BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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PROGRAMMA FINO AL 20 AGOSTO 2022

Cari amici,

il Blog rimane attivo anche in questo mese di Agosto.

Ogni giorno ci saranno pubblicazioni.

Mandate pure le vostre e-mail.

Il programma” Lettura cristiana della Cronaca e della Storia” ci sarà due volte alla settimana, il Mercoledì e il Venerdì nei prossimi quindici giorni.

Riprenderà come al solito Lunedì 22 Agosto.

Grazie!

Dio vi benedica e la Madonna vi protegga col suo amore.

Vostro Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

5 – I protagonisti della Storia della  Salvezza

La Storia della Salvezza, fino dal momento della caduta dei Progenitori, ha tre protagonisti. In primo  luogo Dio creatore che ha cura delle cose create, in particolare dell’uomo, e  che interviene con la sua Provvidenza per salvarlo dal male.

Dalla  parte opposta sta il Principe di questo mondo e la schiera degli angeli che lo hanno seguito nella ribellione originaria. Espulsi dal Cielo, sfidano Dio sulla terra, tentando di attirare  l’uomo dalla  loro parte.

In  mezzo c’è l’uomo che,  dopo il  peccato dell’Eden,  vive in una situazione di miseria,  esposto alla  potenza del male che  opera  nel suo cuore,  il balia del potere delle  tenebre e  della  morte.

Fin dalle  origini Dio non ha  abbandonato l’uomo e non ha fatto mancare i suoi interventi perché risalisse la china  del  precipizio in cui era precipitato.

Dio,  con infinita  pazienza ha accompagnato l’umanità  nel suo lungo cammino, realizzando il suo piano di misericordia. Con l’elezione di Abramo ha preparato il popolo da cui sarebbe nato il Redentore.

Dio è il protagonista fondamentale della Storia della salvezza,  perché sua  è  la creazione, sua  l’onnipotenza, la sapienza e  l’amore. Nulla può accadere che Dio non voglia o non  permetta. La sua volontà si realizza sempre.

Alla fine si salveranno tutti coloro che Dio ha stabilito che si salvino, perché hanno aperto il cuore al dono inestimabile del suo amore.

Si perderanno eternamente tutti coloro che fino all’ultimo istante avranno rifiutato Dio e il suo amore,  scegliendo liberamente di seguire  l’angelo ribelle sulla via dell’odio, della superbia e della negazione.

Non solo la vita  di ognuno,  ma   anche l’intera  Storia della Salvezza è saldamente nelle mani di Dio che realizza  infallibilmente  il suo piano, lasciando all’uomo le  sue  possibilità di scelta e all’impero delle tenebre la  libertà  di agire nell’ambito della divina permissione.

Ciò  che Dio ha stabilito e realizzato  è inappellabile e  indistruttibile. Ogni tentativo di eliminare   la fede e la Chiesa, per quanto possa essere agguerrita la potenza del male,  risulta  inutile e fallimentare.

Tuttavia la  potenza del mistero di iniquità e gli abissi di empietà nei quali può trascinare non può essere  sottovalutata.  Nonostante  i  progressi dell’umanità nella scienza e nella tecnica, il male travalica  ogni limite fino a  mettere a rischio l’opera stessa della creazione e della redenzione.

L’impero delle tenebre,  composto dagli angeli ribelli, dalle anime dannate  e dagli uomini malvagi, che  è  andato ingrossando nel corso della storia, ha ricevuto la sua definita sconfitta con l’Incarnazione del  Verbo e il sacrificio della Croce.

Da quel  momento l’amore  di Dio è stato donato al  mondo, perché  i peccati siano perdonati, gli uomini possano diventare di nuovo figli di Dio ed eredi della vita eterna  in paradiso.

Tuttavia,  per divina permissione, il “mistero di iniquità “ può  ancora  agire  fino alla  fine del mondo, pur  nella  certezza  che non potrò  mai riavere quanto ha perduto.

La sua opera di seduzione e di persecuzione si concentra  contro la Chiesa, che  è  chiamata a rivivere  la lotta e  la vittoria del suo Signore.

Satana e il suo seguito non lasciano nulla di intentato per sedurre le  anime  e trascinarle nell’abisso della perdizione. Si perderanno per  sempre tutte quelle anime che avranno ceduto alla  seduzione.

A  centro di questo quadro drammatico della storia della salvezza sta  l’uomo, dotato di intelligenza e di libera volontà, capace  di conoscere Dio e i suoi comandamenti, il quale ha il potere di decidere il suo destino eterno, accogliendo Dio o rifiutarlo.

Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza  della  Verità.  Il mistero dell’ Incarnazione e  della Croce manifestano il suo amore  prodigo e senza confini.  Tuttavia alla fine è  l’uomo stesso a determinare  il suo destino eterno.

Nel tempo  dell’Apocalisse la Storia della Salvezza  assume  una connotazione particolare che dobbiamo conoscere  per  poter affrontare  questo drammatico passaggio nella  luce  di Dio.

La  Madonna è qui in mezzo a  noi da così tanto tempo,  come Regina della  pace,  affinché con la sua presenza  e i suoi  messaggi l’attacco di satana sia respinto,  è l’umanità abbia un tempo di vera  pace sulla terra.

Vostro Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’importanza della fede

Cari amici,

nel mondo di oggi la fede ha subìto molti attacchi, anche all’interno della Chiesa stessa. Il popolo di Dio, i battezzati, vacillano.

Su queste persone, noi che abbiamo continuato a tenere viva la fiamma della fede, dobbiamo operare, dobbiamo testimoniare e riportare l’ammonimento della Madonna: se non torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti non abbiamo futuro. Questo messaggio deve necessariamente essere detto e spiegato.

Senza Dio, senza il suo aiuto, senza la presenza della Madonna che ci guida e ci aiuta, non c’è futuro.

In che senso? Innanzitutto, personalmente. Vivendo lontano da Dio, sulla via del mondo si arriva alla perdizione. Quanti camminano per la strada che porta alla perdizione! È certo che chi non si converte e non ritorna a Dio, chi non si converte e non ritrova la preghiera, chi non senza il dispiacere per aver offeso Dio e non chiede il perdono dei peccati, muore senza pentimento e pertanto si perde eternamente.

Dio ci ha dato il tempo della vita per cercarlo e per trovarlo. Nel momento in cui questo tempo è scaduto tutto è perduto.

Senza Dio non abbiamo futuro, abbiamo la perdizione eterna. Sono parole di Gesù, è l’insegnamento della Chiesa da sempre. L’amore di Dio è grande, ma allo stesso tempo è anche esigente. L’amore chiede amore. L’amore chiede totalità nella risposta. Non c’è dubbio al riguardo.

Tutti coloro che vivono senza Dio, pur non avendo rifiutato la fede e la Croce ma comunque come se Dio non esistesse, devono sapere che – scaduto il tempo della vita – sono perduti per sempre se non hanno trovato Dio perché non lo hanno cercato.

«Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato», lo ha detto Gesù (Gv 16,16).

La perdizione eterna per chi muore in peccato mortale, è l’insegnamento della Chiesa da sempre.

Stiamo entrando in un tempo di grande prova per il mondo e per la Chiesa. In particolare, per la fede.

Non facciamoci trovare impreparati. Rafforziamo la nostra fede. Verrà il tempo dei Segreti che sarà un tempo di prova, assisteremo a eventi terribili e la nostra fede dovrà essere più salda che mai.

Alla fine, la Madonna trionferà e per il mondo ci sarà un tempo di pace.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

5 – I protagonisti della Storia della  Salvezza

La Storia della Salvezza, fino dal momento della caduta dei Progenitori, ha tre protagonisti. In primo  luogo Dio creatore che ha cura delle cose create, in particolare dell’uomo, e  che interviene con la sua Provvidenza per salvarlo dal male.

Dalla  parte opposta sta il Principe di questo mondo e la schiera degli angeli che lo hanno seguito nella ribellione originaria. Espulsi dal Cielo, sfidano Dio sulla terra, tentando di attirare  l’uomo dalla  loro parte.

In  mezzo c’è l’uomo che,  dopo il  peccato dell’Eden,  vive in una situazione di miseria,  esposto alla  potenza del male che  opera  nel suo cuore,  il balia del potere delle  tenebre e  della  morte.

Fin dalle  origini Dio non ha  abbandonato l’uomo e non ha fatto mancare i suoi interventi perché risalisse la china  del  precipizio in cui era precipitato.

Dio,  con infinita  pazienza ha accompagnato l’umanità  nel suo lungo cammino, realizzando il suo piano di misericordia. Con l’elezione di Abramo ha preparato il popolo da cui sarebbe nato il Redentore.

Dio è il protagonista fondamentale della Storia della salvezza,  perché sua  è  la creazione, sua  l’onnipotenza, la sapienza e  l’amore. Nulla può accadere che Dio non voglia o non  permetta. La sua volontà si realizza sempre.

Alla fine si salveranno tutti coloro che Dio ha stabilito che si salvino, perché hanno aperto il cuore al dono inestimabile del suo amore.

Si perderanno eternamente tutti coloro che fino all’ultimo istante avranno rifiutato Dio e il suo amore,  scegliendo liberamente di seguire  l’angelo ribelle sulla via dell’odio, della superbia e della negazione.

