"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 7) Cristocentrismo

Cari amici, il documento della Santa Sede è una rassegna delle tematiche spirituali fondamentali dei Messaggi della Regina della pace.

Il Cristocentrismo è una tematica molto importante. La Madonna è l’ancella del Signore e ci vuole orientare verso Suo Figlio, tanto che l’espressione “Mio Figlio” è una delle più ricorrenti nei Messaggi di Medjugorje. La prima Apparizione e quelle del 25 dicembre di ogni anno, avvengono con in braccio Gesù Bambino, che Lei stessa descrive come “Re della pace”. Come diceva San Giovanni Paolo II, Maria è tutta orientata a Suo Figlio. La Madonna accoglie le parole dell’Arcangelo e l’elezione divina, professandosi Ancella del Signore. Come suggeriva San Giovanni Paolo II in tante occasioni, mentre fra noi e Dio c’è un unico mediatore che è Gesù Cristo, tra Gesù e noi c’è la mediazione materna di Maria. Proprio come all’inizio della vita pubblica di Gesù – le nozze di Cana – si rivolge ai commensali dicendo di fare ciò che Gesù avrebbe detto.

La Madonna in questa sua lunga presenza a Medjugorje, ci orienta a Suo Figlio e al Vangelo. I Messaggi stessi sono un Vangelo presentato in una versione materna, semplice e attualizzata, in un momento in cui gli uomini stanno perdendo la fede, la pace e la speranza nel futuro.

In tutte le Apparizioni autentiche, la Madonna è cristocentrica e non soltanto teocentrica. Il Verbo si è fatto carne, quindi Dio l’abbiamo conosciuto attraverso Gesù Cristo. È una paura senza fondamento quella di chi teme che la devozione alla Madonna possa distogliere l’attenzione da Gesù. Tutti i mariani sono cristocentrici. San Giovanni Maria de Montfort diceva che se Gesù è poco conosciuto è perché Maria è poco conosciuta.

In Africa a Kibeho, la Madonna si è presentata come la Madre del Verbo che si è fatto carne. La caratteristica della Vergine è proprio la sua maternità. La caratterizzazione di Maria, Madre di Dio, è cristologica. Significa che quel Figlio che è nato da Lei è Dio. I padri conciliari con il termine Theotocos volevano dire che quel Bimbo nato da Maria è Dio.

Questa è la professione di fede che è caratterizzante del Cristianesimo come religione del Verbo incarnato.

A Medjugorje sono stati approvati i frutti ma anche i Messaggi che hanno dato origine ad essi. I Messaggi sono stati approvati perché non è stata trovata nessuna stonatura di nessun genere, tenendo presente che i Messaggi catechetici di Maria incominciano con quelli per la Parrocchia a Marija, e proseguono con Mirjana per i non credenti. Questi Messaggi hanno un rilievo spirituale teologico rilevante. Anche gli autori della Nota credo siano rimasti ammirati dalla spiritualità che emerge da essi.

Cristocentrismo

12. L’intercessione e l’opera di Maria appaiono chiaramente sottomesse a Gesù Cristo come autore della grazia e della salvezza in ogni persona:

È una mediazione materna ma anche una sottomissione come Ancella del Signore. Il suo obbiettivo è di portarci a suo Figlio, di farLo conoscere e amare.

«In modo particolare, figlioli, vorrei avvicinarvi di più al Cuore di Gesù. Perciò, figlioli, oggi vi invito alla preghiera indirizzata al mio caro Figlio Gesù, affinché tutti i vostri cuori siano suoi» (25.10.1988). «Non lasciate che la luce del mondo vi seduca. Apritevi alla luce dell’Amore Divino, all’Amore di mio Figlio. Decidetevi per Lui: Egli è l’Amore, Egli è la Verità» (02.05.2016). «Vi invito, cari figli, oggi perché vi siete allontanati da Gesù, perché avete messo in secondo piano Gesù e Lo avete trascurato. Perciò vi invito a decidervi per Lui e a mettere Gesù nella vostra vita al primo posto» (24.04.2017). «Desidero rinnovarvi e condurvi col mio Cuore al Cuore di Gesù che ancora oggi soffre per voi e vi invita alla conversione» (25.10.1996). «Soltanto se vi avvicinate a Gesù capirete l’amore incommensurabile che Lui ha per ognuno di voi» (25.02.1998). «Vi invito ad infiammare i vostri cuori sempre più ardentemente d’amore verso il Crocifisso e non dimenticate che per amore verso di voi ha dato la sua vita perché foste salvati» (25.09.2007)

Dobbiamo imparare a rivolgerci direttamente a Gesù per mezzo di Maria, ch ci ottiene le grazie con l sua intercessione.

13. «Lui vi darà la forza e la gioia in questo tempo. Io vi sono vicina con la mia intercessione» (25.11.1993).

Spesso i veggenti dicono che la Madonna è come un tubo che porta l’acqua, ma l’acqua della grazia viene da Cristo. Un’immagine non molto bella ma pratica.

«Le mie mani vi offrono mio Figlio, che è Sorgente d’acqua pura. Egli rianimerà la vostra fede e purificherà i vostri cuori» (02.10.2014). «Aprite il cuore e abbandonate la vostra vita a Gesù, affinché Egli operi per mezzo dei vostri cuori e vi fortifichi nella fede» (23.05.1985).

Maria parla con umiltà a proposito delle proprie parole in confronto al Verbo eterno, le cui parole di vita sono efficaci nel trasformarci: «Cari figli, io vi parlo come Madre: con parole semplici […]. Mio Figlio invece, che viene dall’eterno presente, Lui vi parla con parole di vita e semina amore nei cuori aperti» (02.10.2017).

La Gospa sa che le parole di Gesù sono Parola di Dio.  In quest’ultimo Messaggio, dato a Mirjana, la Madonna dice che – nonostante sia la Madre del Verbo – ha ben presente che le Sue parole sono materne e semplici, ma le parole di Suo Figlio sono parole di vita, di verità e di amore. Maria è Colei che intercede ed è la mediatrice materna fra noi e suo Figlio

In questa lunga presenza a Medjugorje, non ha fatto altro che riportarci al cuore della fede che è il Verbo incarnato.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: Il Re della pace (5) – Soltanto Dio (6)

Cari amici, la Nota mette in evidenza che accanto alla denominazione ufficiale che la Madonna ha dato a se stessa come Regina della pace, c’è anche l’attribuzione a Gesù come Re della pace. Lui stesso ha detto nel Natale del 2012: «Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti». Anche in questo caso è apparsa la centralità di Gesù Cristo nei Messaggi di Medjugorje.

Il Re della Pace

8. Al titolo di “Regina della Pace” corrisponde quello di “Re della Pace” attribuito a Gesù:

«Vi invito, cari figli, affinché la vostra vita sia unita a Lui. Gesù è il Re della Pace e solo Lui può darvi la pace che voi cercate. Io sono con voi e vi presento a Gesù» (25.12.1995). «Fra le mie mani ho il piccolo Gesù, il Re della pace» (25.12.2002). «Con grande gioia vi porto il Re della Pace, affinché Egli vi benedica con la sua benedizione» (25.12.2007).

La Nota prosegue mettendo in risalto come i Messaggi abbiamo al centro Dio e Suo Figlio, che molte volte viene chiamato l’Onnipotente. La centratura dei Messaggi della Regina della pace è esattamente quella dell’Ancella del Signore, teocentrica e cristocentrica. L’analisi teologica dei Messaggi esprime la robustezza teologica dell’impianto. Per questo motivo sono stati convalidati nella loro totalità pur distinguendo: quelli che sono di particolare importanza perché sono delle vere e proprie forme di evangelizzazione; quelli che invece vengono dati in circostanze particolari.

Soltanto Dio

9. I messaggi offrono una visione fortemente teocentrica della vita spirituale ed è frequente l’invito all’abbandono fiducioso in Dio che è amore:

«Cari figli, oggi vi invito all’abbandono totale a Dio. Tutto ciò che fate e tutto ciò che possedete, datelo a Dio, affinché Lui possa regnare nella vostra vita come Re di tutto. Non abbiate paura» (25.07.1988).

«Cari figli, oggi vi invito a vivere, nel corso di questa settimana, le seguenti parole: IO AMO DIO! Cari figli, con l’amore voi conseguirete tutto, anche ciò che ritenete impossibile» (28.02.1985).

«Cari figli, vi invito all’abbandono totale in Dio. Tutto ciò che possedete sia nelle mani di Dio. Soltanto così avrete la gioia nel cuore. Figlioli, rallegratevi di tutto quello che avete. Ringraziate Dio perché tutto è un suo dono a voi. Così potrete nella vita ringraziare per tutto e scoprire Dio in tutto, anche nel più piccolo fiore» (25.04.1989).

10. Alla luce di tutto ciò, possiamo riconoscere un nucleo di messaggi nei quali la Madonna non pone sé stessa al centro ma si mostra pienamente orientata verso la nostra unione con Dio:

Come osservava Papa San Giovanni Paolo II, la Madonna è tutta orientata verso Dio. Non può mettersi al centro perché Lei è un tramite, ci chiama a sé per portarci a Dio.

«Ecco, per questo io sono con voi, per insegnarvi ed avvicinarvi all’Amore di Dio» (25.05.1999).

«Vi invito per prima cosa ad amare Dio, Creatore della vostra vita, e dopo riconoscerete ed amerete Dio in tutti» (25.11.1992).

Come ci insegna Gesù, si ama Dio nei fratelli.

«Io sono con voi e intercedo davanti a Dio per ognuno di voi affinché il vostro cuore si apra a Dio e all’amore di Dio» (25.03.2000).

La Gospa è colei che ci insegna ad amare Dio.

«Vi invito tutti a crescere nell’amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera» (25.04.2008).

Queste pennellate meravigliose con le bellezze della natura sono tipiche dei Messaggi di Medjugorje. Maria ne fa una profusione straordinaria. Tutti questi riferimenti li troviamo nella Sacra Scrittura e nei Salmi. Ci sono state delle analisi in cui è stato messo proprio in evidenza come i Messaggi abbiano riverberi biblici. Lei prende la Sacra Scrittura, i Vangeli e li riporta nei Messaggi dando il Suo timbro materno. Dà l’impressione di conoscere perfettamente ogni parola della Sacra Scrittura e molte volte tesse i Messaggi con essa.

«Non vacillate nella fede e non domandatevi il perché pensando che siete soli e abbandonati ma aprite i vostri cuori, pregate e credete fermamente e allora il vostro cuore sentirà la vicinanza di Dio, e che Dio non vi abbandona mai e che è al vostro fianco in ogni momento» (25.12.2019).

Questa è una delle motivazioni più importanti: la preghiera incessante, la quale fa sentire continuamente la presenza di Dio, il Suo amore, non si ha più paura di essere soli o abbandonati. Quando ci sentiamo isolati, con la preghiera ci riavviciniamo a Dio. Questo è il segreto del cammino della vita, con la preghiera sentiamo Gesù e Maria al nostro fianco.

11. Per questa ragione, Maria invita a incontrare Dio che è sempre presente nella vita di ogni giorno:

«Voi cercate i segni e i messaggi e non vedete che Dio vi invita con il sorgere del sole al mattino, che voi vi convertiate e ritorniate sul cammino della verità e della salvezza» (25.09.1998). «Che i campi di grano vi parlino della misericordia di Dio verso ogni creatura» (25.08.1999). «Dio vi vuole salvare e vi manda messaggi attraverso gli uomini, attraverso la natura e attraverso molte altre cose che vi possono aiutare a comprendere che dovete cambiare la direzione della vostra vita» (25.03.1990).

La natura è un libro divino. La Gospa afferma che la presenza di Dio è nel sorgere del sole, ad esempio. Ogni albero, ogni tramonto sono segni divini che ci chiamano alla conversione perché ci chiamano alla presenza di Dio.

Quando siamo sulla strada sbagliata che porta alla perdizione abbiamo davanti a noi molti segni, come il sole del mattino, le messi biondeggianti nel mese di agosto. Dio non ci lascia perire, non ci lascia andare verso l’abisso senza avvisarci, il problema siamo noi che quando Dio ci chiama chiudiamo gli orecchi, come dicono gli spagnoli “sordera bien administrada”.

Questa pagina del documento della Santa Sede ha voluto mostrare che i Messaggi della Regina della pace sono teocentrici. Lei stessa con le Sue parole ci esorta continuamente verso Dio, in particolare verso Suo Figlio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: La pace che sgorga dalla carità (4)

Cari amici, i frutti derivano dai Messaggi della Regina della pace e dalla Sua evangelizzazione materna. Nel documento della Santa Sede incontriamo un’analisi dei Messaggi che sono una fonte di spiritualità per tutti noi.

La Madonna esige la nostra fede nella Sua presenza dato che è l’unica che ci possa salvare dalla catastrofe. In un mondo che sembra essere in mano al diavolo, solo Dio sa quanto abbiamo bisogno della Madre celeste e del Suo intervento. Maria stessa disse: «Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate» (25 marzo 2020). Ci invita ad unirci particolarmente a suo Figlio Gesù in un’intima unione perché sarà quella a darci la forza di combattere contro il maligno.

Nella Nota è stato messo in evidenza ciò che ha detto la Madonna sulla pace. La vera pace non è quella di cui parlano gli uomini, ma è il rapporto con Dio che ci riempie il cuore e che distribuiamo agli altri. Per contrario, il diavolo scardina i cuori, li riempie di odio che distribuisce nei popoli e nelle nazioni, spingendoli verso l’autodistruzione.

Il documento fa riferimento ad alcuni Messaggi sulla pace intesa non come valore assoluto e unico, perché più grande di essa ci sono la carità e l’amore. Questa è un’osservazione molto opportuna, perché ricordo una domanda che è stata fatta a Mirjana nella quale le si chiedeva con quale parola avrebbe sintetizzato tutti i Messaggi del due del mese e rispose con “Amore”. L’amore di Dio si riversa, mediante Suo Figlio e il Cuore Immacolato di Maria, su questo mondo peccatore che ha bisogno di perdono.

In questa luce possiamo gustare questi Messaggi che ci insegnano che la pace sgorga dalla carità, è il frutto dell’amore di Dio nei nostri cuori.

La pace che sgorga dalla carità

7. Questa pace non è fine a sé stessa né esprime il valore cristiano più alto. È frutto della carità vissuta, che è la virtù più grande e più bella. Si tratta dell’amore che si abbandona all’amore di Dio e si esprime nell’amore fraterno che evita i litigi, non giudica e perdona:

Dire che Dio è pace non coglierebbe l’identità divina come l’espressione “Dio è amore”, che è quella che ci ha regalato San Giovanni l’evangelista. La carità da cui sgorga la pace è al vertice della santità.

Nei Messaggi spesso la Madonna interviene nel regolare con l’amore i rapporti con gli altri. Questa è una preoccupazione che ci fa capire come noi cristiani nei rapporti umani dobbiamo farci guidare dall’amore. Dobbiamo evitare le ripicche, gli odi, le vendette, i risentimenti, il farla pagare, altrimenti aumentiamo il tasso di superbia e di risentimento che c’è nel cuore.

«Amatevi gli uni gli altri. Siate fratelli tra di voi ed evitate ogni litigio» (25.12.1981). «Cari Figli, anche oggi vi voglio invitare al perdono. Perdonate, figli miei! Perdonate gli altri, perdonate voi stessi» (13.03.2010). «Cari figli, questo è il tempo del ringraziamento. Oggi, da voi cerco l’amore, non cercate errori e sbagli negli altri e non giudicateli» (04.05.2020).

Dio ci perdona sempre se ci pentiamo sinceramente. Noi a nostra volta dobbiamo perdonare noi stessi, cioè accettare il perdono di Dio, altrimenti cadiamo nella superbia. I rapporti umani fra la famiglia, i conoscenti, i parenti, gli amici e chi conosciamo cambiano radicalmente se c’è la disponibilità a non reagire negativamente ad ogni cosa che succede. Anche il ringraziamento è una forma di carità. Se pretendiamo cadiamo nel peccato della superbia. Dobbiamo imparare a ringraziare.

La Madonna cerca il nostro amore, Dio ci dà il suo amore e noi dobbiamo donarglielo. Motivi per criticare, per arrabbiarsi, per giudicare e affossare, ne abbiamo sempre. Dobbiamo sorvolare tutte le cose negative per guardare a quello che c’è di buono, bello, valido. Questa è l’arte del vivere bene perché diventiamo una benedizione quotidiana per quelli che frequentiamo.

Questa carità, che ci permette di portare la pace nel mondo, implica pure l’amore per quelli che non sono cattolici. È vero che non si tratta di proporre un sincretismo né di dire che «tutte le religioni sono uguali davanti a Dio». Ciononostante, tutte le persone sono amate. Questo è un punto che si capisce meglio nel contesto ecumenico e interreligioso della Bosnia ed Erzegovina, segnato da una terribile guerra con forti componenti religiose:

Nel territorio dell’ex-Jugoslavia, ci sono i serbi, i musulmani e i cattolici. Questa convivenza è andata bene per anni, improvvisamente, con la caduta dell’Impero sovietico anche l’ex-Jugoslavia si è disgregata dal punto di vista politico e sono sorte le contrapposizioni etniche. Da qui la guerra dei Balcani che ha visto i serbi, i cattolici e i musulmani scontrarsi. La Regina della pace è stata molto severa durante questo periodo dicendo:

«Così vi siete allontanati da Dio e da me per il vostro misero interesse. Io desideravo fare di voi un’oasi di pace, di amore, di bontà. Dio desiderava che voi, con il vostro amore e con il suo aiuto, faceste miracoli e deste l’esempio. Perciò ecco che cosa vi dico: Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore» (25 marzo 1992).

Per grazia di Dio, Medjugorje è stata preservata dalla guerra benché fosse provocata dalle bombe. Ha coltivato nella preghiera, nei cuori e nei Messaggi, la tolleranza e il rispetto. Non si usa la religione per aggredire gli altri.

«Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Musulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio Figlio e a me. Siete tutti figli miei. Ciò non significa che tutte le religioni siano uguali davanti a Dio, ma gli uomini sì. Non basta, però, appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvati: occorre rispettare la volontà di Dio […]. A chi poco è stato dato, poco sarà chiesto» (20.05.1982). «Voi non siete veri cristiani se non rispettate i vostri fratelli che appartengono alle altre religioni» (21.02.1983). Sebbene si ricordi la necessità di «conservare a ogni costo la fede cattolica per voi e per i vostri figli» (19.02.1984).

La maternità di Maria è universale. In Occidente c’è stata un’apostasia con la quale abbiamo privato della fede cattolica noi stessi e i nostri figli. Dobbiamo rispettare quelli che appartengono alle altre religioni. Gli uomini sono nostri fratelli e dobbiamo rispettarli. La Regina della pace su queste tematiche è stata molto chiara e molto aderente a quello che è l’insegnamento della Chiesa.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: La Regina della pace (3)

Cari amici, dopo aver promulgato questo documento, l’autorità ecclesiastica si è assunta la responsabilità di controllare tutto ciò che la Madonna comunica.

In questo nuovo capitoletto, la Nota cerca di mettere a fuoco con quali identità la Madonna si è presentata a Medjugorje. Si presenta con vari nomi e come Madre, ma a Medjugorje ha precisato di essere venuta come Regina della pace.

La Regina della Pace

6. Anche se la Gospa [ossia Signora] attribuisce a sé stessa più frequentemente il nome di Madre, secondo varie espressioni (Madre della Chiesa, di Dio, dei giusti, dei santi ecc.), il titolo più originale è quello di “Regina della Pace” (cfr. messaggio del 16.06.1983). Questo titolo offre una visione teocentrica e molto ricca della pace, che non significa soltanto l’assenza di guerra ma ha un senso spirituale, familiare e sociale. La pace di cui qui si parla, infatti, si realizza soprattutto grazie alla preghiera, ma si diffonde anche attraverso l’impegno missionario. Uno dei tratti prevalenti della spiritualità che emerge dai messaggi è l’affidamento a Dio tramite il proprio pieno affidamento a Maria, in modo da essere strumenti di pace nel mondo. I messaggi attorno a questo tema sono assai numerosi.

Vengono riportati vari Messaggi in riferimento alla Regina della pace. Particolare e quello del Natale 2012, quando la Madonna è apparsa con il Bambin Gesù. In quell’occasione non diede il Messaggio, ma Gesù stesso si è alzato in piedi solennemente e con voce tonante disse: «Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti» (25 dicembre 2012).

La pace è di Dio che la Madonna ci dona attraverso il Suo cuore. È una visione verticale e soprannaturale della pace che è stata augurata agli uomini il giorno di Natale dagli angeli in Cielo e da Gesù quando è apparso nel Cenacolo, cioè il frutto della Redenzione.

Alcuni dei Messaggi riportati mettono a fuoco l’identità della Madonna a Medjugorje. La Nota come sappiamo da una parte riconosce i frutti e dall’altra permette il culto della Regina della pace.      

Ne riportiamo alcuni:

«Cari figli, sono venuta a voi e mi sono presentata come Regina della Pace perché mi manda mio Figlio. Desidero, cari figli, aiutarvi. Aiutarvi affinché venga la pace» (10.08.2012).

Il 26 giugno 1981 durante la seconda apparizione aveva già dato un Messaggio di questo genere: «Pace. Pace. Pace. Riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra di voi» (26.06.1981). Riportato anche nel documento della Santa Sede.

«Cari figli, senza preghiera non c’è pace. Perciò vi raccomando, cari figli, di pregare per la pace davanti alla Croce» (06.09.1984).

È la Croce ad averci riconciliato con Dio, attraverso cui Cristo ha espiato i peccati, è la fonte della pace divina.

«Vi invito tutti a pregare responsabilmente per la pace. Pregate, cari figli, affinché la pace regni nel mondo, affinché la pace regni nel cuore degli uomini, nel cuore dei miei figli. Perciò siate i miei portatori di pace in questo mondo inquieto; siate il mio segno vivo, un segno di pace» (05.08.2013).

Questa è la nostra missione, riconciliati con Dio dobbiamo essere strumenti di riconciliazione tra gli uomini. Dobbiamo incominciare dalle persone che conosciamo, attraverso il perdono e la carità fraterna. La pace dal Cuore di Cristo, attraversa il Cuore di Maria e scende nei nostri cuori.

«Cari figli, vi invito tutti voi che avete sentito il mio messaggio della pace a realizzarlo con serietà e amore nella vita. Molti sono quelli che pensano di fare molto parlando dei messaggi, ma non li vivono. Io vi invito, cari figli, alla vita e al cambiamento di tutto ciò che di negativo è in voi, affinché tutto si trasformi in positivo e in vita» (25.05.1991).

Non è sufficiente leggere i Messaggi ma viverli. Dobbiamo essere quel vassoio vivente che trasmette i Messaggi.

«Voi sbagliate quando guardate al futuro pensando soltanto alle guerre, ai castighi, al male. Se pensate sempre al male vi mettete già sulla strada per incontrarlo. Per il cristiano c’è un unico atteggiamento nei confronti del futuro: la speranza della salvezza. Il vostro compito è quello di accettare la pace divina, di viverla e di diffonderla» (10.06.1982).

La Madonna non ci impedisce di guardare al mondo per come è fatto, ma ci invita a non perdere la speranza, questa è la prospettiva vera. Senza speranza si va incontro al catastrofismo fine a se stesso che deprime le persone. Quando mostriamo le malefatte di un mondo in guerra dobbiamo esortare a pregare per la pace ed essere noi stessi persone di pace. La prospettiva meravigliosa che ci pone dinanzi la Madonna è quella del trionfo del suo Cuore Immacolato. Quindi, apriamoci alla pace divina, al perdono che Dio ci dà per i nostri peccati, a vivere la pace nella vita quotidiana e diffonderla con la nostra testimonianza.

«Il mondo di oggi vive in mezzo a forti tensioni e cammina sull’orlo di una catastrofe. Può essere salvato soltanto se troverà la pace. Ma la pace potrà averla soltanto ritornando a Dio» (15.02.1983).

Questa frase è incisiva ed è una verità che abbiamo sotto ai nostri occhi. Per non cadere nella catastrofe – ovvero la distruzione dell’opera divina della Creazione e della Redenzione – dobbiamo tornare a Dio. Se ci ostiniamo a non tornare a Dio andremo sempre più verso la catastrofe perché andiamo sotto l’influsso del maligno. Egli ci riempie i cuori di odio, vendetta, cattiveria. Senza il ritorno al Dio dell’amore e della pace non c’è futuro.

«Io mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire a tutti che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. Soltanto in Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace. Perciò chiedo la conversione» (16.06.1983).

Per tornare a Dio bisogna convertirsi. La pace di tutti è la somma dei cuori pacificati con Dio.

«Portate la pace nei vostri cuori. Abbiatene cura come di un fiore che ha bisogno di acqua, tenerezza e luce» (25.02.2003).

La pace è un fiore che va coltivato, è innanzi tutto la pace con Dio e con la coscienza.

Il documento ci espone tutti i punti più importanti dei Messaggi di Medjugorje. Al termine della lettura avremo una visione complessiva degli insegnamenti della Madonna.

La pace è un fattore esistenziale, si può ottenere attraverso la conversione, tornando al Dio della pace e dell’amore.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota su Medjugorje: I frutti (2)

Cari amici, questo documento ci dà una descrizione dei frutti di Medjugorje impressionante. È difficile trovare un altro posto al mondo paragonabile a questa abbondanza di grazia e alla corrispondenza dei cuori.

Spesso i pellegrini tornano a Medjugorje per sperimentare la gioia, il silenzio, la voce di Dio, la presenza e il materno affetto di Maria. Medjugorje è un posto dove la Madonna dona particolari grazie di conversioni, una vera e propria oasi di pace e di preghiera.

I frutti

3. Un effetto immediato attorno ai fenomeni di Medjugorje è stato il grande e crescente numero di devoti in tutto il mondo e le numerose persone che vi si recano in pellegrinaggio dalle più variegate provenienze.

I frutti positivi si rivelano soprattutto come la promozione di una sana pratica di vita di fede, d’accordo con quanto presente nella tradizione della Chiesa. Questo, nel contesto di Medjugorje, riguarda sia coloro che erano lontani dalla fede sia coloro che fino a quel momento avevano praticato la fede in modo superficiale. La specificità del luogo consiste in un gran numero di tali frutti: le abbondanti conversioni, il frequente ritorno alla pratica sacramentale (Eucarestia e riconciliazione), le numerose vocazioni alla vita presbiterale, religiosa e matrimoniale, l’approfondimento della vita di fede, una più intensa pratica della preghiera, molte riconciliazioni tra coniugi e il rinnovamento della vita matrimoniale e familiare. Occorre menzionare che tali esperienze avvengono soprattutto nel contesto del pellegrinaggio ai luoghi degli eventi originari piuttosto che durante gli incontri con i “veggenti” per presenziare alle presunte apparizioni.

La parola “presunto” in italiano è legata all’azione giudiziaria, richiama ai pubblici ministeri e alle inchieste di polizia. Dunque, non è adatto utilizzare questo termine nel contesto che riguarda Medjugorje. Coloro che intraprendono un viaggio per andare a Medjugorje credono realmente nella presenza della Madonna.

La Chiesa non si pronuncia per il momento sulla Apparizioni perché ha stabilito di poterlo fare solo in determinate circostanze straordinarie.

Ho assistito a innumerevoli incontri con i veggenti come quelli di Vicka. Era solo una ragazza quando dal mattino presto fino alla sera tardi accoglieva i pellegrini. Ascoltava tutti e pregava con gli ammalati. Questa è una testimonianza di carità e di abnegazione che ha influito molto sul cuore della gente. È stata una testimonianza di dedizione al prossimo pari a quella di Bernardette negli otto anni nei quali ha testimoniato le Apparizioni a Lourdes.

4. L’intensa pastorale quotidiana nella parrocchia di Medjugorje è aumentata a causa del “fenomeno Medjugorje”. Possiamo osservare ogni giorno la recita di varie parti del Rosario, la Santa Messa (con numerose celebrazioni anche durante i giorni feriali), l’adorazione del SS.mo Sacramento, numerose confessioni. Fuori della chiesa parrocchiale si trovano due Viae Crucis, un grande salone per le catechesi e una cappellina per l’adorazione. Oltre alla vita sacramentale‒spirituale ordinaria, a Medjugorje si svolgono diverse attività regolari, come per esempio seminari annuali di diverso tipo, il Festival della Gioventù, ritiri spirituali per i sacerdoti, per le coppie di sposi, per gli organizzatori di pellegrinaggi, per le guide dei centri della pace e dei gruppi di preghiera.

C’è un’intensa attività pastorale per i vari gruppi militanti nell’apostolato.

Da decenni, la parrocchia di Medjugorje continua altresì ad essere una grande meta di pellegrinaggi. A differenza di altri luoghi di culto, legati a delle apparizioni, sembra che a Medjugorje le persone si rechino soprattutto per rinnovare la propria fede piuttosto che in ragione di precise richieste concrete; è registrata persino la presenza di gruppi di cristiani ortodossi e di musulmani.

Il motivo che spinge i pellegrini ad andare a Medjugorje spesso è legato al fatto che hanno sentito la testimonianza di chi ha già affrontato il viaggio e anche dei frutti spirituali che ne ha conseguito. Persino i musulmani compiono questo viaggio fino a Medjugorje per chiedere alla Regina della pace delle grazie, ma lo fanno anche in altri santuari mariani.

5. Molti fedeli hanno scoperto la loro vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata nel contesto del “fenomeno Medjugorje”. Le storie di queste persone sono assai diverse, convergendo però nella stessa esperienza spirituale di sentirsi chiamate a questo tipo di sequela di Gesù. Alcune persone vi si sono recate per conoscere la volontà di Dio nella loro vita, altre solo per curiosità o non credendoci affatto. Un certo numero di persone, poi, riferisce di aver ricevuto la grazia della vocazione sotto un forte desiderio di donarsi totalmente a Dio sul monte delle presunte apparizioni, altre nel contesto dell’adorazione davanti al Santissimo.

Non c’è dubbio che l’adorazione che c’è a Medjugorje è particolare. Vi è un clima soprannaturale.

Per tante persone la vita è cambiata dopo aver accolto la spiritualità medjugoriana nella vita quotidiana (messaggi, preghiera, digiuno, adorazione, Santa Messa, confessione…), e come conseguenza hanno preso una decisione a favore della chiamata sacerdotale o religiosa.

La pratica cristiana nella vita quotidiana è un’organizzazione attorno ai Sacramenti e alla Sacra Scrittura. Ricordiamo il Messaggio della Regina della pace: «Mettete la Sacra Scrittura in un luogo visibile e leggetela ogni giorno» (25 giugno 2024). Uno degli aspetti di Medjugorje che in questo documento non ho visto è proprio la riscoperta della Sacra Scrittura per i fedeli nella vita familiare.

Certuni sentono di aver ricevuto a Medjugorje la conferma decisiva di una vocazione maturata già da tempo. Ci sono altresì tanti casi di scoperta della vocazione particolare fuori di Medjugorje, ma nel contesto di gruppi ispirati dalla sua spiritualità e dalla lettura di libri attorno a questa esperienza.

Non mancano tante vere conversioni di persone lontane da Dio e dalla Chiesa, le quali sono passate da una vita segnata dal peccato a cambiamenti esistenziali radicali orientati al Vangelo. Nel contesto di Medjugorje si riportano pure numerosissime guarigioni.

Ho notato qui una mancanza molto importante. Il numero di sacerdoti che vanno a Medjugorje e hanno riscoperto la loro vocazione sono numerosissimi. C’è una chiamata molto importante di sacerdoti.

Medjugorje non è come il Medical Bureau di Lourdes (Ufficio delle Constatazioni Mediche), non hanno un’organizzazione di questo genere. Ma all’ufficio parrocchiale sono segnalate centinaia di guarigioni di diverso tipo. Le più numerose sono quelle che riguardano la mobilità.

Tanti altri hanno scoperto la bellezza di essere cristiani. Per molti, Medjugorje è diventato un luogo scelto da Dio per rinnovare la loro fede: c’è, quindi, chi vive questo luogo come un nuovo punto di partenza per il suo cammino spirituale. In alcuni casi, molti hanno potuto superare le proprie crisi spirituali grazie all’esperienza di Medjugorje. Altri riferiscono il desiderio suscitato nel contesto di Medjugorje di donarsi profondamente al servizio di Dio nell’obbedienza verso la Chiesa o a un maggiore impegno nella vita di fede nella propria parrocchia di origine. In molte nazioni in tutto il mondo, nel frattempo, sono sorti tantissimi gruppi di preghiera e devozione mariana, ispirati dall’esperienza spirituale di Medjugorje. Sono sorte anche opere di carità legate a diverse comunità e associazioni, in particolare quelle che si occupano di orfani, tossicodipendenti, alcolisti, ragazzi con diverse problematiche, disabili.

A Medjugorje è famoso il Cenacolo di Suor Elvira.

È particolarmente notevole la presenza di molti giovani, di coppie giovani e di adulti, che riscoprono a Medjugorje la fede cristiana tramite la Madonna: questa esperienza li indirizza verso Cristo nella Chiesa. Una testimonianza della forte presenza dei giovani a Medjugorje sono i Festival annuali della Gioventù.

Molte volte sono proprio i giovani allo sbando che arrivano a Medjugorje in cerca di qualcosa che cambi la loro vita.

Al di là di questi frutti concreti, il luogo è percepito come uno spazio di grande pace, di raccoglimento e di pietà sincera e profonda che contagia.

In conclusione, si può riportare un quadro riassuntivo di frutti positivi legati a questa esperienza spirituale che, nel frattempo, si sono separati dall’esperienza dei presunti veggenti, i quali non sono più da percepire come mediatori centrali del “fenomeno Medjugorje”, in mezzo al quale lo Spirito Santo opera tante cose belle e positive.

C’è una preoccupazione da parte della Chiesa che i veggenti possano diventare degli idoli. Non è questo il pericolo ma quello che qualsiasi cosa loro dicano – anche al di fuori dei Messaggi – diventino per la gente una specie di Verità di fede. Non sono dei mediatori o dei commentatori dei Messaggi, ma testimoni fondamentali delle Apparizioni

Lo Spirito Santo per mezzo di Maria opera tante cose belle e positive. I veggenti stessi sono una testimonianza dello Spirito Santo e della presenza di Maria perché in 43 anni hanno perseverato nella loro missione. Hanno sempre obbedito alla Madonna, hanno adempiuto i compiti che la Gospa ha affidato loro e non si sono mai contraddetti.

I primi dieci anni sono stati durissimi per i veggenti. La polizia e gli anni della guerra sono stati difficili da affrontare. Il compito sovraumano l’hanno retto egregiamente senza sbandamenti significativi. C’è stato anche chi ha tentato di deviarli quando erano più piccoli, ma la Madonna li ha sempre protetti. Sono soprattutto gli italiani che ne hanno fatto delle sibille che sparano sentenze. Durante tutto questo lungo tempo è emerso il loro profilo di servitori fedeli della Gospa, che è poi la cosa principale.

A mio parere, in questa pagina mancano due cose che sono importanti nella pratica delle persone. La prima è il digiuno che risale alla Chiesa apostolica, addirittura alla comunità di Gerusalemme. La Madonna ha ripristinato il digiuno in funzione della pace. La seconda è l’introduzione della Sacra Scrittura nelle famiglie, da tenere aperta e leggere ogni giorno.

Il cardinal Fernandez ha anche citato l’intervista tra Messori e Ratzinger. Messori parlando di Medjugorje e cercando di capire la sua originalità , indica fra l’altro, come segno significativo, proprio Radio Maria. Messori in quella intervista la definì un germoglio uscito da Medjugorje.

Posso dire che Radio Maria si è effettivamente manifestata come un dono della Regina della pace Un gruppo di pellegrini di Erba infatti ha ricevuto una Messaggio dalla Regina della pace attraverso Vicka: «Che l’anno nuovo sia pieno di preghiera, gioia, allegria, penitenza, perdono e pace. Fatevi annunciatori di conversione». «Siate veri figli della Madonna e tutti i messaggi della Regina Pacis testimoniate con amore» (1° gennaio 1987). Essendo quell’anno entrato a fare parte di Radio Maria come direttore, ho impostato i programmi proprio su quel Messaggio. È nata dalle parole della Madonna la nostra Radio Maria.

Radio Maria è un fenomeno di evangelizzazione fra i più clamorosi della storia della Chiesa moderna. Sono 129 le stazioni di Radio Maria sparse per tutto il mondo che trasmettono in 65 lingue.

Per questo motivo, nei frutti di Medjugorje si potrebbe mettere Radio Maria che di conversioni ne ha testimoniate tante, in buon parte attribuibili alla esperienza di Medjugorje

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota su Medjugorje: 1. Premessa

Cari amici, la Nota su Medjugorje divulgata dalla Santa Sede è un testo di spiritualità, nella quale vengono analizzati i Messaggi della Regina della pace. Oltre a conoscere esattamente qual è il pensiero della Santa Sede, abbiamo la grazia di un nutrimento spirituale sulla base dei Messaggi della Regina della pace.

La Santa Sede ha dato un’approvazione piena per quanto riguarda Medjugorje, in base alla scaletta del nuovo regolamento sulle Apparizioni. In questo regolamento l’affermazione “il riconoscimento della soprannaturalità” è riservato al Papa. In via ordinaria per tutte le apparizioni e tutti i fenomeni di questo genere, c’è una scaletta di sei gradini: il più importante è il nulla osta che riconosce la bontà dei “frutti” e il culto. Per quanto riguarda Medjugorje c’è il riconoscimento e l’approvazione dei Messaggi, ritenuti cattolici ed edificanti. Quando la Gospa darà il segno sulla montagna la Chiesa potrà riconoscere la soprannaturalità delle Apparizioni.

Nella prospettiva della Madonna, l’approvazione piena era nel momento del terzo Segreto, prima dei sette flagelli – che possiamo dire essere i Segreti dal quarto al decimo – dove c’è bisogno di un affidamento totale da parte della Chiesa alla Regina della pace. Questo documento si conclude con un’invocazione alla Regina della pace da parte della Chiesa e del Papa che esprime lo spirito che ha animato la Chiesa in questa fase.

Non c’è stato nessun Papa che si è prodigato per la pace come Papa Francesco e che già all’inizio di questa tremenda fase storica – quando la Russia ha invaso l’Ucraina – il 25 marzo 2022 ha consacrato questi due Stati alla Madonna. L’atto di consacrazione l’ha compiuto proprio nel momento in cui la Regina della pace appariva a Medjugorje il 25 del mese, rispondendo al Papa: «Ascolto il vostro grido e le preghiere per la pace» (25 marzo 2022). Questa sintonia profonda è quella che anima il documento.

In questo tempo, ci sono molte resistenze perché l’obbedienza cattolica è ormai sparita dall’orizzonte. Tutti vogliono comandare e insegnare. Se si vive un Cristianesimo mondano non si potrà mai capire un evento come quello di Medjugorje.

Questo testo magisteriale con la firma del Papa riconosce i frutti, il che significa riconoscere l’albero. I frutti sono buoni perché l’albero è la Madonna. Non c’è esplicitamente un’affermazione sulle Apparizioni, ma è implicita. Il principio di causalità è alla base della teologia, filosofia e della scienza. Dalla bellezza del mondo si riconosce la bellezza di Dio.

DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

“La Regina della Pace”

Nota circa l’esperienza spirituale legata a Medjugorje

Premessa

1. È arrivato il momento di concludere una lunga e complessa storia attorno ai fenomeni spirituali di Medjugorje. Si tratta di una storia in cui si sono susseguite opinioni divergenti di Vescovi, teologi, commissioni e analisti.

Quando i cuori sono induriti si rischia l’accecamento. Ad esempio, Papa San Giovanni Paolo II in una sua visita a Belgrado voleva andare a Medjugorje. Il vescovo di Mostar espresse la sua contrarietà. Scrivo questo piccolo episodio per far capire che si è arrivati al punto di impedire la volontà di una figura importante come quella del Papa. Solo lo Spirito Santo può aprire questi cuori arroccati su se stessi.

Le conclusioni che vengono espresse in questa Nota si pongono nel contesto di quanto è determinato nelle attuali Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali (Dicastero per la Dottrina della Fede, 17 maggio 2024; d’ora in poi abbreviato in Norme). Di conseguenza, la prospettiva dell’analisi è assai differente da quella utilizzata in studi anteriori.

Nel maggio 2024 è uscito il nuovo regolamento che la Santa Sede ha stilato per i vescovi e per se stessa. Ha stabilito una scaletta di giudizi riguardo le Apparizioni. Il giudizio più elevato è quello del nulla osta, mentre l’ultimo è quello della condanna di un evento che è ritenuto negativo. In base a questo documento si è proceduto a un’analisi del riconoscimento della soprannaturalità.

È importante chiarire sin dall’inizio che le conclusioni di questa Nota non implicano un giudizio circa la vita morale dei presunti veggenti. D’altra parte, si deve ricordare che, quando si riconosce un’azione dello Spirito per il bene del Popolo di Dio “in mezzo a” un’esperienza spirituale dalle sue origini fino ad oggi, i doni carismatici (gratiae gratis datae) – che possano essere collegati ad essa – non esigono necessariamente la perfezione morale delle persone coinvolte per poter agire.

I veggenti sono strumenti che la Madonna ha scelto e usa a prescindere dal loro grado di santità. È chiaro che – come diceva Paolo VI – se nel riconoscimento di un’apparizione si fosse riscontrato che nel tempo dell’apparizione il veggente ha commesso peccati gravi o mortali, quello sarebbe un impedimento. Ma in questo caso si tratta di una valutazione del fenomeno e prescinde dal grado di santità dei veggenti.

2. Sebbene nell’insieme dei messaggi legati a questa esperienza spirituale troviamo tanti elementi positivi che aiutano a cogliere la chiamata del Vangelo, certi messaggi – secondo l’opinione di alcuni – presenterebbero delle contraddizioni o sarebbero legati a desideri o interessi dei presunti veggenti o di altre persone.

Al di là dei Messaggi della Regina della pace codificati, che sono quelli che vengono pubblicati dal sito della Parrocchia, non tutti i Messaggi ricevuti hanno lo stesso grado di importanza; perciò, bisognerebbe, quando necessario, distinguere alcuni Messaggi legati ai desideri, interessi dei veggenti o di altre persone.

L’espressione presunto, in italiano, ha un eco negativo, per cui anche in questa esposizione tale termine ha contrariato molti. I veggenti sono persone che per 43 anni hanno portato la Croce. Hanno fatto degli errori come la Parrocchia e gli abitanti di Medjugorje, ma mai così gravi da impedire le Apparizioni.

Il cardinale Fernandez ha dimostrato una grande capacità di intelligenza, di apertura, di dialogo e considerazione. Non è stato dogmatico.

Non si può escludere che ciò possa essere successo nel caso di alcuni pochi messaggi e questo fatto ci ricorda quanto dicono le Norme di questo Dicastero: che tali fenomeni «a volte appaiono connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi» (Norme, n. 14).

Effettivamente, ci sono dei Messaggi che non sono stati pubblicati ma che sono comunque dati ai singoli che, a mio parere, non fanno necessariamente parte del repertorio.

Questo non esclude la possibilità di «qualche errore d’ordine naturale non dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno» (Ivi, art. 15,2°).

Questo è un capitolo della Mistica. Molte volte ci sono infiltrazioni personali, ma Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce, sono molto rigorosi. Ci possono essere anche delle infiltrazioni impercettibili del demonio.

Come esempio di questo linguaggio mistico impreciso e in definitiva incorretto dal punto di vista teologico, possiamo menzionare – tra i messaggi collegati a Medjugorje (cfr. Raccolta completa dei messaggi della Regina della Pace. «Vi supplico: convertitevi!», Camerata Picena [An] 2024; in alcuni casi la traduzione è stata migliorata confrontandola con il testo originale) – l’espressione isolata di “mio Figlio, uno e trino, vi ama” (02.11.2017). Non è inusuale che in testi mistici, che vogliono esprimere la presenza di tutta la Trinità nel mistero del Verbo incarnato, si usino parole non adatte come queste. In questo caso, si deve intendere che nel Figlio fatto uomo si manifesta l’amore del Dio uno e trino (cfr. Dicastero per la Dottrina della Fede, “Trinità Misericordia”. Lettera al Vescovo di Como circa l’esperienza spirituale legata al Santuario di Maccio [Villa Guardia], 15 luglio 2024).

Questo è l’esempio di espressione inusuale, discutibili o che appartengono al linguaggio mistico.

Inoltre, il lettore avrà l’avvertenza di tenere presente che, ogni volta che nella presente Nota ci si riferisce a “messaggi” della Madonna, si intende sempre “presunti messaggi”.

Preferisco lasciar perdere nella comunicazione ordinaria l’aggettivo “presunti” relativo a Messaggi o veggenti, perché i Messaggi sono stati ampiamente convalidati e i veggenti per la gente che crede sono tali. È implicito nel nulla osta il riconoscimento della presenza della Madonna, perché i frutti sono tipicamente suoi.

Per il discernimento degli eventi collegati a Medjugorje, prendiamo in considerazione fondamentalmente l’esistenza di frutti chiaramente verificati e l’analisi dei presunti messaggi mariani.

Per dare un giudizio su Medjugorje, non si prendono in esame i veggenti ma i frutti cioè le conversioni che sono numerose e autentiche. I Messaggi, lo stesso Dicastero per la dottrina della fede, li ha qualificati in gran parte di elevata qualità spirituale. Non sono stati trovati errori significativi. Ci sono stati Messaggi di alto profilo, altri più quotidiani , ma tutti hanno lo stile inconfondibile della Regina della pace.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul perdono che guarisce il cuore

Cari amici, una delle componenti fondamentali del messaggio cristiano è il perdono. Tutti gli studiosi delle religioni del mondo sanno che il perdono è presente solo nel Cristianesimo ed è assente come elemento strutturale nelle altre religioni. Non esiste questo aspetto della perfezione divina che è il perdono di Dio verso le creature, specialmente in alcune religioni orientali. È talmente assente che l’anima per purificarsi dai peccati deve fare delle trafile lunghissime di reincarnazione. Il concetto che Dio possa perdonare la Sua creatura e purificarla non esiste, ovviamente in chiave cristiana con il presupposto del pentimento. Questo rompe tutte quelle catene di schiavitù che sono presenti in tantissime religioni e dove la salvezza è quasi senza speranza, è frutto per pochi che riescono a entrare nei vari gradi di purificazione.

La grandezza del Cristianesimo è che il perdono non è un fatto banale ma serio. Veniamo perdonati dei nostri peccati per quanto grandi essi siano – purché ci sia il pentimento – perché per essi ha già pagato Qualcun altro. Cristo ha pagato in Croce, ha vissuto straordinarie, incredibili, ineffabili sofferenze della Passione della Croce. Le ha vissute espiando al nostro posto i nostri peccati e per nostro amore, ottenendo un perdono totale. Chi si pente profondamente e realmente, anche se ha commesso dei gravissimi peccati, ha la possibilità di andare direttamente in Paradiso. Ci devono essere, tuttavia, delle condizioni interiori e soggettive specifiche: il dolore perfetto per aver offeso Dio infinitamente buono e degno di essere amato. Questo elemento del Cristianesimo è una rivelazione divina, è il Mistero della Croce. Gli Apostoli hanno faticato a capire quello che Gesù avrebbe dovuto subire: ovvero essere processato, flagellato, crocifisso, per poi risorgere il Terzo giorno. Non potevano capire il perché di tutto questo. Dopo la Resurrezione e la grazia dello Spirito Santo, gli Apostoli hanno capito per quale motivo Gesù ha sofferto così tanto. Pietro, infatti, nella sua predicazione ha detto che Cristo patì per i nostri peccati.

Questo è il motivo per cui non si può dire che tutte le religioni sono uguali. Uno solo ha espiato i peccati per tutti gli uomini di tutte le religioni: Gesù Cristo. Colui che è il Verbo eternamente generato dal Padre e che si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria. Colui che ha annunciato il Vangelo con coraggio, una sapienza straordinaria e una potenza di miracolo nei tre anni della Sua missione. Colui che ha redento il mondo attraverso il Suo sacrificio d’amore, ottenendo per noi il perdono dei peccati. La Salvezza avviene per grazia dello Spirito Santo che agisce nei cuori di tutti, per il perdono che viene da Cristo e non da altri dèi. La Croce è la fonte di grazia per tutti gli uomini di tutti i tempi, per quelli che hanno una fede esplicita e implicita, per quelli che hanno una rettitudine di coscienza e un cuore aperto alla grazia.

Questo annuncio del perdono ha sollevato un macigno che ci schiacciava, ovvero il peso dei peccati personali e di quelli del mondo. È quel peso che sentiamo quando la coscienza ci rimorde ed esitiamo ad aprirci al perdono di Dio. Diventa una liberazione nel momento in cui ci inginocchiamo, chiediamo perdono, andiamo a confessarci, riceviamo in nome di Cristo l’assoluzione dei peccati. Dopodiché, riusciamo a trovare una gioia inenarrabile, indescrivibile, ineffabile che inonda il cuore. Solo in quel momento si piangono lacrime di gioia e di commozione per il perdono ricevuto. L’essere perdonati da Dio è una delle più belle esperienze che si possano fare nella vita. Il vivere nel male e nel peccato porta a essere degradati, soggiogati e disprezzati dal diavolo. È difficile resistere in una situazione del genere, senza la grazia non possiamo liberarci.

Dio nella sua immensa bontà comincia a entrare nel cuore, risveglia la coscienza e cerca di aprire un varco, fa entrare la luce della speranza, fa guardare le proprie miserie attraverso la Sua misericordia. Così inizia l’itinerario del perdono dei peccati ed è fondamentale acquisirlo in questa vita perché nella misura in cui acquisiamo il perdono da parte di Dio sentiamo il suo abbraccio, la sua amicizia come se fossimo già in Paradiso. Viviamo bene nella gioia e nella pace, desiderosi di perdonare gli altri. Perdonare non è facile, per via della nostra superbia e supponenza di aver ragione. Difficilmente riusciamo a seguire le parole del Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Quando si è ottenuto il perdono di Dio siamo ben felici di perdonare gli altri perché le nostre ferite vengono rimarginate. Se ci chiudiamo su noi stessi, ci inchiodiamo alle nostre supposte ragioni e abbiamo un atteggiamento di superbia verso il prossimo, quella situazione esistenziale è di sofferenza. Di conseguenza, la coscienza rimorde e la ferita dentro di sé è ancora aperta. Per rimarginarla – nella misura in cui ci è possibile – incominciamo a perdonare gli altri, pregare per loro ed essere pronti a tendere la mano.

Questo è tutto un dono di Dio ed è una caratteristica dell’identità cristiana. Mediante la Croce Dio ha perdonato i nostri peccati donandoci la pace e che nel medesimo tempo esorta noi a fare lo stesso, così da essere portatori della pace nel mondo.

Il Cristianesimo è veramente unico. Non ci sono tracce paragonabili ad esso in nessuna religione o filosofia. È un Mistero divino, di fede, difficile da capire, ci vuole la grazia, la luce, la forza dello Spirito Santo.

Questo messaggio profondamente cristiano afferma dunque che il perdono guarisce il cuore dalle ferite del male e se una persona si ostina a non perdonare continua a sanguinare.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla nostra appartenenza alla Chiesa cattolica

Cari amici, la nostra appartenenza alla Chiesa cattolica era più fervorosa in passato. La pratica religiosa, per esempio la partecipazione alla Santa Messa, è molto diminuita; perciò, il rapporto con la Chiesa – salvo gruppi di fedeli più assidui – si è molto allentato. Si sono rafforzati, invece, altri legami di carattere politico, umano e associativo che costituiscono la società. Ci rendiamo conto che mentre tanti rapporti si rinsaldando, i legami fra i credenti si sono allentati. Questo è un grave danno perché il cammino spirituale individuale, se fatto con i fratelli, diventa più spedito, c’è aiuto reciproco e sostegno.

Questo legame si è allentato perché non ci siamo resi conto di cosa significa essere battezzati ed entrare nella Chiesa. Il Battesimo è come una nuova nascita. Dopo la nascita “fisica”, l’essere umano viene inserito in una comunità, in uno Stato, ma negli ultimi anni questo inserimento si è rafforzato a tal punto da far dimenticare alle persone che siamo tutti fratelli, a prescindere dalla nostra nazionalità.

Si è perso uno degli elementi costitutivi del Battesimo che è la fraternità. Il Sacramento del Battesimo ha una valenza molto importante dal punto di vista della santificazione, perché riceviamo la grazia di Dio che ci toglie il peccato originale. Diventando il tempio della Santissima Trinità, il bambino diventa membro del Corpo mistico di Cristo. Dunque, entra a far parte della Chiesa: una comunità soprannaturale che ha una sua visibilità su questa terra con degli obblighi ben precisi. La Chiesa è una società perfetta dal punto di vista dei rapporti che ci sono fra i fedeli; costituita dal Collegio apostolico con a capo il Papa e i Pastori, come Cristo ha voluto. Il nostro legame con la Chiesa si è indebolito soprattutto per quanto riguarda il riconoscersi fra di noi come cristiani.

Con il Battesimo entriamo a far parte di questa società meravigliosa. La Chiesa è pellegrinante sulla Terra, ma nel medesimo tempo è una realtà in Cielo. Grazie a questo mistero della comunione dei Santi siamo un solo Corpo: la Chiesa pellegrina sulla Terra, quella che si purifica in purgatorio e quella che è gloriosa in Cielo. Siamo una società di fratelli e di sorelle, Cristo ci affratella tutti e siamo in comunione intima anche con coloro che ci hanno preceduto nella fede e sono in Paradiso, in comunione con la Beata Vergine Maria e con tutte le schiere angeliche. Fanno tutte parte della Gerusalemme celeste, abitazione della Santissima Trinità, degli uomini salvati, degli angeli che hanno seguito la volontà di Dio.

Dobbiamo essere consapevoli che abbiamo due appartenenze: quella che ci registra in Comune, che è un’appartenenza a una nazionalità; quella nel Battesimo, attraverso la quale diveniamo parte della Chiesa cattolica, una patria soprannaturale. Essa cammina nel tempo, è visibile e ha una sua vita comunitaria che è quella che noi abbiamo con le nostre parrocchie quando partecipiamo alla vita sacramentale. Siamo come delle pecorelle che hanno nella Chiesa l’Ovile Santo. Quando la Madonna è apparsa a Bruno Cornacchiola, nell’apparizione delle tre fontane a Roma disse: «Torna nell’Ovile Santo, Corte Celeste in terra». Siamo pecorelle che perdono il senso del gregge, del Pastore, ma anche dell’Ovile. Andando avanti ci renderemo conto sempre di più di quanto è importante appartenere alla Chiesa, camminare insieme, lasciarci guidare da essa. Dio ci illuminerà sempre su come dobbiamo camminare, con chi e la Vergine Maria sarà al nostro fianco. Camminando da soli è facile sbandare e perdersi in strade pericolose, perché non abbiamo protezioni forti contro i nemici spirituali.

Nelle Lettere degli Apostoli, possiamo leggere come i cristiani si aiutavano reciprocamente, anche materialmente. L’esercizio della carità è sempre stato molto sentito verso i fratelli, senza escludere nessuno.

Nel cammino di fede è molto bello essere sostenuto dagli altri. Nei momenti di dubbio, di delusioni, delle nostre cadute avere un fratello che ci aiuta spiritualmente e ci esorta a rialzarci, ci fortifica. I gruppi di preghiera sono un’unione che dà la forza.

La Chiesa è la nostra famiglia, la nostra Madre che ci ha dato la fede, che ci ha nutrito con la parola di Dio e l’Eucarestia. La Chiesa va amata, sostenuta, seguita, è l’Ovile Santo nel quale trovare riparo e la barca di Pietro sulla quale navigare. Recuperiamo questo senso di appartenenza, di avere dei fratelli e delle sorelle nella fede, legati dall’affetto e dalla reciproca legge della carità.

La Chiesa ci insegna a vedere la famiglia come a una Chiesa domestica, dove c’è la preghiera, il perdono, l’amore, l’aiuto reciproco. Questi valori li dobbiamo portare nella comunità parrocchiale, sempre in comunione con la Chiesa universale del Cielo e della Terra. Così, combattiamo anche una forma di isolamento tipica della società contemporanea che fa degli uomini delle isole a sé stanti, senza comunicazioni. Infatti, le comunicazioni mass mediatiche della nostra generazione non sono reali. Questo vale anche per la partecipazione nella Chiesa che deve essere vissuta, vanno coltivati i rapporti interpersonali, vanno conosciuti i propri Pastori, vanno aiutati i fratelli nella fede.

In questo modo possiamo essere meno soli ad affrontare il futuro. Camminiamo su questa strada perché la Chiesa è un grande dono che Dio ha fatto all’umanità. Come dice il Concilio Vaticano II: “La Chiesa venne innanzitutto definita come sacramento di Cristo, «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano»”.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulle virtù e i vizi

Cari amici, comprendere come si acquisisce una virtù e come si sradica un vizio, sono elementi importanti per il nostro combattimento spirituale.

Siamo spiriti incarnati, cioè abbiamo un’anima dotata di intelligenza che va al di là delle cose materiali e abbiamo una volontà che è capace di andare contro i propri istinti, di governare se stessa. Sia la volontà che l’intelligenza – che sono le due potenze dell’anima – sono incarnate in un corpo che ha una progressione nella conoscenza e nel realizzare gli obiettivi della volontà.

La condizione degli angeli è completamente diversa perché in quanto spiriti purissimi hanno una capacità intellettiva immediata; quindi, non hanno bisogno di fare un lungo cammino di conoscenza. Le loro decisioni e autodeterminazioni sono immediate, come è avvenuto per gli angeli ribelli che nel primo istante sono stati elevati in grazia, nel secondo istante hanno deciso di rifiutare Dio e di mettersi al posto Suo. Noi esseri umani, invece, abbiamo bisogno di tempo per crescere nelle virtù e per pervertirci.

Queste nozioni sono molto importanti per quanto riguarda l’acquisizione delle virtù. Se volessimo acquisire la virtù dell’umiltà, bisognerebbe innanzitutto comprenderne il significato. L’intelletto deve offrire la volontà e le motivazioni per far sì che l’acquisizione di questa virtù diventi appetibile, diventi qualcosa di bello per cui vale la pena faticare. Si diventa umili attraverso l’esercizio, facendo diversi atti di umiltà, ripetuti nella giornata e nel nostro cammino spirituale. Questa virtù deve diventare un habitus, un elemento strutturale del proprio comportamento. Questo percorso avviene anche per i vizi capitali, che diventando un habitus, difficilmente si riescono a sradicare.

Nel momento in cui si decide di intraprendere un cammino di conversione, non è possibile iniziarlo e finirlo nell’immediato. Per questo motivo la Madonna ci invita alla conversione continua. Tutti gli abiti cattivi – che sono delle deviazioni dal comportamento retto – consolidati dentro di sé, non si riescono sradicare facilmente. Bisogna prepararsi per un combattimento spirituale vero e proprio, per sconfiggere questi vizi.

Accade, ad esempio, che durante i pellegrinaggi molte persone vivano un’esperienza di conversione forte, bisogna però fare i conti con il combattimento spirituale quotidiano che persiste dopo il pellegrinaggio. È molto importante che, quando una persona si converte, si dia qualche anno di tempo per cambiare vita, i pensieri, il linguaggio, i comportamenti, è una vera e propria mutazione antropologica.

Quando San Paolo ha avuto la grazia di una conversione immediata, incominciò a predicare a Damasco, lo fece in modo così irruente e polemico che cercarono di prenderlo e ucciderlo, perciò dovette fuggire calandosi dalle mura. Allora il Signore gli apparve dicendo che sarebbe dovuto andare tre anni nel deserto di Arabia, nel silenzio per purificarsi, sradicare tutte le tendenze cattive e consolidare i semi della santità che Dio aveva seminato in lui. Così è incominciato ad entrare nell’alone del combattimento spirituale, Dio l’ha fatto spettacolo di santità e fedeltà davanti agli uomini.

Se una persona ha ricevuto la grazia della conversione, dimostri di esserlo dopo aver compiuto un lungo tirocinio. Più si rimane nel silenzio e nel nascondimento, meglio è, altrimenti, prima o poi si ricade nei vizi di prima.

Nella nostra vita spirituale dobbiamo fare un programma di applicazioni per consolidarla. Se essa non è consolidata nello spazio e nel tempo, al fine di acquisire le buone abitudini, diventa come quei semi che svolazzano qua e là e poi muoiono senza produrre frutto.

La preghiera è una scuola, un compito che si impara. Inizialmente, si pongono gli appuntamenti di preghiera – mattino, sera, Santa Messa domenicale – per i quali bisogna essere puntuali e fedeli. Andando avanti non si fatica più come agli inizi, perché diventano delle sane e piacevoli abitudini. In questo modo si scopre la bellezza e la dolcezza della compagnia di Gesù e Maria; quindi, da fatica iniziale diventa una gioia.

Comprendere come si acquisisce una virtù e un vizio è molto importante. Come non si riesce a liberarsi da un vizio radicato in sé così ci si rende conto che una volta acquisita una virtù è più facile e spontaneo compiere del bene. Man mano che si intraprende la via della virtù tutto il nostro essere viene permeato e si diventa persone sane a tutti i livelli: una sanità che è splendore di grazia nell’anima, serenità psicologica e obbedienza del corpo ai comandi dello spirito, della volontà.

L’ascetica cristiana ci insegna a staccarci dai vizi e a rivestirci delle virtù.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’anima umana che è orientata a Dio

Cari amici, alcune persone danno la parvenza di essere “naturalmente atee” e chiuse alla trascendenza. Di conseguenza, si potrebbe pensare che Dio doni la grazia solo ad alcuni, ma non è così. Dio dà a tutti la grazia della fede, perché vuole la salvezza di tutti gli uomini.

Bisogna trovare, dunque, una spiegazione di carattere interiore e teologico al fatto che alcune persone si trovino talmente bene nell’ateismo da vivere pacificatamene come se Dio non esistesse. Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che Dio crea l’uomo infondendo nella polvere – cioè nella componente terrestre – un’anima spirituale e immortale, a immagine e somiglianza di Dio. L’anima è strutturalmente orientata a Dio, lo cerca e lo desidera. Questa è la situazione creaturale dell’uomo che per sua natura è cercatore di Di.

La catastrofe originaria che riguarda gli angeli, tuttavia, è avvenuta perché invece di elevarsi a Dio hanno cercato se stessi, in contrapposizione a Lui hanno tentato di affermare se stessi. La medesima cosa è successa all’uomo che – elevato in grazia con il dono dell’amore – si è fatto ingannare dal demonio, nel suo rapporto con Dio. Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma che Adamo ed Eva hanno preferito il demonio a Dio. Quindi, anche nella prima coppia c’è stato un ripiegamento su se stessi. Loro hanno distolto gli occhi da Dio rivolgendoli al proprio “io”, hanno voluto affermarsi in contrapposizione a Dio.

Questo veleno del peccato originale, cioè mettere se stessi al posto di Dio, è il veleno del serpente. Questa rottura nella Creazione è rimasta anche nell’uomo. Ogni uomo che nasce porta questa traccia di veleno dentro di sé, il peccato originale in contrapposizione a Dio. Quando nasciamo abbiamo l’anima immortale orientata a Dio, dall’altra parte abbiamo un’ombra, una tendenza, una concupiscenza, una ferita, il residuo del peccato originale.

La grazia del Battesimo è la medicina per guarire da questa spinta al male. Il male in tutte le sue proliferazioni ha una radice ben precisa dalla quale arrivano tutte le sue manifestazioni. Da un’unica radice derivano la triplice concupiscenza, i sette vizi capitali e tutti gli elenchi di peccati che si sono realizzati nel corso della Storia. C’è una proliferazione difficilmente comprensibile dalla mente umana, solo Dio sa quanto male è venuto da questa spinta che c’è in noi. La grazia dello Spirito Santo e l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori ci aiutano a guarire e consolidano la nostra strutturale tendenza a Dio. Con il Battesimo riceviamo la grazia della buona volontà che cerca Dio. Coloro che corrispondono a questa grazia guariscono, diventano cercatori di Dio e suoi amanti, realizzano la propria vita, gli altri si perdono perché non guardano e non cercano Dio.

Il motivo per cui una persona non ha la fede è perché nel proprio intimo prevale la tendenza a cercare se stessi, la propria affermazione, degli idoli da adorare fra le creature. Perciò, invece di seguire quella parte di anima che cerca Dio, si tenta di arrivare a quelle altezze verso le quali la superbia spinge. Seguendo questa tendenza si passa la vita al servizio di se stessi, del proprio “io” e delle sue voglie, che sono i vizi. Questi vizi sono come bocche fameliche che mangiano il mondo, cercano idoli da adorare. Siccome siamo fatti per Dio e abbiamo in noi la tendenza all’Assoluto, l’orientare il nostro cuore e la nostra anima alle cose create finite ci rende infelici. La nostra felicità trascendente consiste, invece, nell’amare Dio sopra ogni cosa e nell’essere amati.

Questa è la miserabile via dell’ateismo, il quale va smascherato. Oggi satana ha ingannato il mondo, per cui coloro che credono in Dio sono ritenuti dei poveretti, degli spostati, dei malati. Credere in Dio – specialmente in Europa – è visto come una forma di arretratezza culturale e spirituale. Il credente in Dio è disprezzato e guardato con sufficienza.

L’ateismo è un misto di superbia, presunzione e orgoglio con il quale il nostro “io” nella parte profonda di se stesso – inquinata dal veleno di satana – si gonfia e si mette al posto di Dio. Nei dibattiti culturali viene a galla questa mentalità comune. L’ateismo è la malattia dell’io, un io gonfiato, malato, prepotente, altezzoso, è un ramo staccato dalla vite secco e buono solo per essere bruciato.

Noi cristiani dobbiamo avere la consapevolezza che il nostro cercare Dio è nobile. Il nostro essere sottomessi a Dio e obbedirgli è un regnare. Fare la volontà di Dio è realizzarsi. Solo avendo in mente questo concetto, riusciamo a comprendere a fondo il Messaggio della Regina della pace: «Vi guidi la fierezza di essere miei» (25 luglio 2024), siamo fieri di essere come Lei, di essere Suoi, di appartenerle, di essere fra le Sue schiere. Coloro che si gonfiano con supponenza e presunzione si ridicolizzano.

Bisogna strappare, con tutta la pietà, la carità e l’amore che possiamo avere, la maschera dell’ateismo. Quella maschera di perbenismo che satana ha indossato. Le persone atee sono rispettabili, intelligenti, bisogna inchinarsi davanti a loro, hanno il primo posto nei dibattiti, ma coloro che credono vengono assaliti. L’ateismo è un ramo secco, è l’io che si è staccato da Dio. Tale supponenza di essere qualcuno non fa i conti con la realtà.

Gli atei sono dei poveracci, vuoti e senza Dio, più poveri, disgraziati e infelici di loro non c’è nessuno. Non inchiniamoci davanti a queste forme di supponenza, ma preghiamo affinché prendano consapevolezza della propria miseria e si rivolgano alla fonte della Misericordia. Dobbiamo essere orgogliosi e gioiosi di essere di Dio e al Suo servizio. Nell’umiltà abbracciamo la nostra dipendenza a Colui che ci ha creato per amore e che ci ha chiamati per l’eternità a essere con Lui, nel cuore stesso della Comunione Trinitaria e dell’amore eterno.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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