"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 33 di 179

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Caro Padre  Livio buona sera, 

come  Lei certamente  sa  si stanno organizzando in Italia  diverse  manifestazioni  per  la  pace  e mi chiedo se valga  la pena che anche noi cristiani vi  partecipiamo.

Lei fin’ ora non è  entrato  nell’argomento, come se non  lo interessasse più  di tanto.

Eppure Radio Maria si ispira alla Regina della   pace.

Non  crede  di dover  prendere  una  posizione chiara.

Ave  Maria

Angelo da Treviglio

Caro Angelo,

appunto perché Radio Maria si ispira alla Regina della  pace  noi,  fin dall’inizio della guerra abbiamo  intensificato la preghiera e  il digiuno come richiesto dalla  Madonna.

Infatti è satana che vuole l’odio e la guerra e distruggere le  nostre vita e  l’intero pianeta. L’impero delle tenebre non ha  paura delle  marce,  ma  teme  la  preghiera  e  il  digiuno con   i  quali la  Madonna  lo disarma.

La  guerra è incominciata  il 24 Febbraio e  il  giorno dopo la  Madonna,  nel  suo messaggio,  ci ha indicato  chi è colui che  è  sceso in campo col suo potere di odio di distruzione  e di paura.

La via da seguire  è quella del Santo  Padre che il 25 Marzo ha consacrato  l’Ucraina, la Russia e il mondo   intero  al Cuore Immacolato di Maria.

Solo  la Madonna e il Rosario ci salveranno dalla catastrofe che incombe.

Come  ci  ha detto e  ripetuto Marija di Medjugorje, se  pregassimo di più   la guerra finirebbe.  Questo purtroppo è un messaggio nel quale    pochi credono.

Ave  Maria

Padre  Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

La Madonna ha preparato tutto per bene

Carissimo Padre Livio,

sono sempre molto stimolata ad inviare una mia mail dopo aver letto ogni lettera e commento e sempre più ringrazio la Mamma Celeste per avermi chiamata in battaglia per questi tempi, dove intorno a me vedo solo miseria umana.

Sì perché fuori da DIO non c’è Vita.

Ora io padre Livio non mi faccio tante domande, mi fido della Madonna che ha preparato tutto bene, e come Lei ha detto nell’ultimo messaggio, i cuori possono cambiare.

Come?

Obbedendo alle Sue richieste.

Preghiere e digiuno.

Ascoltiamo questo, e sarà questo che nei sette giorni precedenti saremo chiamati a fare tutti noi esercito di Maria per preparare i cuori.

Ognuno di noi sentirà nel profondo questo richiamo.

Io vorrei che tutti noi uniamo le nostre forze Spirituali e stretti intorno a questa chiamata da ogni dove facciamo giungere le nostre preghiere, digiuni, rinuncie e sofferenze.

Sì ,noi popolo di Radio Maria, figli della Madonna.

 Mi sento parte di una grande e bella Famiglia .

Mi sento RICCA 

Grazie sempre a tutti e che DIO vi Strabenedica

Laura da Noci 

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

28.  La  missione  eroica degli Apostoli di Maria

Il tempo dei dieci segreti è straordinariamente illustrato dal terzo segreto di Fatima  nel  quale la  Chiesa,  nella varietà  delle  sue componenti, sale verso la cima  del Calvario, mentre  i suoi membri cadono uno ad  uno nel  contesto di un mondo devastato dall’odio e dalla guerra.

Perseguitata dall’esterno dai suoi nemici e tradita dall’interno dai seguaci di Giuda, la Chiesa rivivrà la Passione del Signore, per poter così partecipare alla sua resurrezione.

 Il tempo dei martiri, che caratterizza il mondo d’oggi, raggiungerà il massimo dell’intensità e il solo fatto di essere cristiano sarà sufficiente per essere dati in pasto ai leoni. Gli uomini, posseduti da satana, brinderanno al loro re col sangue degli innocenti, rei di aver posto la loro speranza in un ebreo crocifisso.

Le fiamme dell’odio contro Dio e il suo inviato Gesù Cristo si abbatterà sulla Chiesa con la forza distruttrice di un uragano. Risuonerà in ogni angolo del pianeta il grido satanico: “Non licet esse christianos”. Satana sobillerà il mondo intero e darà inizio alla più devastante persecuzione di sempre.

