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Il desiderio di vedere la Madonna

Caro padre Livio,
le volevo chiedere se in tutti questi anni ormai quasi 35/36 di vicinanza con la Madonna attraverso ovviamente, l esperienza straordinaria dei nostri amici veggenti, lei non ha mai avuto la tentazione di chiedere, nelle sue preghiere, di poter vedere la Madonna almeno una volta, di poterla guardare negli occhi, di poter essere guardato negli occhi, di sentirla parlare di poterle toccare il lembo della veste e magari di poter ricevere una carezza?
Questo è una tentazione un desiderio che a me prende spesso e che desidero ardentemente.
È lecito avere questo desiderio, è un desiderio sano? O me ne sto andando via di sennò?
Grazie per un suo parere
Paolo da Chioggia
Caro Paolo,
mi ha un po’ sorpreso la tua domanda perché non ho mai preso in considerazione la possibilità di vedere la Madonna almeno una volta come dici tu.
E’ una grazia che la Madre di Dio dona a chi Lei desidera, secondo la volontà di Dio e non dobbiamo sentirci defraudati di qualcosa se non ci viene concessa.
Infatti il cammino nella fede senza visioni non è meno meritorio e meno fruttuoso.
Possiamo però sentire nel nostro cuore il suo amore di Madre e questa è una grazia non certo inferiore a quella della visione. Forse è anche più grande,
Ave Maria
Padre Livio
Riflessioni sul messaggio Medjugorjie
Caro Padre Livio
Volevo esporre alcune mie riflessioni sull’ultimo messaggio della Regina della Pace , ed in particolare sulla frase che più ha colpito la maggioranza “ l’umanità ha scelto di morire”.
Viviamo tempi disperati, tragici. E la tragicità deriva dal non averne minimante percezione e consapevolezza. Viviamo ed esploriamo tanto, ma in superficie.
Non è più sufficiente constatare l’apparire di sempre nuovi progressi tecnici, politici , economici . Sono trasformazioni accidentali , di superficie. L’uomo dovrà mutare nella sua essenza.
Dalla storia siamo passati alla “post storia” che può avere solo due esiti :di catastrofe o di nuova aurora , di nuova pace e spiritualità . Di certo la zona intermedia in cui ci troviamo non può durare . Mai nella storia umana una generazione ha dovuto affrontare una simile scelta. Mai sempre si è parlato di destino dell’umanità. Sempre e solo di destino del singolo uomo . Solo oggi destino dell’uomo e dell’umanità possono coincidere , in virtù della sua possibilità di suicidarsi.
Coloro che hanno creduto e che continuano a credere nel luminoso progresso ed hanno come profeti i cantori delle “magnifiche sorti progressive “ ( Hugo , Renan, e tanti altri anche attuali ) dovranno ricredersi . Sono alle spalle. A colpire oggi per il loro accento di verità sono i cosiddetti profeti di sventura , come Nietscsche e Dostoevskij.
Tutti e tutto si avvicina a velocità sempre maggiore ad una scelta, ad una soglia. Solo chi non voglia vedere , può non accorgersi di come tutto sembri attratto in maniera precipitosa ed intensa ad una fine. Che poi questa fine sia un nuovo inizio , mi pare ovvio dalle parole della Madonna, nell’ultimo messaggio come in tutti gli altri .
Il trionfo del maligno è una sconfitta preannunciata, un potere impotente, come dice Goethe nel Faust : lucifero agisce da disperato , da vincitore sconfitto.
Alessandro
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Divertimento:
Seul, festa di halloween:. Nel rito divertente del modernismo attuale il male – spirito iniquo per eccellenza – manda per direttissima, alla malora, decine di giovani vite… pluff, andate in fumo.
Il demonio, aggiornato ai nostri giorni, e ri-corretto ai suoi fini che tengono il passo, non nasconde la verità, la mostra quasi per intero per capovolgerne il contenuto, svuotando la verità con la sua verità che, a quanto pare, è molto divertente se non appetitosa, per una tipologia di mondo che fa dell’idiozia il suo piacere, il tutto nel segno della stupidità del divertimento.
Totale da pagare: 153 morti e 82 feriti timbrati alla cassa.
Se dovessi dar fondo al mio vecchio cinismo- acquisito in anni di libertinaggio vagabondo filosoficamente pagano- direi, come si suol dire, che lo spettacolo deve continuare.
