La Confessione è un cammino da percorrere in sette passi successivi. I primi due, che si devono considerare una preparazione remota, sono la preghiera e l’esame di coscienza. Gli altri cinque, che costituiscono il cuore del sacramento, sono il dolore di aver offeso Dio, il proponimento di non peccare più, l’accusa dei propri peccati, l’assoluzione del sacerdote e infine la penitenza. Si tratta di un itinerario interiore che può richiedere anche un tempo non breve di maturazione.

Il protagonista è il cuore che si apre a Dio e alla sua grazia, al fine di ottenere il perdono e la pace. E’ importante arrivare davanti al confessore già preparati, dopo aver fatto l’esame di coscienza e aver espresso al Signore  il proprio dolore e il proposito di correggersi. La fede ti farà da la lampada che ti consentirà di arrivare felicemente al termine della strada senza inciampare.

1. La preghiera

Prima di incominciare il tuo esame di coscienza, raccogliti in preghiera e chiedi a Dio la luce necessaria. Infatti è la grazia che ci aiuta a vedere i peccati, anche i più riposti e a evitare le forme di autoinganno e di autogiustificazione. L’uomo infatti, che pure ha l’occhio pronto a vedere i peccati altrui, è piuttosto restio a riconoscere i propri. In particolare nella preghiera davanti al Crocifisso si contempla la divina misericordia che si china sul nostro male per guarirlo. Nella preghiera non solo si vedono i peccati, ma anche la radice che li genera. E’ la radice dell’incredulità e del disamore. Se essa non viene identificata e sradicata la confessione non produce effetti duraturi. La preghiera non solo apre il cammino della confessione, ma ne è la logica conclusione. All’inizio è una preghiera di invocazione, alla fine di ringraziamento. Grazie alla preghiera tutto l’itinerario penitenziale viene compiuto alla presenza dell’Amore misericordioso.

2. L’esame di coscienza

L’esame di coscienza “è una diligente ricerca dei peccati che si sono commessi, dopo l’ultima confessione ben fatta” ( Catechismo di S. Pio X). Esso ti sarà più facile se ogni sera, prima di coricarti, rifletterai  sulla tua giornata alla luce di Dio, chiedendo il perdono e formulando il proposito per il giorno dopo. Nell’esame di coscienza devi “richiamare diligentemente alla memoria, innanzi a Dio, tutti i peccati commessi, non mai confessati, in pensieri, parole, azioni e omissioni, contro i comandamenti di Dio e della Chiesa e gli obblighi del proprio stato” (Catechismo di S. Pio X).

In particolare è necessario mettere a fuoco tutti i peccati mortali, perché essi devono essere confessati, precisandone per quanto possibile il numero. Una coscienza sensibile mette a fuoco anche i peccati veniali, impegnandosi ad eliminarli, anche se non è necessario confessarli tutti. Passa in rassegna, uno per uno, i dieci comandamenti e i sette vizi capitali. Ti aiuterà a portare a galla il male che si è depositato nel fondo dell’anima.

3. Il dolore di avere offeso Dio

Se prenderai consapevolezza dei tuoi peccati davanti al Crocifisso, non ti sarà difficile provare un profondo dolore per averlo offeso e gli chiederai di cuore perdono, detestando sinceramente il male compiuto. Il dolore perfetto, o contrizione, che nasce dalla considerazione dell’infinita bontà di Dio in paragone al nostro disamore, ha l’effetto mirabile di ottenerci il perdono divino e la grazia santificante, purché includa  la volontà di confessarsi. Chiedilo ogni giorno nella preghiera, cosi conserverai l’anima sempre pronta per il momento del giudizio. Il dolore imperfetto o attrizione, nasce dal timore del castigo e dalla stessa bruttezza del peccato. Esso è sufficiente per ricevere l’assoluzione del sacerdote, ma solo la carità, cioè l’amore di Dio sopra ogni cosa, dà la forza per non ricadere di nuovo nei soliti peccati. Senza un sincero dolore dei peccati, perfetto o imperfetto che sia, “la confessione non vale, perché il dolore è la cosa più importante di tutte” (Catechismo di S. Pio X).

4. Il proponimento di non peccare più

Il dolore dei peccati è autentico se è seguito dalla ferma decisione di cambiare vita. “Il proponimento consiste in una volontà risoluta di non commettere mai più il peccato e di usare tutti i mezzi necessari per fuggirlo” (Catechismo di S. Pio X). Esso riguarda tutti i peccati mortali commessi o che si potrebbero commettere. Comprende anche la volontà di fuggire le occasioni pericolose e di distruggere le cattive abitudini che si sono contratte cadendo nei medesimi peccati. E’ la fermezza  del proponimento che fa progredire nel cammino spirituale. Se la confessione si  conclude con un proposito concreto, diventa uno strumento  efficace nel cammino di santità.

5. La confessione dei peccati

Dopo essersi preparati con l’esame di coscienza, il dolore e il proposito, viene il momento dell’accusa dei peccati davanti al confessore, al fine di averne l’assoluzione. “Siamo obbligati a confessarci di tutti i peccati mortali; è bene però confessare anche i veniali” (Catechismo di S. Pio X ).  L’accusa deve essere umile, senza alterigia e senza scuse; deve essere intera, cioè comprendere tutti i peccati mortali commessi dopo l’ultima confessione ben fatta e dei quali di ha consapevolezza e indicare le circostanze che li aggravano e li moltiplicano; deve essere sincera, cioè dichiarare i peccati quali sono, senza scusarli, diminuirli o accrescerli; deve essere prudente, usando termini improntati a modestia e riservatezza,  evitando di rivelare i peccati degli altri; deve essere breve, evitando di dire al confessore cose inutili.

Se uno non è certo di aver commesso un peccato, non è obbligato a confessarsene. Se uno ha il dubbio se l’abbia confessato o meno, non è parimenti obbligato a confessarsene. Chi ha taciuto per dimenticanza un peccato mortale, la confessione vale, ma deve dichiararlo alla prossima confessione. “Colui che per vergogna o per qualche altro motivo tace colpevolmente qualche peccato mortale in confessione, profana il sacramento e perciò ci fa reo di un gravissimo sacrilegio” (Catechismo di S. Pio X). Deve perciò esporre al confessore il peccato taciuto e rifare la confessione dall’ultima ben fatta. Compiuta l’accusa dei peccati, bisogna ascoltare con rispetto quello che dice il confessore e, se necessario, chiedere qualche consiglio per  progredire nel proprio cammino spirituale.

6. L’assoluzione del Sacerdote

Quando ci sono le disposizioni richieste dalla dignità del sacramento, il confessore impartisce  l’assoluzione in nome di Gesù. Tuttavia, quando esse mancano, può differirla o negarla. Ma ciò non deve indurre allo scoraggiamento o al risentimento. Piuttosto  deve considerare umilmente la sua situazione spirituale e mettersi quanto prima nella condizione di poterla ricevere.

7. La penitenza

“La penitenza sacramentale è uno degli atti del penitente, col quale egli dà un qualche risarcimento alla giustizia di Dio per i peccati commessi, eseguendo quelle opere che il confessore gli impone…. La penitenza viene data perché d’ordinario, dopo l’assoluzione sacramentale che rimette la colpa e la pena eterna, resta una pena temporale da scontarsi in questo mondo o nel purgatorio…Le opere di penitenza si possono ridurre a tre specie: alla preghiera, al digiuno, alla elemosina” (Catechismo di S. Pio X). Dopo la confessione il penitente “ se ha danneggiato ingiustamente il prossimo nella roba o nell’onore, o se gli ha dato scandalo, deve per quanto gli è possibile al più presto restituirgli la roba, riparare l’onore e rimediare allo scandalo” (Catechismo di S. Pio X ).

Al termine di queste sette passi, abbiamo ottenuto il perdono di Dio e la sua rinnovata amicizia, la grazia santificante, la pace della coscienza, la speranza della vita eterna e una grazia speciale nel combattimento spirituale. Da morti che eravamo siamo ritornati in vita. Dio ci chiede solo un po’ di buona volontà per donarci le sue inesauribili ricchezze.


AIUTI PER L’ESAME DI COSCIENZA

I Dieci Comandamenti

Io sono il Signore Dio tuo:

  1. Non avrai altro Dio fuori di me
  2. Non nominare il nome di Dio invano
  3. Ricordati di santificare le feste
  4. Onora tuo padre e tua madre
  5. Non uccidere
  6. Non commettere atti impuri
  7. Non rubare
  8. Non dire il falso
  9. Non desiderare la donna d’altri
  10. Non desiderare la roba d’altri

I precetti della Chiesa

  1. Partecipa alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimani libero dalle occupazioni di lavoro
  2. Confessa i tuoi peccati almeno una volta all’anno
  3. Ricevi il sacramento dell’eucaristia almeno a Pasqua
  4. In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno
  5. Sovvieni alle necessità della Chiesa

I sette vizi capitali

  1. Superbia
  2. Avarizia
  3. Lussuria
  4. Ira
  5. Gola
  6. Invidia
  7. Accidia

Il peccati che gridano al Cielo.

  1. Omicidio volontario
  2. Peccato impuro contro natura
  3. Oppressione dei poveri
  4. Defraudare la mercede a chi lavora

Le virtù teologali

  1. Fede
  2. Speranza
  3. Carità

Le virtù cardinali

  1. Prudenza
  2. Giustizia
  3. Fortezza
  4. Temperanza

Le opere di misericordia spirituale

  1. Consigliare i dubbiosi
  2. Insegnare agli ignoranti
  3. Ammonire i peccatori
  4. Consolare gli afflitti
  5. Perdonare le offese
  6. Sopportare pazientemente le persone moleste
  7. Pregare Dio per i vivi e per i morti

Le opere di misericordia corporale

  1. Dar da mangiare agli affamati
  2. Dar da bere agli assetati
  3. Vestire gli ignudi
  4. Alloggiare i senza tetto
  5. Visitare gli infermi
  6. Visitare i carcerati
  7. Seppellire i morti

Gli ammonimenti della Parola di Dio       

“ Dal di dentro, dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo” ( Marco, 7, 21-23).

“ Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maledicenti, né rapaci, erediteranno il regno di Dio” ( 1 Cor. 6. 9-10).

“Ma per i vili e gli increduli, gli abbietti e gli omicidi, gli immorali, o fattucchieri, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. E’ questa la seconda morte”  (Ap 21, 8).


IL RITO DELLA CONFESSIONE

1. Dopo esserti preparato con la preghiera e aver fatto l’esame di coscienza, ti presenti per fare la tua confessione. Il sacerdote ti accoglie invitandoti a fare il segno della croce:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Rispondi: Amen.

2. Il sacerdote ti esorta ad esporre con retta coscienza i tuoi peccati confidando nell’infinita misericordia di Dio:

Il Signore che illumina con la fede i nostri cuori, ti dia una vera conoscenza dei tuoi peccati e della sua misericordia.

Rispondi: Amen.

3. Incominci la tua confessione dicendo da quanto tempo non ti confessi e esponendo con semplicità, chiarezza, umiltà e brevità tutti i peccati mortali dall’ultima confessione e almeno alcuni peccati veniali.

4. Il sacerdote ti può rivolgere alcune domande e darti dei consigli adatti. Anche tu puoi chiedere dei suggerimenti per il tuo cammino spirituale o spiegazioni su alcune problematiche che non ti sono chiare.

5. Il Sacerdote ti esorta a recitare una preghiera che esprima il tuo pentimento. Potrai recitare una di queste preghiere:    

Mio Dio, mi pento e mi dolgo

con tutto il cuore dei miei peccati,

perché peccando ho meritato i tuoi castighi,

e molto più perché ho offeso te,

infinitamente buono

e degno di essere amato sopra ogni cosa.

Propongo col tuo santo aiuto

di non offenderti mai più

e di fuggire le occasioni prossime di peccato.

Signore, misericordia, perdonami.


O Gesù di amore acceso

non ti avessi mai offeso,

o mio caro e buon Gesù

con la tua santa grazia

non ti voglio offendere più

né mai più disgustarti,

perché ti ama sopra ogni cosa.

Gesù mio, misericordia.

6. Il Sacerdote, dopo averti proposto la penitenza, ti dà l’assoluzione con queste parole:

Dio, Padre di misericordia,

che ha riconciliato a sé il mondo

nella morte e risurrezione del suo Figlio,

e ha effuso lo Spirito Santo

per la remissione dei peccati,

ti conceda, mediante il ministero della Chiesa,

il perdono e la pace.

E io ti assolvo dai tuoi peccati

Nel nome del Padre e del Figlio

E dello Spirito Santo.

Rispondi. Amen