Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 12) La preghiera – La centralità della Messa

Nessuno più della Regina della pace ha rivelato l’importanza e il potere della preghiera. Medjugorje stessa, nonostante mostri i limiti e le debolezze degli uomini, è un segno visibile della forza invincibile della preghiera. La vasta spianata, delimitata da una catena di colline, è un suggestivo anfiteatro dal quale sale incessante la preghiera.

Non si prega soltanto nella chiesa parrocchiale e nelle numerose cappelle, ma ovunque, sulle  strade trafficate e lungo i sentieri che attraversano i campi e che salgono fino al Krizevac e al monte delle prime apparizioni. I gruppi  dei pellegrini procedono spediti con il rosario in mano, l’arma invincibile che la Gospa raccomanda per le grandi battaglie. Senza la preghiera Medjugorje non sarebbe divenuta ciò che è divenuta, crescendo come un granellino  di senapa, “che è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra” (Mc 4, 31-32).

Non è stata la propaganda che ha fatto di questo oscuro villaggio dell’Erzegovina un centro irradiante di luce e di grazia,  ma la forza della preghiera che attira le anime assetate da ogni parte della terra. E’ innanzi tutto la preghiera della santa Vergine, alla quale si unisce quella più tenue e sofferta di tutti quelli che rispondono alla chiamata.

Medjugorje è un miracolo permanente generato dalla preghiera. Se questa fonte inesauribile di grazia dovesse cessare, l’oasi di pace creata dalla Gospa si trasformerebbe in un arido deserto. Ai pellegrini che ascoltano col cuore le sue parole, Maria rivela la potenza della preghiera con la quale si possono ottenere prodigi sia nei cuori come nel mondo.

La preghiera

18. In questo cammino è fondamentale la preghiera. Nei messaggi l’esortazione a pregare è constante e insistente:

La Madonna stessa durante le Apparizioni viene in atteggiamento di preghiera con le mani giunte.

«Vi invito di nuovo a decidervi per la preghiera, perché nella preghiera potrete vivere la conversione. Ognuno di voi diventerà, nella semplicità, simile ad un bambino che è aperto all’amore del Padre» (25.07.1996).

La preghiera della Regina della pace è la preghiera cristiana filiale per eccellenza. Gesù, invece, ci ha insegnato un’altra preghiera rivolta al Padre celeste nella quale ci rivolgiamo con il titolo di Abbà Padre. Il Cristianesimo dunque è una religione filiale.

La preghiera che vuole la Madonna non è elaborata, ma umile. Con molta semplicità e piccolezza ci si rivolge a Dio, sia nella liturgia che personalmente.

«Vi invito a riempire la vostra giornata con brevi e ardenti preghiere. Quando pregate il vostro cuore è aperto e Dio vi ama con amore particolare e vi dona grazie particolari. Perciò utilizzate questo tempo di grazia e dedicatelo a Dio come mai prima d’ora» (25.07.2005).

La Gospa oltre alle preghiere che conosciamo e alla Santa Messa, raccomanda le invocazioni a Dio durante la giornata. In qualsiasi momento della giornata, ci invita a recitare delle giaculatorie, termine che deriva da jaculum ovvero “giavellotto”. La preghiera diventa così un giavellotto d’amore che lanciamo a Dio.

19. Insieme alla preghiera, appare frequentemente l’invito al digiuno, ma è spiegato come un’offerta libera oltre ai sacrifici di tipo fisico: «Se siete in difficoltà o nel bisogno, venite a me. Se non avete la forza di digiunare a pane e acqua, potete rinunciare ad altre cose. Oltre che al cibo, sarebbe bene rinunciare alla televisione, perché – dopo aver guardato i programmi televisivi – siete distratti e non riuscite a pregare. Potreste rinunciare anche all’alcool, alle sigarette e ad altri piaceri. Sapete da voi stessi ciò che dovreste fare» (08.12.1981).

Il digiuno l’ha introdotto la Regina della pace a Medjugorje riprendendo quello della prima comunità cristiana a Gerusalemme. Siccome la comunità ebraica digiunava il martedì e il giovedì, per distinguersi i cristiani digiunavano il mercoledì e il venerdì.

Nella parola digiuno Maria include uno spettro molto ampio: il digiuno a pane e acqua tutto l’anno il mercoledì e il venerdì; altre forme di rinuncia, cioè i fioretti che allenano la volontà a rinunciare alle cose che ci piacciono. Queste rinunce valgono come piccole offerte a Dio, sono atti di amore.

La centralità della Messa

Nelle intenzioni della Madonna a Medjugorje, dal primo anno in cui è apparsa, c’è stata proprio la volontà di celebrare la Santa Messa quotidiana. La polizia aveva presieduto le colline circostanti Medjugorje, per cui i veggenti non potevano più salire la collina per le Apparizioni. In un primo momento sono andati nella pianura nascosti dalla vegetazione, finché un pomeriggio d’estate si sono rifugiati in chiesa. Il parroco del parroco, Padre Jozo, sentendo i ragazzi che bussavano, ha aperto la Chiesa e li ha fatti entrare. Da quel momento ebbero le Apparizioni in Chiesa o nei locali attigui e i fedeli venivano ogni giorno per il Rosario e la Santa Messa.

20. La preghiera dei fedeli trova il suo apice nella celebrazione dell’Eucaristia:

Nell santa Messa si fortifica l’anima l’anima attraverso l’intimo contatto con Dio. Abbiamo la possibilità – che non sfruttiamo – di far crescere la nostra vita spirituale con l’ascolto della Parola di Dio e la Santa Comunione. La Madonna al riguardo ha dato messaggi di rara bellezza.

«La Messa è la forma più alta di preghiera. Non riuscirete mai a capirne la grandezza» (13.01.1984). «Cari figli, anche oggi in modo particolare desidero invitarvi all’Eucaristia. La Messa sia il centro della vostra vita! In particolare, cari figli, l’Eucaristia sia nelle vostre famiglie: la famiglia deve andare alla Santa Messa e celebrare Gesù. Gesù deve essere il centro della vostra vita!» (15.06.2018). «La Santa Messa non sia per voi un’abitudine, ma vita; vivendo ogni giorno la santa Messa voi sentirete il bisogno della santità» (25.01.1998). «Non dimenticate che nell’Eucaristia, che è il cuore della fede, mio Figlio è sempre con voi. Egli viene a voi e con voi spezza il pane perché, figli miei, per voi è morto, è risorto e viene nuovamente» (02.05.2016).

21. Il messaggio che segue sottolinea bene il valore minore delle stesse apparizioni di fronte all’immenso tesoro spirituale che è l’Eucaristia:

«Io vi sono più vicina durante la Messa che durante l’apparizione. Molti pellegrini vorrebbero essere presenti nella stanzetta delle apparizioni e perciò si accalcano attorno alla canonica. Quando si spingeranno davanti al tabernacolo, come ora fanno davanti alla canonica, avranno capito tutto, avranno capito la presenza di Gesù, perché fare la Comunione è più che essere veggente» (12.11.1986).

È molto più importante assistere con fede all’Eucarestia, piuttosto che all’Apparizione in sé. Ricevere la Comunione è più importante che essere veggente.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”