"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2024 Pagina 3 di 17

BUONA DOMENICA

QUARTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)

Cari amici, come commento al Vangelo odierno vi ho preparato una riflessione sulla potenza divina con la quale Gesù cacciava i demoni, comunicandola poi a suoi Apostoli e a tutta la Chiesa

Scacciare i demoni è parte essenziale della missione di Gesù

Sarebbe riduttivo limitare la lotta di Gesù contro Satana agli esorcismi che egli compie, cacciando i demoni dagli indemoniati. Il potere di satana sull’umanità infatti va ben oltre la possessione diabolica, con la quale il maligno tortura i corpi e altera la psiche delle persone. La liberazione dalla dittatura del male avviene innanzi tutto  con la presenza della persona di Gesù. Dal momento in cui il Verbo si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria, è incominciato sulla terra il Regno di Dio. Questo Regno è Gesù stesso, come affermano i Padri della Chiesa. Il Regno di Dio cresce come un seme di senape, che “quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra ; ma, appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi” (Mc 4, 31-32).

La presenza del Regno di Dio fra tremare le porte dell’inferno. Con la venuta di Gesù  è scoppiata la guerra, il cui atto finale si compirà alla fine del mondo, quando satana e i suoi seguaci saranno rinchiusi per sempre “nello stagno di fuoco” (Ap 20, 18). L’inizio della missione di Gesù mette in agitazione gli spiriti immondi. Man mano che il Figlio di Dio percorre le strade di Israele i demoni sono costretti a uscire dai loro nascondigli, atterriti dalla luce di santità che emana dalla sua persona. Gesù è la luce della verità che illumina le tenebre della menzogna e dell’inganno. La sua Parola penetra come spada affilata nelle coscienze afflosciate. Il soffio dell’amore incomincia a sciogliere il ghiaccio dei cuori e li dispone al perdono. L’inverno gelido e buio del peccato arretra con l’avanzare della primavera divina. Con la presenza di Gesù le porte dell’inferno incominciano a scricchiolare, in attesa di venire abbattute dalla sua morte redentrice.

Gesù scompagina l’impero delle tenebre con la sua persona e con tutto ciò che egli dice e compie. Non vi è dubbio che il suo sguardo di misericordia si posi sulle persone malate e su coloro che sono vessati e torturati da satana nel loro corpo. Dopo la predicazione, con la quale annuncia la venuta del Regno e chiama alla conversione, Gesù si sofferma per guarire i malati, imponendo loro le mani, e per scacciare i demoni con la potenza della sua parola. Gesù non è un esorcista, come pure c’erano in Israele. Non ha bisogno di riti particolari per liberare gli ossessi. Ciò che colpisce la gente è l’autorità con la quale Gesù si impone al diavolo, comandandolo come solo Dio può fare. La fatica di cacciare i demoni, che gli esorcisti di tutti i tempi conoscono, non riguarda Gesù. Basta una solo una sua parola, perché il demonio abbandoni la sua preda.

Al riguardo i racconti evangelici, nella loro essenzialità, sono quadri mirabili, illuminati dall’onnipotenza e dalla misericordia del Figlio di Dio. Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea” (Mc 1, 21-28).

La missione messianica di Gesù comporta innanzi tutto l’annuncio del Regno di Dio con la parola di verità Colui che è il padre della menzogna viene colpito direttamente al cuore ed è costretto a manifestarsi. Lo fa parlando attraverso una persona posseduta, appropriandosi della sua lingua e della sua voce. Le parole che pronuncia gridando, rivelano il terrore e il livore degli spiriti maligni: “ Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? “ Parla al plurale, benché in questo caso sia uno solo. Infatti è tutto l’impero delle tenebre che è costretto a indietreggiare. Avverte la presenza di Dio e la sua santità contro le quali non può nulla. Che cosa pretende? Che Gesù lo lasci in pace? Che gli consenta di prolungare all’infinito il dominio esercitato fino ad allora? Forse il diavolo si illude che, con la vittoria delle origini, potrà tenersi la preda per sempre?  “Sei venuto a rovinarci!”. E’ ben difficile, se non impossibile, che il maligno ammetta la sua debolezza. La sua natura pervertita è gonfia di superbia e di tracotanza. Nel deserto satana affronta Gesù senza nessun rispetto reverenziale, arrivando fino a chiedere l’adorazione. Qui Gesù umilia il demonio costringendolo a confessare che il suo regno va in rovina.

