi fatto con innocenza….ma in quel momento lì ti dispiace per tutto.

Padre Livio: Mi pare che in quella occasione la Madonna vi avrebbe detto che Gesù ha sofferto per i nostri peccati?

Jakov: Sicuramente, per i nostri peccati.

Padre Livio: Anche per i miei e per i tuoi.

Jakov: Per i miei e per quelli degli altri.

Padre Livio: Non dovremmo dimenticarlo.

Jakov: Però la cosa che ti fa soffrire di più è che purtroppo ancora tanti fanno soffrire Gesù con i loro peccati.

Padre Livio: Dal mistero della Passione passiamo a quello del Natale. E’ vero che avete visto Gesù Bambino, appena nato?

Jakov: Sì, ogni Natale.

Padre Livio: Nell’ultimo Natale, quando hai visto la Madonna per la prima volta, dopo quel dodici settembre in cui ti ha dato il decimo segreto, la Madonna ti è apparsa ancora col Bambino?

Jakov: No, è venuta da sola.

Padre Livio: E’ venuta da sola, senza il Bambino?

Jakov: Sì

Padre Livio: Mentre quando avevi le apparizioni quotidiane veniva ogni Natale col Bambino Gesù?

Jakov: Sì, veniva col Bambino Gesù.

Padre Livio: E com’era il Bambino Gesù?

Jakov: Gesù Bambino non si vedeva tanto perché la Madonna l’aveva sempre coperto col suo velo.

Padre Livio: Col suo velo?

Jakov: Sì.

Padre Livio: Quindi non l’avete mai visto proprio bene?

Jakov: Però la cosa che dà più tenerezza è proprio l’amore della Madonna verso questo Figlio.

Padre Livio: Ti ha colpito l’amore materno di Maria per Gesù?

Jakov: Vedendo l’amore della Madonna per questo Figlio, subito senti l’amore dellla Madonna verso di te.

Padre Livio: Cioè dall’amore che la Madonna ha per il Bambino Gesù tu senti…

Jakov: E anche come tiene questo Bambino…

Padre Livio: Come lo tiene?

Jakov: In un modo che tu senti subito l’amore che lei ha anche per te.

Padre Livio: Sono ammirato e colpito da quanto hai detto. Ma ora ritorniamo al tema della preghiera, che sta particolarmente a cuore dalla Madonna. Secondo te perché la Madonna tiene così tanto alla santa Messa?

Jakov: Io penso che durante la santa Messa abbiamo tutto, riceviamo tutto, perché è presente Gesù. E Gesù per noi cristiani penso debba essere proprio il centro della nostra vita e con lui deve essere la Chiesa a rappresentare il centro di tutta la nostra vita. E’ per questo che la Madonna ci invita ad andare alla santa Messa e dà ad essa così tanta importanza:

Padre Livio: L’invito della Madonna è solo per la Messa festiva a anche per la Messa quotidiana?

Jakov: Anche nei giorni feriali, se è possibile. Sì.

Padre Livio: Alcuni messaggi della Madonna invitano anche alla confessione. A te la Madonna non ha mia parlato della confessione?

Jakov. La Madonna ha detto che dobbiamo confessarci almeno una volta al mese. Non c’è uomo su questa terra che non abbia bisogno di confessarsi, perché, parlo della mia esperienza, quando ti confessi ti senti proprio puro nel tuo cuore, ti senti come più leggero. Perché quando tu, andando dal sacerdote, dici che hai sbagliato, confessi che hai sbagliato e cerchi di non ripetere più quella cosa e chiedi scusa al Signore, a Gesù, anche per quella cosa minima che hai fatto, allora ricevi il perdono e ti senti puro e leggero.

Padre Livio: Molti evitano di confessarsi con questa scusa: “ Perché – dicono – Devo confessarmi dal sacerdote, quando potrei confessarmi direttamente a Dio?”

Jakov: Penso che questo atteggiamento dipende dal fatto che oggi tanti, purtroppo, hanno perso il rispetto per i sacerdoti. Non hanno capito che il sacerdote rappresenta Gesù qui su questa terra. Tanti rivolgono ai sacerdoti delle critiche, ma non capiscono che anche il sacerdote è un uomo come tutti noi. Gli facciamo delle critiche invece di andare a parlare con lui e di aiutarlo con la nostra preghiera.

La Madonna ha detto tante volte che dobbiamo pregare per i sacerdoti, proprio per avere dei sacerdoti santi e noi questo dobbiamo fare e non andare a criticarli.

Ho sentito tante volte i pellegrini che si lamentano dicendo: “ Il mio parroco non vuole questo, il mio parroco non vuole quello…Il mio parroco non vuole pregare…” Ma tu vai a parlare con lui, chiedigli perché succede questo, prega per il tuo parroco e non criticarlo. I nostri sacerdoti hanno bisogno del nostro aiuto.

Padre Livio: Quindi la Madonna più volte ha sollecitato a pregare per i sacerdoti?

Jakov: Sì veramente tante volte. In modo particolare attraverso Ivan la Madonna ci invita a pregare per i sacerdoti.

Padre Livio: Tu personalmente hai mai sentito la Madonna invitare a pregare per il Papa?

Jakov: No, a me l’ha detto mai, ma agli altri sì.

Padre Livio: Dopo la preghiera qual è il messaggio più importante?

Jakov: La Madonna ci chiede anche il digiuno.

Padre Livio: Che tipo di digiuno chiede?

Jakov: La Madonna ci chiede il digiuno a pane e acqua, il mercoledì e il venerdì. Però quando la Madonna ci chiede il digiuno, desidera che si faccia veramente con amore verso Dio. Non diciamo, come tante volte succede, “Se digiuno mi sento male”, oppure fare il digiuno tanto per farlo. Questo non è un digiuno. Piuttosto è meglio non farlo. Noi dobbiamo fare veramente il digiuno col nostro cuore e offrirlo.

Ci sono tanti malati che non possono fare il digiuno, però loro possono offrire qualcosa, ciò a cui sono attaccati di più. Però deve essere fatto veramente con amore.

Vi è certamente un po’ di sacrificio quando si digiuna, però se guardiamo a che cosa Gesù ha fatto per noi, che cosa ha sopportato per tutti noi, se guardiamo alle sue umiliazioni, il nostro digiuno che cos’è? E’ soltanto una piccola cosa.

Io penso che dobbiamo cercare di capire una cosa, che purtroppo in molti non l’abbiamo capita. Quando digiuniamo o quando preghiamo, per l’utilità di chi lo facciamo? A pensarci bene lo facciamo per noi stessi, per il nostro futuro, persino per la nostra salute….Non vi è dubbio che tutte queste cose sono a nostro vantaggio e per la nostra salvezza.

Io lo dico spesso ai pellegrini. La Madonna sta benissimo in paradiso e non ha nessun bisogno di scendere qui sulla terra. Però lei ci vuole salvare tutti, perché il suo amore verso di noi è immenso. Noi dobbiamo aiutare la Madonna affinché noi stessi possiamo salvarci. Ecco perché dobbiamo accettare ciò a cui ci invita nei suoi messaggi.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE 🌹

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JIM CAVIEZEL

JIM CAVIEZEL che ha interpretato Gesù nel film – The Passion – di Mel Gibson, racconta la sua conversione durante le riprese del film e incoraggia la nostra personale conversione donandoci la sua testimonianza nella vera Fede cattolica, dove esiste un Dio che senza noi piangerebbe e non attende altro di ri-abbracciarci dandoci il suo perdono ora, subito, anche quello che non meritiamo.

