
Pensiero spirituale sulla centralità di Maria nella storia della salvezza
Cari amici, uno slogan classico nonché il cardine della mariologia, in parole latine, è: “Ad Jesum per Mariam” ovvero “Si va a Gesù attraverso Maria”. È un’espressione molto forte con una lunga tradizione nella spiritualità mariana e nell’insegnamento della Chiesa. San Luigi Maria Grignion da Montfort era un grande predicatore, aveva osservato che se Cristo è poco conosciuto è perché Maria è poco conosciuta. Per far conoscere Gesù Cristo, dobbiamo far conoscere Maria. Sappiamo che la Madonna è da così tanto tempo a Medjugorje per portarci a suo Figlio. Lei è la grande protagonista di questi tempi moderni per riportare il mondo a Dio, nella sua dignità straordinaria di Madre di Dio, di Cristo e della Chiesa.
A volte nella Chiesa cattolica si manifesta una tendenza di origine protestante. Essa non nega l’esistenza della Madonna, ma cerca di collocarla non al centro, ma ai margini come se fosse un ornamento. Tutto questo non è conforme al dogma cattolico. Leggendo un libro di un grande teologo – Monsignor Bruno Forte – mi sono imbattuto in un’affermazione nel quale diceva che la Madonna è il crocevia dei dogmi principali della Chiesa cattolica. Ma questo ci permette di affermare che la Madonna è centrale nella fede cattolica, il che però non comporta il distogliere l’attenzione da Gesù Cristo. Egli è il Verbo che si è fatto carne, ma non dobbiamo dimenticarci che si è fatto carne nel grembo di Maria. Maria Vergine interpellata ha detto il “Sì” della fede, del coraggio, dell’abbandono totale, della missione. È quindi nel cuore della fede cristiana.
La fede cristiana è in Gesù Cristo Figlio di Dio, nell’incarnazione del Verbo e non nell’affermazione che esiste Dio, che è dato da presupposto, ben proclamato dall’Antico Testamento. La vita di Dio dentro Dio come eterna comunione di amore l’abbiamo conosciuta quando il Verbo si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Per cui si è manifestato grazie alla fede di Maria. Il Mistero cristiano nella sua totalità è Dio Santissima Trinità che invia il suo Verbo perché si faccia uomo nel grembo della Vergine. Protagonista attiva che rende possibile l’incarnazione attraverso la fede che Lei tiene viva per tutta la sua vita, entrando in stretto rapporto con il Verbo, che è una caratteristica tipica del Cristianesimo.
La Madonna, dopo che è diventata Madre di Dio, non si è mai staccata da su Figlio. Questo Bambino ha realizzato la Sua missione insieme alla Madre. Dal momento dell’Incarnazione fino ad oggi la Madonna è sempre stata con suo Figlio. Nel momento in cui Gesù è salito al Cielo, Maria è rimasta sulla Terra come Madre della Chiesa. Una volta assunta al Cielo condivide con il Verbo, con Cristo Glorioso, la regalità e il governo del mondo. Nel quinto Mistero glorioso, infatti, contempliamo Maria Vergine, Regina del Cielo e della Terra, insieme a Cristo Re.
Dunque, la Madonna è il luogo in cui si compie il Mistero cristiano, è il suo Cuore che crede e il Suo grembo che riceve. È Lei che dà la luce a suo Figlio e lo adora. Incomincia così quell’opera di maternità che si estende poi a tutta la Chiesa. I pastori e i Magi che vanno alla grotta hanno il dono di quella fede che vedono in Maria, la Madre di tutti i credenti. La Madre di Dio è colei nella quale si sono realizzati i Misteri cristiani e nella quale sono rivelati, dopo che ha generato e accolto nel suo grembo il Bimbo. Dopo che è stato rivelato il Mistero nascosto fin dall’eternità dall’angelo Gabriele e che Lei ha acconsentito ad essere strumento dell’attuazione di tale Mistero, la Vergine Maria divenne Madre di tutta l’umanità. Il Mistero della Santissima Trinità e l’Incarnazione del Verbo sono stati rivelati nel momento dell’Annunciazione in Maria e sono divenuti eredità di tutta la Chiesa.
Papa Paolo VI, San Giovanni Paolo II e Papa Francesco hanno aiutato a istituire la festa – già maturata nel grembo della Chiesa – di Maria Madre della Chiesa, Madre di Dio e dell’umanità.
Dobbiamo stare attenti a non praticare il minimalismo protestante nei confronti della Madonna.
Mi ha colpito molto – nella devozione di San Giovanni Paolo II – l’affermazione che è impossibile che la devozione alla Madonna tolga qualcosa a Gesù Cristo, inoltre, che con la devozione a Lei abbiamo la devozione in Gesù. Per quale motivo esistenziale la devozione alla Madonna porta alla vera devozione a Gesù Cristo? Perché – ha detto San Giovanni Paolo II – la Madonna esistenzialmente e strutturalmente è tutta rivolta a Cristo, suo Figlio. Lei è tutta una proiezione verso suo Figlio. Si è aperta al Mistero dell’Incarnazione e l’ha accolto. Tutto ciò che dice e fa è sempre in funzione di Cristo. Per cui, chi si unisce alla Madonna, si unisce a Colei che è sempre rivolta a Gesù Cristo. Più una persona si identifica con la Madre di Dio, più è rivolta a Cristo e unita a Lui.
Quella preoccupazione che la Madonna è solo un ornamento non può esistere. Lei è il fulcro della fede cattolica.
Abbiamo avuto la grazia di un Papa come San Giovanni Paolo II la cui esistenza è un capolavoro di una grandezza inconcepibile e inestimabile. Apparirà forse come il Papa più grande della Storia cristiana, perché la sua grandezza è commisurata al suo amore e la sua fede mariana. Ci ha insegnato che la Madonna ci porta a Gesù Cristo: Ad Jesum per Mariam. Non si è mai troppo mariani, ma si diventa sempre più cristiani. Questo è un grande lascito da parte di Paolo VI. In una visita al Santuario Mariano di Bonaria in Sardegna ha detto che non può essere cristiano chi non è mariano. Una delle espressioni più audaci e forti, ma di cui lui era capace.
Noi cattolici più siamo mariani e più siamo cristiani, perché Maria è tutta orientata verso suo Figlio. Lo possiamo vedere nei Messaggi di Medjugorje che in questi 43 anni non ha fatto che rivolgerci e portarci a Suo Figlio.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”