Pensiero spirituale sulla vita che si realizza nel dono di sé

Cari amici, la vita si realizza se un dono di se stessi. È un’avventura che si affronta nella luce della fede, una grande camminata verso Dio. Questa è la grande serenità che viene dalla fede, secondo la quale Dio ci ha creati con una missione, un percorso da compiere, in modo da conoscerlo, amarlo e servirlo. Questa è la chiave della vita che, diversamente, sarebbe un mistero inspiegabile.

Nella luce della fede e nella Divina Rivelazione – che ci ha svelato cos’è la vita umana – la vita acquista una grande valore, se la affrontiamo come un grande viaggio verso Dio. Impostiamola come un cammino di conoscenza, di amore e di dono di sé al Signore. Questo è il senso della vita, è quella chiave di interpretazione secondo cui la vita ha una grandezza, una bellezza inconcepibili. Come ci ha detto la Madonna in un Messaggio meraviglioso: «Pregate per poter comprendere la grandezza e la bellezza del dono della vita» (25 gennaio 1990). Questo è qualcosa su cui vorrei che i giovani cominciassero a meditare e pensare.

Al di fuori di questa luce la vita rischia di essere un vagare qua e là, senza uno scopo o una meta. Quel vagare che è molto simile a una corsa in un labirinto, senza porte e senza finestre, rinchiuso nell’ambito dell’immanenza, ripercorrendo le medesime strade, finché si stramazza a terra senza forze. Senza la luce della fede la vita rischia di essere una fatica inutile. Nella luce della fede è sicuramente un’impresa, un pellegrinaggio pieno di fascino perché è un’ascesa al Cielo. Senza la luce della fede – come molti uomini oggi vivono – la vita rischia di essere un vagare inutile, un afferrare luci false, obiettivi che sono chimerici e si dissolvono in mano, felicità ingannatrici. L’entità di tale sconfitta in quelli che sono rimasti chiusi alla luce della fede colpevolmente, si rendono conto che è una rovina irreparabile. perché hanno perso l’obiettivo che è Dio stesso.

Siccome viviamo in una società nella quale Dio è assente, noto che anche nei momenti in cui si deve analizzare fatti e vicende tragiche e drammatiche come le guerre, i cataclismi, le tragedie quotidiane, non si nomina più né Dio né il demonio. Non esiste più l’aldilà, l’impalpabile, l’invisibile. Di fronte a questi eventi – che per noi sono impenetrabili nella loro comprensione – si riversano chiacchiere che neanche scalfiscono la realtà e lasciano il tempo che trovano. Nella comunicazione e nella riflessione sul senso della vita e della storia, su questo tipo di società che stiamo vivendo – che va sempre più velocemente verso una regressione paurosa – non c’è il nome di Dio e neanche dell’avversario. .

La vita è un cammino di conoscenza verso Dio, come ha detto la Madonna esortandoci con una parola che ha plasmato Lei in croato: «Siate cercatori di Dio» (25 settembre 2022). Questo essere cercatori di Dio è lo scopo stesso della vita chi ha la grazia della fede Lo conosce attraverso la Divina Rivelazione. Il cammino di fede è una conoscenza di Dio, del Suo amore e di noi stessi in Lui. Una conoscenza delle nostre responsabilità nei confronti di Dio e del suo Regno. Dobbiamo dedicare il tempo della nostra vita a Dio al suo invito, perché ci chiama l’amore per Lui.

Come si dona a noi, come si è donato a noi in Gesù Cristo Gesù, a nostra volta serviamolo, lavoriamo per Lui e il suo Regno. Lavorare per il Regno di Dio, significa lavorare per il prossimo, perché è la presenza del Signore nel mondo, nella Storia, nella vita degli uomini. Egli ha bisogno di Apostoli. In questa luce sia che siamo Sacerdoti sia che percorriamo altre strade – che tuttavia rientrano nel progetto della Divina Creazione – tutto è per il Regno di Dio, per il Signore. Con questo sforzo e impostazione, si gusta veramente la vita anche nella fatica quotidiana, nell’aridità, nelle persecuzioni e nell’esperienza del male che ci colpisce.

Nonostante tutto questo, nel fondo del cuore c’è sempre la speranza, la gioia, una grande fiducia, come ha detto la Madonna nel bellissimo Messaggio del 25 agosto 2024: «Voi siate uomini di speranza, di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile». La visione della vita nella luce di Dio è essere in questo mondo, in mezzo ai fratelli, uomini di speranza, ovvero coloro che affermano la vittoria di Dio, la Sua presenza. La Redenzione che offre a tutti è la speranza e la preghiera, cioè l’intercessione perché i cuori più duri si aprano alla grazia. Spes contra spem cioè la speranza contro ogni possibilità di disperazione. La speranza oggi deve essere così forte che deve superare ogni spinta alla disperazione e alla resa.

Questo è presente nella realizzazione della vita, come ricerca di Dio, come accoglienza del Suo amore e come dono di se stessi per il Regno, in qualsiasi cosa facciamo. È un’esperienza di vita nella quale acquistiamo la pace interiore, l’approvazione della coscienza, la gioia anche in mezzo alle sofferenze, la speranza, il non scoraggiarsi mai. Significa sperimentare l’anticipo della gloria e gioia eterna.

Più il tempo passa e più andiamo verso la luce del Cielo, verso il Paradiso che ci attende. Questa visione della vita cristiana non è una conquista che si fa dall’oggi al domani. È la vita cristiana così come deve essere compresa e vissuta, perciò deve essere un cammino quotidiano, uno sforzo a non farci catturare dalle visioni della vita mondane. È così la vita che la maggioranza degli uomini vivono. Questa è una visione della vita progressista, della nuova religione, quella che ha messo l’uomo al posto di Dio, la caverna al posto del Cielo, l’abisso invece delle immensità celesti. Questa visione così arida, depressiva, triste che distrugge i cuori, le giornate, la gioia, è un veleno che introiettiamo giorno per giorno finché ci infligge la morte dell’anima.

Meditiamo sulla visione della nostra vita: è nella luce e Verità di Dio oppure nella falsa luce della mondanità? Questa è una domanda da farsi ed è oggetto anche di Confessione.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”