The show must go on… e buon divertimento, fino alla prossima cassa. Mi si dice: condivido il tuo messaggio, rispondo: è una constatazione in un mondo di ciechi ad alto contenuto di visibilità piuttosto imbecille. Comunque le nostre guide parlano di una possibile guerra nucleare come si stesse parlando di Lazio- Roma… anche questo per certi aspetti odierni, per come siam messi, a non pochi fa molto divertire.
Il demonio, oggi, più di ieri, non camuffa la verità se non mostrandola quasi per intero, per poi farla apparire come una festa amorevole, una scampagnata al luna park, per consumarsi la vita in una girandola divertente… peccare, neanche più mancare il bersaglio ma disprezzarlo attraverso questa pseuda libertà industriale, fa di questo tempo un’epoca di guide cieche che portano alla fossa altri accecati, e poi mi dicono il perché dei 10 segreti… se non arrivano questi segreti, questo tipo di mondo sprofonderebbe all’inferno senza neanche bisogno di morire – Come disse la Vergine : L’inferno inizia già da questa vita terrena… poi solo continua.
Grazie p. livio per la tua attenzione, vado a fare un bel rosario- Ave Maria. Giuseppe
Perché i morti di Seul non siano inutili

Carissimo Padre Livio,
grazie per la sua testimonianza quotidiana di fede e di coraggio, che è di grande aiuto per noi pecorelle smarrite e impaurite.
Ci manca oggi una sua parola di conforto e di speranza per l’ incredibile tragedia di Seul, nella quale sono morte, travolte dalla calca, oltre 150 persone, in grande maggioranza giovani al di sotto dei trent’anni, che festeggiavano Halloween.
Molti interrogativi senza risposta si affollano nella mia mente.
Innanzi tutto mi chiedo come un evento che odora di zolfo e di morte possa richiamare centomila persone a Seul e chissà quanti milioni nel mondo.
Ciò che mi angoscia di più è però è il fatto che Dio permetta tragedie di tale portata, come se il Cielo fosse indifferente.
Come farsi una ragione di tutto questo caro Padre?
Non le dice nulla che questa tragedia sia avvenuta in occasione di Halloween?
Alfonsina.
Cara Alfonsina,
Il primo sentimento a cui voglio dare spazio nel mio cuore, sgomento quanto il tuo, è quello della compassione per quelle giovani vite spezzate e per la sofferenza inconsolabile dei loro cari.
Si può perdere la vita in molti modi, ma la banalità di quanto accaduto , lo rende semplicemente assurdo.
Preghiamo anche, in questa vigilia liturgica, per quelle povere anime, per la quali le preghiere sono particolarmente necessarie.
Detto questo, vorrei però riflettere sulle parole della Madonna nel suo ultimo messaggio: “L’umanità ha deciso per la morte”.
Lo ha deciso rifiutando Dio, come se fosse un limite fastidioso di cui disfarsi, e riducendo l’uomo a una forma di vita materiale, senza anima spirituale e immortale, e quindi senza una vita dopo la morte.
In questa prospettiva la vita umana è una condanna a morte senza speranza, è un guscio vuoto destinato a divenire un pugno di polvere.
C’è da chiedersi come si possa sopportare una simile visione della vita sempre più degradata e insostenibile.
In questo senso Halloween è la festa per eccellenza del mondo senza Dio e votato alla morte. L’Occidente che la celebra si trova suo agio in questo miscuglio infernale di banalità, di stupidità e di trasgressioni.
Noi cristiani però siamo chiamati alla luce, alla vita, alla gioia e alla pace. E’ quello che ci viene proposto nella festività dei Santi e di tutti i Fedeli defunti
Ave Maria
Padre Livio
Gli Usa non escludono più di usare per primi l’atomica

Il nuovo documento strategico di Biden cambia la dottrina sulle armi nucleari. Una rivoluzione per rispondere alle nuove minacce di Cina e Russia. E trovare strumenti di deterrenza per cercare di fermare la corsa verso ordigni ancora più devastanti
29 OTTOBRE 2022 La Repubblica
È caduto un muro, l’ultima barriera che separava rigidamente il concetto di guerra dal ricorso agli arsenali nucleari, tenendo distinti gli scenari di un conflitto tradizionale e quelli dell’Armageddon. La strategia di sicurezza degli Stati Uniti presentata giovedì rivoluziona l’idea di deterrenza: non è più esclusa la possibilità di usare per primi gli ordigni atomici. L’intera l’architettura di strumenti e azioni previste per difendere l’interesse nazionale viene di fatto sconvolta. Gli analisti americani che seguono quotidianamente gli sviluppi delle dottrine strategiche hanno giudicato il documento voluto dal presidente Biden come deludente, sottolineandone la gestazione iniziata prima dell’invasione dell’Ucraina e poi rapidamente sterzata per adeguarlo alla situazione bellica. Ma se viene letto come metro di quanto si sia trasformato il quadro mondiale, allora la stessa scelta delle parole e dei termini ci mette davanti a un panorama completamente nuovo.
