"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’ Pagina 3 di 81

La tentazione di rimuovere la fede e di vivere senza Dio

Vivere senza Dio è la tentazione più grande di oggi. È una tentazione che induce a pensare che la fede sia inutile, che sia una specie di compensazione psicologica e che quindi sia qualcosa di ininfluente sulla propria vita quotidiana, un’illusione. Di qui, quella che San Giovanni Paolo II chiama l’apostasia silenziosa, l’abbandono della fede. Questo riguarda soprattutto il mondo giovanile, ma non solo. I ragazzi oggi credono alla storiella che l’uomo si è risvegliato, ha preso coscienza di essere Dio; è la metamorfosi dell’uomo moderno che ha rifiutato la fede e la Croce per mettere se stesso al posto di Dio. Questa è la tentazione più pericolosa perché chi perde la fede perde Dio, perde tutta la vita soprannaturale, perde la vita eterna.

Chi perde la fede diventa ostaggio del maligno. La prima tentazione della Storia dell’umanità è stata esattamente quella nella quale sta cadendo l’uomo moderno che ha messo se stesso al posto di Dio. Il primo peccato del mondo è stato quello di Lucifero che ha voluto mettere se stesso al posto di Dio, tant’è vero che l’arcangelo Michele lo ha affrontato dicendo “chi è come Dio?” e con questo atto di umiltà lo stesso Michele e tutti gli angeli fedeli hanno scaraventato sulla Terra un terzo delle stelle, cioè Lucifero e tutti gli altri demoni che sono diventati tali volendo mettere se stessi al posto di Dio.

Questa è la tentazione che il principe di questo mondo ha tenuto ben custodita per presentarla quando, sciolto dalle catene, ha avuto il permesso di Dio per farlo. Ovviamente le tentazioni del demonio sono permesse da Dio per mettere alla prova il mondo e la Sua Chiesa. La tentazione del mondo di oggi riguarda anche la Chiesa.

Ci vuole tutta la stupidità di satana per arrivare a pensare che noi, che siamo povere creature, siamo Dio. Una delle grandi conquiste della filosofia del secolo scorso è proprio l’identificazione dell’uomo con Dio ed è anche una tematica delle religioni orientali. Dio ci ha tolto il dono dell’immortalità proprio per farci capire che non siamo nemmeno padroni della nostra vita, del nostro tempo. Siamo totalmente nelle mani di Dio. Per affermare che l’uomo è Dio bisogna proprio non essere consapevoli della miseria umana, dei limiti dell’uomo e di quello che è il peccato per eccellenza e cioè la superbia con la quale l’uomo mette se stesso al posto di Dio.

Questa tentazione è quella che ha le peggiori conseguenze esistenziali ed è la più diffusa oggi. L’uomo staccato da Dio è un abisso di male. Finché l’uomo è radicato in Dio può essere anche una fonte di bene, come vediamo in tante persone buone e in tanti santi che la Chiesa ci propone come esempio. Ma vediamo anche gli abissi di cattiveria in chi pretende di mettersi al posto di Dio; vediamo ogni giorno queste persone che sono in balìa di satana. Satana ci dà quello che lui è: superbo, menzognero e omicida. Satana è cattivo. Come i Santi avvicinano il mondo a Dio, così gli uomini pieni di satanismo, di spirito di superbia, di menzogna, di supponenza e di cattiveria, trascinano in basso il mondo. Questo è quello che sta avvenendo oggi. Ogni giorno si scoprono abissi di iniquità che fino a pochi decenni fa erano impensabili, ma oggi addirittura vengono giustificati.

La vita senza Dio è l’anticipo dell’inferno su questa Terra e lo sperimentiamo personalmente quando siamo nel peccato e quindi siamo lontani da Dio. La stessa cosa avviene a livello collettivo, a livello dell’umanità nel suo insieme; la Regina della pace ha usato espressioni precise per descrivere quello che sta accadendo, ha detto infatti che l’uomo moderno non vuole Dio e che l’umanità sta andando verso la perdizione. Questa tentazione ormai ha permeato la cultura generale, per cui oggi diventare credenti è un cammino difficile, ci vogliono degli esempi e dei genitori radicati nella fede altrimenti nasce una generazione di atei di cui satana fa quello che vuole e porta il mondo alla distruzione.

Siamo entrati in questa fase critica della Storia, il nostro tempo è particolarmente drammatico. Alle spalle abbiamo due guerre mondiali i cui apici terribili e disumani potrebbero ripetersi perché quando il mondo scivola verso il male la velocità aumenta sempre di più e nessuno riesce a fermarsi. Quando si arriva al braccio di ferro fra i potentati umani l’uso della bomba atomica è all’ordine del giorno. Dobbiamo essere molto vigilanti perché si sta scivolando verso questa deriva tremenda.

Oggi sta avvenendo qualcosa di tremendo. L’umanità abbandona Dio e quindi alla Verità del Vangelo sostituisce le ideologie devastatrici. Nel Messaggio del 25 giugno 2025 la Madonna ci ha messo in guardia dalle ideologie «che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere». La falsa religione elaborata a servizio del potere è la seconda bestia dell’Apocalisse, è quella che ha il volto di agnello ma la voce di drago. È necessaria una grande fermezza per conservare l’integrità della religione cristiana e l’indipendenza dal potere politico. Il Santo Padre incarna e manifesta totalmente rande fermezza, grande forza morale di chi resiste alle seduzioni del potere, di chi si piega in ginocchio alla potenza di Dio, alla sua sapienza e alla sua bontà. Noi dobbiamo stare dalla parte di Dio, dalla parte di Cristo umile ma allo stesso tempo trionfante nella gloria della Sua Resurrezione. Cristo Crocifisso manifesta tutta la sua regalità quando dice: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

Stiamo attenti ai cambiamenti che sono avvenuti proprio negli ultimi decenni. Abbiamo abbandonato la Verità cattolica per aderire alle ideologie distruttrici; ci siamo allontanati dalla libertà dei figli di Dio per aderire alla schiavitù del male e del peccato; al posto della felicità che viene dall’amore di Dio abbiamo scelto l’adorazione degli idoli che porta alla disperazione. Apriamo gli occhi di fronte a questa realtà di satana sciolto dalle catene. La Madonna ha usato tre parole micidiali nel Messaggio del 18 marzo 2026 alla veggente Mirjana: «figli miei, rinunciate a tutto ciò che vi allontana da mio Figlio: felicita falsa, speranza falsa, splendore falso». È un mondo tutto falso e in questa falsa luce diventiamo falsi anche noi.

Di qui l’importanza di una svolta che è quella della conversione, dell’umiltà. Abbracciamo la Croce, baciamola, stringiamola al cuore. Siamo fieri di essere seguaci di Cristo Crocifisso e dell’umile Maria in questi tempi di esaltazioni e di idoli falsi. Stiamo attenti. Siamo entrati nel tempo della grande prova, teniamo aperti gli occhi.

«Non c’è la pace perché nei cuori regna il veleno dell’odio e dell’egoismo» (Messaggio del 25 marzo 2026)

Il cuore è il centro della vita spirituale dell’uomo, è importante custodire il cuore e invocarne la purezza: Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Per quanto riguarda il tema fondamentale del nostro tempo, la pace, la Madonna ci ha insegnato che la pace inizia nel nostro cuore. Non si può gustare la pace se non si inizia dal cuore. La pace e la guerra, nel loro aspetto sociale e visibile, hanno le radici nel cuore umano. Quando nel cuore c’è la pace, che è un dono di Dio ed è anche il risultato di un lungo combattimento spirituale, essa si riflette anche fuori di noi. La pace fra gli uomini è conseguenza della pace che ogni uomo ha personalmente con Dio. Non si può avere la pace fra gli uomini se prima l’uomo stesso non è in pace con Dio.

Il primo passo per la pace è la fede nel Dio della pace dell’amore.

Dopo la vittoria sulla morte, Cristo appare Risorto nel Cenacolo e dice agli Apostoli: «pace a voi». Gesù porta la pace, porta l’amore di Dio che entra nei nostri cuori dove avviene la battaglia spirituale perché ci sono le radici del male. Da una parte, nel nostro cuore, c’è la propensione al bene perché la nostra anima è stata creata da Dio e tende a lui, d’altra parte, però è inquinato dal male. La pace è, allora, il risultato di un lungo combattimento spirituale. Il nostro atteggiamento nei confronti di Dio dev’essere quello di una creatura davanti al Creatore e quindi umile. La Madonna, infatti, raccomanda la preghiera che dà la dimensione vera nella quale l’uomo deve stare di fronte a Dio. L’uomo deve stare di fronte a Dio come un mendicante che chiede, come uno che ringrazia per i benefici ricevuti, come uno che loda il Signore e lo adora. La preghiera ci dà l’atteggiamento giusto davanti a Dio, l’atteggiamento di umiltà.

La pace è questo lavorio interiore nel rapporto con Dio, nei confronti del quale dobbiamo essere creature consapevoli. Dio ci fa esistere, dipendiamo da lui e nel medesimo tempo dobbiamo essere figli, consapevoli che ci ama perché è il Padre Celeste e ha cura delle sue creature. È in questo atteggiamento interiore che nasce la pace nel cuore dell’uomo.

La nostra civiltà contemporanea è contrassegnata dall’ateismo; la Regina della pace, infatti, ha detto che l’uomo moderno non vuole Dio. Oggi l’uomo si mette al posto di Dio, si crede il padrone del mondo. L’io moderno è prepotente, è supponente. Tanto sono amabili le persone umili e buone quanto sono insopportabili quelle altezzose.

Il Vangelo ci insegna che dobbiamo istaurare un rapporto di pace con il Dio della pace, dell’amore, del perdono. Questo è fondamentale ed è particolarmente difficile oggi in una società che vive un ateismo pratico, vive come se Dio non esistesse. Regina della pace ha detto che oggi regna l’egoismo. In questo tipo di società l’ego afferma se stesso e odia quelli che lo frenano, odia gli altri. Siamo in un tempo in cui la mancanza della pace va ben al di là del fatto che ci sia o no la guerra combattuta con le armi.

La guerra quotidiana è dappertutto, a partire da dove ci sono gli affetti più cari, nelle famiglie, tra parenti, tra amici. Adamo ed Eva hanno rotto la loro amicizia con Dio e il loro figlio Caino uccide il fratello Abele; sono le conseguenze esistenziali del fatto di perdere la pace con Dio. La Madonna ci ha detto di fare attenzione a satana che scardina i cuori con l’odio; il diavolo entra nel cuore, gonfia il nostro ego, le sue brame, le sue voglie, la sua prepotenza e diventa aggressivo nei confronti degli altri. La Bibbia, la filosofia, l’antropologia ci raccontano la Storia dell’umanità peccatrice che è sempre in guerra.

Dobbiamo, allora, partire dal fatto che dobbiamo metterci in pace con Dio ed è per questo motivo che la Madonna chiama l’umanità alla conversione. C’è un solo Dio che si è manifestato in Gesù Cristo ed è il Dio della pace e dell’amore. Dio è uno solo, ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito. Dio è la pienezza di amore. Noi dobbiamo prima di tutto istaurare un rapporto di pace con Dio e combattere per vivere questo rapporto di pace con Dio, di affidamento, di amore gratuito. Di conseguenza, avendo un rapporto di pace con Dio, nella vita concreta siamo persone di pace. Chi è in pace, pieno d’amore, sereno, chi riesce a mortificare gli impulsi dell’egoismo è, di conseguenza, una persona che porta la pace a chi incontra. Le persone pacifiche sono amate da tutti, diventano un punto di riferimento e un esempio da imitare.

È tutto molto più semplice di quanto si pensi. Se non ci sono gli uomini di buona volontà che sono in pace con Dio, non si può avere la pace sulla Terra. Per realizzare la pace nel mondo bisogna iniziare a lavorare per la propria pace, mettersi in pace con Dio, istaurare un rapporto d’amore con Dio, sentirsi suoi figli. Nella luce di questa fede in Dio Padre, allora sentiamo gli altri come fratelli e, sull’esempio di Gesù che ha perdonato coloro che lo hanno condannato, viviamo in pace con gli altri. Gesù è il nostro modello d’amore di pace perché ha riversato su tutti, anche sui nemici più spietati, il suo rapporto d’amore che aveva con il Padre.

Dobbiamo lavorare su noi stessi per non essere prepotenti, superbi, invidiosi, aggressivi, supponenti, insensibili. Dobbiamo lavorare sul nostro cuore perché sia ricolmo dell’amore di Dio. Facendo così diventiamo gli strumenti di pace di Dio nel mondo. La pace parte dai nostri cuori, si diffonde nelle nostre famiglie e come un fiume inonda il mondo intero. Con la preghiera, con l’umiltà, cercando Dio, lavoriamo per la pace nel nostro cuore. Quando si è in pace con Dio si vive bene, si irradia la pace agli altri. La pace sulla Terra ci sarà quando la maggioranza degli uomini, purificati nel loro cuore, saranno ricolmi dell’amore di Dio.

Ciascuno di noi si impegni e lavori nel proprio cuore per essere quella fonte di pace da diffondere nelle persone che incontriamo ogni giorno affinché fiorisca sulla Terra il giardino della pace. Nel Messaggio del 25 marzo 2026 la Madonna ha detto: «Il veleno dell’egoismo e dell’odio regna nei cuori umani»; noi come suoi discepoli dobbiamo dare il buon esempio e coltivare la pace nei nostri cuori affinché si diffonda nel mondo.

L’ALMANACCO DELLA FEDE di P. Livio: “Nell’umiltà pregate per la pace” (Messaggio del 25 Marzo 2026) – 08/04/2026

Nel Messaggio del 25 marzo 2026, la Madonna ci esorta a pregare per la pace nell’umiltà. Mi ha molto colpito questo pensiero perché il motivo di tale invito è che la pace non è opera umana, ma un dono di Dio. La pace è prima di tutto con Dio, il Dio dell’amore. La pace vera che affratella gli uomini va implorata umilmente a Dio, perché da soli non possiamo ottenerla. L’uomo da solo non è in grado di vivere la pace. Nella nostra quotidianità siamo sempre in conflitto con qualcuno o con noi stessi. I rapporti che abbiamo con i nostri genitori, i fratelli, gli amici dovrebbero essere vissuti nella pace reciproca, ma in realtà sappiamo quali grovigli di vipere diventano. A causa di questi rapporti il nostro cuore viene ferito e soffre. Non dimentichiamo che i cuori degli uomini soffrono per la ferita del peccato originale dei progenitori e del fratricidio di Caino verso Abele. L’invidia l’ha portato al delitto.        
Abbiamo esperienza di numerose rotture di vario genere che rovinano la vita perché proprio con quelle persone che ci sono più care non riusciamo a vivere la pace. In questo modo, constatiamo che nel piccolo e nel grande, la pace non viene da noi, ma da Dio. Cristo stesso apparendo agli Apostoli dopo la sua morte in Croce, riconciliatosi con il Padre, entrò nel Cenacolo dicendo: “Pace a voi”.
La pace si ottiene implorando umilmente Dio. Nella vita concreta, quando vogliamo testimoniare la pace, dobbiamo farlo con umiltà, non con supponenza o prepotenza. Dentro di noi ci sono i fermenti del male, le tendenze all’invidia, alla gelosia, alla cattiveria, al voler primeggiare, che ci mette in contrasto con gli altri facendoci entrare in conflitto.           
Bisogna chiedere la pace a Dio con umiltà. La preghiera per sua natura è già umile, perché ci inginocchiamo davanti a Dio, riconosciamo la nostra dipendenza da Lui, riconosciamo di essere delle creature, di essere figli, dei peccatori. Nella Parabola del pubblicano e del fariseo, possiamo vedere la differenza tra la vera umile preghiera e l’autoesaltazione, il disprezzo. La preghiera del pubblicano parte dal riconoscimento di se stesso come peccatore, chiedendo il perdono dei peccati che gli dà la possibilità di perdonare gli altri. La preghiera o è umile o non è preghiera.     
Siccome siamo invitati a pregare per la pace, dobbiamo arrivare al momento della preghiera personale ammettendo davanti al Signore di non essere in grado di pregare umilmente. Ammettiamo di non avere quell’umiltà che ci fa chiedere il perdono dei nostri peccati, che ci rende disponibili verso i fratelli, in modo tale che la pace che viene da Dio prenda possesso dei nostri cuori, diventi una pace che doniamo agli altri. La Madonna ha affermato molte volte che con un atteggiamento di umiltà davanti a Dio e chiedendo il perdono, avremo la pace del cuore che potremo donare agli altri.      
Senza la pace nei cuori non si ottiene nulla. Se non c’è la cooperazione nostra con il Dio della pace e dello Spirito Santo, se siamo pieni di invidie, gelosie, prepotenze, supponenze e in preda al nostro io, non saremo mai strumenti di pace. Facciamo nostra la preghiera di San Francesco: “Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace”. Con questo atteggiamento si conquista il cuore degli altri.        
Non c’è altra via per la pace, bisogna stare umilmente davanti a Dio, riconoscere che siamo peccatori, ottenere la pace divina che Dio infonde quando siamo davanti a Lui, poi portare questa pace con le parole e con i gesti a tutto il mondo. Non c’è bisogno di grandi discorsi o di apostrofare nessuno. Le persone si convertono quando vedono l’umiltà, la carità, l’atteggiamento di Cristo durante i giorni della Passione.        
Siamo grati a Dio per il dono della Madonna che è qui come Regina della pace. Facciamo nostre le parole di Maria, di far crescere la pace nei nostri cuori nel rapporto con Dio, nei rapporti familiari, per diventare strumenti di pace per il mondo.

L’ALMANACCO DELLA FEDE di P. Livio: Perchè la preghiera ferma la guerra – 07/04/2026

La strada tipica della Chiesa è quella di esortare e testimoniare la pace, ma soprattutto pregare per essa. Una delle affermazioni più frequenti che ha fatto la Madonna, infatti, riguarda proprio la preghiera: «Con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali» (Messaggio del 21 luglio 1982).       
Nel 1991 a Medjugorje scoppiò la guerra durata quattro anni. In quel frangente, Maria ha ribadito quanto sia importante la preghiera: «Cari figli, io desidero che voi capiate quanto è seria la situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera» (Messaggio del 25 luglio 1991). In questo conflitto ci sono stati dei miracoli importanti, infatti, molte delle bombe che i serbi hanno lanciato su Medjugorje non sono scoppiate oppure non hanno fatto danni critici. La città di Mostar e Sarajevo sono state occupate per parecchio tempo proprio perché le persone non pregavano. La Gospa è stata molto dura nell’apostrofare i cattolici, dicendo che si sono allontanati dal suo Cuore. È straordinario l’insegnamento che ci è stato dato con la guerra locale in Bosnia, perché la Madonna ha attribuito l’andamento della guerra alla preghiera. A questo riguardo, è stata molto efficace anche a Fatima, verso la fine della Prima Guerra Mondiale, chiedendo il Rosario affinché arrivasse la pace. La medesima cosa è successa anche alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando Maria apparve alle Ghiaie di Bonate nel 1944 dove chiese preghiere affinché la guerra finisse. La Regina della pace ci ha accompagnato in molte guerre particolari, ad esempio, quando cadde il comunismo in Russia, la Madonna ha chiesto digiuno e preghiere per nove giorni: «Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiunare ancora più intensamente. Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente» (Messaggio del 25 agosto 1991). Nel 1917 iniziò a espandersi il movimento comunista in tutta l’Europa e nel mondo che fino a dicembre 1991 si scontrò con un’idea di società più libera e più rispettosa dei diritti umani. Questo è stato da insegnamento e lo è soprattutto oggi, da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Come diceva Papa Francesco, sono quei segnali di guerra mondiale che ci devono armare perché satana vuole l’odio e la guerra. 
La Madonna ha insegnato che dietro la guerra c’è satana. Il suo obiettivo è quello di aizzare gli uomini contro Dio come primo passo, successivamente vuole aizzare gli uomini gli uni contro gli altri fino all’autodistruzione, all’Armageddon. La Seconda Guerra Mondiale si è conclusa con il lancio delle bombe atomiche, un atto non necessario, ma che potrebbe accadere nuovamente. Quando le menti e i cuori sono posseduti dal male, tutto è possibile. Solo la Regina della pace può fermare il piano di satana di distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. Satana deve essere combattuto con le armi appropriate, ovvero la preghiera. Solo Dio può far perdere il diavolo e tutti coloro che credono possono ottenere la grazia della vittoria e della pace sulla guerra. La Madonna interviene sempre negli eventi di guerra esortando alla preghiera. Ci sono armi sempre più sofisticate che possono distruggere il mondo in pochi istanti e satana vuole arrivare a questo tramite l’odio.     
La preghiera è una grande arma straordinaria con la quale si possono fermare le guerre per quanto violente esse siano. L’iniziativa di questi giorni di Papa Leone e della Chiesa, di una giornata di preghiera per la pace, in questi tempi di odio ed egoismo deve essere di esempio: «Il veleno dell’egoismo e dell’odio regna nei cuori umani ed è per questo che non avete la pace» (Messaggio del 25 marzo 2026). L’odio viene direttamente da satana, l’egoismo è la fame di mondo, l’ingordigia, la voglia di comandare, di possedere, sono quelle passioni sulle quali il diavolo soffia. Nel mondo d’oggi la violenza si intensifica sempre di più, diventa un torrente inarrestabile. Il compito della Chiesa è di testimoniare ed esortare, ma soprattutto quello di pregare, digiunare e fare sacrifici affinché la guerra si fermi. Dobbiamo prendere esempio da Gesù che all’inizio della sua vita pubblica ha combattuto satana con la preghiera e il digiuno e ne è uscito vincitore, come durante la Passione che con umiltà e sofferenza ha vinto sulla morte e ha redento il mondo. Cristo è più forte, è in grado di scacciare il maligno, ma chiede il nostro aiuto.
Attraverso il Rosario preghiamo per la pace, in questa battaglia lunga e difficile uniamoci nella preghiera per combattere. Il Rosario è l’arma che ci darà la forza e la certezza della vittoria. La Madonna ha detto: «Cari figli, rivestitevi dell’armatura contro Satana e vincetelo con il Rosario in mano» (Messaggio del 8 agosto 1985). Ci vuole impegno, perseveranza, amore. La fede, la preghiera, la bontà, rafforzano il fronte del bene; nel medesimo tempo la cattiveria, l’odio, l’incredulità, rafforzano il fronte del male, portando il mondo sull’orlo dell’autodistruzione. Senza Dio non c’è pace. Cristo è la nostra pace, infatti nell’unico Messaggio che Gesù Bambino ha dato è stato il giorno di Natale del 2012, quando in braccio alla Regina della pace disse: «Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti».          
È la preghiera, ma anche la santità e la correttezza della propria vita ad essere una forza contro il male. Ognuno di noi deve essere una fortezza che resiste a satana. Il demonio può essere fermato solo attraverso la preghiera e la penitenza. Dobbiamo entrare nel tempo dei Segreti non come gli Apostoli nel Getsemani, ma svegli e pronti.

La felicità falsa, la speranza falsa, lo splendore falso

Nel Messaggio del 18 marzo 2026 la Regina della pace ci ha messo in guardia dalla felicità falsa, dalla falsa speranza, dallo splendore falso che satana ci offre. La Madonna ha insistito molto sulla falsità nella quale viviamo oggi cercando una felicità che in realtà sperimentiamo come un inganno perché dopo averla vissuta sentiamo dentro di noi un’amarezza profonda. Questo vale anche per la speranza falsa che è quella che tradisce le aspettative; lo splendore falso è quello che dura poco tempo come i fiori recisi che appassiscono in fretta.

La Madonna ci ha voluto mettere in guardia dalla realtà nella quale viviamo e nella quale siamo ingannati. È la grande trappola del maligno per deviarci dalla via che invece porta alla vera felicità, alla speranza che non delude e allo splendore che non si corrompe. Noi aspiriamo alla felicità, apriamo il cuore alla speranza, ci lasciamo attrarre dallo splendore perché siamo stati creati a immagine di Dio e quindi siamo orientati a Lui. Tutto il nostro essere, la nostra anima è orientata radicalmente e profondamente a Dio e a tutto ciò che è di Dio e quindi alla verità, al bene, all’amore, alla santità, alla bellezza. L’orientamento della nostra anima, però, è indebolito dal peccato originale, da quella ferita inquinante che è in noi e su cui satana cerca di lavorare per farci deviare dalla via di Dio.

Essendo stati creati da Dio, essendo immagine di Dio, essendo orientati a Dio, siamo felici quando incontriamo Dio che è la fonte della nostra felicità, è l’obiettivo della nostra vita, è la speranza della nostra vita, è Colui verso il quale siamo sempre in cammino. Noi stessi, man mano che camminiamo verso Dio e ci nutriamo del suo amore, siamo rivestiti della sua luce e del suo splendore; questo avviene quando attraverso il combattimento spirituale riusciamo a tenere fermo questo orientamento a Dio e riusciamo a camminare sulla sua via. Satana ci conosce a fondo, è cattivo ma è dotato di un’intelligenza a servizio del male; satana sa che in noi c’è questo orientamento a Dio, alla felicità, alla speranza, alla bellezza, allo splendore. Satana sa che se ci proponesse l’infelicità, la disperazione, il male, le cose cattive e brutte non lo seguirebbe nessuno; allora, intelligente e maligno com’è, per farci deviare ci presenta la falsa felicità, la falsa speranza e lo splendore falso. Satana ci presenta le cose cattive tinte di bene e questa è l’essenza della tentazione che è un inganno.

Satana conosce la nostra aspirazione alla felicità e ci propone tutta una serie di felicità false, ci attira con delle false luci che ci portano a cadere nell’abisso della tenebra. I nostri peccati sono cadute nell’inganno satanico della tentazione; satana ci presenta le false felicità, le indora, le rende appetitose ma in realtà sono veleni. Questa è un’esperienza che facciamo tutti e se non facciamo un’inversione immediata dalla via della perdizione per metterci sulla strada della salvezza, precipitiamo nell’abisso e cioè entriamo nella fase dell’indurimento del cuore dalla quale poi è difficile uscire fuori.

Dio, nella sua infinita Misericordia, ha fatto sì che quando cadiamo nell’inganno satanico ci rendiamo conto che siamo stati ingannati. Dopo aver commesso il peccato, credendo che ci avrebbe dato la felicità, sentiamo amarezza nel cuore, sentiamo il vuoto e proviamo vergogna per noi stessi. Dio, nella sua grande Misericordia, ha posto in noi la voce della coscienza che inizia a rimordere quando deviamo dalla via di Dio e ascoltiamo il sibilo del serpente. La coscienza che rimorde ci fa rendere conto dell’inganno in cui siamo caduti e Dio, in quel momento, ci dà la grazia del pentimento e della conversione. Adamo ed Eva dopo il peccato originale hanno perso tutti i doni di Dio e cioè la sapienza, la sua amicizia, l’immortalità; escono fuori dal Paradiso Terrestre come due derelitti, il Masaccio li ha dipinti in maniera magistrale con il volto cupo, nell’atto di gridare in maniera esistenziale per quello che hanno perso. Nella sua Misericordia Dio ha fatto sì che il male faccia male. Quando commettiamo il male l’anima viene deturpata, viene imbruttita e dentro ci si rende conto della degradazione, dell’inganno in cui si è caduti; quel momento è molto delicato e si può fare scegliere se chiedere perdono a Dio e cercare di non peccare più, oppure tacitare la voce della coscienza e perseverare sulla via del peccato.

Chi reagisce con il pentimento, con il proposito di non peccare più e rafforzandosi spiritualmente per resistere alle tentazioni future si mette sulla via giusta; chi decide di tacitare la coscienza si perverte e diventa insensibili al male commesso, il suo cuore si indurisce nel peccato. La caduta nel peccato è un’esperienza di tutti, anche diversi Santi sono stati peccatori.

Mettiamoci davanti alla Croce, rendiamoci conto che lì Cristo con il suo amore ha espiato i nostri peccati al nostro posto e per nostro amore, è morto e risorto perché anche noi potessimo risorgere con Lui. Con il pentimento del cuore, con un abbraccio d’amore, con la consapevolezza del male fatto, con il proposito di non peccare più, dobbiamo rialzarci e tornare a Dio. La conversione apre il cuore a Dio e porta alla salvezza, la perversione indurisce il cuore e porta alla perdizione. Dio salva tutti quelli che si pentono, che si liberano dal giogo del maligno. Pentiamoci, confessiamoci, ritorniamo a essere creature vive e amici di Dio. La caduta nel male ci serva per essere più vigilanti e più attenti perché satana verrà ancora a visitarci, ma noi ci saremo fortificati e sapremo come scacciarlo e rimanere saldi sulla via di Dio.  

La mortificazione degli occhi, della lingua e della gola

La Regina della pace ha rinverdito il digiuno della Chiesa delle origini, il mercoledì e il venerdì a pane e acqua proprio come esercizio di rinuncia. Inoltre, il significato è profondo perché il pane richiama l’Eucarestia e l’acqua il Battesimo. La Madonna ha detto che l’esercizio del digiuno si deve ampliare perché la sua finalità è quella di esercitare il nostro libero arbitrio a dire no al peccato. Quando satana ci presenta la tentazione – che è sempre il male tinto di bene – dobbiamo essere forti e resistere, dire di no. La natura umana che riceve il Battesimo ha la grazia di vedere cancellato il peccato originale e quindi diventa il tempio dello Spirito Santo; rimane però la conseguenza del peccato originale che si chiama concupiscenza che è stata tripartita in concupiscenza della carne, degli occhi, della lingua. La concupiscenza è quella tendenza al male che insita in noi e che rimane anche dopo il Battesimo.

Il Concilio di Trento ha un’espressione molto forte per spiegare perché Dio ha lasciato che la concupiscenza rimanesse in noi, dice che c’è stata lasciata ad agonem e cioè per il combattimento spirituale. La tendenza al male c’è in ogni persona; solamente la Madonna è stata concepita senza peccato originale e quindi non aveva la concupiscenza. Questa tendenza al male è stata lasciata da Dio affinché, con l’aiuto della grazia dello Spirito Santo, la nostra volontà venisse fortificata, la nostra mente venisse illuminata e quindi attraverso il combattimento spirituale perveniamo al dominio di noi stessi che consiste nel dire no alla concupiscenza della carne, degli occhi e della vita.

I desideri impuri vengono elencati dal Vangelo e anche nelle Lettere di San Paolo, prolificano in noi e se non li teniamo a bada ci portano alla rovina. Questa tendenza al male che è in noi se non viene mortificata prende il sopravvento.

Mortificare significa “dare la morte” a questi desideri. È come se in un giardino non sradichiamo le erba infestanti, accade che soffocano tutto il resto. Se permettiamo ai desideri della carne di prevalere, essi si fortificano, prendono il possesso di noi stessi e ci fanno schiavi del peccato. Quando parliamo di digiuno dobbiamo allargare il concetto e comprendere la rinuncia a tutti i desideri della carne che germinano in noi e sui quali satana costruisce le sue tentazioni.

Satana è un abile tentatore che presenta qualcosa che la carne desidera. E siccome ciascuno di noi ha desideri diversi, satana offre a ognuno la tentazione ad hoc. Satana studia le debolezze e si insinua proprio in esse. Se, allora, non siamo allenati alla rinuncia satana ci cattura molto facilmente. Di qui l’importanza della mortificazione dei desideri peccaminosi che è il combattimento spirituale quotidiano e che dura tutta la vita.

Il combattimento spirituale talvolta è estenuante. Dentro di noi ci sono tendenze gravi, vizi di carattere spirituale come la vendetta, l’odio, la cattiveria, l’invidia, la superbia; sono veleni micidiali che uccidono la presenza di Dio nell’anima. Nella nostra vita quotidiana, allora, dobbiamo esercitare quella scienza che si chiama ascetica e che è proprio l’esercizio di rinuncia ai desideri della carne. Senza il dominio rispetto a questi desideri può accadere che molte vite vengano rovinate, distrutte da vizi come l’alcool, la droga, i disordini sessuali; ci sono poi vizi peggiori che distruggono l’anima e non solo il corpo e sono l’odio, l’invidia, la vendetta, la violenza.

È molto importante, allora, esercitare il digiuno inteso come una rinuncia a tutto ciò che satana ci offre e con il quale ci fa deviare rendendoci schiavi di noi stessi. La mortificazione degli occhi, della lingua e della gola è classica nell’ascetica cristiana, abbraccia sia la parte materiale che quella spirituale dell’uomo. Come dicono i padri dell’ascetica gli occhi sono la finestra dell’anima; l’anima entra in contatto con il mondo proprio attraverso gli occhi. Dagli occhi può entrare qualsiasi cosa, dalla bellezza del Creato alle brutture del mondo; la lettura è un esercizio degli occhi e nel medesimo tempo dell’intelletto, possiamo leggere cose meravigliose che elevano l’anima o cose orripilanti che la sporcano, la inquinano e ci deviano. L’importanza dell’esercizio degli occhi è fondamentale. Sapere abbassare gli occhi per non vedere il male che satana ci mostra per attirarci e per farci suoi è oggi un esercizio sempre più necessario; guardando la televisione o il cellulare possiamo far entrare dentro di noi di tutto, di qui l’importanza dell’ascesi, della rinuncia. Possiamo decidere di usare questi strumenti che il mondo mette a disposizione solamente per nutrire l’anima, abbellirla, elevarla. Ad esempio, si può abbellire la propria casa con dei quadri che rappresentano la natura, con delle belle immagini anche sacre; considerando che in casa si passa molto tempo, ne deriva che la nostra anima viene nutrita attraverso gli occhi da cose belle. Chi sceglie, invece, di mettere in casa quadri di cattivo gusto di certo non edifica la propria anima, non la nutre. Anche la lettura passa attraverso gli occhi ed è quindi fondamentale saper scegliere libri che edificano. Bisogna disciplinare gli occhi e scegliere che cosa vedere.

Questo riguarda anche la mortificazione della gola. Tutti sanno che la mortificazione della gola preserva la salute e ci dà una lunga serie di anni da vivere sulla Terra. Molte volte la nostra salute dipende da quello che mangiamo. I padri del deserto erano longevi, si nutrivano con pane secco e acqua, solamente al sabato mangiavano verdure, carne o latticini. La sobrietà nel cibo fa stare bene di salute, tiene la mente fresca. Oggi si fa di tutto per mantenersi in forma ma si è dimenticata una scoperta antica, una medicina preventiva che è il dominio del corpo attraverso l’ascesi della gola. Senza tenere a bada la gola distruggiamo noi stessi.

Anche la mortificazione della lingua è molto importante. Una parola mal detta può scatenare una guerra. Nella vita quotidiana il silenzio porta la pace. Se non la si tiene a bada, il rischio è di lanciare dardi infuocati che uccidono le persone delle quali parliamo. È importante nella vita quotidiana usare la lingua per dire le parole della pace, dell’incoraggiamento, dell’amore, del perdono. Pensiamo alle parole che ha detto Gesù Cristo, tutte piene di luce, di verità e di bontà, così siano anche le nostre parole. Costruiamo noi stessi con parole sagge, prudenti, vere, piene di comprensione, di stima e di amore per altri. Chi sa usare la lingua secondo i criteri della bontà, del perdono, della verità diventa un benefattore di se stesso e dell’umanità.

Riscopriamo tutto ciò che ci rende immagine di Dio. È un lungo cammino spirituale quotidiano che dura tutta la vita ma che porta dei risultati; si distinguono le persone che esercitano il dominio di sé in tutto, anche nella sobrietà della vita, nell’uso del denaro che serve per fare del bene e non per fare del male. Tutto questo esige dentro di noi un lavorio continuo facendo riferimento sempre a Cristo, che è l’immagine che dobbiamo riflettere attraverso la mortificazione. Dobbiamo, per così dire, scolpire noi stessi attraverso l’esercizio della mortificazione affinché la nostra immagine rifletta quella di Gesù. Anche la Regina della pace ci ha esortato a essere sua immagine e non immagine di satana.

Il rinnovo delle promesse battesimali

Il rinnovo delle promesse battesimali è una pratica che deve entrare nel nostro bagaglio di preghiere. Di tanto in tanto dobbiamo rinnovare le nostre promesse battesimali e farne un’abitudine. La nostra identità di cristiani è quella di essere figli di Dio. Grazie al Sacramento del Battesimo siamo diventati figli di Dio e membri del Corpo Mistico di Cristo che è la Chiesa.

Ecco allora il testo del rinnovo promesse battesimali che viene letto nella Celebrazione del Sabato Santo con l’introduzione del celebrante, le domande e le risposte dell’assemblea.

Fratelli carissimi, per mezzo del Battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale del Cristo, siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere con lui a vita nuova. Ora, rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunciato a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella santa Chiesa Cattolica.

Rinunziate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio?

Rinunzio.

Rinunziate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?

Rinunzio.

Rinunziate a satana, origine e causa di ogni peccato?

Rinunzio.

Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

Credo.

Credete in Gesù Cristo, suo unico figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, mori e fu sepolto e resuscitato dal morti e siede alla destra del Padre?

Credo.

Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?

Credo.

Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla in Cristo Gesù nostro Signore.

Amen.

La prima parte è la rinuncia. Anche il digiuno quaresimale, molto caro anche alla Regina della pace che ne ha spiegato la finalità e cioè abituarci a piccole rinunce di cose materiali per esercitare la volontà in modo tale che poi abbiamo la forza di rinunciare la male, alle seduzioni di satana e a satana stesso. Il digiuno, allora, ci abitua a dire no alle tendenze della carne, soprattutto quando ci portano verso il male. Il digiuno ci abitua a dire no a satana. Attraverso la rinuncia apriamo il cuore verso l’alto e diamo la totale adesione di noi stessi a Cristo.

La prima rinuncia è quella a satana. Se vedessimo satana così com’è indubbiamente scapperemmo, è l’orrore personificato. La rinuncia a satana presuppone il discernimento che è quella illuminazione interiore dello Spirito Santo attraverso la quale riusciamo a smascherare satana, a vedere i suoi inganni. Satana indora i frutti che ci propone rendendoli appetitosi e invitanti, ma con il discernimento spirituale possiamo capire che si tratta di frutti velenosi. Satana è un abile tentatore, sa come mascherare il male sottoforma di desiderio, di bramosia. La tentazione del demonio è quella di farci desiderare di essere come Dio ed è la tentazione nel quale lui stesso è caduto; infatti, nel momento in cui è stato creato ed elevato in grazia, Lucifero non ha sopportato che ci fosse un Creatore sopra di lui e ha voluto mettersi al posto di Dio. Questo atteggiamento di superbia, di rifiuto di Dio, di prepotenza e di alterigia, lo comunica a noi nella tentazione quando ci offre qualcosa che è contro i Comandamenti di Dio come la violenza, l’adulterio, i furti e tutto ciò che è male. La rinuncia a satana è una cammino interiore che inizia rinunciando alle sue tentazioni, alle sue seduzioni, alle sue opere con le quali ci presenta il male da fare tinto di bene per portarci alla rovina.

Dobbiamo, allora, esercitarci alla rinuncia che è dolorosa e faticosa. Specialmente i primi combattimenti spirituali, in un mondo imbevuto di peccato, sono molto difficili da affrontare. Dentro di noi c’è fame di mondo che soffoca la fame di Dio e che soffoca noi stessi. Noi distruggiamo noi stessi mangiando il mondo e edifichiamo noi stessi mangiando Dio. Per nutrirci di Dio dobbiamo avere la fame di Dio. Per avere la fame di Dio bisogna estirpare la fame di mondo che sono le sette bocche mai sazie dei vizi capitali.

La battaglia della rinuncia a satana è furiosa, è tremenda, è sanguinante. È una battaglia durissima e molte volte prevede le sconfitte e l’umiltà di ricominciare da capo riaffidandosi a Dio. Il combattimento spirituale contro il mondo, il demonio e i vizi capitali che sono in noi, richiede una rinuncia quotidiana. Più ci applichiamo nella rinuncia e più essa stessa diventa facile. Nella battaglia spirituale, quei vizi che ci sembrano quasi impossibili da combattere, alla fine diventa facile. L’esercizio quotidiano alla rinuncia rende facile dire no a satana. Quando arriviamo a dire no facilmente ci sentiamo liberi e capiamo la libertà dei figli di Dio. Ci sentiamo liberi in questo mondo e non siamo più soggetti alla tirannia dei vizi capitali che portiamo in noi.

La seconda parte del rinnovo delle promesse battesimali è quella della fede. Dopo esserci liberati interiormente con la rinuncia, ci è più facile dire sì a Dio perché non abbiamo più il peso del male e del peccato dentro di noi. Il demonio non ci tiene più al guinzaglio, siamo liberi. La professione di fede, allora, diventa qualcosa di bello, di gioioso, di totale che ci fa pregustare già in questa vita un pezzetto di Paradiso. La professione di fede è la proclamazione dell’appartenenza a Dio, del nostro amore per Lui, del nostro totale abbandono in Lui. Il Credo prosegue poi con la professione di fede in Cristo. Oggi il mondo ci ha reso schiavi della carne e della superbia, Cristo è stato rinnegato. La superbia ci ha reso incapaci di vedere Dio, di credere in Dio, di scegliere per Dio. L’ateismo è una resa alla mondanità, a satana che è l’avversario di Dio. Allora, liberi dalla superbia della carne, dalla concupiscenza degli occhi e dalla superbia della vita, lasciamo che la professione di fede sgorghi dal nostro cuore come una fontana d’acqua fresca.

Nel momento in cui riusciamo a recitare il Credo così, liberi dal male e aperti totalmente a Dio, pregustiamo già il Paradiso!

«Ma voi siete addormentati» (Messaggio del 25 febbraio 2026)

Le parole della Regina della pace sono la luce che illumina il nostro cammino. Il Messaggio del 25 febbraio 2026, che ci introduceva alla Quaresima, è un’indicazione per il cammino di conversione.

In questo Messaggio la Madonna ha usato un’espressione che ricorre anche nel Vangelo proprio nei giorni prima della Passione. Nel momento chiave della vita di Gesù gli Apostoli sono arrivati “addormentati”; benché Gesù stesso li avesse seguiti per tre anni, nonostante avesse pregato per la loro fede, nonostante avesse loro la preghiera, nonostante avessero avuto la conferma della fede attraverso i miracoli che Gesù ha compiuto sotto i loro occhi, purtroppo la natura umana è sempre stata imbevuta di mondanità ed è uno dei retaggi del peccato originale.

Questa mondanità tiene l’uomo attaccato alle cose materiali, alle false luci, alle false gioie. Nonostante il lavorio che Gesù ha fatto per tre anni, nonostante la sua presenza e la sua preghiera, nella Pasqua dell’anno della Redenzione e in quella Festa delle Palme gli Apostoli interpretano l’acclamazione di Gesù come “figlio di Davide” in maniera messianica, come il trionfo mondano di Cristo sui suoi nemici. Anche gli Apostoli sono stati sedotti dalle vanità di questo mondo, dalle false grandezze, dalla falsa gloria. Quando, poi, si ritrovano nel Cenacolo discutevano su chi fosse il più grande dal punto di vista terreno. Gesù, allora, indossa una cintola e lava loro i piedi insegnando con questo gesto che il più grande si china e diventa il più piccolo.

Nonostante questa lunga preparazione da parte di Gesù, nonostante vivessero il Vangelo giorno e notte in prima persona accanto a Cristo, vediamo come la mondanità abbia catturato anche loro fino a farli arrivare impreparati al momento più importante della vita di Gesù e cioè la Passione che inizia dal momento dell’Ultima Cena. Infatti, il Giovedì Santo, nella parole di Gesù “Questo è il mio corpo donato per voi”, “Questo è il mio sangue versato per voi” c’è la rappresentazione della sua morte in Croce. Benché il traditore fosse presente in quel momento e benché Gesù abbia detto apertamente che uno tra loro lo avrebbe tradito, pensano che Giuda sia uscito dal Cenacolo per fare la carità a dei poveri quando invece era andato a vendere Gesù per trenta denari. Gli Apostoli erano totalmente accecati.

Cristo chiama Pietro, Giacomo e Giovanni – cioè i tre Apostoli che sono stati presenti nei momenti gloriosi della sua vita come la Trasfigurazione – per sostenerlo nella preghiera nell’orto degli Ulivi mentre è in agonia, suda sangue e pronuncia la frase: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia, non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. Il Padre manda anche un angelo per dare al Figlio conforto, ma Gesù vorrebbe il conforto dei suoi Apostoli, si avvicina a loro e li sorprende addormentati, dimostrando di essere incapaci di comprendere il momento che stavano vivendo. Quando, poi hanno visto i soldati avvicinarsi per catturare Gesù per imprigionarlo e ucciderlo sono fuggiti. Pietro ha avuto una reazione umana, ha sguainato la spada per ferire a un orecchio un soldato. Ma successivamente non ha seguito Gesù da vicino, bensì lo guardava da lontano e quando una serva lo ha identificato come amico di Gesù, per tre volte l’Apostolo lo ha rinnegato.

Oggi la Madonna ha ripreso questa espressione e nel Messaggio del 25 febbraio 2026 ha detto che siamo addormentati. Viviamo in un passaggio storico indubbiamente particolare, la Madonna è qui da così tanto tempo come mai è accaduto, lei stessa ha detto che queste sono le sue ultime apparizioni qui sulla Terra. La Regina della pace, inoltre, appare coronata di dodici stelle e con i piedi poggiati su una nuvola proprio come la Donna vestita di Sole descritta dal capitolo XII dell’Apocalisse.

La Regina della pace ha detto che siamo addormentati perché siamo come gli Apostoli che non hanno capito il momento che stavano vivendo. Gli Apostoli hanno creduto che il momento dell’umiliazione fosse il momento del trionfo. Il trionfo di Cristo è avvenuto dopo ed è passato attraverso la morte in Croce.

Dopo tutti questi anni di apparizioni rischiamo di arrivare impreparati al tempo dei Segreti, non solo perché non abbiamo dimostrato interesse per la presenza di Maria, non abbiamo fatto un cammino di conversione e ci siamo fatti coinvolgere dalle cose mondane. Molti, poi, si sono preparati male approfittando del fatto che la Madonna è qui per loro rendiconto. Questa è una tentazione che ha mietuto molte anime. Molti non hanno risposto alla chiamata ma tra quelli che hanno risposto alla chiamata ci sono tanti che non hanno perseverato, si sono persi dietro le cose di questo mondo e hanno approfittato della situazione per riempirsi le tasche.

Quando ci si renderà conto che questo non è il momento del trionfo, è il momento di bere il calice amaro. Questo ammonimento della Regina della pace non deve essere assolutamente sottovalutato, personalmente mi ha impressionato l’espressione «ma voi siete addormentati». Non siamo preparati al momento della Passione; passando incolumi attraverso il tempo dei Segreti trionferemo con Maria! Che queste parole della Regina della pace ci aiutino perché sappiamo che nel momento della Passione sono crollati perfino gli Apostoli, Pietro ha rinnegato Gesù tre volte e solamente Giovanni era accanto a Maria ai piedi della Croce e, difatti, ha avuto il grande dono di rappresentare la Chiesa quando Gesù ha detto a sua Madre “Donna, ecco tuo figlio”; poi, rivolgendosi a Giovanni ha detto “Figlio, ecco tua madre”.

Dobbiamo fortificarci, indossare l’armatura di Dio, l’elmo della speranza e sfoderare la spada della testimonianza della Parola di Dio.

Per un mondo senza Dio non c’è futuro

La Regina della pace è molto preoccupata e più di una volta ha detto che per un mondo senza Dio non c’è futuro. È importante analizzare questa espressione di Maria proprio per capire perché per un mondo senza Dio non c’è futuro. Sembra quasi un’espressione azzardata, eppure è ben motivata. Facciamo un esempio. Senza il Sole sulla Terra non ci sarebbe la vita, ci sarebbe la morte. Allo stesso modo vale per il mondo che senza Dio non ha futuro. Dio crea il mondo istante dopo istante, lo sostiene, lo protegge, lo sorregge, lo motiva e lo fa fiorire. Senza Dio il mondo secca e muore come un ramo staccato dall’albero. È questa la situazione del tempo nel quale viviamo.

A questo riguardo è opportuno fare un’analisi di carattere esistenziale. Considerando che cos’è l’essere umano e cioè una creatura straordinaria di Dio che però è decaduta dalla sua situazione di bellezza, di grandezza e di santità originaria e ha avuto una ferita grave che è il morso del serpente. Quando nasciamo abbiamo dentro di noi la radice del male che viene chiama concupiscenza. È una spinta al male che abbiamo dentro di noi ed è anche una situazione di lontananza oggettiva da Dio perché siamo avvolti dalla tenebra del peccato originale che viene trasmesso per generazione. Attraverso Adamo ed Eva il peccato, per generazione, viene trasmesso a ogni essere umano che nasce con questa macchia di peccato e con questa spinta al male.

Con il Battesimo viene tolta la macchia del peccato originale per cui con questo Sacramento diventiamo il tempio dello Spirito Santo, diventiamo la dimora di Dio e diventiamo suoi figli. La spinta al male rimane, non è un peccato ma spinge al peccato. Questa è quella situazione esistenziale che abbiamo dentro di noi e che spinge al combattimento spirituale; Gesù stesso nel Vangelo lo rivela con parole inequivocabili:

Poi, chiamata di nuovo la folla a sé, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete: non c’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; sono le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo. [Se uno ha orecchi per udire oda.]» Quando lasciò la folla ed entrò in casa, i suoi discepoli gli chiesero di spiegare quella parabola. Egli disse loro: «Anche voi siete così incapaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina?» Così dicendo, dichiarava puri tutti i cibi. Diceva inoltre: «È quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l’uomo». (Matteo 7,14-23)

Noi ci chiediamo, allora, come possiamo guarire da questa ferita che produce questi effetti tremendi che inquinano e distruggono la vita umana e il mondo. Prima ancora della bomba atomica è il male morale che distrugge il mondo; d’altra parte, la bomba atomica è un prodotto della superbia e dell’avidità dell’uomo. Finora né la scienza né la tecnica hanno potuto fare nulla in questo campo; mentre hanno potuto ottenere buoni risultati per la cura del corpo e dei malanni, per quanto riguarda la guarigione dal male che è in noi non è stata trovata alcuna soluzione. Anche le varie religioni, che comunque sono tentativi umani di curare il male che è in noi con mezzi spirituali come l’ascetica, la rinuncia, le varie forme anche positive che ci sono nelle filosofie religiose e nelle religioni non cristiane; di fatto, però, non sono in grado di cambiare l’uomo, di guarirlo, di far sì che l’uomo sia nella pace profonda e nella gioia. È l’amore di Dio che guarisco la ferita del male che è in noi e che ci dà la possibilità di illuminare la nostra mente in modo tale da non essere ingannati, ma soprattutto di riscaldare il nostro cuore in modo tale che esca dal perimetro dell’egoismo e abbia la capacità di amare prima di tutto Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi.

È l’amore di Dio la medicina che ci cura, solo Dio ci dà la vera pace, è l’amore di Dio che ci rende capaci di amare, è la verità di Dio che ci rende capaci di conoscere la verità. Tutto ciò che è bello, buono e santo e che viene da Dio dà la possibilità a noi stessi, attraverso la fatica e il cammino spirituale, di essere persone buone e sante. La Chiesa propone i Santi come esempi al popolo di Dio perché la gente si renda conto che quella ferita maligna che è nel cuore dell’uomo può essere guarita con l’amore di Dio. I Santi sono coloro che sono progrediti nell’amore di Dio che li ha guariti.

La guarigione qui su questa Terra, ovviamente, è molto relativa. Il compimento avverrà quando saremo in Cielo, nell’intima unione con Cristo entreremo nella comunione trinitaria, nell’amore divino. Questa è la nostra destinazione ultima che però possiamo già realizzare qui sulla Terra attraverso il cammino di santità. Perché si arrivi a questo sono necessarie la chiamata alla conversione, la preghiera, la fede, l’amore e la rinuncia. Attraverso questo cammino spirituale rinnoviamo noi stessi, il mondo si rinnova e il bene prevale sul male.

Togliendo Dio e il suo amore, questa ferita maligna che è in noi si diffonde come la gramigna, occupa tutto il giardino e distrugge tutto. È quello che accade nel mondo d’oggi dove sovrabbonda la malvagità, dove il male abbonda nel cuore degli uomini e si impadronisce della loro vita proprio perché non si crede più in Dio. È come togliere il Sole, la conseguenza è che tutto muore, la vita sparisce. Allo stesso modo se si toglie Dio dalla vita sparisce la vita, l’amore, la felicità. Più ci si allontana da Dio e più si diventa a immagine del demonio: prevale l’odio, la violenza, la supponenza, la cattiveria. Senza Dio c’è degradazione fino agli abissi dell’inferno. La nostra società sta scivolando verso abissi infernali, basta guardarsi intorno e questo accade perché abbiamo abbandonato il Dio dell’amore della pace, ci siamo costruiti i nostri idoli che adoriamo e di conseguenza adoriamo i nostri vizi.

Non facciamoci illusioni. Se non siamo radicati in Dio, se non abbiamo la corazza della fede, la spada della Parola di Dio, l’elmo della speranza, non reggiamo al combattimento contro il mondo e contro il maligno che si appropria di noi, scardina le porte dei cuori e vi entra come padrone. Tutto questo è ben visibile in noi stessi e nel mondo. È tempo di convertirci, di ritornare a Dio, di ritornare alla fede, all’amore. Diamo un calcio al mondo, alle sue seduzioni. Il mondo è un giardino di fiori finti pieno di serpenti e di scorpioni.

La Madonna ha usato parole inequivocabili: «satana regna» perciò dobbiamo essere quelli che attingono ai Cuori di Gesù e di Maria e portano il loro amore anche ai nostri cari e via via nel mondo. Finché ci saranno più cuori inquinati che cuori purificati il mondo andrà sempre peggio. Noi facciamo la nostra parte e aggiungiamo il nostro cuore che si purifica agli altri cuori che si purificano e così saremo fra quelli che aiutano il bene a prevalere e impediscono al male di dominare nel mondo.

La Madonna ha detto che per il mondo senza Dio non c’è futuro perché ne diventa padrone il demonio che è il distruttore. Ogni volta che la Regina della pace parla del demonio usa l’espressione distruzione. Il demonio è veramente il distruttore di tutto ciò che c’è di bello, di buono e di santo nel mondo. Il diavolo con le sue ideologie, le sue menzogne, le sue seduzioni e i suoi inganni distrugge noi stessi e la nostra vita. Il diavolo fa incetta di anime, le miete. Stiamo attenti, vegliamo sulla porta del nostro cuore e preserviamo la nostra anima dall’attacco di satana.

La fede va testimoniata con coraggio

Nel Messaggio del 25 giugno 2025 la Regina della pace ci ha messo in guardia dalle ideologie: «Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere». In questi ultimi decenni abbiamo visto un’accelerazione dell’ideologia modernista che esclude il soprannaturale, quindi esclude Dio, esclude l’Aldilà, esclude l’anima, esclude la moralità come luce divina che illumina il cuore umano e quindi esclude la trascendenza e rinchiude l’uomo in una monade senza porte e senza finestre. È chiaro che in questa situazione esistenziale i bilanci sono molto chiari, vediamo lo spettacolo triste di una crisi della cristianità, specialmente in Occidente dove la religione cristiana – che è la religione di Dio che si fa uomo – è stata sostituita dalla religione dell’uomo che prende il posto di Dio.

Ormai essere cristiani, trovare dei cristiani è diventato sempre più difficile. Non si può parlare di chiese vuote del tutto, ma certamente la partecipazione all’Eucarestia è calata notevolmente soprattutto da parte delle nuove generazione e dei giovani adulti. Molti vivono vagando qua e là, senza una meta, senza un cammino trascendente che guarda all’Aldilà o che va oltre l’orizzonte della finitezza.

Viviamo in mezzo a una generazione che ha rifiutato Cristo e ha scelto per il mondo. Non c’è dubbio che satana abbia ottenuto la sua vittoria più grande. Non per nulla la Madonna, all’inizio del nuovo millennio, il 1° gennaio 2001 ha fatto un’affermazione apocalittica quando ha detto che satana è sciolto dalle catene. Effettivamente la nostra generazione ha ripetuto il peccato dei progenitori; come Adamo ed Eva hanno preferito ascoltare satana anziché ascoltare Dio, allo stesso modo la nostra generazione ha ascoltato il sibilo del serpente e ha abbandonato la fede e la Croce per realizzare se stessa con la scienza e con la tecnica. È l’impostura anticristica dell’uomo che glorifica se stesso al posto di Dio. Questo è il tempo nel quale viviamo.

È difficile oggi proporre il messaggio cristiano perché dall’altra parte c’è una supponenza di chi propone la cultura dei risvegliati che si mettono al posto di Dio. In questa seconda ricaduta nel peccato dei progenitori, l’umanità sta precipitando nell’abisso dell’autodistruzione per disperazione. Senza Dio siamo come tralci secchi buoni solamente per riattizzare il fuoco della geenna.

Siamo passati dal vivere cristianamente in famiglie dove si respirava la presenza di Dio all’eliminazione sistematica della luce, della divinità, della grazia e abbiamo messo già i piedi nell’inferno. Man mano si sono svuotate le chiese, i monasteri, i seminari dell’intero Occidente e al posto di Cristo regna satana, come ha detto chiaramente la Madonna nel Messaggio del 25 marzo 2020.

Al posto di Cristo regnano mammona, la superbia, la cupidigia, l’empietà, l’inganno, la menzogna. Questo è lo spettacolo che abbiamo sotto gli occhi e in questo contesto dobbiamo avere il coraggio di testimoniare la fede, di essere cristiani. Non vergogniamoci di essere cristiani perché, come ha detto Gesù: “Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui quando verrà nella gloria del Padre suo con i santi angeli” (Mc 8,38). Dimostriamo di essere cristiani, non solo ai non credenti ma a satana stesso; indossiamo un simbolo che ci identifichi cristiani, mettiamo un segno anche nelle nostre case. Dimostriamoci cristiani con la nostra persona, con il nostro modo di parlare e di comportarci; in tutto ciò che facciamo e in tutto ciò che diciamo manifestiamo di essere quei tralci della vita vera che produce uva buona.

È questa la missione che la Madonna ci ha affidato nel nostro tempo e cioè essere a sua immagine: «Cari figli, non permettete che satana si impadronisca dei vostri cuori, così da diventare la sua immagine anziché la mia» (Messaggio del 30 gennaio 1986). Dobbiamo avere il coraggio di testimoniare la fede con la vita, con le parole, con la carità, con la bontà, con la compassione. La Madonna ci chiede di essere lievito, sale della Terra, lampada di luce per gli altri. Accogliamo questo compito con gioia e la nostra vita si rivestirà di luce, di gioia, di Cielo!

Oggi la Chiesa offre bellissimi esempi di ragazzi che hanno vissuto santamente come Carlo Acutis, Piergiorgio Frassati, Marco Gallo proprio perché i giovani di oggi ne seguano le tracce per realizzare la vita, per renderla grande. La santità rende grandi e immortali!

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