Il mondo di oggi non crede che l’uomo abbia un’anima spirituale e immortale perché la sua fede è il materialismo secondo cui esiste solamente la materia e che l’uomo sarebbe il risultato dell’evoluzione di essa. Ne deriva, allora, che non ci sia una radicale diversità tra il mondo della materia più evoluta che può essere quella della vita animale il mondo dello spirito che è quello dell’uomo stesso che grazie alla sua anima spirituale e immortale può andare oltre l’universo e riconoscerne l’autore che è Dio. Questo si può fare solamente se c’è un intelletto spirituale che va oltre la materia, che la trascende.
Possiamo ben dire che l’essere umano ha anche una capacità di amare che va ben oltre i limiti della finitezza, tanto da desiderare un amore infinito. Tutto questo ci fa capire quanto sia profonda l’espressione famosa del filosofo francese Blaise Pascal che diceva “l’homme passe infiniment l’homme” (l’uomo supera infinitamente l’uomo); ci superiamo sempre di più perché abbiamo un’anima spirituale e immortale.
Conosciamo il destino del corpo perché lo vediamo. Nel momento in cui esaliamo l’ultimo respiro il nostro corpo inizia a raffreddarsi e a decomporsi fino a diventare un pugno di polvere. La fede ci fa fare un salto nel mistero dicendo che il nostro corpo non è destinato a rimanere polvere ma è destinato alla resurrezione gloriosa come il corpo di Cristo Risorto. Con l’ultimo respiro il corpo inizia a decomporsi mentre l’anima sussiste senza il corpo. Nell’ottica cristiana la morte non è la fine della vita ma è il distacco dell’anima dal corpo. Un istante dopo la morte l’anima si trova nella luce del giudizio di Dio.
C’è una bellissima testimonianza sull’Aldilà che ci ha riportato la veggente Ivanka; nei primi tempi delle apparizioni la Madonna le è apparsa con accanto la mamma che aveva perduto poco tempo prima e la cui anima si trovava in Paradiso. L’Aldilà esiste e si mostra. Spesso il Cielo si manifesta sulla Terra, ci sono molte apparizioni di anime del Paradiso, del purgatorio e – a volte, per divina permissione – di anime dannate.
Mentre il corpo inizia a diventare polvere, un istante dopo la morte l’anima viene immediatamente giudicata da Dio. Ecco i numeri 1022 e 1023 del Catechismo della Chiesa Cattolica sul giudizio particolare:
1021 La morte pone fine alla vita dell’uomo come tempo aperto all’accoglienza o al rifiuto della grazia divina apparsa in Cristo. Il Nuovo Testamento parla del giudizio principalmente nella prospettiva dell’incontro finale con Cristo alla sua seconda venuta, ma afferma anche, a più riprese, l’immediata retribuzione che, dopo la morte, sarà data a ciascuno in rapporto alle sue opere e alla sua fede. La parabola del povero Lazzaro e la parola detta da Cristo in croce al buon ladrone così come altri testi del Nuovo Testamento parlano di una sorte ultima dell’anima che può essere diversa per le une e per le altre.
1022 Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre. «Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore».
È una Verità di fede che chi muore nel rifiuto ostile di Dio va all’inferno con satana. L’inferno è proprio la privazione di Dio per tutta l’eternità, con tutte le pene conseguenti a questa privazione. Chi muore con il cuore aperto a Dio e al suo perdono va direttamente in Paradiso oppure temporaneamente nel luogo della purificazione che è il purgatorio. Spesso, quando si parla dell’Aldilà, non si segue l’insegnamento della Chiesa o del Catechismo della Chiesa Cattolica. Non si seguono nemmeno gli ammonimenti della Regina della pace e spesso ci sono degli insegnamenti fuorvianti come quando si dice tutti si salvano. Cristo con il suo sangue ha redento tutti; la Redenzione è un dono che Dio fa e che l’uomo deve accogliere. Se l’uomo non accoglie questo dono non può godere dei frutti degli effetti della Redenzione. Se uno non vuole essere salvato non si salva!
Salvarsi significa vivere con Dio eternamente. Non si può vivere eternamente con Dio se lo si rifiuta. La Madonna, per confermare queste grandi Verità di fede e per contraddire una certa tendenza qualunquistica che liquida l’Aldilà dicendo che non esiste e che ci salviamo tutti, mostrando il primo Segreto di Fatima ai tre pastorelli ha fatto vedere loro l’inferno. Anche ai veggenti di Medjugorje la Regina della pace ha mostrato l’inferno, il purgatorio e il Paradiso. Quando la Madonna ha mostrato l’Aldilà a Mirjana (che non era a Medjugorje con gli altri ma era a Sarajevo), la veggente ha preferito non guardare l’inferno e ha chiesto alla Madonna perché Dio fosse così duro di cuore da mandare le persone all’inferno. La Regina della pace ha risposto che non è Dio a mandare le anime all’inferno, sono loro che scelgono di andarci. È una risposta verissima; vediamo concretamente che davanti all’opzione per eccellenza della vita che è un sì oppure un no a Dio, molti dicono no a Dio e sì al demonio.
La Madonna ha portato insieme nell’Aldilà i veggenti Vicka e Jacov, facendo scoperchiare la cara di quest’ultimo e portandoli con sé fisicamente per mano. I veggenti sono saliti nel Cielo con Maria; Vicka racconta di essere stata presa per la mano destra e Jakov per la mano sinistra. Vicka ha specificato che mentre salivano vedevano la Terra sempre più piccola. In Paradiso, poi, hanno visto una grande luce, le anime avevano vesti diverse, cantavano e lodavano Dio. In purgatorio c’era una nebbia fitta, non vedevano le anime ma sentivano le loro grida di dolore. L’inferno è stato descritto come un fuoco enorme in cui le anime precipitavano e si trasformavano in orribili animali. Si tratta di una testimonianza seria. Dopo circa venti minuti la Madonna li ha riaccompagnati a casa passando ancora per il tetto aperto; quando la mamma di Jakov è rincasata li ha visti piuttosto provati e frastornati, ha chiesto loro cosa fosse successo e i ragazzi hanno raccontato quello che era accaduto.
Ogni volta che Vicka e Jakov hanno raccontato questo episodio ai microfoni di Radio Maria hanno dato molti particolari su quello che avevano visto.
La Madonna ha voluto sottolineare quanto è vero l’insegnamento della Chiesa che ci parla, in base al Vangelo, del destino dell’anima umana che è la gloria eterna di Dio, il luogo della purificazione transitoria che è il purgatorio, il luogo della perdizione eterna che è l’inferno. Già nei primi mesi delle apparizioni di Medjugorje la Madonna ha dato un Messaggio proprio sul numero delle anime che vanno in Paradiso, all’inferno o in purgatorio: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte» (Messaggio del 2 novembre 1983).
Il mondo senza Dio nel quale noi viviamo fa sì che la gente viva e muoia senza Dio. Queste anime in gran numero si perdono per colpa propria e la perdizione alla quale si autocondannano è eterna. La priorità della nostra vita è la salvezza della nostra anima e quindi vivere in grazia di Dio, vivere in comunione con Dio, rivestire la nostra anima della luce e della bontà di Dio, essere immagine di Cristo e di Maria, essere persone buone e caritatevoli, persone pulite, con il cuore aperto.
Dobbiamo avere molta cura della nostra anima, purificarla accostandoci al Sacramento della Confessione, nutrirla con la preghiera e con l’Eucarestia. Questo deve essere il compito della nostra vita in un mondo ateo, dove la vita senza Dio è già un inferno. Facciamo sì che il destino della nostra anima sia quello per cui Dio l’ha creata e cioè conoscerlo e amarlo in questa vita e goderlo per sempre in Paradiso.