Il primo colpo
Dai tempi della Guerra Fredda la Casa Bianca aveva diviso le prospettive di uno scontro tra eserciti e quelle di una sfida atomica, stabilendo regole diverse per ciascun confronto: una scelta nata davanti alla realtà della “mutua distruzione assicurata” che imponeva di evitare a tutti i costi il rischio che la risposta a un attacco dei tank sovietici si trasformasse nell’Apocalisse. Non esisteva l’ipotesi di un first strike ordinato da Washington perché – questo era il mantra – “un conflitto nucleare non può essere vinto”: anche una singola bomba avrebbe innescato una reazione a catena tale da provocare milioni e milioni di morti.
Adesso non è più così, a partire proprio dalle dichiarazioni di principio, ossia le frasi che incarnano la linea di condotta statunitense. “Abbiamo condotto la revisione di un largo spettro di opzioni sulla politica di dichiarazioni – tra cui il No First Use e il Sole Purpose – e abbiamo concluso che questi approcci potrebbero comportare un livello di rischio inaccettabile alla luce della gamma di capacità non nucleari che vengono schierate e progettate dai nostri avversari, tali da infliggere danni strategici agli Usa e ai nostri alleati”. Cosa significa? Il No first use era appunto l’impegno a non usare per primi la Bomba: sarebbe stata utilizzata soltanto in risposta a un’aggressione nucleare nemica. Il Sole Use invece condizionava esclusivamente l’arsenale atomico come strumento per fronteggiare una minaccia dello stesso tipo. Oggi persino quest’ultimo vincolo viene messo in discussione, perché non è più un punto di partenza ma un punto di arrivo: “Manteniamo l’obiettivo di andare verso una dichiarazione di Sole Purpose e lavoriamo con i nostri partner per stabilire i passi concreti che ci permetterebbero di farlo”.
Un unico arsenale
Il presidente Biden ha deciso che le minacce del presente richiedono di integrare le armi convenzionali e quelle nucleari. E testimonia la sua scelta accorpando i tre documenti che stabiliscono le strategie: quello sulla sicurezza nazionale, sulla postura atomica e sullo scudo anti-missile formano una trinità, in cui restano autonomi ma vengono direttamente legati l’uno all’altro. Non era mai accaduto prima. E mai prima d’ora l’America e l’Occidente si era trovati di fronte a una situazione così tesa. Che riguarda le minacce del presente e soprattutto quelle totalmente imprevedibili del futuro prossimo. Come nello spot tv per gli arruolamenti dei Marines appena messo in onda negli States, dove si vedono scontri contro macchine fantascientifiche e droni mostruosi, si prende atto di una metamorfosi dell’idea di guerra, senza più confini e senza più limiti. Qualcosa di terribile e indecifrabile. Perché alla potenza degli ordigni atomici ereditati dal passato si aggiungono innovazioni per allargano il campo di battaglia va dallo spazio agli abissi marini, dalle reti dei computer ai progetti per manipolare il cervello. Armi chimiche e biologiche che colpiscono in maniera invisibile, missili ipersonici per abbattere i satelliti, intelligenze artificiali che uccidono senza controllo umano, sistemi quantistici per comunicare e spiare. E soprattutto nuovi metodi di lotta. Per questo nel documento della Casa Bianca viene più volte ripetuto l’appello ad aziende e università: c’è bisogno di tecnologie nuove ma soprattutto di idee e visioni che possano garantire la sicurezza in un mondo che avanza verso un decennio di incertezza totale. “Viviamo in tempi turbolenti – ha scritto Llyod Austin, il generale nominato ministro alla Difesa – e non possiamo limitarci al business as usual“.