Ecco quello che dice Jim:
Ti amo, Ti amo, è quello che volete sentire vero? Andrete tutti in paradiso e voi mi direte: Come lo sai?? molto semplice: Dio sta nel tuo cuore da sempre. in alcuni è dormiente. In altri, molto più vivo ma continuamente, Dio sta chiedendo per più conversioni. E voi mi direte: Ma io già credo! Lasciatemi dire che un soldato può lavorare nell’esercito per 20 anni senza vedere un campo di battaglia. Ma quando arriva quel giorno, e si vede i suoi uomini morire sarà su tutt’altro livello. Ti sta preparando per quel livello. Ve lo dico come so che Dio vi ama così tanto, e come so che andrete tutti in paradiso. Alcuni di voi hanno abortito, altri sono adulteri, qualcuno ha ucciso, alcuni hanno pagato per un aborto e quindi hanno contribuito.
Molte persone sono complici di questo grande peccato in questo paese, 45 milioni di persone all’anno muoiono in tutto il mondo. Questi sono tutti bambini di Dio, e Dio li porta a Casa e vuole portare te a Casa in questo momento. Questa è un’occasione di Paradiso. In questo esatto momento
Non devi aspettare di morire per sperimentare il Paradiso.
Ma quando commetti un peccato andando contro i 10 comandamenti come quello dell’aborto, o se hai contribuito, sei o non sei andato da uno dei tuoi amici a raccontargli tutto?
E tu mi dici di sì, io ti chiedo: perché sei andato a confidare i tuoi peccati al tuo amico?
Perché non mi giudica, perché mi ama. Perché ho sentito la grazia e la misericordia
Tu non pensi che il tuo Dio abbia più misericordia del tuo amico?
Tu non pensi che il tuo Dio abbia più grazia del tuo amico?
Il tuo amico ha più Amore del tuo Creatore?
Impossibile, impossibile.
Dio ti perdona e Ora ti invita a ricominciare, ha bisogno che tu accetti il Suo perdono.
Prima ho detto: Il Signore non manda mai nessuno all’inferno gli uomini scelgono quel posto assurdo.
E’ la tua scelta. Dio ti ha creato e ti ha amato, non c’è mai stato uno come te. Voleva che tu venissi qui, te l’ha chiesto e sei venuto.
Oggi, sei venuto. Hai avuto il coraggio di venire nonostante avessi altre cose da fare che potevano impedirti di venire, ma sei venuto.
Non sai quanto Dio si ricorderà di questo? Pensi che Dio sta lì, che aspetta di buttarti via? Sei perfetto! Non c’è nessun altro come te. Senza di te piangerebbe.
Sta venendo da te in questo momento, adesso, e vuole solo che tu gli dica sì. Alcuni di voi è vero l’hanno già accettato, continuate a farlo. Tutte le volte che pecchiamo lo rinneghiamo. Siate santi, “sii perfetto come il Padre mio è perfetto” come nella Passione: (cit. aramaica ). Questo è il mio comandamento: “Che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati”, se questo non vi scuote forse questo lo farà:
il tuo nome potrebbe non apparire mai sulla lista dei famosi di questo mondo infatti potresti essere così sconosciuto che nessuno sa il tuo nome. Gli oscar e i riconoscimenti potrebbero non passare mai per la tua strada, ma non dimenticare che Dio ha delle ricompense che un giorno ti consegnerà. La folla di questo mondo si dimenticherà facilmente di te quando non sei più in cima ti acclamerà come dei matti finché non cadi e a quel punto smetteranno.
Non Dio. Lui non si dimentica mai della Sua lista dei famosi, soltanto credendo in Suo Figlio nei secoli dei secoli.
Ti dico amico. Non scambierei mai il mio nome, anche se insignificante. E’ scritto tra le stelle nel regno celeste per tutti i nomi di personaggi famosi di questo mondo o per tutta la loro gloria,
Preferirei essere uno sconosciuto qui e avere il mio nome lassù.
Dio vi benedica!

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

Jim Caviezel – Tributo alla Vergine Maria, Madre di tutte le genti

Jim Caviezel racconta come la mano della Madonna lo abbia misteriosamente guidato nella sua vita fino alla conversione e nei film che ha realizzato successivamente

La sua mano come guida nella mia vita, nella mia carriera, a volte in maniera incredibile.
Per esempio, nel 1997 avevo un colloquio per la parte in un film, parte che desiderava ogni attore di Hollywood.

Nel film di Terrence Malick – “La sottile linea rossa”. Non avevo grosse possibilità, però almeno avevo l’incontro con Malick.

Mi sono fermato sotto casa sua a Beverly Hills per incontrarmi con lui alle 18:00, ma non riuscivo ad uscire dalla macchina.

Mi avvolse il dubbio. Ho preso la decisione, che “se dovesse andare male”, rinuncerò alla mia carriera da attore.

Non volevo passare tutta la mia vita a pensare se avrei mai lavorato come attore.
Sono già le 18:00. Sono ancora in macchina e credo nel profondo nel mio cuore che i prossimi 10 minuti cambieranno la mia vita per sempre.

Nella mia testa ero un ragazzo di Mount Vernon, Washington, che voleva giocare a basket, dunque che cosa ci faccio davanti alla casa di Terrence Malick? Ero emotivamente distrutto.

Quindi ho cominciato a recitare il rosario. Sono le 18:05 e io sono ancora a metà del quarto mistero gaudioso.

Sapete, sei mesi prima il mio capo, che era una sorta di mistico cattolico, mi disse che dovrei recitare il rosario tutti i giorni.

Mia moglie Carrie mi insegnò a farlo.

Quindi seguendo le sue indicazioni, ho preso il rosario prestato da sua nonna, un prezioso ricordo di famiglia, quindi ho cominciato a muoverlo tra le dita pregando, non conoscendo nemmeno i misteri.


Sono già in ritardo di 5 minuti a questo importante appuntamento con il regista più gettonato di Hollywood e non ho ancora finito il primo mistero, quindi ho deciso di continuare a pregare, – Ave o Maria, piena di grazia, – Ave o Maria, piena di grazia.

Quando ho finalmente finito, sono le 18:10. Sono saltato fuori dall’auto, ho corso verso la porta, ma mi accorgo che in mano ho ancora il rosario.

Sapevo, che se l’avessi tenuto in tasca avrei passato l’incontro a giocarci di fronte al regista.

Quindi sono ricorso in macchina per lasciarlo lì. Ho aperto la portiera e ho messo dentro il braccio per lasciarlo sul sedile, e in quel momento ho sentito nel mio cuore, che dovevo portarlo con me.

Non era la prima volta che sentivo una sensazione di questo tipo. La prima volta ho avuto questa esperienza quando ero seduto al cinema all’età di 19 anni, a Mount Vernon, Washington.

Il film era terminato, e seduto al buio, sentendo con le mie ginocchia da giocatore di basket solamente il sedile di fronte, ho provato nel cuore quella sensazione, che sarei dovuto diventare attore.

Che Dio mi ha creato proprio per quello scopo.

Che è questo ciò che esige da me. Si può dire che quella era la mia personale annunciazione.

Una consapevolezza molto intensa della mia vocazione. Dunque con riluttanza sono andato avanti, perché si accese il mio buon senso.

Non sapevo nulla su come fare l’attore. Non avevo agenti, né manager.

Non riesco nemmeno a ricordare a memoria i testi, qualità che mi salverebbe la vita, come potete vedere.

Ma avevo quella convinzione interiore, di avere un incarico.

Dunque sono di fronte alla casa di Terrence Malick. Ho deciso di portare quel rosario con me e ho incominciato a dirigermi verso la porta.

Mi apre una piccola domestica, e vedo al suo collo la Medaglia Miracolosa. Le dissi: “Oh, sei cattolica” Mi risposte: “No, sono della Chiesa episcopale. Entra.”

La domestica mi fa accomodare dentro e mi mostra la casa.

