Una delle caratteristiche delle ideologie del nostro tempo è quella di identificare l’uomo con il suo corpo e rimuovere o negare l’esistenza di un’anima spirituale immortale. Questa consapevolezza di avere un’anima è un patrimonio universale, come la consapevolezza dell’Aldilà che è presente in quasi tutte le culture del mondo. Oggi, invece, siamo arrivati ad una visione materialistica della vita che riguarda soprattutto noi stessi. Ci identifichiamo con il nostro corpo, perciò, passiamo tutta la nostra vita a coltivare il nostro corpo che invece sappiamo essere momentaneo. La vita è come una partita a scacchi con la morte. È una clessidra che si svuota irrimediabilmente, fino all’ultimo granello. Cercare di fermare o camuffare il tempo che passa, non fermerà la morte. La sentenza di morte è arrivata dopo il peccato originale ed è una grazia perché sapendo che dobbiamo morire e sapendo che la vita ha una fine, cerchiamo di realizzarla nel miglior modo possibile.

Oggi, tuttavia, c’è una cultura del corpo esagerata. Siamo arrivati a far diventare il corpo un idolo da coltivare, da soddisfare, da preservare dal tempo che passa, da ringiovanire. Il corpo, come disse San Francesco, è come frate asino che deve sforzarsi, deve lavorare, deve faticare. Il corpo, siccome siamo inquinati dal peccato originale, ha delle tendenze disordinate che si manifestano in diversi modi, tra cui il vizio della gola. Questo vizio, non moderandolo, porta alla distruzione di noi stessi. Oppure il vizio della lussuria che fa molti danni al corpo e all’anima. Diventiamo schiavi delle peggiori passioni. Come dice San Paolo, dobbiamo ingaggiare con il nostro corpo una grande lotta e ridurlo in schiavitù. Significa che dobbiamo far sì che frate asino si metta le redini in bocca e venga domato.

Una delle grandi vittorie della vita è avere avuto una buona educazione, aver imparato a gestire il proprio corpo soprattutto sui vizi della gola e della lussuria. Praticare una sana castità e un dominio sui propri istinti, porta a vivere la vita con serenità, gioiosamente e liberamente. San Paolo afferma che bisogna lottare contro il nostro corpo e le sue tendenze perverse, ridurlo in schiavitù, quindi metterlo nella condizione di non poter nuocere a se stesso. Questo è un esercizio che nella tradizione cristiana si chiama “ascetica”, che è l’arte del dominio del proprio corpo da tendenze che lo portano ad ammalarsi e morire. È un esercizio che deve essere insegnato fin da bambini. Per noi cristiani, diventa molto più facile se pensiamo alla motivazione di fondo, del perché dobbiamo dominare gli istinti cattivi e perversi del corpo: siamo il tempio dello Spirito Santo. Questa motivazione spirituale è molto importante, anche se per l’uomo di oggi è difficile da comprendere in quanto manca di orizzonti spirituali.

Un altro aspetto che la gente può capire meglio è il fatto che se una persona domina con virtù della castità la propria lussuria e con la virtù dell’astinenza la fame di mondo, con l’esercizio dell’ascesi fin da ragazzo, vive una vita sana, libera, piacevole per gli altri. Ci sono molti personaggi pericolosi e che non sanno dominare il proprio corpo. Sono caratterizzati dai vizi dell’avidità, dell’ingordigia, della lussuria, della gola e tutto ciò che degrada l’uomo e lo rende pericoloso e schiavo. Questo è un fronte su cui dobbiamo impegnarci e lavorare quotidianamente.

Il nostro corpo è stato creato da Dio pertanto è qualcosa di buono. Il corpo è parte integrante e nobile dell’uomo insieme all’anima. Il cristianesimo si distingue da una tendenza molto diffusa nel mondo fin dall’antichità, specialmente i popoli indo-europei, ovvero quella di considerare il proprio corpo come un carcere da cui liberarsi. Il corpo secondo queste tendenze è qualcosa di negativo. Nella teoria della reincarnazione, un’anima che non si è purificata nel tempo della vita, nel momento della morte si reincarna in un corpo peggiore. Questa ideologia è molto diffusa nei popoli indo-europei, ma anche in Occidente. Con l’ascesi l’anima si libera dal corpo, si unisce a Dio e il corpo va nella polvere.

Nella visione cristiana, con l’anima si rende il proprio corpo docile alle esigenze della moralità e della santità. Si eleva e si purifica perché il corpo che diventa polvere, dopo la morte, alla fine risorgerà a imitazione del corpo di Cristo Risorto. Alla fine del mondo ci sarà la Resurrezione della carne, i corpi delle anime che si sono salvate e sono in Paradiso, avranno un corpo glorioso come quello di Gesù. I corpi delle anime dannate saranno a immagine della loro dannazione. Che Dio ci scampi da questa tremenda tragedia, dalla quale non possiamo sfuggire se non agiamo subito. Nel momento della morte, l’inferno è eterno come il Paradiso.

Nella visione cristiana il nostro corpo ha un valore, non è destinato a marcire, ma è destinato a risorgere glorioso. Già in questa vita, dobbiamo formare il nostro corpo con la nostra anima pura e santa che lo rende più bello, luminoso e docile ai movimenti dello Spirito.

Tutti pensiamo al nostro corpo, ma con una vita moralmente sana in un’anima sana possiamo evitare tante malattie, una vecchiaia anticipata e una vita breve. Se l’anima è sana anche il corpo lo è. Se l’anima è pervertita anche il corpo si ammala e si deturpa.

Guardiamo alla bellezza della Vergine Maria, a Cristo Risorto, noi saremo come loro se percorreremo la loro medesima strada.