Nulla è più uguale a prima: non esiste più la routine dei manuali militari. Anzitutto, l’America deve fare i conti con due grandi potenze nemiche. La Cina resta l’avversario principale, perché continua a crescere aumentando e modernizzando la sua forza militare ma già “incrementa le azioni coercitive per ridisegnare la regione del Pacifico e il sistema internazionale per imporre le sue indicazioni autoritarie”. Ma se Pechino è pericolo del futuro, il presente è dominato dall’aggressione russa all’Ucraina che ripropone la centralità dell’Europa, completamente dimenticata negli scorsi venti anni. Nel documento c’è la risposta a Putin: “Il Pentagono si concentrerà sull’impedire attacchi russi agli Usa, ai membri della Nato e agli altri partner, rinforzando la nostra determinazione a sostenere le alleanze per includere nella deterrenza le aggressioni convenzionali che hanno il potenziale di portare all’impiego di armi nucleari di ogni livello”. Il riferimento è proprio alle duemila bombe tattiche a disposizione del Cremlino, evocate sempre più spesso nei discorsi dei leader mondiali, che “potrebbero venire usate per vincere una guerra su sui confini o impedire una sconfitta nel caso in cui si trovasse in pericolo di perdere un conflitto regionale”. Più volte nel dossier le armi atomiche vengono messe sullo stesso piano dei nuovi attacchi convenzionali: non conta più la natura dell’ordigno ma quella degli effetti che può provocare. Questo implicitamente e in alcuni passaggi anche esplicitamente sdogana la possibilità di impiegare le testate nucleari.
Nella zona grigia
Gli Stati Uniti hanno per la prima volta la piena consapevolezza che la partita contemporanea si gioca nella Zona Grigia, mettendo a segno attacchi che non hanno nulla di militare ma fanno più guasti dei bombardamenti: una mischia nell’ombra, conducendo assalti di qualsiasi genere per destabilizzare ma senza dichiarare ufficialmente guerra, anzi potendo nascondere la paternità delle incursioni. “La Cina impiega forze sotto controllo statale, operazioni spaziali e cyber, il ricatto economico contro gli Usa e i suoi alleati. La Russia usa la disinformazione, le operazioni spaziali e cyber, e manipola i reparti di altri Paesi contro di noi. Altri attori statali, in particolar modo Corea del Nord e Iran, fanno cose simili anche se finora in maniera più limitata. La proliferazione di missili avanzati, droni, strumenti cyber forniti ai loro partner permette ai rivali di minacciarci per procura con azioni indirette e non attribuibili”. Il Pentagono ha compreso che la risposta con le armi non è la strada migliore per contrastare queste minacce: “in molti casi, la condivisione dell’intelligence, le misure economiche, le azioni diplomatiche e le iniziative nel dominio informativo sono più efficaci”. Ed ecco la scelta di scendere sullo stesso terreno oscuro: “Dobbiamo condurre operazioni cyber per scardinare le attività malevole dei nostri avversari”. Anche in questo caso, c’è il problema di stabilire limiti e procedure. E anche in questo caso, l’America si scopre in ritardo sul fronte delle dottrine e degli strumenti.
L’autocritica atomica
Se si passa dalle armi innovative del futuro a quelle infinitamente più devastanti del passato, l’arsenale nucleare, il Pentagono fa una sorta di autocritica: fino a oggi ha ripetuto i rituali della Guerra Fredda, con spese enormi per aggiornare quei modelli di ordigni e quegli schemi di reazione elaborati prima del crollo dell’Urss. La triade dell’Apocalisse, mantenuta viva per convincere il Cremlino a non lanciare sfide atomiche, era rimasta identica: missili intercontinentali nei silos, nei sottomarini e sui bombardieri a lungo raggio. D’altronde, fino al tramonto della presidenza Obama gli sforzi erano rivolti allo smantellamento degli arsenali, con una pressione per diminuire le testate attraverso i negoziati diplomatici. Ma la via della pace sembra essere smarrita. Perché Russia e Cina – sottolinea il documento – “continuano a espandere e diversificare le loro capacità nucleari, per includere sistemi nuovi e destabilizzanti”: entro un decennio Pechino potrà contare su mille testate; Mosca ne ha 1550 per attacchi intercontinentali e duemila tattiche. Oltre ai numeri, progettano ordigni in grado di sfuggire ai radar – come quelli orbitanti o i siluri sottomarini – e portare la distruzione nel cuore degli States. Inoltre viene ribadito che Cina e Russia “mettono a punto capacità non nucleari che possono venire sfruttate per realizzare attacchi strategici”. Un esempio? Un assalto cyber che paralizzi le reti di computer vitali per i trasporti o la distribuzione dell’energia elettrica. O, per andare sul concreto, il sabotaggio delle condotte sottomarine di gas e di fibre ottiche. Aggressioni che provocano danni enormi ma finora non avrebbero innescato una reazione atomica. Per questo Washington sente la necessità di “adottare e integrare un approccio alla deterrenza che funzioni come leva su strumenti atomici e non”: “una deterrenza calibrata in circostanze specifiche”, senza più vincoli all’uso delle armi più devastanti.
Solo l’alleanza fa la forza
Un’altra svolta, soprattutto rispetto alle posizioni della presidenza Trump, è la spinta a potenziare i rapporti con i partner della Nato e con gli altri alleati degli Usa. Compare in maniera ossessiva in tutti i tre documenti ed è il frutto delle lezioni apprese sia nel confronto con la Cina nel Pacifico ma soprattutto nell’invasione dell’Ucraina. La Casa Bianca sostiene che le alleanze siano indispensabili in tutti gli aspetti dei conflitti di oggi e di domani, dagli scontri nella Zona Grigia alla deterrenza nucleare. È una necessità dettata dalla geografia e dal bisogno di basi in territori lontani, ma anche dai vantaggi possibili solo con la condivisione di informazioni, idee e mezzi. “Il Pentagono cerca di integrare le sue attività, operazioni e strategie più estesamente e più profondamente con i suoi alleati e partner per trasmettere agli avversari la certezza che un aggressione sarebbe accolta con una reazione collettiva. Il coinvolgimento delle forze degli alleati provoca incertezza e rende più difficile la pianificazioni dei nemici”. Questo vale pure sul fronte atomico, per rendere chiaro che “il rischio di un’aggressione locale possa avere conseguenze più larghe, con conseguenze potenzialmente catastrofiche”.
Non a caso, c’è l’enfasi sul programma per la modernizzazione delle bombe atomiche tattiche B-61, schierate in Europa e destinate a venire utilizzate dagli aerei della Nato. E lo stesso accento viene posto sull’integrazione delle protezioni antimissile, che sono incardinate nel vecchio continente. Sono due capitoli che riguardano direttamente l’Italia. Le B-61 si trovano pure nel nostro territorio: a Ghedi (Brescia) e ad Aviano (Pordenone), mentre nel paragrafo sullo scudo antimissile si citano le batteria terra-aria Samp-T in dotazione al nostro Paese. Dallo scorso febbraio il mondo è cambiato. Prima di allora, le minacce erano remote e la sfida tra potenze pareva destinata ad avvenire nel lontano Pacifico: adesso l’Europa è tornata a essere prima linea, in un confronto che non esclude più l’escalation nucleare.
DOMENICA 31.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici, Buona domenica!
Che la luce di Cristo risorto illumini il cammino della nostra vita e il suo amore ricolmi di gioia i nostri cuori.
In prossimità della Festa di tutti i Santi e dei fedeli defunti, alziamo il nostro sguardo al Cielo, che è la meta alla quale dobbiamo tendere con tutte le nostre forze.
Mettiamo come impegno fondamentale della nostra vita cristiana quello di non mancare mai alla S. Messa domenicale, perché è il momento del nostro incontro con Cristo e la fonte inesauribile della grazia che ci rinnova.
La Parola di Dio e l’Eucaristia ci sono necessarie per vivere in questo mondo dove la tenebra e il male ci assediano da ogni parte con il rischio di travolgerci.
Il Vangelo ci racconta la straordinaria conversione di Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, al quale Gesù manifesta il desiderio di essere invito a tavola.
Il piccolo uomo mostra subito di avere un grande cuore decidendo di dare la metà dei suoi beni ai poveri e di restituire quattro volte tanto quello che aveva rubato.
Così Zaccheo ha ottenuto l’essenziale della vita, la fede e la salvezza. Un grande esempio per ognuno di noi.
Vostro Padre Livio
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 31 ottobre 201)
Cari fratelli e sorelle!
L’Evangelista san Luca riserva una particolare attenzione al tema della misericordia di Gesù. Nella sua narrazione, infatti, troviamo alcuni episodi che mettono in risalto l’amore misericordioso di Dio e di Cristo, il quale afferma di essere venuto a chiamare non i giusti, ma i peccatori (cfr Lc 5,32). Tra i racconti tipici di Luca vi è quello della conversione di Zaccheo, che si legge nella liturgia di questa domenica. Zaccheo è un “pubblicano”, anzi, il capo dei pubblicani di Gerico, importante città presso il fiume Giordano.
I pubblicani erano gli esattori dei tributi che i Giudei dovevano pagare all’Imperatore romano, e già per questo motivo erano considerati pubblici peccatori. Per di più, approfittavano spesso della loro posizione per estorcere denaro alla gente. Per questo Zaccheo era molto ricco, ma disprezzato dai suoi concittadini. Quando dunque Gesù, attraversando Gerico, si fermò proprio a casa di Zaccheo, suscitò uno scandalo generale. Il Signore, però, sapeva molto bene quello che faceva. Egli, per così dire, ha voluto rischiare, e ha vinto la scommessa: Zaccheo, profondamente colpito dalla visita di Gesù, decide di cambiare vita, e promette di restituire il quadruplo di ciò che ha rubato. “Oggi per questa casa è venuta la salvezza”, dice Gesù, e conclude: “Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto”.
Dio non esclude nessuno, né poveri né ricchi. Dio non si lascia condizionare dai nostri pregiudizi umani, ma vede in ognuno un’anima da salvare ed è attratto specialmente da quelle che sono giudicate perdute e che si considerano esse stesse tali. Gesù Cristo, incarnazione di Dio, ha dimostrato questa immensa misericordia, che non toglie nulla alla gravità del peccato, ma mira sempre a salvare il peccatore, ad offrirgli la possibilità di riscattarsi, di ricominciare da capo, di convertirsi. In un altro passo del Vangelo, Gesù afferma che è molto difficile per un ricco entrare nel Regno dei cieli (cfr Mt 19,23).
Nel caso di Zaccheo, vediamo proprio che quanto sembra impossibile si realizza: “egli – commenta san Girolamo – ha dato via la sua ricchezza e immediatamente l’ha sostituita con la ricchezza del regno dei cieli” (Omelia sul salmo 83, 3). E san Massimo di Torino aggiunge: “Le ricchezze, per gli stolti sono un alimento per la disonestà, per i saggi invece sono un aiuto per la virtù; a questi si offre un’opportunità per la salvezza, a quelli si procura un inciampo che li perde” (Sermoni, 95).
Cari amici, Zaccheo ha accolto Gesù e si è convertito, perché Gesù per primo aveva accolto lui! Non lo aveva condannato, ma era andato incontro al suo desiderio di salvezza. Preghiamo la Vergine Maria, modello perfetto di comunione con Gesù, affinché anche noi possiamo sperimentare la gioia di essere visitati dal Figlio di Dio, di essere rinnovati dal suo amore, e trasmettere agli altri la sua misericordia.
L’EUROPA NON E’ CRISTIANA E NON VUOLE ESSERLO

Il nuovo libro di Pierre Manent
GIULIO MEOTTI 28 OTT 2022 il Il Foglio
Il discepolo di Raymond Aron e fra i maggiori intellettuali francesi affronta il declino del cattolicesimo nella nostra società. “L’Europa non è cristiana, non vuole esserlo. Vuole essere qualcos’altro, è aperta a tutte le altre possibilità, anche essere niente, ma non essere cristiana”
“La perplessità e il dubbio che segnano sempre più profondamente l’autocoscienza degli europei (chi siamo?) è in gran parte dovuto a una causa che non viene quasi mai citata: gli europei non sanno cosa pensare o fare del cristianesimo”.
Si apre così “Blaise Pascal et la proposition chrétienne” (Grasset), il nuovo libro di Pierre Manent, il discepolo di Raymond Aron (di cui fu assistente al Collège de France) e fra i maggiori intellettuali francesi, in cui alla luce dell’autore dei “Pensieri” affronta la questione che gli è più cara, ovvero il declino del cattolicesimo nella nostra società (ne parlerà anche Chantal Delsol in “La fine della cristianità e il ritorno del paganesimo” in uscita da Cantagalli).
Il libro di Manent, classe 1949, figlio di comunisti di Tolosa, è una grande riflessione sulla scristianizzazione. “Così come Israele si è formato nell’Alleanza e nella contesa amorosa con il suo Dio, la dinamica della storia europea si è svolta in un confronto incessante con il cristianesimo”. L’Europa però ha deciso di dichiarare preclusa questa possibilità. “Ha deciso di rinascere. Ma questo battesimo è la cancel culture.
Lo dichiara pubblicamente, lo dimostra con le sue azioni: l’Europa non è cristiana, non vuole esserlo. Vuole essere qualcos’altro, è aperta a tutte le altre possibilità, anche essere niente, ma non essere cristiana”.
Dalla secolarizzazione si passa alla scristianizzazione. “La neutralità dello stato si è estesa alla società stessa e a tutte le istituzioni fondate su una certa ‘idea del bene’”. Oggi lo stato e la scienza, che ai tempi di Pascal iniziarono la loro supremazia, stanno raggiungendo il culmine della propria ambizione.
“Niente sfugge alla sorveglianza del welfare state e all’intrusione dello sguardo scientifico. Il progetto europeo si basa sulla decisione di rifiutare ogni continuità tra la nuova Europa e quella che l’ha preceduta, come a proteggersi dalla contaminazione. Un presepe è accettabile nello spazio pubblico solo come residuo folcloristico”.
Non si tratta solo dell’attaccamento alle vecchie chiese, alle croci sul ciglio della strada e alle espressioni religiose entrate a far parte del linguaggio quotidiano. Secondo Manent, sempre più persone possono passare tutta la vita senza incontrare la questione del loro rapporto con il cristianesimo. “Il termine scristianizzazione è troppo astratto. È più un’apostasia, una stanchezza, un’indifferenza, a volte un’avversione palpabile”.
Ma nello stesso momento in cui svuota lo spazio pubblico europeo dei segni del cristianesimo, l’Europa accoglie incondizionatamente l’islam. “L’islam è la religione che si afferma in forme pubbliche conquistatrici, mettendo in dubbio la grande narrativa della secolarizzazione. Sfida l’autocoscienza su cui si è basata la fiducia in se stessa dell’Europa moderna”.
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Questo libro conferma, sotto il profilo dell’’indagine culturale, quello che la Regina della pace ha detto nel suo ultimo messaggio: “ L’umanità ha deciso per la morte”.
Tuttavia si avvicina il momento in cui ognuno, se vorrà salvarsi, dovrà fare prendere una decisione dinanzi alla speranza cristiana (P. Livio)
APOSTOLI DI MARIA

27. Ogni uomo sarà chiamato a rispondere
“«Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra. Queste sono le mie ultime apparizioni.” (02 – 05 – 1982). La Madonna è qui per la sua ultima battaglia contro satana e per la sua più grande vittoria.
Dopo il tempo della pace sulla terra, che avrà inizio col compimento dei dieci segreti, l’impero delle tenebre tenterà l’ultimo assalto, ma allora sarà Cristo stesso che verrà sulle nubi del cielo, “con potenza e gloria grandi” , a gridare il suo “Basta!” al mistero di iniquità e a portare a compimento la sua grande opera di misericordia e di salvezza.
Nel lungo tempo della presenza di Maria molti hanno risposto alla chiamata, ma un numero enorme non l’ha neppure presa in considerazione. E’ la Gospa stessa a fare il bilancio:
“Cari figli, oggi vi invito a pregare e a digiunare per le mie intenzioni, perché satana vuole distruggere il mio piano. Ho iniziato qui con questa parrocchia e ho invitato il mondo intero. Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire né accettare il mio invito. Perciò voi che avete pronunciato il Sì, siate forti e decisi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” ( 2- 08- 2011).
E’ una illusione fatale pensare che ciò possa avvenire senza gravi conseguenze. L’umanità infatti galleggia su un mare di fuoco e solo dei cuori induriti e accecati possono rifiutare un aiuto straordinario che li porti in salvo.
La presenza della Regina della pace è la riposta di infinita misericordia che viene data a un mondo immerso nel peccato e sotto la ferrea dittatura del demonio. Che accadrà a quelli che la rifiutano?
Il tempo dei segreti è un tempo speciale nel quale ogni uomo, nessuno escluso, dovrà fare le sue scelte e decidersi per Dio o contro Dio. Nessuno potrà esimersi dal prendere una posizione, dalla quale dipenderà il suo destino eterno.
La Gospa ha richiamato più volte alla responsabilità che deriva a ognuno dal fatto che ha ricevuto da Dio il libero arbitrio, arrivando persino a dire: “ Dio ha dato a tutti la libertà, che io rispetto con tutto l’amore; ed io mi sottometto, nella mia umiltà, alla vostra libertà ( 25 – 11 – 1987).