Nel medesimo tempo il lupi infernali, sempre più assetati di sangue, si getteranno gli uni contri gli altri, divorandosi a vicenda. Il mondo diventerà una propaggine dell’inferno, dove satana cercherà di distruggere ogni traccia di ciò che è buono, bello e santo.

Eppure, nonostante tutte le apparenze in contrario, il male non vincerà ma, giunto al culmine, quando ogni speranza sembrerà naufragare, la Regina  riporterà la sua più grande vittoria e schiaccerà la testa orgogliosa della serpe infernale.

La Gospa ha ottenuto da Dio l’inestimabile grazia di essere presente durante tutto il tempo dei segreti, fino al suo compimento. Nei primi anni delle apparizioni i sei veggenti, concordemente affermavano che, alla rivelazione del decimo segreto, sarebbero cessate le apparizioni quotidiane.

 In effetti a Mirjana, Ivanka e Jakov, avendo avuto il decimo segreto, la Madonna non appare più quotidianamente.

Successivamente Vicka, in una interista a Radio Maria, ha affermato che la Gospa sarebbe continuata ad apparire ogni giorno fino al compimento del decimo segreto  e oltre,  continuando a dare messaggi.

 Solo Vicka è al corrente di questa decisione della Gospa, che è indubbiamente di fondamentale importanza. Ha però precisato che neppure lei sa a chi dei tre veggenti verrà concessa questa grazia.

Siamo di fronte a un particolare di non poco conto. La presenza di Maria, con apparizioni quotidiane, durante il tempo dei segreti, è un dono dagli effetti inimmaginabili. Quando la Vergine potente contro il male è presente, satana è perdente.

La luce di Maria illumina le tenebre e la sua pienezza di grazia respinge le onde limacciose del male. Il piccolo gregge dei credenti si sente sostenuto e rafforzato e nel nome di Maria affronta con coraggio l’impero dell’orgoglio e della tracotanza.

 Il fatto che la Madre sarà presente nel momento del massimo scatenamento satanico ci permette di guardare al futuro con gli occhi della speranza e di combattere con la certezza della vittoria.

Negli ultimi anni delle sue apparizioni, in particolare nei messaggi a Mirjana, la Regina della  pace si è dedicata a formare quelli che lei chiama “miei apostoli” perché, man mano che le tenebre si addensano sul mondo, essi siano luce per tutti quelli che vagano senza sapere chi sono e dove vanno.

 Come profeticamente aveva anticipato il Beato Paolo VI, per quanto fuori e dentro la Chiesa possa predominare un pensiero non cristiano,  deve però sempre rimanere un piccolo gregge, che tenga alta la lampada della verità.

Gli apostoli che la Gospa sta formando in questi anni,  hanno un compito fondamentale da compiere man mano che il cammino si fa ripido e l’attacco del mondo si fa aspro. Sono loro infatti che devono erigersi come una diga invalicabile contro le onde virulente della menzogna, dell’odio e della violenza

Sono loro infatti l’esercito invisibile che il mondo disprezza e sottovaluta, ma col quale la Madonna combatte e vince. La loro fedeltà, il loro coraggio, la loro perseveranza sono necessarie perché il serpente sia colpito a morte.

Con la loro umiltà la Condottiera celeste farà mordere la polvere alle orde degli orgogliosi, con il loro coraggio metterà in fuga i branchi dei prepotenti e con il loro amore spegnerà le sete di sangue delle belve infuriate. Tutto ciò è già presente oggi, nella vita quotidiana di molti cristiani ovunque nel mondo. Il fuoco è già stato appiccato e le fiamme si alzano sempre più alte. Guai a coloro che la Madonna ha chiamato, ma che  cercheranno di salvarsi eclissandosi nel buio dell’anonimato.

C’è un solo modo di salvarsi, quello di rispondere: “Adsum”, “Eccomi”. In quel tempo in cui bisogna combattere guai agli imboscati, perché moriranno due volte. Ognuno è chiamato a fare la sua battaglia e a dare la sua testimonianza nella consapevolezza che solo questa è la via che porta alla vittoria.

