"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 34 di 179

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Ora la persecuzione anticristiana è globale

di Mauro Faverzani – Corrispendenza Romana

Dopo gli Stati Uniti, anche in Canada si moltiplicano i cosiddetti «crimini d’odio» contro la Chiesa cattolica, aumentati del 260 % in un solo anno, dai 43 del 2020 ai 155 del 2021. A rivelarlo, è il recente rapporto pubblicato dall’agenzia statistica del governo. 

Per lo più si tratta di vandalismi, di profanazioni, di minacce ai sacerdoti, di incendi ai danni di parrocchie, cappelle e oratori. Molte comunità di fedeli lamentano l’assenza di risposta a tali esecrabili azioni: le istituzioni preposte brillano per latitanza, indifferenza, trascuratezza, governo e media non ne parlano e, di conseguenza, non affrontano il problema.

L’allarme non sarebbe solo locale: secondo quanto dichiarato dalla direttrice dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, Madeleine Enzbelger, la tendenza del fenomeno sarebbe ormai globale. Infatti, anche oltre i confini del Vecchio Continente non poca inquietudine suscitano casi di intolleranza sempre più numerosi.

In India, ad esempio, nello Stato nordorientale dell’Assam, per la precisione, tre cittadini svedesi con visto turistico – Annah Mikaela Bloom, Marcus Arne Henrik Bloom e Susanna Elisabeth Hakannson – sono stati arrestati e poi espulsi solo per essersi impegnati nell’organizzazione di incontri di preghiera. Ciascuno di loro è stato colpito comunque da una sanzione di 500 euro per aver violato le norme sui visti, prima della partenza. E, oltre tutto, il governo sta ora indagando contro di loro, per capire se siano imputabili anche del “reato” di «conversioni religiose», «un’accusa infondata», come ha osservato in un’intervista rilasciata a UCA News Allen Brooks, portavoce dell’Assam Christian Forum. Non dello stesso avviso Swetank Mishra, Sovrintendente della Polizia del Distretto di Dibrugarh, convinto di avere prove in tal senso, soprattutto foto e video. In particolare, sarebbe stata violata la Sezione 14 modificata della legge sugli stranieri del 1946.

Anche in Australia Andrew Thorburn, direttore generale di una squadra di calcio, l’Essendon Football Club, facente parte dell’Australian Football League, è stato costretto a dimettersi dall’incarico soltanto un giorno dopo esser entrato in carica, per il fatto di ritenere l’omosessualità un peccato e l’aborto un omicidio, coerentemente con la propria fede cristiana. Nessuna solidarietà, del resto, gli è giunta dai vertici del club: secondo quanto riportato da The Age,il suo presidente, David Barham, lo avrebbe subito posto di fronte alla scelta tra le sue convinzioni e la squadra. Sofferta, ma inevitabile la decisione, che è stato costretto ad assumere. Ha scritto Joel Agius sullo Spectator Australia che Thorburn è stato letteralmente «assalito da un’incessante retorica d’odio da

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

C’è il rischio che  la rivelazione dei segreti abbia poca diffusione?

Carissimo Padre  Livio,

come la Madonna ci ha detto più volte,  Satana  lotta per  l’odio e la guerra.

E  davvero una nuova  guerra mondiale sembra essere  l’occupazione principale di molti governi. Siamo come  polarizzati su questa  eventualità che si avvicina senza che nessuno riesca ad azionare  un freno.

Se  la   Madonna ha detto che  l’umanità ha deciso per  la morte, noi potremmo dire, per quello che vediamo e  sentiamo, che l’umanità  ha  deciso per  la guerra.

Quando questo avverrà mi  chiedo che spazio possono avere le  rivelazioni sui segreti nel frastuono generale che rende  ciechi, sordi e diffidenti

Non si corre  il  rischio che solo pochi riusciranno  ad afferrare la possibilità di salvezza che viene dal Cielo?

Temo che non saremo  in molti ad approfittare di questa grazia.

Lei non avverte questo pericolo?

Grazie caro padre per tutto quello che fa per  noi.

Nicoletta   di Lecco

Cara Nicoletta,

hai toccato una corda alla quale sono molto sensibile.

Infatti la tua preoccupazione è anche  la   mia.

Il vero problema si pone dal quarto al  decimo segreto,  quando gli eventi sono drammatici,  tanto che potremmo  parlare dei “sette  flagelli” dai quali la Madonna ci vuole  salvare.

Per questo io penso che proprio  in quel  momento,  dopo il segno sulla collina, debba essere  la  Chiesa a prendere  in  mano la  situazione e far arrivare ovunque  le  parole della Madonna.

Solo la Chiesa ha  la  possibilità  di poterlo fare e di  farsi ascoltare dal  mondo intero

Ave Maria

Padre Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

QUANDO LA MADONNA PORTÒ FISICAMENTE VICKA E JACOV DI MEDJUGORJE A VEDERE IL PARADISO, IL PURGATORIO E L’INFERNO.

( Qui di seguito la  Visita al Paradiso dei due veggenti)

🟢Padre Livio: Dimmi dove eravate e che ore erano.

