"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2024 Pagina 2 di 17

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Questa è una seria prova della fede”

Caro P. Livio,

Venti di guerra sempre più impetuosi soffiano con proporzioni intercontinentali, il pericolo di tali prospettive può degenerare velocemente in tempi brevi e sembra non mollare la presa né trovare una pacificazione per il bene di tutti, bisogna veramente pregare con intenzioni più profonde e intense dal solito; questa è una seria prova della fede, le tensioni negative dei protagonisti sono talmente chiare che pare siano in scacco di un impazzimento umano che giorno per giorno perde ogni cognizione di buon senso.

La serpe mira sulle nostre paure, sulle debolezze che il suo veleno ci ha inoculato in questi ultimi 50 anni attraverso questa apostasia massificata che giorno per giorno ha infettato nelle anime nel suo stordimento generale, siamo così deboli che basterebbe una sola bomba lanciata nel cuore dell’Europa per metterci una profonda angoscia mortale,  e pare non ci sia più nemmeno una tenuta mentale decente di fronte alle possibili minacce provenienti da Est, conseguenza di uno stato dell’anima occidentale decaduta e infragilita dalla perdita di fede cattolica.

Sono conseguenze che se non invertiamo direzione  si pagheranno care e che impareremo a vivere sulla nostra pelle, prego il buon Dio di usare misericordia e d’avere per questo una mano più leggera sull’umanità di quanto in definitiva non si meriti.

Ave Maria sempre, e che il Signore ci benedica 

Giuseppe.


Caro Giuseppe,

La Madonna ci ha decritto la situazione mondiale in apertura  del messaggio del 25 Ottobre “Cari figli, i venti del male, dell’odio e dell’inquietudine  soffiano sulla terra per distruggere le vite”.

Satana sta giocando le carte della distruzione del mondo mediante la guerra di tutti contro tutti. Non c’è nulla che possa frenare questa corsa verso l’abisso che è sempre più veloce.

Non ci rimane che la Madonna e la preghiera. Basterebbe questo se gli occhi accecati si aprissero alla luce e i  cuori induriti  accogliessero la mano che ci tende.

Invece c’è una chiusura generalizzata, anche nei paesi di antica cristianità, e persino un fastidio verso l’inviata dall’Altissimo, che scende dal Cielo sulla terra per salvare la vita e la fede mai così minacciate.

Non ci resta che la preghiera di quelli che rispondono alla chiamata, nonostante l’indifferenza dei nuovi pagani e la supponenza dei falsi cristiani.

In questo anno di preghiera stringiamoci intorno alla Regina della pace, alla Chiesa e al Papa, ritagliandoci tutto il tempo possibile per dedicarlo a Dio e alle opere di bene.

I seguaci della Gospa chiudano le labbra alle critiche sterili, alle polemiche inutili , alle vanaglorie ridicole, si scrollino di dosso la zavorra delle mondanità ed escano dalle paludi maleodoranti del peccato.

Riflettano su quanto la Madonna ci ha rivelato riguardo ai segreti, che si fanno sempre più  visibili e che solo chi è temprato dalla fede e dalla rinuncia potrà affrontare vittoriosamente.

Di questo ha bisogno la “Gospa” ed è afflitta quando vede che “solo pochi” la capiscono veramente e la seguono decisamente.

Per quanto la situazione del mondo sia drammatica, come mai avvenuto nel corso della storia, Dio non ci fa mancare la possibilità della salvezza.

Coraggio. Decidiamoci. La Madonna ci aspetta.

Ave Maria

Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)

26. Per diventare santo impara dalla formica

Se ti dico che la santità è il fine della vita di ogni uomo, probabilmente mi guardi con scetticismo. Mi concedi volentieri che alcune persone siano chiamate a vivere eroicamente sotto il profilo morale e spirituale. Anzi, sei assolutamente convinto che senza i santi il mondo sarebbe una landa deserta e inospitale. Ma, obbietti, la maggioranza degli uomini è fatta da persone le cui principali preoccupazioni sono di ordine materiale e temporale. Non è forse vero che le moltitudini si preoccupano in primo luogo di soddisfare gli istinti primari, completamente dimentichi della vita interiore?

Purtroppo hai ragione, caro amico, ma quella che hai davanti agli occhi non è l’umanità che Dio ha creato nello splendore della sua grazia, ma quella decaduta e abbruttita dal peccato. Su di essa, e anche tu lo hai sperimentato, si è chinata la divina misericordia per chiamarla a nuova vita. In Gesù Cristo la santità non è un ideale astratto, ma una realtà concreta che  viene proposta e donata a tutti . Con la sua grazia ogni uomo può seguirlo e imitarlo. Se ti metti alla scuola di  Gesù, cammini spedito sulla via della santità.

Ora che sei impegnato nel cammino di conversione, mi preme sgombrare il campo da un malinteso, secondo il quale la santità sarebbe un traguardo che non è alla portata di tutti, ma soltanto di alcuni privilegiati. Questo non può essere, perché la santità è il fine stesso della vita, raggiungendo il quale l’uomo si realizza e consegue la felicità. Comprendi anche tu che il traguardo della felicità deve essere accessibile a tutti, dal momento che tutti la desiderano ardentemente. S. Agostino, quando era ancora nel difficile passaggio della conversione, guardandosi intorno diceva a se stesso per spronarsi a decidere: “Se questo e quello sono diventati santi, perché non io?”.

Infatti, se ci rifletti bene, il punto di partenza è uguale per tutti. Ogni uomo infatti nasce malato e incline al male. I santi, prima di diventare tali, erano uomini fragili e peccatori come noi. Come sono diventati santi? Con l’aiuto della grazia e la loro buona volontà. Ma, caro amico, non è forse vero che la grazia viene concessa a tutti e che la buona volontà dipende da ognuno di noi? Non dimenticare che alcune delle stelle più fulgide della santità sono stati dei grandi peccatori. 

Ora ascoltami: se tutti nasciamo nel peccato e a tutti viene concessa la grazia di Cristo, perché mai alcuni diventano santi e altri no? Dovrai ammettere che la differenza è data soltanto dalla buona volontà. E’ questo il fattore decisivo e discriminante fra chi realizza la sua vita sul cammino della santità e chi la disperde lungo la via della mediocrità e del male. Il motivo per cui non pochi cristiani indietreggiano di fronte alla chiamata universale alla santità è dovuto a un falso concetto che se ne sono formati. Associano la santità ad opere straordinarie, per le quali ritieni di non essere portato. Effettivamente molti santi sono state persone eccezionali, ai quali Dio ha dato doni e affidato missioni particolari. Tuttavia vi è una moltitudine immensa di santi ordinari, molti dei quali ignoti alla uomini, ma ben noti a Dio, che hanno vissuta la sanità nella dimensione ordinaria della loro vita.

Tante esitazioni e perplessità si dissolvono come la nebbia al sole se intendi la santità nel suo genuino significato. Non vi è dubbio che esistano vie straordinarie alla santità, che sono connesse a particolari bisogni della Chiesa e delle anime Quante figure di santi ci sovrastano e quasi ci impauriscono per la severità dell’ascesi, per la profondità della dottrina, per le opere realizzate nel campo sociale ed ecclesiale, per i miracoli compiuti. Si tratta però di vocazioni straordinarie, mentre la maggioranza dei fedeli è chiamata a percorrere una via assai più semplice, che consiste nella pratica delle virtù umane e cristiane nel contesto dei compiti, dei doveri e degli impegni della vita quotidiana.

“Imparate da me che sono mite e umile di cuore” ( Mt 11,29).  Percorri il tuo cammino di perfezione sforzandoti di creare, giorno dopo giorno, un cuore umile, puro, mite, compassionevole, paziente e distaccato dalle cose del mondo, come era il cuore di Gesù. Ti sembra difficile tutto questo? Incomincia il cammino e man mano che avanzi ti sentirai più forte, mentre ne scoprirai sempre meglio la bellezza e la grandezza. Ti voglio però dare una indicazione molto concreta, affinché possa avere un punto di riferimento certo che sei sulla strada giusta. In senso stretto la santità è la veste candida della grazia santificante della quale sei stato rivestito col battesimo e che hai di nuovo riconquistato col sacramento della riconciliazione. Nel tuo cammino di perfezione veglia per conservarti in grazia di Dio o per riacquistarla al più presto, nel triste caso che l’avessi perduta. Allora fioriranno in te le virtù e i doni dello Spirito Santo, perfino a tua insaputa e nel più totale nascondimento di una vita normale.

Il desiderio di diventare santi non è superbia, ma risposta a una chiamata. Tuttavia mettiti in cammino facendoti piccolo come una formica. Piccola e nera com’è, non la nota nessuno. Non cercare visibilità, apprezzamenti e riconoscimenti da parte degli uomini. C’è una santità nascosta, nota solo a Dio, che conosceremo in cielo. Allora sarà grande il nostro stupore quando ci renderemo conto di quanti sono coloro che noi  credevamo fossero gli ultimi e invece sono i  primi. A meno che Dio disponga diversamente, deciditi per questo tipo di sanità, quella che i più non vedono. E’ la più sicura e la meno esposta alle insidie del superbo serpente. E’ la stessa santità di Maria, tenuta nascosta agli occhi del mondo, ma infinitamente più luminosa di quella di tutti i santi.

Dalla formica impara anche la tenacia. Osserva come tiene ben stretto in bocca il chicco di grano, più grosso di lei, e lo porta a destinazione senza lasciarlo cadere. Allo stesso modo tu tieni saldamente in pugno la decisione di diventare santo e non permettere che si sciolga come la neve al sole di primavera. La santità è un’opera di pazienza quotidiana. Ogni giorno devi fare un passo in avanti. Ogni giorno devi aggiungere un mattone all’edificio che stai costruendo. Non servono gesti sensazionali, ma piuttosto l’oscura dedizione al dovere quotidiano.

Dalla formica impara la virtù della perseveranza. Dopo ogni calamità esse riprendono sempre a ricostruire. Lungo il cammino di santità ti può succedere di rallentare e persino di cadere. L’importante è che tu non lo lasci mai, per seguire la via larga della perdizione. Solo chi persevererà fino alla fine sarà salvo (cfr Mt 24,13). Ti sarà di grande aiuto la fiducia nella divina Misericordia. In fondo a Dio non importa quanto sei riuscito a realizzare. A Lui importa che tu, nella tua miseria, abbia fiducia nella sua bontà e nel suo perdono.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Provvidenza di Dio nella Storia

Cari amici, Dio scompagina i calcoli e le previsioni. In questi giorni sono trapelate delle previsioni di alcuni politologi sulla situazione mondiale. Credenti o no, tutti impostano le loro previsioni in base a un’analisi puramente umana, fenomenologica, guardando quello che succede, cercando di capire i rapporti causa/effetto e di prevedere quello che può accadere. C’è un clima di corsa agli armamenti e di schieramenti in vista di un confronto mondiale, al momento il tutto è contenuto a una questione economica, commerciale, finanziaria che però potrebbe sfociare in un conflitto mondiale. La guerra mondiale che si prospetta potrebbe essere l’ultima perché quando si innesca la fiamma dell’odio può divampare e distruggere irrefrenabilmente tutto quello che incontra.

Dobbiamo certamente partire da quello che succede per guardare al futuro, ma dobbiamo fare attenzione alla visione della Storia che non è cristiana e quindi è fallace. Non possiamo guardare alla Storia escludendo Dio e omettendo lo zampino di satana. L’uomo è certamente uno dei protagonisti della Storia e molto dipende dalle sue scelte; tuttavia, ci sono altri agenti che non possiamo escludere come ad esempio la componente soprannaturale che è quella di Dio Creatore che ha creato l’uomo, ne rispetta la libertà e nel medesimo tempo conduce la Storia con la sua Provvidenza e con interventi che – pur non violando la libertà umana – la incamminano. Tanti sono gli interventi salvifici e miracolosi che Dio ha operato nel corso della Storia, senza i quali il mondo e l’uomo non esisterebbero più. L’intervento più lampante e piuttosto recente è senza dubbio quello dell’agosto 1991, quando inaspettatamente crollò l’impero sovietico prendendo una svolta inaspettata; l’esito sarebbe potuto essere tragico ma la Madonna aveva chiesto da tempo preghiere e sacrifici perché non lo fosse: «Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, ora come non mai, da quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e vuole disturbare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiunare ancora più intensamente. Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (messaggio del 25 agosto 1991). L’impero sovietico crollò con una svolta che non portò il mondo a una Guerra mondiale ma il diavolo, indubbiamente, ebbe la sua parte perché la guerra di Bosnia ha devastato quelle zone per dieci anni. Questo è solo un esempio che ci permette di capire come Dio scompagini le previsioni. Nessuno, infatti, aveva previsto la caduta nel comunismo; ancora oggi ci si chiede come sia avvenuta, lo stesso Putin non se ne capacita.

Guai a noi se, nella nostra visione della Storia, dimentichiamo Colui che con la sua Onnipotenza, la sua Provvidenza, il suo amore per le sue creature, rispettando la libertà umana conduce la Storia verso il suo fine ultimo che è la gloria di Dio. Nel medesimo tempo non si può dimenticare l’altro attore creaturale che è l’impero delle tenebre con a capo satana, l’angelo ribelle.

Specialmente nei primi anni di vita della Chiesa che sono descritti dagli Atti degli Apostoli si vede chiaramente, oltre alla divina Rivelazione, la grande azione di satana nella Storia umana. La presenza di satana nel corso della Storia è certamente un mistero perché ha potere di agire, anche dopo la vittoria di Cristo. Si tratta, comunque, di un potere limitato perché, come Cristo è stato tentato ed è stato perseguitato, allo stesso modo è accaduto alla Chiesa che alla fine verrà crocifissa e risorgerà anch’essa. La permissione divina dell’attività diabolica è un mistero di grazia e ci permette di rivivere la vittoria di Cristo.

I tre agenti della Storia sono, allora, l’uomo con la sua libertà e le sue responsabilità; la Chiesa con la sua libertà e le sue responsabilità; il potere delle tenebre e la presenza di Cristo che sarà con noi fino alla fine del mondo. Satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo, ma Dio ci ama e ha mandato la Regina della pace per salvarci.

Tutti i credenti dovrebbero guardare la Storia con ottica cristiana, non escludendo la presenza dei tre agenti di cui abbiamo parlato. In questa luce, allora, guardiamo al futuro in un modo molto diverso da come lo analizzano i vari politologi che presentano un futuro prossimo in chiave intramondana, come se ci fosse un unico attore, l’uomo. In questa fase storica i politologi si limitano a guardare gli intenti e le azioni delle grandi potenze (Cina, Russia e rispettivi alleati), analizzano unicamente quello che concerne queste potenze; si tratta di una visione limitata che non può dare una prospettiva corretta.

Noi cristiani dobbiamo evitare di farci catturare da queste impostazioni, perché la visione sul futuro è molto più complessa di quello che pensiamo e non si può escludere la dimensione soprannaturale. L’analisi della Storia deve essere fatta alla luce della dimensione soprannaturale; la Storia umana e la Storia sacra sono una cosa sola.

Nel momento attuale dobbiamo fare discernimento della presenza di Dio e la cosa più straordinaria è la presenza di Maria da così tanto tempo. La Madonna ci ha dato la possibilità di conoscere il suo piano che è iniziato a Fatima e si concluderà a Medjugorje. La Regina della pace ci ha proprio insegnato a guardare a questo secolo e mezzo proprio nella luce del soprannaturale, senza la quale non si può comprendere ciò che è accaduto, ciò che accade e ciò che accadrà. È proprio in questa luce, allora, che dobbiamo guardare al prossimo futuro, a ciò che ci aspetta, nella dimensione della profezia facendo riferimento a ciò che accade nel mondo ma soprattutto alle parole della Madonna. Il piano di Maria è in atto, in parte si è realizzato e in parte si deve realizzare.

