Pensiero spirituale sull’anima umana che è orientata a Dio

Cari amici, alcune persone danno la parvenza di essere “naturalmente atee” e chiuse alla trascendenza. Di conseguenza, si potrebbe pensare che Dio doni la grazia solo ad alcuni, ma non è così. Dio dà a tutti la grazia della fede, perché vuole la salvezza di tutti gli uomini.

Bisogna trovare, dunque, una spiegazione di carattere interiore e teologico al fatto che alcune persone si trovino talmente bene nell’ateismo da vivere pacificatamene come se Dio non esistesse. Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che Dio crea l’uomo infondendo nella polvere – cioè nella componente terrestre – un’anima spirituale e immortale, a immagine e somiglianza di Dio. L’anima è strutturalmente orientata a Dio, lo cerca e lo desidera. Questa è la situazione creaturale dell’uomo che per sua natura è cercatore di Di.

La catastrofe originaria che riguarda gli angeli, tuttavia, è avvenuta perché invece di elevarsi a Dio hanno cercato se stessi, in contrapposizione a Lui hanno tentato di affermare se stessi. La medesima cosa è successa all’uomo che – elevato in grazia con il dono dell’amore – si è fatto ingannare dal demonio, nel suo rapporto con Dio. Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma che Adamo ed Eva hanno preferito il demonio a Dio. Quindi, anche nella prima coppia c’è stato un ripiegamento su se stessi. Loro hanno distolto gli occhi da Dio rivolgendoli al proprio “io”, hanno voluto affermarsi in contrapposizione a Dio.

Questo veleno del peccato originale, cioè mettere se stessi al posto di Dio, è il veleno del serpente. Questa rottura nella Creazione è rimasta anche nell’uomo. Ogni uomo che nasce porta questa traccia di veleno dentro di sé, il peccato originale in contrapposizione a Dio. Quando nasciamo abbiamo l’anima immortale orientata a Dio, dall’altra parte abbiamo un’ombra, una tendenza, una concupiscenza, una ferita, il residuo del peccato originale.

La grazia del Battesimo è la medicina per guarire da questa spinta al male. Il male in tutte le sue proliferazioni ha una radice ben precisa dalla quale arrivano tutte le sue manifestazioni. Da un’unica radice derivano la triplice concupiscenza, i sette vizi capitali e tutti gli elenchi di peccati che si sono realizzati nel corso della Storia. C’è una proliferazione difficilmente comprensibile dalla mente umana, solo Dio sa quanto male è venuto da questa spinta che c’è in noi. La grazia dello Spirito Santo e l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori ci aiutano a guarire e consolidano la nostra strutturale tendenza a Dio. Con il Battesimo riceviamo la grazia della buona volontà che cerca Dio. Coloro che corrispondono a questa grazia guariscono, diventano cercatori di Dio e suoi amanti, realizzano la propria vita, gli altri si perdono perché non guardano e non cercano Dio.

Il motivo per cui una persona non ha la fede è perché nel proprio intimo prevale la tendenza a cercare se stessi, la propria affermazione, degli idoli da adorare fra le creature. Perciò, invece di seguire quella parte di anima che cerca Dio, si tenta di arrivare a quelle altezze verso le quali la superbia spinge. Seguendo questa tendenza si passa la vita al servizio di se stessi, del proprio “io” e delle sue voglie, che sono i vizi. Questi vizi sono come bocche fameliche che mangiano il mondo, cercano idoli da adorare. Siccome siamo fatti per Dio e abbiamo in noi la tendenza all’Assoluto, l’orientare il nostro cuore e la nostra anima alle cose create finite ci rende infelici. La nostra felicità trascendente consiste, invece, nell’amare Dio sopra ogni cosa e nell’essere amati.

Questa è la miserabile via dell’ateismo, il quale va smascherato. Oggi satana ha ingannato il mondo, per cui coloro che credono in Dio sono ritenuti dei poveretti, degli spostati, dei malati. Credere in Dio – specialmente in Europa – è visto come una forma di arretratezza culturale e spirituale. Il credente in Dio è disprezzato e guardato con sufficienza.

L’ateismo è un misto di superbia, presunzione e orgoglio con il quale il nostro “io” nella parte profonda di se stesso – inquinata dal veleno di satana – si gonfia e si mette al posto di Dio. Nei dibattiti culturali viene a galla questa mentalità comune. L’ateismo è la malattia dell’io, un io gonfiato, malato, prepotente, altezzoso, è un ramo staccato dalla vite secco e buono solo per essere bruciato.

Noi cristiani dobbiamo avere la consapevolezza che il nostro cercare Dio è nobile. Il nostro essere sottomessi a Dio e obbedirgli è un regnare. Fare la volontà di Dio è realizzarsi. Solo avendo in mente questo concetto, riusciamo a comprendere a fondo il Messaggio della Regina della pace: «Vi guidi la fierezza di essere miei» (25 luglio 2024), siamo fieri di essere come Lei, di essere Suoi, di appartenerle, di essere fra le Sue schiere. Coloro che si gonfiano con supponenza e presunzione si ridicolizzano.

Bisogna strappare, con tutta la pietà, la carità e l’amore che possiamo avere, la maschera dell’ateismo. Quella maschera di perbenismo che satana ha indossato. Le persone atee sono rispettabili, intelligenti, bisogna inchinarsi davanti a loro, hanno il primo posto nei dibattiti, ma coloro che credono vengono assaliti. L’ateismo è un ramo secco, è l’io che si è staccato da Dio. Tale supponenza di essere qualcuno non fa i conti con la realtà.

Gli atei sono dei poveracci, vuoti e senza Dio, più poveri, disgraziati e infelici di loro non c’è nessuno. Non inchiniamoci davanti a queste forme di supponenza, ma preghiamo affinché prendano consapevolezza della propria miseria e si rivolgano alla fonte della Misericordia. Dobbiamo essere orgogliosi e gioiosi di essere di Dio e al Suo servizio. Nell’umiltà abbracciamo la nostra dipendenza a Colui che ci ha creato per amore e che ci ha chiamati per l’eternità a essere con Lui, nel cuore stesso della Comunione Trinitaria e dell’amore eterno.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”