Pensiero spirituale sulle virtù e i vizi

Cari amici, comprendere come si acquisisce una virtù e come si sradica un vizio, sono elementi importanti per il nostro combattimento spirituale.

Siamo spiriti incarnati, cioè abbiamo un’anima dotata di intelligenza che va al di là delle cose materiali e abbiamo una volontà che è capace di andare contro i propri istinti, di governare se stessa. Sia la volontà che l’intelligenza – che sono le due potenze dell’anima – sono incarnate in un corpo che ha una progressione nella conoscenza e nel realizzare gli obiettivi della volontà.

La condizione degli angeli è completamente diversa perché in quanto spiriti purissimi hanno una capacità intellettiva immediata; quindi, non hanno bisogno di fare un lungo cammino di conoscenza. Le loro decisioni e autodeterminazioni sono immediate, come è avvenuto per gli angeli ribelli che nel primo istante sono stati elevati in grazia, nel secondo istante hanno deciso di rifiutare Dio e di mettersi al posto Suo. Noi esseri umani, invece, abbiamo bisogno di tempo per crescere nelle virtù e per pervertirci.

Queste nozioni sono molto importanti per quanto riguarda l’acquisizione delle virtù. Se volessimo acquisire la virtù dell’umiltà, bisognerebbe innanzitutto comprenderne il significato. L’intelletto deve offrire la volontà e le motivazioni per far sì che l’acquisizione di questa virtù diventi appetibile, diventi qualcosa di bello per cui vale la pena faticare. Si diventa umili attraverso l’esercizio, facendo diversi atti di umiltà, ripetuti nella giornata e nel nostro cammino spirituale. Questa virtù deve diventare un habitus, un elemento strutturale del proprio comportamento. Questo percorso avviene anche per i vizi capitali, che diventando un habitus, difficilmente si riescono a sradicare.

Nel momento in cui si decide di intraprendere un cammino di conversione, non è possibile iniziarlo e finirlo nell’immediato. Per questo motivo la Madonna ci invita alla conversione continua. Tutti gli abiti cattivi – che sono delle deviazioni dal comportamento retto – consolidati dentro di sé, non si riescono sradicare facilmente. Bisogna prepararsi per un combattimento spirituale vero e proprio, per sconfiggere questi vizi.

Accade, ad esempio, che durante i pellegrinaggi molte persone vivano un’esperienza di conversione forte, bisogna però fare i conti con il combattimento spirituale quotidiano che persiste dopo il pellegrinaggio. È molto importante che, quando una persona si converte, si dia qualche anno di tempo per cambiare vita, i pensieri, il linguaggio, i comportamenti, è una vera e propria mutazione antropologica.

Quando San Paolo ha avuto la grazia di una conversione immediata, incominciò a predicare a Damasco, lo fece in modo così irruente e polemico che cercarono di prenderlo e ucciderlo, perciò dovette fuggire calandosi dalle mura. Allora il Signore gli apparve dicendo che sarebbe dovuto andare tre anni nel deserto di Arabia, nel silenzio per purificarsi, sradicare tutte le tendenze cattive e consolidare i semi della santità che Dio aveva seminato in lui. Così è incominciato ad entrare nell’alone del combattimento spirituale, Dio l’ha fatto spettacolo di santità e fedeltà davanti agli uomini.

Se una persona ha ricevuto la grazia della conversione, dimostri di esserlo dopo aver compiuto un lungo tirocinio. Più si rimane nel silenzio e nel nascondimento, meglio è, altrimenti, prima o poi si ricade nei vizi di prima.

Nella nostra vita spirituale dobbiamo fare un programma di applicazioni per consolidarla. Se essa non è consolidata nello spazio e nel tempo, al fine di acquisire le buone abitudini, diventa come quei semi che svolazzano qua e là e poi muoiono senza produrre frutto.

La preghiera è una scuola, un compito che si impara. Inizialmente, si pongono gli appuntamenti di preghiera – mattino, sera, Santa Messa domenicale – per i quali bisogna essere puntuali e fedeli. Andando avanti non si fatica più come agli inizi, perché diventano delle sane e piacevoli abitudini. In questo modo si scopre la bellezza e la dolcezza della compagnia di Gesù e Maria; quindi, da fatica iniziale diventa una gioia.

Comprendere come si acquisisce una virtù e un vizio è molto importante. Come non si riesce a liberarsi da un vizio radicato in sé così ci si rende conto che una volta acquisita una virtù è più facile e spontaneo compiere del bene. Man mano che si intraprende la via della virtù tutto il nostro essere viene permeato e si diventa persone sane a tutti i livelli: una sanità che è splendore di grazia nell’anima, serenità psicologica e obbedienza del corpo ai comandi dello spirito, della volontà.

L’ascetica cristiana ci insegna a staccarci dai vizi e a rivestirci delle virtù.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”