Non solo la vita  di ognuno,  ma   anche l’intera  Storia della Salvezza è saldamente nelle mani di Dio che realizza  infallibilmente  il suo piano, lasciando all’uomo le  sue  possibilità di scelta e all’impero delle tenebre la  libertà  di agire nell’ambito della divina permissione.

Ciò  che Dio ha stabilito e realizzato  è inappellabile e  indistruttibile. Ogni tentativo di eliminare   la fede e la Chiesa, per quanto possa essere agguerrita la potenza del male,  risulta  inutile e fallimentare.

Tuttavia la  potenza del mistero di iniquità e gli abissi di empietà nei quali può trascinare non può essere  sottovalutata.  Nonostante  i  progressi dell’umanità nella scienza e nella tecnica, il male travalica  ogni limite fino a  mettere a rischio l’opera stessa della creazione e della redenzione.

L’impero delle tenebre,  composto dagli angeli ribelli, dalle anime dannate  e dagli uomini malvagi, che  è  andato ingrossando nel corso della storia, ha ricevuto la sua definita sconfitta con l’Incarnazione del  Verbo e il sacrificio della Croce.

Da quel  momento l’amore  di Dio è stato donato al  mondo, perché  i peccati siano perdonati, gli uomini possano diventare di nuovo figli di Dio ed eredi della vita eterna  in paradiso.

Tuttavia,  per divina permissione, il “mistero di iniquità “ può  ancora  agire  fino alla  fine del mondo, pur  nella  certezza  che non potrò  mai riavere quanto ha perduto.

La sua opera di seduzione e di persecuzione si concentra  contro la Chiesa, che  è  chiamata a rivivere  la lotta e  la vittoria del suo Signore.

Satana e il suo seguito non lasciano nulla di intentato per sedurre le  anime  e trascinarle nell’abisso della perdizione. Si perderanno per  sempre tutte quelle anime che avranno ceduto alla  seduzione.

A  centro di questo quadro drammatico della storia della salvezza sta  l’uomo, dotato di intelligenza e di libera volontà, capace  di conoscere Dio e i suoi comandamenti, il quale ha il potere di decidere il suo destino eterno, accogliendo Dio o rifiutarlo.

Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza  della  Verità.  Il mistero dell’ Incarnazione e  della Croce manifestano il suo amore  prodigo e senza confini.  Tuttavia alla fine è  l’uomo stesso a determinare  il suo destino eterno.

Nel tempo  dell’Apocalisse la Storia della Salvezza  assume  una connotazione particolare che dobbiamo conoscere  per  poter affrontare  questo drammatico passaggio nella  luce  di Dio.

La  Madonna è qui in mezzo a  noi da così tanto tempo,  come Regina della  pace,  affinché con la sua presenza  e i suoi  messaggi l’attacco di satana sia respinto,  è l’umanità abbia un tempo di vera  pace sulla terra.

Vostro Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

GLI ANTICRISTI

Buonasera caro Padre Livio,
come spesso Lei ci spiega, in questo nostro attuale mondo l’antiCristo profetizzato da sempre si manifesta in tanti modi e ha tante vesti. Mi sembra di aver capito che anche diversi uomini del nostro tempo possono portare dentro i segni dell’antiCristo.

 Sicuramente ce lì immaginiamo cattivi, perversi, assassini ,e non ci si rende conto che invece possono essere simpatici, gentili, altruisti addirittura onesti. Ma se un’uomo del genere, di grande levatura e capacità, di grande notorietà, che ha saputo svolgere in maniera egregia il suo lavoro, quasi al servizio della comunità, è però anche il simbolo di un uomo che crede solo nell’uomo, nella scienza e non in Dio e vive come se Dio non esistesse, allora che messaggio trasmette al pubblico che lo ammira?

Caro Padre Livio, dico tutto questo perché mi hanno molto colpito le ultime parole scritte da….., un uomo che ha fatto della scienza la sua fede e che descrive la morte come un inevitabile fase della natura. Anche per lui è arrivato il momento di morire come per tutti gli esseri viventi, perché sono i cicli della natura, e niente più, secondo lui.
Il funerale sarà ovviamente laico.

Questo esempio che ci lascia della morte, così pacato ,garbato, ragionato è una splendida menzogna, direi la menzogna per eccellenza , una prelibata polpetta avvelenata che solo lo spirito dell’ antiCristo sa servire così bene. Sarà celebrato e osannato da tutte le autorità.
Quale stridore con la giornata della Santissima Vergine Assunta !!!

