La Regina della pace è molto preoccupata e più di una volta ha detto che per un mondo senza Dio non c’è futuro. È importante analizzare questa espressione di Maria proprio per capire perché per un mondo senza Dio non c’è futuro. Sembra quasi un’espressione azzardata, eppure è ben motivata. Facciamo un esempio. Senza il Sole sulla Terra non ci sarebbe la vita, ci sarebbe la morte. Allo stesso modo vale per il mondo che senza Dio non ha futuro. Dio crea il mondo istante dopo istante, lo sostiene, lo protegge, lo sorregge, lo motiva e lo fa fiorire. Senza Dio il mondo secca e muore come un ramo staccato dall’albero. È questa la situazione del tempo nel quale viviamo.
A questo riguardo è opportuno fare un’analisi di carattere esistenziale. Considerando che cos’è l’essere umano e cioè una creatura straordinaria di Dio che però è decaduta dalla sua situazione di bellezza, di grandezza e di santità originaria e ha avuto una ferita grave che è il morso del serpente. Quando nasciamo abbiamo dentro di noi la radice del male che viene chiama concupiscenza. È una spinta al male che abbiamo dentro di noi ed è anche una situazione di lontananza oggettiva da Dio perché siamo avvolti dalla tenebra del peccato originale che viene trasmesso per generazione. Attraverso Adamo ed Eva il peccato, per generazione, viene trasmesso a ogni essere umano che nasce con questa macchia di peccato e con questa spinta al male.
Con il Battesimo viene tolta la macchia del peccato originale per cui con questo Sacramento diventiamo il tempio dello Spirito Santo, diventiamo la dimora di Dio e diventiamo suoi figli. La spinta al male rimane, non è un peccato ma spinge al peccato. Questa è quella situazione esistenziale che abbiamo dentro di noi e che spinge al combattimento spirituale; Gesù stesso nel Vangelo lo rivela con parole inequivocabili:
Poi, chiamata di nuovo la folla a sé, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete: non c’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; sono le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo. [Se uno ha orecchi per udire oda.]» Quando lasciò la folla ed entrò in casa, i suoi discepoli gli chiesero di spiegare quella parabola. Egli disse loro: «Anche voi siete così incapaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina?» Così dicendo, dichiarava puri tutti i cibi. Diceva inoltre: «È quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l’uomo». (Matteo 7,14-23)
Noi ci chiediamo, allora, come possiamo guarire da questa ferita che produce questi effetti tremendi che inquinano e distruggono la vita umana e il mondo. Prima ancora della bomba atomica è il male morale che distrugge il mondo; d’altra parte, la bomba atomica è un prodotto della superbia e dell’avidità dell’uomo. Finora né la scienza né la tecnica hanno potuto fare nulla in questo campo; mentre hanno potuto ottenere buoni risultati per la cura del corpo e dei malanni, per quanto riguarda la guarigione dal male che è in noi non è stata trovata alcuna soluzione. Anche le varie religioni, che comunque sono tentativi umani di curare il male che è in noi con mezzi spirituali come l’ascetica, la rinuncia, le varie forme anche positive che ci sono nelle filosofie religiose e nelle religioni non cristiane; di fatto, però, non sono in grado di cambiare l’uomo, di guarirlo, di far sì che l’uomo sia nella pace profonda e nella gioia. È l’amore di Dio che guarisco la ferita del male che è in noi e che ci dà la possibilità di illuminare la nostra mente in modo tale da non essere ingannati, ma soprattutto di riscaldare il nostro cuore in modo tale che esca dal perimetro dell’egoismo e abbia la capacità di amare prima di tutto Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi.
È l’amore di Dio la medicina che ci cura, solo Dio ci dà la vera pace, è l’amore di Dio che ci rende capaci di amare, è la verità di Dio che ci rende capaci di conoscere la verità. Tutto ciò che è bello, buono e santo e che viene da Dio dà la possibilità a noi stessi, attraverso la fatica e il cammino spirituale, di essere persone buone e sante. La Chiesa propone i Santi come esempi al popolo di Dio perché la gente si renda conto che quella ferita maligna che è nel cuore dell’uomo può essere guarita con l’amore di Dio. I Santi sono coloro che sono progrediti nell’amore di Dio che li ha guariti.
La guarigione qui su questa Terra, ovviamente, è molto relativa. Il compimento avverrà quando saremo in Cielo, nell’intima unione con Cristo entreremo nella comunione trinitaria, nell’amore divino. Questa è la nostra destinazione ultima che però possiamo già realizzare qui sulla Terra attraverso il cammino di santità. Perché si arrivi a questo sono necessarie la chiamata alla conversione, la preghiera, la fede, l’amore e la rinuncia. Attraverso questo cammino spirituale rinnoviamo noi stessi, il mondo si rinnova e il bene prevale sul male.
Togliendo Dio e il suo amore, questa ferita maligna che è in noi si diffonde come la gramigna, occupa tutto il giardino e distrugge tutto. È quello che accade nel mondo d’oggi dove sovrabbonda la malvagità, dove il male abbonda nel cuore degli uomini e si impadronisce della loro vita proprio perché non si crede più in Dio. È come togliere il Sole, la conseguenza è che tutto muore, la vita sparisce. Allo stesso modo se si toglie Dio dalla vita sparisce la vita, l’amore, la felicità. Più ci si allontana da Dio e più si diventa a immagine del demonio: prevale l’odio, la violenza, la supponenza, la cattiveria. Senza Dio c’è degradazione fino agli abissi dell’inferno. La nostra società sta scivolando verso abissi infernali, basta guardarsi intorno e questo accade perché abbiamo abbandonato il Dio dell’amore della pace, ci siamo costruiti i nostri idoli che adoriamo e di conseguenza adoriamo i nostri vizi.
Non facciamoci illusioni. Se non siamo radicati in Dio, se non abbiamo la corazza della fede, la spada della Parola di Dio, l’elmo della speranza, non reggiamo al combattimento contro il mondo e contro il maligno che si appropria di noi, scardina le porte dei cuori e vi entra come padrone. Tutto questo è ben visibile in noi stessi e nel mondo. È tempo di convertirci, di ritornare a Dio, di ritornare alla fede, all’amore. Diamo un calcio al mondo, alle sue seduzioni. Il mondo è un giardino di fiori finti pieno di serpenti e di scorpioni.
La Madonna ha usato parole inequivocabili: «satana regna» perciò dobbiamo essere quelli che attingono ai Cuori di Gesù e di Maria e portano il loro amore anche ai nostri cari e via via nel mondo. Finché ci saranno più cuori inquinati che cuori purificati il mondo andrà sempre peggio. Noi facciamo la nostra parte e aggiungiamo il nostro cuore che si purifica agli altri cuori che si purificano e così saremo fra quelli che aiutano il bene a prevalere e impediscono al male di dominare nel mondo.
La Madonna ha detto che per il mondo senza Dio non c’è futuro perché ne diventa padrone il demonio che è il distruttore. Ogni volta che la Regina della pace parla del demonio usa l’espressione distruzione. Il demonio è veramente il distruttore di tutto ciò che c’è di bello, di buono e di santo nel mondo. Il diavolo con le sue ideologie, le sue menzogne, le sue seduzioni e i suoi inganni distrugge noi stessi e la nostra vita. Il diavolo fa incetta di anime, le miete. Stiamo attenti, vegliamo sulla porta del nostro cuore e preserviamo la nostra anima dall’attacco di satana.