In modo particolare gli apostoli di Maria dovranno mostrare un attaccamento senza tentennamenti alla Chiesa nella persona del Santo Padre. Come ha affermato il veggente Ivan in una intervista a Radio Maria, il tempo dei segreti sarà un tempo di prova, che riguarda il mondo, ma in modo particolare la Chiesa.

Non dobbiamo meravigliarci perché la distruzione della Chiesa è il primo obbiettivo delle porte dell’inferno. L’attacco del dragone infernale alla Donna vestita di sole, che simboleggia Maria e la Chiesa, è una delle caratteristiche della modernità.

Satana può impadronirsi del mondo solo eliminando la Chiesa e con essa ogni traccia di cristianesimo. E’ un obbiettivo che persegue con ogni mezzo, usando la menzogna e la violenza. Con la seduzione attira i più deboli e con la persecuzione cerca di abbattere i resistenti.

Solo una fede limpida e forte permetterà, nel tempo della menzogna conclamata dai mass media, di fare discernimento e di smascherare i falsi profeti che si avvicinano vestiti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci.

La Gospa sta da tempo formando i suoi apostoli, perché non arrivino impreparati al passaggio decisivo e  non succeda a loro quanto accadde ai Dodici alla vigilia della passione.

Vostro padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul messaggio del 25 ottobre

Cari amici,

nell’ultimo messaggio la Madonna ha detto che l’umanità ha deciso per la morte. Alcuni si sono chiesti che cosa intende la Madonna per “umanità”. Sicuramente intende coloro che hanno il potere, chi ha in mano le decisioni più importanti in particolare quelle che riguardano la pace e la guerra.

La guerra atomica è uno spettro che aleggia sempre più concreto nelle pagine della Storia contemporanea. Per quanto riguarda i Segreti di Medjugorje, soprattutto dal quarto al decimo, la Madonna ha detto che si tratta di molte cose terribili. Il tentativo di satana di distruggere il mondo rischia di diventare concreto.

Quando la Madonna parla di umanità, si riferisce proprio a queste forze che stanno spingendo sulla via dell’autodistruzione o si illudono di prevalere. Il fatto che ha indotto la Madonna a dire che l’umanità ha deciso per la morte è proprio questa concretizzazione dell’intento autodistruttivo, la possibilità sempre più concreta dell’utilizzo di armi atomiche. Questa deriva improvvisa verso la morte ha portato la Regina della pace a dire queste parole così nette e allarmanti che sono state precedute da altri ammonimenti recenti: «satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate» (25 marzo 2020).

Di fronte a questa sentenza nei confronti della quale ci sentiamo impotenti, la nostra luce di speranza sia il fatto che la Madonna è stata inviata da Dio perché, in questo contesto di paura e di decisione per la morte, noi potessimo testimoniare la gioia e la speranza. Mi ha molto colpito questa precisazione della Madonna: in un contesto in cui l’umanità ha deciso per la morte, Lei è con noi.

Non dobbiamo vivere questo tempo minaccioso nella paura per il futuro, anche se satana riempie i cuori di angoscia. La Regina della pace è qui per divina permissione perché noi, grazie alla sua presenza, possiamo far sì che nei nostri cuori ci sia la gioia della vittoria finale. Anche quando il contesto sarò più drammatico rispetto a quello attuale, noi cristiani dobbiamo essere gioia.

«L’Altissimo mi ha permesso di stare con voi; di essere gioia per voi e via nella speranza»

La Madonna è con noi per portarci al trionfo del suo Cuore Immacolato. Non dobbiamo lasciarci sopraffare dalla paura e dall’angoscia ma dobbiamo rimanere saldi nella gioia della sua presenza e nella speranza del suo trionfo che porterà l’umanità a un tempo di pace.

“L’INVIDIA – IL MORSO DEL DIAVOLO” – Puntata 23

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

L’annuncio dei segreti avverrà   a   Medjugorje?

Caro  Padre Livio,

la  ringrazio per  la  riflessione che  ha  aperto sul Blog relativamente alla rivelazione sui segreti di Medjugorje. 

Mirjana  nell’intervista  a Radio Maria ( e poi anche nella sua Biografia) appare molto chiara e decisa

Il Sacerdote  incaricato dovrà prendere visione di quanto scritto sul rotolo di pergamena 10 giorni prima

Quindi dovrà digiunare 7 giorni ( anche  Mirjana digiunerà)

Poi dovrà rivelare il  segreto leggendo esattamente  quello che  è scritto: che cosa accadrà, dove  accadrà, in che momento esatto accadrà.

Questo  è quanto sappiamo.

Però ci sono tre interrogativi:

L’autorità ecclesiastica  darà il permesso al sacerdote scelto da  Mirjana?

Sarà  Medjugorje il luogo della comunicazione?

Che cosa  accadrà se  l’autorità politica  (  in questo caso quella  bosniaca) dovesse impedire la  comunicazione?

Sinceramente    questo annuncio dei segreti mi pare  molto complicato.

Lei che ne pensa?

Maddalena da  Terni

Cara Maddalena,

a mio avviso il primo interrogativo è il più  importante.

Infatti il sacerdote non  può fare  comunicazioni così coinvolgenti per il  mondo e per  la Chiesa  senza  il  permesso dell’Autorità  Ecclesiastica.

Ovviamente  l’Autorità  Ecclesiastica  vorrà sapere  prima il contenuto della  comunicazione.

Potrebbe anche concedere  il  permesso volta  per  volta.

Potrebbe anche avocare  a sé la comunicazione.

Se  c’è il via libera  da  parte della Chiesa credo che l’autorità  civile  non solleverà  problemi.

Ovviamente  il  luogo della Comunicazione sarà  Medjugorje e l’autorità civile sarà quello bosniaca.

In ogni caso  le Comunicazioni dei segreti, dal quarto al decimo, avverranno in una situazione per  noi inimmaginabile.

La  Madonna  ha preparato  tutto accuratamente.

Ora tocca a  noi fare quello che ci chiede  per essere preparati.

Per  noi che crediamo il tempo dei segreti sarà di gioia e di speranza.

Ave  Maria

Padre  Livio

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

I santi e la pietà per le anime del Purgatorio

Da santa Gertrude a Caterina da Genova, da Leonardo da Porto Maurizio a Pio da Pietrelcina, i santi sono coloro che più si sono esercitati nell’amore verso le anime del Purgatorio. E ci insegnano, con tutta la Chiesa, a lucrare le indulgenze in favore dei defunti.

La commemorazione di tutti i fedeli defunti, fissata liturgicamente al 2 novembre, ricorda in modo inequivocabile l’esistenza del Purgatorio e il dovere cristiano di offrire Messe, preghiere e altre opere di bene in favore delle anime purganti. Solo queste ultime anime, tra quelle nell’aldilà, possono infatti beneficiare dei nostri suffragi, che non servono ai dannati dell’Inferno – i quali hanno rifiutato, per l’eternità, l’amore di Dio – né giovano, per altro verso, alle anime del Paradiso, le quali già godono della visione beatifica (anch’esse, per l’eternità) e che piuttosto possiamo pregare per ottenerne l’intercessione.

A dispetto delle mistificazioni di ambienti non cattolici, l’esistenza di un luogo intermedio dove espiare la pena temporale connessa al peccato (luogo a cui la Chiesa dà appunto il nome di Purgatorio) è fondata sulle Sacre Scritture e sulla Tradizione, trovando continue conferme nelle pratiche di pietà diffuse fin dai primissimi secoli cristiani, nel solco di quanto peraltro si sapeva già nell’Antica Alleanza (vedi la carità di Giuda Maccabeo verso i compagni defunti2 Mac, 12-38-45). Ciò che la Chiesa ha poi definito a livello dottrinale, soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento (XV e XVI secolo), è la logica conseguenza delle basi scritturistiche e di quel che gli antichi Padri e i comuni fedeli avevano sempre creduto, insegnato e praticato.

Va da sé che i santi sono coloro che più si sono esercitati nell’amore verso le anime del Purgatorio, lasciandoci inoltre una miriade di insegnamenti. Tra i più noti è il Trattato del Purgatorio di santa Caterina da Genova, che descrive come il fuoco dell’Amore divino purifichi da ogni macchia le anime che attendono di contemplare il volto di Dio. La grande verità che emerge dalle parole di Caterina è che il Purgatorio è sì necessario per soddisfare la giustizia divina, ma non solo: esso è allo stesso tempo segno dell’infinita misericordia di Dio, che vuole riportare le anime alla bellezza perduta con il peccato. Nel Purgatorio c’è una totale adesione alla volontà divina; perciò l’anima stessa vuole essere purificata, per presentarsi a Dio in tutto il proprio splendore, come una sposa farebbe con il suo sposo: «[…] l’anima, la quale in sé abbia tanta imperfezione quanto sarebbe un minimo bruscolo, si getterebbe più presto in mille Inferni, che trovarsi in presenza della divina maestà con quella macchia», cioè il peccato non ancora espiato.

La pena che l’anima espia sta nella lontananza da Dio, a cui essa ora anela con tutte le forze, essendo ormai caduto il velo terreno – legato alla colpa – che le impediva di riconoscere e vivere per il suo Sommo Bene. Inoltre, se da un lato l’anima purgante vive la suddetta pena, dall’altro – vedendo che «Dio non cessa mai di tirarla e condurla all’intera sua perfezione», come scrive la mistica – sperimenta una gioia ineffabile, che cresce man mano che si approssima al Paradiso. La “Dottoressa del Purgatorio” sintetizza tra l’altro così questa duplice esperienza: «È vero che l’amor di Dio, il qual ridonda nell’anima (secondo ch’io veggio), le dà una contentezza sì grande, che non si può esprimere, ma questa contentezza, all’anime che sono in Purgatorio, non leva scintilla di pena. Anzi quell’amore, il quale si trova ritardato, è quello che fa loro la pena: e tanto lor fa pena maggiore, quanta è la perfezione dell’amore del quale Iddio l’ha fatte capaci. Sicché l’anime in Purgatorio han contento grandissimo, e pena grandissima: e l’una cosa non impedisce l’altra».

Le anime purganti non possono più meritare niente per sé stesse, ma possono sperare che le loro pene vengano abbreviate grazie ai suffragi dei vivi. E a loro volta possono intercedere, ottenendo grazie per chi è ancora in terra. Lo testimonia sempre Caterina da Genova, insieme a molti altri santi, come per esempio santa Gertrude e san Leonardo da Porto Maurizio. Afferma quest’ultimo: «Per la strada, nei ritagli di tempo, prego sempre per le anime del Purgatorio. Queste sante anime con la loro intercessione mi hanno salvato da tanti pericoli dell’anima e del corpo». Ed esorta: «Prega sempre la Santa Vergine per le anime del Purgatorio. La Madonna attende la tua preghiera per portarla al trono di Dio e liberare subito le anime per le quali la supplichi».

Avvicinandoci ai giorni nostri, ritroviamo tanti insegnamenti sul tema negli scritti di don Dolindo Ruotolo. Il Servo di Dio è noto anche per aver fatto il cosiddetto Atto eroico per le anime del Purgatorio, che consiste nel mettere nelle mani di Maria Santissima il valore di tutte le nostre buone opere e di quelle che altri faranno per noi dopo la nostra morte, perché la Madre celeste disponga tutto in favore delle anime purganti. Ma questa cessione, eroica, di meriti non rimane senza frutto. La già citata santa Gertrude (†1302) fece questo Atto; in punto di morte, dopo che il diavolo aveva tentato di scoraggiarla facendole credere di aver fatto un pessimo affare, si sentì dire da Gesù: «Coraggio e fiducia! Tra breve sarai in Cielo. Ecco la moltitudine di anime da te liberate dal Purgatorio: ti vengono incontro con canti di esultanza per accompagnarti al premio eterno».

Tornando al XX secolo, san Pio da Pietrelcina si offrì più volte come «vittima per i poveri peccatori e per le anime purganti». Una sua contemporanea, santa Faustina Kowalska, racconta nel suo Diario tante esperienze legate alle anime del Purgatorio: a loro, tra l’altro, è dedicato l’ottavo giorno della novena alla Divina Misericordia insegnatale da Gesù. La stessa mistica polacca fu condotta in Purgatorio dal suo angelo custode. Lì le anime le spiegarono che «il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio». Dopo essere uscita da quel «luogo nebbioso, invaso dal fuoco», Faustina udì nell’intimo la voce del Signore: «La Mia Misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia». In un’altra occasione, il 9 luglio 1937, suor Faustina fu visitata – per misericordia di Dio – da una consorella defunta, che le chiese di offrire in suo favore tutte le pratiche di pietà di un giorno intero. All’indomani, la santa esaudì la richiesta della consorella: «Durante la Santa Messa per un momento ho vissuto il suo tormento, ho provato nell’anima una fame così grande di Dio che mi sembrava di morire per il desiderio di unirmi a Lui. La cosa è durata un breve momento, ma ho capito che cos’è la nostalgia delle anime del Purgatorio».

La pena temporale che un’anima sconta in Purgatorio può essere rimessa (in tutto o in parte) mediante una gran quantità di indulgenze (plenarie o parziali) che sono annesse a molte preghiere e opere di misericordia, tra le quali ha un valore sovreminente la Santa Messa, con la quale offriamo i meriti di nostro Signore Gesù Cristo. Nel Manuale delle indulgenze (Enchiridion indulgentiarum) si trova tutta la dottrina e l’uso odierno in merito.

Qui ci limitiamo a ricordare che da mezzogiorno dell’1 novembre fino a tutto il 2 novembre si può lucrare l’indulgenza plenaria per un defunto, visitando il cimitero o una chiesa e ivi recitando il Padre Nostro e il Credo. Vanno adempiute altre tre condizioni: Confessione (anche 8 giorni prima o dopo, purché ci si comunichi in grazia di Dio), Comunione e preghiera secondo le intenzioni del Papa (Padre Nostro, Ave Maria e Gloria). La stessa possibilità – con le medesime tre condizioni – è concessa dall’1 all’8 novembre, una volta al giorno, ai fedeli che visitano un cimitero e pregano, anche solo mentalmente, per un defunto

Ermes Dovico –La  Nuova Bussola 02-11-2022

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

LE ANIME PURGANTI SOFFRONO E GIOISCONO NEL MEDESIMO TEMPO

Il purgatorio è uno stato di sofferenza. Si tratta tuttavia di una sofferenza che ha lo scopo di purificare l’anima e di renderla pronta all’incontro con Cristo. Questo è il costante insegnamento della Chiesa, così sintetizzato nel nuovo Catechismo: “ Coloro che muoiono  nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo”. (1030). Per quanto riguarda la natura, l’intensità e la durata delle pene del purgatorio, il Magistero non ha definito nulla di vincolante. L’argomento rimane aperto alla riflessione teologica, dove tuttavia le intuizioni dei mistici svolgono un notevole influsso. Infatti appare sempre meno sostenibile la posizione di coloro che assimilano le pene del purgatorio a quelle infernali, dalle quali differirebbero perché qui le anime hanno la certezza della loro salvezza e della provvisorietà della punizione.

 Alcuni collocano i diavoli persino in purgatorio, come strumenti della giustizia divina e parlano di un fuoco che avrebbe la medesima natura di quello dell’inferno. Si tratta di una visione delle pene del purgatorio che si allontana dal concetto di purificazione che sta alla base dell’insegnamento del Magistero. Infatti vi è una differenza radicale fra le pene punitive dell’inferno e quelle purificatorie del purgatorio. Le prime sono senza pentimento e nella disperazione, le seconde sono nella contrizione e nella speranza, tanto che l’anima si purifica perfezionandosi nell’amore di Dio. Infatti le anime purganti non subiscono passivamente  la punizione, ma, per quanto essa sia nel dolore e nella sofferenza, l’accettano e la desiderano, per diventare degne dell’abbraccio col Signore. D’altra parte basta la certezza della propria salvezza, e perciò della durata limitata della sofferenza, per cambiare la natura delle pene del purgatorio rispetto a quelle dell’inferno. Questa seconda posizione riflette meglio l’insegnamento della Chiesa per la quale “ La purificazione finale degli eletti è  tutt’altra cosa dal castigo dei dannati” ( Catechismo C. C. 1031).

Se la pena principale dell’inferno è l’eterna privazione di Dio, dal quale si è separati per sempre per una nostra libera scelta ( Catechismo C. C, 1033), la pena principale del purgatorio consiste in una lontananza provvisoria da Dio. Infatti le anime sta create  ad immagine di Dio, capaci di conoscerlo e di amarlo. Il desiderio di Dio diviene ancora più acuto nelle anime separate dal corpo, che vivono una vita spirituale più intensa, poiché sono libere dal peso e dalle oscurità della carne. Lontane dalle illusioni terrene, dal ribollire delle passioni, dalle distrazioni e dalle dissipazioni della vita, che si dissolvano come fantasmi alla luce dell’eternità, le anime purganti conoscono con chiarezza qual è il fine ultimo della vita e la fonte inesauribile della gioia. Concepiscono così un insopprimibile desiderio di unirsi a Dio e di contemplare il suo volto faccia a faccia. Essendo membra vive del Corpo mistico di Cristo, sentono una spinta incoercibile verso il Capo, che infonde la sua grazia in tutte le membra.