Ma , come Lei ci spiega, questa menzogna è una falsa forza e la Verità che ha sconfitto la morte trionferà per mezzo del Cuore Immacolato di Maria Assunta in cielo.
Padre Livio, questo mio sentire è nel giusto oppure no?

Grazie di tutto Padre Livio
Ave Maria
Silvia da Torino

Cara Silvia,

            Ovviamente non  si nega  mai una  preghiera  anche a  chi ha fatto dell’ateismo una fede su cui costruire la propria vita e indicandola come esempio per gli  altri.

Non vi è  dubbio che questi personaggi hanno un’eco mediatica particolare  perché i  padroni del mondo hanno deciso che la divinità  è una loro prerogativa.

Ma alla  fine  qual è  l’esito della  loro vita? Un corpo che marcisce o, ben magra  consolazione,  un pugno di cenere da conservare. 

Tutto qui? No grazie! Tenetevi pure il  vostro ateismo patinato di scienza.  

Questo vale  anche  per chi,  pur  essendo  nella Chiesa, ha  già aderito in cuor suo alla  nuova  religione dell’uomo al  posto di Dio.

L’ingannatore può  ben  brindare,  ma  ha  ancora  poco tempo.

Il momento della verità  arriva  per  tutti,  quando l’anima,  lasciato il corpo, comparirà   dinanzi al Dio vivente.

Grazie per quello che hai scritto.

Ave  Maria

Padre Livio

📖TESTI E DOCUMENTI 📑

MARIA VALTORTA –  L’ASSUNZIONE GLORIOSA DI MARIA AL CIELO

Quanti giorni sono passati? È difficile stabilirlo con sicurezza. Se si giudica dai fiori che fanno corona intorno al corpo esanime, si dovrebbe dire che sono passate poche ore. Ma se si giudica dalle fronde d’ulivo su cui posano i fiori freschi, fronde dalle foglie già appassite, e dagli altri fiori vizzi, posati come tante reliquie sul coperchio del cofano, si deve concludere che sono passati dei giorni ormai.
   Ma il corpo di Maria è quale era appena spirata. Nessun segno di morte è sul suo volto, sulle piccole mani. Nessun odore sgradevole è nella stanza. Anzi aleggia in essa un profumo indefinibile che sa d’incenso, di gigli, di rose, di mughetti e di erbe montane, insieme mescolati.
   Giovanni, che chissà mai da quanti giorni veglia, si è addormentato, vinto dalla stanchezza, stando seduto sullo sgabello, con le spalle appoggiate al muro, presso la porta aperta che dà sulla terrazza. La luce della lanterna, posata al suolo, lo illumina da sotto in su e permette di vedere il suo volto stanco, pallidissimo, meno che intorno agli occhi arrossati dal piangere.
   L’alba deve essere ormai incominciata, perché il suo debole chiarore rende visibili all’occhio la terrazza e gli ulivi che circondano la casa, chiarore che si fa sempre più forte e che, penetrando dalla porta, fa più distinti anche gli oggetti della camera, quelli che, per essere lontani dalla lucernetta, prima si intravvedevano appena.

Ad un tratto una gran luce empie la stanza, una luce argentea, sfumata d’azzurro, quasi fosforica, e sempre più cresce, annullando quella dell’alba e quella della lucerna. Una luce uguale a quella che inonndò la grotta di Betlemme al momento della Natività divina. Poi, in questa luce paradisiaca, si palesano delle creature angeliche, luce ancor più splendida nella luce già tanto potente apparsa per prima. Come già avvenne quando gli angeli apparvero ai pastori, una danza di scintille d’ogni colore si sprigiona dalle loro ali dolcemente mosse, dalle quali viene come un mormorio armonico, arpeggiato, dolcissimo.
   Le creature angeliche si dispongono a corona intorno al lettuccio, si curvano su di esso, sollevano il corpo immobile e, con un più forte agitar d’ali, che aumenta il suono già esistente prima, per un varco apertosi prodigiosamente nel tetto, come prodigiosamente s’aprì il Sepolcro di Gesù, se ne vanno, portando seco loro il corpo della loro Regina, santissimo, è vero, ma non ancora glorificato e perciò ancora soggetto alle leggi della materia, soggezione a cui non era più soggetto il Cristo perché già glorificato quando risorse da morte. Il suono dato dalle ali angeliche aumenta, ed è ora potente come un suono d’organo.

  Giovanni, che s’era già, pur rimanendo addormentato, smosso due o tre volte sul suo sgabello, come fosse disturbato dalla gran luce e dal suono delle ali angeliche, si desta totalmente per quel suono potente e per una forte corrente d’aria che, scendendo dal tetto scoperchiato ed uscendo dalla porta aperta, forma come un gorgo che agita le coperture del letto ormai vuoto e le vesti di Giovanni, spegnendo la lucerna e chiudendo con un forte picchio la porta aperta.
   L’apostolo si guarda intorno, ancor mezzo assonnato, per rendersi conto di ciò che avviene. Si accorge che il letto è vuoto e che il tetto è scoperto. Intuisce che un prodigio è avvenuto. Corre fuori sulla terrazza e, come per un istinto spirituale o per un richiamo celeste, alza il capo, facendosi solecchio con la mano per guardare senza avere l’ostacolo del nascente sole negli occhi.

E vede. Vede il corpo di Maria, ancor privo di vita ed in tutto uguale a quello di persona dormente, che sale sempre più in alto, sostenuto dallo stuolo angelico. Come per un ultimo saluto, un lembo del manto e del velo si agitano, forse per azione del vento suscitato dalla rapida assunzione e dal moto delle ali angeliche, e dei fiori, quelli che Giovanni aveva disposti e rinnovati intorno al corpo di Maria, e certo rimasti tra le pieghe delle vesti, piovono sulla terrazza e sulla terra del Getsemani, mentre l’osanna potente dello stuolo angelico si fa sempre più lontano e quindi più lieve.
   Giovanni continua a fissare quel corpo che sale verso il Cielo e, certo per un prodigio concessogli da Dio, per consolarlo e per premiarlo del suo amore alla Madre adottiva, egli vede, distintamente, che Maria, avvolta ora dai raggi del sole che è sorto, esce dall’estasi che le ha separata l’anima dal corpo, torna viva, sorge in piedi, perché ora Lei pure fruisce dei doni propri ai corpi già glorificati.
   Giovanni guarda, guarda. Il miracolo che Dio gli concede gli dà potere, contro ogni legge naturale, di vedere Maria quale è ora mentre sale ratta verso il Cielo, circondata, ma non più aiutata a salire, dagli angeli osannanti. E Giovanni è rapito da quella visione di bellezza che nessuna penna d’uomo, né parola umana, né opera di artista potrà mai descrivere o riprodurre, perché è di una bellezza indescrivibile.
   Giovanni, stando sempre appoggiato al muretto della terrazza, continua a fissare quella splendida e splendente forma di Dio — perché realmente può dirsi così Maria, formata in modo unico da Dio, che la volle immacolata, perché fosse forma al Verbo incarnato — che sale sempre più in alto. E un ultimo, supremo prodigio concede Iddio-Amore a questo suo perfetto amatore: quello di vedere l’incontro della Madre Ss. col suo Ss. Figlio che, Lui pure splendido e splendente, bello di una bellezza indescrivibile, scende ratto dal Cielo, raggiunge la Madre, se la stringe sul cuore, e insieme, più fulgenti di due astri maggiori, con Lei ritorna da dove è venuto.

   Il vedere di Giovanni è finito. Egli abbassa il capo. Sul suo volto stanco sono presenti e il dolore per la perdita di Maria e il gaudio per la sua gloriosa sorte. Ma ormai il gaudio supera il dolore.
   Egli dice: «Grazie, mio Dio! Grazie! Io presentivo che questo sarebbe accaduto. E volevo vegliare, per non perdere nessun episodio della sua Assunzione. Ma erano ormai tre giorni che non dormivo! Il sonno, la stanchezza, congiunti alla pena, mi hanno abbattuto e vinto proprio quando era imminente l’Assunzione… Ma forse Tu stesso l’hai voluto, o Dio, perché io non turbassi quel momento e non soffrissi troppo… Sì.

Certo Tu lo hai voluto, come ora volesti che io vedessi ciò che senza un tuo miracolo non avrei potuto vedere. Mi hai concesso di vederla ancora, benché già tanto lontana, già glorificata e gloriosa, come mi fosse vicina. E rivedere Gesù! Oh! visione beatissima, insperata, insperabile! O dono dei doni di Gesù-Dio al suo Giovanni! Grazia suprema! Rivedere il mio Maestro e Signore! Vedere Lui presso la Madre! Lui simile a sole e Lei a luna, splendidissimi entrambi, e per esser gloriosi e per esser felici d’esser riuniti in eterno!

Che sarà il Paradiso ora che Voi vi splendete, Voi, astri maggiori della Gerusalemme celeste? Quale il gaudio degli angelici cori e dei santi? È tale la gioia che m’ha dato il vedere la Madre col Figlio, cosa che annulla ogni sua pena, ogni loro pena, anzi, che anche la mia cessa, e in me subentra la pace. Dei tre miracoli che avevo chiesti a Dio, due si sono compiuti. Ho visto tornare la vita in Maria, e la pace la sento tornare in me. Ogni mia angoscia cessa, perché vi ho visti riuniti nella gloria. Grazie di ciò, o Dio.

   E grazie per avermi dato modo, anche per una creatura, santissima ma sempre umana, di vedere quale è la sorte dei santi, quale sarà dopo l’ultimo giudizio, e la risurrezione delle carni, e la loro ricongiunzione , la loro fusione con lo spirito, salito al Cielo all’ora della morte. Non avevo bisogno di vedere per credere. Perché io ho sempre creduto fermamente ad ogni parola del Maestro.

Ma molti dubiteranno che, dopo secoli e millenni, la carne, fatta polvere, possa tornare corpo vivente. A costoro io potrò dire, giurandolo sulle cose più eccelse, che non solo il Cristo tornò vivo, per suo proprio potere divino, ma che anche la Madre sua, tre dì dopo la morte, se morte può dirsi tal morte, riprese vita, e con la carne riunita all’anima prese la sua eterna dimora in Cielo, al fianco del Figlio. Potrò dire: “Credete, o cristiani tutti, nella risurrezione della carne, alla fine dei secoli, e alla vita eterna e dell’anima e dei corpi, vita beata per i santi, orrenda per i colpevoli impenitenti. Credete e vivete da santi, come da santi vissero Gesù e Maria, per avere la loro stessa sorte. Io ho visto i loro corpi salire al Cielo. Ve lo posso testimoniare. Vivete da giusti per potere un giorno essere nel nuovo mondo eterno, in anima e corpo, presso Gesù-Sole e presso Maria, Stella di tutte le stelle”. Grazie ancora, o Dio!

Ed ora raccogliamo quanto resta di Lei. I fiori caduti dalle sue vesti, le fronde degli ulivi rimaste sul letto, e conserviamoli. Serviranno… Sì, serviranno a dare aiuto e consolazione ai miei fratelli, invano attesi. Prima o poi li ritroverò…».
   Raccoglie anche i petali dei fiori sfogliatisi nel cadere, rientra nella stanza tenendoli in un lembo della veste.

Nota allora più attentamente l’apertura del tetto ed esclama: «Un altro prodigio! E un’altra mirabile proporzione nei prodigi della vita di Gesù e Maria! Egli, Dio, da Sé risorse, e col suo solo volere ribaltò la pietra del Sepolcro, e col suo solo potere ascese al Cielo. Da solo. Maria, santissima ma figlia dell’uomo, per aiuto angelico ebbe aperto il varco per la sua assunzione al Cielo e, sempre per aiuto angelico, è stata assunta là. Nel Cristo lo spirito tornò ad animare il Corpo mentre esso era ancora sulla Terra, perché così doveva essere, per far tacere i suoi nemici e per confermare nella fede i suoi seguaci tutti. In Maria lo spirito è tornato quando il Corpo santissimo era già sulle soglie del Paradiso, perché per Lei non era necessario più altro. Potenza perfetta dell’infinita Sapienza di Dio!…».

    Giovanni ora raccoglie in un telo i fiori e le fronde rimasti sul lettuccio, vi unisce quelli raccolti fuori e li depone tutti sul coperchio del cofano. Poi lo apre e vi colloca il guancialetto di Maria, la coperta del lettuccio; scende nella cucina, raccoglie altri oggetti usati da Lei — il fuso e la conocchia, le sue stoviglie — e le unisce alle altre cose.

   Chiude il cofano e si siede sullo sgabello esclamando: «Ora tutto è compiuto anche per me! Ora posso andare, liberamente, là dove lo Spirito di Dio mi condurrà. Andare! Seminare la divina Parola che il Maestro mi ha data perché io la dia agli uomini. Insegnare l’Amore. Insegnarlo perché credano nell’Amore e nella sua potenza. Far loro conoscere cosa ha fatto Dio-Amore per gli uomini. Il suo Sacrificio e il suo Sacramento e Rito perpetui, per cui, sino alla fine dei secoli, noi potremo essere uniti a Gesù Cristo per l’Eucarestia e rinnovare il rito e il sacrificio come Egli comandò di fare. Tutti doni dell’Amore perfetto! Far amare l’Amore, perché credano in Esso come noi vi abbiamo creduto e crediamo. Seminare l’Amore perché sia abbondante la messe e la pesca, per il Signore.

L’amore tutto ottiene, mi ha detto Maria nel suo ultimo discorso, a me, da Lei giustamente definito, nel collegio apostolico, colui che ama, l’amante per eccellenza, l’antitesi dell’Iscariota che fu l’odio, come Pietro l’irruenza e Andrea la mitezza, i figli d’Alfeo la santità e sapienza congiunta a nobiltà di modi, e così via. Io, l’amoroso, ora che non ho più il Maestro e la Madre da amare in Terra, andrò a spargere l’amore tra le genti. L’amore sarà la mia arma e dottrina. E con esso vincerò il demonio, il paganesimo, e conquisterò molte anime. Continuerò così Gesù e Maria, che furono l’amore perfetto in Ter­ra  (8 dicembre 1951.)

(Vol 10 – cap 650) – Centro editoriale Valtortiano)

🟢 LIVE DALLA NOSTRA CAPPELLA: P.LIVIO PER L’OMELIA DELL’ASSUNZIONE DI MARIA AL CIELO ⭐️

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IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

MARIA ASSUNTA IN CIELO

Cari amici di Radio Maria,

pace e  gioia in questa  solennità della  Beata Vergine Maria  Assunta  in Cielo.

I nostri cuori traboccano di felicità per  la salita gloriosa della Madre  di Gesù e nostra  madre  in Cielo in anima e corpo, in mezzo al tripudio degli angeli e dei santi.

Anche  oggi si fa una grande festa in Cielo, come lo fu nel giorno della sua assunzione:  “Fu sì grande il gaudio e le feste che si fecero allora nel cielo, che dopo la sua assunzione non si è fatta più una simile, né si farà, per quanto grandi siano i meriti di qualsivoglia anima che venga in Paradiso” (Maria Cecilia Baji).

Facciamo festa  oggi  nella  Chiesa  pellegrina sulla terra perché  Maria assunta in Cielo è la chiave del nostro destino, la speranza sicura  della vittoria sull’impero del male  e della morte.

La  Vergine Maria gloriosa in Cielo, ma maternamente  presente qui in mezzo  a  noi ,  è il traguardo verso il quale siamo in  cammino.

Anche noi, se  La seguiremo  sulla via della  salvezza,  entreremo nella  gioia del paradiso  e saremo partecipi della gloria della Resurrezione di suo  Figlio.

Chiediamo oggi alla Madonna  la grazia che ci prepari un posto in Cielo sotto il suo manto e che sia  Lei a venirci a  prendere per  mano nel  momento stabilito da Dio per il  nostro transito.

Vostro Padre  Livio

📖TESTI E DOCUMENTI 📑

SOLENNITÀ DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Castel Gandolfo
Mercoledì, 15 agosto 2012

Cari fratelli e sorelle,

Nel cuore del mese di agosto la Chiesa in Oriente e in Occidente celebra la Solennità dell’Assunzione di Maria Santissima al Cielo. Nella Chiesa Cattolica, il dogma dell’Assunzione – come sappiamo – fu proclamato durante l’Anno Santo del 1950 dal Venerabile Pio XII. La celebrazione, però, di questo mistero di Maria affonda le radici nella fede e nel culto dei primi secoli della Chiesa, per quella profonda devozione verso la Madre di Dio che è andata sviluppandosi progressivamente nella Comunità cristiana.

Già dalla fine del IV secolo e l’inizio del V, abbiamo testimonianze di vari autori che affermano come Maria sia nella gloria di Dio con tutta se stessa, anima e corpo, ma è nel VI secolo che a Gerusalemme, la festa della Madre di Dio, la Theotòkos, consolidatasi con il Concilio di Efeso del 431, cambiò volto e divenne la festa della dormizione, del passaggio, del transito, dell’assunzione di Maria, divenne cioè la celebrazione del momento in cui Maria uscì dalla scena di questo mondo glorificata in anima e corpo in Cielo, in Dio.

Per capire l’Assunzione dobbiamo guardare alla Pasqua, il grande Mistero della nostra Salvezza, che segna il passaggio di Gesù alla gloria del Padre attraverso la passione, la morte e la risurrezione. Maria, che ha generato il Figlio di Dio nella carne, è la creatura più inserita in questo mistero, redenta fin dal primo istante della sua vita, e associata in modo del tutto particolare alla passione e alla gloria del suo Figlio. L’Assunzione al Cielo di Maria è pertanto il mistero della Pasqua di Cristo pienamente realizzato in Lei. Ella è intimamente unita al suo Figlio risorto, vincitore del peccato e della morte, pienamente conformata a Lui. Ma l’Assunzione è una realtà che tocca anche noi, perché ci indica in modo luminoso il nostro destino, quello dell’umanità e della storia. In Maria, infatti, contempliamo quella realtà di gloria a cui è chiamato ciascuno di noi e tutta la Chiesa.

Il brano del Vangelo di san Luca che leggiamo nella liturgia di questa Solennità ci fa vedere il cammino che la Vergine di Nazaret ha percorso per essere nella gloria di Dio. E’ il racconto della visita di Maria ad Elisabetta (cfr Lc 1,39-56), in cui la Madonna è proclamata benedetta fra tutte le donne e beata perché ha creduto al compimento delle parole che le sono state dette dal Signore. E nel canto del «Magnificat» che eleva con gioia a Dio traspare la sua fede profonda. Ella si colloca tra i «poveri» e gli «umili», che non fanno affidamento sulle proprie forze, ma che si fidano di Dio, che fanno spazio alla sua azione capace di operare cose grandi proprio nella debolezza. Se l’Assunzione ci apre al futuro luminoso che ci aspetta, ci invita anche con forza ad affidarci di più a Dio, a seguire la sua Parola, a ricercare e compiere la sua volontà ogni giorno: è questa la via che ci rende «beati» nel nostro pellegrinaggio terreno e ci apre le porte del Cielo.

Cari fratelli e sorelle, il Concilio Ecumenico Vaticano II afferma: «Maria assunta in cielo, con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci le grazie della salvezza eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata» (Lumen gentium, 62). Invochiamo la Vergine Santa, sia la stella che guida i nostri passi all’incontro con il suo Figlio nel nostro cammino per giungere alla gloria del Cielo, alla gioia eterna

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Newsletter Madre Cecilia Baij, agosto 2022, Anno 1 n.8

Carissimi/e amici/che di Madre Cecilia Baij, 

in occasione della Solennità dell’Assunta, vi proponiamo dei piccoli brani estratti dai «Colloqui» (inediti)della Serva di Dio Madre Maria Cecilia Baij con Gesù:

–       E perché, Sposo mio, quando la Regina Santissima ascese al cielo, gli apostoli, si dice, che non la vedes­sero, come videro ascendere Voi?

–       Sappi, o sposa mia, che quando io ascesi al cielo, gli apostoli con i miei discepoli restarono molto afflitti e sconsolati per la perdita che avevano fatto di me loro Maestro, che molto mi amavano; ma restò in terra con essi la mia Santissima Madre che li consolò, li animò e li aiutò in tutte le loro afflizioni. Che se avessero veduto ascen­dere al cielo la mia Madre, sarebbe stato di molta pena ad essi il vederla con i propri occhi, che restandone essi privi non avevano più dove andare per essere con­solati. E poi non era necessario che fosse veduta dagli uomini salire al cielo la mia Madre, come fu necessario che vedessero me ascendere, per confermazione della Fede.

–       O Gesù mio! che gran festa si sarà fatta in cielo, quando vi entrò a prendere il suo possesso questa gran Regina!

       Fu sì grande il gaudio e le feste che si fecero allora nel cielo, che dopo la sua assunzione non si è fatta più una simile, né si farà, per quanto grandi siano i meriti di qualsivoglia anima che venga in Paradiso. E nemmeno se si mettessero insieme tutte le feste che si son fatte e si faranno per ogni santo, si avrebbe paragone con quelle che si fecero per la mia dilettissi­ma Madre, e sì rinnovano tutte nelle sue solennità.

Santa Solennità dell’Assunta a tutti voi!

Sr Benedetta Aguirre

Monastero San Pietro

Benedettine dell’Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento di Montefiascone (VT)

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Benedizione

Caro P. Livio 

Sono Emanuele.

La seguo dal 1993, ho imparato da poco tempo a scrivere e a usare il telefonino.

Le scrivo per ringraziarla, e per dirle che prego sempre per lei.

Il mio caso è strano e forse umanamente inspiegabile.

Sono stato operato alla testa nel 2008, per circa 10 volte.

Il SIGNORE, non ha permesso che io morissi, ma le posso assicurare che è stato fatto di tutto perché ciò si realizzasse.

In questi anni tremendi, per me, è successo di tutto affinché io mi disperassi  con conseguenze irreparabili per la mia anima e quella dei miei cari.

Ma il SIGNORE non lo ha permesso, mi ha sempre protetto e mai abbandonato per troppo tempo.

Devo ringraziare lei e radio maria perché mi avete sostenuto e aiutato prima, ma soprattutto dopo ľ operazione.

Senza il vostro sostegno non so se avrei resistito a tutta questa sofferenza.

Grazie a tutti voi. Pregate per la mia anima.

Affido alle preghiere di tutta radio maria la mia famiglia, mia moglie, i miei figli, e

chiedo a lei P. Livio una benedizione.

GRAZIE!!!

Emanuele.

Caro Emanuele.

Dio ti benedica e la Madonna assunta in Cielo ti protegga col suo amore

Ave Maria

Padre Livio

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