"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla fede che si rafforza con la preghiera

Cari amici, molti cristiani affermano di essere credenti ma non praticanti. Questa è un’espressione molto in voga e che molto probabilmente è stata coniata e diffusa dal diavolo, uno slogan che miete molte anime. Si tratta di un sottile inganno diabolico perché senza la pratica della preghiera personale e liturgica, la fede appassisce e muore.

La fede è come un piccolo fiore e la preghiera è l’acqua che lo nutre e lo fa crescere. Molta gente non partecipa alla Santa Messa, si confessa raramente, non riceve la Santa Comunione, non prega nemmeno personalmente e accade così che la fede appassisce, manca di una linfa che la alimenta e inevitabilmente muore. Questo è accaduto a tutta la nostra generazione che nel clima del modernismo in cui è cresciuta ha abbandonato i Sacramenti, la preghiera personale e muore senza Dio. Non c’è da meravigliarsi per quanto ha detto la Regina della pace a Medjugorje: «Oggi molti vanno all’inferno» (25 luglio 1982). La Regina della pace ha detto inoltre che in questo tempo «il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020), questo succede perché ci si allontana dalla preghiera. Manca la linfa vitale e la fede si spegne. Senza la fede non c’è salvezza eterna.

In questa luce si comprende perché la Regina della pace ci invita alla preghiera in tutti i suoi Messaggi. La preghiera è importante perché è un rapporto con Dio, l’anima si apre a Lui, lo ascolta e gli parla. Nella preghiera l’anima riceve da Dio tutte le grazie necessarie per il suo progresso spirituale, riceve tutti i doni dello Spirito Santo, ed è per questo che deve essere alimentata continuamente.

La nostra anima deve essere costantemente orientata a Dio. In questo orientamento ci deve essere il colloquio con Dio come se stessimo parlando con una persona cara a cui vogliamo bene e che è depositaria intima dei nostri segreti spirituali. In un cammino spirituale è bello scambiare le esperienze spirituali, incoraggiarsi, consigliarsi e arricchirsi reciprocamente. Questo atteggiamento di dialogo dobbiamo averlo con Gesù. Apriamo il nostro cuore a Cristo, chiediamogli ciò di cui abbiamo bisogno. La preghiera può essere di domanda, di lode, di ringraziamento, di supplica e nel medesimo tempo di ascolto. Dobbiamo essere come terra arida che aspetta l’acqua della grazia.

Il motivo per cui la nostra generazione ha perso la fede è perché ha smesso di pregare, non riacquisterà la fede finché non ricomincerà a farlo. Il modernismo è quella mentalità che si è molto diffusa nel dopoguerra a livello popolare e ha fatto in modo che la gente smettesse di pregare. Questa corrente di pensiero è diventata un modo di concepire la vita che esclude il soprannaturale e persegue unicamente l’effimero, il terreno, il materiale. Ogni forma di trascendenza viene interpretata come una fuga, un’illusione, una costruzione mentale. Coloro che non sperimentano la fede sono convinti che essa sia falsa. La nostra generazione è stata condizionata da questa mentalità modernista, di conseguenza Dio è uscito dalla nostra vita. La nostra anima – in quanto creata a immagine di Dio – è uno slancio verso l’assoluto. Il nostro cuore è inquieto finché il Signore non riposa in esso. Questo orientamento – verso Dio e la trascendenza – deve essere alimentato costantemente con la preghiera che dà la luce e la grazia. La luce che illumina la mente e la grazia che rafforza la volontà ci portano sulla via dell’osservanza dei Comandamenti. La preghiera alimenta la fede e la pratica della fede cristiana. Diventiamo intimi di Gesù e Maria e la nostra vita diventa un cammino insieme a loro verso il Paradiso.

Nel momento in cui smettiamo di pregare la presenza di Dio si dissolve. Satana ha la possibilità di entrare nella nostra mente, di sviarci a suo piacimento, di attirarci con le false luci e catturarci con le sue esche. Nelle tenebre che si insidiano nel nostro cuore il diavolo è in grado di prendere il controllo della nostra anima. Tralasciando la preghiera corriamo il rischio di essere guidati dal maligno.

Il momento della preghiera ha bisogno di essere organizzato nel modo corretto. L’attenzione deve rivolgersi alle preghiere che si vogliono recitare, alla posizione del corpo che deve essere raccolta, l’orientamento della mente verso Dio. La preghiera – seguendo uno schema preciso – aiuta tutto il nostro essere a tutti livelli: spirituale, mentale, psicologico, fisico. Con la perseveranza nella preghiera quotidiana, essa diventa un evento spirituale.

Questo atteggiamento interiore alimentato dalla preghiera è l’unica forma efficace di resistenza alla ventata di modernismo che si è abbattuta sul mondo e che prosciuga l’anima di tutte le sue luci divine. Le anime si ammalano, non hanno la forza di resistere al male e muoiono. In passato questo pericolo era meno diffuso perché la società era organizzata in modo tale, che nelle famiglie e nella Parrocchia, il riferimento al soprannaturale fosse molto forte. Nella nostra generazione, invece, soprattutto per la penetrazione che hanno i mass media – attraverso i vari dispositivi elettronici – distoglie l’attenzione da ciò che è soprannaturale. Il modernismo vuole rubare la presenza di Gesù e di Maria.

Non c’è rimedio all’ateismo che si diffonde come un virus, perciò si diventa quasi naturalmente atei. Di conseguenza, il credere in Dio diventa una fatica, una conquista, una scalata al di sopra delle nostre capacità. Nel momento in cui si perde la fede, tuttavia, si perde l’anima e difficilmente è possibile riconquistarla. L’epilogo è che le persone muoiono impenitenti e senza preghiera.

La situazione è di un’estrema gravità, perciò dobbiamo impegnarci a impostare la nostra vita come una preghiera continua, un riferimento a Dio. Tale impegno si manifesta mettendo dei punti fissi come la Santa Messa alla domenica, la Confessione una volta al mese, la Santa Comunione, la preghiera quotidiana, l’osservanza dei Comandamenti. La fede deve essere conservata attraverso una lotta, bisogna andare contro corrente. Per questo motivo la Madonna è qui da così tanto tempo a chiamarci alla preghiera, per resistere a questa epidemia spirituale che si è abbattuta sul mondo.

Da: “Lettura cristiana e della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’arte della rinuncia ascetica

Cari amici, uno degli elementi fondamentali dell’ascetica cristiana è la rinuncia. Possiamo chiamarlo anche spirito di sacrificio o digiuno in senso ampio. In ogni caso, è una categoria di carattere morale, che è presente in tante culture e religioni, specialmente in quelle asiatiche. Nell’ambito cristiano, ovviamente, la rinuncia ha una collocazione teologica molto importante. Essa ha una visione della realtà che vede da una parte Dio – che è il bene, la luce e tutto ciò che è bello, buono, giusto e Santo – e dall’altra la presenza delle tenebre – del male, l’ingiustizia, la cattiveria, ciò che è brutto, degradante e velenoso. Tutto questo lo si vede a tanti livelli: morale, spirituale e materiale.

L’arte della rinuncia, nell’ambito cristiano, ha questo valore di scelta per Dio e rinuncia al demonio. Questo è il dilemma sul quale decidiamo il nostro destino eterno, cioè le due vie che abbiamo davanti a noi – come ci dice già il primo Salmo – sono quelle del bene e del male. È un imperativo morale che riguarda tutto il tempo della vita, perché quando siamo nell’eternità la nostra adesione al bene, se siamo in Paradiso, è irreversibile. Non saremo più tentati di abbandonarlo.

È attraverso questa scelta che dobbiamo fare fra il bene e il male che costruiamo la nostra vita. Quindi, scegliendo il bene la costruiamo e la realizziamo, come quel seme che cresce, diventa una spiga e produce molto frutto. Invece, lasciando che il male trionfi nella nostra vita, che prenda il sopravvento su di noi, essendo un elemento distruttivo, ci porta al fallimento. Di qui l’importanza fondamentale che ci sia in noi il discernimento, cioè il sapere distinguere fra il bene e il male. Questa è una capacità che dobbiamo esercitare fin da quando veniamo al mondo e i genitori conoscono molto bene come sia importante indicare al bambino ciò che è bene e ciò che è male.