Una bellissima hacienda spagnola. Entrambi ammiriamo il soffitto e mentre la donna è a metà frase, ho di nuovo questa sensazione dentro la cassa toracica, ma più forte che mai e senza pensarci due volte tiro fuori il rosario dalla mia tasca.

La interrompo e le dico: “Signora, questo è per lei”. È sorpresa. Mi chiede: “Perché l’hai fatto?” Le lacrime le scendono dagli occhi. Rispondo: “Non lo so”.

Mi risponde: “O mio Dio” “La donna che mi ha regalato questa Medaglia Miracolosa della Vergine Maria mi ha anche dato il rosario che aveva ricevuto da Madre Teresa, ma l’ho perso” “E ho pregato stamattina perché dio me ne procurasse un altro” “E poi entri tu…” La donna continua a versare le lacrime. Anch’io sono scioccato.

Tra di noi c’è un rosario. E in quel momento entra Terrence Malick e comincia a chiedere: “Tesoro, cos’è successo?” a quel punto mi è chiaro che non si tratta di una domestica ma della moglie di Malick. Ho pensato, ok… forse devo prenotare un biglietto di ritorno per Mount Vernon.

Quando sono tornato a casa, dico a mia moglie: “Amore ho delle buone, ma anche delle cattive, notizie” “La buona è che ho ottenuto la parte in “La sottile linea rossa”, la cattiva è che il rosario della nonna non c’è più.

” Quel rosario ed io credevamo che l’intercessione di Maria mi ha portato al primo ingaggio importante nella mia carriera.Abbiamo ricevuto 7 nomination agli Oscar, tra cui per il Miglior Film.
Primavera 2000. Mi proposero la parte di Edmond Dantès ne “Il conte di Montecristo”.

Era la nuova trasposizione del classico di Dumas. Per la prima volta dovevo supportare il peso di un film.

Avevo ottenuto ciò che da tanto volevo ottenere, ma non provavo pace. Andavo a messa pregando per quel film, ma così come voi, non sapevo mai se le mie preghiere avrebbero avuto effetto. Ed è successa una cosa incredibile.
Abbiamo intenzione di girare la scena principale in una grande casa a Malta. E’ quel momento in cui il conte deve decidere se rimanere con l’amore della sua vita, o se lascarla per vendetta.

Guardo il soffitto pensando alla decisione. In realtà non guardo nulla, ovvero non c’era lì nulla tranne che il soffitto bianco.

Poi il regista, Kevin Reynolds, un battista proveniente dal Texas, mi prende da parte per dirmi: “Ti faccio vedere cosa guarderai”.

“Ho trovato qualcosa in fondo al corridoio, penso che funzionerà nel film”. Mi porta in una stanza a 10 porte più avanti, e indica il soffitto.

Sono scioccato. Guardo incredulo, perchè sul soffitto vedo un affresco dell’Immacolata Concezione della Santissima Vergine Maria. Kevin Reynolds non sa nulla, né su Maria né sulla religione cattolica, quindi gli chiedo: “Hai idea di cosa sia?”.

Mi risponde in stile texano: “Yep” ed esce dalla stanza. Beh, avevo paura di aggiungere altro al suo “Yep” per paura che possa togliere quest’inquadratura dal film. Quindi non ho detto nulla, però per me era un segno. Segno dal nostro Signore, che la Sua Santissima Madre è con me. Durante tutte queste esperienze, Maria mi accompagnava tenendomi per mano. Guidandomi da Suo Figlio nella mia vocazione.

Se avete visto “Il conte di Montecristo” allora sapete che quella scena è rimasta nel film e con orgoglio posso dire che ho condiviso il mio tempo sullo schermo con la Madre di Dio.
In un modo inspiegabile ricevo una telefonata da Mel Gibson. Non mi ha chiamato né il mio agente, né il mio manager, non conoscevo Mel Gibson, né ho cercato di ricevere una parte in uno dei suoi film, perché nessuno conosceva i suoi piani. Mel Gibson voleva che interpretassi Gesù Cristo. Voleva un uomo le cui iniziali fossero J.C. (Jesus Christ, G.C., Gesù Cristo) e che avesse 33 anni. È una coincidenza? Non lo penso nemmeno io. Poco tempo prima, mia moglie mi presentò ad uno dei visionari di Medjugorje.

Ciò ha avuto un importante ruolo nell’alimentare il mio amore e la mia devozione alla Madre di tutte le genti. A Medjugorje ho affidato tutta la mia vita e carriera da attore alla Madonna, tramite la consacrazione secondo il trattato di San Luigi Maria Grignion de Montfort. Da quel momento, tutto ciò che facevo nella mia vita o nella mia carriera lo facevo per Lei. Affinché agisca insieme a me, come meglio ella desidera.

Credo anche, che è proprio Medjugorje ad aver preparato il mio cuore, per pronunciare il mio “Fiat” per interpretare Gesù ne “La Passione di Cristo”. Girare la Passione di Cristo, mi ha avvicinato ancora di più alla Madre Santa. Più vivi il dolore di Gesù… più capisci la compassione di Maria. L’unione tra Maria e Suo Figlio… Quale madre non soffre, quando soffre suo figlio?! Recitare Gesù nella Passione mi ricorda anche la chiamata di San Giovanni Paolo II, che ognuno di noi deve diventare co-redentore con Gesù e Sua Madre Maria.

Durante i primi giorni delle riprese, la folla mi spingeva da tutte le parti. I soldati mi colpivano con le fruste, che toccavano il mio corpo. La mia spalla si bloccò sotto questa pesante sbarra, quando qualcuno tirò la croce nella direzione opposta, ciò causò uno strappo muscolare, la mia spalla si divise.

Sono caduto in ginocchio, ho lasciato cadere la croce, immergendo la mia testa nella sabbia. Questa scena è stata ripresa nel film. Dovevo affrontarlo ogni giorno. Era come una penitenza. Mi trafiggeva la spalla, rendendo il mio corpo rosso scuro e ogni ora che passava era sempre peggio. Poi dovevo essere appeso su quella croce. Era novembre. A Matera, in Italia.

Fa molto freddo, e io sono lì su una scogliera, indosso solo lattice e ho i fianchi fasciati. Sulla croce non ti uccide la perdita di sangue, ma l’assenza di ossigeno. Soffochi. Quindi prendo un respiro, le mie gambe sono intorpidite. E indovinate cosa accade. L’ipotermia. Per alzare la temperatura del mio corpo, hanno portato delle stufe a gas.

Quando le misero troppo vicino alle mie dita hanno cominciato a bruciarle, e il lattice cominciò a sciogliersi, questo prima che mi colpisse un fulmine, cosa che avvenne poco dopo. Operazione a cuore aperto. Ma offrivo tutto il dolore insieme a Gesù e Maria per il successo del film, che potrebbe portare le anime da Gesù.
“La passione di Cristo” rivela una verità biblica molto ovvia, che Maria, come nessun’altro, soffriva insieme a Suo Figlio, in quanto Co-Redentrice.

Così come Santa Madre Teresa di Calcutta esclamò: “Ovvio, che Maria è Co-Redentrice”. Ha dato il corpo a Gesù. E l’offerta del Suo Corpo, è ciò che ci ha redenti. Le scene della “Passione” rappresentano in maniera chiara il ruolo della Madre di Dio come Co-Redentrice insieme a Gesù. Infatti un famoso giornalista italiano afferma che “La passione di Cristo” poteva anche essere chiamata “La storia di Maria Co-Redentrice”.

Per esempio, nel film solo Maria capiva cos’era successo, quando Gesù venne arrestato. Disse: “E’ cominciato”. Cosa era cominciato? La missione unificata di Gesù Redentore e Maria Co-Redentrice, per redimere il mondo. Quando Maria cammina lungo la Via Crucis insieme a Gesù, si mette di fronte a satana. Lei è sua nemica. Il ruolo di Maria insieme a Gesù di “calpestare la testa di satana” è fortemente drammatizzato.

Nella scena al Calvario, il morente Redentore lascia Sua Madre, affinché diventi la Madre Spirituale di tutte le persone. Quando dice dalla croce: “Ecco tua madre” (G 19, 27) Nella scena finale, Maria diventa la Viva Pietra tenente il Corpo morto del Suo Figlio Divino. Ci guarda tutti come la nostra amata Co-Redentrice, che ha sofferto insieme a Gesù e ci chiama tutti, ad apprezzare il prezzo della nostra redenzione.


Ci sono tante, teologiche verità, che Mel Gibson inserì ne “La passione di Cristo”. In questo caotico, confuso tempo, abbiamo bisogno della Verità. La Verità, che Maria è Co-Redentrice, intermediario di tutte le grazie e portavoce di tutta l’umanità! Spero e prego, affinché il Papa annunci questa verità come dogma mariano, affinché ogni viva creatura umana sappia, che ha una Madre Spirituale, che la ama, e che intercederà per chiunque, per portarlo da Gesù, il vero Salvatore!


Perché ciò è necessario, se la verità su Maria è già nota? Perché è necessario un annuncio papale? Beh, guardate nel Testo Sacro, quando Gesù chiese ai suoi apostoli: “Chi dicono che io sia?”.

Credetemi se vi dico… che Gesù non ha avuto una crisi d’identità. Sapeva chi era, ma voleva, che la verità venisse proclamata! Quando Simon Pietro annunciò la Verità, che Gesù è “Cristo, il Figlio del Dio Vivo”, allora, e solo allora, Gesù fondò la Chiesa ed il papato sulla pietra di Pietro, il primo papa.

Credo che Gesù voglia l’intera verità su Sua Madre Maria, che Lei è la Madre Spirituale del mondo, co-Redentrice e Intermediario, che deve annunciare l’attuale Papa, affinché nostra Madre possa usare la sua “piena forza” dell’intercessione, per portare pace, la vera pace nel mondo.


Miei amici in Gesù e Maria, l’attuale scena mondiale è un’inaudita frattura morale, disastri naturali, e ancor peggiori, minacce di guerre mondiali e terrorismo, che ci mostrano oggi i media. L’uccisione dei nascituri, e ora anche dei neonati… traffico sessuale di bambini… ormai più di 10 milioni. L’operato di satana è onnipresente, ovunque volgiamo lo sguardo. L’intero nostro mondo ha perdutamente bisogno della pace in Gesù Cristo. E quella pace, sia spirituale, sia mondiale, arriverà come alle origini attraverso Maria, la nostra Portavoce ed Intermediario!


La Madre di Dio promise a Fatima che “alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà e il mondo vivrà un periodo di pace”. Fidiamoci di queste parole della Madre di Dio. Preghiamo, soprattutto il Gesù Eucaristico, per la vera e stabile pace nel mondo tramite l’intercessione di Maria, la madre di tutta l’umanità. Lei manterrà la promessa, ma noi dobbiamo fare la nostra parte. Come scrisse San Bernardo e come mi convinsi personalmente nella mia vita: “Non ti perderai, se La seguirai… non ti perderai, se ti rivolgerai a Lei. Se ti tiene per mano, non cadrai. Se ti protegge, non hai nulla di cui temere. Non ti stancherai, se ci sarà Lei dalla tua parte.”.

Però ti devi avvicinare a Lei. Fratelli e sorelle, non smettete di credere, rivolgetevi alla Madre. Recitate il rosario per la pace nel mondo! Adorate Gesù nell’Eucarestia, e il Paradiso risponderà! Questa via non sarà facile, né per i nostri vescovi, né per i nostri sacerdoti, né per i laici, che accetteranno questa sfida. La battaglia per realizzare il piano Divino non è mai facile… Ma com’è scritto nel Vangelo: “Beati voi quando gli uomini vi odieranno, e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo.”

Alla fine conterà solo ciò che c’è tra te e Dio. Tra te e gli “altri” non ci è mai stato nulla. Il tuo nome magari non comparirà sull’arca della gloria. Magari nessuno saprà il tuo nome. Gli Oscar e i complimenti potrebbero non arrivare mai. Ma stai certo, che un giorno Dio te lo ripagherà.

Questa folla sulla terra presto si dimenticherà se non sei stato in cima. Quando sarai in cima ti tiferanno come pazzi, finché non cadrai, perché allora non conterà più nulla. Ma non Dio. Lui non dimentica mai.

Nella sua arca della gloria, anche solo grazie alla fede verso Suo Figlio, il tuo nome è segnato per sempre.


Te lo dico, amico, non cambierei quel mio nome, indipendentemente da quanto sia scritto in piccolo lassù.

E’ scritto lì, sopra le stelle… in nessuno dei nomi famosi presenti sulla terra e per la gloria che ricevono…
Preferirei essere qui nessuno, ma avere il nome lassù! Che Dio vi benedica.

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JIM CAVIEZEL

Senza Medjugorje non avrei potuto interpretare il ruolo di Gesù nel film “PASSION CHRISTI

Jim Caviezel, attore statunitense, figlio di un medico oriundo svizzero-slovacco e di una irlandese, è diventato famoso in tutto il mondo per aver interpretato il ruolo di Gesù nel film “Passion Christi” di Mel Gibson.

Le toccanti scene della flagellazione e della crocifissione di Gesù hanno originato molte discussioni sulla fede. 

In relazione a questo film si è parlato delle conversioni che hanno sperimentato alcuni spettatori.

Chi è questo Jim Caviezel che ha recitato in modo così toccante?

In una intervista, rilasciata alla rivista “Oasi della Pace”, ha dichiarato che senza le sue esperienze a Medjugorje, dove gli è stata donata una nuova dimensione della fede, non avrebbe potuto interpretare questo ruolo.L’attore, che nello scorso febbraio ha visitato Medjugorje per la sesta volta, di passaggio a Vienna, ha rilasciato al dott. Christian Stelzer l’ intervista qui di seguito riportata.

Jim, potresti raccontaci la tua esperienza a Medjugorje?

Mentre giravo in Irlanda il film “Montecristo”, mia moglie si recò a Medjugorje. Le cose non andavano tanto bene in quel momento anche se ogni settimana lavoravo sette giorni su sette.

Un giorno mi telefonò e io dalla sua voce avvertii che c’era stato un cambiamento in lei. Mi cominciò a raccontare di Medjugorje e disse che uno dei veggenti sarebbe venuto in Irlanda.

La interruppi con queste parole: “ Io ho un lavoro molto importante da fare. Non posso trovare il tempo per i veggenti” Per di più pensai che io, come cattolico, non dovevo necessariamente accettare né Fatima né Lourdes né Medjugorje.

Queste furono le mie riflessioni. E in più mi ricordai che avevo già sentito parlare delle apparizioni di Medjugorje quando frequentavo la scuola cattolica e che io e i miei compagni eravamo molto colpiti, ma, alla notizia che il vescovo del posto aveva dichiarato che le apparizioni non erano vere, avevamo perso ogni interesse.

Il veggente di Medjugorje, Ivan Dragicevic, venne in Irlanda.

Da parte mia ero certo che non avrei avuto tempo per lui poiché dovevo lavorare tutti i giorni.

E tuttavia un giovedì il mio partner nel film, Richard Harris, si sentì improvvisamente male ed io così fui libero per il resto della giornata.

Potei così assistere all’apparizione.

Stavo in fondo alla chiesa piena di gente e non avevo idea di ciò che sarebbe successo.

Nel momento dell’apparizione un uomo accanto a me si alzò dalla sua sedia a rotelle e si lasciò cadere in ginocchio; io fui molto colpito: “Questo invalido – pensai – nonostante il suo dolore, s’inginocchia sulle fredde pietre del pavimento per pregare!”