Vicka: Eravamo nella piccola casa di Jakov, quando la Madonna è venuta. Era un pomeriggio, verso le 15,20. Sì, erano le 15,20.

Padre Livio: Non aspettavate l’apparizione della Madonna?

Vicka: No. Io e Jakov di ritorno da Citluk siamo andati a casa sua dove c’era sua mamma (Nota: La mamma di Jakov ora è morta). Nella casa di Jakov c’è una camera e una cucina. Sua mamma era andata a prendere qualcosa per prepararci da mangiare, perché un po’ più tardi avremmo dovuto andare in chiesa. Mentre aspettavamo, io e Jakov ci siamo messi a guardare un album di fotografie. Improvvisamente Jakov è andato giù dal divano prima ancora di me e ho capito che la Madonna era già arrivata. Subito ci ha detto: “Tu, Vicka, e tu, Jakov, venite con me a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno”. Io mi sono detta: “Va bene, se così vuole la Madonna”. Jakov invece ha detto alla Madonna: “Tu porta Vicka, perché loro sono in tanti fratelli. Non portare me che sono figlio unico”. Diceva così perché non voleva andare.

Padre Livio: Evidentemente lui pensava che non sareste più tornati! (Nota: la riluttanza di Jakov è stata provvidenziale, perché rende ancora più credibile e reale il racconto).

Vicka: Sì, lui pensava che non saremmo più tornati e che saremmo andati per sempre. Io intanto pensavo quante ore o quanti giorni sarebbero stati necessari e mi chiedevo se saremmo andati in alto o in basso. Ma in un attimo la Madonna ha preso me per la mano destra e Jakov per la mano sinistra e il tetto si è aperto per lasciarci passare.

Padre Livio: Si è aperto tutto?

Vicka: No, non si è aperto tutto, ma solo quella parte che era necessaria per farci passare. In pochi istanti siamo arrivati in Paradiso. Mentre salivamo, vedevamo giù in basso le case piccole, più piccole di quando si vedono dall’aereo.

Padre Livio: Ma tu guardavi giù sulla terra, mentre venivate portati in alto?

Vicka: Mentre venivamo portati in alto, guardavamo giù.

Padre Livio: E che cosa vedevate?

Vicka: Tutto molto piccolo, più piccolo di quando si va in aereo. Intanto pensavo: “Chissà quante ore o quanti giorni ci vogliono!” . Invece in un momento siamo arrivati. Ho visto un grande spazio….

Padre Livio: Senti, ho letto in qualche parte, non so se è vero, che c’è un porta, con una persona piuttosto anziana accanto.

Vicka: Sì, sì. C’è una porta di legno.

Padre Livio: Grande o piccola?

Vicka: Grande. Sì, grande.

Padre Livio: E’ importante. Significa che vi entra tanta gente. La porta era aperta o chiusa?

Vicka: Era chiusa, ma la Madonna l’ha aperta e noi vi siamo entrati.

Padre Livio: Ah, come l’ha aperta? Si è aperta da sola?

Vicka: Da sola. Siamo andati verso la porta che si è aperta da sola.

Padre Livio: Mi pare di capire che la Madonna è davvero la porta del cielo!

Vicka: A destra della porta c’era S. Pietro.

Padre Livio: Come hai fatto a sapere che era S. Pietro?

Vicka: Ho capito subito che era lui. Con una chiave, piuttosto piccolo, con la barba, un po’ tarchiato, con i capelli. E’ rimasto uguale.

Padre Livio: Era in piedi o seduto?

Vicka: In piedi, in piedi, vicino alla porta. Appena entrati, siamo andati avanti, camminando, forse tre, quattro metri. Non abbiamo visitato tutto il Paradiso, ma la Madonna ce lo ha spiegato. Abbiamo visto un grande spazio avvolto da una luce che non esiste qui sulla terra. Abbiamo visto le persone che sono né grasse, né magre, ma tutte uguali e hanno vesti di tre colori: il grigio, il giallo e il rosso. Le persone camminano, cantano, pregano. Ci sono anche dei piccoli Angeli che volano. La Madonna ci ha detto: “Guardate quanto sono felici e contente le persone che si trovano qui in Paradiso” . E’ una gioia che non si può descrivere e che qui sulla terra non esiste.

Padre Livio: La Madonna vi ha fatto capire l’essenza del Paradiso che è la felicità che non finisce mai. “In cielo c‘è la gioia” , ha detto in un suo messaggio. Vi ha fatto poi vedere le persone perfette e senza alcun difetto fisico, per farci comprendere che, quando ci sarà la resurrezione dei morti, avremo un corpo di gloria come quello di Gesù Risorto. Vorrei, però, sapere che tipo di vestito indossavano. Delle tuniche?

Vicka: Sì, delle tuniche.

Padre Livio: Arrivavano fino in fondo ai piedi o erano corte?

Vicka: Erano lunghe e arrivavano fino in fondo.

Padre Livio: Di che colore erano le tuniche?

Vicka: Grigio, giallo e rosso.

Padre Livio: Secondo te, hanno un significato questi colori?

Vicka: La Madonna non ce lo ha spiegato. Quando Lei vuole, la Madonna spiega, ma in quel momento non ci ha spiegato perché hanno le tuniche di tre diversi colori.