Tuttavia il desiderio acuto di Dio è contrastato dalla loro situazione di imperfezione e dalla consapevolezza della propria indegnità. Infatti su di loro grava un triplice fardello: la pena temporale non ancora espiata, dovuta ai peccati gravi perdonati, i peccati veniali non rimessi e le cattive inclinazioni contratte nella vita terrena. Impossibilitate a raggiungere Dio, le anime purganti sentono le pene proprie di un cuore straziato, a causa dell’assenza di Colui che solo può placarlo. Ferite d’amore, invocano il Diletto che non risponde, chiamano l’Amato che non viene. In questo desiderio mai sazio dell’amore divino, le anime purganti rimpiangono le infedeltà terrene, le tiepidezze e le grazie perdute, che causano loro una così grande angoscia. Si rendono conto di quanto hanno mancato non corrispondendo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente all’amore del Creatore.

Non avendo sulla terra messo  Dio al primo posto, ora ne provano la pungente nostalgia. Uscite ormai dalla prigione angusta del proprio io egoistico, nella luce dell’eternità si rendono conto con quanto “legno”, “paglia” e “fieno” abbiano costruito sul fondamento divino del battesimo. Per tale profonda tristezza e per l’anelito costante verso il Cielo, nell’intimo di queste anime si forma un circolo misterioso di amore e di dolore, come i battiti di sistole e di diastole del cuore. L’amore per la sua intensità genera la sofferenza;  questa a sua volta affina l’amore. Così l’anima espia, si purifica e “si fa più bella”, così che “di salir al cielo diventa degna” (Dante). In questa prospettiva anche il fuoco del purgatorio, che però non compare nelle dichiarazioni dei Concili ecumenici, viene inteso in senso molto spirituale ed equiparato a una fiamma ardente di carità.

Le anime purganti non si impongono da se stesse le pene, ma le accettano da Dio. Questa accettazione, pur essendo passiva e non meritoria, non è involontaria, perché esse desiderano di venire purificate.  Sulla intensità delle pene, il Magistero non si pronuncia.  Per alcuni teologi,  fra cui S. Gregorio Magno e S. Tommaso d’Aquino, la minima pena del purgatorio supera la massima di questa terra. In ogni caso le pene sono proporzionate ai peccati e alla imperfezioni di ciascuno e quindi sono graduate. Sulla durata della permanenza in purgatorio non si può dire nulla, se non che terminerà con la Giudizio universale e che può venire abbreviata dai suffragi dei fedeli.

Le anime purganti soffrono e gioiscono nel medesimo tempo. Non vi è contraddizione in questo, perché anche nelle situazioni della vita il dolore è conciliabile con la gioia. Infatti il peccatore pentito sperimenta nello stesso tempo la gioia per il perdono ottenuto e dispiacere per le offese recate a Dio. Per le anime del purgatorio il ricordo del passato, unito al pensiero dei pericoli superati, è  fonte di letizia e di gratitudine immense.  Rivedono i momenti in cui la mano di Dio le ha salvate dall’abisso nel quale avrebbero potuto precipitare. Ripercorrono le insidie del tentatore occulto, che li trascinava alla perdizione con la seduzione e con l’inganno. Nel medesimo tempo   scorgono l’opera della grazia e della misericordia che è intervenuta per la loro salvezza.  Scampate alla morte eterna, gioiscono nella certezza che un giorno entreranno in paradiso.

Questa consapevolezza fa dire a S. Caterina da Genova: “ Io non credo che dopo la felicità dei Santi in Cielo, possa darsi altra gioia pari a quella delle anime del purgatorio”.  Secondo la tradizione spirituale le anime del Purgatorio provano una grande sollievo per la visita degli angeli, in particolare dell’angelo custode, e soprattutto della Santa Vergine, chiamata “Solatium Purgatorii” ( Sollievo del Purgatorio). E’ dogma di fede che le anime del purgatorio sono sollevate dai suffragi dei fedeli, soprattutto dalla S. Messa. A loro volta esse ricambiano impetrando per loro grazie e benedizioni. Questo scambio di doni nel mistero della Comunione dei Santi lenisce sia la nostra come la loro sofferenza. 

( Padre Livio – Il Purgatorio – Cap 12)

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Commemorazione dei fedeli defunti

Cari amici,

la liturgia oggi commemora tutti i fedeli defunti. La Chiesa peregrinante sulla Terra volge lo sguardo sull’eternità e prega per tutti i fedeli defunti che sono in attesa in purgatorio per il tempo necessario per la loro purificazione.

Oggi è una giornata dedicata anche alla visita dei cimiteri, una grande tradizione religiosa cristiana. I cimiteri sono il segno della pietà popolare ma anche della fede nella resurrezione.

Oggi è inevitabile meditare sul senso della morte e quindi sul senso della vita così come viene rischiarato dall’annuncio cristiano. L’evento cristiano da cui è nata la Chiesa è proprio la resurrezione di Cristo, che è una resurrezione gloriosa, è una nuova umanità non più soggetta al dolore, al male, alla morte, alla cattiveria. È una condizione esistenziale riscattata. La sua umanità glorificata è per noi la fonte della grazia e della salvezza.

Con la vittoria di Cristo sul male e sulla morte, la nostra esistenza è stata riscattata. In Cristo Risorto la morte è vinta, le anime entrano nella luce della resurrezione e, a suo tempo, anche i corpi risorgeranno.

In questa giornata approfondiamo la visione di noi stessi nella luce dell’eternità, del destino ultimo della nostra vita che non è la morte ma è la vita eterna. Alla fine del mondo i nostri corpi risorgeranno a immagine di Cristo Risorto. Questa prospettiva della vita cristiana ci rallegra ed è vera! Il segno è il Sepolcro vuoto di Cristo, la sua presenza nel corso della Storia e la presenza di Maria, Assunta in Cielo col suo corpo glorioso.

Dobbiamo metterci nella prospettiva della condizione umana redenta, in questo modo non avremo più paura della morte e capiremo che il cammino della vita serve per conquistare l’eternità, per avere il dono dell’immortalità che ci viene da Cristo Risorto.

Cari amici, in questa prospettiva vediamo anche diversamente il rapporto con i nostri cari che non ci sono più e che, nella luce della fede, potremo ritrovare un giorno in Paradiso. In modo particolare oggi, preghiamo con questa intenzione. Per i fedeli defunti le nostre preghiere sono molto importanti perché abbreviano il tempo della loro purificazione in purgatorio. Entriamo in questa luce secondo la quale potremo rincontrare anche chi abbiamo perso, in una dimensione di gioia e di gloria che non avrà fine.

Le nostre preghiere sono per le anime del purgatorio, quelle del Paradiso non hanno bisogno di preghiere nostre. Sono i Santi che aiutano noi nei nostri bisogni. Le nostre preghiere aiutano quelle anime ancora imperfette che si stanno purificando dai peccati (non gravi) e sono morte nella fede e nella speranza.

L’incontro con Cristo avviene quando viene completata la purificazione in purgatorio, l’incontro con lo Sposo deve essere perfetto, l’anima non può che essere candida. Il purgatorio ha una dimensione purificatrice, c’è una sofferenza misteriosa che purifica e che avvicina sempre di più l’anima all’incontro con Cristo.

La sofferenza del purgatorio è una sofferenza d’amore perché l’anima del purgatorio sa che si sta preparando all’incontro con Cristo e deve attendere. L’attesa dell’incontro provoca una sofferenza purificatrice e questo è il dolore delle anime del purgatorio, accanto al quale c’è una grande gioia perché man mano che la sofferenza purifica, queste anime sono sempre più vicine al momento dell’incontro con Cristo. C’è quindi la componente della sofferenza per la lontananza da Cristo e la componente della gioia per la prospettiva dell’incontro.

Preghiamo allora per le anime del purgatorio, aiutiamole ad avvicinarsi sempre di più all’abbraccio con il Signore Risorto.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

Pagina 33 di 179

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy