"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’importanza dell’Eucaristia

Cari amici,

domenica sarà la festa del Corpus Domini. Nella parrocchia di Medjugorje si sta facendo la Novena in preparazione al quarantunesimo anniversario che sarà il 25 giugno.

Per comprendere appieno la festa del Corpus Domini vorrei partire dal messaggio della Regina della pace del 2 dicembre 2015:


«Figli miei, la Chiesa è stata perseguitata e tradita fin dai suoi inizi, ma è cresciuta di giorno in giorno.
È indistruttibile, perché mio Figlio le ha dato un cuore: l’Eucaristia»

Ecco allora l’importanza di questo Sacramento: così come il cuore è importante per il nostro corpo, allo stesso modo è l’Eucaristia per tutta la Chiesa. Ciò che fa vivere la Chiesa è l’Eucaristia.

Gesù Cristo è vero Dio, vero Uomo e come tale ha un corpo e un’anima dotata di intelligenza e volontà umane che ha anche un’io divino. La Persona divina del Verbo è unita all’umanità costituita da corpo, sangue e anima.

L’Eucaristia ha un posto centrale nella fede cattolica e nella vita cristiana, è la fonte della grazia. Il centro della Chiesa, fin dalle origini, è l’Eucaristia. La preghiera ufficiale della Chiesa, che è la fonte viva della grazia e che la Chiesa celebra dalla Resurrezione di Cristo fino ad oggi, è proprio la Santa Messa.

La Santa Messa è la preghiera della Chiesa per eccellenza. Senza Santa Messa la Chiesa non potrebbe vivere, sarebbe una fonte secca.

Dal punto di vista teologico l’Eucaristia è il cuore di tutti i sacramenti. La Santa Messa è l’evento fondamentale della vita della Chiesa e della vita cristiana perché è l’evento della Redenzione.

La Redenzione dell’umanità è avvenuta per mezzo del sacrificio di Cristo sulla Croce, per nostro amore, per la nostra salvezza e con la sua gloriosa Resurrezione. Il mistero Pasquale nella sua totalità è il cuore della Chiesa, è il compimento della Redenzione. Dalla Croce viene la grazia del perdono dei peccati e della Misericordia; dalla Croce viene la grazia di tutti i Sacramenti (in particolare Battesimo e Penitenza ch purificano dai peccati, anche i più gravi); dal sacrificio di Cristo viene la Redenzione nella sua totalità, quindi la figliolanza divina e la vita eterna.

La Santa Messa è il rinnovarsi nel tempo del mistero centrale della fede che è il mistero Pasquale della morte e Resurrezione di Cristo. Celebrando la Messa celebriamo l’opera della nostra Redenzione. Ecco perché la Messa è l’atto di culto per eccellenza ed è come un tronco da cui fuoriescono i rami delle altre preghiere e devozioni.

Capiamo allora l’importanza della Santa Messa. Il giorno dopo il Sabato Santo prende il nome di domenica (dies Dominicus, «giorno del Signore») e in questo giorno, fin dalle origini, la Chiesa ha celebrato l’Eucaristia spezzando il pane. Ricordiamo bene l’episodio dei discepoli di Emmaus che hanno riconosciuto Gesù proprio dallo spezzare del pane.

Il nome della Celebrazione Eucaristica nel corso degli anni è cambiato ma ha origine sempre dallo spezzare del pane che Gesù ha compiuto nell’Ultima Cena. È lì che ha istituito il Sacramento dell’Eucaristia dicendo «fate questo in memoria di me».

Obbedendo a queste parole, i cristiani delle origini hanno organizzato la loro Liturgia, prima nelle case e poi in piccoli locali appositi, celebrando l’Eucaristia proprio spezzando il pane, come aveva detto di fare Gesù.

Ci sono moltissime testimonianze, tra cui quella di San Paolo, in cui si descrivono i cristiani che si radunano a celebrare l’Eucarestia che consisteva in due momenti (come ora): la Liturgia della Parola e la Liturgia Eucaristica.

Quando ha istituito l’Eucaristia, Gesù ha istituito anche il Sacramento dell’Ordine. C’è un legame fortissimo tra sacerdote ed Eucaristia, la centralità della missione sacerdotale è proprio la Celebrazione Eucaristica.

L’Eucaristia è il cibo per l’anima, la grazia al quale ogni cristiano deve attingere per ricevere l’amore di Dio, che è lo Spirito Santo. Partecipando all’Eucaristia la nostra anima si rinnova, diventa splendente, diventa tempio della Santissima Trinità. Non abbiamo idea di quali meraviglie compie nella nostra anima una Santa Comunione fatta con fede.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia” 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul perché Dio permette il male nel mondo

Cari amici,

nell’ “Evangelo come mi è stato rivelato” Maria Valtorta descrive un episodio in cui gli Apostoli chiedono a Gesù perché Dio permette eventi della natura come la tempesta che stava rovesciando la loro barca e che Gesù ha placato. Gesù ha dato una spiegazione molto profonda di questa Provvidenza divina che permette il male che viene dalla natura, ma anche dagli uomini stessi: se Dio avesse deciso di estirpare completamente il male nel mondo e quindi ci fosse solamente il bene, gli uomini si dimenticherebbero di Dio e attribuirebbero a se stessi il bene che c’è.

Questa risposta è molto profonda perché descrive esattamente quello che hanno fatto Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre: avevano tutto, compresa l’amicizia divina ma poiché non avevano la divinità, satana si è inserito in questo pertugio sibilando loro di non obbedire a Dio ma di decidere loro per se stessi e per la propria vita. Hanno voluto essere Dio al posto di Dio. Ecco cosa vuol dire stare “troppo bene”.

Negli ultimi vent’anni c’è stata una tangibile accelerazione della scristianizzazione, abbiamo assistito a un abbandono di massa della fede cristiana il cui segno inequivocabile sono le chiese vuote, soprattutto in occidente. Questo è successo parallelamente all’aumento del benessere, che ha illuso l’uomo di essere il padrone del mondo, di poter decidere del suo destino. Ha illuso l’uomo di poter fare a meno di Dio.

A mio avviso è il benessere materiale che ha illuso l’uomo di essere autosufficiente e ha spostato la sua attenzione dai beni eterni per l’anima sui beni materiali e sui bisogni del corpo, che a sua volta è diventato un piccolo idolo da servire, finché non diventa un cadavere.

Il male nel mondo è una permissione divina perché ci ricordiamo di Dio. È un male legato innanzitutto alla stessa natura che Dio ha creato, che è peritura. Infatti, alla fine del mondo ci saranno “Cieli nuovi e Terra nuova”. La Creazione verrà inondata e trasfigurata dalla gloria di Cristo Risorto. La natura in cui viviamo è passeggera, c’è il pericolo, la minaccia, gli uni mangiano gli altri. La natura non è solamente quella descritta da San Francesco, ma ha un lato selvaggio, tremendo, basta vedere le lotte che fanno gli animali per mangiarsi a vicenda o i passaggi della natura, le stesse variazioni climatiche. La lotta tra uomo e natura è impari, nemmeno con la scienza e la tecnica può reggere il confronto. L’uomo non può far piovere se c’è siccità.

Poi c’è anche il male morale, che si declina nel peccato e nella cattiveria che l’uomo ha dentro di sé, che si concretizza nella società e rende gli uomini lupi agli uomini stessi.

C’è l’impero delle tenebre, il male che è un personaggio che ha un’identità precisa: l’angelo ribelle con le sue schiere di angeli decaduti e le anime perdute.

Di fronte all’impero del male siamo perdenti. Abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. La preghiera è una condizione esistenziale dell’uomo. L’uomo non può vivere senza preghiera. L’uomo non può vivere senza ricorrere a Dio.

Torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti, torniamo a Dio. Siamo sue creature e abbiamo bisogno di Lui. Cerchiamo umilmente e apriamogli il nostro cuore. Come possiamo ben vedere con avvenimenti che ci circondano, la nostra è una presunta onnipotenza. Non possiamo vivere senza ricorrere a Dio, da soli non siamo nulla.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale ispirato alle parole della Regina della pace del 25 maggio

Cari amici,

dobbiamo fare tesoro di questo tempo di grazia perché nel tempo dei Segreti dovremo essere all’altezza della situazione. È necessario essere preparati spiritualmente perché sarà il tempo della grande testimonianza della fede.

In questo messaggio la Madonna dice che dobbiamo darci da fare affinché il bene vinca in ogni uomo. È molto importante questa focalizzazione della Madonna sulla persona singola. La Madonna lo ha fatto anche in altri messaggi, come ad esempio quando ha detto che ognuno di noi è importante nel Suo piano.

Mi viene in mente la preghiera di Abramo che chiede al Signore di non sterminare Sodoma e Gomorra per i delitti che di commettevano in quelle città. Abramo in quell’occasione “contratta con Dio” circa il numero dei giusti con i quali Dio avrebbe ritirato il castigo. Il fuoco scese su Sodoma e Gomorra perché mancava il numero minimo di giusti che bilanciassero la marea del male.

Questo indica quanto sia importante il bene di ogni singola persona. Di fronte a quello che abbiamo visto sotto i nostri occhi in questi decenni in cui la fede si è dissolta non possiamo trascurare le parole della Madonna che ci guarda e ci vede persi. Abbiamo perso noi stessi, Dio, la fede. Abbiamo rifiutato la fede e la Croce. Satana miete le anime. La Madonna sa benissimo che ci sono anime buone che pregano, esse infatti sono argini contro la potenza del male.

Quando la Madonna fa quelle rivelazioni sulle anime che vede malate, moribonde, perse e scardinate da satana, sa benissimo che c’è la controparte, senza le anime fedeli il bene non reggerebbe alla potenza del male!

È importante allora la conversione personale. È importante che ciascuno di noi si dia da fare affinché prevalga il bene. Che ogni giornata inizi con l’apertura a Dio e con la consapevolezza che ci sia una missione da compiere. Facciamo il bene anche quando ci costa. Scopriamo il nemico quando ci vuole insidiare. Rifiutiamo il male e resistiamo alle tentazioni anche se, lo capisco, è dura perché il diavolo offre vantaggi invitanti, seppur effimeri e falsi. Il male fa sempre male, anche sembra che sia qualcosa di vantaggioso. Satana ci distrugge con quello che ci offre.

La strategia divina è sempre quella di farci restare umili nella vittoria perché è sempre Dio che vince, non l’uomo.

Il bene vince sempre contro il male! Il bene ha una potenza irradiante. Il male – come ha detto Sant’Agostino – non è una sostanza o un essere, bensì deficienza e privazione dell’essere. L’oscurità, ad esempio, non è una realtà ma una mancanza di luce. La menzogna non è una realtà, ma una violazione della verità.

Il male è una deficienza, una debolezza, una mancanza. Anche quando il male sembra prepotente, in realtà è una falsa forza che non regge alla potenza del bene.

La Madonna quindi accende qua e là delle luci affinché le tenebre non prevalgano. Queste luci siamo noi, che nel nostro intimo e nella nostra vita quotidiana dobbiamo essere fedeli alla Madonna, fedeli a Dio e ai suoi Comandamenti. Grazie ai nostri cuori convertiti che sono come luci nell’oscurità, il male non prevarrà!

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse

Cari amici,

è bene inquadrare gli avvenimenti che stiamo vivendo in una visione cristiana della Storia. Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse. La lunga presenza della Regina della pace a Medjugorje ne è il segno, oltre al fatto che è sotto gli occhi di tutti che il mondo è arrivato a un punto che mai aveva toccato prima. Per la prima volta nella Storia dell’umanità il mondo è in grado di autodistruggersi. Allo stesso tempo è la prima volta che accade che la Madonna sia qui per così tanto tempo, visti i pericoli di vario genere che corriamo.

È chiaro che a tutto questo si trova una grande resistenza e questo è dovuto a due fattori: è diminuita la fede e quindi anche la capacità di vedere la Storia nella prospettiva cristiana. Non essendoci più questa prospettiva di Storia sacra è chiaro che non è facile introdurre questa tematica dell’Apocalisse perché le menti sono impreparate e diffidenti.

Per duemila anni abbiamo vissuto in una visione precisa della Storia, il cui inizio è l’atto creatore di Dio, prosegue lungo una linea retta che ha un principio e una fine, ovvero il ritorno di Cristo.

La visione cristiana della Storia, quella biblica che ci insegna la Chiesa, è una linea retta. Tutta la Creazione percorre quindi questa linea retta che è la sua Storia che inizia con l’atto creatore, termina con il ritorno di Cristo e ha al centro l’Incarnazione.

Cristo è il Verbo che si è fatto carne, tutte le cose sono state create in vista di Lui e per mezzo di Lui. Cristo ha patito, ha sofferto, sulla Croce ha espiato tutti i nostri peccati, è Risorto glorioso dai morti, è presente nella Storia umana (soprattutto nella Chiesa), è presente in modo reale nell’Eucarestia e verrà alla fine del mondo, sulle nubi del Cielo, con grande potenza e gloria, per mettere fine alla Storia umana e ci sarà il Giudizio universale. Questa è la visione cristiana della Storia che ci è stata rivelata da Dio.

Questa visione della Storia è evaporata, non se ne sente più parlare. Oramai siamo permeati da una visione della Storia tipica dei popoli indoeuropei per cui siamo una materia eterna che si evolve all’infinito. È la teoria dell’eterno ritorno che già il filosofo Eraclito aveva esposto nel V secolo avanti Cristo. Questa è anche la visione del mondo che ha l’umanità oggi: tutto è un progresso infinito, tornerà poi nel caos iniziale.

Questa visione della Storia fatta di ipotesi umane annulla la bellezza della Storia come fatto unico. È come se la Storia fosse la ripetizione all’infinito dell’evoluzione della materia, come un disco rotto che si ripete all’infinito. Alla fine il Sole scoppierà, la Terra brucerà e la vita ricomincerà da capo.

Siccome questa visione è entrata in noi, facciamo fatica a capire che invece la Storia è una linea retta con un inizio, una fine e delle fasi particolari. Tutto questo è descritto nei Vangeli, nei discorsi escatologici di Cristo, nei discorsi di tutto il Nuovo Testamento che sono orientati alla conclusione della Storia che è la venuta di Cristo come giudice del mondo. In quel momento il mondo finirà, si rivestirà della gloria di Cristo Risorto e ci saranno Cieli nuovi e Terra nuova.

Il ritorno di Cristo è una verità di fede. Il tempo che precede il ritorno di Cristo è un tempo particolare della Storia della salvezza ed è una tappa ben precisa che è indicata in tutti i testi del Nuovo Testamento. All’origine di questa visione c’è sempre il Vangelo, c’è sempre quello che Gesù ha detto. La fase finale della Storia è stata rivelata da Dio e comprende una serie di battaglie, di lotte e di combattimenti escatologici.

Oggi ci sono tutti gli elementi per dire che questa fase finale della Storia è cominciata e porterà alla venuta di Cristo nella gloria e avrà come caratteristica l’attacco dell’impero delle tenebre all’opera della Creazione e della Redenzione e alla Chiesa.

Questo tempo finirà con la venuta di Cristo, Signore della Storia e unico Salvatore del mondo.

Dall’editoriale “Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse” del 14 giugno 2022

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla tragedia della perdita della fede

Cari amici,

stiamo certamente vivendo un tempo straordinario e allo stesso tempo tragico per l’umanità.

Pur essendo caratterizzato dalla presenza di Maria (che lo rende un tempo straordinario), la crisi spirituale è dilagante. Si sono dissolte le certezze della fede cristiana. Si è dissolta la visione cristiana della vita. Si è dissolta la salvezza che viene da Dio e ci siamo rifugiati in una visione della vita che ci viene data dalla scienza.

Oltre alla crisi spirituale che riguarda le certezze della fede, siamo nel pieno di una crisi morale. Basta guardare i comportamenti della gente. Siamo accecati, abbiamo perso il senso della vita, non abbiamo più prospettive. Siamo come barchette in mezzo al mare, in balìa delle onde.

Nel bel mezzo di questa oscurità non ci sono punti di riferimento. Si è diffusa un’immoralità che è fuori controllo, ha ragione la Madonna nel dire che nel mondo c’è la guerra perché nei cuori c’è l’odio. Lo spirito del male si è impadronito dei cuori, lo spirito immondo è entrato in noi. È lo spirito della discordia, della vendetta, della violenza.

Se non avessimo la luce della fede, non sapremmo nemmeno dove sta andando a finire questo mondo. Non sappiamo che futuro ci attende. Guardiamo al presente e, alzando lo sguardo verso l’orizzonte, veniamo sopraffatti dalla paura.

Non sappiamo nemmeno se questo mondo avrà un futuro. L’istinto di conservazione ci spinge a sperare, ma non è la speranza cristiana a farci guardare avanti. Non è la certezza della presenza di Dio a farci sperare. È una speranza molto superficiale, effimera, che non ha basi solide.

Dio invece è una presenza vera, salvifica, tangibile. Dio opera con noi e per mezzo di noi per portare il mondo verso un porto di luce e di pace.

La tragedia del nostro tempo è la perdita di questa certezza, l’offuscamento della fede in Dio.

Senza fede siamo nell’oscurità più totale: non sappiamo da dove veniamo, dove andiamo, non sappiamo nemmeno che senso ha la nostra vita, abbiamo perso il senso ha della Storia.

In un momento in cui l’umanità ha perso la visione di Dio, della Storia della salvezza, della fiducia nella Provvidenza, di chi sono i protagonisti della Storia, anche noi cristiani ragioniamo come gli atei quando si trattano temi come il futuro dell’umanità e del mondo. Non si parla più di Dio, viviamo come se non esistesse. Allo stesso tempo non si parla più del maligno, come se nemmeno lui ci fosse. Ma non è così!

Dio esiste, è presente, è l’Onnipotente, è il Creatore di tutte le cose.

Anche il principe di questo mondo esiste e sta oscurando le menti, sta riempiendo i cuori di odio, sta tramando contro il piano di Dio, vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo.

In questi decenni di progressivo ateismo abbiamo spento la luce che illuminava la Storia umana. È come se avessimo spento il Sole e fosse iniziata una lunga notte invernale.

Stiamo vagando nel buio delle tenebre.

Torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti!

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Divina presenza

Cari amici,

chi è in grazia di Dio ed è in uno stato di santità soprannaturale è certamente il tempio della Santissima Trinità. Questa Divina presenza deve essere anche l’oggetto della nostra meditazione e della nostra preghiera. È bene iniziare la giornata pensando che Dio è in noi e quindi che non è lontano, consapevoli di essere il Suo tempio santo, pietre vive. Ciascuno di noi è un Paradiso in cui Dio abita e noi abitiamo in Lui. Attraverso Gesù, nella comunione con lo Spirito Santo, possiamo essere nel Padre.

La Divina presenza è la forma più alta di preghiera perché è una comunione con Dio reale, nel senso che la nostra anima veramente è il tempio della Santissima Trinità: Dio è presente in noi mediante il suo Spirito d’Amore. Poiché abitiamo in Dio e Dio abita in noi, siamo già in una situazione di Paradiso, sia pure nel mistero della fede.

Anche per chi non è in grazia di Dio, ma comunque ha la grazia della fede, è molto importante non vivere come se Dio non ci fosse. Non bisogna vivere la giornata in assenza di Dio. È come se passassimo una giornata di sole e di cielo azzurro con lo sguardo rivolto verso il basso, affaccendati nei nostri impegni quotidiani senza mai alzare gli occhi per contemplare la bellezza del creato.

Anche chi non è in grazia di Dio, quindi, deve badare di non entrare in una situazione esistenziale di assenza di Dio. Dio non è assente, siamo noi che non ci pensiamo, non lo cerchiamo, non lo invochiamo. Rischiamo di essere dei rami che rischiano di seccare completamente e staccarsi dall’albero.

Purtroppo, molti commettono errori, inciampano nel cammino della vita, entrano in situazioni peccaminose. In questo modo la grazia santificante viene eclissata. Invece della luce di Dio, entrano le tenebre del male e anziché la Santissima Trinità entra il principe di questo mondo che fa di tutto per insidiarsi stabilmente nel cuore.

Esorto, allora, le persone con una fede tiepida che magari dicono qualche preghiera, ad assumere un atteggiamento di ricerca di Dio, di apertura a Dio. Questi cristiani devono ricordarsi che hanno il sigillo del Battesimo e della Cresima, la loro fede non è del tutto morta. Dio vi cerca, bussa alla porta del vostro cuore.

Uscite dal guscio dell’effimero e della finitezza, lasciate entrare qualche raggio di luce nella caverna in cui vi siete barricati!

C’è una differenza abissale tra chi è in stato di peccato mortale e quindi non è più abitato da Dio (anche se la grazia opera per chiamarlo) e chi invece è in grazia di Dio ed è quindi Tempio della Santissima Trinità.

È più facile cercare la comunione con Dio durante la giornata per chi vive in grazia di Dio, è Tempio della Santissima Trinità e si nutre dell’Eucarestia. Per queste persone è certamente più facile uscire dalla confusione e rivolgersi a Dio per chiedere la pace, la forza e la luce. È una situazione privilegiata che deve essere coltivata, difesa dagli assalti del nemico che brama la nostra anima.

Al diavolo basta una piccola fessura per entrare nel nostro cuore e seminare i veleni di cui lui è maestro.

Chi è lontano da Dio ma non ha perso la fede, è importante che si metta alla ricerca di Dio, della sua presenza. La grazia chiama alla conversione, la voce della coscienza rimorde quando si commette il male, gli sprazzi di luce mettono davanti all’eternità. Quando un’anima è lontana da Dio, Lui fa di tutto per attirarla a sé dando le grazie necessarie.

Ascoltando Dio, dialogando con Lui, mettendosi alla Sua presenza, contemplando la sua Parola, capirete che bisogna cambiare vita.

Decidetevi per la conversione, decidetevi per Dio.

Decidete di capovolgere la vostra vita, mettetevi spiritualmente ed esistenzialmente in grazia di Dio, a partire da una bella Confessione.

Chi è lontano da Dio scelga di diventare tempio della Divina presenza.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’importanza della presenza della Madonna in mezzo a noi

Cari amici,

la vita è un pellegrinaggio dal tempo all’eternità. Questo viaggio è costellato di insidie e difficoltà. Non mancano però le gioie e le soddisfazioni. Dio ci dà tutto quello che è necessario per intraprendere questo viaggio. Ci sostiene con la sua grazia, la sua provvidenza, ci incoraggia quando ne abbiamo bisogno, ci infonde forza quando siamo stanchi, ci aiuta a superare le difficoltà più gravi quando nell’umiltà della preghiera chiediamo aiuto.

San Paolo è considerato un santo di inestimabile grandezza e mi ha sempre impressionato il fatto che – arrivato al termine della sua vita – scriveva: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede” (2Tm). San Paolo riteneva una grandissima grazia il fatto di essere arrivato fino al traguardo conservando la fede. In effetti è così, aveva ragione. Sono talmente tante le insidie nel cammino spirituale che non riusciremmo mai a giungere al traguardo senza una grazia speciale di Dio.

In questo lungo viaggio abbiamo bisogno di un sostegno quotidiano. Come una pianta necessita di cure costanti, anche la nostra anima ha bisogno di essere alimentata per non appassire e quindi seccare. Il pellegrinaggio è una via lunga, stretta e tutta in salita; pertanto, abbiamo bisogno di motivazioni e aiuti per non lasciarci tentare da strade ben più larghe e comode che portano, però, alla rovina.

Nel cammino della vita incontriamo molti nemici della nostra anima: il primo è il male che è dentro di noi, ovvero un retaggio del peccato originale che è sempre pronto a emergere non appena si abbassa la guardia. Al nemico basta una piccola fessura per insidiarsi e deviarci.

La vita umana è certamente una valle di lacrime, tentazioni, battaglie, sconfitte e vittorie. Lo è soprattutto in questo periodo storico. Dobbiamo esserne consapevoli.

La Regina della pace è qui da così tanto tempo perché siamo in una situazione di emergenza, straordinaria: l’umanità è entrata nel tempo dell’Apocalisse.

I flagelli dell’Apocalisse si sono palesati con la pandemia, con la guerra. È innegabile che stiamo vivendo questo tempo, i segni dell’Apocalisse sono tangibili. Soprattutto, mai come ora, l’attacco al Cristianesimo è intenso, feroce.

Il tempo dell’Apocalisse è la seconda (e ultima) parte della storia della Salvezza che era stata preceduta dalla preparazione alla venuta di Cristo.

Gesù Risorto ci ha donato la Redenzione, ovvero l’Amore di Dio che è perdono dei peccati, divina figliolanza, divina abitazione in noi, vita eterna. È questo il tempo che viviamo.

In questo tempo satana ha ancora il potere di agire di cui è prevista un’intensificazione nella fase finale della storia della Salvezza. Ecco in che punto preciso siamo oggi: satana è sciolto dalle catene. Il combattimento spirituale ha raggiunto l’apice della sua espressione. Satana vuole mietere tutte le anime, ma la Madonna è qui per salvarne quante più possibili per presentarle a Dio. Satana vuole distruggere il mondo, la vita umana e il futuro stesso dell’umanità.

La Madonna ci accompagna in questa delicata fase in cui il combattimento spirituale è sempre più aspro. Stiamo entrando in un tempo difficile di prove, ma la Madonna è qui con noi.

Accogliamo la Madonna come Madre, come guida e sostegno della nostra vita. Ogni giorno, nel combattimento spirituale affidiamoci a Lei e lasciamoci aiutare. Se saremo suoi vinceremo.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale su come affrontare il tempo delle prove

Cari amici,

per noi cristiani la vita è un cammino che ha come punto di partenza la volontà di Dio e come arrivo la vita eterna alla quale Dio stesso ci ha predestinati. Tutte le anime sono state create da Dio per la gioia della partecipazione alla vita trinitaria, ovviamente sempre con il loro consenso. In questa luce il cammino della vita diventa pieno di significato.

Cristo, morendo in Croce ha espiato i nostri peccati e ha dato alla nostra vita una prospettiva di eternità e di felicità. In questa luce la condizione umana è vista nella prospettiva della salvezza. Siamo nati con il peccato dei progenitori, ma in Cristo siamo salvati. In Cristo abbiamo la vita eterna.

In questa luce le prove della vita si affrontano con maggiore forza, motivazione e serenità. Chi non ha la grazia della fede si trova come chi naviga in mezzo al mare senza bussola e senza mèta.

Siamo entrati in un tempo di prove per l’umanità, e questo è sotto gli occhi di tutti. Umanamente parlando, come ci ricorda il Santo Padre con termini comprensibili a tutti, l’umanità è in pericolo.

Alla luce della fede sappiamo che la Storia è entrata nella sua fase finale, come ci attesta la Sacra Scrittura.

Oltre alla Parola di Dio, ci sono altre testimonianze che attestano che siamo nel tempo dell’Apocalisse: la Regina della pace è apparsa coronata di dodici stelle e alle apparizioni di Medjugorje possiamo affiancare le rivelazioni a Maria Valtorta.

Nei primi tempi delle apparizioni la Regina della pace, alla domanda della veggente Marija sul poter leggere gli scritti di Maria Valtorta, ha risposto acconsentendo.

Dobbiamo stare attenti a non entrare nel tempo dell’Apocalisse con l’angoscia. La fede ci dà la certezza che Cristo trionferà.

Umanamente parlando è ovvio che si sollevino interrogativi angosciosi sul futuro, ma dobbiamo stare attenti a entrare nel tempo di prove con il passo giusto.

Cosa fare per vivere questo passaggio storico per l’umanità senza angoscia?

Innanzitutto, dobbiamo entrare nel tempo delle prove in pace con Dio. Se siamo in peccato mortale o grave, se stiamo vivendo situazioni sbagliate, mettiamole davanti a Dio, confrontiamoci con un sacerdote, confessiamoci. Dobbiamo affrontare la vita, giorno dopo giorno, fedeli ai nostri compiti, come ci dice Gesù. Così potremo affrontare questo tempo in grazia di Dio. Chi muore in grazia di Dio si salva. La prima cosa è quindi affrontare il tempo delle prove in pace con Dio, con se stessi e con gli altri per essere portatori di pace e di gioia.

Poi dobbiamo guardare al futuro con speranza: la Madonna è qui con noi, è una grazia immensa! La Regina della pace è qui per portarci alla vittoria, per guidarci, istruirci, proteggerci. Lo sguardo sul futuro sia di speranza. Mettiamoci tutti sotto l manto della Madonna e lasciamo che ci protegga. Quale protezione più grande poteva darci Dio in questo tempo di tribolazione?

Viviamo nella pace di Dio e non dispereremo. Chi ha Dio, ha tutto! Mai farsi prendere dall’angoscia, mai perdere la fiducia nella vittoria di Maria. Non arrendiamoci al male. Siamo sempre saldi e forti nella fede!

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul messaggio del 25 maggio

«Cari figli! Vi guardo e ringrazio Dio per ciascuno di voi, perché Lui mi ha permesso di essere ancora con voi per esortarvi alla santità. Figlioli, la pace è deturpata e satana vuole la discordia. Perciò la vostra preghiera sia ancora più forte affinché ogni spirito impuro di divisione e di guerra sia silenziato. Siate costruttori di pace e portatori della gioia del Risorto in voi ed attorno a voi affinché il bene vinca in ogni uomo.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata»
(messaggio del 25 maggio 2022)

Cari amici, vorrei soffermarmi sulle ultime parole di questo bellissimo messaggio della Regina della pace. La Madonna ci ha esortato a essere costruttori di pace e portatori della gioia di Cristo Risorto perché il bene vinca in ogni uomo. Questo passaggio è molto coinvolgente che ci indica anche in quale modo Dio porta avanti le sue battaglie d’amore, quelle che riguardano il cuore dell’uomo. Se non cambia il cuore dell’uomo, non cambia il mondo.

Fin dall’inizio delle apparizioni la Madonna ci ha insegnato che la pace inizia dai cuori delle singole persone, si propaga così nelle famiglie, nei rapporti umani e come un fiume scorre in tutto il mondo facendo fiorire la primavera. Quando arriverà il momento che Dio ha stabilito potremo vedere questa primavera di pace fiorire in tutto il mondo.

Dobbiamo avere fiducia in una Verità che Gesù ci ha assicurato con la sua vita e con quello che è seguito nel corso del Cristianesimo, ovvero che Lui ha vinto la potenza del male. Dobbiamo quindi avere questa la certezza interiore che il male è una potenza ma Dio è una onnipotenza. L’odio, l’oppressione e la menzogna vengono dal male e sono espressioni antitetiche a Dio che è Amore, Libertà, Verità.

L’odio, l’oppressione e la menzogna sono una potenza ma non sono l’onnipotenza. Solo Dio è Onnipotenza. Non dobbiamo farci intimidire dal male.

Il mondo avrà un tempo di pace e di prosperità. Questa è una certezza e allo stesso tempo un mistero. Il passaggio dei dieci Segreti è talmente traumatico che dagli occhi degli uomini cadranno le squame che impediscono di vedere e i cuori di pietra si spezzeranno. Apriranno gli occhi a Dio, alla sua verità, alla sua presenza al suo amore. Una moltitudine immensa di cuori cambierà, si aprirà all’azione dello Spirito Santo. Ecco perché avremo un tempo di prosperità e pace.

Questo tempo si avvicina! Il bene, l’amore, la verità, la libertà vinceranno! Non dobbiamo arrenderci al male. Dobbiamo lottare contro il male, anche se talvolta sembra invincibile.

Apriamo il cuore alla grazia, al pentimento, al perdono dei peccati, alle lacrime del dolore e così – alla fine del cammino di conversione – avremo anche le lacrime della gioia. Non arrendiamoci al male. Sarebbe un errore gravissimo cedere satana che all’orecchio ci sibila che non ce la faremo mai a uscire dalla palude spirituale in cui siamo caduti.

La potenza dello Spirito Santo opera nei cuori, sono innumerevoli le conversioni, anche se non le vediamo.

Come ci ha esortato la Madonna, applichiamoci affinché nel cuore di ciascuno di noi vinca il bene. Mai arrendersi al male, alla menzogna, all’odio, alla cattiveria.

Impegniamoci ogni giorno, portiamo la pace e la gioia di Cristo Risorto affinché il bene vinca in ogni uomo.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia” 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla festa odierna

Cari amici,

oggi la Chiesa celebra la Beata Vergine Maria Madre della Chiesa. Questa festa è stata istituita da papa Francesco che l’ha collocata proprio il giorno dopo la Pentecoste.

Nella Pentecoste Maria è nel Cenacolo con gli Apostoli e la discesa dello Spirito Santo, che è la nascita della Chiesa, avviene proprio alla presenza di Maria. Questo è sicuramente il “timbro” dello Spirito Santo sulla maternità di Maria su tutta la Chiesa. Non dimentichiamo che la maternità di Maria, estesa su tutta la Chiesa ovvero nella sua prospettiva che abbraccia tutti i redenti, era già stata sancita da Gesù quando dalla Croce ha detto a Maria, indicandole a Giovanni: «Donna, ecco tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua. (Gv 19,26-27). Con questo brano di Vangelo si identifica Maria come la nuova Eva ma è nel giorno della Pentecoste che la Madonna è riconosciuta Madre della Chiesa.

Quella di Maria è una maternità secondo lo Spirito, non secondo la carne e il sangue. La Madonna è la Madre dei redenti. È attraverso di Lei che viene la grazia della Redenzione, cioè il dono di Cristo stesso che, per mezzo dello Spirito Santo, apparendo agli Apostoli annuncia la pace e dice: «Ricevete lo Spirito Santo». Così Maria è diventata la nuova Eva, la Madre dell’umanità redenta, ovvero tutti gli esseri umani concepiti, a partire dai progenitori fino alla fine del mondo. Non c’è dubbio che la Redenzione abbracci tutte le creature di Dio, cioè tutti gli esseri umani, tutte le anime immortali che Dio ha creato (anche le creature abortite).

A questa universalità della Redenzione corrisponde l’universalità della maternità di Maria che viene quindi chiamata “la nuova Eva”. Colei che è stata la Madre del capo (cioè Cristo) è la Madre di tutte le membra del suo corpo mistico.

Come la Redenzione si estende a tutta la Storia dell’umanità, così la maternità di Maria si estende a tutti gli esseri umani.

Cogliamo l’occasione della festa odierna per essere grati a Gesù di averci dato sua Madre, ovvero Colei che ha concepito il Figlio, lo ha sentito crescere nel grembo, lo ha dato al mondo e ha fatto tutto questo mediante la fede, la preghiera, l’adesione totale alla volontà di Dio.

Gesù e sua Madre sono sempre stati insieme, spesso la Madonna ha seguito Gesù anche nei tre anni di vita pubblica. Maria è sempre presente, dall’Incarnazione fino ai piedi della Croce.

Come Gesù ha avuto sempre sua Madre accanto, così ha voluto che fosse anche per la Chiesa. Maria è Colei che ci porta al cuore stesso della Chiesa, che è Cristo Risorto.

Cristo ha voluto che Maria ci accompagnasse nel corso della nostra vita. Dal momento in cui siamo stati concepiti Maria ci segue per tutta la vita. Questo vale per tutti!

Abbiamo quindi la gioia di sentirci figli di Maria, di sentire la sua vicinanza. Accogliamo Maria come Madre che ci accompagna per tutta la vita, in modo tale che essa sia un cammino verso il Cielo, verso l’eternità.

Maria ci conosce uno per uno. La Madonna sa tutto di noi, conosce il nostro futuro il nostro passato, conosce i nostri pensieri più reconditi, le nostre debolezze e i nostri peccati, vede il bene che compiamo. Maria è sempre pronta ad ascoltarci, aiutarci, proteggerci e a darci tutte quelle grazie di cui abbiamo bisogno.

La Madonna è sempre pronta a guidarci e a prenderci per mano.

Accogliamo Maria come Madre così come l’ha accolta Gesù, che ce l’ha donata.

Affidiamoci a Maria, accettiamola come Madre e facciamola entrare nella nostra vita in modo tale che diventiamo cristiani che seguono Cristo con Maria, la quale ci guida maternamente e ci assicura la sua protezione.

Nonostante le fragilità umane e i peccati del mondo, la Madonna non ci abbandona mai.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia” 

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