Non si può restringere la visione sul futuro unicamente basandosi sulle parole e le opinioni di un politologo qualunque. La visione della Storia deve comprendere necessariamente la luce della fede. La Madonna conosce il futuro, basta leggere i suoi messaggi che sono intrisi di Vangelo e di profezie. La presenza della Madonna è un fatto che non si può escludere nella visione della Storia; se non ci fosse stata Maria non sarebbe caduto il comunismo russo. Questo evento fondamentale della Storia contemporanea ha una spiegazione soprannaturale, è Dio che guida la Storia e per quanto riguarda il prossimo futuro è inutile fare previsioni col pregiudizio che comunque tutto dipende dagli uomini. La variante fondamentale e imprescindibile è soprannaturale. Il prossimo futuro ha la presenza di Maria che sarà presente in tutto il tempo dei Segreti. Il prossimo futuro sarà scandito da eventi soprannaturali che scompagineranno tutti i calcoli e le previsioni.

Il segno sulla montagna (terzo Segreto) sarà un evento mondiale, sarà un segno per tutti i popoli e soprattutto per la Chiesa. Già questo scompaginerà le previsioni fatte finora e che si limitano alla visione intramondana. Nell’epoca della società massmediatica gli eventi dei Segreti di Medjugorje incideranno sulle popolazioni intere. Il segno sulla montagna sarà visibile, indistruttibile, durevole, verrà dal Signore, avrà tutte le caratteristiche che le visioni atee non potranno negare né ridurre a evento scientificamente spiegabile.

Tutto il tempo della tribolazione sarà scandito da eventi con i quali Dio scompagina tutti i progetti umani. Gli eventi verranno annunciati tre giorni prima che si verifichino. Il fatto che accadano tre giorni dopo è, sotto il profilo della comunicazione e del giudizio umano, un fatto fondamentale. Questo meccanismo si ripeterà su eventi che potranno essere tremendi, disastrosi, terribili ma – annunciati tre giorni prima – potranno aprire spazi impensabili di salvezza. Le profezie vengono dal Cielo perché verranno comunicate le parole della Madonna, che attualmente sono impresse sulla pergamena che Lei stessa ha dato alla veggente Mirjana.

Gli eventi che si protrarranno per tutto il tempo dei Segreti e che daranno sommovimenti mondiali tali da rendere impossibile dirigere gli accadimenti con pure forze umane scaturiranno molte conversioni perché dimostreranno la presenza di Dio attraverso Colei che Lui stesso ha mandato sulla Terra. Attraverso gli eventi dei Segreti Dio cambierà il mondo e scompaginerà ogni previsione umana. Inoltre, gli eventi dei Segreti, travolgeranno la potenza del male e con essa tutti quelli che le si accodano.

Non facciamoci, allora, una rappresentazione del futuro come se Dio non ci fosse, come se la Madonna non fosse con noi. La Madonna c’è e sarà presente; ogni evento verrà preannunciato tre giorni prima; il male verrà disinnescato. Tutto questo deve necessariamente entrare nella nostra visione del futuro. Maria, con la sua presenza vittoriosa, ha bisogno della nostra testimonianza di speranza e porterà il mondo a un cambiamento radicale, al trionfo del Suo Cuore Immacolato. Teniamo sempre presente che l’attore principale della Storia è il Padre Eterno.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Nel tempo dei dieci segreti ognuno deciderà del suo destino

Buongiorno padre Livio

 volevo ringraziarLa perché l’altra sera ho sentito quello che lei diceva a Radio Maria (nella replica dopo le 19) sulla situazione internazionale e il suo nesso con Medjugorje e sono stato molto positivamente colpito. Sono d’accordo con lei non su ogni sua singola affermazione, ma sulla sostanza: 1) Medjugorje è vera, 2) ha una valenza storica e non meramente devozionale, e 3) i 10 segreti sono collegati all’attuale frangente storico in cui i pezzi della “3a guerra mondiale a pezzi” (Papa Francesco) stanno saldandosi e si va verso un precipitare della situazione. E in questo la Russia, già ricordata a Fatima, ha una sua (misteriosa, ma determinante) parte.

Ciò però su cui non sarei d’accordo (ma non sono sicuro di aver capito bene) sarebbe se lei intendesse il “trionfo del cuore immacolato” della Madre di Dio in un senso millenaristico. Come cioè se i 10 segreti spingessero, per la loro spettacolare evidenza, milioni e forse miliardi di persone a convertirsi al cristianesimo, se non proprio tutti immediatamente, almeno in tempi brevissimi. E successivamente si godrebbe di un tempo di pace e di conversione a Dio. 

Quello che mi lascia perplesso è che immaginare uno scenario del genere, a meno che si sia vicini alla fine del mondo, implicherebbe un “cambiamento di metodo” da parte del Mistero creatore. Che si è sempre rivolto alla libertà delle singole persone, e ha aspettato pazientemente i tempi di maturazione di ognuno. Nella vita di Cristo questo è chiaro: non ha voluto imporsi con segni spettacolari che costringessero a credere, ma, pur operando segni anche molto forti, ha puntato tutto sulla libertà dei suoi interlocutori. Il cristianesimo si sviluppato come piccolo seme, che crebbe lentamente, per testimonianza da persona a persona.

Ecco, non so se sfondo una porta aperta, ma mi sembrava fraterno condividere con lei questi pensieri.

Grazie!


Caro amico,

Hai detto cose interessanti meritevoli di approfondimento.

 Però ci sono stati interventi divini nella storia che hanno scosso i popoli portandoli al cristianesimo. Questo è riscontrabile nella conversione delle popolazioni germaniche e slave che occupavano gran parte dell’Europa nel declino dell’impero romano. Sta accadendo in questo dopoguerra nelle popolazioni africane.

Un significativo esempio biblico sono le migliaia di persone che si sono convertite  alla predicazione di Pietro in occasione della Pentecoste.

La presenza di Maria e il suo intervento salvifico nel tempo dei segreti scuoterà il mondo. I frutti saranno visibili. Ma le scelte saranno personali.

Infatti nei tre giorni che precedono gli eventi ognuno dovrà decidere se credere o non credere e con la sua scelta deciderà del suo destino.

Siamo entrati in una fase dello storia della salvezza nella quale sta maturando un’opzione globale di rifiutare Cristo come Signore e Salvatore.

Il Cristianesimo o è rifiutato da chi lo ha conosciuto o è perseguitato da chi ormai potrebbe e dovrebbe conoscerlo. Sola una minoranza, comunque consistente, aderisce alla salvezza che viene dal Cielo.

La Madonna, che vede i cuori,  ha dato il verdetto: “L’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione”.

In questo drammatico momento, in cui “l’umanità ha scelto per la morte”, la Divina Misericordia, attraverso la Vergine Maria, offre la possibilità di un’ultima scelta.

E’ il tempo dei segreti, nel quale ognuno dovrà decidere se credere in Cristo e affidarsi a Lui, oppure rimanere schiavo del demonio e precipitare con lui nell’abisso senza speranza.

L’umanità nel suo insieme, e ognuno personalmente, dovrà prendere  una decisione dalla quale dipende il suo destino eterno.

Un passaggio storico come questo è unico ed è mirabile come la Provvidenza offra al mondo “che non  vuole Dio” un’ultima e definitiva possibilità di salvezza.

Nel tempo dei segreti tutto questo sarà chiaro in ogni parte del mondo, perché l’umanità attuale è in grado di sapere e di decidere nella sua globalità.

Non sappiamo quale sarà alla fine il numero dei salvati, ma molto dipenderà da noi, dalla nostra preparazione spirituale , dalla nostra fede e dal nostro coraggio.

Ci conforta immensamente la promessa della Madonna, che sarà presente con apparizioni quotidiane e con messaggi in tutto questo arco di tempo straordinario nel cui vestibolo siamo già entrati.

 Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Un sacerdote raccomanda: “Non perdere tempo in altro che non sia preghiera”

Carissimo padre Livio, grazie infinite per la sua dedizione e il suo servizio al Regno di Dio attraverso Radio Maria e l’annuncio del Vangelo. L’ultimo messaggio della Vergine Maria, essenzialissimo e non nuovo, eco della Parola della Chiesa per il programma di quest’anno, mi sembra inviti tutta la Chiesa a non perdere tempo in altro che non sia preghiera, alimento della Relazione salvifica con Cristo.

Il tempo della preghiera è tempo in cui scegliamo di tagliare, nella giornata, altri tempi vani (personalmente, comunitariamente, in famiglia); rinunciare a tempi spesi in cose vane o addirittura a noi dannose. Penso che è il momento favorevole per fare la scelta a favore della preghiera, tagliando tanto altro tempo che si sovrappone a quello opportuno per relazionarci con il Signore.

Oggi l’educazione a vivere il tempo per l’eternità attraverso la priorità della preghiera è un motivo di conversione, dato che è proprio sulla gestione cattiva del tempo che gioca satana in molti cristiani. Grazie. Mi scusi se mi permetto di condividere questo mio pensiero, ma nelle confessioni spesso questo è il sintomo della mancanza di Dio nella vita della persona che crea vuoti in cui si infila la tentazione.

 Grazie.
Un sacerdote.

IN DIRETTA DALLA NOSTRA CAPPELLA P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO 

L’Ucraina tra Lenin e Putin

di Stefano Caprio- 27 Gennaio 2024

Sui media statali russi Lenin viene rappresentato come “l’inventore dell’Ucraina”, quindi il vero colpevole del conflitto in corso, contrapposto alla guida illuminata di Stalin. In realtà è Putin l’inventore di una nuova Russia mitologica, che rilegge a suo modo le storie antiche e recenti per imporre un nuovo impero. 

Il centenario della morte di Vladimir Uljanov detto Lenin viene ricordato in questi giorni non soltanto in Russia, ma su tutta la stampa internazionale, essendo uno dei personaggi che hanno determinato il corso degli eventi per tutto il XX secolo. E il secolo successivo alla sua morte si confronta nuovamente con la sua eredità, in un contesto di guerre a ripetizione che riprendono alcune motivazioni della rivoluzione e della guerra civile tra Russia e Ucraina. In esse la guida dei bolscevichi dovette esprimere il suo concetto di nazione e di socialismo, giungendo alla proclamazione dell’Unione Sovietica nel 1922, poco prima di venire debilitato da un ictus che lo consegnò alle cure premurose di Stalin, e infine alla morte.

Nell’attuale retorica della guerra putiniana, il fondatore dell’impero comunista viene ricordato in modalità molto diverse dal mito dei tempi sovietici, che lo canonizzarono nel mausoleo ancora presente sulla piazza Rossa, sempre più grottesco e ingombrante ormai. Sui media statali, nei commenti dei propagandisti e nelle dichiarazioni degli stessi leader della Russia attuale, Lenin viene rappresentato come “l’inventore dell’Ucraina”, quindi il vero colpevole del conflitto in corso, contrapposto alla guida illuminata di Stalin, che cercò di rimediare agli errori del predecessore. Fu proprio Putin a usare questo argomento il 21 febbraio 2022, due giorni prima di varcare i confini occidentali con tutto l’esercito, affermando che l’Ucraina nacque “come risultato della politica bolscevica”, e che l’attuale Stato di Kiev “si può a pieno titolo chiamare l’Ucraina di Lenin, che ne fu l’autore e l’architetto, come dimostrano i documenti, e ora i suoi discendenti abbattono i monumenti a Lenin, per quella che chiamano de-comunistizzazione”.

A partire da questo giudizio sorge il nuovo mito dell’Ucraina artificiale e senza fondamenta storiche, essendo in realtà nient’altro che una parte della Russia occupata oggi dagli occidentali, che quindi va de-nazificata e riunita nella sobornost originaria. La verità degli eventi post-rivoluzionari ci dice piuttosto che Lenin dovette inventarsi una nuova Russia, mettendo insieme i pezzi dell’impero zarista che lui stesso aveva fatto crollare, e che anzi fu costretto a riconoscere un’Ucraina che non aveva immaginato, e che non avrebbe mai voluto.

Nel 1918 era stata infatti proclamata a Kiev la Repubblica Popolare di Ucraina (Unr), che i bolscevichi tentarono inutilmente di prendere sotto il proprio controllo. Per recuperare quei territori, Lenin comprese che avrebbe dovuto riconoscere l’indipendenza di questo Stato, e fare molte concessioni alla specificità della lingua e della cultura ucraina, mettendo fine alla plurisecolare russificazione che veniva imposta dall’impero degli zar, anche con sanguinose repressioni. L’Ucraina socialista occupava la gran parte dei territori attuali, compreso il Donbass, e la Russia leninista condusse allora una guerra spietata nei suoi confronti, che prevedeva anche lo sterminio della popolazione della capitale Kiev. Migliaia di kievliani caddero vittime dei bolscevichi, tra cui anche molti esponenti del clero ortodosso, a cominciare dal metropolita Vladimir (Bogojavlenskij), ucciso durante l’assalto del 7 febbraio 1918 e le cui spoglie si trovano nella Lavra delle Grotte di Kiev.

Dopo questo attacco dei russi, i capi della Unr riuscirono a rientrare a Kiev solo due mesi dopo, con l’appoggio delle armate tedesche e austro-ungariche, ma già ad aprile 1918 la Tsentralnaja Rada democratica fu sostituita con il regime autoritario dell’atamano Pavel Skoropadskij, con la benedizione degli austriaci. Alla fine dell’anno, con l’uscita delle truppe germaniche, fu restaurata la Repubblica Popolare che sopravvisse solo fino al 1920, quando fu disintegrata da nemici provenienti da tutte le parti: i bolscevichi, le Armate Bianche controrivoluzionarie, gli eserciti della Polonia e della Romania. Quando infine nel 1921 Lenin “creò” l’Ucraina, il Paese era diviso in varie parti e in varie identità, a partire da quella socialista dell’Unr e da quella dittatoriale di Skoropadskij, con le quali i bolscevichi non avevano avuto alcun rapporto. Lenin aveva dichiarato guerra alla Rada fin dal 1918, ma al momento della capitolazione di Brest, il 3 marzo di quell’anno, nei confronti delle potenze centrali europee, era stato costretto a riconoscere di fatto l’indipendenza dell’Ucraina.

Nel 1921 la Repubblica Sovietica Federale Socialista Russa (Rsfsr) dovette quindi riconoscere la Repubblica Sovietica Socialista Ucraina (Ussr) nel contesto della firma del trattato di pace di Riga con la Polonia, sottoscritto anche dagli ucraini come soggetto indipendente. Solo nel 1922 venne infine proclamata l’Unione Sovietica, in cui entrava anche l’Ussr già esistente, e non inventata da Lenin. Non furono i bolscevichi a stabilire i territori e i confini dell’Ucraina sovietica, ma erano stati gli ucraini a conquistarli e difenderli, anche accettando di unirsi al nuovo Stato crollato poi nel 1991, facendo cadere ogni pretesa tra le stesse repubbliche sovietiche, al di là delle faziose ricostruzioni storiche.

L’Unr, poi diventata Ussr, era stata invasa dai tedeschi e dagli austriaci con il consenso dei bolscevichi, ma gli ucraini allora non l’avevano considerata una occupazione, come oggi viene definita, perché la loro presenza impose di fatto il riconoscimento di una Ucraina indipendente. Era la cosiddetta Ucraina materikovaja, “di terra”, che a occidente confinava con la Polonia sulle rive del fiume Zbruč in Galizia, e comprendeva le terre orientali oggi invase e “annesse” dalla Russia e anche oltre, fino alla città di Taganrog nella Russia meridionale. Era un grande territorio di cui non faceva parte la Crimea, che a sua volta negli anni convulsi dopo la rivoluzione si era costituita come repubblica indipendente, e altre parti occidentali rimaste sotto l’impero austro-ungarico, a sua volta disciolto a novembre del 1918, e riunite all’Ucraina nel trattato di Riga del 1921.

Non fu affatto Lenin a comporre l’Ucraina, anzi prima di cedere alla malattia e alla morte, il capo rivoluzionario tentò di opporsi allo “sciovinismo grande-russo” del resto del partito, poi cavalcato da Stalin e oggi rianimato da Putin, che imponeva letture diverse della storia e delle divisioni territoriali. Semmai fu proprio Stalin ad aggiungere territori all’Ucraina, quando invase la Polonia nel 1939 con il consenso di Hitler, riprendendo le parti della Galizia e della Volynja che erano state concesse a Varsavia nel trattato di pace. La pienezza territoriale dell’Ucraina fu dunque merito dei successori di Lenin, compreso il dono della Crimea che fu deciso dal segretario sovietico (di nazionalità ucraina) Nikita Khruščev nel 1954, allo scopo di russificare un po’ di più la stessa Ucraina.

La politica sovietica del divide et impera si estese in realtà a quasi tutti i territori delle quindici repubbliche, che venivano suddivisi e “condivisi” secondo le finalità decise dal Politburo allo scopo di controllare le varie tensioni etniche, sia nei Baltici che nel Caucaso e nell’Asia centrale. Per non parlare dei territori della stessa Russia europea e siberiana, dove oggi rinascono le identità di tanti popoli minori e diverse tradizioni storico-culturali. La verità è che tutti gli Stati resi indipendenti dalla fine dell’Urss hanno riconosciuto reciprocamente i propri confini il 31 dicembre 1991 con l’accordo di Belaveža, pur con le incertezze e le tensioni ancora in corso soprattutto nelle zone caucasiche e asiatiche, e la Russia riconobbe l’Ucraina.

Non fu Lenin il colpevole, almeno per quanto riguarda l’Ucraina, ma è Putin l’inventore di una nuova Russia mitologica, che rilegge a suo modo le storie antiche e recenti per imporre un nuovo impero, applicando schemi mentali di derivazione chiaramente sovietica. Il ricordo del capo rivoluzionario serve invece a distinguere gli influssi della “ideologia” – il comunismo inventato dagli occidentali e reinterpretato da Lenin – dalla “tradizione dei valori morali e spirituali”, esistenti dall’origine della Russia nel Battesimo di Kiev alla fine del primo millennio, e conservati da tutte le Russie successive, compresa quella sovietica. La definizione dell’Ucraina diventa così un elemento cruciale per l’autocoscienza della Russia, che ha smarrito sé stessa nei meandri della storia, e ha bisogno di affermarsi per contrapposizione, non avendo più una sua ragione di esistere. La guerra all’Ucraina, uno Stato giovane e complesso, ma orgoglioso della sua identità e pieno di speranza nel suo futuro, è la dichiarazione della fine della Russia, che si dissolve nella pretesa della Vittoria, quando in realtà è uscita dalla Storia.

Lucio Caracciolo :”Ucraina finirà distrutta” e per la crisi in medio oriente “non si avranno mai due stati”

Nel palazzo Lateranense, i missionari, i religiosi, la Diocesi di Roma e il direttore di ‘Limes’, hanno tentato di prevedere il futuro di ogni angolo del pianeta

Luca Mariani 27 gennaio 2024

LUCIO CARACCIOLO

AGI – “L’Ucraina finirà distrutta e in Medio oriente i due Stati non arriveranno mai”. Tra gli affreschi dell’aula della Conciliazione, nel palazzo Lateranense, i missionari, i religiosi, la Diocesi di Roma e il direttore di ‘Limes’, Lucio Caracciolo, hanno tentato di prevedere il futuro di ogni angolo del pianeta. Mondi diversi hanno dato vita a un botta e risposta serrato, conclusosi con la recita del ‘Padre nostro, invocata dal vescovo di Roma est Riccardo Lamba per il futuro dell’umanità. Caracciolo ha ascoltato in silenzio ma non si è unito a voce alta alla preghiera. La benedizione finale ha riguardato tutti i presenti e le loro famiglie.

In quasi tre ore di discussione, organizzata da padre Giulio Albanese, Direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali e della cooperazione missionaria della Diocesi di Roma, la Chiesa ha espresso l’intento di “aprirsi all’agorà, al mondo, perché la Chiesa, se non è missionaria, non è Chiesa”.

Caracciolo ha accettato di buon grado l’invito e ha svolto un’analisi a 360 gradi.

MEDIO ORIENTE. “La soluzione dei due Stati non esiste. Dove si farebbe lo Stato palestinese? L’attuale maggioranza di Governo in Israele con Smotrich e Ben Gvir – prosegue Caracciolo – favorisce sempre più la colonizzazione della Cisgiordania. Non credo che Israele darà vita a una guerra civile contro i coloni, che sono 500mila uomini, spesso armati, allo scopo di creare uno Stato palestinese. Israele ha aiutato Hamas a nascere e crescere in un’ottica anti Arafat. Questa impresa machiavellica si è ritorta contro i suoi ideatori. Il 7 ottobre non sono stati uccisi gli ebrei, ma gli israeliani, arabi e beduini compresi”.

USA 2024. “Se vincerà Trump, le cose andranno meno peggio di quanto si creda. Il Presidente degli Stati Uniti non è il capo degli Usa. Il Presidente è il portabandiera, non il comandante. Non so se Biden si presenterà alle elezioni. Oggi c’è comunque negli Usa la tendenza a proteggere di più i propri interessi e occuparsi di meno del mondo. è una fase di ‘tana libera tutti’. Per noi europei l’egemonia Usa ha significato la pace”.

UCRAINA. “Il tutto finirà con la distruzione dell’Ucraina più che con la vittoria della Russia – pronostica il direttore di ‘Limes’ – avremo una diaspora degli ucraini e questo avrà ripercussioni anche in Italia. La Russia vorrebbe conquistare tutto il territorio sul mar Nero fino a Odessa. Questo potrebbe avvenire in più fasi. L’Ucraina, quando ebbe l’indipendenza, contava 51 milioni di abitanti, oggi ne ha 28. Sarà già tanto se l’Ucraina potrà rimanere un Paese candidato a entrare nella Ue”.

RUSSIA. “La Russia ha il nucleare, fa la guerra in Ucraina e si espande a sud in Africa con la Wagner nazionalizzata e a nord nell’Artico. La Russia comunque non è la Cina, è una minaccia relativa”.

GUERRE M.O. E UCRAINA. “C’è una connessione tra le due guerre, ma si tratta di una connessione fattuale, non predeterminata. Ci sono rapporti più che fraterni tra Usa e Israele. Questo non vuol dire abbandonare l’Ucraina a se stessa, ma qualcosa di simile”.

NORTH STREAM. “Sono stati gli Usa a far saltare il North Stream”. A chi gli chiede di spiegare meglio le sue parole, Caracciolo aggiunge: “Non ho le prove esatte di come siano andate le cose, ma Biden voleva che andassero proprio così. Il 7 febbraio 2022, prima dell’invasione russa, Biden disse pubblicamente: ‘Se la Russia invaderà l’Ucraina, il gasdotto salterà. Prometto che non ci sarà più il North Stream 2’. Non so se gli Usa lo abbiano fatto saltare, ma hanno pubblicamente goduto. Gli Stati Uniti non hanno mai avuto simpatia per una Germania forte”.

GERMANIA. “Con la guerra in Ucraina, la Germania ha perso molto. Non hanno più un rapporto diretto con Mosca e non hanno più l’energia russa, con prezzi e flussi garantiti. La Germania in recessione è comunque un problema anche per l’Italia”.

UNGHERIA. “L’Ungheria di Orban ha una dipendenza dalla Russia e una somiglianza ideologica. In questa fase, essere un Paese ambiguo aiuta”.

MEDITERRANEO. “L’Italia – dice Caracciolo – non può continuare a non preoccuparsi delle sue frontiere, affidandosi totalmente agli altri. I russi sono in Cirenaica. I turchi in Libia e Tunisia. Cosa faremo, se la Russia costruirà una sua base a Tobruk, come ha già fatto in Siria?”

MIGRANTI. “Il punto di contatto tra l’Africa e l’Europa è il canale di Sicilia. Nel 2050, con l’attuale andamento demografico, non reggerà più il nostro sistema sociale e previdenziale. A quel punto le scelte sono due: o fai più figli oppure i figli li importi già fatti. A noi servono canali regolari di migrazione. Ci servono poteri di riferimento, numeri da chiamare. è sbagliato accordarsi con il dittatorello tunisino, dargli una mancia, chiedendogli di impedire l’arrivo dei neri”.

PIANO MATTEI. Lucio Caracciolo è tranchant: “Il piano Mattei non esiste. Quindi non posso avere un’opinione”. L’Italia “è un’entità trascurabile”.

VATICANO. Caracciolo, nonostante l’ospitalità lateranense, non ci è andato leggero: “La funzione della Santa Sede è purtroppo limitata. Il magistero papale ha fatto alcune cose, come lo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina, ma oggi le parole del Papa non contano nella geopolitica internazionale”.

UE. “Non è un soggetto geopolitico – dice Caracciolo – l’Europarlamento non conta niente e si voterà sui temi nazionali, non sui temi europei. Un finlandese non potrà scegliere un italiano e viceversa”.

ONU. “L’Onu e l’Europa – prosegue l’analista – sono non entità. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, durante l’anno, affitta i suoi spazi per le feste di matrimonio”.

IRAN. “Non ho simpatia per la classe dirigente persiana – ammette Caracciolo – e questo è un mio limite. L’Iran sta per avere la bomba atomica, se non l’ha già. Gli Hezbollah sono i più legati all’Iran. Hamas e Houthi meno. È sbagliato immaginare che tutte queste pedine si muovano direttamente su input di Teheran. Quel che è certo è che la classe dirigente persiana ritiene essere la parte eletta del mondo musulmano. Il loro pensiero va dall’Afghanistan fino al Mediterraneo e al mar Rosso. Si tratta di un regime repressivo soprattutto contro le donne, ma nelle grandi città gli iraniani mantengono forti legami anche con l’Europa”.

MAR ROSSO. “A Gibuti ci sono molte basi militari. La più grande è quella cinese. C’è anche una base italiana e ci sono basi di Usa e Francia”.

TERRORISMO JIHADISTA. “Spesso non hanno una particolare fede in Allah, ma devono pur campare”.

CINA. “Gli Usa – dice il direttore di ‘Limes’ – vedono la Cina come il vero sfidante per l’egemonia mondiale. Pechino, che non è una democrazia, vuole diventare una potenza oceanica, conquistare Taiwan e arrivare alle isole del Pacifico. Taiwan è l’ombelico del mondo e l’eventuale guerra coinvolgerebbe Usa e Giappone”.

INDIA. “Dubito che l’India sia la più grande democrazia del mondo. Una democrazia può essere castale? In India le caste persistono. Modi punta sui nazionalisti indù, escludendo centinaia di milioni di persone”.

BRICS. “È un cartello, non è un blocco. Cina e India sono nemici in Himalaya. L’omogeneità è modesta. In comune hanno la diffidenza verso gli Usa. Si sentono sfruttati dall’Europa e dall’Occidente: questo li unisce”.

MUSK. “Ha i satelliti, ma non è lui a dettare la linea alla casa Bianca. Musk è parte del sistema Usa, ma non rappresenta gli Stati Uniti”.

Pagina 2 di 17

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy