"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2024 Pagina 1 di 17

Verso un conflitto globale?

31 Gennaio 2024 ore 11:05

di Marco Rota – Corrispondenza Romana

Da tempo, lo scenario di cui parlano molti analisti è quello di una nuova Guerra Fredda. Ma la realtà è molto più in rapida involuzione di quanto sembri. Mentre la Cina continuerà ad estendere la sua influenza sulla Russia, a Mosca tutto continuerà come prima, fino al termine dell’epoca di Putin. Oppure assisteremo ad un periodo burrascoso, simile al periodo finale dello Stalinismo con le sue purghe. Al Cremlino è probabile il ritorno ad una nuova e forte polarizzazione: da una parte i riformisti filo-occidentali e dall’altra i filo-slavi, l’Ovest e l’Est del mondo che continueranno a lottare l’uno contro l’altro, in un confronto proxy dentro e fuori i confini della Federazione Russa. 

Questo inverno sta portando con sé la sensazione che l’equilibrio tra l’Occidente e una Russia assertiva diventi più incerto, nel contesto di un’alleanza ormai strutturale tra Mosca e Pechino, con Iran, Corea del Nord, Siria e altri Stati canaglia quali alleati minori. Sebbene la NATO abbia tutte le capacità di sconfiggere la Russia nel caso in cui il conflitto in Ucraina dovesse allargarsi alla Polonia ed ai Paesi Baltici, il Pentagono adesso deve tener conto della necessità di mantenere una forza deterrente sufficiente per contrastare un’invasione cinese a Taiwan e contemporaneamente gestire un mondo in subbuglio, dal Medio Oriente all’Oceano Pacifico.

In pratica, in questo momento storico, non c’è un solo continente in cui vi sia un equilibrio geopolitico. Se la Russia dovesse conquistare l’intera Ucraina (ricordando che controlla già indirettamente la vicina Bielorussia), il suo confine con la NATO si estenderebbe attraverso Polonia, Ungheria, Slovacchia e Romania. E ciò esporrebbe anche la Moldavia, poiché sono noti i tentativi di destabilizzare questo Paese attraverso azioni di guerra ibrida russa in Transnistria.   

Nel mentre, il presidente ucraino Zelensky ha parlato del reclutamento di 500.000 soldati durante il 2024, definendolo una questione «delicata e costosa»; ma la preoccupazione è che questi nuovi soldati potrebbero non avere i mezzi per combattere, date le lotte in corso all’interno del Congresso degli Stati Uniti, così come dentro i governi europei, per approvare gli stanziamenti finanziari necessari.  

Oggi Mosca controlla in Ucraina all’incirca lo stesso territorio di fine 2022: 100 mila km quadrati, meno del 20%, una porzione che corrisponde alla superficie dell’Olanda. Putin s’è accaparrato Lugansk, parte del Donetsk, il sud di Kherson e la centrale nucleare di Zaporizhia, buona parte del Mar Nero e punta a trasformare il fiume Dnipro in un confine naturale.  

Gli ucraini hanno ripreso a fatica l’area intorno a Bakhmut e la sponda orientale del Dnipro, combattono per Avdiivka e vogliono fortificare una testa di ponte per arrivare al Mare d’Azov e sfondare in Crimea, riprendendo il controllo del Mar Nero e delle esportazioni di grano bloccate dai russi.

Senza il sostegno compatto dell’UE e nel caso in cui Donald Trump da presidente rimoduli il sostegno militare degli Stati Uniti, la possibilità che l’Ucraina riprenda il controllo dei suoi confini pre-2014 è remota. Alla vigilia dell’entrata nel terzo anno di conflitto ucraino è bene considerare le variabili interne allo Stato guidato da Zelensky.

Per cominciare, le elezioni: frange consistenti dei Repubblicani americani pensavano che esse si sarebbero dovute svolgere il 31 marzo, mentre settori bipartisan della politica interna ucraina hanno deciso diversamente, per più motivi: impossibilità costituzionale del loro svolgimento nel momento in cui vige la legge marziale; costi insostenibili delle elezioni che drenano risorse dall’economia di guerra; possibilità realistica di interferenze e sabotaggi russi. 