Poi la velenosa insinuazione. “So chi tu sei, il santo di Dio”. Sarebbe ingenuo pensare che il demonio faccia una professione di fede. Gesù Non ha bisogno della testimonianza dei demoni, che sarebbe inaffidabile e controproducente. La verità è che  il diavolo non sa con certezza chi sia Gesù e cerca di carpire il segreto messianico.. Perciò Gesù lo sgrida e gli impone il silenzio. “Taci!” Gesù si rivolge ai demoni con imperativi secchi che non ammettono repliche. Non si intrattiene a parlare con loro come accade non di rado agli esorcisti. Il demonio non è un interlocutore, non è una fonte di informazioni, ma è una serpe velenosa a cui tagliare la testa con un comando deciso in nome di Dio. Gesù non si sofferma col demonio e gli impone di tacere. E’ una regola che non può essere disattesa senza conseguenze. Infine l’ingiunzione finale, il colpo di scure che taglia la testa: “ Esci da quest’uomo”. Il demonio è un abusivo. Non può abitare nell’uomo che è predestinato ad essere il tempio di Dio. Deve lasciare la casa che non è sua e Gesù ne è il legittimo proprietario. “E subito lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui”. Il demonio avverte la forza dell’onnipotenza divina. Alla quale non può opporre resistenza. E’ costretto a uscire “subito”, anche se farebbe di tutto pur di prolungare anche di poco la possessione. Andandosene, compie l’ultima vedetta “straziando” la sua vittima e gridando la sua rabbia. La gente è stupita. Non aveva mai assistito a un evento del genere. Per la prima volta nella storia dell’umanità il diavolo è costretto a lasciare le sue prede a un semplice comando. “Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono”. Solo Dio può costringere satana all’obbedienza.

La gente è colpita dall’autorità con cui Gesù annuncia il Regno di Dio e scaccia i demoni. Tuttavia ciò che muove il suo cuore è la pietà per la condizione di sofferenza e di schiavitù in cui le persone si trovano. Gli esorcismi di Gesù, se così si possono chiamare, sono mossi dall’amore. Il Figlio di Dio si commuove al grido di pietà di una donna cananea , la cui figlia è crudelmente tormentata da un demonio (Cfr Mt 15,22). Esaudisce l’invocazione di un padre il cui figlio viene gettato dal diavolo nel fuoco  e spesso anche nell’acqua ( Cfr Mt 1, 14-21). Nel paese pagano dei Geraseni libera da una legione di demoni un uomo così degradato da vivere nei sepolcri e che nessuno riusciva a tenere legato neppure con ceppi e catene ( cfr Mc 5,1-20). Guarisce un cieco e un muto ridotto in quello stato da uno spirito immondo ( Mt 12,22). Anche alcune donne che lo seguivano erano state guarite da infermità e spiriti cattivi, in particolare Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni ( Lc 8,2). “Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati” ( Mt 8,16). Sull’umanità sofferente e torturata da satana Gesù versa l’olio della divina compassione.

Vostro Padre Livio


Vangelo – Marco 1, 21-28

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c`entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell`uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

La nuova Shoah, considerazioni per gli smemorati

CLAUDIO CERASA  27 GEN 2024 IL FOGLIO

Il 7/10 ha trasformato la memoria dell’Olocausto in un impegno quotidiano. Per onorarlo, è ora di prendere sul serio ciò che dicono i nemici del popolo ebraico. Testualmente e senza voltarsi dall’altra parte. Ascoltate Mattarella.  

Quando dicono che odiano gli ebrei, credetegli. Quando dicono che vogliono spazzare via Israele, ascoltateli. Quando dicono che vogliono impedire a un ebreo di essere ebreo, non liquidateli. Quando dicono che vogliono uccidere tutti i sionisti, non mettevi a fischiettare. Quando dicono che lo rifaranno, che le scene del 7 ottobre sono solo l’inizio del film, prendeteli sul serio. Il Giorno della Memoria, lo sapete, è una ricorrenza importante, internazionale, che viene celebrata ogni anno il 27 gennaio per commemorare le vittime dell’Olocausto. Per anni, il ricordo più forte dell’Olocausto è stato affidato alle parole, alle storie, ai volti, alle testimonianze dei pochi superstiti ancora in vita, a chi l’orrore, quell’orrore, lo ha visto negli occhi, lo ha toccato con le proprie mani, lo ha ancora lì sulla pelle. Per anni, la memoria dell’Olocausto è stata confinata nella sfera delle commemorazioni del passato. Oggi, improvvisamente, la memoria dell’Olocausto, della deportazione degli ebrei, dei rastrellamenti, della persecuzione globale, è tornata a essere parte del nostro presente e non solo del nostro passato. Il 7 ottobre – che ieri, con coraggio, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito “una raccapricciante replica degli orrori della Shoah” – ha trasformato il Giorno della Memoria in un esercizio quotidiano che non si limita più al ricordo degli orrori del passato, al dovere di fare di tutto e di più per dire mai più, ma che ha lasciato il posto a un sentimento diverso, a un’idea diversa, all’interno della quale vive una dimensione nuova, che riguarda non solo Israele, non solo il popolo ebraico, ma tutti coloro che hanno a cuore una certa idea di libertà. Avevamo detto mai più, e invece è successo. Cosa dobbiamo fare per evitare, ora, che il nostro sincero “mai più” possa essere utile per scongiurare un nuovo antisemitismo, una nuova, come ha detto ieri Mattarella, “indicibile, feroce strage antisemita di innocenti”? 