Oggi so che solo Dio poteva sapere esattamente quando e come afferrarmi. Anche se può sembrare assurdo, la domenica successiva inaspettatamente fui ancora libero e così potei incontrare il veggente, come tanto desiderava mia moglie.

Durante l’apparizione, inginocchiato accanto a lui, dissi nel mio cuore: “OK, sono qui.Sono pronto. Fai di me quello che vuoi.”

In quello stesso momento sentii che qualcosa penetrava in me ; era una sensazione semplice eppure unica.

Quando mi rialzai gli occhi mi si riempirono di lagrime e cominciai a piangere con tutto il cuore.

Con Medjugorje avevo cominciato a credere che Gesù è veramente presente nell’Eucarestia e che perdona i miei peccati.

Ivan mi disse: “Jim, l’uomo ha tempo per ciò che ama. Se uno che non ha tempo, improvvisamente incontra una ragazza e se ne innamora, allora lo trova il tempo per lei. Chi non ha tempo per Dio è perché non Lo ama.”

Mi domandai impressionato se io avessi tempo per Dio.Ivan continuò: ”Dio ti chiama e ti invita a pregare con il cuore”.

“Come si fa?” gli chiesi. “Comincia a pregare e vedrai”.

In quel momento si aprì una finestra nel mio cuore. Mai prima di allora avevo pensato che potesse essere possibile.

Andammo poi in un ristorante e devo confessare che il cibo ed il vino non mi sono mai più così piaciuti come quella sera.

In me qualcosa cominciò a cambiare.

Varie volte mia moglie aveva provato a coinvolgermi nella recita del rosario, ma io mi ero rifiutato.

Adesso però lo volevo recitare, anche se non sapevo esattamente come si faceva.

Avevo l’impressione che il mio cuore si era aperto solo per questo.

Un giorno mi rivolsi all’autista, che ogni giorno mi portava sul set, dicendogli: ”Non so come voi la pensiate, ma io desidero recitare il rosario.” Con mia sorpresa ricevetti questa risposta: “OK, lo facciamo”.Alla debole luce di questo amore, che ora sentivo in me, cominciai a riconoscere dove io veramente stavo, quante tentazioni avevo, dov’erano i miei sentimenti, come io ero fragile e come giudicassi dentro di me gli altri.

In quale anno sei andato per la prima volta a Medjugorje?

Dopo le ultime riprese del film, che si svolsero a Malta, mi decisi ad andare a Medjugorje.

Dentro di me ero pieno di aspettative. All’età di venti anni c’era stata come una voce dall’intimo che mi aveva detto che sarei stato un attore.

Quando, a quell’epoca, lo raccontai a mio padre ebbi da lui questa risposta: “Se Dio vuole da te qualcosa, allora l’unica cosa certa è che diventerai prete. Perché dovresti diventare un attore?” Neanche io lo capii a quell’epoca.

In questo momento mi posi di nuovo la domanda se la volontà di Dio su di me fosse quella di diventare attore e pertanto quella di guadagnare tanto denaro e diventare ricco.

Mi rendevo conto della disuguaglianza nel mondo tra quei pochi che hanno fin troppo e quei tanti che non hanno il sufficiente per vivere ed ero sicuro che Dio non volesse ciò e che dovevo dunque decidere chi volessi servire o la ricchezza che non può darmi una felicità durevole o Dio che voleva guidare la mia vita.Medjugorje mi richiamò alla mente Betlemme e pensai che, come Gesù aveva voluto nascere in un piccolo villaggio, così la Madonna appariva qui, in questo povero paese “in mezzo alle montagne”.(Questa è la traduzione dal croato del nome Medjugorje)

All’inizio fui sorpreso vedendo quanto tempo qui era dedicato alla preghiera. Feci un parallelo con un campo di basket e pensai che anche lì non si gioca una sola volta al giorno, ma continuamente.

E tutto sommato anche nella scuola non si legge una volta al giorno, ma continuamente.

Durante i primi giorni a Medjugorje dentro di me ero irrequieto durante la preghiera poiché non ero abituato a pregare così tanto e perciò pregai Dio di aiutarmi.

 Dopo quattro giorni non volevo far altro che pregare poiché nella preghiera mi sentivo in comunione con Dio.

E’ questa una tale esperienza che non posso far altro che augurarla ad ogni cattolico. Forse l’avevo già avuta da bambino e poi l’avevo dimenticata; ora mi veniva di nuovo donata.

Questa esperienza è continuata anche a casa. In famiglia partecipiamo insieme ai sacramenti.

Mentre accompagno i figli a scuola recito con loro il rosario e, se a volte non inizio subito, comincia mio figlio a pregare.

La seconda volta che andai a Medjugorje cercai di ripetere la stessa esperienza della prima visita.

Questa volta, però, fu differente. Un giorno, dopo pranzo, un gruppo di pellegrini mi invitò ad andare a Siroki Brijeg per visitare Padre Jozo Zovko. Era proprio quello che più desiderava mia moglie.

Non conoscevo Padre Jozo, ma lo sentii dire alcune cose che mi commossero molto.

Andai verso di lui ed egli mi pose le mani sulle spalle, così anche io feci lo stesso sulle sue.

Poi mi impose le mani sul capo e anche io feci altrettanto sul suo. In quel momento io sentii dentro di me queste parole: ” Ti voglio bene, fratello. Quest’uomo ama Gesù.”

Padre Jozo si rivolse allora all’interprete chiedendo in croato chi fossi e dicendo che voleva parlare con me. Questo fu l’inizio di un’amicizia che dura ancora.“

Quando sentii Papa Giovanni Paolo II esortarci a non aver paura, pensai che tutto per me andava bene e che io non avevo motivo di avere paura.

Durante le riprese della “Passione di Cristo” cominciai, però, a comprendere che oggi più che mai la figura del Cristo è controversa.

Quando avevo appena concluso le riprese della “Passione di Cristo” dovetti sperimentare più volte varie forze che volevano distogliermi dal girare quel film.

Puoi raccontarci perché hai vissuto così questa esperienza e che rapporto c’è tra il film e Medjugorje?

Tu forse conosci il detto “passare il Rubicone”, che significa che non puoi più tornare indietro.

Ecco, per me il film “La Passione di Cristo” è stato questo. Avevo 33 anni quando è iniziata la lavorazione del film, cioè tanti quanti ne aveva Gesù quando fu crocifisso.

Mi veniva sempre il dubbio se ero degno di interpretare Gesù. Ivan Dragicevic mi incoraggiava e diceva che Gesù non sempre sceglie i migliori e che lui stesso era la prova di questo.Senza Medjugorje, che ha aperto il mio cuore alla preghiera e ai sacramenti, non avrei interpretato questo ruolo.

Sapevo che, se volevo rappresentare Gesù, dovevo essere vicinissimo a lui. Ogni giorno mi confessavo ed adoravo il SS Sacramento.

Anche Mel Gibson partecipava alla messa, se era celebrata in latino, e questo fu un bene per me poiché imparai il latino.

Sempre mi venivano tentazioni dalle quali mi dovevo difendere e in questa lotta sperimentavo una grande pace interiore.

Per esempio nella scena dove Maria, la Madonna, si imbatte in Suo Figlio mentre porta la croce, io dovevo dire la seguente battuta: ”Guarda, io faccio ogni cosa nuova” Abbiamo ripetuto questa scena quattro volte, ma io sentivo che c’ero sempre io in primo piano.

Poi qualcuno urtò contro la croce ed io sentii la mia spalla sinistra uscire dall’articolazione.

Quel subitaneo tremendo dolore mi fece perdere l’equilibrio e caddi pesantemente a terra. Sbattei il viso sulla terra polverosa e mi uscì il sangue dal naso e dalla bocca.

