Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 14. La testimonianza dei fedeli

Cari amici, con il documento della Santa Sede abbiamo raggiunto un traguardo che va ben oltre le aspettative. Ricco di spiritualità, ci porta a riflettere su temi e Messaggi della Regina della pace che sono fondamentali per il nostro cammino di santità.

La Chiesa ha apprezzato molto il fatto che è la Madonna ha chiamarci alla testimonianza, a essere dei vassoi sui quali mettere i Messaggi da portare agli altri, essere mani tese, Apostoli del Suo amore. Un ventaglio di espressioni che la Gospa ha usato per far capire che l’Apostolato deve essere luminoso non aggressivo. Maria desidera che queste caratteristiche siano in noi per portare Gesù, come luce che irradia, amore che si diffonde, convinzione che conquista.

Medjugorje è un’esperienza mondiale che si è diffusa soprattutto da cuore a cuore. L’Apostolato è dare agli altri l’amore che Dio dà a noi.

La testimonianza dei fedeli

25. Nei messaggi si trovano pressanti inviti alla testimonianza personale. In genere, si tratta di inviti a testimoniare la fede e l’amore con la vita. In questo si può riassumere il messaggio missionario di Medjugorje. A tale riguardo, nei messaggi mensili alla parrocchia, la Gospa si rivolge spesso ai fedeli chiamandoli “apostoli del mio amore”:

Apostoli del mio amore” è un’espressione che torna nei Messaggi del due del mese. Apprezzo molto il fatto che, oltre ai Messaggi del 25, abbiano dato risalto anche ai Messaggi di Mirjana perché si distinguono. Essi, infatti, hanno un taglio mistico, orante, missionario, hanno l’obiettivo di formare gli Apostoli del Suo amore.

«Cari figli, come Madre vi prego di perseverare come miei apostoli […]. Prego affinché testimoniate l’amore del Padre Celeste secondo mio Figlio. Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell’amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data. Non affliggete il mio Cuore materno. Come Madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli» (02.11.2012).

Ognuno con le proprie responsabilità, deve fare del proprio meglio per sostenere il progetto della Regina della pace e testimoniare i Messaggi. Il primo gennaio del 1987 la Madonna disse: «Che l’anno nuovo sia pieno di preghiera, gioia, allegria, penitenza, perdono e pace. Fatevi annunciatori di conversione». «Siate veri figli della Madonna e tutti i messaggi della Regina Pacis testimoniate con amore» rivolgendosi ad un gruppo di pellegrini di Radio Maria. È una responsabilità che non possiamo prendere alla leggera. La Gospa vuole fidarsi di noi.

«Apostoli del mio amore, figli miei, voi siate come raggi di sole che, col calore dell’amore di mio Figlio, riscaldano tutti attorno a loro. Figli miei, al mondo servono apostoli d’amore» (02.10.2018).

Siamo come raggi di sole che prendono il calore dell’amore di Gesù e lo diffondono intorno a noi. Dobbiamo accogliere l’amore di Gesù attraverso Maria e diffonderlo, in modo tale da scaldare coloro che sono freddi e in preda all’odio. Con l’amore e la preghiera si possono sciogliere i cuori induriti.

Il mondo di oggi che odia Dio può risanarsi attraverso gli Apostoli che testimoniano il Messaggio di amore di Gesù e Maria. Questo è il nostro compito, incominciando dalla quotidianità in famiglia, amici e conoscenti. Dobbiamo diffondere luce, gioia, freschezza, pulizia, speranza, serenità e amore.

Di particolare bellezza è un messaggio che esorta a dare meno importanza ai segni spettacolari e a manifestare quello che si crede con la propria vita: «Voi mi chiedete il segno perché si creda alla mia presenza. Il segno verrà. Ma voi non ne avete bisogno: voi stessi dovete essere un segno per gli altri» (08.02.1982).

Il segno – bellissimo, durevole, che non si può distruggere e che viene dal Signore – che la Madonna darà, sarà una certezza per la Chiesa della Sua presenza. In quel momento la Chiesa sarà chiamata a dare la soprannaturalità e coloro che non crederanno e si opporranno rimarranno senza l’aiuto della Regina della pace.

Non avremo bisogno del segno che verrà per credere. Siamo noi stessi a essere un segno per gli altri. Bastano la fede, la gioia, il proprio entusiasmo e la propria perseveranza. L’evangelizzazione è un’irradiazione. Anche noi come Radio Maria se siamo persone umili e ferventi edifichiamo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca della storia”