Questa è un’arte, è un elemento fondamentale dell’educazione e riguarda tutti gli strati del nostro essere. Quello materiale, per cui noi distinguiamo fra i cibi buoni e cattivi, di conseguenza conosciamo anche attraverso la medicina le conseguenze. Sappiamo che le cose che compriamo per nutrirci o qualsiasi altro uso delle cose materiali può essere a vantaggio della nostra salute o a svantaggio. Questa giusta attenzione che abbiamo sul piano materiale fa parte dell’etica cristiana. Dai cibi dannosi dobbiamo astenerci; per esempio, sappiamo quale male faccia la droga sul piano psicologico ma anche fisico, però offre quella sensazione di “paradiso artificiale” per cui ci sentiamo attratti. Di fatto è un veleno che ci distrugge, questa è una realtà mondiale ma atavica, con le radici lontane nel tempo.

Già a livello del corpo, se vogliamo avere una buona salute, dobbiamo saper fare tutta una serie di rinunce. La capacità di rinunciare e di astenersi è fondamentale. A questo riguardo dobbiamo sapere imporci e imporre alle persone che educhiamo, guidarli sulla via della rinuncia. Tutte le forme di degradazione fisica vengono dall’incapacità di moderarsi, di avere un dominio su noi stessi, come fosse un freno salutare.

Questo discorso, se è vero sul piano fisico è molto più vero sul piano spirituale. Per quanto riguarda il nostro corpo, sono forme di indebolimento e degradazione, ma non sempre sono peccato. Il peccato è qualcosa di spirituale, di più profondo, è presente anche nei corpi in ottima salute. Il combattimento spirituale diventa serio quando la rinuncia riguarda le cose spirituali, incominciando dalle facoltà della nostra anima.

Prima di tutto, l’intelligenza è una luce naturale che Dio ci ha dato e indica il giudizio di fronte al vero e al falso. È importantissimo il discernimento dell’intelligenza che elimina tutto quello che può far male spiritualmente. Questo è di un’importanza assoluta specialmente oggi, dove c’è un mondo mass mediatico con tante proposte che possono deviare. Ci sono molte persone che vengono deviate dalle false luci. A livello del discernimento è necessario che impariamo a distinguere il vero dal falso, le fonti inquinate da quelle pure, la Parola di Dio e quella degli uomini. Ma sappiamo che nella comunicazione di oggi c’è una manipolazione estesa. dove le opinioni prevalgono sulla rigorosa ricerca della verità. Tuttavia, queste opinioni umane sono spesso orientate al dominio degli altri, a voler influenzare gli altri, sfruttarli, guadagnare su di essi. Nei nostri tempi il mondo della comunicazione è pieno di percoli. Si mangia anche con l’intelletto, è un nutrimento spirituale che deve essere attentamente valutato.

Per quanto riguarda la decisione e la volontà la rinuncia è altrettanto essenziale. Di fronte al vero e al falso, al giusto e sbagliato, a ciò che è buono o cattivo, ciò che è bello o brutto, a ciò che provoca guerre o la pace, saggio o deviante, vizioso o virtuoso – con la luce del discernimento illuminato dalla Parola di Dio e dalla fede cristiana – dobbiamo scegliere. È un esercizio da fare. All’inizio sembra difficile ma con le selezioni giuste – come ad esempio smettere di fumare o di guardare determinati programmi televisivi – tutto diventa più naturale. Siamo in un mondo di condizionamenti negativi, che ci assediano da tutte le parti e che inquinano la mente, indeboliscono la volontà e creano delle dipendenze di vario tipo, che alimentano nel nostro cuore le cose peggiori e diveniamo schiavi del peccato.

Tutto il tema dell’ascetica cristiana ha una finalità: far sì che il discernimento spirituale e la capacità di rinunciare, diventino in definitiva una lotta contro il male. Tutta l’ascetica cristiana è rivolta proprio alla rinuncia di ciò che è cattivo in noi e nel mondo, la rinuncia al demonio, al male e al peccato. Se porta a questo significa che è anche decisiva per la salvezza della nostra anima, perché senza la rinuncia al peccato non c’è salvezza. Infine, la decisione per Dio, il Suo amore, la Sua santità, la Sua pace, la Sua gioia, la Sua bellezza.

Tutto questo discorso porta ad una riflessione personale, perché il cammino di santità è un cammino di purificazione e di rinunce. Una volta raggiunta la purificazione completa saremo pronti ad abbracciare Dio direttamente in Paradiso.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’aridità di spirito che è una prova salutare

Cari amici, un tema di vita spirituale che affiora in molti è l’aridità di spirito. È quella mancanza di fervore e di entusiasmo che c’è nella vita spirituale. Questo ci porta a pensare – dato che non c’è il sentimento di amore reciproco con Dio, non sentire la sua presenza e accompagnamento – di essere caduti in un regresso del cammino spirituale. Siamo allarmati dal fatto di non sentire più la gioia nella preghiera, l’attrattiva nei momenti insieme a Dio. Ci si autoaccusa di essere indegni, di essere puniti, perché lontani dal Signore. Questo è un momento nella vita spirituale che molte persone vivono e che molti confondono con la depressione, che invece è un fenomeno di carattere psicologico.

L’aridità, la mancanza di sentimento, è analizzata dai maestri della vita spirituale della mistica, come San Giovanni della Croce, Santa Teresa D’Avila, Santa Caterina da Siena, Santa Teresa del Bambin Gesù. Questa situazione deve essere messa a fuoco, perché è obiettivamente molto più positiva di quel che crediamo. Non sapendola interpretare, però, ci deprime e ci fa sentire più lontani da Dio di quello che in realtà siamo.

Santa Caterina da Siena ha un bellissimo racconto al riguardo. Lei aveva costruito una cella interiore, su invito di Gesù. Ha avuto una fase nella sua vita che è durata alcuni mesi, nella quale si è sentita tutt’altro che vicina a Cristo. Anzi, è stata assediata dal maligno, da pensieri depressivi e osceni, per cui non sapeva come uscirne fuori ed era angosciata da questa situazione. Dopo alcuni mesi, tutto è passato, ha ritrovato nuovamente quell’intima unione con Gesù che aveva prima.

Abituata com’era a parlare affettuosamente con Gesù gli chiese dove fosse stato tutto quel tempo, e Gesù le rispose che era sempre stato al centro del suo cuore. Questa è una risposta molto illuminante, perché dice la realtà per com’era. Credeva di essere lontana, indebolita e trascinata da pensieri e sentimenti anche depressivi, di diffidenza. Ma il Signore è sempre stato nel suo cuore.

Dobbiamo chiederci per quale motivo Dio fa sì che ci siano nella nostra vita spirituale dei momenti di grande sentimento. Sentiamo di amarlo, la Sua pace, la Sua gioia, la Sua presenza e nel medesimo tempo ci sentiamo amati, ci tiene per mano, ci accompagna. In alcuni momenti però Dio toglie tutto e si entra in una cella oscura nella quale non si vede nulla. San Giovanni della Croce – fratello spirituale di Santa Teresa D’Avila – parla della “notte dello spirito”, cioè una situazione di buio, nel quale non si sente più Dio, ci si sente lontani e con il peso del peccato e del male, condannati ad essere respinti da Dio. Alcuni autori cercano tracce di questa situazione interiore anche in alcune espressioni di Gesù durante la Passione, come quando sulla Croce disse: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Era un Salmo che Gesù ha recitato con espressioni che accennano a quel buio totale nell’animo umano di se stesso.

I mistici ci insegnano che sono momenti in cui Dio ci spoglia di noi stessi; quindi, secondo la mistica, il passaggio dal sentimento a una situazione esistenziale di aridità, di sconforto, è un passaggio purificativo, perciò positivo. Dio ci purifica dalla golosità spirituale. Significa che molte volte vogliamo avere il sentimento della Divina presenza, sentire che Dio ci vuole bene, come dei bambini che vogliono le carezze spirituali. Però, i dottori della Chiesa spiegano che quando amiamo Dio, in realtà più che amare Dio in sé sopra ogni cosa, amiamo i doni che Egli ci dà. Come i bambini che amano i parenti perché fanno regali, un amore interessato. Questa immagine dell’infanzia sta a indicare una fase della vita spirituale che deve essere superata. Non si può amare Dio per i doni che fa, ma bisogna amare Lui stesso, che è un amore più purificato.

Caterina da Siena insiste molto su questo concetto, cioè che dobbiamo arrivare ad un amore che è scevro da qualsiasi golosità spirituale. Si ama Dio anche se non si sente, non si vede, non dice nulla, con il silenzio più totale, il buio più totale. Questa è quella fase della vita spirituale che porta all’unione mistica, cioè che porta ad amare Dio sopra ogni cosa a prescindere dai suoi doni.

Questa è una grande lezione sulla vita spirituale che dobbiamo apprendere.

Ci sono stati dei Santi che hanno avuto una “notte del spirito” talmente forte, crudele e lunga che evidentemente Dio voleva portarli a un grado di santità eccelso. Ma quelle sono eccezioni, come Madre Teresa di Calcutta. Una donna sempre sorridente ma che – eccetto qualche piccolo frammento di luce e di gioia sparso qua e là – in molti altri momenti non ha mai sentito Dio, come se avesse vissuto in una situazione di ateismo esistenziale. Queste sono realtà che vanno lette con la sapienza dei dottori della Chiesa, per capire che Dio ha un governo molto personalizzato delle anime. Egli coltiva le anime come si coltiva un vaso di fiori. Ogni vaso è un fiore che coltiva personalmente, con tutte le attenzioni che richiede. Le anime le giostra il Signore stesso per mezzo dello Spirito Santo che è un fuoco purificatore e le può portare ad altezze inimmaginabili.

Questo passa attraverso notti e stagioni di buio totale. Ci si chiede per quale motivo il Signore usi questa pedagogia. La risposta è: perché il nostro amore è condizionato dai doni di Dio. Le dolcezze dello Spirito, Dio le toglie cosicché impariamo ad amarlo al di là di ogni cosa. D’altra parte, Dio ci ama anche quando noi non lo amiamo, quando siamo nel peccato, quando gli voltiamo le spalle. In quel momento Dio soffre. Padre Raniero Cantalamessa ha spiegato in una predica, fatta durante una celebrazione liturgica papale, che c’è una sofferenza di Dio ed è il Suo amore non corrisposto. Dio ci fa partecipi di questa Sua sofferenza: amare le anime che sono nel peccato e non rispondono alla grazia, in modo da entrare anche noi nell’esperienza di questo silenzio, in cui non sentiamo l’amore di Dio, sentiamo la Sua lontananza, nella quale dobbiamo resistere dicendo “ti amo sopra ogni cosa”, pregando con ogni sforzo del cuore anche se non lo sentiamo, facendo la sua Santa Volontà.

Questo non è un itinerario di massa, ma è Dio che sceglie le anime, le modella, si accontenta della loro semplicità, della loro umiltà e delle loro opere buone. Altre anime le porta a cammini molto elevati di purificazione, cammini molto rischiosi dal punto di vista spirituale perché si può insinuare il demonio. Maria Valtorta l’ha descritto molto bene nel Sabato Santo di Maria, dopo la Deposizione. Il diavolo assale con i suoi dubbi la Vergine. Satana si inserisce in questi momenti di buio con i suoi simili per negare Dio e la visione della fede. È per questo che dobbiamo avere ben presente che sono momenti di purificazione, nei quali il Signore è più che mai presente, anche se non lo sentiamo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla vita che si realizza nel dono di sé

Cari amici, la vita si realizza se un dono di se stessi. È un’avventura che si affronta nella luce della fede, una grande camminata verso Dio. Questa è la grande serenità che viene dalla fede, secondo la quale Dio ci ha creati con una missione, un percorso da compiere, in modo da conoscerlo, amarlo e servirlo. Questa è la chiave della vita che, diversamente, sarebbe un mistero inspiegabile.

Nella luce della fede e nella Divina Rivelazione – che ci ha svelato cos’è la vita umana – la vita acquista una grande valore, se la affrontiamo come un grande viaggio verso Dio. Impostiamola come un cammino di conoscenza, di amore e di dono di sé al Signore. Questo è il senso della vita, è quella chiave di interpretazione secondo cui la vita ha una grandezza, una bellezza inconcepibili. Come ci ha detto la Madonna in un Messaggio meraviglioso: «Pregate per poter comprendere la grandezza e la bellezza del dono della vita» (25 gennaio 1990). Questo è qualcosa su cui vorrei che i giovani cominciassero a meditare e pensare.

Al di fuori di questa luce la vita rischia di essere un vagare qua e là, senza uno scopo o una meta. Quel vagare che è molto simile a una corsa in un labirinto, senza porte e senza finestre, rinchiuso nell’ambito dell’immanenza, ripercorrendo le medesime strade, finché si stramazza a terra senza forze. Senza la luce della fede la vita rischia di essere una fatica inutile. Nella luce della fede è sicuramente un’impresa, un pellegrinaggio pieno di fascino perché è un’ascesa al Cielo. Senza la luce della fede – come molti uomini oggi vivono – la vita rischia di essere un vagare inutile, un afferrare luci false, obiettivi che sono chimerici e si dissolvono in mano, felicità ingannatrici. L’entità di tale sconfitta in quelli che sono rimasti chiusi alla luce della fede colpevolmente, si rendono conto che è una rovina irreparabile. perché hanno perso l’obiettivo che è Dio stesso.

Siccome viviamo in una società nella quale Dio è assente, noto che anche nei momenti in cui si deve analizzare fatti e vicende tragiche e drammatiche come le guerre, i cataclismi, le tragedie quotidiane, non si nomina più né Dio né il demonio. Non esiste più l’aldilà, l’impalpabile, l’invisibile. Di fronte a questi eventi – che per noi sono impenetrabili nella loro comprensione – si riversano chiacchiere che neanche scalfiscono la realtà e lasciano il tempo che trovano. Nella comunicazione e nella riflessione sul senso della vita e della storia, su questo tipo di società che stiamo vivendo – che va sempre più velocemente verso una regressione paurosa – non c’è il nome di Dio e neanche dell’avversario. .

La vita è un cammino di conoscenza verso Dio, come ha detto la Madonna esortandoci con una parola che ha plasmato Lei in croato: «Siate cercatori di Dio» (25 settembre 2022). Questo essere cercatori di Dio è lo scopo stesso della vita chi ha la grazia della fede Lo conosce attraverso la Divina Rivelazione. Il cammino di fede è una conoscenza di Dio, del Suo amore e di noi stessi in Lui. Una conoscenza delle nostre responsabilità nei confronti di Dio e del suo Regno. Dobbiamo dedicare il tempo della nostra vita a Dio al suo invito, perché ci chiama l’amore per Lui.

Come si dona a noi, come si è donato a noi in Gesù Cristo Gesù, a nostra volta serviamolo, lavoriamo per Lui e il suo Regno. Lavorare per il Regno di Dio, significa lavorare per il prossimo, perché è la presenza del Signore nel mondo, nella Storia, nella vita degli uomini. Egli ha bisogno di Apostoli. In questa luce sia che siamo Sacerdoti sia che percorriamo altre strade – che tuttavia rientrano nel progetto della Divina Creazione – tutto è per il Regno di Dio, per il Signore. Con questo sforzo e impostazione, si gusta veramente la vita anche nella fatica quotidiana, nell’aridità, nelle persecuzioni e nell’esperienza del male che ci colpisce.

Nonostante tutto questo, nel fondo del cuore c’è sempre la speranza, la gioia, una grande fiducia, come ha detto la Madonna nel bellissimo Messaggio del 25 agosto 2024: «Voi siate uomini di speranza, di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile». La visione della vita nella luce di Dio è essere in questo mondo, in mezzo ai fratelli, uomini di speranza, ovvero coloro che affermano la vittoria di Dio, la Sua presenza. La Redenzione che offre a tutti è la speranza e la preghiera, cioè l’intercessione perché i cuori più duri si aprano alla grazia. Spes contra spem cioè la speranza contro ogni possibilità di disperazione. La speranza oggi deve essere così forte che deve superare ogni spinta alla disperazione e alla resa.

Questo è presente nella realizzazione della vita, come ricerca di Dio, come accoglienza del Suo amore e come dono di se stessi per il Regno, in qualsiasi cosa facciamo. È un’esperienza di vita nella quale acquistiamo la pace interiore, l’approvazione della coscienza, la gioia anche in mezzo alle sofferenze, la speranza, il non scoraggiarsi mai. Significa sperimentare l’anticipo della gloria e gioia eterna.

Più il tempo passa e più andiamo verso la luce del Cielo, verso il Paradiso che ci attende. Questa visione della vita cristiana non è una conquista che si fa dall’oggi al domani. È la vita cristiana così come deve essere compresa e vissuta, perciò deve essere un cammino quotidiano, uno sforzo a non farci catturare dalle visioni della vita mondane. È così la vita che la maggioranza degli uomini vivono. Questa è una visione della vita progressista, della nuova religione, quella che ha messo l’uomo al posto di Dio, la caverna al posto del Cielo, l’abisso invece delle immensità celesti. Questa visione così arida, depressiva, triste che distrugge i cuori, le giornate, la gioia, è un veleno che introiettiamo giorno per giorno finché ci infligge la morte dell’anima.

Meditiamo sulla visione della nostra vita: è nella luce e Verità di Dio oppure nella falsa luce della mondanità? Questa è una domanda da farsi ed è oggetto anche di Confessione.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Satana cerca di prevalere come mai prima

La teologia della Storia consiste nel leggere la realtà contemporanea alla luce della fede. Dal 1830 (Medaglia Miracolosa) ad oggi, possiamo dire che iniziata la modernità, ovvero quel tentativo nato in Europa ed estesosi a tutto il mondo di liberarsi di Dio, una sorta di ribellione al Cristianesimo che ha scristianizzato l’Occidente facendolo diventare pagano. Questo processo sta andando a compimento nel peggiore dei modi perché, se non ci fosse la Madonna, andando avanti su questa strada ci sarebbe indubbiamente una guerra mondiale con l’uso delle bombe atomiche.

L’odio nei cuori (e quindi fra le nazioni) ha raggiunto un tale livello che le guerre sono sempre più cruenti. La guerra non è mai giusta, non è mai giustificabile, è una fotografia dell’uomo soggiogato dall’odio satanico. Percorrendo questa strada il mondo è destinato all’autodistruzione, che è quello che brama il diavolo. Questa situazione in cui la fede è rifiutata e la guerra sembra la soluzione risolutiva, inevitabilmente evolve nella distruzione dell’opera della Creazione e della Redenzione. La Regina della pace ha svelato il piano di satana fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje: «satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete» (Messaggio del 25 gennaio 1991). La Madonna ha ripetuto questo monito il 25 marzo 2020: «satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate».

La Regina della pace ci mette in guardia dal piano di satana che tenta strenuamente di appropriarsi delle anime. È in questione la fede ed è quello che sta accadendo perché satana sta attaccando il Cristianesimo per distruggerlo e sostituirlo con il satanismo perché il compimento del paganesimo è l’adorazione di satana. Il mondo sta diventando l’accampamento dell’inferno, i demoni sono schierati! Per comprendere quello che sta accadendo basta leggere le Sacre Scritture, l’Apocalisse ben descrive la caduta di Babilonia completamente popolata da demoni: “Dopo queste cose vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande autorità, e la terra fu illuminata dal suo splendore. Egli gridò con voce potente: «È caduta, è caduta Babilonia la grande! È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua prostituzione furente, e i re della terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso»” (Apocalisse 18).

Il mondo di oggi ha tutti i mezzi per sfamare, per guarire, per creare una società in cui si sta bene ma nella realtà i fatti di cronaca delineano una società in cui l’odio, la violenza, la sete di potere e di prevaricazione sono all’ordine del giorno e sono più crudeli che mai. Questa fase della Storia è stata profetizzata dalle Sacre Scritture che descrivono la parte finale della Storia in cui l’umanità si ribella a Dio e il diavolo tenta di appropriarsi del mondo e di venire incoronato al posto di Dio. L’umanità sta andando verso una situazione di degrado tale da portarla ad acclamare satana come re, lo ha detto Maria Valtorta nei suoi Dettati e lo ha detto la Regina della pace il 25 marzo 2020 in un modo che non può essere frainteso: «satana regna». Questo è il quadro teologico della realtà che viviamo, non è un’esagerazione, è cronaca, è quello che accade veramente e che leggiamo sui giornali. C’è poi una realtà sottaciuta che è il numero incalcolabile di aborti. Guardando la società e il mondo di oggi ci viene da alzare gli occhi al Cielo e dire: “Signore, fino a quando pazienterai? Quando realizzerai le profezie sul tempo della pace in Terra?”

Satana sta realizzando il suo piano per mettersi al posto di Cristo e per essere lui il re del mondo. Questo è quanto sta maturando nella società che viene trasformata così in un inferno. È in questo quadro che si pone la presenza della Madonna, che dal Cielo scende ogni giorno sulla Terra per chiamare l’umanità alla conversione, arruolarla nelle Sue schiere, per combattere satana e metterlo a perdere. La Madonna cambierà il mondo con il nostro aiuto, con il nostro coraggio, con la nostra fedeltà. Dobbiamo resistere a questo tempo in cui sembra che il male prevalga ovunque ma, come ha detto la Madonna a Rue du Bac: «Verrà un momento in cui il pericolo sarà grande e tutto sembrerà perduto, ma io sarò con voi; abbiate fiducia».

Questo quadro ci permette di capire il tempo che stiamo vivendo e quanto sia importante seguire la Madonna e quanto grande sia la responsabilità della Chiesa, unico strumento per salvare la Chiesa. Anche la nostra responsabilità nel servizio alla Madonna e alla Chiesa è grande. Tocca constatare che la Chiesa Cattolica è indebolita, scarseggiano le vocazioni, molti sacerdoti vacillano; è necessaria allora una risposta generosa, coraggiosa, totale, perseverante alla chiamata della Gospa. Quando si manifesterà il primo Segreto satana inizierà a perdere vistosamente potere. Nel momento che stiamo vivendo satana cerca di prevalere come mai prima, nel medesimo tempo la Madonna è qui per sostenere la Chiesa per impedire a satana di prevalere. È necessario ribadire e approfondire questa lettura teologica del tempo che stiamo vivendo.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’umiltà di essere figli

Cari amici, una delle menzogne del nostro tempo è quella che nega l’esistenza di Dio e che siamo figli di nessuno. Siamo figli del caos e del caso, per cui si danno affermazioni qualunquistiche ritenendole scientifiche. In tal modo, ci si trova nella vita senza un’origine, un destino e senza una causa che spiega la nostra esistenza, che dia il senso alla nostra vita. Non è molto piacevole sentirsi dire che nessuno ci ha voluto, che siamo prodotti dal caso e finiremo nel nulla. Questo catechismo è il diavolo, che si veste di scienza.

Invece, dobbiamo cercare la retta filosofia che dice che ogni effetto deve avere una causa proporzionata. Perciò, un effetto come l’uomo deve avere una spiegazione della sua esistenza. È l’essere più evoluto dal punto di vista della materia ma anche il più attrezzato dal punto di vista spirituale, con l’intelligenza, la volontà e tutte le risorse spirituali. I nostri genitori hanno voluto un figlio o una figlia, ma non noi. Quindi c’è qualcuno che ha voluto la nostra precisa identità, il nostro preciso “io”, quello che noi siamo, ovvero soggetti unici e irripetibili, mai assimilabili a un altro.

Fare una riflessione su questa realtà esistenziale che siamo, ci aiuta a uscire fuori dal buio nel quale è rinchiusa la nostra esistenza quando non abbiamo la grazia della fede. È la grazia della fede, infatti, che ci illumina su chi ci ha creato, su chi ci ha voluto, su quale strada ci sta facendo camminare, qual è il destino ultimo della vita. Chi non ha la grazia della fede ed è imbevuto del catechismo del diavolo – la falsa scienza – dal punto di vista esistenziale, si trova senza una spiegazione di se stesso, senza una luce che illumini il suo futuro e il suo essere, che porta a chiedersi “E io chi sono?” come Leopardi.

Incominciamo a fare alcune riflessioni che ci aiutano a fare luce nel buio nel quale ci troviamo quando abbandoniamo Dio. Pensiamo innanzitutto alla nostra esistenza come un dono, che non abbiamo voluto, perché nessuno ha deciso di esistere. C’è qualcuno che al nostro posto ha deciso la nostra esistenza, alcuni si arrabbiano per questo. I nostri genitori volevano un figlio, ma non volevano proprio noi; quindi, qualcuno ha voluto che esistessimo proprio noi. Questo ci pone in una situazione di dipendenza, non siamo figli di nessuno, ma di qualcuno. È ragionevole perché dal caos indistinto dalla materia, non esce nulla se non c’è una Provvidenza, un’intelligenza che guida, che finalizza, che plasma e che dà tutte le capacità per affrontare l’esistenza. Ci capita di divinizzare la natura, ma essa stessa è una Creazione voluta. Non è causa di se stessa, ma causata. Quindi, la ragione ci porta a dire che c’è una causa prima intelligente dato che tutta la realtà nella quale viviamo è ordinata e finalizzata.

Questi sono presupposti elementari di ragionamento umano che possono fare anche i ragazzi, se ci fossero degli insegnanti con un minimo di formazione filosofica. Si può insegnare uno dei principi fondamentali della riflessione filosofica: non c’è nessun effetto che non abbia una causa proporzionata. Non si può dire che l’uomo è prodotto dalla materia, perché egli non è solo materia ma anche spirito, anima, intelletto, libera volontà. Quindi, la materia è una causa che può spiegare il suo corpo, ma non l’identità profonda dell’uomo, che è un mistero a se stesso.

Questi semplici ragionamenti portano qualcuno a maledire chi l’ha creato – perché è stanco della vita, e la odia – ma per la maggioranza delle persone è una benedizione sapere che qualcuno ci ha voluto, ci ha tratto dal nulla all’essere e ci ha fatto esistere, con tutti i doni che abbiamo. Gli animali non hanno l’intelligenza intellettuale – cioè quella che va al di là delle cose materiali –, la libera volontà, la legge morale insita nel cuore, la coscienza, la consapevolezza, l’auto trascendenza, non trascendono a se stessi ma si risolvono nella materia.

Quindi, quando una persona entra in questa dimensione ecco che cade la presunzione dell’uomo moderno che non vuole Dio. L’uomo vuole essere libero, indipendente, vuole gestirsi a modo proprio senza dover rispondere a nessuno, una rivendicazione di libertà assoluta che però è basata sulla falsità. La nostra esistenza non è stata creata da noi, non siamo causa di noi stessi come lo è Dio. Bisogna partire da questo presupposto che è indiscutibile anche a livello della retta ragione. Esistiamo perché qualcuno ci ha voluto. Non ci apparteniamo totalmente, ma siamo legati a chi ci ha tratti dal nulla all’essere e dà sostegno nell’essere, senza il quale cadremmo nel nulla.

È fondamentale percepire se stessi come dipendenti, come creature, come un dono fatto a se stessi. Da questa consapevolezza di essere dono, nasce la gratitudine, la dipendenza, l’obbedienza e man mano che Dio ci illumina nasce il rapporto filiale con il Padre. Si concepisce se stessi non come esseri indipendenti che non devono ringraziare nessuno e che danno il senso della propria vita a se stessi. Tutto il nostro essere è legato a chi ci ha creato e ci fa esistere, chi ci conduce al fine per il quale siamo stati creati, che è la felicità, la gioia di un incontro tra il figlio e il Padre, l’abbraccio con il Padre. Solo così il desiderio di indipendenza, di realizzarsi nella vita lo si ottiene. Non dobbiamo fare rivendicazioni che non ci appartengono, altrimenti saremmo come i due greci, Dedalo e Icaro, che volevano andare a volare verso il sole con le ali di cera, per poi stramazzare al suolo. Accettiamo la nostra dipendenza di figli, la libertà subordinata, l’offrire la vita a chi ce l’ha data, metterla al suo servizio.

Tutto questo realizza i desideri più profondi del nostro cuore che sono la felicità, la gioia, l’eternità, l’incontro. Questo è la via della vita, quella contraria è un disastro e lo vediamo nel nostro tempo. La rivendicazione della nostra vita in modo autonomo porta ad uccidere chi impedisce di esserlo fino in fondo – come i membri della propria famiglia – o abrogando tutto ciò che limita se stessi. Questa è la strada che il mondo moderno percorre, sia pure cercando di evitare l’anarchia. Ma la realtà è che non è possibile, perché una volta che si prende la via della disobbedienza e della ribellione a Dio si va verso l’abisso, questa strada porta alla rovina.

La strada della rivendicazione di se stessi – negando Dio – porta alla rovina. È come se il tralcio si staccasse dalla vite e diventa secco, diventa buono solo per essere bruciato. Così è la nostra vita, la vita dell’uomo moderno che va verso la perdizione. La Madonna – a questo proposito – ha dato delle espressioni fortissime: « L’umanità ha deciso per la morte» (25 ottobre 2022). Ha deciso per la morte perché ha deciso di essere senza Dio, ha deciso di troncare la dipendenza, di negare la figliolanza che viene da Dio, di negare il fine ultimo della vita che porta a Dio. Attaccati a Dio – che è la vera vite – daremo buoni frutti, staccati da Lui saremo tralci secchi. Siamo noi a decidere la strada da percorrere.

Per uscire da questo inganno satanico ci vuole umiltà, solo con essa si batte satana. L’umiltà di dipendere, di ringraziare, di concepire se stessi come un dono, di mettersi al servizio del Regno di Dio porta alla gioia, alla pace, alla laboriosità, a una vita che dà frutti.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’inganno di se stessi

Cari amici, l’inganno di se stessi è un atteggiamento interiore molto pericoloso, perché con esso ci nascondiamo e non vogliamo conoscerci nella Verità. Diamo a noi stessi e agli altri una rappresentazione che non esiste. È quello che Gesù ha descritto con parole di fuoco nei confronti degli scribi e dei farisei: “sepolcri imbiancati”, davano una rappresentazione di se stessi ingannevole ma rifiutavano di vedersi nella Verità, ovvero vedersi come Dio ci guarda.

Questa tendenza dell’autoinganno è estremamente pericolosa nella vita spirituale. Dobbiamo imparare a vederci in Dio, nella sua Parola, nei suoi Comandamenti, nelle sue esigenze di santità. In questa luce ci sono quegli atti che portano alla salvezza, cioè si vedono i peccati, il pentimento, il proposito di vita nuova, il cammino di conversione e quindi si procede nella vita alla luce di Dio. Quando arriveremo al momento del giudizio saremo sereni, perché – con la luce che Dio ci dona – possiamo percepire la pace, la quiete e l’amore che sentiamo dentro di noi. La coscienza – quando è in sintonia con la Parola di Dio – non rimorde e non rimprovera.

Per quanto riguarda l’inganno di noi stessi, questo procedimento può venire dal mondo. Invece di ascoltare la Parola di Dio e lasciarci illuminare da essa, ci sintonizziamo sul mondo. Esso, però, è sempre più lontano dalla luce di Dio, quindi ha una sua verità, che consiste nella negazione della Verità. Andando quindi a cercare l’approvazione del mondo su comportamenti che non sono conformi alle esigenze di Dio, è un inganno. Per compiacere alla mentalità comune – per essere in sintonia con gli altri e avere la loro approvazione, per non farci criticare – ecco che abbiamo pensieri, parole, espressioni, comportamenti che sono in dissonanza con la Parola di Dio e la legge dei Comandamenti. Quando arriverà il momento in cui compariremo davanti a Dio, ci renderemo conto che tutte le approvazioni del mondo, che tutti gli applausi del mondo sono serviti a nulla se erano in dissonanza con Dio e la sua legge di santità.

Il mondo cerca di assimilarci, di renderci del suo colore, di sintonizzarci con esso. Siccome siamo in un mondo di tenebre, che è nella lontananza e nel rifiuto di Dio, nel rifiuto della Verità e dei Comandamenti, crediamo di essere in pace con noi stessi. In realtà abbiamo ceduto a qualcosa che ci devia, che ci allontana dalla Verità e della santità. Nel momento in cui Dio ci giudica vedremo come l’inganno ha portato la nostra vita alla perdizione. Se dovessimo morire nel peccato mortale – nella presunzione di essere giusti quando non lo siamo, di piacere a Dio quando dispiacciamo, del fariseo che era in prima linea a pregare dicendo che non era come tutti gli altri – riceveremo la condanna.

C’è questo inganno che è molto pesante e asfissiante, che viene dal mondo – specialmente quello di oggi – ci condiziona nel nostro modo di pensare, per cui succede che peccati gravissimi davanti a Dio li riteniamo dei diritti sacrosanti. Ripensiamo a una serie di peccati che il Vangelo e la Chiesa nella Storia e nei suoi insegnamenti ha qualificato fra i più gravi, come l’omicidio, l’aborto, l’adulterio. Sono tutte quelle deviazioni sulla via del male che man mano siamo andati avanti – mentre la fede si è dissolta e il paganesimo ha preso il sopravvento – abbiamo commesso senza renderci conto della loro gravità.

Quindi, inganniamo noi stessi, siamo sollecitati in questo inganno proprio dalla mentalità comune, da quello che leggiamo, ascoltiamo, i discorsi che si affrontano, i mass media che catechizzano a modo loro. Invece di difenderci da questo inganno assentiamo ad esso, siamo complici. Dio nella sua Misericordia gli elementi di verità li dà nel corso della vita e attraverso di essi risveglia la coscienza, rimprovera, fa vedere la nostra situazione di schiavitù. Se questo capita durante la vita e ascoltiamo, accettiamo il giudizio della voce di Dio sulla nostra vita, accogliendo il cambiamento – l’impegno, il proposito, il progetto di una vita nuova – allora ci si salva. Ma se ci siamo adagiati sull’andazzo del mondo e abbiamo accettato che il peccato entrasse nella vita e la dominasse, se arriviamo così davanti alla morte, non possiamo salvarci.

Questi sono insegnamenti che la Chiesa ha sempre dato e che dà tutt’ora. Se leggessimo il Catechismo della Chiesa cattolica, troveremmo scritto che se un uomo muore in uno stato di peccato mortale, in una situazione che comporti il rifiuto di Dio e il Suo perdono, egli si perde eternamente. Il mondo inganna, ma ognuno ha la coscienza e la grazia della fede, di una conoscenza del Cristianesimo e dei Comandamenti. Ma anche chi non ha avuto tutto questo, ha una legge morale che è scritta nel cuore. Per cui c’è un discernimento, nella luce vera del proprio intimità fra ciò che è bene e ciò che è male.

Questa mentalità è talmente entrata nei cuori e nelle menti delle persone che abbiamo la presunzione di dire che Dio non c’è, stabiliamo leggi a noi stessi, ciò che è bene e male siamo noi a deciderlo, siamo i giudici di noi stessi. È chiaro che se nella vita abbiamo acconsentito a questo inganno sistematico e quindi ci siamo dati in mano al principe della menzogna, la conseguenza è la rovina eterna, di cui noi parliamo poco. Cristo, però, ne parla molto e la Madonna ha dato tanti ammonimenti nel corso delle Apparizioni dicendo: «Un numero pure molto grande va all’inferno» (2 novembre 1983).

Questo succede perché ci auto inganniamo, siamo presuntuosi, pensiamo di essere buoni ma non lo siamo. Per noi è buono e bravo chi ha successo, anche a qualsiasi prezzo. Il principe della menzogna che è il diavolo, quando trova le persone che sono ben salde nella legge di Dio e nel cammino di santità, le assedia e le inganna in tutti i modi. Il diavolo è l’ingannatore per eccellenza, che ha creato il grande inganno del nostro tempo e l’umanità l’ha assimilato.

È il medesimo inganno con il quale satana distrusse la santità originale della coppia dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Ha convinto questo mondo di essere “dio” al posto di Dio, che non esiste Dio e che non c’è la vita eterna, l’inferno, il Paradiso – che invece dobbiamo costruirci su questa Terra – sono tutte cose che a volte si sentono persino negli ambienti ecclesiastici. La dimensione mondana è una grande forma di autoinganno, presenta il male come fosse il bene; quindi, la si abbraccia senza capire che satana ci distrugge con quello che offre.

Questa è una situazione nella quale ci troviamo e che sta portando innumerevoli anime alla deriva. È necessaria la testimonianza della Verità, la testimonianza della fede, che Cristo è Dio, che la Croce ci salva, che la negazione di Dio è un autoinganno, che porta alla morte: «l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023). È necessaria la testimonianza del Vangelo senza paura, fino in fondo, che dica cosa è bene e cosa è male. Nei dieci Comandamenti, ad esempio, c’è tutto il bene da una parte e il male dall’altra. Queste due parti lottano nel cuore degli uomini per prevalere. Dobbiamo cercare di far prevalere il bene prima di tutto dentro di noi e poi nelle nostre famiglie, nei figli, nelle persone che conosciamo. Perché questo è il modo con cui si resiste al male e alla menzogna del mondo.

Ecco la situazione esistenziale del combattimento spirituale nel quale ci troviamo. Chiediamoci se non stiamo ingannando noi stessi, dicendo che siamo giusti e invece siamo nel peccato, facendo il discorso del fariseo quando dobbiamo fare quello del pubblicano. L’accecamento del cuore che è una forma di autoinganno è possibile anche alle persone che sono avanti nel cammino spirituale. Re Davide era avanti nel cammino spirituale – è stato l’autore di molti Salmi – improvvisamente è caduto nel male dell’adulterio e dell’omicidio, due peccati enormi nel quale è caduto e non se n’era reso conto, tanto da autogiustificarsi. Dio ha dovuto inviargli il profeta Natan per risvegliarlo.

Questa è la situazione oggi, in cui molti giacciono nelle tenebre dell’ombra e della morte. Il maligno ci ha messo in una cappa di oscurità, nella quale siamo intrappolati nella falsità e nella menzogna, da tanti peccati – che sappiamo essere gravissimi – ci autoassolviamo. Ci stiamo scavando la fossa, apriamo gli occhi, che cadano le squame e rendiamoci conto dell’inganno nel quale satana cerca di attirarci per distruggerci e farci schiavi nel suo regno di morte.

Se fossimo coerenti ed esigenti con noi stessi, se non fossimo complici con il male, il male non riuscirebbe ad ingannarci.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla fierezza di essere mariani

Cari amici, nel Messaggio del 25 luglio 2024 la Madonna ha detto: «Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei». La motivazione di tale esortazione è molto semplice. Il fatto di essere mariani spesso è un’espressione usata non come stima o di valore, ma di compatimento e disprezzo. D’altra parte, noi di Radio Maria abbiamo fatto questa esperienza, quindi saremmo quella parte della Chiesa di basso profilo.

Per dire queste parole la Madonna deve aver avuto le sue ragioni, perché c’è sempre stata nella modernità – negli ultimi due secoli circa – una certa tendenza, sotto l’influsso del protestantesimo, di ridimensionare il ruolo di Maria. Questa tendenza si è affermata anche in alcuni settori della Chiesa soprattutto a causa del modernismo. Questo è un atteggiamento interiore di superbia che caratterizza particolarmente il mondo degli intellettuali. Tale condotta li porta a guardare in modo supponente coloro che accendono una candela davanti alla statua della Madonna. Nessuno osa impedirlo, ma si guarda alla devozione mariana popolare con occhi di presunzione e sufficienza.

La stessa lunga Mariofania di Medjugorje è uno dei motivi per cui esiste questa ostilità dura a morire che, in ultima istanza. è un’ostilità nei confronti della Madonna.

Il Papa ha compiuto un gesto di grande coraggio quando ha istituito la festa di Maria Madre della Chiesa. Aver istituito questa festività liturgica, ha rinverdito la tradizione mariana della Chiesa che si è espressa – in un modo meraviglioso – nei vari dogmi che sono stati definiti nei confronti della Madonna.

L’atteggiamento di riserva e sufficienza nei confronti della Vergine non è tanto della gerarchia cattolica. Infatti, essa ha messo a fuoco quattro dogmi mariani che esprimono tutta la grandezza incommensurabile di Maria. I Concili hanno definito la Madonna Madre di Dio, la Sua perpetua verginità, l’Assunzione al Cielo, ma soprattutto la sua Immacolata concezione, che è stata molto contestato nella storia.

Chi conosce la storia di questo dogma dell’Immacolata sa che nel corso dei secoli ha avuto degli avversari potentissimi, tra cui l’università di Parigi. Nel 1700, infatti, c’è stato il pericolo di una guerra fra Spagna e Francia perché in Spagna è uscito un libro di Suor Maria Gesù d’Agreda la mistica città di Dio. Nella rivelazione veniva detto che la Madonna era stata concepita Immacolata.

Soprattutto i Papi si sono sempre distinti nell’attribuire alla Madonna tutta la gloria che le è dovuta, anche se basterebbe solo il dogma della divina maternità. Ma se analizziamo tutti i dogmi vedremo che la gloria di Maria è incommensurabile e grandiosa. Per cui è sicuramente un fatto negativo questa preoccupazione ancora diffusa di esaltare eccessivamente la Madonna.

Dovremmo ripassare l’espressione di Montfort che diceva che se Cristo non è ancora ben conosciuto è perché non si conosce a sufficienza sua Madre. Lei è Madre di Dio, Colei che mediante la sua fede ha reso possibile l’Incarnazione e che l’ha tenuto per nove mesi in grembo. Successivamente l’ha donato al mondo, l’ha educato – Lei stessa è cresciuta nella fede – e l’ha seguito come fedele discepola.

Maria – assunta in Cielo – è fianco di Suo Figlio come Regina del Cielo e della Terra. Spesso dimentichiamo la regalità della Vergine a forza di volerla minimizzare, dimentichiamo il dogma dell’Assunzione. Tale dogma afferma che la Madonna è stata Assunta in Cielo anima e corpo. Dopo il transito, è stata intronizzata Regina del Cielo e della Terra a fianco di Suo Figlio.

Quello che ha detto Dante – che insieme a San Bernardo sono i due grandi cantori della grandezza della Madonna – sono parole non ancora sufficienti a celebrare la gloria di Maria e la sua grandezza.

Medjugorje è un piccolo paese, con abitanti semplici ma fedeli, ma proprio per questo la Madonna li ha scelti per la più grande mariofania della storia della Chiesa.

Questa epifania mariana – che ha avuto l’ accompagnamento di una Papa meraviglioso, San Giovanni Paolo II – fa fatica a essere capita, assimilata, compresa nella sua straordinaria importanza. C’è l’adesione dei piccoli, degli umili e dei semplici, ma manca quella risposta che la Madonna si aspetterebbe. Lei stessa ha affermato che molti hanno risposto ma un numero enorme non la prende in considerazione.

Non c’è dubbio che proprio a Medjugorje la Madonna ha detto: «Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei» (25 luglio 2024). Non fatevi intimidire, non piegate la testa come se essere mariani e avere la corona in mano o al collo sia una vergogna. Non bisogna esibirla, ma dobbiamo essere figli di Maria, essere fieri di essere Suoi, di chiamarci figli.

In questi decenni, c’è stata – nonostante il pontificato di Giovanni Paolo II – una diminuzione della pietà mariana. Nel tempo del dopoguerra c’era un’epopea mariana straordinaria, processioni che attraversavano tutta l’Italia con la Madonna di Fatima . Piano piano il nostro cattolicesimo si è trasformato in qualcosa di più arido, perché laddove non c’è Maria si dissolve il fervore della fede e della pratica cristiana. Se oggi si arriva persino a negare la divinità di Gesù Cristo è perché non si riconosce la grandezza di Maria come Madre di Dio. Negando la divina maternità di Maria si nega di conseguenza anche la divinità di Gesù Cristo.

Cerchiamo di afferrare l’espressione della Madonna ad essere fieri di essere Suoi. Prendiamo consapevolezza del fatto che questo è il tempo di Maria, della Sua presenza, della Sua gloria che si manifesterà nel tempo dei Segreti. Il mondo intero vedrà in Lei l’inviata di Dio per la salvezza da questo tremendo attacco che l’impero delle tenebre sta portando al mondo e alla Chiesa.

Con il trionfo del suo Cuore Immacolato, ci saranno i tempi della gloria di Maria. I suoi piccoli figli, umili e devoti, saranno partecipi di questa gloria per cui chi cammina con Lei, cammina sulla via della salvezza al sicuro. È per questo che Papa Paolo VI ha detto che non è cristiano chi non è mariano. È mariano chi accoglie la Madonna come Madre della propria vita e la riconosce nella grandezza che Dio le ha dato e che la Chiesa ha definito nei suoi dogmi : Madre di Dio, Sempre Vergine, Immacolata e Assunta in Cielo.

Tutti questi dogmi devono essere compresi nella loro Verità, devono diventare un atteggiamento interiore in noi, devono plasmare in noi un grande amore e una grande venerazione. Nel tempo dei Segreti si salveranno coloro che sono mariani, perché non si vergogneranno di afferrare la mano che la Madonna tende a chi la invoca.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su satana a cui basta un piccolo vuoto

Cari amici, vorrei mettere a fuoco uno dei tranelli di satana con il quale riesce a sviarci. Coloro che sono già sulla via della perdizione li lascia proseguire, perché la sua preoccupazione è per chi riesce a perseverare sulla via della salvezza. Sono le anime devote, che amano Dio e il prossimo, che si mortificano che possono trascinare anche gli altri.

Tutta l’astuzia di satana viene concentrata su come sviare le anime devote. Fra di esse ci sono le schiere dei mariani, verso le quali il demonio ha una particolare avversione. Questo tema è uno dei classici della teologia mistica, satana concentra le sue attività soprattutto su chi è impegnato sulla via della santità.

Egli ha una tattica particolare: trattandosi di persone che sono ormai avanti nella conoscenza del cammino di perfezione, temprate dall’esercizio delle virtù e nella mortificazione dei vizi, sa che non le può scardinare da un momento all’altro. Prima di tutto, le studia a fondo per scoprire i loro lati deboli e forti. In una persona, satana cerca soprattutto i lati deboli, come un ladro che cerca il luogo migliore per entrare in una casa. Il diavolo fa lo stesso ma senza suscitare l’attenzione, come una serpe che si insinua silenziosamente.

L’avversario non parte all’assalto di un’anima in un modo roboante, perché verrebbe respinto. Lo fa in un modo subdolo e silenzioso, cominciando dalle cose più piccole. Per esempio, satana sa che uno dei baluardi – di chi compie il cammino di perfezione – è quello della preghiera. La Regina della pace stessa, ci raccomanda la preghiera continua, ovvero una situazione esistenziale di preghiera con la quale sostenere tutte le nostre attività giornaliere. Il “vigilate” dell’esortazione di Gesù agli Apostoli – che invece si sono messi a dormire – è una situazione esistenziale continua, è un modo di essere, uno stare attenti, un avere la luce e gli occhi pronti a cogliere qualsiasi movimento del nemico.

Questo stato di vigilanza continua lo si può sostenere giorno e notte mediante la preghiera incessante, il riferimento a Dio, Santissima Trinità che è presente nel nostro cuore. Fa sì che qualsiasi rumore sospetto venga avvertito dall’anima. Nel momento in cui siamo stanchi di pregare, non abbiamo voglia e ci mettiamo a fare altre cose tralasciando la preghiera, pian piano satana vuole allargare il foro attraverso il quale passare. Tenta di diminuire la nostra attenzione, cerca di raffreddare l’entusiasmo, di inserire altri interessi che distraggono e che noi avvertiamo ma a cui non reagiamo.

Il diavolo se vede che non reagiamo, si insinua finché non siamo vuoti. Indebolisce nel combattimento spirituale e offusca la nostra capacità di discernimento. La nostra volontà nel reagire diminuisce fino al momento in cui sferra l’attacco finale. Come un cacciatore che cerca di incamminare l’animale verso la trappola finché non ci cade dentro.

Questo è un avvertimento e un ammonimento che ci fanno i maestri di spirito. Dicono che appena sorge una tentazione – quando ancora è in germe e sta spuntando – bisogna stroncarla decisamente. Non è facile indentificarla, si inizia con il tralasciare le piccole cose come la preghiera. Per la nostra svogliatezza e per la mancanza di intensità nell’analizzare la situazione spirituale, la mancanza di chiarezza nel discernimento – come diceva San Bernardo “è un uccello raro” – senza accorgersi assecondiamo una tentazione. Quindi, si continua ad agire nel peccato così da far allargare la falla e poi – come dicono i maestri di spirito – quando il serpentello è cresciuto, è difficile fermarlo, cioè sradicare una erbaccia infestante. Quando una persona va a guardare tutti i giorni il giardino e nota le erbe infestanti che incominciano a crescere e germogliare, inizia a estirparle. È ciò che dobbiamo fare anche noi nel nostro atteggiamento spirituale, dobbiamo sradicare il male fin dall’inizio.

Questo è un grande avvertimento nella vita spirituale perché siamo in uno stato di debolezza ma non entriamo in allarme. Addirittura, lo giustifichiamo, troviamo delle scuse per continuare su questa via. Per satana ogni forma di debolezza è un’occasione che non perde. L’espressione della Madonna: «satana non dorme» (25 maggio 2010) è molto densa e fa riferimento a quel brano di Vangelo dell’agonia di Gesù nel Getsemani, quando gli Apostoli dormivano ma satana no, tant’è che Giuda era sveglissimo.

Quindi, l’esortazione che vorrei farvi è che ci deve essere da parte nostra una vigilanza continua, in modo tale che satana non riesca a trovare delle debolezze per frenare il nostro cammino di santità. Egli non deve diminuire il nostro entusiasmo, non deve spegnare il nostro fuoco, non deve portarci alla tiepidezza. Il suo obiettivo è proprio questo: portarci al male e al peccato per consolidarli. Molti che hanno iniziato il cammino di perfezione sono stati raggirati da satana, indeboliti gravemente.

Tuttavia, se siamo in questa situazione il demonio non ha ancora vinto. C’è ancora tempo per aprire gli occhi e accorgersi dell’inganno in cui si è entrati, della trappola in cui satana è riuscito a rinchiuderci. Nel momento in cui ci si accorge e ci si pente, davanti a Gesù Crocifisso bisogna confessarsi sinceramente. Facendo tesoro dell’esperienza affrontata, in futuro saremo più attenti e non daremo spazio alla serpe. Così satana perderà.

Il diavolo dopo il colpo mortale farà di tutto perché un’anima rimanga in quella situazione di peccato grave. Per cui tenterà di raddoppiare quel medesimo peccato. Se una persona dà spazio al male, il demonio consolida la sua vittoria, aggiunge trappole, trascina sempre più in basso, finché non ci si muove più. È riuscito a mettere i ceppi di ferro ai polsi e alle caviglie e – se non per immensa grazia di Dio – difficilmente si riesce a liberarsi. Queste situazioni esistenziali dalle quali guardarsi, perché è difficile tornar indietro.

Vigiliamo, stiamo attenti, combattiamolo. Questo è il tema della vigilanza su noi stessi, giorno per giorno, stando molto attenti a tutte le insidie che l’angelo ribelle tende, ma anche a tutte le false giustificazioni con cui avvalliamo la nostra pigrizia spirituale.

A satana basta un piccolo vuoto per cominciare quello che lui ha in mente fin dall’inizio: portare al tracollo le anime.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’affermazione della Madonna: “A Dio nulla è impossibile”

Cari amici, nel Messaggio del 25 agosto 2024 la Madonna disse: «Voi siate uomini di speranza, di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile». Sono espressioni che riecheggiano quello che ha detto l’angelo Gabriele a Maria, quando ha annunciato il miracolo dell’Incarnazione del Verbo ed Ella rispose dicendo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”, l’angelo la rassicurò: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra”. Quindi, senza concorso umano e con la fede di Maria. Tutto questo avvenne perché nulla è impossibile a Dio.

La Regina della pace, nei Messaggi di Medjugorje, sottolinea il fatto che Dio governi il mondo secondo quelle leggi naturali che ha impresso nel momento della Creazione. Quindi, c’è un modo ordinario con il quale Dio governa il mondo, che ovviamente l’occhio della fede vede, che l’occhio della scienza intravede – quando non si eleva a maestra prepotente – e che invece gli uomini che si credono non vedono. Non vedono l’azione di Dio anche quando il mondo funziona normalmente. Se l’Onnipotente non esistesse il mondo cadrebbe nel nulla. Quella che chiamiamo natura è comunque retta dal Signore e dalla sua Provvidenza. Chi ha la grazia della fede e gli occhi pieni di luce soprannaturale, vede, adora e ringrazia, dandoci quei brani straordinari della descrizione del mondo che abbiamo nella Sacra Scrittura, specialmente nei Salmi.

La Gospa ha voluto sottolineare anche il fatto che Dio interviene nella Storia umana e nel governo del mondo sospendendo le leggi della natura. Questo è avvenuto nel momento dell’Incarnazione, quando il Verbo si è fatto carne senza il concorso umano, se non quello della Vergine Maria. Quella è la più grande sospensione delle regole che Dio ha messo nella natura. Ma la Madonna ha sostenuto anche che con la preghiera e il digiuno si possono fermare le guerre, per quanto violente esse siano. Perché a Dio nulla è impossibile.

Avere questa consapevolezza di fede teologica profonda, ci porta a credere che se Dio ha la potenza di creare il mondo dal nulla, ha anche il potere di sospendere le leggi che Lui stesso ha dato e, quindi, di fare miracoli grandiosi. Sono testimoniati nella Sacra Scrittura e avvengono nella storia della salvezza nella quale Dio stesso opera. La preghiera molte volte ha operato miracoli grandiosi nel corso della Storia e delle Nazioni. Maria ha sottolineato questo aspetto della potenza della preghiera sugli eventi umani come nella guerra del Balcani, quando ha detto: «quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera» (25 luglio 1991). Successivamente, la guerra si è prolungata, è andata oltre i limiti della decenza umana per l’efferatezza con cui è stata combattuta, la Regina della pace allora disse: «Cari figli, in questi anni vi ho invitato a pregare e a vivere quello che vi dico, ma voi vivete poco i miei messaggi. Voi parlate, ma non vivete: è per quello, figlioli, che questa guerra dura così a lungo» (25 ottobre 1993). Al quarto anno di guerra, diede un Messaggio di speranza: «Cari figli, oggi vi ringrazio per le vostre preghiere. Voi tutti mi avete aiutata a far sì che questa guerra finisca il più presto possibile» (25 febbraio 1994).

La fede cristiana ha uno sguardo sulla realtà che va oltre i fenomeni naturali, il controllo di ciò che è materiale e vede ciò che l’occhio naturale non è in grado di raggiungere, ovvero Dio che governa il mondo, che interviene, sospende le leggi naturali e compie miracoli. La Madonna lo ricorda in tante occasioni, anche adesso.

La forza del male è talmente grande nel mondo da apparire irrefrenabile. La Gospa ha detto che satana non è mai stato così forte e che siamo noi a dargli la forza di prevalere con l’odio. Ma con uno sguardo soprannaturale, Maria dice che, nonostante sia il momento delle tenebre – che vuole distruggere il mondo – tutto questo può essere fermato da Dio se preghiamo. Ci vuole la fede.

Il problema è che in Occidente si è imposto – gradualmente in quest’ultimo secolo – il dominio di una visione del mondo e della vita che non va oltre le cose materiali. Questo modo di vedere il mondo è stato trasmesso dalla scienza, che diventa una realtà deviante quando va oltre i suoi ambiti. La scienza è basata sull’esperimento e sul controllo di ciò che è visibile. Dunque, questa mentalità ci ha portato a una visione del mondo per cui esiste solo ciò che vediamo anche con gli strumenti scientifici più sofisticati, ma oltre non andiamo. Questo porta a un’affermazione che è assolutamente arbitraria, ovvero che esiste solo ciò che vediamo, che è controllabile o che è ipotizzabile attraverso esperimenti scientifici.

Questa mentalità moderna diventa un’ideologia – il modernismo – secondo la quale il soprannaturale non esiste. È una chimera, una fantasia, un sogno, ciò che va al di là della natura e della materia, in altre parole non esiste. Non esiste l’anima spirituale, l’uomo è il suo corpo, non esiste Dio, perché è al di là della materia e non è controllabile dalla scienza. Inoltre, non esiste la legge morale perché l’uomo è fatto di materia e la coscienza, in fondo, sono residuati di vario genere. Alla fine, tutto è riducibile al nulla.

Questa mentalità è entrata nel Cristianesimo, nella teologia, nella spiritualità e ha creato disastri incontrollabili. È arrivata a negare la divinità di Gesù Cristo, a dissacrare la Bibbi, i Santi e tutto ciò che è il mondo soprannaturale connaturale al Cristianesimo. Di conseguenza, non esistono miracoli, apparizioni o manifestazioni del soprannaturale. È così diffusa questa mentalità che anche un numero consistente di chi esce fuori dalla Chiesa, non crede o ha dei dubbi sull’aldilà.

La mentalità modernista è micidiale e la Madonna la condannata nei suoi Messaggi: «satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via» (25 maggio 2010); «Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù» (25 settembre 2023); «Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023). Entrando nel Cristianesimo è diventata una piaga, perciò ci si butta sulle cose materiali. Possono anche essere cose buonissime e santissime, come aiutare i poveri, promuovere il benessere sociale, ecc…, ma sono azioni che si facevano anche quando si credeva in Dio, non l’hanno scoperto i modernisti.

Questa è la mentalità nella quale viviamo, dove ammettere la Apparizioni e i miracoli va giù di traverso. Quindi, il soprannaturale non esiste e se c’è si vedrà. Quando il Sacerdote compie la consacrazione dicendo “Questo è il mio Corpo e il mio Sangue”, senza lo sguardo soprannaturale non si può credere al miracolo della transustanziazione. Nel momento dell’assoluzione dai peccati, è avvenuto un fatto psicologico o un intervento soprannaturale?

Questa è una realtà che si riflette nella predicazione. Si cerca di spiegare umanamente i miracoli per espellere dalla Bibbia il soprannaturale. Siamo in una situazione in cui non capiamo niente del mondo di oggi, se non si dà uno sguardo soprannaturale. Come ha detto la Regina della pace nel Messaggio del 25 agosto 2024: «Il bene e il male lottano e vogliono prevalere nel mondo e nei cuori degli uomini». È in atto una lotta testimoniata nella Sacra Scrittura, nelle profezie e nel magistero della Chiesa, una lotta apocalittica tra la Donna vestita di sole e il dragone infernale. Senza uno sguardo soprannaturale non si può capire che Dio interviene e ha la possibilità di rovesciare i potenti dai troni, innalzare gli umili e far prevalere coloro che – umanamente parlando – non hanno possibilità di vincere.

La mentalità modernista afferma che tutto questo non può avvenire, perché – attraverso i suoi calcoli – non riesce a uscire dalla caverna nella quale si è rinchiusa. I modernisti sono come talpe per le quali esiste solo lo scavo sottoterra, appena vedono la luce si nascondono perché non riescono a sopportarla. È quella mentalità dalla quale non dobbiamo farci condizionare nel modo più assoluto, perché intacca la fede e lo sguardo soprannaturale. Come ha detto la Madonna nel Messaggio del 25 settembre 2023: «Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù». Ci ruba Gesù e Maria, i miracoli e la vita eterna, ci riduce a un mucchio di polvere.

Dobbiamo avere vigilanza e preghiera cosicché il soprannaturale diventi una realtà che entra nel nostro cuore e nella nostra vita.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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