"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Consacrazione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria

Cari amici, la vista spirituale ci innalza oltre le cose mondane, eleva il nostro sguardo alla dimensione soprannaturale, fa rivolgere i nostri occhi a Dio. Con la vista materiale e con l’intelligenza umana non si possono raggiungere le altezze spirituali che ci permettono di conoscere Dio e amarlo. Attraverso la grazia della fede riceviamo la vista spirituale, ne deriva l’importanza di coltivarla e tenerla sempre ravvivata proprio per guardare con gli occhi dello spirito il mondo che ci circonda e quello che accade intorno a noi.

Siamo soliti coltivare in due Consacrazioni distinte i cuori di Gesù e di Maria e probabilmente non ne comprendiamo il significato profondo. In Francia, precisamente a Issoudun, sorge un santuario dedicato a Nostra Signora del Sacro Cuore. Il culto a Maria Santissima sotto l’invocazione di “Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù” è d’origine francese; si tratta di un titolo dato alla Beata Vergine Maria, da padre Jules Chevalier (proprio a Issoudun) nel 1857. L’iconografia che rappresenta la Madonna con questo titolo la mostra mentre indica oppure sorregge il cuore di suo Figlio, e contemporaneamente Gesù indica sua madre

La Consacrazione ai due cuori è molto più ricca, intensa e appropriata anche perché, effettivamente, sarebbe un esercizio di ragione astratto separare i cuori di Gesù e di Maria che, in realtà, sono uniti. I cuori di Gesù e di Maria sono un solo cuore.

La Regina della pace ha dato alla veggente Marija un Messaggio in cui invita Lei stessa a consacrarci al suo cuore e a quello di suo Figlio: «In modo speciale adesso in cui satana è libero dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio cuore e al cuore di mio Figlio» (1° gennaio 2001). Questo Messaggio è molto importante anche perché, se contestualizzato nel tempo in cui è stato dato, assume una rilevanza ancora maggiore. Era l’inizio del terzo millennio, la Madonna stessa dice che “adesso in cui satana è libero dalle catene”; si tratta di un’espressione che indica una specifica caratteristica del tempo che stiamo vivendo, è il tempo dell’Apocalisse.

Con queste parole la Madonna ci ha fatto capire che in questo tempo di forte combattimento spirituale in cui satana è più scatenato che mai, dobbiamo consacrarci ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria proprio per ripararci dagli attacchi del demonio e per confermare la nostra appartenenza a Dio.

Precedentemente la Regina della pace aveva dato un Messaggio in cui accostava il suo cuore a quello di suo Figlio, invitandoci a unire anche il nostro perché insieme siano un unico cuore di amore e di pace: «Cari figli, anche oggi gioisco con voi e vi invito tutti alla preghiera col cuore. Vi invito, cari figli, a ringraziare tutti Dio, qui con me, per le grazie che vi dà attraverso me. Desidero che comprendiate che qui non voglio soltanto realizzare un luogo di preghiera, ma anche l’incontro dei cuori. Desidero che il mio Cuore e il Cuore di Gesù e il vostro cuore si fondano in un unico cuore di amore e di pace. Per questo, figlioli, pregate e gioite per tutto ciò che Dio opera qui, nonostante satana provochi litigi e inquietudine. Io sono con voi e vi guido tutti sulla via dell’amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 luglio 1999).

Come Cristo ha associato a sé sua Madre lungo la via della Croce elevandola a cooperatrice nell’opera della Redenzione, allo stesso modo in questa battaglia con cui satana vuole vanificare la Croce e riappropriarsi del mondo, i cuori di Gesù e di Maria sono una sola cosa.

I cuori di Gesù e di Maria sono indivisibili.

In questa battaglia la superbia di satana verrà umiliata. Il diavolo verrà messo a perdere e la sua testa sarà schiacciata dal calcagno della Donna vestita di Sole. I cuori di Gesù e di Maria, uniti ai nostri cuori fiammeggianti d’amore nell’umiltà, nel perdono, nell’intercessione, faranno sì che le potenze del male vengano abbattute fino a quando Cristo verrà nella gloria.

In questa luce, allora, comprendiamo la portata apocalittica del Messaggio del 1° gennaio 2001. Adesso satana è libero dalle catene e adesso dobbiamo consacrarci ai cuori di Gesù e di Maria.

Nella semplicità della vita spirituale, che è una quotidianità in cui si mette al centro l’amore per Gesù e per Maria aprendosi alla Santissima Trinità, dobbiamo crescere nell’amore, nella conoscenza, nel rapporto intimo d’amore per Gesù e per Maria. La Madonna sia sempre di più nostra Madre, Colei che ci guida, che ci prende per mano, che ci riempie della sua pienezza di grazia. Attraverso Maria apriamo il nostro sguardo a Gesù, coltiviamo il nostro amore per Lui, rivolgiamo a Gesù lo stesso sguardo di Sua Madre.

Il nostro cammino quotidiano spirituale sia sempre alla presenza di Gesù e di Maria che insieme ci accompagnano, ci guidano nei pensieri, nelle opere, nelle azioni. Con Gesù e con Maria viviamo nell’impegno quotidiano per il Regno di Dio, per la salvezza eterna della anime. Chiediamo a Gesù e a Maria ciò di cui abbiamo bisogno, rivolgiamo a loro le nostre preghiere di richiesta e di ringraziamento. Gesù e Maria siano costantemente, insieme, nei nostri cuori.

Gesù e Maria sono persone vive e hanno un’onnipotenza d’amore per noi. Che i nostri cuori siano un solo cuore di amore e di pace insieme a quelli di Gesù e di Maria. Questa elevazione spirituale si riceve per grazia e si rinnova ogni giorno con la preghiera, con l’esercizio della fede e della vita spirituale. Il mondo ci acceca con le false luci, ci devia, ci distrae, si prende gioco di noi; abbiamo bisogno di rimanere uniti ai cuori di Gesù e di Maria, proprio per non perdere la strada.

Uniti a Gesù e a Maria siamo anche nel cuore della Chiesa del Cielo e della Terra. Questa conquista interiore deve essere coltivata con la preghiera ogni giorno. Camminiamo da mattino a sera con Gesù e con Maria, unici e veri compagni del viaggio spirituale che porta alla salvezza eterna della nostra anima. Consacriamoci ai cuori di Gesù e di Maria affinché i nostri cuori siano in un unico cuore di amore e di pace.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla vera pace che viene soltanto dalla preghiera

Cari amici, nel Messaggio della Regina della pace del 25 settembre 2024, vi è un’espressione molto importante: «La vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera».

Nel linguaggio della Gospa “la vera pace” è quel dono straordinario che viene da Dio e che ha come destinatario il cuore dell’uomo. Quando una persona ha questa grazia, non desidera nient’altro dalla vita e non può essere insidiata – se non vogliamo – perché è basata sulla nostra unione con Dio. Essa è più preziosa della gioia e della felicità, perché essi sono stati d’animo transeunti. Se non si compromette questa grazia non si rischia di perderla.

Nella nostra quotidianità, possiamo riconoscere le persone in pace perché sono miti, umili e silenziose, che coltivano questo anticipo del Cielo già su questa Terra. Tuttavia, bisogna essere in grado di riconoscere la vera luce, che viene dall’unione con Dio, dalla falsa luce, basata su fattori umani e contingenti. I tentativi di pace senza il rapporto con Dio sono come castelli di carta che al primo soffio crollano inesorabilmente.

Per questo motivo l’affermazione della Regina della pace: «La vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera» (25 settembre 2024) ha un grande valore esistenziale. Viviamo in un mondo “nemiran” ovvero senza pace, che è una condizione tipica dell’uomo contemporaneo. L’uomo moderno allontanatosi da Dio, si ritrova immerso nelle cose effimere, in balia dei venti del male che soffiano e delle onde che squassano rischiando di mandarci a fondo. La Regina della pace è venuta per rimettere la barca dell’umanità su una rotta che la porti alla salvezza, in una tempesta di insoddisfazione esistenziale generalizzata.

Sant’Agostino ha definito la vera pace come “la tranquillità dell’ordine”, uno stabile rapporto di comunione con Dio possibile solo attraverso la preghiera. Aprendo il nostro cuore a Dio, entriamo in comunione con Lui. Nella Sua luce, scopriamo la sua Misericordia, il suo perdono, professiamo la volontà di cambiare, di diventare figli fedeli. Questo lavorio interiore è la preghiera vera nella quale ci professiamo Sue creature, peccatori, bisognosi, ci umiliamo, lasciamo che ci prenda tra le sue braccia. Mediante questo affidamento i nostri mali e le nostre ferite vengono guariti.

Questa è la pace che vogliamo e desideriamo. È un atto di Misericordia che Dio ci concede e nel quale noi giuriamo fedeltà e amore filiale. L’abbraccio di Dio consolida e fortifica nella pace. Questo è il lavoro che dobbiamo fare quotidianamente dentro di noi, alimentando nella preghiera il nostro rapporto con il Signore. L’identità della religione cristiana è proprio quella di essere una religione filiale nella quale Dio si manifesta come Amore e Padre. Egli ha inviato il Figlio affinché ci insegnasse come rivolgersi a Lui e come diventare a nostra volta figli, chiamandolo “Abba Padre”.

Il Cristianesimo è la via della pace, ritornare ad essere figli, umili, fedeli, affidati, sottomessi, devoti. Essere cristiani significa entrare in Gesù Cristo, invocare il nome di Dio come Padre, recitare “sia fatta la Tua Volontà”. Il cristiano vive costantemente in questa luce dell’umiltà, della consapevolezza di essere povere creature e di avere una grande dignità. Nella nostra piccolezza abbiamo ricevuto la grazia di essere uniti al Figlio nella lode del Padre. Sarà proprio questa nostra piccolezza e umiltà a prepararci all’abbraccio del Padre Celeste che accoglie, perdona, stringe a sé, non abbandona, salva dalla potenza del male e della morte.

Soltanto nella preghiera arriva la pace nel cuore, la pace dei figli amati e perdonati, reintegrati come il figliol prodigo nella legge del Padre, quindi predestinati alla vita eterna. Nel cammino della vita, per quanto sia tremendo, abbiamo la protezione di Dio sotto il Suo manto paterno, dobbiamo solo affidarci, credere e perseverare. Questo deve essere il nostro combattimento spirituale quotidiano: rinnovare la nostra unione con Dio, il nostro amore con Gesù e Maria e con loro seminare pace, amore, perdono, parole di luce e di incoraggiamento.

Maria vuole che combattiamo attraverso la diffusione del dono della pace che riceviamo attraverso Dio nella preghiera. In questo modo possiamo cambiare il mondo, Dio vincerà e si costruirà un futuro di pace. Scriviamo nel nostro cuore le parole della Regina della pace: «La vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera» (25 settembre 2024).

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 15. La vita eterna

Cari amici, completiamo l’analisi sul documento della Santa Sede con una riflessione sui Messaggi che parlano della vita eterna. La stessa Madonna che scende sulla Terra è un messaggio ben preciso, ovvero tendere alla meta che è il Cielo. I Messaggi sull’Aldilà sono tantissimi e molto belli, a volte con un taglio esistenziale che riflette la bellezza dei Salmi e i brani della Sacra Scrittura.

La vita eterna

26. In tanti messaggi c’è un forte invito a risvegliare il desiderio del paradiso e dunque la ricerca del senso ultimo dell’esistenza nella vita eterna:

«Cari figli, oggi desidero invitarvi tutti a far sì che ognuno di voi si decida per il Paradiso» (25.10.1987). «Dio mi manda per aiutarvi e condurvi verso il paradiso che è la vostra meta» (25.09.1994). «Desidero fare di voi un bouquet molto bello preparato per l’eternità» (25.07.1995). «Senza Lui non c’è futuro né gioia, ma soprattutto non c’è salvezza eterna» (25.04.1997). «Decidetevi per la santità, figlioli, e pensate al paradiso» (25.05.2006). «Nel vostro cuore nascerà il desiderio del cielo. La gioia comincerà a regnare nel vostro cuore» (25.08.2006). «Voi siete così ciechi e legati alle cose della terra e pensate alla vita terrena. Dio mi ha mandato per guidarvi verso la vita eterna» (25.10.2006).

Il solo fatto che la Regina della pace appare è un richiamo per il Cielo e per la meta alla quale è predestinata la nostra vita. Dio ci dona tutte le grazie necessarie per raggiungere il Paradiso, sta a noi accoglierle nel modo più giusto.

«Non dimenticate che siete pellegrini sulla strada verso l’eternità» (25.11.2006).

La vita è un pellegrinaggio con tutto quello che comporta: sacrifici, impegno e perseveranza. Solo in questo modo meriteremo il Paradiso e la vita eterna.

«Non dimenticate che siete passeggieri come un fiore in un campo» (25.01.2007).

Molti Messaggi che riguardano l’aldilà sono presi proprio dai Salmi. D’altronde, la Madonna conosce a fondo la Sacra Scrittura, tanto che le Sue parole sono intessute anche dei pensieri e delle vibrazioni più sottili della Bibbia.

«Non dimenticate che siete pellegrini su questa terra» (25.12.2007).

Come veri discepoli di Gesù, dobbiamo lasciare tutto e portare con noi soltanto le opere buone.

«Tutto passa, figlioli, solo Dio rimane» (25.03.2008).

In un tempo come il nostro, in cui il modernismo dilaga e le cose di questo mondo sono idolatrate, bisogna rammentare che Dio è eterno. Anche nel momento in cui perdiamo delle persone care, in noi vi è un grande dolore ma, nella luce della fede e della Resurrezione di Cristo, ogni separazione di questo genere è un arrivederci in Paradiso, nel Regno di Dio. La morte cristiana è nella luce della speranza di ritrovarci, è una certezza, è la fede al futuro.

«Desidero, figlioli, che ognuno di voi si innamori della vita eterna che è il vostro futuro» (25.01.2009).

Per questo futuro è necessario un lungo lavoro di purificazione del cuore perché purtroppo nasciamo con le conseguenze del peccato originale, che comporta in noi la Triplice Concupiscenza della carne, degli occhi, la superbia della vita. Queste tre componenti si possono sintetizzare in un’espressione molto semplice: la fame di mondo. Il retaggio del peccato originale è la fame di cose, di potere, di ricchezze, di avere, di essere superiori agli altri, tutte cose passeggere e che non soddisfano la nostra fame. Come dice Dante Alighieri: “ché questa bestia, per la qual tu gride,/non lascia altrui passar per la sua via,/ma tanto lo ‘mpedisce che l’uccide/e ha natura sì malvagia e ria,/che mai non empie la bramosa voglia,/e dopo ‘l pasto ha più fame che pria” (Divina Commedia – Inferno – Canto I – vv.61-99).

Amare Dio sopra ogni cosa e amare la vita eterna più delle cose che passano, è un lungo cammino di purificazione. Anche se non vogliamo farlo, Dio provvede. Invece di diventare preda della nostra fame, nella luce di Dio può diventare un dono che Egli ci dà e che possiamo usare per il Suo Regno. Questa bramosità di impossessarsi delle cose che passano è la causa della nostra infelicità.

Come diceva il compianto padre Slavko, il Messaggio più importante della Regina della pace è Lei stessa. Lei è il Cielo sulla Terra, è la felicità che ci aspetta e che ci viene incontro.

Il Nulla Osta avvalla i frutti di Medjugorje che sono dovuti a un miracolo della grazia che cambia i cuori e che sono dovuti alla consapevolezza e alla certezza delle persone. Se c’è la Madonna il Cristianesimo è vero.

Sentendo la parola Medjugorje la prima volta, ho subito creduto. Nel marzo del 1985 sono partito e in un giorno di pioggia sono entrato in Chiesa. Alla Messa erano presenti tantissime persone, sia del posto che pellegrini. Mentre camminavo verso la Sacrestia, passando tra la gente ho avuto una luce interiore che è stata come una chiarezza, una scritta che si è stampata nel mio cuore. Dentro di me si sono palesate queste parole: “Qui c’è la Madonna”. Questo è ciò che ho provato e anche molti altri hanno sperimentato. Il Cristianesimo è l’unica vera religione, perché la Regina della pace è presente, viva e scende sulla Terra.

È importante e decisivo per la fede il credere che ci sia la Gospa. La Chiesa non impedisce ai fedeli di credere e arriverà il momento in cui la Chiesa stessa quando riconoscerà la soprannaturalità, dirà chiaramente che a Medjugorje è apparsa la Madonna. Il fatto che per ora la Chiesa approvi i frutti e i Messaggi, significa molto. Infine, bisogna ricordare che la Chiesa non ha mai impedito di credere. Infatti, il primo giorno che sono andato a Medjugorje, il vescovo di Mostar mi disse che io ero libero di credere o non credere, ma di seguire comunque le disposizioni disciplinari della Chiesa.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 14. La testimonianza dei fedeli

Cari amici, con il documento della Santa Sede abbiamo raggiunto un traguardo che va ben oltre le aspettative. Ricco di spiritualità, ci porta a riflettere su temi e Messaggi della Regina della pace che sono fondamentali per il nostro cammino di santità.

La Chiesa ha apprezzato molto il fatto che è la Madonna ha chiamarci alla testimonianza, a essere dei vassoi sui quali mettere i Messaggi da portare agli altri, essere mani tese, Apostoli del Suo amore. Un ventaglio di espressioni che la Gospa ha usato per far capire che l’Apostolato deve essere luminoso non aggressivo. Maria desidera che queste caratteristiche siano in noi per portare Gesù, come luce che irradia, amore che si diffonde, convinzione che conquista.

Medjugorje è un’esperienza mondiale che si è diffusa soprattutto da cuore a cuore. L’Apostolato è dare agli altri l’amore che Dio dà a noi.

La testimonianza dei fedeli

25. Nei messaggi si trovano pressanti inviti alla testimonianza personale. In genere, si tratta di inviti a testimoniare la fede e l’amore con la vita. In questo si può riassumere il messaggio missionario di Medjugorje. A tale riguardo, nei messaggi mensili alla parrocchia, la Gospa si rivolge spesso ai fedeli chiamandoli “apostoli del mio amore”:

“Apostoli del mio amore” è un’espressione che torna nei Messaggi del due del mese. Apprezzo molto il fatto che, oltre ai Messaggi del 25, abbiano dato risalto anche ai Messaggi di Mirjana perché si distinguono. Essi, infatti, hanno un taglio mistico, orante, missionario, hanno l’obiettivo di formare gli Apostoli del Suo amore.

«Cari figli, come Madre vi prego di perseverare come miei apostoli […]. Prego affinché testimoniate l’amore del Padre Celeste secondo mio Figlio. Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell’amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data. Non affliggete il mio Cuore materno. Come Madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli» (02.11.2012).

Ognuno con le proprie responsabilità, deve fare del proprio meglio per sostenere il progetto della Regina della pace e testimoniare i Messaggi. Il primo gennaio del 1987 la Madonna disse: «Che l’anno nuovo sia pieno di preghiera, gioia, allegria, penitenza, perdono e pace. Fatevi annunciatori di conversione». «Siate veri figli della Madonna e tutti i messaggi della Regina Pacis testimoniate con amore» rivolgendosi ad un gruppo di pellegrini di Radio Maria. È una responsabilità che non possiamo prendere alla leggera. La Gospa vuole fidarsi di noi.

«Apostoli del mio amore, figli miei, voi siate come raggi di sole che, col calore dell’amore di mio Figlio, riscaldano tutti attorno a loro. Figli miei, al mondo servono apostoli d’amore» (02.10.2018).

Siamo come raggi di sole che prendono il calore dell’amore di Gesù e lo diffondono intorno a noi. Dobbiamo accogliere l’amore di Gesù attraverso Maria e diffonderlo, in modo tale da scaldare coloro che sono freddi e in preda all’odio. Con l’amore e la preghiera si possono sciogliere i cuori induriti.

Il mondo di oggi che odia Dio può risanarsi attraverso gli Apostoli che testimoniano il Messaggio di amore di Gesù e Maria. Questo è il nostro compito, incominciando dalla quotidianità in famiglia, amici e conoscenti. Dobbiamo diffondere luce, gioia, freschezza, pulizia, speranza, serenità e amore.

Di particolare bellezza è un messaggio che esorta a dare meno importanza ai segni spettacolari e a manifestare quello che si crede con la propria vita: «Voi mi chiedete il segno perché si creda alla mia presenza. Il segno verrà. Ma voi non ne avete bisogno: voi stessi dovete essere un segno per gli altri» (08.02.1982).

Il segno – bellissimo, durevole, che non si può distruggere e che viene dal Signore – che la Madonna darà, sarà una certezza per la Chiesa della Sua presenza. In quel momento la Chiesa sarà chiamata a dare la soprannaturalità e coloro che non crederanno e si opporranno rimarranno senza l’aiuto della Regina della pace.

Non avremo bisogno del segno che verrà per credere. Siamo noi stessi a essere un segno per gli altri. Bastano la fede, la gioia, il proprio entusiasmo e la propria perseveranza. L’evangelizzazione è un’irradiazione. Anche noi come Radio Maria se siamo persone umili e ferventi edifichiamo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 13) La comunione fraterna

Cari amici, in questo capitolo del documento della Santa Sede, si mette in evidenza come l’esperienza che si vive a Medjugorje sia un evento comunitario, in questo ambito di manifestazione del soprannaturale sulla presenza di Maria.

La Madonna fin dall’inizio ha avuto una partecipazione numerosa di parrocchiani alle Sue Apparizioni – sia sulla collina che nella Chiesa – rendendo la Sua presenza a Medjugorje un evento ecclesiale, legato alla Santa Messa quotidiana serale.

La Regina della pace ha operato fin dall’inizio un risveglio della vita parrocchiale ed ecclesiale. Questo rinnovamento riguarda anche tutti i pellegrini del mondo, rendendo tale evento unitario e non individualistico. Esso viene alimentato dai Messaggi che invitano alla celebrazione della Santa Messa, a fare della famiglia una Chiesa domestica, a vivere esperienze di gruppo, per costruire una comunione ecclesiale.

Il progetto della Gospa è diventato talmente grande da creare, all’interno della Chiesa stessa, una comunità di fratelli che in Maria si raccolgono da ogni parte del mondo. Non c’è nessun altro Santuario cattolico che abbia rappresentanti, pellegrini o sacerdoti di così tante Nazioni come a Medjugorje.

Questo capitolo evidenzia come la Regina della pace a Medjugorje abbia coltivato la comunione fraterna.

La comunione fraterna

22. La spiritualità di Medjugorje non è individualistica. Da una parte è vissuta specialmente in eventi comunitari, come i pellegrinaggi e gli incontri di preghiera; dall’altra nei messaggi si fa presente, insieme alla preghiera, un costante invito all’amore fraterno concreto, che accompagna, dona, serve, perdona, è vicino ai poveri:

La dimensione dell’amore nei seguenti Messaggi è uno dei temi più importanti. Mirjana stessa, dopo che un sacerdote le ha chiesto quale termine sintetizzasse tutti i Messaggi, rispose con la parola “Amore”. Un sentimento che Maria vuole che ci sia fra noi che crediamo e fra tutti gli uomini che sono chiamati a condividere questo Mistero di Dio.

«Questa è l’unica verità ed è quella che mio Figlio vi ha lasciato. Non dovete esaminarla molto: vi è chiesto di amare e di dare» (02.01.2015).

“Dare” significa vivere la vita come dono di se stessi a Dio e agli altri.

«Vi invito, figlioli, a vedere chi ha bisogno del vostro aiuto spirituale o materiale. Attraverso il vostro esempio, figlioli, voi sarete le mani tese di Dio, che l’umanità cerca» (25.02.1997).

L’umanità cerca Dio, ma ha bisogno di mani tese che la conduca Lui.

«Scegliete poi un giorno della settimana e dedicatelo ai poveri e agli ammalati: non dimenticateli» (23.01.1984).

Un bellissimo Messaggio che, nella sua concretezza, possiamo mettere in pratica. La Madonna richiama spesso alla carità secondo le parole di Gesù: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare”.

«Cari figli, vi esorto all’amore verso il prossimo, e soprattutto all’amore verso chi vi procura del male. Così, con l’amore, potrete apprezzare le intenzioni del cuore. Pregate ed amate, cari figli: con l’amore potrete fare anche ciò che vi sembrava impossibile» (07.11.1985).

Sono Messaggi che spingono verso la vetta della santità.

«Cari figli, oggi vi invito all’amore, che è gradito e caro a Dio. Figlioli, l’amore accetta tutto, tutto ciò che è duro e amaro, a motivo di Gesù che è amore. Perciò, cari figli, pregate Dio che venga in vostro aiuto […]. Così Dio potrà plasmare la vostra vita e voi crescerete nell’amore. Glorificate Dio, figlioli, con l’INNO ALLA CARITÀ (1Cor 13), perché l’amore di Dio possa crescere in voi di giorno in giorno fino alla sua pienezza» (25.06.1988).

Come dice la teologia spirituale: la santità è la perfezione dell’amore.

«Voi chiedete a mio Figlio di essere clemente con voi, ma io invito voi alla misericordia. Gli chiedete di essere buono con voi e di perdonarvi, ma da quanto tempo io prego voi, miei figli, di perdonare ed amare tutti gli uomini che incontrate!» (02.03.2019).

Ci portano al cuore stesso del cammino di santità che è la pratica della carità. Chiediamo all’amore di Dio di riempire i nostri cuori, in modo tale che possiamo dare l’amore di Dio agli altri.

L’aspetto comunitario di Medjugorje emerge pure nella costante sottolineatura dell’importanza fondamentale della famiglia nella vita cristiana: «Cari figli, vi prego, cominciate a cambiare vita in famiglia. Che la famiglia sia un fiore armonioso che io desidero dare a Gesù. Cari figli, ogni famiglia sia attiva nella preghiera. Io desidero che un giorno si vedano i frutti nella famiglia: solo così potrò donarli come petali a Gesù per la realizzazione del piano di Dio» (01.05.1986).

La famiglia è la scuola dell’amore. La Gospa vuole dare a Gesù le famiglie dove ci si ama, per realizzare il piano di Dio che è quello di costruire il mondo della pace. Questo si realizza attraverso il cambiamento del cuore, con l’amore familiare e per i vicini, fino a diventare un fiume che scorre nel mondo fermando i venti del male e dell’odio che soffiano sulla terra.

23. Questa spiritualità include, certamente, una dimensione ecclesiale, ovvero di comunione con tutta la Chiesa, con i Pastori e in particolare con il Santo Padre:

«Compite bene i vostri doveri e fate ciò che la Chiesa vi chiede di fare» (02.02.1983).

Maria stessa è la prima che compie ciò che la Chiesa le chiede di fare.

«Io prego mio Figlio affinché attraverso l’amore vi doni l’unione per mezzo suo, l’unione tra di voi e l’unione tra voi e i vostri pastori. Mio Figlio sempre vi si dona nuovamente attraverso di loro e rinnova le vostre anime. Non dimenticate questo» (02.08.2014).

La Madonna ci invita ad amare i nostri Pastori e a pregare per loro.

«Come miei figli vi chiedo: pregate molto per la Chiesa e per i suoi ministri, i vostri pastori, affinché la Chiesa sia come mio Figlio la desidera: limpida come acqua di sorgente e piena d’amore» (02.03.2018).

Ci lamentiamo della Chiesa perché ha tanti peccatori. Ma dobbiamo pregare proprio per renderla limpida.

«Pregate per il mio amatissimo Santo Padre, pregate per la sua missione» (17.08.2014).

Per la Regina della pace la missione particolarissima del Papa è di pregare, intercedere ed esortare alla pace.

Se la Chiesa ha dato il nulla osta, non è solo per le Apparizioni. La Santa Sede ha evidenziato i grandi frutti delle conversioni e ha dato un giudizio positivo sui Messaggi che sono fonte di spiritualità autenticamente cattolica. Sono la più grande forma di evangelizzazione di cui ha disposto la Chiesa fino ad oggi, da quando la Gospa è apparsa a Medjugorje. Ha creato una spiritualità mariana che sta compiendo un bene immenso in un momento di crisi spirituale del mondo e della Chiesa, anche nei Paesi di antica cristianità. Le minoranze cristiane sono attive e vanno controcorrente, sono veri Apostoli per rinascita spirituale nel deserto dell’incredulità.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 12) La preghiera – La centralità della Messa

Nessuno più della Regina della pace ha rivelato l’importanza e il potere della preghiera. Medjugorje stessa, nonostante mostri i limiti e le debolezze degli uomini, è un segno visibile della forza invincibile della preghiera. La vasta spianata, delimitata da una catena di colline, è un suggestivo anfiteatro dal quale sale incessante la preghiera.

Non si prega soltanto nella chiesa parrocchiale e nelle numerose cappelle, ma ovunque, sulle  strade trafficate e lungo i sentieri che attraversano i campi e che salgono fino al Krizevac e al monte delle prime apparizioni. I gruppi  dei pellegrini procedono spediti con il rosario in mano, l’arma invincibile che la Gospa raccomanda per le grandi battaglie. Senza la preghiera Medjugorje non sarebbe divenuta ciò che è divenuta, crescendo come un granellino  di senapa, “che è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra” (Mc 4, 31-32).

Non è stata la propaganda che ha fatto di questo oscuro villaggio dell’Erzegovina un centro irradiante di luce e di grazia,  ma la forza della preghiera che attira le anime assetate da ogni parte della terra. E’ innanzi tutto la preghiera della santa Vergine, alla quale si unisce quella più tenue e sofferta di tutti quelli che rispondono alla chiamata.

Medjugorje è un miracolo permanente generato dalla preghiera. Se questa fonte inesauribile di grazia dovesse cessare, l’oasi di pace creata dalla Gospa si trasformerebbe in un arido deserto. Ai pellegrini che ascoltano col cuore le sue parole, Maria rivela la potenza della preghiera con la quale si possono ottenere prodigi sia nei cuori come nel mondo.

La preghiera

18. In questo cammino è fondamentale la preghiera. Nei messaggi l’esortazione a pregare è constante e insistente:

La Madonna stessa durante le Apparizioni viene in atteggiamento di preghiera con le mani giunte.

«Vi invito di nuovo a decidervi per la preghiera, perché nella preghiera potrete vivere la conversione. Ognuno di voi diventerà, nella semplicità, simile ad un bambino che è aperto all’amore del Padre» (25.07.1996).

La preghiera della Regina della pace è la preghiera cristiana filiale per eccellenza. Gesù, invece, ci ha insegnato un’altra preghiera rivolta al Padre celeste nella quale ci rivolgiamo con il titolo di Abbà Padre. Il Cristianesimo dunque è una religione filiale.

La preghiera che vuole la Madonna non è elaborata, ma umile. Con molta semplicità e piccolezza ci si rivolge a Dio, sia nella liturgia che personalmente.

«Vi invito a riempire la vostra giornata con brevi e ardenti preghiere. Quando pregate il vostro cuore è aperto e Dio vi ama con amore particolare e vi dona grazie particolari. Perciò utilizzate questo tempo di grazia e dedicatelo a Dio come mai prima d’ora» (25.07.2005).

La Gospa oltre alle preghiere che conosciamo e alla Santa Messa, raccomanda le invocazioni a Dio durante la giornata. In qualsiasi momento della giornata, ci invita a recitare delle giaculatorie, termine che deriva da jaculum ovvero “giavellotto”. La preghiera diventa così un giavellotto d’amore che lanciamo a Dio.

19. Insieme alla preghiera, appare frequentemente l’invito al digiuno, ma è spiegato come un’offerta libera oltre ai sacrifici di tipo fisico: «Se siete in difficoltà o nel bisogno, venite a me. Se non avete la forza di digiunare a pane e acqua, potete rinunciare ad altre cose. Oltre che al cibo, sarebbe bene rinunciare alla televisione, perché – dopo aver guardato i programmi televisivi – siete distratti e non riuscite a pregare. Potreste rinunciare anche all’alcool, alle sigarette e ad altri piaceri. Sapete da voi stessi ciò che dovreste fare» (08.12.1981).

Il digiuno l’ha introdotto la Regina della pace a Medjugorje riprendendo quello della prima comunità cristiana a Gerusalemme. Siccome la comunità ebraica digiunava il martedì e il giovedì, per distinguersi i cristiani digiunavano il mercoledì e il venerdì.

Nella parola digiuno Maria include uno spettro molto ampio: il digiuno a pane e acqua tutto l’anno il mercoledì e il venerdì; altre forme di rinuncia, cioè i fioretti che allenano la volontà a rinunciare alle cose che ci piacciono. Queste rinunce valgono come piccole offerte a Dio, sono atti di amore.

La centralità della Messa

Nelle intenzioni della Madonna a Medjugorje, dal primo anno in cui è apparsa, c’è stata proprio la volontà di celebrare la Santa Messa quotidiana. La polizia aveva presieduto le colline circostanti Medjugorje, per cui i veggenti non potevano più salire la collina per le Apparizioni. In un primo momento sono andati nella pianura nascosti dalla vegetazione, finché un pomeriggio d’estate si sono rifugiati in chiesa. Il parroco del parroco, Padre Jozo, sentendo i ragazzi che bussavano, ha aperto la Chiesa e li ha fatti entrare. Da quel momento ebbero le Apparizioni in Chiesa o nei locali attigui e i fedeli venivano ogni giorno per il Rosario e la Santa Messa.

20. La preghiera dei fedeli trova il suo apice nella celebrazione dell’Eucaristia:

Nell santa Messa si fortifica l’anima l’anima attraverso l’intimo contatto con Dio. Abbiamo la possibilità – che non sfruttiamo – di far crescere la nostra vita spirituale con l’ascolto della Parola di Dio e la Santa Comunione. La Madonna al riguardo ha dato messaggi di rara bellezza.

«La Messa è la forma più alta di preghiera. Non riuscirete mai a capirne la grandezza» (13.01.1984). «Cari figli, anche oggi in modo particolare desidero invitarvi all’Eucaristia. La Messa sia il centro della vostra vita! In particolare, cari figli, l’Eucaristia sia nelle vostre famiglie: la famiglia deve andare alla Santa Messa e celebrare Gesù. Gesù deve essere il centro della vostra vita!» (15.06.2018). «La Santa Messa non sia per voi un’abitudine, ma vita; vivendo ogni giorno la santa Messa voi sentirete il bisogno della santità» (25.01.1998). «Non dimenticate che nell’Eucaristia, che è il cuore della fede, mio Figlio è sempre con voi. Egli viene a voi e con voi spezza il pane perché, figli miei, per voi è morto, è risorto e viene nuovamente» (02.05.2016).

21. Il messaggio che segue sottolinea bene il valore minore delle stesse apparizioni di fronte all’immenso tesoro spirituale che è l’Eucaristia:

«Io vi sono più vicina durante la Messa che durante l’apparizione. Molti pellegrini vorrebbero essere presenti nella stanzetta delle apparizioni e perciò si accalcano attorno alla canonica. Quando si spingeranno davanti al tabernacolo, come ora fanno davanti alla canonica, avranno capito tutto, avranno capito la presenza di Gesù, perché fare la Comunione è più che essere veggente» (12.11.1986).

È molto più importante assistere con fede all’Eucarestia, piuttosto che all’Apparizione in sé. Ricevere la Comunione è più importante che essere veggente.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 11) Aiutare la Madonna a porre fine alla guerra

Cari amici, la Nota si sofferma su quei Messaggi con i quali la Regina della pace ci invita a cooperare con Lei. Chiama i fedeli a pregare, a offrire piccoli sacrifici e quando possibile a compiere il digiuno – con pane e acqua – per la pace. Questa è una caratteristica di Medjugorje, perché non esiste nella Chiesa una pratica del digiuno come quella che la Gospa chiede tutto l’anno, il mercoledì e il venerdì.

La Madonna dice che il mondo è minacciato dall’arma spirituale del diavolo che è l’odio, una vera arma atomica tremenda con la quale ha conquistato e scardinato tanti cuori. Nella concretezza, vi è una guerra che usa armi innominabili. Le guerre non hanno più nessuna regola, ma solo la pura distruzione, sono i venti dell’odio che soffiano nel mondo. Di fronte a satana sciolto dalle catene non restano che le armi spirituali: preghiera, digiuno, sacrifici, rinunce. Con queste armi saremo in grado di rinunciare all’odio, alla vendetta, al risentimento. Con queste armi Maria combatte una guerra pacifica e vincerà.

Negli anni in cui la Madonna è rimasta a Medjugorje, ha chiamato la parrocchia alla preghiera e al digiuno severo, grazie al quale è caduto il comunismo. Nel tempo degli attentati terroristici che hanno colpito l’Europa e tutto l’Occidente ha rinnovato il medesimo invito.

Ora, ci chiede preghiera e digiuno perché satana non prevalga: «Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra» (25 febbraio 2022). Anche nel Messaggio che ha dato il 25 ottobre 2023 disse: «I venti del male, dell’odio e dell’inquietudine soffiano sulla terra per distruggere le vite» […] «Voi, figlioli, siete le mie mani estese: pregate, digiunate e offrite sacrifici per la pace, tesoro al quale anela ogni cuore». Questo è il grande insegnamento della Regina della pace con il quale porterà i suoi seguaci – i mariani – alla vittoria.

La Nota cita alcuni dei Messaggi più belli riguardo la preghiera e il digiuno per la pace.

17. La Madonna indica un’opportunità per porre fine alla guerra, ma questo richiede la cooperazione dei cristiani con il dono delle loro vite.

Dobbiamo impegnarci a fondo con Maria, aiutarla a realizzare la pace. Il primo passo dobbiamo farlo noi con la pace dei nostri cuori, poi nelle nostre famiglie e come un fiume farla scorrere in tutto il mondo.

Questo implica una forte chiamata alla responsabilità: «Voi parlate ma non vivete: è per quello, figliuoli, che questa guerra dura così a lungo. Vi invito ad aprirvi a Dio e a vivere con Dio nel vostro cuore […].

Questa espressione è stata presa dai Messaggi dati durante la guerra di Bosnia. All’inizio la Madonna diede un Messaggio in cui ci fece riflettere sulla durata della guerra: «Cari figli, io desidero che voi capiate quanto è seria la situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera» (25 luglio 1991). La guerra andò avanti e che portò a una cifra altissima di morti – più di 400.000 – in quattro anni. «Voi parlate, ma non vivete: è per quello, figlioli, che questa guerra dura così a lungo» (25 ottobre 1993). «Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore» (25 marzo 1992), cioè c’è il pericolo di farsi prendere dal nazionalismo, dall’odio etnico, verso gli altri gruppi religiosi.

Cari figli, non posso aiutarvi se non vivete i comandamenti di Dio, se non vivete la Messa, se non rigettate il peccato» (25.10.1993). Ciononostante, quattro mesi dopo si esprime con gratitudine sottolineando di nuovo il valore della cooperazione dei credenti: «Voi tutti mi avete aiutata affinché questa guerra finisca il più presto possibile» (25.02.1994). L’importanza della collaborazione dei credenti appare anche in altri contesti: «Bisogna che voi collaboriate con la vostra vita e col vostro esempio all’opera della salvezza» (25.05.1996).

Non è una cooperazione finalizzata soltanto alla pace, ma in tutti i settori e i campi in cui si può lavorare per il Regno di Dio. La Regina della pace è la Madre della Chiesa, che conduce dietro Suo Figlio. Dobbiamo aiutarla ad aiutarci.

Ad esempio, il compito di Radio Maria è quello di diffondere i Messaggi, il Vangelo, la conversione attraverso la radio ed è quello della nostra preghiera e le intercessioni con Lei perché il male non prevalga.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 10) Il forte peso del male e del peccato

Cari amici, esaminiamo quella parte della Nota della Congregazione per la Dottrina della fede che parla del forte peso del male e del peccato. La Nota ha voluto analizzare quei Messaggi attraverso i quali la Madonna in qualche modo ha reso consapevole la nostra generazione di peccato; uno dei carismi dello Spirito Santo è proprio quello di convincere il mondo di peccato, di rendere consapevoli che il male esiste e fa male, quindi dobbiamo liberarcene.

In questo senso la Regina della pace ha dato molti messaggi attraverso i quali abbiamo compreso la grande apostasia che il nostro tempo ha vissuto, l’allontanamento da Dio, l’abbondare del peccato e quindi anche il valore enorme della conversione, se collocato in un cammino controcorrente che è necessario fare.

Il figliol prodigo, dopo essersi allontanato da casa, si è ritrovato in una situazione non più vivibile dal punto di vista esistenziale e quindi ha sentito il bisogno di alzarsi e fare ritorno a casa. È proprio nella Parabola del Padre Misericordioso che si collocano molti Messaggi della Madonna che esortano a tornare a Dio dal quale ci siamo allontanati. Nel medesimo tempo, la Regina della pace ha usato anche espressioni molto severe a riguardo: «Oggi molti vanno all’inferno» (25 luglio 1982), è una affermazione che richiama le parole dette a Fatima.

A Medjugorje la Madonna ha dato una serie di Messaggi che ci spingono ad aprire gli occhi sulla realtà del peccato e su chi lo ispira, che è il principe di questo mondo. Sono numerosi i Messaggi riportati dalla Nota e che descrivono il male, ma sempre in una prospettiva di redenzione. La Madonna parla del peccato come una malattia dalla quale si può e si deve guarire con la preghiera e con la conversione. I Messaggi della Gospa sul peccato sono una sorta di catechesi per fare un’autoanalisi e capire se siamo prigionieri del peccato.

Il forte peso del male e del peccato

16 Allo stesso tempo, appare un’insistente esortazione a non sottovalutare la gravità del male e del peccato e a prendere molto sul serio la chiamata di Dio a lottare contro il male e contro l’influsso di Satana.
Umanamente, errando, siamo portati a edulcorare la realtà e a sminuire i peccati declassandoli a piccole mancanze. A volte trasmutiamo in diritti quelli che sono dei delitti. Questa è una delle responsabilità della Chiesa, ovvero rendere consapevoli del peccato. Sappiamo che la Madonna ha dato numerosi Messaggi che riguardano satana.

Altro invito frequente, poi, è quello a non spaventarsi dinnanzi alle prove.
Le prove possono essere quelle che viviamo quotidianamente o quelle che si prospettano all’orizzonte, il tempo dei dieci Segreti.

Si annuncia, a seconda dei casi, che il presente è un tempo di grazia e un tempo di prova. Quest’ultimo elemento è espresso, a volte, anche con toni molto forti: c’è disperazione ovunque, tutto crolla, etc., ed è legato soprattutto alla mancanza di fede e alla lontananza da Dio di buona parte delle persone.
La Madonna non ci nasconde il male, allo stesso modo di Gesù che nel Vangelo ne parla apertamente. La Regina della pace ci invita alla conversione, alla Confessione e al cammino di santità. La differenza fra le profezie false catastrofiche e quelle vere mariane è che le prime non aprono il cuore alla speranza, la Regina della pace mette sempre all’orizzonte il trionfo del Suo Cuore Immacolato, cioè la vittoria dell’amore.

Da qui nasce l’invito ad offrire a Dio ogni sofferenza e difficoltà perché portino frutti di grazia e di consolazione interiore: «Io non piango solamente perché Gesù è morto. Io piango perché Gesù è morto dando fino all’ultima goccia del suo sangue per tutti gli uomini, ma molti miei figli non vogliono trarre da questo alcun beneficio» (01.04.1983).
La Nota prosegue citando dei Messaggi della Regina della pace. In questo è racchiusa la profezia di Simeone: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori» (Lc 2, 34-35).

«Guardatevi intorno, cari figli, e vedrete quanto è grande il peccato che domina su questa terra. Perciò pregate perché Gesù trionfi» (13.09.1984).
La Madonna ci mostra il peccato ma anche Colui che lo sconfigge, Cristo.

«Cari figli, sapete che vi ho promesso un’oasi di pace, ma sapete che accanto all’oasi esiste il deserto, dove satana sta in agguato e cerca di tentare ciascuno di voi. Cari figli, solo tramite la preghiera potrete vincere ogni influenza di satana nel luogo in cui vivete. Io sono con voi, ma non posso privarvi della vostra libertà» (07.08.1986).
La Madonna ha detto che ovunque Lei va con Suo Figlio viene subito raggiunta da satana; inoltre ha aggiunto che la preghiera vince su satana e che dipende da noi accogliere o meno la salvezza. La grandezza della libertà umana è paragonabile alla sua pericolosità e nel tempo dei Segreti tutti saremo posti davanti alla scelta di credere alla salvezza che viene da Cristo o alla falsa salvezza che viene dall’anticristo.

«In qualunque luogo io vada, ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge anche satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse […]. Non cedete, figli miei! Asciugate dal mio volto le lacrime che verso osservando quello che fate. Guardatevi intorno! Trovate il tempo per accostarvi a Dio in Chiesa. Venite nella casa del Padre vostro. Trovate il tempo per riunirvi in famiglia e supplicare la grazia da Dio. […] Non guardate con disprezzo il povero che vi supplica per una crosta di pane. Non cacciatelo dalla vostra mensa piena. Aiutatelo! E anche Dio aiuterà voi […]. Voi, figli miei, avete dimenticato tutto questo. In ciò ha contribuito anche satana. Non cedete! […]. Non voglio rimproverarvi ulteriormente; voglio invece invitarvi ancora una volta alla preghiera, al digiuno, alla penitenza» (28.01.1987).
Questo Messaggio è puramente evangelico.

«Cari figli, vi invito tutti in modo speciale alla preghiera e alla rinuncia perché, adesso come mai prima, satana desidera sedurre più gente possibile sul cammino della morte e del peccato. Perciò, cari figli, aiutate il mio Cuore Immacolato affinché trionfi in un mondo di peccato» (25.09.1991).
Anche questo Messaggio è un forte appello alla conversione, ad andare controcorrente di fronte a un mondo tentatore e corruttore. La preghiera e la rinuncia sono le due armi necessarie per combattere il maligno. La rinuncia è un esercizio spirituale importantissimo, davanti alle offerte del maligno dobbiamo imparare a dire di no. La Madonna prima esorta alla lotta e poi ci indica come ottenere la vittoria del Suo Cuore Immacolato in un mondo di peccato. Si trionfa praticando il bene e rinunciando al male.

«Non permettete che Satana vi trascini e faccia di voi quello che vuole. Io vi invito a diventare responsabili e decisi e a consacrare a Dio ogni giorno» (25.01.1998).
La Madonna ci dice che satana ci porta con sé nell’abisso della perdizione; inoltra ci invita a consacrare a Dio ogni nostro giorno, ogni istante della nostra giornata.

«Adesso, come mai prima, satana desidera soffocare con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia perché non c’è Dio né la preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno. Vi invito, figlioli, iniziate di nuovo con entusiasmo il cammino della santità e dell’amore perché io sono venuta in mezzo a voi per questo. Siamo insieme amore e perdono per tutti coloro che sanno e vogliono amare soltanto con l’amore umano e non con quell’immenso amore di Dio» (25.01.2015).
La Regina della pace parla del vento dell’odio e dell’agitazione; questo Messaggio si colloca nel periodo del terrorismo jihadista. La Madonna dice che se nel cuore non ci sono Dio e la preghiera, non c’è gioia. Maria è qui per risvegliare le nostre anime e infiammarle del fuoco dell’amore di Dio. L’amore umano è interessato, egoista, calcolatore e traditore, noi dobbiamo testimoniare, invece, l’amore di Dio che è gratuito, disinteressato, incondizionato.

In tutti questi anni la Regina della pace ha voluto aprirci gli occhi sulla realtà del peccato, soprattutto perché stiamo vivendo un periodo storico in cui il male è sminuito e non si parla nemmeno più dell’inferno. L’appello alla conversione è indice della grande Misericordia di Dio ma bisogna decidersi prima che sia troppo tardi.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 9) La Chiamata alla Conversione

Cari amici, esaminiamo quella parte della Nota della Congregazione per la Dottrina della fede che parla della chiamata alla conversione, ovvero il messaggio fondamentale del Vangelo. Gesù stesso ha iniziato la sua vita pubblica chiamando proprio alla conversione perché il Regno di Dio è vicino e lo stesso ha fatto il suo precursore San Giovanni Battista.

Il principale Messaggio della Regina della pace a Medjugorje è proprio il Vangelo. È importante questa chiamata alla conversione perché c’è stato un sensibile allontanamento dal Vangelo, dalla Divina Rivelazione, da Gesù Cristo Signore e Salvatore del mondo.

Il mondo moderno va verso la perdizione, come dice la Gospa: «L’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023); un mondo dove: «Il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020); un mondo nel quale: «L’umanità ha deciso per la morte» (25 ottobre 2022). La Gospa ha inoltre detto che: «Le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale» (25 dicembre 2019).

Questo è il quadro preoccupante per la salvezza delle anime e l’efficacia della Redenzione, in quanto proprio quelli che dovrebbero testimoniarla si sono raffreddati. Come ci ha spiegato anche il Magistero della Chiesa in questi anni, c’è stata un’apostasia silenziosa che ha allontanato dal Cristianesimo e che rischia di portare l’umanità alla catastrofe. Quando non c’è Dio, c’è satana che comanda, come ha detto la Madonna: «satana regna» (25 marzo 2020).

Questo è il contesto nel quale collocare l’appello alla Conversione della Regina della pace in tutti questi anni. Il tempo dei Segreti sarà drammatico perché la Gospa chiamerà a prendere una decisione fra Cristo unico salvatore e l’anticristo, che sappiamo essere l’angelo ribelle e tutti i suoi adepti sulla terra. Non ci si può salvare senza la conversione, che è carente nella nostra proposta al mondo del messaggio cristiano. Invece di chiamare alla conversione, cerchiamo di diminuire le esigenze di cambiamento di vita che sono insite nel messaggio evangelico. L’appello della Madonna è un invito a cambiare vita, a vivere secondo Dio, la Sua Santa Volontà, i Comandamenti, la fede in Lui e in Gesù Cristo.

Basterebbe la conversione per farci capire la serietà delle Apparizioni e dei Messaggi di Medjugorje, perché esprimono l’esigenza del Vangelo. La grande menzogna di satana è proprio quella di far credere alle persone che anche senza conversione tutte le anime si possono salvare. L’esigenza di accogliere il Messaggio va al di là della semplice devozione e deve diventare una vera decisione di seguire Gesù Cristo sulla via della Croce, i suoi Comandamenti ed è la decisione di una testimonianza coraggiosa.

La chiamata alla conversione

15. Nei messaggi appare un costante invito ad abbandonare uno stile di vita mondano e un eccessivo attaccamento ai beni terreni con frequenti inviti alla conversione, che fa diventare possibile la vera pace nel mondo. La conversione pare essere il fulcro del messaggio della Gospa: «Cari figli! Oggi vi invito alla conversione. Questo è il messaggio più importante che vi ho dato qui» (25.02.1996).

L’invito alla conversione attraversa tutti i Messaggi. Non c’è Messaggio in cui non ci sia esplicitamente un invito alla preghiera e alla conversione.

«Il mio Cuore brucia d’amore per voi. La sola parola che desidero dire al mondo è questa: conversione, conversione. Fatelo sapere a tutti i miei figli. Chiedo soltanto conversione» (25.04.1983).

Nel 1983 in Russia si stava progettando la distruzione dell’Europa per impedire che venissero installati gli euromissili. Siamo un anno prima dell’incendio della base di Severomorsk a nord della Russia. Lì si trovavano i missili che dovevano essere attrezzati con bombe atomiche e lanciati sulle varie città europee. Il Messaggio del 25 aprile 1983, è l’appello che la Regina della pace ha dato per fermare tale catastrofe: conversione.

«Cari figli, oggi desidero avvolgervi con il mio manto e condurvi tutti verso la via della conversione. Cari figli, vi prego, date al Signore tutto il vostro passato, tutto il male che si è accumulato nei vostri cuori» (25.02.1987).

Nell’umiltà e nel pentimento diamo a Dio tutto il nostro passato e il male in noi, così da poter andare direttamente in Paradiso.

«Non potete dire che siete convertiti, perché la vostra vita deve diventare conversione quotidiana» (25.02.1993).

La conversione non finisce mai, è l’opera di tutta la vita per evitare il purgatorio.

«Svegliatevi dal sonno stanco della vostra anima e dite a Dio con tutta la forza ‘Sì’. Decidetevi per la conversione e la santità» (25.03.2001).

La conversione è un cammino che ci porta ad amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi.

«Convertitevi figlioli, e inginocchiatevi nel silenzio del vostro cuore. Mettete Dio al centro del vostro essere» (25.05.2001).

La conversione incomincia con un atto di umiltà, inginocchiandosi davanti a Dio e professandosi peccatori, come il pubblicano in fondo alla Sinagoga.

Il cuore – nelle Sacre Scritture – è il centro decisionale e intellettivo.

«Cari figli, anche oggi con grande gioia nel mio cuore vi invito alla conversione […]. Dio desidera convertire il mondo intero e chiamarlo alla salvezza e al cammino verso di Lui che è il principio e il fine di ogni essere» (25.06.2007).

Il tempo della pace che Dio persegue dopo il tempo dei Segreti, passa attraverso la conversione del mondo intero. Tutti devono tornare all’unico Dio che è il Dio della fede e dell’amore, il quale si è manifestato a noi in Gesù Cristo. Non c’è altra salvezza al di fuori di questa, alla quale sono chiamati tutti gli uomini.

La Chiesa ha riconosciuto i frutti straordinari di conversione dei messaggi di Medjugorje. La Chiesa non ha fatto altro che riconoscere la voce della Madre.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 8) L’azione dello Spirito Santo

Cari amici, nel documento della Santa Sede viene messa a fuoco la presenza di Dio, che ha un primato assoluto nei Messaggi di Medjugorje. Gesù Cristo è centrale per la Madonna che lo chiama “Mio Figlio”. Lo Spirito Santo, invece, fino a non molto tempo fa, veniva chiamato chiamato “il Dio sconosciuto”. Mentre al Padre viene data la raffigurazione umana che esprime la paternità e al Figlio la figura storica di Gesù Cristo, lo Spirito Santo viene rappresentato come una colomba, oppure con elementi della Creazione, il vento e il fuoco.

Nel nostro tempo l’azione dello Spirito Santo è stata messa in evidenza e anche la Madonna torna spesso sulla necessità di invocarlo. La sequenza che recita “Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce […]” è stata messa proprio dalla Gospa all’inizio della Santa Messa della sera a Medjugorje. Questa ampiezza di vedute nei Messaggi – che tocca i temi fondamentali della spiritualità cristiana – ci indica il loro valore. Come prova di questo abbiamo ciò che raccoglie la Nota sullo Spirito Santo nei Messaggi.

L’azione dello Spirito Santo

14. Molti messaggi invitano a riconoscere l’importanza di chiedere l’aiuto dello Spirito Santo:

La teologia sistematica assegna al Padre l’opera della Creazione, al Figlio l’opera della Redenzione e allo Spirito Santo la santificazione. Ma la realtà è che le Tre Persone agiscono in comunione fra loro, non c’è una Creazione senza il Figlio e lo Spirito Santo, così come la Redenzione e la Santificazione. Il Padre genera eternamente il Figlio, il Figlio e il Padre spirano il soffio d’amore che è lo Spirito Santo. Perciò, lo Spirito Santo è colui che ci conduce interiormente – con il suo amore purificatore – sulla via della santità.

«La gente si sbaglia quando si rivolge unicamente ai santi per chiedere qualcosa. L’importante è pregare lo Spirito Santo perché scenda su di voi. Avendolo si ha tutto» (21.10.1983).

La Regina della pace ci invita all’invocazione ordinaria della grazia dello Spirito Santo. Esso è l’amore di Dio che ci viene donato. I doni dello Spirito Santo sono numerosissimi e tutti contenuti nella Bibbia, specialmente nelle Lettere di San Paolo e degli Apostoli. Sono doni di carattere spirituale codificati nella sapienza, nell’intelletto, nel consiglio, nella fortezza, nella scienza, nella pietà e nel Santo timor di Dio. Ce ne sono tanti altri, come il dono delle lingue, delle guarigioni, della predicazione, delle esortazioni. Ma come ci insegna San Paolo fra tutti il più grande è la carità diffusa nei nostri cuori.

Una giaculatoria mariana che si può recitare ogni giorno è: “Vieni Spirito Santo, vieni per Maria”. Infatti, il dono dello Spirito Santo nella Pentecoste– come ci è stato descritto dai mistici, teologi e artisti – vede al centro Maria Santissima. È Colui che ha fatto sì che il Figlio si incarnasse e diventasse uomo nel grembo di Maria. Sant’Agostino, commentando il Salmo che recita “Tutti là sono nati”, afferma che il “là” indica il grembo di Maria dove è stato concepito Cristo e tutte le membra – che siamo noi – attraverso lo Spirito Santo.

«Cominciate a invocare ogni giorno lo Spirito Santo. La cosa più importante è pregare lo Spirito Santo. Quando lo Spirito Santo discende su di voi, allora tutto si trasforma e vi diventa chiaro» (25.11.1983).

Lo Spirito Santo ha degli attributi particolari, prima di tutto il dono della sapienza, poi l’intelletto, il consiglio, la scienza. Sono doni che elevano l’intelligenza umana e la rende partecipe della scienza divina. Altri doni molto importanti per la vita spirituale sono la fortezza, che ci sostiene nel combattimento spirituale e nella testimonianza. Mentre i doni di carattere affettivo sono la pietà e il Santo timor di Dio, che riguardano l’atteggiamento di umiltà, di amore, di affidamento, di devozione e totale fiducia che dobbiamo avere. Invocando lo Spirito Santo abbiamo tutti questi doni che ci portano alla comprensione di Dio, al combattimento spirituale e all’umiltà.

«Prima della Messa bisogna pregare lo Spirito Santo. Le preghiere allo Spirito Santo devono sempre accompagnare la Messa» (26.11.1983).

L’invocazione allo Spirito Santo non deve avvenire solamente a inizio Messa ma per tutta la sua durata, anche attraverso i canti. La consacrazione viene compiuta invocando lo Spirito Santo, esso fa sì che il Pane e il Vino diventino il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo.

«La gente prega in modo sbagliato. Si reca nelle chiese e nei santuari per chiedere qualche grazia materiale. Pochissimi, invece, chiedono il dono dello Spirito Santo. La cosa più importante per voi è proprio implorare che discenda lo Spirito Santo, perché se avete il dono dello Spirito Santo avete tutto» (29.12.1983).

Sono tutti Messaggi del 1983, evidentemente la Regina della pace sentiva il bisogno che la gente entrasse nella dimensione della vita spirituale soprannaturale, dovuta alla grazia dello Spirito Santo.

La Gospa ha esortato molte volte a invocare lo Spirito Santo perché è grazie ad esso che noi possiamo comprende i Suoi Messaggi e la sua presenza a Medjugorje. L’evento dell’Apparizione è soprannaturale – è il Cielo che scende sulla Terra – per crederci e comprenderlo nel suo valore abbiamo bisogno della grazia dello Spirito Santo. Diversamente rischiamo che, durante le numerose Apparizioni, rimaniamo nella nostra carnalità, nella selva oscura, nella caverna. Il Mistero di Dio è inscrutabile ma lo Spirito Santo ci dà la possibilità di conoscerlo con grande umiltà, come Maria.

Maria, piena di grazia, è ricolma di tutti i doni dello Spirito Santo, gli stessi che vediamo in modo divino in Gesù Cristo. Anche noi possiamo ricevere questi doni se siamo nell’umiltà.

Lo Spirito Santo è l’attore della nostra vita spirituale, più siamo umili più riceviamo doni, più siamo presuntuosi più perdiamo questi santi doni.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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