Pensiero spirituale sulla regalità universale di Maria

Cari amici, per la festa della Beata Vergine Meria regina, dedichiamo una riflessione alla regalità universale di Maria. Essa è un dogma in quanto papa Pio XII l’ha proclamata Assunta in Cielo, per essere Regina accanto a Suo Figlio nel governo del mondo. Nel quinto Mistero Glorioso: “Maria Regina del Cielo e della Terra”, quindi possiamo includere tutto l’universo. Come Cristo è il compimento di tutte le cose, così Maria è Colei che è la più perfetta di tutte le opere che Dio ha compiuto. Suo figlio irradia su di Lei e su tutta la Chiesa celeste la luce della Redenzione, di cui speriamo esserne partecipi anche noi nel Paradiso, che è il fine della nostra vita. Come ha detto la Regina della pace: «Il Cielo è la meta a cui dovete tendere» (6 novembre 1986).

Bisogna combattere un certo minimalismo mariano di influenza protestante che è ancora molto radicato in certi ambiti della Chiesa. Va combattuto perché contrario alla Volontà di Dio e alla Chiesa cattolica, la quale ha istituito questa festa di Maria Regina sette giorni dopo l’Assunta in Cielo. In questo modo, dimostra che la sua Assunzione è l’adempimento del progetto di Dio di affiancare Maria come Regina insieme a Cristo.

Il minimalismo mariano consiste nel non riconoscere a Maria quella missione e quella posizione che Dio ha voluto nella Sua grande opera della Creazione e della Redenzione. Si ritiene Maria come uno strumento da non esaltare troppo, uno strumento con il quale il Verbo si è fatto carne. Si cerca di dimostrare qualcosa di indimostrabile e falso, ovvero che la devozione mariana – quando è troppa – finisce per oscurare Gesù Cristo. Questo è falso come esperienza personale di tante persone, ma anche nella considerazione di quella che è la vita della Madonna. Lei stessa non ha mai oscurato Cristo, ma ha sempre condotto a Suo Figlio. Come ha detto San Giovanni Paolo II, il compito di Maria è sempre quello di essere orientata a Cristo. Non c’è dubbio che la Vergine sulla Terra ha compiuto la Volontà di Dio. Gesù Cristo è stato per tutta la Sua vita nascosto, un falegname e la gente lo riteneva figlio di Giuseppe. Questa era la Volontà di Dio: che la Famiglia di Nazareth fosse nascosta al mondo.

Durante la vita pubblica di Gesù, la Madonna è stata molto attiva senza mettersi in mostra. È stata il punto di riferimento per un gruppo di pie donne e anche per gli Apostoli. Con la sua fede Maria a Cana di Galilea, ha condotto gli Apostoli alla fede in Gesù, Figlio di Dio. La Sua fede messianica è quella che ha professato Pietro a Cesarea di Filippo “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. La Madonna ha trascinato gli Apostoli sulla via della fede cattolica, che è quella nel riconoscere in Gesù il Figlio di Dio e il Redentore del mondo. Lei li ha sorretti anche nei momenti di crisi, in modo particolare nel momento della Passione. Gli Apostoli non hanno retto alla prova della fede e hanno avuto un momento di smarrimento. Come Pietro ha avuto un momento di debolezza dalla quale si è ripreso subito, anche gli altri Apostoli hanno vacillato nella fede. Persino Giovanni – nonostante fosse ai piedi della Croce insieme alla Madonna – per credere alla Resurrezione ha dovuto compiere un cammino. Egli ha creduto che la tomba vuota indicasse la Resurrezione prima ancora di Pietro. Tuttavia, nel momento in cui Cristo è morto in Croce, la fede si è spenta nel cuore di tutti eccetto in quello di Sua Madre.

Nella vita di Gesù qui sulla Terra e anche dopo la Sua Ascensione al Cielo, la Madonna è stata protagonista umile e nascosta nella vita della Chiesa. Maria nel corso della sua vita è stata l’umile Ancella del Signore, è quello che appare nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli.

Quando c’è stata l’Assunzione in Cielo, non si può più parlare di un profilo umile e nascosto di Maria. Perché da allora, è cominciata per la Madonna quella Gloria che ha in Cielo e che la Chiesa cattolica ha definito come una regalità vera e propria accanto a Cristo. Per questo non si può continuare a ritornare sulla Madonna a profilo basso. Da quando la Madonna è Assunta al Cielo è Regina, è un dogma di fede definito da Pio XII. Quella che noi chiamiamo Festa di Maria Regina è un dogma di fede chiaramente esposto nella Munificentissimus Deus, è uno delle componenti dell’Assunzione di Maria.

Dobbiamo imparare a considerare la Madonna non come la fanciulla di Nazareth nascosta e di basso profilo davanti agli uomini. Davanti a Dio era già gloriosa in virtù del suo “” e immune dal peccato originale. Quando è stata Assunta è stata incoronata Regina del Cielo e della Terra. È “Regina” con tutto ciò che questa parola contiene, con una potenza di intercessione straordinaria presso Suo Figlio. Questa regalità di Maria si esprime lungo tutto il corso della Storia della Chiesa fino ad oggi. Tutte le Apparizioni mariane, tutto ciò che Lei ha fatto per liberare i popoli cristiani dai nemici – in particolare l’Islam – nel corso dei secoli, è stato riconosciuto dalla Chiesa. In un Europa laicizzata vediamo Santuari, Basiliche, cappelle, icone, edicole, perché è la storia europea tutta mariana. Ha avuto migliaia di Apparizioni in duemila anni. Quindi, ha espresso la Sua regalità in questo modo: diventando missionaria di Suo Figlio, intervenendo a Suo favore, aiutando la Sua Chiesa. Nei tempi moderni tutte le Apparizioni mariane fanno capo all’Immacolata. Adesso la Madonna proclamata Assunta in Cielo viene identificata con quella Donna vestita di sole – del capitolo 12 dell’Apocalisse – incoronata di dodici stelle.

Lei è sempre l’Ancella del Signore, umilissima Maria, ma Dio l’ha esaltata e l’ha messa accanto a Suo Figlio. È la Regina, è la Madre della Chiesa. Mettere da parte la Vergine non è una mentalità cattolica. Non è un modo di pensare cattolico quello di minimizzare la Madonna. San Bernardo, un grande mariano, disse: “De Maria numquam satis” ovvero “Di Maria non si dice mai abbastanza”.

Professiamo questa regalità che Maria ha manifestato soprattutto nelle Apparizioni a Medjugorje. La Madonna già il primo giorno delle Apparizioni – il 24 giugno 1981 – è apparsa con una corona di luminosissime stelle sopra il capo e non l’ha più lascata negli anni successivi.

In questo momento di salvezza in cui viviamo, la Madonna manifesterà tutta la Sua regalità, schiacciando la testa al serpente e uscirà vittoriosa dalla battaglia contro le potenze del male. Sarà la nuova Giuditta che taglierà la testa a Oloferne, cioè all’angelo ribelle che vuole impadronirsi del mondo.

Professiamoci suoi umili servi, come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II, riconosciamo in Lei la nostra Regina anche nel rapporto personale di fede, Madre e Regina. Molti Santi mariani, come San Giovanni Paolo II, ci insegnano che più si ama la Madonna più si ama Gesù, più si conosce la Madonna più si conosce Gesù. In ogni caso in questa fase storica particolare, è Lei l’inviata di Suo Figlio per la grande battaglia per salvare il mondo dall’autodistruzione che incombe su questa umanità che ha «scelto per la morte» (25 aprile 2024).

Non perdiamo l’occasione di aderire alla Madonna che ci chiama in questo tempo, perché ce ne pentiremo in eterno. Tutti coloro che avendo la possibilità di rispondere a Maria non lo faranno, se ne pentiranno. Mettiamoci ai suoi piedi, professiamo la nostra schiavitù – come diceva Montfort – professiamoci suoi servi, Apostoli del suo amore al servizio della Sua regalità e del trionfo del Suo Cuore Immacolato.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”