5. Le caratteristiche dei segni che vengono da Dio

Quando si tratta di esaminare se un determinato fenomeno sia o meno di origine soprannaturale sono molti gli elementi da prendere in considerazione. Oltre alla persona e al messaggio, è necessario valutare le caratteristiche della manifestazione in se stessa e il contesto nel quale si colloca. Infatti non vi è dubbio che i segni del vero soprannaturale abbiano un loro linguaggio inconfondibile, che per semplicità, bellezza ed efficacia non può essere confuso con le imitazioni sataniche. La Sacra Scrittura non esita a mettere a confronto già nell’Antico Testamento i “segni” compiuti da Dio attraverso Mosè e Aronne da quelli effettuati dai maghi del Faraone. Allo stesso modo nel Nuovo Testamento “ i segni e i portenti” (Marco 13,21) compiuti dai falsi profeti, come pure “i prodigi” compiuti dai demoni non devono essere confusi dai credenti con “i segni” compiuti da Gesù Cristo e dagli apostoli. San Paolo descrive uno scenario impressionante per quanto riguarda i tempi della fine, che vedranno l’avvento dell’anticristo, “ la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno” (2 Tessalonicesi, 3,9).
Questo avvertimento, spesso richiamato dalla Parola di Dio, ci deve innanzi tutto mettere in guardia riguardo a quei fenomeni che sembrano non rientrare nell’ambito dell’ordinario. Non tutto ciò che sembra “prodigioso” viene necessariamente da Dio. Potrebbe avere origini naturali, che per il momento sono sconosciute, oppure potrebbe rientrare nel repertorio degli inganni di cui sono maestri sia i falsi profeti come il maligno. Molti fenomeni, comprese le apparizioni, le comunicazioni di messaggi e persino delle guarigioni possono avere il demonio come autore, mascherato all’occorrenza da angelo di luce (2 Corinzi, 11,14). In particolare tutto ciò che avviene nel mondo fisico ( lacrimazioni, profumi, segni nel cosmo, ecc…) potrebbe anche essere un inganno dell’astuto falsario. Al riguardo è molto eloquente la descrizione del libro dell’Apocalisse: “(La bestia) operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso ricompiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra “ (13,13).
Tuttavia, nonostante le imitazioni sataniche, Dio opera i suoi segni e attraverso di loro si manifesta e comunica agli uomini i suoi messaggi. In ultima istanza è solo il discernimento fatto dall’autorità ecclesiastica quello che premunisce il fedele dall’inganno e gli dà la certezza che in quel determinato segno vi è “il dito di Dio”. Ne consegue che solo camminando con la Chiesa e nella Chiesa il cristiano è al sicuro. La Chiesa però, nell’esaminare le varie situazioni con la sua proverbiale calma e prudenza, si attiene ad alcuni criteri di valutazione, ai quali anche i fedeli possono fare riferimento per un primo giudizio personale, in attesa di quello ufficiale.
A questo riguardo è molto utile guardare concretamente a quei fenomeni soprannaturali che sono già stati avvallati dalla Chiesa, per evidenziare alcune caratteristiche del vero soprannaturale. A questo riguardo va innanzi tutto sottolineato che i fenomeni che hanno Dio per autore si caratterizzano per una loro semplicità evangelica, per la luce spirituale che emanano, per il contesto di verità e di santità in cui si collocano, per lo squarcio di Cielo che aprono sulla terra. Chi ha assistito, sia pure come spettatore, a una vera apparizione della Madonna ed è provvisto di un minimo di discernimento e di sensibilità spirituali, non potrà poi essere tratto in inganno da apparizioni fasulle, dove Dio non è presente, ma dove agisce l’uomo o il demonio. Laddove operano la sapienza e la grazia dell’Onnipotente sono presenti la bellezza e la pace, la sobrietà e l’umiltà, la trasparenza e la gioia. I segni che vengono da Dio hanno caratteristiche e finalità divine. Essi si collocano in un conteso di divina onnipotenza, ma nel medesimo tempo di verità e di santità che non ammettono equivoci.
A questo riguardo si esamini il miracolo del sole che è avvenuto a Fatima. E’ un segno nel cosmo che manifesta innanzi tutto l’onnipotenza e la grandezza di Dio. La sua finalità è quella di riaccendere la fede nel cuore dei presenti, i quali invocando l’Altissimo, si prostrano a terra chiedendo il perdono dei loro peccati. L’esito ultimo è il ravvedimento e l’inizio del cammino di conversione. La manifestazione di potenza, non è fine a se stessa e non è improntata alla fatua spettacolarità, ma è orientata a quel cambiamento dei cuori che è il fine Dio si propone con i suoi interventi straordinari.
Un fenomeno che in un primo tempo ha scandalizzato per la sua apparente mancanza di decoro è quello che ha caratterizzato la nona apparizione di Lourdes. In quell’occasione la piccola Bernadette, all’invito della Madonna di andare a bere alla fonte e a lavarsi, si imbratta il volto di fango e poi tenta di bere un po’ di acqua sporca. Quindi obbedisce all’invito di mangiare un po’ erba che si trovava vicino alla sorgente. La gente in un primo momento non capisce il segno di Dio e se ne va scuotendo il capo. Solo quando l’acqua sgorga limpida e compie guarigioni, afferra il significato del messaggio della penitenza, dell’umiltà e dell’obbedienza. Quei segni, in un primo tempo incomprensibili, acquistano tutto il loro grande valore alla luce del richiamo evangelico della conversione.
Si consideri anche il segno mirabile che la Madonna ha lasciato impresso sul mantello di Juan Diego, il veggente di Guadalupe, e che non cessa tuttora di destare l’ammirazione degli studiosi. “ La Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio”, come lei si definisce, viene incontro al desiderio del Vescovo di dargli un segno prima di acconsentire alla costruzione di una cappella. La Madonna però non dà uno ma due segni. Il primo è una quantità enorme di fiori, nonostante l’aridità del luogo e la stagione invernale, che lei stessa mette nell’ayate (mantello) del povero contadino. Mentre questi, davanti al vescovo, sparge i fiori per terra, subito sul mantello si designa l’immagine della Madonna, come ancora si può osservare. Si tratta di due segni improntati a grande bellezza e semplicità e che hanno in se stessi il valore di un messaggio profetico. Come non vedere in quel numero sterminato di fiori fuori stagione il grande numero di conversioni, specie fra gli Indios, che l’immagine della Vergine Maria avrebbe suscitato lungo il corso dei secoli?
Anche i miracoli di guarigione hanno caratteristiche inconfondibili. Essi sono opera di Dio per chi ha fede e sono un segno di quella guarigione interiore che è l’unica veramente necessaria. La Madonna a Fatina afferma che non avrebbe operato alcune guarigioni perché Dio non si fidava di alcune persone. Mentre per altre dice che non avrebbe concesso subito la grazia, in quanto erano ancora necessarie la preghiera e la penitenza. L’Onnipotente non guarisce per ovviare ai limiti della medicina, ma intende piuttosto manifestare il suo volto di Padre buono e premuroso, affinché con la guarigione conosciamo la sua onnipotenza e la sua tenerezza, e nel medesimo tempo gli manifestiamo la nostra gratitudine e il nostro amore di figli.
I segni che vengono da Dio, in definitiva, hanno sempre delle caratteristiche che permettono di risalire al loro autore. Sono improntati alla sobrietà e alla chiarezza evangeliche. Parlano il linguaggio dell’anima. Il loro fine è di aprire il cuore dell’uomo rafforzandolo nella fede e nella volontà di convertirsi. Vi è una perfetta sintonia fra i segni del soprannaturale, il messaggio divino e la persona del veggente. Queste realtà formano un tutt’uno, dove l’occhio limpido del discernimento nota la presenza della santità, della verità e della bellezza. Le cose di Dio, nella loro semplicità, non scadono mai nel banale, ma conservano sempre una dignità e una luce inconfondibili. Chi è da Dio e ha il cuore puro li sa vedere e li distingue con sicurezza dalle contraffazioni, non di rado grottesche, stravaganti e ridicole del demonio.