Oggi, come dimostrano gli sciacalli che hanno portato Israele alla Corte penale internazionale per rovesciare contro Israele, l’unica democrazia del medio oriente, l’unica che si preoccupa di usare i militari per proteggere i civili e noi i civili per proteggere le milizie, l’accusa di genocidio, senza ricordare che le uniche realtà che in medio oriente hanno come obiettivo la distruzione sistematica di una popolazione e di una comunità religiosa sono i fondamentalisti islamici che sognano di spazzare via il popolo ebraico dalla mappa geografica, per cancellare il loro stato dopo aver cancellato la loro presenza nei paesi arabi, oggi, si diceva, per onorare il Giorno della Memoria occorre però qualcosa di più che commemorare le tragedie del passato e asciugarsi le lacrime per le tragedie del presente. Oggi, per difendere la memoria, per custodirla, per proteggerla, per darle un senso bisognerebbe compiere un piccolo gesto rivoluzionario: ascoltare con attenzione cosa dicono i nemici di Israele, i nemici del popolo ebraico, e iniziare a prendere sul serio quello dicono, senza alzare le spalle e senza pensare, come al solito: maddai, ma davvero vuoi credere a quelle cose lì?

Qualche giorno fa, il Wall Street Journal, in uno dei suoi formidabili ritratti-intervista del sabato, ha passato del tempo con un personaggio formidabile. Si chiama Yigal Carmon. E’ il presidente e co-fondatore di Memri, il Middle East Media Research Institute, un sito che monitora e traduce trasmissioni televisive, giornali, sermoni, post sui social media, libri di testo e dichiarazioni ufficiali in arabo, farsi e molte altre lingue, frasi pronunciate dagli islamisti integralisti, e in un articolo del 31 agosto aveva previsto quello che sarebbe accaduto poche settimane dopo: “Segni di una possibile guerra nel periodo settembre-ottobre”. Carmon si era limitato a mettere insieme i fili. A citare le provocazioni di Hezbollah, a monitorare l’escalation di violenza in Cisgiordania, a registrare le minacce crescenti di Hamas. E nel farlo, Memri non fa altro che prendere sul serio i terroristi quando indicano un obiettivo, quando promettono di distruggere Israele (l’Iran), quando promettono di voler spazzare via il popolo ebraico (Hezbollah), quando affermano di voler costruire un califfato islamico (Hamas) che si estenda dalla Palestina a tutta la regione, e non solo lì, e quando sostengono di voler portare, come fanno gli houthi, “morte all’America, morte a Israele, una maledizione sugli ebrei, la vittoria dell’islam”. Ci sono molti modi per ricordare cosa significa oggi, per tutti noi, per chi sa che difendere Israele, con tutti i suoi problemi, i suoi vizi, le sue contraddizioni, significa ancora oggi difendere la libertà. Il modo peggiore è pensare che abbia ragione chi ha scelto di portare all’Aia Israele, per dimostrare la sua predisposizione al genocidio, per dimostrare che i nazisti nel nuovo secolo sono gli israeliani. Il modo migliore, forse, è, dopo aver fatto proprie le parole di Mattarella, ricordarsi che quando i terroristi parlano, quando minacciano, quando promettono, quando indicano un obiettivo vale la pena ascoltarli e vale la pena iniziare a ricordare che per dire mai più bisogna avere il coraggio di dare alle parole del terrore il giusto peso. Non contestualizzare, ma capire, condannare, neutralizzare. Gli autori del 7 ottobre dicono, ancora oggi, che lo rifaranno. E più che chiedersi cosa debba fare Israele per porre fine alla guerra bisognerebbe chiedersi perché chi ha il potere di intervenire in medio oriente non faccia di tutto per chiedere ad Hamas di compiere gli unici due gesti che porrebbero fine al conflitto, agli orrori e ai morti: arrendersi e restituire gli ostaggi. Nel Giorno della Memoria, meglio non essere smemorati. 

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Nell’aria si respira il prossimo cambiamento  generale

Carissimo P. Livio, carissimi lettori del Blog, l’ultimo messaggio è talmente sintetico che palesa il momento attuale  nel modo più profondamente concreto  che ci possa essere. In realtà il senso di questo messaggio, che fa capo alla preghiera, è nell’aria da almeno 3 anni, o così lo sento io. I segreti sono già qui ed è molto relativo il fatto che sembra che ancora non  siano poi così vicini. Il cuore non inganna, quello di un  cristiano è in piena sintonia con la prospettiva mariana di Medjugorje, come ci fosse una potenza sottile che pervade discreta i nostri cuori, Arriva nel silenzio dagli apparenti silenzi del cielo, ma in realtà ci sta parlando al di là delle parole. 

Nell’aria si respira il prossimo cambiamento  generale, e delle  nostre personali situazioni, non c’è tempo da perdere, infine non bisogna perdersi in troppe parole che non divengano quella  specifica preghiera che ci renda proiettati in un atteggiamento di totale fiducia nel cielo, con il cielo e verso il cielo, dentro, nel centro, nel cuore del vangelo. Personalmente dico questo perché mi perdo sempre di meno in congetture varie, del ” i quando, i come e i quanto”, i segreti, gli eventi li possiamo percepire presenti, li sento talmente presenti che naturalmente “lo spirito” stesso mi distoglie dalle centinaia e centinaia di sciocchezze che il nemico moltiplica e  lancia e  lascia circolare come dardi carichi di falsi problemi, con sempre più massiccia frenesia, il vile serpente sente evidentemente che c’è un resto e un numero di cuori che gli fa muro, lui vorrebbe la resa indifferente e incondizionata. Adesso è l’ora di alzarsi e rialzarsi, e fare un fronte del rosario  come mai ci fu prima. 

Cristo è la nostra salvezza, restando nel solco del suo vangelo e sotto il manto di sua Madre Maria, restando nel seguito della Sua Chiesa e nei suoi sacramenti non è possibile fallire; è una promessa Mariana dei nostri giorni, non ci pentiremo noi, né i nostri figli né i figli dei nostri figli, e dobbiamo chiedere misericordia per tutti e per chiunque, specialmente per i più lontani, i più trafitti da questo tipo di mondo, poiché l’amore ci verrà ancora riversato da i desideri di Grazia della Vergine, Lei è oggi l’unico vero tramite di questa Grazia che scende e passa dal cielo alla terra.

Questo messaggio è il più prezioso, PER QUANTO BREVE, dobbiamo ricordarcelo e incidercelo a ferro e a fuoco nel cuore.

Sempre Ave Maria caro P. Livio, e a tutti i lettori.

Giuseppe.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla preghiera nel silenzio dell’anima

Cari amici, vorrei oggi – in sintonia con il messaggio della Regina della pace e sull’invito di alcuni nostri ascoltatori – approfondire la bellissima esortazione che la Madonna ci ha fatto aprendo il messaggio del 25 dicembre 2023, cioè ci ha invitato a pregare nel silenzio dell’anima.

Lei ci ha sempre esortato alla preghiera liturgica e paraliturgica, quindi la preghiera sacramentale come la Santa Messa, la confessione, la partecipazione alla Santa Comunione, l’adorazione, il Santo Rosario che ha arricchito con le devozioni, i sette Pater Ave Gloria, il Credo lasciando molto spazio anche alla preghiera personale. Una cosa che mi ha colpito sono state proprio le preghiere personali e spontanee del gruppo di preghiera a Medjugorje che facevano davanti alla Croce o davanti alla statua della Madonna.

Il silenzio dell’anima è diverso. Maria quando ne parla fa riferimento a quella preghiera personale che ti porta ad uscire dal mondo ed entrare nel divino, come diceva un padre del deserto ci sono delle forme di preghiera personale dove “Io e Dio” siamo soli al mondo e il mondo è come se fosse tra parentesi. La Madonna ha insistito molto su questo tipo di preghiera che è una di quelle forme di preghiera che Lei desidera da noi, invitandoci sul Podbrdo – molti avranno anche scandagliato il proprio cuore in tutta quella salita – alla recita dei rosari, alla preghiera collettiva e orale; e qualche giorno prima di Natale la Madonna ci ha invitato alla preghiera nel silenzio dell’anima.

Vorrei approfondire proprio questa affermazione “la preghiera nel silenzio dell’anima”.

In un certo senso ci ha messo Lei sulla pista giusta, quando in un messaggio a Mirjana ci ha spiegato che il Padre Celeste si è riservato nell’anima uno spazio tutto per sé. Dicendo questo, si è collocata in una grande tradizione biblica che è presente nella Sacra Scrittura e che poi ha dato origine a tante forme di mistica, per cui si è sviluppata una descrizione dell’anima che ha un fondo, un abisso di luce interiore dove per grazia si può arrivare a trovare Dio; oppure nella punta dell’anima, indicando la trascendenza – oltre ai limiti della finitezza – che si apre all’eternità. Ci sono esperienze di altre religioni che interiorizzano molto la preghiera, specialmente quelle orientali, ma sono diverse da quelle del cristianesimo perché in esso c’è sempre l’aspetto della grazia.

Il silenzio dell’anima significa che l’anima entra nell’ambito del silenzio cioè che l’anima è “elevato mentis in Deum”, “elevazione della mente verso Dio” è il raccoglimento che dobbiamo avere sempre quando preghiamo; la preghiera stessa è stata definita un’elevazione dell’anima verso Dio. È l’anima che esce fuori dal mondo, dalle preoccupazioni quotidiane, dai condizionamenti, dalle arrabbiature, dai problemi, tutto ciò che ci angoscia, tutto quel mare tumultuoso che si agita nel nostro cuore: la Madonna ci invita ad uscire fuori da tutto questo, mettere a tacere tutti i condizionamenti, tutti i rumori, tutte le ansietà che agitano l’anima, in modo tale da arrivare in quello spazio dell’anima dove il Padre ci attende. L’anima che silenzia il mondo e tutte le sue voci, preoccupazioni e le sue agitazioni riesce a uscire fuori da ciò che la polarizza e la agita e trova quell’ambito – che è riconosciuto dalla Mistica cattolica – dove nel silenzio Dio ti parla.

In genere la voce più immediata di Dio che sentiamo nel silenzio dell’anima è la voce della coscienza, cioè se sei incamminato sulla via di Dio, del bene e della giustizia senti la voce della coscienza che ti approva, senti una pace profonda e anche la benedizione di Dio, il Suo incoraggiamento, la Sua protezione, il Suo amore, la Sua chiamata ad avvicinarti ancora di più a Lui, questa è sicuramente una situazione di pace interiore che è il bene più bello e desiderabile che si possa avere qui sulla Terra.

Il silenzio dell’anima può anche essere la voce della coscienza che ti rimorde, ti rimprovera, ti agita, ti porta alla luce comportamenti non conformi alla Divina Volontà e che quindi ti ammonisce, nel medesimo tempo la senti che chiama a migliorarti, ti chiama nella luce di Dio, a chiedere il perdono, il pentimento, a prendere una decisione verso di Lui, verso il Suo amore, verso la vita nuova.

Questi sono quei momenti molto incisivi nella nostra vita – specialmente quando siamo sulla via del male e quindi siamo sulla via che ci porta alla perdizione – perché sentire la voce della coscienza che ci rimprovera è molto importante. Se fossimo giunti ad una situazione di vita in cui non sentiamo più la coscienza perché in qualche modo l’abbiamo silenziata, l’abbiamo talmente “oscurata” che non parla, non vede e non sente più, allora la situazione è gravissima perché significa che siamo in quella fase di accecamento e di indurimento del cuore dove non si sente più la voce di Dio.

Quindi, la Madonna ci chiama a questo incontro con Dio, dove prima di tutto si sente la sua voce che parla attraverso quella della coscienza, che ti approva e ti incoraggia, che ti disapprova e ti invita a cambiare poi nel medesimo tempo noi – in questo silenzio dove il mondo esterno tace e sentiamo la voce di Dio, specialmente quando siamo sulla sua via della coscienza ci approva con le Sue luci, consolazioni, gioie, elevazioni – dobbiamo rispondere. Prima dobbiamo ascoltare poi dobbiamo rispondere, cioè rispondere alla chiamata di Dio, alla chiamata alla santità, alla chiamata al pentimento, al proposito, a cambiare vita. Noi dobbiamo rispondere e i salmi che ci aiutano: “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce.” (Salmo 129), “Crea in me, o Dio, un cuore puro” (Salmo 50), “Vieni a salvarmi, o Dio” (Salmo 69), sono tantissime invocazioni con cui noi parliamo, chiediamo a Dio, imploriamo Dio, chiediamo il Suo aiuto, la Sua grazia, il Suo perdono, la Sua pace, il Suo abbraccio, la Sua forza.