Ripetei le parole alla Madre: ”Guarda, io faccio ogni cosa nuova”. Il dolore alla spalla era indescrivibile mentre lentamente abbracciavo la croce ed io sentivo che la scena era di grande impatto.

Io avevo cessato di recitare ed era Gesù che si vedeva. La scena era venuta fuori quasi come risposta alla mia preghiera: “Voglio che gli spettatori vedano te, Gesù, non me”.

Durante le riprese non so quanti rosari recitai e questo mi fece vivere in un’atmosfera particolare.

Mi rendevo conto che non potevo bestemmiare o lasciarmi andare, se volevo comunicare qualcosa alla troupe dei miei collaboratori.

Erano attori famosi, che nella maggior parte dei casi non conoscevano Medjugorje, e noi eravamo felici di averli.

Come avrei potuto trasmettere loro qualcosa di Medjugorje se non con la mia stessa vita?

Medjugorje significa per me vivere, attraverso i sacramenti, in unità con la Chiesa.Con Medjugorje avevo cominciato a credere che Gesù è veramente presente nell’Eucarestia e che perdona i miei peccati.

Con Medjugorje ho sperimentato quanto è potente la preghiera del rosario e quale dono rappresenta la Messa quotidiana.

Come posso aiutare le persone, se non credendo in Gesù? Ho idea che questo possa accadere quando Gesù Eucarestia è in me e quando le persone, attraverso la mia vita, scorgono Gesù.

Quando girammo la scena dell’ultima cena, io avevo, in tasche speciali all’interno della mia veste, alcune reliquie di santi e anche un pezzetto della croce di Cristo.

Era così grande il mio desiderio che Gesù fosse presente che pregai un sacerdote di esporre il Santissimo. Sulle prime rifiutò, ma io lo pregai insistentemente perché ero convinto che, se io avessi fissato Gesù, gli spettatori avrebbero riconosciuto Lui in me.

Il sacerdote, con l’Ostia consacrata nelle mani, si mise poco dietro il cameramen e insieme a lui si avvicinava a me.

Quando gli spettatori vedono la luce nei miei occhi non si rendono conto che quello è il riflesso dell’Ostia nelle mie pupille e pertanto essi, in realtà, vedono Gesù.

Anche durante la scena della Crocifissione, mentre io pregavo ininterrottamente, il sacerdote era presente con il SS Sacramento nelle sue mani.

La sfida più grande per me, in questo film, non è stato, come all’inizio avevo pensato, l’imparare a memoria i testi in latino, aramaico e ebraico, ma piuttosto le fatiche fisiche cui dovetti far fronte.

Nell’ultima scena, per esempio, quando fui inchiodato sulla croce, avevo una spalla lussata che usciva ogni volta.

Durante la flagellazione fui colpito due volte dalla sferza e ne risultò una ferita sulla schiena lunga 14 centimetri, inoltre mi presi un’infiammazione ai polmoni che si riempirono di liquido.

Oltre a ciò bisogna calcolare la cronica mancanza di sonno: per mesi mi dovetti svegliare alle tre del mattino per il trucco che richiedeva almeno otto ore.

Un’altra sfida fu anche rappresentata dal freddo che, soprattutto durante la crocifissione, mi fece quasi venir meno; ero vestito solo con una sottile veste di lino e la temperatura esterna era di appena qualche grado sopra lo zero.

Quando girammo l’ultima ripresa c’era una fitta coltre di nuvole e un fulmine colpì la croce dove io ero legato.

 All’improvviso tutto fu silenzio intorno a me e io sentii i miei capelli rizzarsi sul capo.

Circa 250 persone che stavano intorno a me videro come il mio corpo all’improvviso emanò luce e videro un fuoco alla destra e alla sinistra della mia testa. Parecchi, a questa vista, subirono uno schock.

So che “La Passione di Cristo” è un film straordinariamente grande sull’amore, forse uno dei più grandi.Mai come oggi la figura di Cristo è motivo di controversie. Il creato è oggi minacciato da tanti fattori eppure la fede in Gesù è la fonte della felicità.Penso che Dio, in questo nostro tempo, ci chiami in modo particolare e che noi perciò dobbiamo dare una risposta nel nostro cuore e con la nostra vita.L’intervista con Jim Caviezel è stata realizzata da Christian Stelzer ed è stata pubblicata nel numero di marzo 2010 della rivista “Oasi della pace”, pubblicata a Vienna.



🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 10)

“Le nostre famiglie possiamo averle sane soltanto con la preghiera. I nostri bambini crescono sani soltanto con la preghiera.”

Padre Livio: Bene Jakov, vediamo ora quali messaggi la Madonna ci ha dato per guidarci verso la salvezza eterna. Non vi è dubbio infatti che lei, come madre, sia stata cosi tanto tempo con noi per aiutarci, in un momento difficile per l’umanità, sulla via che conduce al cielo. Quali sono i messaggi che la Madonna ha dato a te?

Jakov: Sono i messaggi principali.

Padre Livio: Quali?

Jakov: Sono la preghiera, il digiuno, la conversione, la pace e la santa Messa.

Padre Livio: Dicci qualcosa sul messaggio della preghiera.

Jakov: Come tutti sappiamo la Madonna ci invita ogni giorno a recitare le tre parti del rosario.

Jakov: Però lei quando ci invita a pregare il rosario, o in genere quando ci invita a pregare, vuole che lo facciamo col cuore.

Padre Livio: Secondo te che cosa vuol dire pregare col nostro cuore?

Jakov. E’ una domanda difficile per me perché io penso che nessuno potrà mai descrivere la preghiera con il cuore, ma può solo provarla nel suo cuore.

Padre Livio: E’ quindi un’esperienza che uno deve cercare di fare.

Jakov: Penso però che sia più semplice dire: quando sentiamo bisogno nel nostro cuore, quando sentiamo che il nostro cuore ha bisogno della preghiera, quando sentiamo la gioia nel pregare, quando sentiamo la pace nel pregare, allora preghiamo col cuore. Non dobbiamo però pregare come se fosse un obbligo, perché la Madonna non forza nessuno. Infatti quando lei è venuta a Medjugorje e ci ha chiesto di seguire i messaggi, non ha detto “Dovete accettarli”, ma ci ha sempre invitati.

Padre Livio. Senti un po’ Jakov: la Madonna prega?

Jakov: Sicuramente.

Padre Livio: Come prega?

Jakov: Certamente lei prega Gesù perché…

Padre Livio: Ma tu non l’hai mai vista pregare?

Jakov: Lei prega sempre con noi il Padre nostro e il Gloria al Padre.

Padre Livio: Suppongo che preghi in un modo tutto particolare.

Jakov: Sì.

Padre Livio: Se ti è possibile, prova a descrivere come prega. Sai perché ti faccio questa domanda? Perché Bernadette rimase così impressionata dal modo con cui la Madonna aveva fatto il segno della santa croce, che quando le dicevano: “ Mostraci come la Madonna fa il segno di croce”, lei si rifiutava dicendo: “E’ impossibile fare il segno della santa croce come lo fa la santa Vergine”. Ecco perché ti chiedo di tentare, se ti è possibile,  di raccontarci come la Madonna prega.

Jakov: Non possiamo, perché prima di tutto non è possibile rappresentare la voce della Madonna, che è una voce bellissima. Poi anche il modo con cui la Madonna pronuncia le parole è una cosa bellissima.

Padre Livio: Intendi dire le parole del Padre nostro e del Gloria al Padre?

Jakov: Sì, le pronuncia con una dolcezza che non riesci a descrivere e così anche tu comprendi e poi cerchi e desideri di pregare come prega la Madonna.

Padre Livio: Straordinario!

Jakov: E dici: Ecco come è la preghiera col cuore!: Chissà quando arriverò anch’io a pregare come fa la Madonna.

Padre Livio: La Madonna prega col cuore?

Jakov: Sicuramente.

Padre Livio: Quindi anche tu, vedendo la Madonna pregare, hai imparato a pregare?

Jakov. Io un po’ ho imparato a pregare, ma non potrò mai pregare come la Madonna.

Padre Livio. Sì, certo. La Madonna è la preghiera fatta carne. Oltre il Padre nostro e il Gloria al Padre quali altre preghiere ha recitato la Madonna? Ho sentito dire, mi pare da Vicka, ma non ne sono sicuro,  che in alcune occasioni ha recitato il Credo.

Jakov: No, la Madonna con me no.

Padre Livio: Con te no? Mai?

Jakov: No, mai. Qualcuno di noi veggenti ha chiesto alla Madonna quale era la sua preghiera preferita e lei ha risposto: “ Il Credo”.

Padre Livio: Il Credo?

Jakov: Il Credo, sì

Padre Livio: Non hai mai visto la Madonna fare il segno della santa croce?

Jakov: No, come me no,

Padre Livio: Evidentemente ci deve bastare l’esempio che ci ha dato a Lourdes. Allora, oltre il Padre nostro e il Gloria al Padre, non avete recitato altre preghiere con la Madonna. Ma senti: la Madonna non ha mai recitato l’ Ave Maria?

Jakov: No. Infatti a noi all’inizio questo sembrava strano e ci chiedevamo: “ Ma perché non prega l’ Ave Maria?” Una volta a me è successo, durante l’apparizione, di aver pregato con la Madonna il Padre nostro, e poi io ho continuato con l’Ave Maria, ma quando ho visto che la Madonna invece recitava il Gloria al Padre, Mi sono fermato e ho continuato con lei.

Padre Livio: Senti, Jakov, che altro potresti dire della grande catechesi che la Madonna ci ha fatto sulla preghiera? Quali sono gli insegnamenti che tu ne hai tratto per la tua vita?

Jakov: Io penso che la preghiera è qualcosa di fondamentale per noi. Diventa come un cibo per la nostra vita. Ho accennato anche prima a  tutte quelle domande che ci facciamo sulla vita;  penso che non esista nessuno al mondo che non si è mai posto degli interrogativi su se stesso. Le risposte le possiamo avere soltanto nella preghiera. Tutta quella gioia che noi cerchiamo in questo mondo la possiamo avere soltanto nella preghiera.

Padre Livio: E’ vero!

Jakov: Le nostre famiglie possiamo averle sane soltanto con la preghiera. I nostri bambini crescono sani soltanto con la preghiera.

Padre Livio: Quanti anni hanno i tuoi bambini?

Jakov: I miei bambini hanno uno cinque anni, uno tre e uno due mesi e mezzo.

Padre Livio: A quello che ha cinque anni hai già insegnato a pregare?

Jakov: Sì, Arianna è capace di pregare.

Padre Livio. Quali preghiere ha imparato?

Jakov: Per ora il Padre nostro, l’ Ave Maria e il Gloria al Padre.

Padre Livio: Prega da sola o con voi in famiglia?

Jakov: Prega con noi, sì.

Padre Livio: Voi in famiglia che preghiere fate?

Jakov: Preghiamo il rosario.

Padre Livio: Tutti i giorni?

Jakov: Sì, e anche i sette Pater, Ave e Gloria. Quando loro sono andati a letto, preghiamo insieme con la mamma così.

Padre Livio: I Bambini non inventano qualche preghierina?

Jakov: Sì, a volte li lasciamo pregare da soli. Vediamo che cosa vogliono dire a Gesù o alla Madonna.

Padre Livio: Dicono anche delle preghiere spontanee?

Jakov: Spontanee, di bambini proprio.

Padre Livio: Certo. Anche quella piccola di tre anni?

Jakov: Quella di tre anni si arrabbia un po’.

Padre Livio: Ah sì? Fa qualche capriccio?

Jakov: Sì, quando le diciamo: “ Adesso dobbiamo pregare un po’ “.

Padre Livio: E allora insisti?

Jakov: Penso che la cosa più importante è che i bambini devono vedere l’esempio in famiglia.

Padre Livio: L’esempio fa più di qualsiasi parola.

Jakov: Non li possiamo obbligare, perché ai bambini di tre anni non puoi dire: “ Mettiti qui seduto per quaranta minuti”, perché non lo accetta. Però io penso che i figli debbano vedere l’esempio della preghiera nella famiglia. Devono vedere che esiste Dio nella nostra famiglia e che dedichiamo un tempo per Dio nella nostra famiglia.

Padre Livio: Certo e comunque i genitori devono, con l’esempio e l’insegnamento, incominciare con i bambini fin da quando sono molto piccoli.

Jakov: Ma sicuramente. Fin da quando sono piccoli bisogna far loro conoscere Dio, conoscere la Madonna e parlare loro della Madonna come loro madre, come ne abbiamo parlato noi prima. Bisogna dire al bambino che c’è la Madonnina che è la tua mamma che sta nel paradiso e che ti vuole aiutare.

Però i bambini devono conoscere queste cose fin dall’inizio. Io conosco tanti pellegrini che vengono a Medjugorje. Si chiedono dopo venti o trent’anni: “ Perché i miei figli non pregano?” Però se tu chiedi loro: “Avete pregato qualche volta in famiglia?”, rispondono di no. Allora come si può aspettare che un figlio di venti o trent’anni preghi, quando non ha mai visto la preghiera in famiglia e non ha mai visto che esiste Dio nella famiglia?

Padre Livio: Dai messaggi emerge con chiarezza una grande preoccupazione della Madonna per la preghiera in famiglia. Si vede come lei insiste molto su questo punto.

Jakov: Sicuramente, perché io penso che tutti i problemi che abbiamo in famiglia li possiamo risolvere soltanto con la preghiera. E’ la preghiera ciò che fa rimanere unita la famiglia, perché oggi, se guardiamo in giro, vediamo che molte famiglie poco tempo dopo il matrimonio si separano.

Padre Livio: Purtroppo è una ben triste realtà

Jakov: Perché? Perché non c’è Dio, perché nelle famiglie non abbiamo i valori. Se abbiamo Dio, nelle famiglie ci sono i valori e certi problemi, che noi pensiamo essere pesanti, non sono poi così pesanti, perché li possiamo risolvere insieme, mettendosi davanti alla croce e chiedere a Dio la grazia. Si risolvono mettendosi a pregare insieme.

Padre Livio: Vedo che hai ben assimilato l’invito della Madonna per la preghiera in famiglia. Senti, come vi ha condotto la Madonna a scoprire Gesù, l’eucarestia e la santa Messa?

Jakov: Nel modo che ho detto, come una madre. Perché se noi abbiamo avuto quel dono di Dio di vedere la Madonna, però abbiamo anche dovuto accettare quello che la Madonna ci diceva. Non posso dire che fosse facile subito fin dall’inizio. Quando uno ha dieci anni e la Madonna dice di pregare tre rosari, pensa: “ Oh mamma, come faccio a pregare tre rosari?. Oppure andare a Messa, perché nei primi tempi stavamo in chiesa per sei o sette ore.

Andando in chiesa vedevo i miei amici giocare al pallone lì sui campi e una volta mi sono detto: “Ma perché non posso giocare io così?” Però adesso, quando penso a quei momenti e considero tutto quello che ho ricevuto, mi pento per averlo pensato, sia pure per una sola volta.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

Jim Caviezel: Il Cristiano è un guerriero

L’attore Jim Caviezel al Vertice di Leadership Studentesca 2018 – SLS18 a Chicago ha parlato della sua vita e della sua fede a migliaia di giovani studenti.