Padre Livio: Come sono gli Angeli?

Vicka: Gli angeli sono come dei piccoli bambini.

Padre Livio: Hanno il corpo completo o solo la testa come nell’arte barocca?

Vicka: Hanno tutto il corpo.

Padre Livio: Indossano anche loro delle tuniche?

Vicka: Sì, ma sono corte.

Padre Livio: Si vedono le gambine allora?

Vicka: Sì, perché loro non hanno le tuniche lunghe.

Padre Livio: Hanno delle piccole ali?

Vicka: Sì, hanno le ali e volano al di sopra delle persone che sono in Paradiso.

Padre Livio: Una volta la Madonna ha parlato dell’aborto. Ha detto che si tratta di un grave peccato e ne dovranno rispondere coloro che lo procurano. I bambini invece non hanno colpa di ciò e sono come dei piccoli Angeli in cielo. Secondo te, gli Angioletti del Paradiso sono quei bambini abortiti?

Vicka: La Madonna non ha detto che i piccoli Angeli in Cielo sono i bambini dell’aborto. Ha detto che l’aborto è un grande peccato e che ne rispondono quelle persone che lo hanno fatto, e non i bambini.

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Il viaggio di Jacov

PADRE LIVIO: Quello che abbiamo sentito da Vicka, vorremmo ascoltarlo ora anche dalla tua viva voce. Credo che le due testimonianze insieme diventeranno non solo più credibili, ma anche più complete.

Vorrei però prima osservare che mai era successo, in due millenni di cristianesimo, che due persone fossero state portate nell’aldilà col loro corpo e poi riportate fra di noi, affinché ci riferissero quanto avevano visto. Indubbiamente la Madonna ha voluto dare un forte richiamo all’uomo moderno, che spesso pensa che con la vita finisce tutto. Questa testimonianza sull’aldilà è indubbiamente una delle più forti che Dio ci abbia mai rivolto, ed è da ritenere a mio giudizio un atto di grande misericordia nei confronti della nostra generazione.

Vorrei sottolineare il fatto che qui ci troviamo di fronte a una grazia straordinaria che avete ricevuto e che a noi credenti non è lecito sottovalutare. Infatti, lo stesso apostolo Paolo, quando vuole ricordare ai suoi denigratori i carismi che ha ricevuto da Dio, menziona proprio il fatto di essere stato trasportato in Paradiso; non sa dire però se col corpo o senza corpo. Si tratta indubbiamente di un dono rarissimo e straordinario, dato da Dio a voi, ma soprattutto a noi. Ora chiediamo a Jakov di raccontarci questa incredibile esperienza nel modo più completo possibile. Quando è avvenuto? Quanti anni avevi allora?

JAKOV: Avevo undici anni.

PADRE LIVIO: Ti ricordi che anno era?

JAKOV: Era il 1982.

PADRE LIVIO: Non ti ricordi in che mese?

JAKOV: Non mi ricordo.

PADRE LIVIO: Neanche Vicka si ricorda il mese. Forse era Novembre?

JAKOV: Non posso dirlo.

PADRE LIVIO: Comunque eravamo nel 1982?

JAKOV: Sì.

PADRE LIVIO: Il secondo anno delle apparizioni, dunque.

JAKOV: Io e Vicka eravamo nella mia casa vecchia.

PADRE LIVIO: Sì, mi ricordo di averla vista. Ma c’è ancora adesso?

JAKOV: No, non c’è più adesso. C’era mia mamma dentro. La mamma è uscita fuori un attimo, mentre io e Vicka abbiamo parlato e scherzato.

PADRE LIVIO: Dove eravate stati prima? Ho sentito dire che eravate andati a Citluk.

JAKOV: Sì.. Penso che gli altri erano rimasti là, mentre noi siamo tornati a casa. Non mi ricordo bene adesso.

PADRE LIVIO: Dunque voi due eravate nella casa vecchia, mentre tua mamma era uscita un momento.

JAKOV: Vicka ed io abbiamo parlato e scherzato.

PADRE LIVIO: Che ore erano più o meno?

JAKOV: Era pomeriggio. Ci giriamo e vediamo in mezzo alla casa la Madonna e subito ci inginocchiamo. Lei ci saluta come sempre e dice…

PADRE LIVIO: Come saluta la Madonna?

JAKOV: Saluta dicendo “Sia lodato Gesù Cristo Poi subito ci ha detto: “Adesso vi porto con me “. Ma immediatamente ho risposto di no.

PADRE LIVIO: “Vi porto con me” … Dove?

JAKOV: A farci vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio.

PADRE LIVIO: Vi ha detto: “Adesso vi porto con me a farvi vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio”, e tu ti sei spaventato?

JAKOV: Le ho detto: “No, io non vado”. Ho pensato, infatti, che avevo già accettato la Madonna, le sue apparizioni e i suoi messaggi. Ma adesso che dice: “Ti porto a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’inferno”, per me è già un’altra cosa…

PADRE LIVIO: Un’esperienza troppo grande?

JAKOV: Si e le ho detto: “No, Madonna, no. Tu portati Vicka. Loro sono otto, mentre io sono figlio unico. Anche se di loro ne rimane uno in meno …

PADRE LIVIO: Tu pensavi che…

JAKOV: Che non sarei tornato più giù. Ma la Madonna ha detto: “Non dovete avere paura di niente. Io sono con voi”

PADRE LIVIO: Certo che la presenza della Madonna dà grande sicurezza e serenità.

“Ti porto a vedere il Paradiso…”

JAKOV: Ci ha preso per mano.. è durato proprio…

PADRE LIVIO: Senti Jakov; vorrei una precisazione. Ti ha preso per la mano destra o per quella sinistra?

JAKOV: Non mi ricordo.

PADRE LIVIO: Sai perché te lo chiedo? Vicka dice sempre che la Madonna ha preso lei per la mano destra.

JAKOV: E allora ha preso me per la mano sinistra.

PADRE LIVIO: E poi che cosa è successo?

JAKOV: Dopo è proprio durato pochissimo… Abbiamo visto subito il cielo…

PADRE LIVIO: Senti, ma come avete fatto ad uscire di casa?

JAKOV: La Madonna ci ha preso e si è aperto tutto.

PADRE LIVIO: Si è aperto il tetto?

JAKOV: Sì, tutto. Poi siamo subito arrivati in Paradiso.

PADRE LIVIO: In un istante?

JAKOV: In un istante.

PADRE LIVIO: Mentre andavate su in Paradiso, guardavate giù?

JAKOV: No.

PADRE LIVIO: Tu non hai guardato giù?

JAKOV: No.

PADRE LIVIO: Non hai visto niente mentre salivate in alto?

JAKOV: No, no, no. Entriamo in questo spazio immenso…

PADRE LIVIO: Un momento. Ho sentito dire che prima siete passati da una porta. C’era una porta o non c’era?

JAKOV: Sì, c’era. Vicka dice che lei ha visto anche…, come si dice…

PADRE LIVIO: San Pietro.

JAKOV: Si, San Pietro.

PADRE LIVIO: Tu, l’hai visto?

JAKOV: No, non ho guardato. Ero così spaventato in quel momento che nella mia testa non so cosa…

PADRE LIVIO: Vicka invece guardava tutto. Per la verità lei vede sempre tutto, anche su questa .terra.

JAKOV: Lei era più coraggiosa.

PADRE LIVIO: Lei dice di aver guardato giù e di aver visto la terra piccola, e dice anche che, prima di entrare in Paradiso, c’era una porta chiusa. Era chiusa?

JAKOV: Sì, e dopo man mano si è aperta e siamo entrati.

PADRE LIVIO: Ma chi l’ha aperta?

JAKOV: Non so. Da sola…

PADRE LIVIO: Si è aperta da sola?

JAKOV: Sì, sì.

PADRE LIVIO: Sì è aperta davanti alla Madonna?

JAKOV: Sì, si, proprio così. Entriamo in questo spazio…

PADRE LIVIO: Senti, camminavate su qualcosa di solido?

JAKOV: Cosa? No, non sentivo niente.

PADRE LIVIO: Eri proprio preso da una grande paura.

JAKOV: Eh, non sentivo proprio né i miei piedi, né le mie mani, niente in quel momento.

PADRE LIVIO: Vi ha tenuto per mano la Madonna?

JAKOV: No, dopo non mi ha più tenuto per mano.

PADRE LIVIO: Lei vi precedeva e voi la seguivate.

JAKOV: Sì.

PADRE LIVIO: È ovvio che fosse lei a precedervi in quel regno misterioso.

JAKOV: Entriamo in questo spazio…

PADRE LIVIO: Anche se c’era la Madonna, avevi lo stesso paura?

JAKOV: Oh!

PADRE LIVIO: Incredibile, avevi paura!

JAKOV: Perché, come ho detto prima, pensi…

PADRE LIVIO: Si trattava di un’esperienza tutta nuova.

JAKOV: Tutta nuova, perché non avevo mai pensato… Lo sapevo, perché ce lo hanno insegnato fin da bambini, che c’è il Paradiso, come pure l’inferno. Ma sai, quando a un bambino parlano di queste cose, ha una paura grandissima.

PADRE LIVIO: Non dobbiamo dimenticarci che Vicka aveva sedici anni e Jakov soltanto undici. Una diversità di età importante.

JAKOV: Eh, infatti.

PADRE LIVIO: Certo, è perfettamente comprensibile.

JAKOV: E quando dici a un bambino: “Adesso ti porto a vedere quelle cose là”, penso si spaventi.

PADRE LIVIO: (rivolto ai presenti): “C’è un bambino qui di dieci anni? Eccolo. Guardate com’è piccolo. Portatelo nell’aldilà e vedrete se non si spaventa”.

JAKOV: (rivolto al bambino): Non te lo auguro.

PADRE LIVIO: Hai provato, dunque, un’ emozione grandissima?

JAKOV: Sicuramente.

La gioia del Paradiso

PADRE LIVIO: Che cosa hai visto in Paradiso?

JAKOV: Entriamo in questo spazio immenso.

PADRE LIVIO: Uno spazio immenso?

JAKOV: Sì, una luce bellissima nella quale si può vedere dentro… Gente, tanta gente.

PADRE LIVIO: È affollato il Paradiso?

JAKOV: Si, c’è tanta gente.

PADRE LIVIO: Per fortuna sì.

JAKOV: Gente che era vestita con vesti lunghe.

PADRE LIVIO: Vesti, nel senso di tuniche lunghe?

JAKOV: Si La gente cantava.

PADRE LIVIO: Cosa cantava?

JAKOV: Cantava delle canzoni, ma non abbiamo capito che cosa.

PADRE LIVIO: Immagino che cantassero bene.

JAKOV: Si, si. Le voci erano bellissime.

PADRE LIVIO: Voci bellissime?

JAKOV: Sì, voci bellissime. Però la cosa che più mi ha colpito è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso di quella gente.

PADRE LIVIO: Si vedeva la gioia sul volto delle persone?

JAKOV: Si, sul viso della gente. Ed è quella gioia che senti dentro, perché finora abbiamo parlato della paura, ma quando siamo entrati in Paradiso, in quel momento si sentiva solo la gioia e la pace che si possono sentire nel Paradiso.

PADRE LIVIO: Anche tu nel tuo cuore la sentivi?

JAKOV: Anch’io nel mio cuore.

PADRE LIVIO: E quindi hai in un certo senso gustato un po’ di Paradiso.

JAKOV: Ho gustato quella gioia e quella pace che si sentono in Paradiso. Per questo tutte le volte che mi chiedono com’è il Paradiso, non mi piace molto parlarne.

PADRE LIVIO: Non è esprimibile.

JAKOV: Perché ritengo che il Paradiso non è quello che noi vediamo veramente con i nostri occhi.

PADRE LIVIO: Interessante quello che stai dicendo..

JAKOV: Il Paradiso è quello che vediamo e che sentiamo nel nostro cuore.

PADRE LIVIO: Questa testimonianza mi pare eccezionale e molto profonda. Infatti Dio deve adattarsi alla debolezza dei nostri occhi di carne, mentre è nel cuore che può comunicarci le realtà più sublimi del mondo soprannaturale.

JAKOV: È quello che si sente dentro la cosa più importante. Per questo, anche se volessi descrivere quello che ho sentito in Paradiso, non potrei mai, perché non è esprimibile ciò che ha sentito il mio cuore.

PADRE LIVIO: Il Paradiso quindi non era tanto quello che hai visto quanto quello che per grazia hai sentito dentro dite.

JAKOV: Quello che ho sentito, sicuramente.

PADRE LIVIO: E che cosa hai sentito?

JAKOV: Una gioia immensa, una pace, una voglia di rimanere, di stare sempre lì. E uno stato in cui non pensi a niente e a nessun altro. Ti senti rilassato in tutti i modi, una esperienza incredibile.

PADRE LIVIO: Eppure eri un bambino.

JAKOV: Ero un bambino, sì.

PADRE LIVIO: Ma sentivi tutto questo?

JAKOV: Sì, sì.

PADRE LIVIO: E che cosa ha detto la Madonna?

JAKOV: La Madonna ha detto che in Paradiso va la gente che è rimasta fedele a Dio. È per questo che, quando parliamo del Paradiso, ora possiamo richiamare questo messaggio della Madonna che dice: “Io sono venuta qui per salvarvi tutti e portarvi tutti un giorno da mio Figlio”. Così tutti potremo conoscere quella gioia e quella pace che si sentono dentro. Quella pace e tutto ciò che Dio ci può dare si sperimentano in Paradiso.

PADRE LIVIO: Senti

JAKOV: in Paradiso avete forse visto Dio?

JAKOV: No, no, no.

PADRE LIVIO: Avete solo gustato la sua gioia e la sua pace?

JAKOV: Sicuramente.

PADRE LIVIO: La gioia e la pace che Dio dà in Paradiso?

JAKOV: Sicuramente. E dopo questo…

PADRE LIVIO: C’erano anche gli angeli?

JAKOV: Io non li ho visti.

PADRE LIVIO: Tu non li hai visti, ma Vicka dice che in alto c’erano dei piccoli angeli che volavano. Osservazione assolutamente giusta, visto che in Paradiso ci sono anche gli angeli. Solo che tu non guardi troppo ai particolari e vai sempre all’essenziale. Sei più attento alle esperienze interiori che alle realtà esteriori. Quando hai descritto la Madonna, non hai fatto tanto riferimento ai tratti esterni, ma hai subito colto il suo atteggiamento di madre. Allo stesso modo per quanto riguarda il Paradiso, la tua testimonianza riguarda in primo luogo la grande pace, l’immensa gioia e il desiderio di restare li che si provano.

JAKOV: Sicuramente.

PADRE LIVIO: Ecco, che altro puoi dire del Paradiso, Jakov?

JAKOV: Nient’altro del Paradiso.

PADRE LIVIO: Senti, Jakov; quando tu vedi la Madonna non senti già un po’ di Paradiso nel cuore?

JAKOV: Sì, ma è diverso.

PADRE LIVIO: Ah sì? E qual è la diversità?

JAKOV: Come abbiamo detto prima, la Madonna è Madre. Nel Paradiso non senti quel tipo di gioia, ma un’altra.

PADRE LIVIO: Vuoi dire una gioia diversa?

JAKOV: Si sente un’altra gioia, diversa da quella che si prova quando si vede la Madonna.

PADRE LIVIO: Quando si vede la Madonna che gioia si prova?

JAKOV: Una gioia di madre.

PADRE LIVIO: Invece in Paradiso com’è la gioia: e maggiore, minore o uguale?

JAKOV: Per me è una gioia più grande.

PADRE LIVIO: Quella del Paradiso è più grande?

JAKOV: Più grande. Perché penso che il Paradiso è il massimo che si possa avere. Però anche la Madonna ti dà tantissima gioia. Sono due gioie diverse.

PADRE LIVIO: Si tratta di due gioie diverse, ma quella del Paradiso è proprio una gioia divina, che nasce dalla contemplazione di Dio faccia a faccia. A voi ne è stato dato un anticipo, nella misura in cui potevate sostenerlo. Personalmente posso dire che, nei molteplici testi mistici che ho letto durante la mia vita, non ho mai sentito descrivere il Paradiso in termini cosi sublimi e coinvolgenti, anche se improntati alla più grande semplicità e veramente comprensibili da tutti.

PADRE LIVIO: Bravo, Jakov! Adesso andiamo a vedere il Purgatorio. Dunque siete usciti dal Paradiso… Come è avvenuto? La Madonna vi ha condotto fuori?

JAKOV: Si, si. E ci siamo trovati…

PADRE LIVIO: Scusami, ma ho ancora una domanda: il Paradiso secondo te è un luogo?

JAKOV: Sì, è un luogo.

PADRE LIVIO: Un luogo, ma non come ce ne sono sulla terra.

JAKOV: No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo qui. È un’altra cosa. Tutta un’altra cosa.

(Testi a cura di Radio Maria)

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ESPERIENZE ORDINARIE DI PARADISO

Il paradiso è ciò che l’uomo desidera dal profondo del suo cuore. E’ la ragione per la quale è stato creato. E’ il fine ultimo della  vita. E’ l’approdo della tormentata navigazione nel mare del tempo. Il golfo di luce del paradiso dà senso alle fatiche e alle traversie affrontate. Ogni uomo nasce crocifisso. Senza la gloria della resurrezione e la beatitudine eterna la vita avrebbe l’amaro sapore  di una beffa. Se la vita è dolore, come insegnano l’esperienza e la saggezza dei popoli, che senso avrebbe se finisse, come osservava Pascal, con un paio di badilate di terra sulla fatidica bara? L’attesa del paradiso ha una sua logica razionale. Non è solo un desiderio insopprimibile, ma un postulato della ragione.  Senza la prospettiva della vita eterna non varrebbe neppure la pena incominciare l’estenuante traversata. Il tentativo patetico di chi colloca il paradiso su questa terra per motivare la fatica di vivere, altro non è che una pietosa bugia, come l’ultima sigaretta offerta al condannato prima di sistemarsi sulla sedia elettrica. Il paradiso è l’unica risposta ragionevole e accettabile alla domanda che senso abbia una vita flagellata dal male e dalla sofferenza e votata inesorabilmente alla morte.

Il desiderio del paradiso ha una sua razionalità. E’ radicato profondamente nella natura umana nella quale si riflette l’ immagine divina. L’uomo, creato capace di Dio, è stato ordinato fin dal principio al paradiso. L’ Eden originario, dove l’uomo godeva della divina amicizia e di doni straordinari, prima fra tutti quello dell’immortalità, è una profezia del paradiso. La condizione esistenziale dei progenitori dell’umanità era un’attesa della beatitudine eterna. Non c’è da meravigliarsi che le tematiche connesse al paradiso attraversino le culture più diverse. Senza il paradiso, quello vero, che la Parola di Dio ci ha rivelato, la vita umana sarebbe un’ombra subito dissipata e lo stesso cammino storico dell’umanità sarebbe un correre inutile verso il nulla. Il Paradiso è necessario perché la vita umana abbia un senso e la storia uno sbocco. Come il mondo ha bisogno di un Dio creatore per essere razionale e intelligibile, così il mistero della nostra esistenza, assediata dal dolore e dalla morte, ha bisogno della speranza della vita eterna per essere sopportabile.

La ragione può ipotizzare l’esistenza di una felicità ultraterrena a partire dalle considerazioni sulla natura umana, orientata alla trascendenza, e sui desideri del cuore impregnati di infinito. Ma è la Parola di Dio che afferma esplicitamente che l’uomo è stato creato per il paradiso. Nel mirabile affresco, nel quale delinea il grandioso piano della creazione e della redenzione, S. Paolo così si esprime: “ In lui ( Cristo) ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi, mediante Gesù Cristo, secondo il disegno di amore della sua volontà” ( Ef 1, 4-5). Per l’apostolo c’è una vera e propria predestinazione dell’uomo al paradiso, dove gli uomini sono figli adottivi di Dio in Cristo Gesù. Il Padre crea ogni uomo mediante Gesù Cristo e in vista di Lui, perché sia santo e immacolato davanti a Lui nella carità.

Il fine per cui Dio crea gli uomini è la gloria del cielo. Il catechismo tradizionale sintetizzava l’insegnamento millenario della Chiesa con parole di una semplicità disarmante. “Dio ci ha creato per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e per goderlo per sempre nell’altra in paradiso”. La dottrina cattolica ha rigettato l’opinione di Calvino sulla doppia predestinazione, come se Dio creasse gli uomini alcuni per il paradiso e altri per l’inferno (cfr Institutio, 3.221.5). E’ aberrante per il concetto stesso di divinità, come per la dignità dell’uomo creato libero, che Dio decida con un decreto eterno che alcuni siano predestinati alla vita eterna e altri alla dannazione eterna. L’amore di Dio ha creato gli angeli e gli uomini perché partecipino alla gloria e alla gioia della Santissima Trinità.  Il raggiungimento della meta è un dono di grazia, ma passa attraverso la libera scelta di ognuno. Decidersi per il paradiso è dunque ciò che l’uomo deve fare nel tempo della vita perché raggiunga il suo fine ultimo.

Non solo l’uomo è creato per il paradiso, ma lo sperimenta già qui sulla terra, grazie al dono dello Spirito Santo. La presenza dello Spirito nel cuore dell’uomo fa sì che il desiderio della felicità eterna si faccia strada nel groviglio dei desideri carnali e tenga viva la speranza della luce anche nei momenti più oscuri. Lo Spirito Santo è l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori. La sua azione intima e silenziosa fa pregustare, nel tempo del pellegrinaggio, la gioia del cielo, acuendone sempre più il desiderio. La certezza del paradiso proviene indubbiamente dall’atto di fede, che crede fermamente nella divina rivelazione, in particolare alle parole di Gesù al riguardo. Tuttavia la verità della fede è confortata dall’esperienza della vita cristiana, che, in quando avvolta dall’amore di Dio e dalla sua grazia, fa pregustare la felicità del cielo. Dio, nella sua sublime sapienza nel guidare le anime, le infiamma per il paradiso facendo pregustare quella che S. Paolo chiama la “caparra” della vita eterna.

“ In Lui (Cristo) siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà –a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo, che era stato promesso, il quale è la caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria” ( Ef 1, 11-14). Nella visione paolina, prima di conseguire la completa redenzione in cielo, il cristiano può già sperimentare su questa terra un  “anticipo” (“caparra”) della gloria e della gioia future. Non si tratta un dono particolare riservato ad alcune anime privilegiate, ma della normalità della vita cristiana, in quanto permeata e guidata dallo Spirito Santo (cfr Rm  8, 14- 17).

Tuttavia l’esperienza del paradiso può anche assumere il significato di una grazia particolare, che Dio concede, in determinati momenti della loro vita, a delle anime privilegiate. Al riguardo assumono uno straordinario valore le esperienze mistiche di alcuni santi, che Dio concede non solo come dono personale, ma anche per la edificazione del popolo cristiano.  Si tratta indubbiamente di esperienze straordinarie, che però confermano la vita cristiana ordinaria vissuta sotto la guida dello Spirito. L’anima sposa, accesa dall’amore di Dio, vorrebbe sciogliere i vincoli della carne per poter unirsi subito a  Cristo sposo. La vita sulla terra appare un esilio insopportabile e la morte una liberazione. “Mòro perché non moro” ( “Muoio perché non muoio”) recita il celebre ritornello di una poesia di S. Teresa d’Avila. “ Morte, orsù, dunque, affrettati, scocca il tuo dardo d’oro! Quella che in ciel tripudia, quella è la vira vera; ma poiché invan raggiungerla, senza morir, si spera, morte, crudel non essere, dammi il il Tesor che imploro!”  ( S. Teresa d’Avila – Poesie-  Desiderio del Cielo).

Non bisogna tuttavia pensare che i mistici abbiano trascorso l’intera vita in questa continua tensione amorosa. Anche loro hanno avuto momenti, a volte lunghi,  di oscurità e di aridità. Dio conduce le anime non solo con infinita sapienza, ma anche con straordinaria dolcezza. Ciò che Dio concede come dono straordinario ad alcune anime, non lo nega come esperienza ordinaria a tutte quelle anime che aprono il cuore al suo amore. Non c’è anima aperta ai tocchi della grazia nella quale Dio non versi qualche goccia del suo amore purissimo. Si tratta di momenti speciali, che sono delle vere e proprie perle preziose da conservare gelosamente nel segreto del cuore lungo il cammino della vita. Quando si è sperimentata, anche per un solo istante, la dolcezza del paradiso non la si dimentica più.

(Padre Livio – Il Paradiso – Edizioni Ares)

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla santità

Cari amici,

oggi siamo alla vigilia di una grande festa, la Solennità di tutti i Santi a cui seguirà anche la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Queste feste scaturiscono sempre una grande riflessione sul senso della vita, su quello che è il fine della nostra vita.

Perché viviamo? La ragione umana non è riuscita a dare risposte. La vera luce viene dalla fede. Proclamando la festa di tutti Santi, la fede ci dice che il fine della vita è il Cielo dove la natura umana che ci siamo trovati venendo in questo mondo – afflitta dal dolore, dalla morte, dal peccato – per grazia è stata salvata, redenta, riportata dalla presenza del Verbo Incarnato di Cristo alla sua dimensione soprannaturale. Così, nella luce della fede, il fine della nostra vita è la santità.

Cos’è la santità? È la guarigione della natura umana dai suoi mali, la sua elevazione in grazia. Dobbiamo diventare santi, detto in parole molto povere. La santità include anche il concetto di felicità, come ci dicono tutti coloro che hanno avuto la grazia di sperimentare il Paradiso, compresi i veggenti di Medjugorje. In Paradiso si prova una gioia che non esiste sulla Terra. I due veggenti che sono stati portati in Paradiso hanno raccontato che la gioia che hanno provato è anche più grande rispetto a quella dell’apparizione.

La santità è il fine della vita. È nella santità che raggiungiamo la pienezza della gioia in Dio. È la stessa gioia di Dio che ci viene donata.

Nella vita dobbiamo raggiungere quel grado di santità, di bellezza interiore, di ornamento di tutte le virtù, quel grado di amore perfetto in Dio e con tutti i nostri fratelli. Questa pienezza di amore è la santità.

La santità è un lungo cammino ma è un obbiettivo alla portata di tutti.

La Storia della Chiesa è costellata di esempi meravigliosi di bambini e ragazzi che sono stati canonizzati e sono ispiratori di virtù per il popolo cristiano.

Il raggiungimento della santità, che è il riflesso di Cristo in noi, è il fine di tutti. Nell’albo dei Santi della Chiesa troviamo persone di tutte le categorie, di tutte le nazioni, di tutti i livelli culturali. La Chiesa è un giardino di fiori di santità meravigliosi.

Cosa è necessario per diventare Santi, ovvero per raggiungere il fine della vita che è la gioia del Paradiso?

La prima cosa indispensabile è la grazia di Cristo, ovvero lo Spirito Santo che con la sua azione illumina, fortifica, purifica, guida. A tutti viene data questa grazia: è la chiamata che implicitamente viene data a tutti coloro che ricevono il Battesimo. Molti Santi, difatti, hanno conservato la grazia battesimale per tutto il corso della loro vita senza commettere peccati gravi; oppure l’hanno sempre recuperata. Arrivare al Cielo rivestiti della grazia battesimale dev’essere il nostro obbiettivo. Senza la grazia dello Spirito Santo, invocato quotidianamente, non usciamo vincitori nella lotta contro la potenza del male che opera in noi. Insomma, senza la mano di Dio nessuno può diventare Santo.

La seconda componente della santità è la nostra risposta alla grazia. Questo significa che la nostra mente si apre alla grazia della fede e che il nostro cuore che si apre alla grazia dell’amore. È la buona volontà che non indietreggia nel combattimento spirituale e quindi si applica per sradicare dal giardino del cuore tutte le erbe infestanti dei vizi capitali e le loro proliferazioni. Proprio perché il nostro cuore ha in sé i semi del male, la cosiddetta concupiscenza che è la spinta al peccato, senza preghiera e senza la grazia di Cristo non la si può dominare.

La grazia sola non è sufficiente. Ci vuole anche la risposta alla grazia che dev’essere una risposta di fede, di preghiera, che implica un combattimento spirituale quotidiano.

Lasciamoci ispirare dai tanti Santi che hanno adornato il firmamento della Chiesa, ciascuno con la sua storia e con il suo cammino di conversione.

«Soltanto il Cielo è la meta a cui dovete tendere» (messaggio del 6 novembre 1986)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

IL PARADISO NEL CUORE

SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI ( 1 Novembre))

Cari amici,

la Regina della pace ci ha più volte esortato a tendere al Cielo, che è la meta a cui dobbiamo tendere nel pellegrinaggio della vita.

Nel medesimo tempo ci ha descritto il Paradiso come una situazione esistenziale di gioia. ” In Cielo c’è la gioia” ci ha assicurato.

I due veggenti che sono stati portati in Paradiso (Vicka e Jakov) affermano che è una gioia che non si può descrivere e che è diversa e più grande di quella che si sperimenta durante l’apparizione.

Anche Ivan, al quale si è aperta la visione del Paradiso, mentre era preghiera alla Croce blu, afferma di aver provato questa gioia ineffabile.

La Madonna però ci ha detto che anche noi qui sulla terra possiamo vivere “un pezzetto di paradiso” nell’intimo del nostro cuore.

Infatti, se siamo in grazia di Dio e raccolti in preghiera, entriamo in comunione con la Santissima Trinità, che ha preso dimora nella nostra anima.

Con la Confessione e la Santa Comunione in questi giorni di festa possiamo incominciare a gustare il Paradiso, pur nella fatica del pellegrinaggio quotidiano.

Attraverso la nostra testimonianza possiamo svegliare dal sonno tante anime malate, che vanno verso la morte spirituale.

Vostro Padre Livio

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

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