QUARTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)
Cari amici, come commento al Vangelo odierno vi ho preparato una riflessione sulla potenza divina con la quale Gesù cacciava i demoni, comunicandola poi a suoi Apostoli e a tutta la Chiesa

Scacciare i demoni è parte essenziale della missione di Gesù
Sarebbe riduttivo limitare la lotta di Gesù contro Satana agli esorcismi che egli compie, cacciando i demoni dagli indemoniati. Il potere di satana sull’umanità infatti va ben oltre la possessione diabolica, con la quale il maligno tortura i corpi e altera la psiche delle persone. La liberazione dalla dittatura del male avviene innanzi tutto con la presenza della persona di Gesù. Dal momento in cui il Verbo si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria, è incominciato sulla terra il Regno di Dio. Questo Regno è Gesù stesso, come affermano i Padri della Chiesa. Il Regno di Dio cresce come un seme di senape, che “quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra ; ma, appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi” (Mc 4, 31-32).
La presenza del Regno di Dio fra tremare le porte dell’inferno. Con la venuta di Gesù è scoppiata la guerra, il cui atto finale si compirà alla fine del mondo, quando satana e i suoi seguaci saranno rinchiusi per sempre “nello stagno di fuoco” (Ap 20, 18). L’inizio della missione di Gesù mette in agitazione gli spiriti immondi. Man mano che il Figlio di Dio percorre le strade di Israele i demoni sono costretti a uscire dai loro nascondigli, atterriti dalla luce di santità che emana dalla sua persona. Gesù è la luce della verità che illumina le tenebre della menzogna e dell’inganno. La sua Parola penetra come spada affilata nelle coscienze afflosciate. Il soffio dell’amore incomincia a sciogliere il ghiaccio dei cuori e li dispone al perdono. L’inverno gelido e buio del peccato arretra con l’avanzare della primavera divina. Con la presenza di Gesù le porte dell’inferno incominciano a scricchiolare, in attesa di venire abbattute dalla sua morte redentrice.
Gesù scompagina l’impero delle tenebre con la sua persona e con tutto ciò che egli dice e compie. Non vi è dubbio che il suo sguardo di misericordia si posi sulle persone malate e su coloro che sono vessati e torturati da satana nel loro corpo. Dopo la predicazione, con la quale annuncia la venuta del Regno e chiama alla conversione, Gesù si sofferma per guarire i malati, imponendo loro le mani, e per scacciare i demoni con la potenza della sua parola. Gesù non è un esorcista, come pure c’erano in Israele. Non ha bisogno di riti particolari per liberare gli ossessi. Ciò che colpisce la gente è l’autorità con la quale Gesù si impone al diavolo, comandandolo come solo Dio può fare. La fatica di cacciare i demoni, che gli esorcisti di tutti i tempi conoscono, non riguarda Gesù. Basta una solo una sua parola, perché il demonio abbandoni la sua preda.
Al riguardo i racconti evangelici, nella loro essenzialità, sono quadri mirabili, illuminati dall’onnipotenza e dalla misericordia del Figlio di Dio. “Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea” (Mc 1, 21-28).
La missione messianica di Gesù comporta innanzi tutto l’annuncio del Regno di Dio con la parola di verità Colui che è il padre della menzogna viene colpito direttamente al cuore ed è costretto a manifestarsi. Lo fa parlando attraverso una persona posseduta, appropriandosi della sua lingua e della sua voce. Le parole che pronuncia gridando, rivelano il terrore e il livore degli spiriti maligni: “ Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? “ Parla al plurale, benché in questo caso sia uno solo. Infatti è tutto l’impero delle tenebre che è costretto a indietreggiare. Avverte la presenza di Dio e la sua santità contro le quali non può nulla. Che cosa pretende? Che Gesù lo lasci in pace? Che gli consenta di prolungare all’infinito il dominio esercitato fino ad allora? Forse il diavolo si illude che, con la vittoria delle origini, potrà tenersi la preda per sempre? “Sei venuto a rovinarci!”. E’ ben difficile, se non impossibile, che il maligno ammetta la sua debolezza. La sua natura pervertita è gonfia di superbia e di tracotanza. Nel deserto satana affronta Gesù senza nessun rispetto reverenziale, arrivando fino a chiedere l’adorazione. Qui Gesù umilia il demonio costringendolo a confessare che il suo regno va in rovina.
Poi la velenosa insinuazione. “So chi tu sei, il santo di Dio”. Sarebbe ingenuo pensare che il demonio faccia una professione di fede. Gesù Non ha bisogno della testimonianza dei demoni, che sarebbe inaffidabile e controproducente. La verità è che il diavolo non sa con certezza chi sia Gesù e cerca di carpire il segreto messianico.. Perciò Gesù lo sgrida e gli impone il silenzio. “Taci!” Gesù si rivolge ai demoni con imperativi secchi che non ammettono repliche. Non si intrattiene a parlare con loro come accade non di rado agli esorcisti. Il demonio non è un interlocutore, non è una fonte di informazioni, ma è una serpe velenosa a cui tagliare la testa con un comando deciso in nome di Dio. Gesù non si sofferma col demonio e gli impone di tacere. E’ una regola che non può essere disattesa senza conseguenze. Infine l’ingiunzione finale, il colpo di scure che taglia la testa: “ Esci da quest’uomo”. Il demonio è un abusivo. Non può abitare nell’uomo che è predestinato ad essere il tempio di Dio. Deve lasciare la casa che non è sua e Gesù ne è il legittimo proprietario. “E subito lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui”. Il demonio avverte la forza dell’onnipotenza divina. Alla quale non può opporre resistenza. E’ costretto a uscire “subito”, anche se farebbe di tutto pur di prolungare anche di poco la possessione. Andandosene, compie l’ultima vedetta “straziando” la sua vittima e gridando la sua rabbia. La gente è stupita. Non aveva mai assistito a un evento del genere. Per la prima volta nella storia dell’umanità il diavolo è costretto a lasciare le sue prede a un semplice comando. “Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono”. Solo Dio può costringere satana all’obbedienza.