Nel caso in cui vi sia una transizione soft che sostituisca Zelensky con una figura militare, l’Ucraina si avvierebbe a concludere, più che per consunzione, per un vero e proprio “spegnimento a candela” il conflitto militare e in ogni caso lo scenario che si andrà delineando sarà quello di un conflitto congelato sine die nei settori meridionale e orientale. 

 Quello che va osservato ora con attenzione è la ricostruzione dell’Ucraina. Sebbene l’Ucraina non possa diventare membro della NATO in tempo di guerra, il processo di adesione dovrebbe iniziare ora, ha dichiarato il presidente polacco Andrzej Duda durante un incontro con Zelensky a Davos. Zelensky ha affermato in passato di volere che il suo Paese diventi un «grande Israele» dopo la fine dell’invasione russa, sottolineando che la sicurezza sarà la questione principale in Ucraina nel dopoguerra.

Con il conflitto congelato permarranno scontri militari in alcune porzioni di territorio ucraino ancora contese, mentre la ricostruzione procederà nel resto del territorio parallelamente alla messa in sicurezza operata dagli anglo-americani e dai polacchi. 

Gli apparati di intelligence russi sono sempre stati tra i più preparati al mondo nel progettare, condurre, supportare azioni non convenzionali, tra i quali rapimenti, uccisioni, sabotaggi, alterazione dei mercati finanziari, misure di intelligence prive di limiti di natura legale, attraverso operazioni dirette o “appaltate” a terzi, mafia russa, mercenari, spie fuori registro.

Ed è ciò a cui americani e inglesi stanno preparando da molto tempo l’Ucraina, per accompagnare il Paese dentro la NATO. Nulla di più preciso quindi delle parole di Zbigniew Brzezinki: «senza l’Ucraina la Russia cessa di essere impero, con l’Ucraina subordinata e sottomessa la Russia automaticamente diventa impero».

Terremoti geopolitici collegano i Balcani al Caucaso, Taiwan a Israele, il Medio Oriente all’Asia. Stando così le cose, sarà arduo se non impossibile per l’Europa prepararsi compattamente ad un conflitto globale, che potrebbe essere innescato dall’enclave militarizzata di Koenigsberg, dalla Bielorussia al confine polacco sul fiume Bug, o nell’Oceano Pacifico.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’Eucarestia, centro irradiante della Chiesa e della vita dei cristiani

Cari amici, nel messaggio alla veggente Mirjana del 2 dicembre 2015 la Regina della pace ha detto che la Chiesa è indistruttibile «perché mio Figlio le ha dato un cuore: l’Eucaristia». Nell’Eucarestia è presente Cristo nella sua totalità, cioè Cristo Risorto con il suo corpo, la sua anima e la sua divinità. Cristo è realmente presente nell’Eucarestia così com’è presente in Cielo.

L’Eucarestia è quella presenza straordinaria grazie alla quale, durante la Santa Messa per le parole del sacerdote che agisce in persona Christi, il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Nella Santa Messa viene rinnovato il sacrificio d’amore di Cristo che si è offerto vittima di espiazione per i nostri peccati. Attraverso l’Eucarestia abbiamo l’immensa grazia di rivivere l’opera della Redenzione e farne una fonte di grazia fino alla fine dei tempi. Da questo si capisce perché per la Chiesa la Santa Messa è la preghiera per eccellenza, è il culmine del culto divino proprio perché si celebra l’opera della Redenzione e noi, attraverso il mistero della Santa Messa, partecipiamo a quell’atto d’amore di Cristo con cui ha salvato il mondo. Partecipando alla Santa Messa partecipiamo alla totalità della Redenzione.

Anche in altri messaggi la Regina della pace ha voluto focalizzare il cuore della Chiesa indicando l’Eucarestia, lo ha fatto soprattutto nella Parrocchia di Medjugorje mettendo proprio l’Eucarestia al centro della giornata. A Medjugorje la Santa Messa quotidiana fin dalle prime apparizioni è diventata il centro focale della giornata. Da questo si evince l’importanza che la Madonna attribuisce all’Eucarestia che è proprio il cuore della vita spirituale della Chiesa.