Questo incontro con Dio è l’essenza della preghiera, come diceva Caterina da Siena, tutti dobbiamo costruire una cella interiore, cioè entrare in quel luogo dove il Padre ha scelto di incontrarci, sentire la Sua voce, aprirci al Suo amore, rispondere al Suo amore: questa è un’esperienza che dà sapore alla vita, ci fa sentire il senso della vita, ci fa sentire che quello che noi desideriamo – cioè la santità, la purezza, la pulizia interiore, la gioia, la felicità, quello che c’è di più bello e Santo – è possibile, non è un desiderio che poi non trova applicazione, è un desiderio al quale Dio viene incontro, che Lui stesso suscita: il desiderio di Dio è suscitato da Dio stesso perché senza di esso saremmo soffocati sotto la coltre del male.

COMMENTO AL MESSAGGIO

“Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera”

Cari amici, il primo Messaggio del nuovo anno colpisce per la sua essenzialità. La Madonna si riserva di dare il suo ringraziamento quando lo avremo messo in pratica.

Come sempre la Madre di Dio opera in sintonia con la Chiesa, che ha chiamato i suoi fedeli a un anno preghiera in preparazione del Giubileo.

Avremo quindi dinanzi a noi due anni di rinnovamento spirituale in comunione con tutta la Chiesa che ne uscirà rinnovata e pronta per affrontare le prove che si profilano tempestose all’orizzonte.

La preghiera à l’arma divina che la Vergine potente contro il male mette nelle nostre mani per vincere l’impero delle tenebre e della morte.

Dobbiamo afferrarla, pregando “giorno e notte”, pregando con fede, con speranza e con la forza dell’amore in un mondo agitato nel quale “il nemico” scardina i cuori con la superbia e con l’odio.

Ecco alcune esortazioni della Regina della pace che ci aiutano a comprendere quanto sia importante e insostituibile la preghiera per le battaglie che la Chiesa è chiamata ad affrontare:

Innanzi tutto il triplice “Pregate, pregate, pregate” col quale ha cercato più volte di svegliare le nostre anime stanche e imprimere in esse i suoi stessi sentimenti. 

Ma poi innumerevoli altre, come una catena mirabile di perle preziose da conservare nello scrigno del cuore:

La preghiera sia per voi vita”; “La preghiera è ciò che il cuore umano desidera; “Pregate per scoprire la grandezza e la gioia della vita che Dio vi dà”;

“La preghiera à l’apertura del cuore a Dio; è la gioia dell’incontro col Signore; “Nella preghiera del cuore, incontrerete Dio”; “Non so che cos’altro dirvi, perché vi amo e desidero che nella preghiera conosciate il mio amore e quello di Dio”; 

“Voi scoprirete il senso della vita, quando avrete scoperto Dio nella preghiera”; “Pregate e vivete i miei messaggi e vedrete i miracoli dell’amore di Dio nella vostra vita quotidiana”; “La preghiera è il respiro dell’anima”

Per comprendere ciò che dovete fare, figlioli, pregate e Dio vi darà a capire cosa occorre concretamente che facciate e dove avete bisogno di cambiare”;

“Figlioli; quanto più pregate, tanto più sarete amici miei e di mio Figlio Gesù”; “Figlioli, senza la preghiera non potete vivere né dire che siete miei. La preghiera è gioia, la preghiera è ciò che desidera il cuore umano”;

“Aprite la porta del vostro cuore e capirete che la preghiera è la gioia senza la quale non potete vivere”; “Fate rivivere la preghiera finché essa non diventerà per voi gioia”;

“Pregate, perché la vostra vita sia un gioioso ringraziamento che scorre dal vostro cuore come un fiume di gioia”; “Senza la preghiera incessante non potete sentire la bellezza e la grandezza che Dio vi offre. Perciò, figlioli, per tutto il tempo riempite il vostro cuore anche con le più piccole preghiere”;

“Cari figli, vi chiedo di pregare, perché attraverso la preghiera mi permettiate di aiutarvi”; “Cari figlioli miei, pregate perché la preghiera diventi il vostro cibo quotidiano”;

“Cari figli, oggi vi invito ad entrare in lotta contro satana per mezzo della preghiera”; “La preghiera regni in tutto il mondo”.

Cari amici, che quest’anno sia un anno di preghiera, mettendo al primo posto l’Eucaristia, il Sacramento della Penitenza e il Santo Rosario quotidiano.

Vostro Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Non ci lasciare mai

I Papi passano, ma Lei è sempre stato al suo posto,

facendo tanto, tanto bene alla Chiesa.

Preghi la Madonna che ci venga conservato a lungo,

perché abbiamo bisogno di un Padre come lei.

Ho 56 anni e ne avevo 28 quando sono diventato

un assiduo ascoltatore suo e di  Radio Maria.

Che Iddio faccia sì, che in un modo o nell’altro,

noi non sentiremo mai la sua mancanza.

Ossequi, caro Padre Livio Fanzaga.

Massimo Melia (Napoli).


Caro Massimo,

siamo tutti nelle mani di Dio, che sono ottime,

ma sarei felicissimo di rimanere fino alla fine dei dieci segreti e oltre.

E’ necessario però pregare il Padre celeste perché conceda una nuova giovinezza dell’anima e del corpo, per compiere questa missione secondo la sua volontà.

Se chiediamo con fede sono certo che questa grazia ci viene concessa.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Sinfonia di preghiera col Papa e con la Chiesa

Carissimo Padre Livio,

Il messaggio della Vergine Maria è in perfetta sintonia con il Papa e la Chiesa e mette il Suo sigillo su questo Anno della Preghiera. Preghiera che, come l’ha definita Mons. Fisichella nella conferenza stampa di presentazione dell’Anno della Preghiera, è “via maestra verso la santità”.

Oltre all’invito alla preghiera, sono certa che la Madonna ci stia dicendo che Lei è con il Papa e la Chiesa. 

La Madre Santissima non si stanca mai di guidarci e di indicarci il cammino da seguire.

Riprendo ancora le bellissime parole di Mons. Fisichella che ci invita a costituire una “sinfonia della preghiera”. Il 10 novembre del 1983 la Madonna diede il seguente messaggio a Medjugorje: La vostra preghiera deve essere una melodia continua.

Caro Padre, proprio in questi giorni ci ha invitato alla costanza nella partecipazione alla messa domenicale. La Madonna a Medjugorje  il 13 gennaio del 1984 ci ha detto che:

“La Messa è la forma più alta di preghiera”.

E ancora il 27 gennaio del 1984 la Madonna ci invita ad un programma di preghiera giornaliero: Angelus, Credo, 7 Pater, Ave e Gloria, preghiera allo Spirito Santo, Santo Rosario.

Che lo Spirito di Dio faccia vibrare le corde dei nostri cuori all’unisono, come le corde dell’arpa di Davide, perché la nostra preghiera salga con forza al Cielo ed il Cielo non taccia.

Che Dio la benedica e la custodisca caro Padre.

In unione di preghiera.

Ave Maria.

Elena 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla grazia della presenza della Madonna

Vorrei appunto – come faccio spesso – fare una riflessione sull’importanza della presenza della Madonna, la quale già il secondo giorno delle sue apparizioni ha detto di essere venuta come Regina della pace, mandando il messaggio più importante a Medjugorje il 26 giugno 1981 nel quale ha detto:

“Io sono la Beata Vergine Maria”. Comparendo nuovamente alla sola Marija, la Madonna dice: «Pace. Pace. Pace. Riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra di voi. E per fare questo è necessario credere, pregare, digiunare e confessarsi”.

Ha messo in evidenza che la pace è questa totalità, cioè la nostra pace con Dio crea la pace tra gli uomini; essendo in guerra con Dio di conseguenza entriamo in guerra tra di noi, perché siamo in balia del principe delle tenebre.

Non si è sempre compreso fin da principio questo messaggio della pace perché il mondo sembrava su quell’equilibrio della guerra fredda, sembrava avesse raggiunto una certa stabilità, un certo controllo bilanciato. Ma noi abbiamo visto nel tempo che le guerre si sono succedute un po’ ovunque e siamo entrati in una fase (quella attuale) dove si prospetta una terza guerra mondiale; anche se in realtà, sarebbe bene togliere il termine “terza” – dato che non ci sarà mai una quarta – in quanto appunto se ci fosse una guerra globale, un “conflitto globale” come l’ha chiamato il Santo Padre, non ce ne sarebbe più un altro, dato finirà con le bombe atomiche. Sappiamo che c’è stata una corsa fino agli ultimi giorni e mesi su chi avrebbe realizzato per primo la bomba atomica e ci è mancato poco che fosse Hitler a realizzarla, se così fosse stato il mondo oggi sarebbe molto diverso.

È chiaro che fare i conti di una guerra possibile, restando nell’ambito di armamenti tradizionali che comunque danni ne fanno e non pochi – basta guardare l’attuale guerra in Ucraina, dove si usano tutti i missili ritrovati che colpiscono i civili e le città sistematicamente, dove non vi è una divisione dei compiti – porterebbe ad un risultato in cui il conflitto mondiale oggi sarebbe l’ultimo, data la tentazione di usare le bombe atomiche da chi sta perdendo – come Sansone che era prigioniero e ha sciolto i lacci dicendo: “Muoia Sansone con tutti i filistei” facendo crollare il tempio e uccidendo tutti, lui compreso – questa è una deriva difficilmente evitabile specialmente quando l’odio, che è per sua natura distruttivo, ha preso possesso dei cuori.

In questo giorno in cui c’è il messaggio della Regina della pace, noi comprendiamo meglio la motivazione profonda che ha spinto la Madonna ad essere presente da così tanto tempo e che l’ha portata a creare nel tempo una forza di pace nel mondo, che è una forza efficace nella misura in cui si prendono quelle armi della battaglia che sono tipiche di Maria, la quale è riuscita a fare crollare il comunismo che occupava mezzo mondo con la preghiera e il digiuno, senza che avvenisse quello che succede quando crolla un impero cioè una conflagrazione mondiale dalla quale Lei ci ha preservato.

Adesso man mano che siamo andati avanti, abbiamo capito che la stessa guerra è un effetto che ha una causa e questa causa è la presenza del male nel cuore dell’uomo, la presenza di satana. In tutti questi 42 anni quante volte abbiamo sentito la denuncia di Maria che satana vuole l’odio e la guerra, satana scalda i cuori con l’odio; questo l’ha detto soprattutto nel tempo del Covid, perché in questi ultimi anni si è creata una situazione mondiale nella quale si sono create le premesse di una guerra globale, le grandi nazioni potenti, popolose e ricche con più mezzi fanno quello che han sempre fatto ovvero cercano di conquistare il mondo, ma adesso non possono più farlo perché sarebbe la fine del mondo.

Questo è il quadro del mondo: una competizione per chi comanda, per chi sarà il primo, si creano degli schieramenti e si creano le premesse per la distruzione del mondo. Non fatevi illusioni sul fatto che sia possibile cominciare la guerra con le armi tradizionali o con dei paletti perché reggerebbe per qualche mese, poi si ricorre subito a tutto quello che si ha in mano pur di vincere, si arriverà nell’accecamento in cui ci porta il diavolo, alla soluzione estrema ovvero se non si vince non può vincere nessuno. Questo è il piano di satana che ha preparato minuziosamente nel tempo e che adesso è in grado di portare e tradurre in eventi, è riuscito ad accecare le menti e a riempire i cuori di odio, astio, prepotenza, alterigia.

In questo quadro noi comprendiamo la grazia immensa della presenza della Regina della pace, la quale in tutto questo tempo ci ha insegnato che – siccome è il nemico, il capo dello schieramento della guerra che ha creato questa catastrofe, è il principe di questo mondo, il demonio che vuole odio e guerra – bisogna combattere satana con le armi della preghiera e del digiuno.

La Madonna ha evitato l’uso di armi atomiche: in alcune situazioni è riuscita ad evitarlo grazie alla preghiera e il digiuno e per i tempi che vengono – in cui satana cercherà di attuare il suo piano – quelli che combattono con le sue armi che sono la conversione, la fede, la preghiera, le rinunce, la testimonianza del digiuno di mondo dal peccato – quelli che lei chiama “I miei Apostoli” del Suo amore, sono coloro che devono entrare in lotta ed essere presenti; anche in quelle indicazioni che ci ha dato la Madonna come è successo il primo gennaio che ci ha a fatto salire sul Monte con tanto sacrificio per una preghiera prolungata (tra la salita e la discesa saranno state almeno 5 ore). La Madonna ne ha bisogno perché la potenza del diavolo si combatte con la grazia e la potenza di Dio, con l’Onnipotenza di Dio, sono queste le armi che vinceranno.

Queste sono le armi che Maria ci ha messo in mano e adesso per noi è il tempo di uscire dal sonno stanco delle nostre anime di essere pronti alla battaglia – come ci invita a fare San Paolo con le armi della luce – con la preghiera, le rinunce – come la Madonna ha chiesto ai pastorelli di Fatima; come ha chiesto alla parrocchia di Medjugorje tante volte e con la quale ha vinto la grande battaglia, che si era proposta ovvero quello del crollo del comunismo e che in parte è crollato.

Il messaggio che voglio darvi io oggi è proprio questo: il mondo si sta preparando per la sua catastrofe, noi prepariamoci a salvarlo con le preghiere, le rinunce, la testimonianza, con il coraggio, la perseveranza e usciamo fuori dall’ambiguità dal male dal peccato, dai compromessi: il nostro fervore, la nostra fede, la nostra testimonianza e la nostra preghiera sono le armi con la quale la Regina della pace vincerà la sua battaglia, coraggio.

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