La gente è colpita dall’autorità con cui Gesù annuncia il Regno di Dio e scaccia i demoni. Tuttavia ciò che muove il suo cuore è la pietà per la condizione di sofferenza e di schiavitù in cui le persone si trovano. Gli esorcismi di Gesù, se così si possono chiamare, sono mossi dall’amore. Il Figlio di Dio si commuove al grido di pietà di una donna cananea , la cui figlia è crudelmente tormentata da un demonio (Cfr Mt 15,22). Esaudisce l’invocazione di un padre il cui figlio viene gettato dal diavolo nel fuoco e spesso anche nell’acqua ( Cfr Mt 1, 14-21). Nel paese pagano dei Geraseni libera da una legione di demoni un uomo così degradato da vivere nei sepolcri e che nessuno riusciva a tenere legato neppure con ceppi e catene ( cfr Mc 5,1-20). Guarisce un cieco e un muto ridotto in quello stato da uno spirito immondo ( Mt 12,22). Anche alcune donne che lo seguivano erano state guarite da infermità e spiriti cattivi, in particolare Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni ( Lc 8,2). “Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati” ( Mt 8,16). Sull’umanità sofferente e torturata da satana Gesù versa l’olio della divina compassione.
Vostro Padre Livio
Vangelo – Marco 1, 21-28
Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c`entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell`uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.







COMMENTO AL MESSAGGIO
Di Padre Livio Fanzaga
il 27 Gennaio 2024
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
“Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera”
Cari amici, il primo Messaggio del nuovo anno colpisce per la sua essenzialità. La Madonna si riserva di dare il suo ringraziamento quando lo avremo messo in pratica.
Come sempre la Madre di Dio opera in sintonia con la Chiesa, che ha chiamato i suoi fedeli a un anno preghiera in preparazione del Giubileo.
Avremo quindi dinanzi a noi due anni di rinnovamento spirituale in comunione con tutta la Chiesa che ne uscirà rinnovata e pronta per affrontare le prove che si profilano tempestose all’orizzonte.
La preghiera à l’arma divina che la Vergine potente contro il male mette nelle nostre mani per vincere l’impero delle tenebre e della morte.
Dobbiamo afferrarla, pregando “giorno e notte”, pregando con fede, con speranza e con la forza dell’amore in un mondo agitato nel quale “il nemico” scardina i cuori con la superbia e con l’odio.
Ecco alcune esortazioni della Regina della pace che ci aiutano a comprendere quanto sia importante e insostituibile la preghiera per le battaglie che la Chiesa è chiamata ad affrontare:
Innanzi tutto il triplice “Pregate, pregate, pregate” col quale ha cercato più volte di svegliare le nostre anime stanche e imprimere in esse i suoi stessi sentimenti.
Ma poi innumerevoli altre, come una catena mirabile di perle preziose da conservare nello scrigno del cuore:
La preghiera sia per voi vita”; “La preghiera è ciò che il cuore umano desidera; “Pregate per scoprire la grandezza e la gioia della vita che Dio vi dà”;
“La preghiera à l’apertura del cuore a Dio; è la gioia dell’incontro col Signore; “Nella preghiera del cuore, incontrerete Dio”; “Non so che cos’altro dirvi, perché vi amo e desidero che nella preghiera conosciate il mio amore e quello di Dio”;
“Voi scoprirete il senso della vita, quando avrete scoperto Dio nella preghiera”; “Pregate e vivete i miei messaggi e vedrete i miracoli dell’amore di Dio nella vostra vita quotidiana”; “La preghiera è il respiro dell’anima”
Per comprendere ciò che dovete fare, figlioli, pregate e Dio vi darà a capire cosa occorre concretamente che facciate e dove avete bisogno di cambiare”;
“Figlioli; quanto più pregate, tanto più sarete amici miei e di mio Figlio Gesù”; “Figlioli, senza la preghiera non potete vivere né dire che siete miei. La preghiera è gioia, la preghiera è ciò che desidera il cuore umano”;
“Aprite la porta del vostro cuore e capirete che la preghiera è la gioia senza la quale non potete vivere”; “Fate rivivere la preghiera finché essa non diventerà per voi gioia”;
“Pregate, perché la vostra vita sia un gioioso ringraziamento che scorre dal vostro cuore come un fiume di gioia”; “Senza la preghiera incessante non potete sentire la bellezza e la grandezza che Dio vi offre. Perciò, figlioli, per tutto il tempo riempite il vostro cuore anche con le più piccole preghiere”;
“Cari figli, vi chiedo di pregare, perché attraverso la preghiera mi permettiate di aiutarvi”; “Cari figlioli miei, pregate perché la preghiera diventi il vostro cibo quotidiano”;
“Cari figli, oggi vi invito ad entrare in lotta contro satana per mezzo della preghiera”; “La preghiera regni in tutto il mondo”.
Cari amici, che quest’anno sia un anno di preghiera, mettendo al primo posto l’Eucaristia, il Sacramento della Penitenza e il Santo Rosario quotidiano.
Vostro Padre Livio