DOMENICA  31.MA  DEL TEMPO  ORDINARIO

Cari amici,  Buona domenica!

Che  la  luce  di Cristo  risorto illumini il cammino della  nostra  vita e il suo amore ricolmi di gioia i nostri cuori.

In prossimità  della Festa di tutti i Santi e dei fedeli defunti,  alziamo il nostro sguardo al Cielo, che  è  la meta  alla  quale dobbiamo tendere con tutte  le  nostre forze.

Mettiamo come  impegno  fondamentale della nostra vita cristiana quello  di non  mancare  mai alla S.  Messa  domenicale,  perché è il  momento del  nostro incontro con Cristo e  la fonte inesauribile  della grazia che ci rinnova.

La Parola  di Dio e l’Eucaristia ci sono necessarie  per vivere in questo mondo dove  la  tenebra e il  male  ci assediano da ogni parte con il rischio di travolgerci.

Il  Vangelo ci racconta  la straordinaria conversione di Zaccheo,  capo dei pubblicani e ricco, al quale Gesù  manifesta  il  desiderio di essere invito a  tavola.

Il piccolo uomo mostra subito di avere un grande  cuore decidendo di dare  la  metà  dei suoi beni ai poveri e di restituire quattro volte tanto quello che aveva rubato.

Così Zaccheo  ha ottenuto l’essenziale della  vita, la fede e  la salvezza. Un grande  esempio  per  ognuno di noi.

Vostro Padre Livio



BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 31 ottobre 201
)

Cari fratelli e sorelle!

L’Evangelista san Luca riserva una particolare attenzione al tema della misericordia di Gesù. Nella sua narrazione, infatti, troviamo alcuni episodi che mettono in risalto l’amore misericordioso di Dio e di Cristo, il quale afferma di essere venuto a chiamare non i giusti, ma i peccatori (cfr Lc 5,32). Tra i racconti tipici di Luca vi è quello della conversione di Zaccheo, che si legge nella liturgia di questa domenica. Zaccheo è un “pubblicano”, anzi, il capo dei pubblicani di Gerico, importante città presso il fiume Giordano.

I pubblicani erano gli esattori dei tributi che i Giudei dovevano pagare all’Imperatore romano, e già per questo motivo erano considerati pubblici peccatori. Per di più, approfittavano spesso della loro posizione per estorcere denaro alla gente. Per questo Zaccheo era molto ricco, ma disprezzato dai suoi concittadini. Quando dunque Gesù, attraversando Gerico, si fermò proprio a casa di Zaccheo, suscitò uno scandalo generale. Il Signore, però, sapeva molto bene quello che faceva. Egli, per così dire, ha voluto rischiare, e ha vinto la scommessa: Zaccheo, profondamente colpito dalla visita di Gesù, decide di cambiare vita, e promette di restituire il quadruplo di ciò che ha rubato. “Oggi per questa casa è venuta la salvezza”, dice Gesù, e conclude: “Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto”.

Dio non esclude nessuno, né poveri né ricchi. Dio non si lascia condizionare dai nostri pregiudizi umani, ma vede in ognuno un’anima da salvare ed è attratto specialmente da quelle che sono giudicate perdute e che si considerano esse stesse tali. Gesù Cristo, incarnazione di Dio, ha dimostrato questa immensa misericordia, che non toglie nulla alla gravità del peccato, ma mira sempre a salvare il peccatore, ad offrirgli la possibilità di riscattarsi, di ricominciare da capo, di convertirsi. In un altro passo del Vangelo, Gesù afferma che è molto difficile per un ricco entrare nel Regno dei cieli (cfr Mt 19,23).

Nel caso di Zaccheo, vediamo proprio che quanto sembra impossibile si realizza: “egli – commenta san Girolamo – ha dato via la sua ricchezza e immediatamente l’ha sostituita con la ricchezza del regno dei cieli” (Omelia sul salmo 83, 3). E san Massimo di Torino aggiunge: “Le ricchezze, per gli stolti sono un alimento per la disonestà, per i saggi invece sono un aiuto per la virtù; a questi si offre un’opportunità per la salvezza, a quelli si procura un inciampo che li perde” (Sermoni, 95).

Cari amici, Zaccheo ha accolto Gesù e si è convertito, perché Gesù per primo aveva accolto lui! Non lo aveva condannato, ma era andato incontro al suo desiderio di salvezza. Preghiamo la Vergine Maria, modello perfetto di comunione con Gesù, affinché anche noi possiamo sperimentare la gioia di essere visitati dal Figlio di Dio, di essere rinnovati dal suo amore, e trasmettere agli altri la sua misericordia.