In questi decenni abbiamo vissuto una crisi di fede, sono diminuite nettamente le persone che partecipano alla Santa Messa domenicale, le parrocchie sono state abbandonate soprattutto dai giovani. Dovremmo riflettere sull’importanza di dedicare le energie necessarie a livello pastorale affinché la Santa Messa rifiorisca e sia un incontro di tutta la comunità cristiana in tutte le sue componenti. Bisogna dedicare all’Eucarestia tutta quell’attenzione pastorale che la Madonna desidera.

La Regina della pace vuole che prima della Santa Messa si reciti la preghiera allo Spirito Santo; era stata abbandonata e la Madonna ha redarguito la Parrocchia con un messaggio: «Perché avete smesso di pregare la preghiera allo Spirito Santo prima della Messa? Vi avevo chiesto di pregare sempre e in ogni periodo dell’anno lo Spirito Santo affinché si effonda su di voi. Riprendete quindi questa preghiera» (2 gennaio 1984).

La Chiesa stessa ha dato molta attenzione all’Eucarestia con la Riforma liturgica. Di fronte al dissanguamento della partecipazione alla Santa Messa che è segno della crisi di fede che stiamo attraversando, è necessaria un’attenzione pastorale per far sì che le Messe (soprattutto quelle festive) siano partecipate da tutte le componenti della comunità cristiana. Bisogna trovare il modo per far partecipare i giovani coinvolgendoli in iniziative che aggreghino e scaturiscano interesse e voglia di stare insieme. Non dobbiamo rassegnarci, ma insistere sulla comprensione della centralità dell’Eucarestia che è la fonte di grazia di tutti i Sacramenti e della vita spirituale.

La Santa Messa deve diventare un punto di incontro a cui mai mancare, è un appuntamento col Signore! La Santa Messa è la preghiera per eccellenza e senza di essa la nostra fede appassisce e muore. Sappiamo che dobbiamo affrontare un futuro di difficoltà e di persecuzione alla Chiesa e guardando indietro possiamo ispirarci ai tanti Santi martiri cristiani il cui unico sostegno è stata l’Eucarestia.

Un bellissimo esempio di amore per l’Eucarestia è San Tarcisio, patrono dei ministranti da cui deriva il nome “tarcisiana” per l’abito tradizionale dei chierichetti (bianco, la purezza, con le due strisce verticali rosse, il sangue). Il bambino fu aggredito mentre portava l’Eucaristia a cristiani imprigionati durante la persecuzione di Aureliano. Egli strinse al petto l’eucaristia, per non farla cadere nelle mani degli assalitori; costoro, esasperati, non riuscendo a strappargliela, lo uccisero.

Allo stesso modo l’Eucarestia deve diventare oggi la nostra forza e la partecipazione alla Santa Messa domenicale è un precetto divino e deve essere per noi una gioia, un appuntamento d’amore, una testimonianza pubblica di fede. È importante mettersi nelle condizioni di poter fare la Comunione confessandosi quando è necessario. Bisogna restaurare la vita cristiana nell’osservanza dei Comandamenti. “Ricordati di santificare le feste” è la formulazione catechetica del precetto divino di partecipare alla Santa Messa festiva.

Il Cristianesimo ha bisogno di rinnovarsi. I cristiani hanno bisogno di tornare a partecipare alla Santa Messa. La Chiesa è indistruttibile perché c’è l’Eucarestia, ma è anche vero che la nostra testimonianza cristiana si rafforza e diventa indistruttibile se alimentata dall’Eucarestia.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Si continua a vivere come ai tempi di Noè”

Caro padre Livio, quello che vedo io è che si continua a vivere come ai tempi di Noè, continuavano a mangiare a bere e prendere moglie fin quando arrivò il tempo e non ebbero più scampo. La Madonna disse: Verranno le prove e voi non sarete pronti!

Oggi anche se la Russia è in guerra come pure Israele per motivi opposti sembra che non tocchi nessuno, o almeno sembra. Le informazioni arrivano da tutte le parti, TV, radio, social e non si può dire di non sapere, ma nessuno ne vuol parlare, nemmeno in famiglia.

