Le cose importanti della vita sono la salvezza della nostra anima, raggiungere la méta del Paradiso, mettere a fuoco la parte finale della nostra vita che deve essere un’accelerazione verso il Cielo, una purificazione. Dobbiamo puntare ad andare direttamente in Paradiso. La Madonna ha detto che se sapessimo cos’è il purgatorio faremmo di tutto per evitarlo. Umilmente, nella nostra pochezza e miseria, chiediamo a Dio di purificarci e santificarci. Il ladrone, una persona che non segue i Comandamenti, essendosi pentito con grande fede, nel momento della sua morte in croce, Gesù gli disse: “Oggi sarai con me in Paradiso”.    
Il Catechismo della Chiesa Cattolica descrive il Paradiso in modo un po’ diverso dal solito. Viene descritto come un luogo di gioia e felicità, nella pienezza dell’amore. Il Paradiso è un rapporto profondo con Cristo con il quale diventiamo figli nel Figlio. È un rapporto intimo con la Santissima Trinità con la quale entriamo nell’amore trinitario. La gioia del Paradiso è un rapporto interpersonale mediante Cristo, con il Padre e lo Spirito Santo. Diventiamo, così, partecipi della Comunione eterna dell’amore.     
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, descrive il Paradiso dal punto di vista esistenziale, come compimento di quel desiderio di amore infinito che abbiamo nel cuore, molto diverso dalla felicità materiale con cui altre religioni lo dipingono. È la partecipazione alla vita trinitaria, alla comunione eterna dell’amore.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che: “Coloro che muoiono nella grazie e nell’amicizia di Dio e sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo.” Per andare in Paradiso bisogna morire in grazia di Dio che è santificante e in un rapporto di amicizia filiale. Bisogna essere purificati non solo nei peccati gravi, ma anche nelle colpe più leggere. Tale purificazione avviene compiendo opere buone attraverso l’offerta della nostra sofferenza e dolore. Se siamo purificati entriamo in comunione con Cristo e viviamo per sempre con Lui. Questa è la descrizione più profonda e intima del Paradiso. Siamo intimamente uniti al Figlio, mediante la sua Santa umanità, siamo perfettamente uniti alla seconda Persona della Santissima Trinità e entriamo così nella comunione trinitaria. Il Catechismo continua citando: “Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono “così come egli è” (1 Gv3,2), “faccia a faccia” (1 Cor. 13,12)”. Passando dalla mediazione di Cristo possiamo vedere Dio così com’è. Senza intermediari o strumenti di passaggio possiamo vedere Dio faccia a faccia.        
“La gioia consiste in una comunione di vita e di amore con la SS. Trinità, con la Vergine Maria, gli angeli e tutti i santi.” Non ci può essere una gioia più grande di questa, perché è la comunione eterna dell’amore. È la gioia della comunione d’amore con Dio e con tutte le sue creature. Conosceremo per nome tutti gli angeli e tutti Santi. Avremo molto tempo da impiegare nelle conoscenze reciproche.
La veggente Vicka ha raccontato la sua testimonianza del paradiso quando è stata portata dalla Madonna insieme al veggente Jakov. Racconta di aver visto questo grande spazio luminoso dove ci sono le persone che camminano, cantano e pregano, con vesti di diversi colori. Sono rappresentazioni rese possibili agli occhi umani e la Gospa nel descriverle disse di guardare come erano felici le persone. “Con la sua morte e resurrezione Cristo ci ha aperto il Cielo. “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano” (1 Cor. 2,9).” Il Paradiso va al di là di ogni nostra concezione, rappresentazione e immaginazione. Facciamo di tutto per andarci, impostando la nostra vita come un pellegrinaggio verso il Cielo da compiere giorno per giorno, con semplicità, gioia e perseveranza.