di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 6 Novembre 2026

L’arrivo a Montevideo è previsto alle 20,30 italiane. Sono passati 23 giorni dall’intervento chirurgico per la rimozione di un tumore al polmone

Il volo Az4000 di Leone XIV è decollato stamattina da Fiumicino per Montevideo, tredici ore e mezzo di volo: l’arrivo nella capitale dell’Uruguay è previsto alle 20,30 italiane, prima tappa del viaggio in Sudamerica che domenica lo porterà anche in Argentina e infine, da mercoledì prossimo al 16 novembre, in Perù, il Paese dove Robert Francis Prevost ha vissuto una ventina di anni come missionario e poi vescovo.

Il nulla osta dei medici del Gemelli

Sono passati appena ventitré giorni dall’intervento chirurgico per la rimozione di un tumore maligno al polmone con l’asportazione del lobo inferiore destro, ma i medici del Gemelli hanno dato il nulla osta, la convalescenza del Papa è andata bene senza bisogno di altre terapie e anche l’assistenza medica sarà quella «ordinaria», ha fatto sapere la Santa Sede, con il medico curante Luigi Carboni e lo staff a seguire il pontefice come accade nei viaggi internazionali.

Il programma fitto di impegni

Anche il programma, fitto di impegni, è stato confermato: dodici giorni di viaggio e altrettanti aerei, più due elicotteri, lungo 31 mila chilometri e quattordici località nei tre Paesi, con trentasette discorsi previsti, tutti in spagnolo. Confermate anche le tappe più delicate del viaggio, sulle Ande peruviane: sabato 14 Leone XIV andrà in elicottero a Santa Cruz de Succhubamba, a oltre duemila metri di altitudine, e l’indomani volerà a Cuzco, l’antica capitale dell’impero Inca, a 3400 metri. Per sicurezza, in caso di necessità, l’aeronautica militare del Perù ha informato di aver preparato un aereo ambulanza.

I temi del viaggio: povertà, diseguaglianze sociali e tutela delle risorse naturali

I cattolici nel mondo sono un miliardo e 400 milioni e di questi il 27,3 per cento, la maggioranza relativa, vive in America del Sud, anche se avanzano secolarizzazione e movimenti evangelici e pentecostali. L’Uruguay tuttavia è il Paese più laico del continente – il 76 per cento dei tre milioni e mezzo di abitanti risulta battezzato, ma solo il 36 per cento si dice cattolico, secondo Equipos consultores – con una separazione così netta tra Stato e Chiesa che ufficialmente il Natale si chiama «Giornata della Famiglia», l’Epifania «Giornata dei Bambini» e la Settimana Santa di Pasqua «Settimana del Turismo». Anche nel Paese che una volta era definito «la Svizzera del Sudamerica», il Papa inizierà ad affrontare i temi che scandiranno il viaggio: povertà, diseguaglianze sociali e tutela delle risorse naturali, a cominciare dall’acqua. 

In Argentina il ricordo di Francesco

I giorni in Argentina saranno legati anche al ricordo di Francesco, il predecessore che in dodici anni di pontificato non è mai tornato nel suo Paese. Il 28 agosto 2004, nella festa di sant’Agostino, l’allora priore generale degli agostiniani Robert Francis Prevost e l’arcivescovo Jorge Mario Bergoglio concelebrarono una Messa a Buenos Aires, nella
parrocchia intitolata all’autore delle Confessioni, e non potevano immaginare che entrambi sarebbero divenuti Papi.