I giovani fanno manifestazioni pro o contro questo o quello convinti e manovrati da chi del green ne fa un’ideologia, da chi li indottrina ad avere Putin e Hamas come figure di riferimento, ragazzi che hanno avuto tutto dalla vita senza aver fatto nulla tanto ci stanno i genitori che li hanno resi senza spina dorsale.

Queste famiglie avranno molte difficoltà a recepire i segreti di Medjugorje, sperando però che si aprano all’amore di Dio. Anche le famiglie con valori cristiani non saranno esenti. 

In questi giorni a livello politico si pensa a richiamare i riservisti militari e già si dice a come e cosa fare per difendere la patria in un entrata in guerra, all’articolo 52 della costituzione non ci si può rifiutare alla chiamata alle armi, età compresa tra i 18 e 45 anni.

Questo mi fa pensare al messaggio della Madonna del 1° gennaio 2024 dove dice : Non vi pentirete né voi né i vostri figli né i figli dei vostri figli! 

Un caro saluto! Ave Maria! Franca


Cara Franca,

Alla Madonna stanno  particolarmente a cuore quelli che Lei ha chiamato per formate la schiera degli Apostoli del suo amore. Sono loro che devono rispondere con generosità alla chiamata, testimoniare la fede con le parole e con la vita e pregare giorno e notte.

Lei in tutti questo anni si è prodigata per formare questo esercito di luce, che però in parte si è appesantito, in parte ha incominciato a voltarsi indietro dopo aver messo le mani all’aratro, in parte si è disperso e in parte si è fatto sviare dal falsario. Solo una piccola parte ha perseverato ed è pronta alla battaglia.

Per questo motivo la Madonna pare particolarmente addolorata e preoccupata. Ognuno di noi imprima una accelerata al suo cammino spirituale perché possiamo perdere tutto ma non la battaglia per la vita eterna.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Che cosa accadde quando il primo Sacerdote fu fucilato in Albania?

Buongiorno Padre Livio,
Sono Laura ogni tanto Le scrivo, come sempre La ringrazio per tutto quello che fa.
Ieri stavo rileggendo il bellissimo libro di Mimmo Muolo Don Ernest Simoni dai lavori forzati all’incontro con Francesco, a pagina 32 viene menzionata l’uccisione di Don Ndre Zadeja primo sacerdote ad essere giustiziato a Scutari.
Venne fucilato dietro il muro del cimitero cattolico, domenica 25 marzo 1945.
Don Ernest,  attualmente Cardinale, è testimone di una specie di terremoto che fece tremare tutta Scutari, le montagne e l’intera Albania.
Mi ha molto colpito caro Padre e volevo condividerlo con Lei.

Saluti.

Laura


Cara Laura,

per ogni testimone della fede fino al martirio il Cielo esulta e manda segnali di incoraggiamento a quelli che rimangono sulla terra.

 Ricordiamocelo nel tempo dei segreti, quando su dovrà scegliere fra persecuzione e apostasia. Meglio una fucilata oggi che “pianto e stridore di denti” per tutta l’eternità.

Ave Maria

Padre Livio

PERCHE’ CREDO ALLE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE


Le ragioni di credibilità sono convincenti e sono state condivise da Santi canonizzati, Martiri della fede, Sommi Pontefici, Cardinali di fama internazionale, numerosi Vescovi, decine di migliaia di sacerdoti e decine di milioni di fedeli.

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Perché credo alle apparizioni di Medjugorje (testo)

Credere alle apparizioni della Madonna non è una tematica di fede divina perché non sono una verità biblica ma una realtà che appartiene alla Storia della Chiesa. Non è una divina rivelazione che esige la risposta della fede, come distingueva Papa Montini, le apparizioni esigono una fede umana sia pure  alimentata dalla grazia, perché ciò che accade è riscontrabile umanamente.

Ci vuole una chiamata speciale per credere.

Ho vissuto la storia delle apparizioni fin dall’inizio (1982-83) quando un mio confratello, tornando da una scuola statale, mi informò di alcuni giovani della sua classe che parlavano di un’apparizione in un paese della Jugoslavia.

Mi sono interessato e sono andato a Medjugorje dal 1985 e ho potuto vivere nel tempo la Storia delle apparizioni. Ho convissuto, ho partecipato, ho studiato il croato, sono entrato nelle famiglie; ogni anno passavo almeno una quarantina di giorni a Medjugorje e quindi nell’insieme ho potuto elaborare una mia visione delle cose. Il vescovo era contrario e quando sono andato a trovarlo ho sentito tutte le sue argomentazioni, ho riflettuto e una volta tornato a casa gli ho scritto dicendo che avevo concluso diversamente, lui stesso mi ha detto “lei è libero di credere o di non credere”.

La fede che avevo all’inizio è presente tuttora, non ho mai avuto dubbi sulle apparizioni, nonostante i difetti e le manchevolezze degli esseri umani. Inoltre, bisogna avere la prospettiva teologica giusta: non si diventa santi nel momento in cui si ha un’apparizione, si è chiamati alla santità ma è possibile commettere sbagli per ignoranza o per debolezza, come si intuisce dall’affermazione di Vicka nel libro con Padre Bubalo “Eravamo ragazzi pazzerelli”.

Da allora fino ad adesso, non ho avuto nessun dubbio nonostante abbia visto di tutto, anche quello che fa il diavolo per deviare le persone, la popolazione, personaggi importanti e di fama internazionale che prima credevano e successivamente hanno seguito altre strade; nella mia visione non c’è stato mai nulla che mi ha messo in crisi.

Vorrei offrire alcuni elementi di riflessione che sono importanti, perché la credibilità dell’apparizione dev’essere anche supportata da argomentazioni serie, non basta dire “Io Credo”.

Prima argomentazione: le apparizioni sono durate nel tempo, più di quarant’anni. Medjugorje è un albero sempre verde, è bastato che la Madonna desse una scrollata il 31 dicembre 2023 per far sì che la gente desse una dimostrazione di affetto e fede ovunque. Sono apparizioni più che mai attuali perché in questo momento non abbiamo altra salvezza se non quella della presenza della Regina della pace. Saremmo disperati senza di Lei, nessuno terrebbe a galla la “barca di Pietro” che Lei ha rafforzato con la Sua predicazione e i Suoi messaggi in questi anni; mentre le apparizioni non vere, che sono opere umane, sono svanite nel tempo.

Secondo argomento di credibilità: il collegio dei veggenti. I veggenti sono sei che credevano allora e credono tuttora, non c’è stata nessuna defezione da parte di nessuno di loro, tutti credono non c’è mai stata nessuna discussione tra di loro, nessuna opposizione, ma una concordia nel dire tutto quello che la Madonna ha voluto dire. La Regina della pace ha usato tutti i veggenti, un’orchestra meravigliosa e armonica. Tuttora i veggenti sono sei persone normali che hanno avuto famiglia, figli, nipoti e testimoniano la presenza di Maria e i Suoi messaggi.

Terza argomentazione: impeccabilità dei messaggi. Trovare un teologo che non dica qualche strafalcione è difficile, prima o poi per ignoranza in materia o per presunzione possono incappare in qualche sbandamento nelle Verità di fede. Ad esempio, in un’intervista Papa Francesco ha detto che desidera che l’inferno sia vuoto, non ha detto che è vuoto. Alcuni hanno stravolto le parole del Santo Padre manipolandole. Anche la Regina della pace ha detto “Desidero condurvi tutti con me in paradiso” (25 aprile 1994). È difficile trovare qualcosa che non strida, ma nei messaggi della Madonna non ci sono errori di teologia o di spiritualità, sconvenienze, cose che sarebbe meglio non dire, cose non all’altezza della situazione, sono tutti luminosi, adamantini e pulitissimi. Quando ho chiesto al vescovo da dove venissero i Messaggi lui mi rispose che i Messaggi sono evangelici.

Altra argomentazione: la realizzazione delle profezie mariane. Come diceva il cardinale Caffarra “Medjugorje è una profezia che si realizza”. La Madonna da quando è arrivata ha realizzato ciò che diceva: in primis il crollo dell’impero sovietico; ci ha salvato dalla conflagrazione atomica; sta realizzando ora la grande profezia di salvezza in un mondo che va alla distruzione di se stesso e che nel medesimo tempo ha rifiutato la fede nella Croce; sta lavorando e operando affinché i pastori della  Chiesa trionfino con Lei, quindi una realizzazione del piano di Maria che parte Fatima e che si compie con il trionfo del Suo Cuore Immacolato al termine dei Segreti; tutto questo lo abbiamo visto e lo vediamo realizzarsi, i Segreti maturano nel tempo, nella Storia. Eccetto il terzo, che viene da Dio, tutti gli altri nove sono opere della natura o dell’uomo, sono eventi catastrofici dai quali la Madonna ci preserva e ce li indica tre giorni prima con le loro conseguenze.

La cosiddetta vox populi , la diffusione moderna di Medjugorje si espande in tutto il mondo, anche in Russia, in Cina, in Arabia Saudita: la Madonna è presente ovunque. C’è una diffusione capillare dei Messaggi di Maria in tutto il mondo.

La Regina della pace – nella sua infinita condiscendenza e bontà nei nostri confronti – ha promesso un segno. Siccome i veggenti all’inizio avevano chiesto un segno di credibilità per la gente, la Madonna esaudirà questa richiesta nel terzo segreto, e sarà un segno indistruttibile, bellissimo, che viene dal Signore, che durerà per sempre fino alla fine del mondo: Maria darà questo segno per dimostrare che è stata qui ed è qui, è di fronte a questo segno che la Chiesa è chiamata a fare la sua scelta.

Coloro che non credono non sanno spiegare il perché di questo miracolo di perseveranza, dei messaggi, delle profezie che si realizzano, delle conversioni, tutti effetti ai quali va data una causa non immaginaria ma reale.

Ognuno di noi, davanti a Dio, ora e nel nel tempo dei Segreti, deciderà il suo destino.

Vostro Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera che vince la paura

Cari amici, la Regina della pace ci ha indicato la preghiera come un’efficace medicina per affrontare tempi calamitosi come quelli che stiamo vivendo. Gli ultimi anni sono stati segnati da avvenimenti che hanno segnato le nostre vite: dapprima la pandemia, successivamente l’invasione dell’Ucraina con la conseguente guerra, infine  

Il 25 febbraio 2022 la Regina della pace ha dato un messaggio fra i più drammatici degli ultimi tempi: «Cari figli! Sono con voi e preghiamo insieme. Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra. Perciò figlioli, ritornate a Dio, alla preghiera, al digiuno ed alla rinuncia per tutti coloro che sono calpestati, poveri e non hanno voce in questo mondo senza Dio. Figlioli, se non ritornate a Dio ed ai Suoi comandamenti, non avete futuro. Perciò ha mandato me a voi per guidarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Guardando retrospettivamente possiamo affermare che dopo la pandemia è iniziata la tragedia della guerra che man mano va dilatandosi ogni giorno in un contesto di corsa generalizzata al riarmo e in un contesto di odio, paura, male, distruzione delle vite. Siccome non siamo toccati direttamente dalla guerra, in qualche modo riusciamo a barcamenarci considerandola qualcosa di lontano, ma non è così, tutto il mondo è coinvolto nelle guerre in atto.

A differenza della pandemia, non abbiamo la forza né i mezzi per contenere la guerra; è come un masso che rotola da una cima e non si può fermare. Man mano che il tempo passa e ci sentiamo coinvolti nella guerra, crescono la paura, il panico, la depressione, gli interrogativi di fondo sul nostro futuro, le angosce per la sorte delle nostre famiglie. La guerra porta odio, distruzione e morte; è normale che faccia paura.

Andando avanti rischiamo un crollo psicologico, specialmente il mondo occidentale che ha perso le motivazioni di fondo della vita che sono quelle che vengono dalla fede e dalla preghiera. Mancando di una forza spirituale e morale, l’umanità si sente svuotata di fronte a problemi che esigono interiormente coraggio, determinazione, fede, speranza e ottimismo per essere superati.

Questa è la conseguenza di un mondo che ha rifiutato la fede e la Croce, che ha rifiutato Dio, che ha perso i valori fondamentali, che ha svuotato la vita di significati e di ideali. Ne deriva un vuoto interiore incolmabile. In questo contesto di crollo di valori spirituali e morali che riguarda buona parte dell’Occidente, acquista una grande forza il messaggio della Regina della pace che – oltre ad essere straordinariamente autorevole proprio perché viene dalla Madonna – ha una forza spirituale straordinaria. Già durante il periodo della pandemia, quando il nostro futuro era offuscato da tante paure, la Regina della pace diceva: «Ritornate alla preghiera perché chi prega non ha paura del futuro» (25 ottobre 2021).

La Madonna, sostanzialmente, ci ha detto che tornando a Dio e alla preghiera il futuro non fa paura proprio perché è la preghiera stessa a dare la forza interiore per affrontare i tempi travagliati che stiamo vivendo. C’è da sperare che nel momento in cui si verificherà il crollo del mondo senza Dio non ci sarà un vincitore. In fondo c’è la consapevolezza che se si procede su questa strada per cui si creano due schieramenti che vogliono prevalere uno sull’altro, inevitabilmente si verificherà una catastrofe universale da cui tutti usciranno perdenti.

Nonostante non manchi la consapevolezza che dalla guerra nessuno esce vincitore, ma che il mondo stesso potrebbe diventare la tomba di tutti, non si vedono frenate, né tentativi di dialogo, né desideri concreti di soluzione. C’è la resa a questa deriva che satana ha impresso nella Storia, è una deriva verso l’abisso. In questa prospettiva si staglia con forza la grazia immensa della presenza della Madonna come Regina della pace che viene in mezzo a noi. Maria ci mette tra le mani l’arma per frenare la corsa verso l’abisso, quest’arma è la fede che si declina in preghiera, in perdono, in amore.

La realtà è tale per cui possiamo al massimo essere strumenti di Dio, ma da soli non possiamo fare nulla. Di qui l’atteggiamento umile di chi prega e chiede a Dio la sua forza, il suo intervento. Con la preghiera otteniamo da Dio la forza e la capacità di fare e ottenere qualcosa che da soli non potremmo né fare né ottenere. Entrando in questa prospettiva della fede in Dio e nella presenza di Maria che è qui per salvarci, cambia interiormente la situazione delle persone che invece di essere rassegnate al peggio, con la forza della preghiera tornano alla speranza. La preghiera ci riporta alla speranza in Dio, alla forza della testimonianza, alla forza dell’amore. La preghiera fa rinascere, dalla paura si passa al coraggio, dall’odio si passa all’amore, dal risentimento si passa al perdono, dalla ritirata egoistica nell’illusione di salvare se stessi si passa a una presenza di mani tese per chi ha bisogno. La preghiera cambia le prospettive.

La Madonna è qui per chiamarci. Il 1° gennaio 2024 la Regina della pace ha ravvivato la nostra fede in modo semplice, ci ha motivati, ci ha dato una speranza, un obiettivo da raggiungere e che è alla nostra portata invitandoci alla preghiera, alla rinuncia, al digiuno, all’intercessione, alle mani tese. Entriamo in questa prospettiva; diversamente il diavolo ci paralizza con lo scoraggiamento, l’ansia, l’angoscia e la paura. Dobbiamo uscire da queste trappole ed entrare nella dimensione della fede, della preghiera, della testimonianza. Ogni messaggio della Regina della pace è intriso di speranza verso il futuro e degli indicatori di strada che ci portano al tempo della pace: la preghiera, la testimonianza, l’amore e la fede nella signoria di Dio e nella presenza di Maria.

Oggi più che mai è necessaria questa mobilitazione spirituale che attualmente è limitata. Siamo in balia dei messaggi quotidiani che sono quasi totalmente negativi e ci inducono a seguire una corrente che ci trascina nell’abisso. In queste situazioni di bombardamento psicologico quotidiano è fondamentale ritagliarsi sempre più spazi per la preghiera personale, per il dialogo intimo con Dio. In questo modo il cuore deposita i veleni e le amarezze e si ravviva, gioisce di poter fare qualcosa di positivo. È in questa dimensione che dobbiamo camminare con coraggio.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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