«Cari figli, oggi guardo nei vostri cuori e, guardandoli, il mio cuore si stringe nel dolore. Figli miei, vi chiedo amore incondizionato e puro verso Dio. Saprete di essere sulla retta via quando con il corpo sarete sulla terra ma con l’anima sempre con Dio. Attraverso questo amore incondizionato e puro vedrete mio Figlio in ogni uomo. Sentirete l’unione in Dio. Io come Madre sarò felice perchè avrò i vostri cuori santi e uniti. Cari figli, avrò la vostra salvezza. Vi ringrazio» (Messaggio del 2 agosto 2007).
Questo Messaggio è esistenzialmente drammatico e ci dà la chiave di interpretazione dei Messaggi della Madonna, specialmente quelli a Mirjana che vanno al cuore della proposta di santità che la Madonna fa. Già nei Messaggi del giovedì all’inizio delle apparizioni e in quelli del 25 del mese la Madonna invitava a fare diverse pratiche, soprattutto di carattere liturgico, soprattutto la Santa Messa quotidiana, la Comunione, la Confessione, la preghiera, i Sette Pater Ave Gloria, il Rosario. Sono tutti Messaggi che la Madonna ha dato alla Parrocchia e quindi una comunità di preghiera su ciò che è il cuore del Cristianesimo, cioè l’Eucarestia. Il Rosario, poi, è più che una devozione mariana, è un accompagnamento che Maria fa all’Opera della Redenzione. Spesso la Madonna ripropone queste pratiche religiose nei Messaggi del 25 del mese.
Nei Messaggi a Mirjana, invece, la Madonna ha un taglio più esistenziale. La Madonna ci vuole delineare un cammino di santità che consiste nella purificazione del cuore, non tanto nella perfezione delle pratiche che comunque ci vogliono. Nei Messaggi a Mirjana la Madonna ha spesso come centro della sua riflessione il cuore e imposta il cammino di santità come un cammino di purificazione del cuore portandolo passo dopo passo alla perfezione. Nel cammino di santità dobbiamo lavorare sul nostro cuore come centro biblico del nostro rapporto con Dio e con la sua volontà.
La Madonna ci guarda nei cuori. Quando Dio valuta una persona guarda quello che c’è nel suo cuore, non la guarda nell’esteriorità. Questa è proprio una caratteristica evangelica che troviamo nel Vangelo di Marco, quando Gesù parla delle impurità che escono dal cuore dell’uomo e dice che non sono i cibi a inquinare spiritualmente l’uomo, ma è ciò che produce dentro di sé. Gesù elenca tutte le forme di male che escono la cuore dell’uomo: omici, impurità, adulteri, odio…
La Madonna si mette su questa prospettiva nel dare questo Messaggio. La Madonna guarda i nostri cuori e vede il male, vede i vizi capitali come serpenti che si aggrovigliano, vede i nostri pensieri e i nostri sentimenti, vede le nostre sufficienze e il nostro orgoglio, vede le nostre menzogne e le nostre impurità, vede i nostri inganni e le nostre sottigliezze, vede le nostre bramosie. La Sacra Scrittura stessa ci fa conoscere il male di cui è capace l’uomo, ma in essa tutto viene collocato nella luce di Dio che però chiama alla conversione e alla santità.
Nel vedere ciò che c’è nei nostri cuori la Madonna si addolora. Il cuore di Maria è trafitto proprio perché vede cosa c’è nei nostri cuori e quello che si esprime nei cuori contro Suo Figlio. È chiaro che, se vogliamo essere presenti a un’apparizione, dobbiamo essere consapevoli del fatto che la Madonna ci guarda nel cuore e vede tutto quello che abbiamo nel cuore. In realtà, tutte le volte che preghiamo Dio vede quello che c’è nei nostri cuori, vede anche quello che noi non vediamo.
La Madonna ci chiede molto più che una conversione, ci chiede un radicale cambiamento. La Madonna non si accontenta di una pulizia fatta in qualche modo, di una pulizia che nasconde lo sporco ma non lo toglie. Mentre nei nostri cuori c’è l’egoismo con tutte le sue proliferazioni, la Madonna ci chiede un amore incondizionato, totale, puro verso Dio. La Madonna ci chiede di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le nostre forze. Non possiamo accontentarci della mediocrità, non possiamo essere suoi figli e nel medesimo tempo ospitare nel nostro cuore le serpi del maligno.
La Madonna, poi, ci chiama a quella vista spirituale con la quale dobbiamo camminare sulla Terra con il cuore rivolto a Dio, coltivando l’unione con Lui tutti i giorni, intensificando la nostra unione con Lui e incrementando la nostra appartenenza a Lui. Dobbiamo farci noi una proprietà divina, dobbiamo dare a Dio tutto il nostro cuore, tutta la nostra anima, tutti i nostri pensieri, le nostre forze. Dobbiamo dire questo a Dio ogni giorno. Dobbiamo essere pellegrini su questa Terra, ma già in Cielo con il cuore. Il Cielo è la nostra patria, è la nostra gioia, è la nostra felicità per cui dobbiamo coltivare il desiderio di Cielo e purificarci dalla fame di mondo che poi ci conduce al peccato. Tutto questo esige un lungo cammino spirituale. Dobbiamo veramente amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze. Solo con questo amore incondizionato riusciremo a vedere nel prossimo il figlio di Dio da amare, da rispettare, a cui voler bene con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente. Si lavora su se stessi, nel rapporto con Dio, amandolo sopra ogni cosa, così che in Dio si amano tutti i fratelli.
La Madonna ci vuole portare all’unione con Dio. I Messaggi della Regina della pace a Mirjana sono delle sintesi del cammino mistico, indicano i passi verso l’unione intima con Dio che è il fine stesso della vita. Il peccato ci divide da Dio e ci allontana da Lui. La vita deve essere un cammino di unione con Dio. La Madonna conclude dicendo che siamo suoi figli nella misura in cui i nostri cuori sono uniti al suo. Impostiamo la nostra vita così, come purificazione quotidiana, arrivando ad amare Dio con amore puro in modo tale che possiamo essere uniti a Lui e a tutti i fratelli nell’amore trinitario che scorre in noi. La Madonna sarà felice perché i nostri cuori saranno nel suo cuore e nel cuore di Suo Figlio, formando un solo cuore.
La chiusura di questo Messaggio è da brividi. Per arrivare alla salvezza dobbiamo arrivare ad amare Dio sopra ogni cosa, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente. Non ci resta che invocare lo Spirito Santo, perché il suo amore entri in noi, prenda possesso di noi; l’amore di Dio diventi il signore della nostra vita, in modo tale che possiamo testimoniare questo amore e donarlo anche agli altri. È un lungo cammino che dobbiamo fare con Maria, seguendo Gesù, con la grazia e l’amore dello Spirito Santo, senza mai scoraggiarci, riprendendo giorno per giorno, lasciando che Dio ci purifichi con le sue croci. È un cammino doloroso e gioioso nel medesimo tempo perché l’unione con Dio è già l’anticipo della vita eterna, è già l’anticipo della felicità del Paradiso. Lo vediamo nei Santi che in questa vita erano gioiosi e sofferenti nel medesimo tempo. Ci sono sempre delle impurità da cui purificarsi e questo è doloroso, ma più ci si purifica più si sente l’unione con Dio, ci si sente amati e ci sente salvati. Poter dire a Dio “io sono tuo” è il massimo della vita. Significa essere tutti protesi alla Sua Santa volontà, voler attuare la missione che ci ha affidato. Questo è un cammino da riprendere giorno per giorno, senza mai scoraggiarsi ed è il cammino che ci porta alla vita eterna.