Man mano che il tempo si avvicina la Madre ammonisce i suoi figli, specialmente i più lontani, perché si decidano per la conversione. Nessuno potrà sfuggire all’ aut – aut che obbligherà ognuno a decidersi per Dio o contro Dio: “Figlioli, voi siete liberi di decidervi nella libertà per Dio o contro di Lui.” ( 25- 01 – 2016).
Lo svolgimento dei dieci segreti sarà tale per cui verrà data la possibilità a ogni uomo di prendere posizione, accogliendo le parole della salvezza di Maria o ignorandole.
Dopo l’annuncio del segno sulla montagna, che verrà dato tre giorni prima, e dopo la sua realizzazione dinanzi agli occhi del mondo, non sarà più possibile accampare scuse per sfuggire ancora una volta alla scelta.
Man mano che i segreti verranno rivelati e si realizzeranno, chi potrà accampare giustificazioni e sfuggire all’imperativo di una risposta? Gli uomini dell’interro pianeta dovranno decidersi se accogliere la salvezza offerta dal Figlio di Maria, oppure respingerla.
Nessuno potrà sfuggire alla decisione di riconoscere in Gesù il Salvatore, oppure di rimanere sotto il potere del maligno. I segreti dei cuori saranno svelati e l’umanità si dividerà in due grandi schieramenti.
Ognuno andrà da quella parte dove il suo cuore lo porterà. Chi crederà si salverà, che non crederà non si salverà.
L’intera storia umana è storia della salvezza e il nostro tempo lo è in modo particolare, perché è il momento culminante dell’attacco di satana alla Chiesa e al futuro stesso dell’umanità.
A partire dal segno sulla collina, “un segno visibile, indistruttibile, permanente, bellissimo, che viene dal Signore” (Mirjana), il mondo non potrà guardare altrove e non prenderlo in considerazione. L’umanità entrerà in una fase di inquietudine e di angoscia, in attesa di ciò che sta per accadere.
Satana, che da tempo sta soffiando il vento pernicioso dell’odio e della guerra, cercherà di attuare il suo disegno perverso di distruzione universale, paralizzando le moltitudini con la paura e gettandole nella disperazione.
In quel contesto risuoneranno le parole della speranza di Maria, che risplenderanno come stelle nella notte tenebrosa e che indicheranno la via della salvezza. Come nuovo Mosè, la Condottiera divina aprirà le acque del Mar Rosso e porterà sulla spiaggia della salvezza tutti quelli che la seguiranno.
Le meraviglie divine compiute in passato si ripeteranno e gli uomini vedranno la potente salvezza del Figlio di Maria. La Gospa non aveva forse rivelato fin dall’inizio delle apparizioni ciò che stava per realizzare e che nessuno allora avrebbe mai immaginato?
La Regina è scesa sulla terra per affermare la sua regalità e per spinare la strada del ritorno a Cristo del mondo intero. Ciò che ha realizzato con braccio potente, liberando l’Europa dalla dittatura del comunismo, ci rende certi di quanto realizzerà in futuro, quando con i suoi apostoli incatenerà il drago dell’incredulità e dell’empietà, ricacciandolo nei suoi abissi tenebrosi.
L’umanità stessa sta preparando oggi ciò che accadrà domani. Seguendo satana, che la sta portando sulla via della rovina, prepara il suo futuro di disperazione e di morte. I cosiddetti “castighi” sono le conseguenze di ciò che gli uomini provocano allontanandosi da Dio e dai suoi comandamenti.
La guerra contro il loro Salvatore e Signore li rende succubi del padre della menzogna e dell’omicida fin dal principio. Il tempo dei segreti e gli eventi che ne conseguiranno non è quello dei flagelli divini, ma delle malefatte degli uomini istigati da satana.
Ma è anche il tempo dell’intervento della Madre per salvare i suoi figli. Quanto la ascolteranno? Chi ha tenuto chiuso il cuore fino ad ora sarà ancora in tempo ad aprilo? Mai rimandare a domani la conversione che ci viene chiesta oggi.
La Gospa ha ottenuto da Dio la grazia di rimanere per così tanto tempo perché il maggior numero di persone possibile si converta e passi illeso attraverso la prova del fuoco.
Da tempo sta preparando quelli che hanno riposto alla chiamata, perché siano i testimoni della fede, gli apostoli dell’amore e i portatori della pace.
La Madonna fin dal principio li sta ringraziando perché, con la loro risposta, hanno reso possibile il trionfo progressivo del suo Cuore Immacolato e otterrà la sua ultima e più grande vittoria.
Vostro Padre Livio