Saul significa grande. Cosa significa Paolo? Piccolo. Quindi se vogliamo essere grandi agli occhi di Dio, cosa dobbiamo essere? Piccoli. Dio ti ama e ti protegge e ti guida per tutti i giorni della tua vita. Non vi vedo qui, spero di vedervi in paradiso. Vi amo… Dio vi benedica. Combattete forte!».

Ragazzi, c’era molta sofferenza …prima della Resurrezione. Il tuo percorso non sarà diverso, quindi accetta la tua croce e cammina verso il tuo obiettivo. Voglio che tu esca in questo mondo pagano, voglio che tu abbia il coraggio di andare in questo mondo pagano ed esprimere spudoratamente la tua fede in pubblico. Il mondo ha bisogno di guerrieri orgogliosi animati dalla loro fede. Guerrieri come San Paolo e San Luca, che hanno rischiato il loro nome e la loro reputazione per portare al mondo la loro fede e il loro amore per Gesù. Dio chiama ognuno di noi, ognuno di voi, a fare grandi cose, ma quante volte falliamo nella nostra risposta, respingendola come un avvenimento! È giunto il momento per la nostra generazione di accettare la chiamata di Dio che esorta tutti noi a donarci interamente a Lui e vedere la Sua dolce mano che guida la nostra strada.
Ma prima devi anche prendere l’impegno di iniziare a pregare, a digiunare, a meditare sulle Sacre Scritture e prendere sul serio i Santissimi Sacramenti. Perché ora siamo una cultura in declino. Il nostro mondo è trincerato nel peccato. Dio chiama ognuno di noi a darci totalmente a Lui e quanto spesso lo ignoriamo, ignoriamo la Sua dolce chiamata. Il grande santo di Auschwitz, San Massimiliano Kolbe ha detto che l’indifferenza è il grande peccato del XX secolo. Cari fratelli e sorelle, è anche il grande peccato del XXI secolo. Dobbiamo scuotere questa indifferenza, questa tolleranza distruttiva del male. Solo la nostra fede nella saggezza di Cristo può salvarci. Ma richiede guerrieri disposti a rischiare la loro reputazione, il loro nome, persino la nostra stessa vita per proclamare la verità.
Parti da questa generazione corrotta. Sii santo. Sei stato creato per essere, sei nato per brillare. Perché ora nel nostro paese ci rende molto felici l’andare con il flusso. Abbiamo elevato un tempio alla libertà in cui tutte le opzioni sono le stesse, indipendentemente dalle conseguenze. Credi davvero che questa sia la vera libertà? Papa Giovanni Paolo il Grande ha affermato che la democrazia non può essere sostenuta senza un impegno condiviso per certe verità morali sulla persona umana e sulla comunità umana. La domanda fondamentale posta a una società democratica è come vivere insieme in risposta a questo: la società può escludere la verità morale e la ragione morale? Ogni generazione di americani dovrebbe saperlo: la libertà esiste non per fare ciò che vuoi, ma per avere il diritto di fare ciò che devi. La libertà che desidero per te è che tu sia libero dal peccato, libero dalle tue debolezze, libero da questa schiavitù in cui tutti noi diventiamo peccato. Questa è la libertà per cui vale la pena morire.
Questo mi ricorda le parole di Mel Gibson nel film premio Oscar “ Braveheart”, quando disse al suo disordinato esercito, come dico stasera: “Vedo un esercito di miei compatrioti, qui, sfidando la tirannia, siete venuti per combattere come uomini liberi, e voi siete uomini liberi: cosa fareste senza la libertà? Un uomo dice: “No. Noi fuggiremo e vivremo”. “Combatti, e potresti morire, fuggi e tu vivrai … almeno per un po’, e quando agonizzante nel tuo letto, fra molti anni, sarai disposto a barattare ogni giorno da oggi fino ad allora per un’opportunità, una sola opportunità, di tornare qui per urlare ai nostri nemici che possono prendere le nostre vite, ma non porteranno mai via la nostra libertà!”.
«Tutti gli uomini muoiono. Non tutti gli uomini vivono per davvero. Tu! Tu! Tu!… io, tutti dobbiamo lottare per quella autentica libertà e, amici, vivere… vivere per Dio. E con lo Spirito Santo come tuo scudo e con Cristo come tua spada, unisciti a San Michele e tutti gli angeli e riporta Lucifero e i suoi seguaci direttamente all’Inferno a cui appartengono!

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 9)

“Io penso che chi non crede, più che di segni per i suoi occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore.”

Padre Livio: Caro Jakov,  anche  la tua testimonianza sull’inferno, seppur breve è stata molto efficace. Ci hai detto che ti ha fatto così impressione, che ti ha così colpito, che ti ha arrecato una così grande pena…

Jakov: Sì, una grande pena per la gente….

Padre Livio. Ti faceva pena quella gente che era là dentro?

Jakov: Sì. Tu in quel momento pensi: ma ci voleva così tanto per salvarsi?

Padre Livio: E’ proprio così!

Jakov: Ci voleva così poco. Solo…

Padre Livio: Ci vuole poco per salvarsi?

Jakov: Ci vuole poco per ciascuno di noi per salvarsi e quel poco lì consiste nell’aprire il nostro cuore a Dio.

Padre Livio: Basterebbe almeno chiedere la sua misericordia.

Jakov: Sicuramente, chiederla.

Padre Livio: Dunque Jakov, non è poi così difficile salvarsi?

Jakov. Sicuramente ci vuole poco. La Madonna ha detto, come ho accennato prima, che basta che noi ci apriamo e il resto lo fa tutto lei.

Padre Livio: Dobbiamo metterla nella condizione di poterci aiutare.

Jakov: Fa tutto la Madonna con noi, ma noi dobbiamo aprirci a lei e donarle il nostro cuore.

Padre Livio: E’ chiaro che non ci può salvare se noi non vogliamo.

Jakov: Se noi le doniamo il cuore, lei poi può lavorare tramite noi.

Padre Livio. D’accordo Jakov, ma, secondo te, perché queste persone che si trovano all’inferno non hanno voluto aprirsi?

Jakov: Forse non hanno mai conosciuto l’amore di Dio.

Padre Livio: Dio però va alla ricerca di tutti..

Jakov: Oppure non hanno creduto che Dio esiste, non hanno mai sentito il desiderio di Dio.

Padre Livio: Alla radice però c’è sempre una chiusura.

Jakov: O forse non hanno corrisposto alle grazie. Purtroppo tanti dicono: “ Alle apparizioni non ci crediamo”. Ma come mai non si crede? Eppure sappiamo che sono avvenute tante volte nel mondo: a Lourdes, a Fatima, dove la Madonna ha lasciato dei segni. E purtroppo tanti ancora non credono.

Padre Livio: Il mistero della libertà umana è grande.

Jakov: Ma io penso che chi non crede, più che di segni per i suoi occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore. E noi queste persone le possiamo aiutare con la nostra preghiera per loro e con nostro esempio verso di loro.

Padre Livio: Quindi possiamo aiutare le persone a salvarsi con la preghiera, con l’esempio e penso anche con i nostri sacrifici.

Jakov: Anche con i sacrifici, perché io penso che, come ho detto prima, che noi oggi purtroppo parliamo tanto e diciamo: “Dobbiamo fare in questo modo, dobbiamo fare in quest’altro.” Ma noi dobbiamo innanzi tutto parlare con la nostra vita, in modo tale che la gente conosca Dio che agisce dentro di noi.

Padre Livio: Hai perfettamente ragione.

Jakov: E deve vedere e conoscere dentro di noi come Dio opera tramite nostro.

Padre Livio: Così deve essere.

Jakov: Questa penso che sia la nostra testimonianza più bella.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

Pagina 2 di 7

Radio Maria APS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy