APOSTOLI DI MARIA

34. Maria chiama i suoi apostoli alla battaglia
Il piano della Regina della pace è stato fin dall’inizio quello di svegliare le anime dal “sonno stanco” che le avvolge e di chiamarle a raccolta per l’attuazione dei suoi piani. Il cuore della Madre arde di amore per ognuno dei suoi figli. Li chiama alla conversione perché possano godere di un tempo di pace e di prosperità qui sulla terra e poi pervenire alla gioia senza fine del Cielo
Il punto di partenza è stata la parrocchia di Medjugorje, che la Gospa ha scelto perché si convertisse e così aiutasse a convertirsi tutti quelli che vi sarebbero recati (cfr 08-03-1984).
La chiamata si è fatto sempre più estesa e pressante negli anni successivi, in particolare con l’inizio del nuovo millennio, che vede il drago “sciolto dalle catene”. La Regina della pace sta preparando il suo esercito alla battaglia. Il numero di chi risponde non le è indifferente e in più occasioni si rallegra che tanti accolgano i suoi messaggi.
Non vi è dubbio che le stia assai più a cuore la qualità della risposta, che vuole sempre più radicale e convinta. Lei stessa si presenta come l’inviata dall’Onnipotente, per realizzare i suoi progetti di misericordia per un mondo in grave pericolo. Ci ricorda che adempie al suo compito con dedizione totale, animata dal suo immenso amore di madre.
Ci ripete più volte che “non è stanca” e che non si arrende. Con pazienza cerca di formarci e di prepararci ad affrontare i tempi della prova. Ogni volta riprende da capo, come fa la madre con quei bambini che non vogliono imparare a camminare.
Perché tanta tenacia nel gettare a piene mani un seme, di cui vede germogliare solo una piccola parte? La ragione di fondo risiede nell’importanza che ognuno di noi ha nell’opera divina della salvezza, non solo per la sua anima, ma anche per il mondo intero:
“Cari figli, con molto amore e pazienza, cerco di rendere i vostri cuori simili al mio Cuore. Cerco di insegnarvi, col mio esempio, l’umiltà, la sapienza e l’amore, perché ho bisogno di voi, non posso senza di voi, figli miei. Secondo la volontà di Dio vi scelgo, secondo la sua forza vi rinvigorisco. Perciò, figli miei, non abbiate paura di aprirmi i vostri cuori” ( 02-01-2013).
Il calcagno con cui la Madre di Dio schiaccia la testa del serpente infernale è formata dalla moltitudine dei piccoli e degli umili che diranno “Sì – Sì” alla sua voce.
E’ impressionante come la Madre si chini umilmente per chiedere aiuto ai suoi figli. Noi siamo abituati nella nostra miseria, a rivolgerci a Lei che tutto può con la sua intercessione. Pensiamo che il nostro rapporto col Cielo si risolva nel tendere la mano ogni volta che siamo nel bisogno. Ma anche Dio ha bisogno degli uomini. Non potrebbe attuare i suoi piani di misericordia senza di loro.
La Madonna non solo si rivolge all’Onnipotente per chiedere grazie in nostro favore, ma non esita a bussare alla porta del nostro cuore, perché senza di noi non può realizzare ciò che desidera. Come Satana diffonde la menzogna e porta le anime alla rovina con l’aiuto dei suoi servi, così la Vergine potente contro il male le conduce alla salvezza col nostro aiuto:
“Cari figli, vi invito, figlioli: aiutatemi, con le vostre preghiere, ad avvicinare quanti più cuori è possibile al mio Cuore Immacolato. Satana è forte e con tutte le forze vuole attirare a sé e al peccato quante più persone è possibile. Per questo sta in agguato per carpirne, ogni momento, di più. Vi prego figlioli, aiutatemi affinché vi possa aiutare. Io sono vostra Madre e vi amo, e perciò desidero venirvi in aiuto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” ( 25-5-1995).
La Gospa tiene a specificare che nessuno si può chiamare fuori da questa battaglia e che ognuno svolge un ruolo importante: “Cari figli, anche oggi c’è gioia nel mio Cuore. Desidero ringraziarvi perché rendete realizzabile il mio progetto. Ognuno di voi è importante. Perciò, figlioli, pregate e gioite con me per ogni cuore che si è convertito ed è diventato strumento di pace nel mondo” (25-06-2004).
Solo Dio sa quante persone, che il mondo ignora e disprezza, sono diventate degli insostituibili e fedeli soldati di un’armata silenziosa che argina il male nel mondo e costruisce un futuro di pace.
La battaglia che la Vergine potente contro il male sta combattendo è diversa dalle guerre che gli uomini si fanno fra di loro. Nei conflitti umani l’obbiettivo è l’annientamento del nemico. I due eserciti si fronteggiano per distruggersi a vicenda.
Le battaglie di Dio al contrario si pongono come fine ultimo la salvezza dei nemici, mediante le armi dell’amore, fino al dono della vita. Si tratta in ultima istanza di strappare le anime dalle fauci del drago per portarle al riparo sotto il manto della Madre.
La Gospa è instancabile nel cercare chi accetti di far parte di questo esercito del quale Lei è condottiera nel nome dell’Altissimo. Il suo desiderio è di trovare anime che abbiano i suoi medesimi sentimenti e che condividano i suoi obbiettivi:
“Cari figli, mentre i miei occhi vi guardano, la mia anima cerca anime con le quali vuole essere una cosa sola, anime che abbiano compreso l’importanza della preghiera per quei miei figli che non hanno conosciuto l’Amore del Padre Celeste. Vi chiamo perché ho bisogno di voi. Accettate la missione e non temete: vi renderò forti. Vi riempirò delle mie grazie. Col mio amore vi proteggerò dallo spirito del male. Sarò con voi. Con la mia presenza vi consolerò nei momenti difficili. Vi ringrazio per i cuori aperti” ( 02-09-2012).
Molti esitano a rispondere fino in fondo alla chiamata e si accontentano a guardare da lontano o a seguire nelle retrovie. La Madonna sa quanto siamo pavidi e solleciti dei nostri interessi. Conosce i nostri calcoli e le nostre fragilità. Perciò ci incoraggia, promettendo il dono della sua fortezza, della sua protezione e della sua consolazione.
La sete di anime della Madonna è anche la nostra sete? Si arriva a questo dopo un cammino spirituale che ci fa comprendere la nostra responsabilità nei confronti degli altri. In gioco non vi è soltanto la salvezza della propria anima, ma anche di quella dei fratelli. Non si va da soli verso il Cielo, ma si cammina insieme.
La Gospa mette in guardia dal pericolo di una concezione egoistica della propria salvezza. “Come singoli, figli miei, non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo. Ma per mezzo della volontà di Dio tutti insieme con mio Figlio potete cambiare tutto e guarire il mondo ( 02-08-2012).
Non si stanca di ripetere che ha bisogno di noi per aiutare a salvarsi chi è sulla via della rovina: “ Ma, figli miei, non dimenticate che non siete in questo mondo solo per voi stessi e che io non vi chiamo qui solo per voi. Coloro che seguono mio Figlio pensano al fratello in Cristo come a loro stessi e non conoscono l’egoismo. Perciò io desidero che voi siate la luce di mio Figlio, che voi illuminiate la via a tutti coloro che non hanno conosciuto il Padre – a tutti coloro che vagano nella tenebra del peccato, della disperazione, del dolore e della solitudine – e che mostriate loro con la vostra vita l’amore di Dio” ( 02-11-2011).
La Madonna mette l’amore di Dio e dei fratelli sul medesimo piano, come due componenti irrinunciabili di un unico comandamento. Per cui se Dio deve essere messo al primo posto, anche i fratelli gli devono essere messi accanto:
“Vi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sì che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerlo” ( 02-03-2012).
I progetti del Cielo si realizzano o falliscono a secondo della nostra risposta. Sono una chiamata alla corresponsabilità “ Cari figli, vi invito a pregare per i miei piani….Desidero, cari figli, realizzare insieme con voi i miei progetti. Ho bisogno della vostre preghiere” ( 02-09-2005). Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell’amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data. Non affliggete il mio Cuore materno. Come Madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli” ( 02-11-1012).
Vostro Padre Livio