Pensiero Spirituale sulle cose necessarie per la salvezza dell’anima

Per capire quali sono le cose necessarie per la salvezza dell’anima è importante partire da un concetto base, ovvero che la sorte dell’uomo non è come quella degli animali che alla fine della vita diventano un pugno di polvere. Abbiamo un’anima spirituale immortale che Dio stesso ha infuso in ciascuno di noi nel momento nel concepimento. L’anima spirituale immortale sussiste anche dopo la morte; in quel momento essa si stacca dal corpo, viene immediatamente giudicata e inviata in Paradiso, in purgatorio o all’inferno. Sono Verità di fede ampiamente presenti da sempre nell’insegnamento della Chiesa, si tratta di Verità innegabili. La salvezza della propria anima, allora, è certamente l’impegno più importante della vita. L’anima si perde ignorando Dio e i suoi Comandamenti.

Ci sono delle componenti fondamentali per la cura dell’anima che non vanno trascurate, anzi, bisogna esercitarle ogni giorno. Non ci si può prendere cura dell’anima nell’ultimo istante di vita, potrebbe essere troppo tardi anche perché andiamo verso tempi incerti, non solo per la sopravvivenza personale ma anche per quanto riguarda l’intera umanità.

Siamo in un passaggio storico in cui può capitare di tutto da un momento all’altro. Satana è libero dalle catene e vuole distruggere la nostra vita e il pianeta sul quale viviamo; ha veramente conquistato molti cuori. Prendiamo atto della nostra situazione esistenziale di creature che possono sparire da un momento all’altro, consapevoli, però, che nell’istante in cui termina la vita c’è il giudizio di Dio su quello che abbiamo fatto.

Siamo alla vigilia di eventi mondiali che stanno maturando nel ventre del mondo, ne consegue che è necessaria una dovuta riflessione su quello che c’è dopo la morte. Mia nonna diceva sempre: “Di anima una sola se ne ha, se si perde che ne sarà?”, è un grande insegnamento semplice, popolare, ma profondissimo e che ho sempre nel cuore.

Per la salvezza della nostra anima è indispensabile la fede. Gesù stesso ha detto: «Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato» (Mc 16,16). Credere in Dio – nella sua esistenza, nel suo ruolo di Creatore e nella sua Provvidenza – è il presupposto necessario per salvarsi. Ogni uomo, giunto all’età della ragione, è in grado di conoscere l’esistenza di Dio, lo ha detto anche la Regina della pace molto chiaramente: «Il peccato del mondo è quello di non interessarsi a Dio. L’uomo è capace di conoscere l’esistenza di Dio. Tutti sono chiamati a cercare Dio e a realizzare ciò che Lui vuole» (Messaggio del 25 febbraio 1984). Ogni uomo ha dentro di sé la coscienza, quella voce interiore che ci esorta a fare il bene e a evitare il male e ci indica ciò che è bene, attraverso la pace del cuore quando lo compiamo, e che rimorde quando commettiamo il male. La fede, allora, è la base fondamentale necessaria per la salvezza dell’anima.

Questa ventata di scristianizzazione che si è abbattuta sull’umanità negli ultimi decenni ha fatto dimenticare ai cristiani tutte le Verità fondamentali ed eterne, imprescindibili per la salvezza dell’anima. Insieme alla fede non possiamo trascurare la preghiera, con cui la fede stessa viene alimentata come l’acqua con il fiore. La preghiera accresce la fede e ci mette in dialogo con Dio. Nella preghiera parliamo con Dio e lo ascoltiamo, chiediamo le grazie necessarie per essere perseveranti sulla via del bene. Senza preghiera non ci si salva.

Un’altra componente fondamentale per la salvezza dell’anima è certamente l’osservanza dei Comandamenti. Il 25 dicembre 2012 la Regina della pace è apparsa alla veggente Marija senza dare il Messaggio; improvvisamente, però, il Bambino Gesù che teneva tra le braccia ha iniziato a parlare in maniera solenne e ha detto: «Io sono la vostra pace, vivete i miei Comandamenti». Dobbiamo tornare ai Comandamenti, fare un esame di coscienza revisionandoli a uno a uno per capire qual è il nostro rapporto con Dio alla luce della sua Legge Santa. Per salvare l’anima dobbiamo vivere i Comandamenti attraverso uno sforzo continuo di adeguamento della nostra condotta personale alle esigenze di santità enunciate nel Decalogo. Non ci si po’ salvare senza osservare i Comandamenti.

Nel brano di Vangelo sul giovane ricco Gesù stesso indica proprio i Comandamenti come strada per la salvezza eterna: Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. Tu sai i Comandamenti: “Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre”». Accostiamoci al Sacramento della Confessione con una buona preparazione interiore, specchiamoci nei Comandamenti e ammettiamo le nostre mancanze con l’obbiettivo di migliorarci e con la consapevolezza che solamente quella è la strada per la santità.

La salvezza dell’anima prescinde inevitabilmente dall’attingimento alla grazia dei Sacramenti, in particolare la Confessione e la Comunione. Tocca constatare che ultimamente, purtroppo, i Battesimi e i Matrimoni sono sempre meno; sono poche le famiglie che mettono la loro unione nelle mani di Dio e affidano nelle mani del Signore i bambini, trascurando quindi l’educazione cristiana. Attraverso i Sacramenti riceviamo la grazia dello Spirito Santo e sono stati man mano rimossi con disinvoltura, ma essi stessi sono stati istituiti da Cristo stesso! Non è trascurabile nemmeno il dato tangibile delle innumerevoli persone che lasciano questa vita senza ricevere il Sacramento dell’Estrema unzione, il Viatico e la Confessione, o ancora i tanti malati che non ricevono il Sacramento dell’Unzione degli infermi. Dio ha messo a disposizione i Sacramenti come fonti di grazia e noi, in maniera consapevole e decisa, li abbiamo rimossi dalla nostra vita come conseguenza del fatto che viviamo come se Dio non esistesse. Senza Sacramenti l’anima marcisce e muore.

La fede, la preghiera, i Comandamenti e i Sacramenti sono i nutrimenti dell’anima senza i quali essa come un fiore che, senza acqua e senza sole, appassisce e muore. Staccati dalla vera vite che è Cristo siamo come tralci secchi buoni solo per essere bruciati. La salvezza dell’anima dipende dal nostro attaccamento a Dio, dal nostro rapporto continuo e intimo con lui, dall’osservanza della sua Legge e dalla pratica dei Sacramenti.

Nel momento in cui avverranno gli eventi dei Segreti di Medjugorje quale sarà la sorte delle anime lontane da Dio? La Madonna è qui per salvare il maggior numero di anime possibili e il Suo Cuore Immacolato trionferà; tuttavia, molti sceglieranno di schierarsi col demonio e si perderanno eternamente. Il 25 luglio 2020 la Regina della pace ha detto una frase che è un programma di vita per chi crede e vuole salvarsi: «In questo tempo inquieto in cui il diavolo miete le anime per attirarle a sé, vi invito alla preghiera perseverante affinché nella preghiera scopriate il Dio d’amore e di speranza»; è Dio la vera salvezza, in Lui dobbiamo confidare. Dal profondo dell’abisso dei nostri peccati dobbiamo pentirci, invocare la Divina Misericordia e cambiare vita, riconoscendoci come creature davanti al Creatore, bisognose di Lui e del suo amore. Chi è lontano da Dio faccia propria l’invocazione del salmista Davide: Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera (Salmo 130).

Alla fine della vita saremo giudicati innanzitutto nel nostro rapporto con Dio e poi nel nostro rapporto con il prossimo. Non facciamoci trovare impreparati. La salvezza della nostra anima sia la priorità della nostra vita. Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva.

Prendiamoci cura della nostra anima come se fosse un fiore, poniamola nel vaso solido della fede, alimentiamola con l’acqua della preghiera, lasciamo che il sole dei Comandamenti la scaldi e la illumini, teniamola al riparo dai venti impetuosi con la grazia dei Sacramenti.