"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 32 di 179

BUONA DOMENICA

DOMENICA 32.M DEL  TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

la Domenica, come dice  la  parola stessa, è  il  giorno del Signore,  il  giorno della sua gloriosa Resurrezione,  il   giorno in  cui è   stata  vinta  la  morte e con   essa  il male  che affliggono  la  nostra vita.

Dinanzi a noi si  è  aperta  la strada  che  porta  alla vita eterna,  alla  gioia che non ha fine,  al  traguardo unico e definitivo della  nostra vita.

Noi però  viviamo come se questo evento  non fosse avvenuto,  come se Cristo non fosse  risorto,  come  se  il Cielo fosse disabitato,  come se con  la nostra morte  ci dissolvessimo nel  nulla.

Questo è  quanto  è accaduto alla maggior  porte  dei popoli dell’Occidente, che da credenti sono diventati atei,  da vivi si sono ritrovati morti, da cristiani sono ridiventati pagani, senza Dio e senza  speranza   nel  mondo.

Adesso è  tempo di risvegliarci perché  le  tenebre non abbiano  a  prevalere, perché  la speranza vinca  sulla  disperazione,  la gioia sulla tristezza.

Ritorniamo a Cristo, ai Comandamenti, alla Santa messa,   alla  luce, alla  libertà e  alla  vita.

Nel vangelo  di oggi Gesù, rispondendo a una domanda  dei suoi avversari, ribadisce  la  vita  con Dio dei giusti dopo  la morte  e la condizione gloriosa  che avremo alla  resurrezione della carne, ormai libera  dalle  schiavitù terrene.

Questi squarci di eternità   possano illuminare la nostra  vita e aprire  il  cuore alla   speranza della  gioia senza fine del  Cielo.

Vostro  Padre  Livio


Vangelo

Dio non è dei morti, ma dei viventi.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 20,27-38
 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
 
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Parola del Signore

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

LA  REGINA DELLA PACE  CI INSEGNA CHE CON  LA PREGHIERA E  IL DIGIUNO SI POSSONO FERMARE ANCHE LE  GUERRE  PIU’ VIOLENTE

Cari amici, in questi giorni in cui si fanno marce  per  la   pace da  parte   di tante persone di buona volontà, vorrei riportare  qualche messaggio della Regina della pace, dalle cui parole si comprendo che è in primo  luogo con  la  preghiera  e il digiuno che si possono fermare  le  guerre,  per  quanto violente  esse siano.

 Il primo risale al 25 aprile 1992, a pochi giorni dal secondo attacco su Medjugorje. In questo messaggio la Madonna dice chiaramente che la preghiera è l’unica arma contro la guerra e sottolinea che siamo suoi figli, il nostro atteggiamento sia umile nel perdonare : «Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Soltanto con la preghiera e il digiuno si può fermare la guerra. Perciò, cari figlioli miei, pregate e testimoniate con la vostra vita che siete miei e che mi appartenete, perché satana in questi giorni torbidi vuole sedurre quante più anime possibile. Perciò vi invito a decidervi per Dio e Lui vi proteggerà e vi mostrerà che cosa dovete fare e quale via percorrere. Invito tutti coloro che mi hanno detto “sì” a rinnovare la consacrazione a mio Figlio Gesù, al suo Cuore e a me, in modo che possiamo usarvi ancora più efficacemente come strumenti di pace in questo mondo senza pace. Medjugorje è per voi tutti un invito a pregare e anche a vivere i giorni di grazia che Dio vi dà. Perciò, cari figli, accettate con serietà l’invito alla preghiera. Io sono con voi e la vostra sofferenza è la mia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

La Madonna sa che la guerra cambia gli uomini, li rende belve, e per questo motivo ci richiama a testimoniare la fede nella nostra vita, con il perdono e la preghiera. Anche nelle situazioni più brutali, come la guerra o addirittura le deportazioni, non sono mancate figure di luce, cristiani che si sono distinti per il loro atteggiamento mite, umile e di preghiera. Alcuni esempi San Massimiliano Kolbe, Edith Stein. Nel tempo delle sciagure, del terrore, nel tempo della prova, è molto importante che ci siano delle anime luminose che testimoniano la misericordia di Dio. La Madonna è qui da così tanto tempo per formare anime salde e forti nella fede, che con la loro vita dimostrano di essere sue. Satana vuole la guerra, perché così rende le anime brutte, incattivite, violente, plasmandole a immagine del suo odio. Se vogliamo la protezione divina dobbiamo affidarci a Dio e seguire la via che lui ci indica. Ogni nostra giornata inizi e termini con la nostra consacrazione a Maria e Gesù. Fin da ora perché siamo già nel tempo della prova. La Madonna ha bisogno di anime che siano luce nelle tenebre, pace dove c’è odio, compassione dove c’è crudeltà. I messaggi dati nel periodo della guerra sono tutti accorati, la Madonna, come Madre, è in apprensione per il nostro comportamento, teme che ci lasciamo travolgere dal male.        
            Ecco il messaggio del 25 ottobre 1992, le cui parole sono allarmanti e mettono in guardia sulle mire di satana: «Cari figli, vi invito alla preghiera ora che satana è forte e vuole appropriarsi delle anime quando più è possibile. Pregate, cari figli, e abbiate più fiducia in me perché io sono qui con voi per aiutarvi e per guidarvi sulla nuova strada, verso una vita nuova. Perciò, cari figlioli, ascoltate e vivete ciò che vi dico, perché per voi sarà importante, quando non sarò più con voi, ricordarvi delle mie parole, di tutto quello che vi ho detto. Vi invito a cominciare da capo a cambiare la vostra vita e a decidervi per la conversione, non a parole, ma con la vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Questo appello risuona nelle parole dei messaggi di quest’anno, 2021, quando la Madonna ci mette in guardia dalla forza di satana che vuole assoggettare quante più anime a sé, con i suoi inganni e le sue menzogne. Dobbiamo avere fiducia nella Madonna, nel suo aiuto, nella sua guida e nel suo amore. La Madonna ha ottenuto da Dio di stare con noi anche per tutto il tempo dei dieci Segreti, il suo amore è così grande che non ci abbandonerà nemmeno nelle prove più grandi.        
            Questi messaggi dati in tempo di guerra, sono inviti forti alla conversione, alla decisione per Dio, alla messa in pratica nella vita quotidiana dell’amore, della pace e della preghiera. Ogni giorno dobbiamo testimoniare di essere suoi. Questi appelli sono molto significativi se letti alla luce di quelli dati ai giorni nostri. Il richiamo è fortissimo.      
            Il 25 ottobre 1993, la Madonna ha dato questo messaggio, invitando ancora all’apertura a Dio, a vivere i Comandamenti, a vivere la fede testimoniandola ogni giorno: «Cari figli, in questi anni vi ho invitato a pregare e a vivere quello che vi dico, ma voi vivete poco i miei messaggi. Voi parlate, ma non vivete: è per quello, figlioli, che questa guerra dura così a lungo. Vi invito ad aprirvi a Dio e a vivere con Dio nel vostro cuore, praticando il bene e testimoniando i miei messaggi. Io vi amo e desidero proteggervi da ogni male, ma voi non volete. Cari figli, non posso aiutarvi se non vivete i comandamenti di Dio, se non vivete la santa Messa, se non rigettate il peccato. Vi invito a diventare apostoli dell’amore e della bontà. In questo mondo senza pace, testimoniate Dio e il suo amore; e Dio vi benedirà e vi darà quello che gli chiedete. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Infine il messaggio del 25 febbraio 1994, con cui la Madonna ringrazia perché con le preghiere è finita la guerra. È un messaggio pieno di amore e di gratitudine: «Cari figli, oggi vi ringrazio per le vostre preghiere. Voi tutti mi avete aiutata a far sì che questa guerra finisca il più presto possibile. Io vi sono vicina e prego per ognuno di voi e vi supplico: pregate, pregate, pregate. Soltanto attraverso la preghiera possiamo vincere il male e proteggere tutto quello che Satana desidera distruggere nella vostra vita. Io sono vostra Madre, vi amo tutti ugualmente e intercedo per voi presso Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».  

Come possiamo ben vedere, seguendo la Madonna arriviamo sempre al lieto fine. Non dobbiamo stancarci però di pregare. Soltanto la preghiera quotidiana ci protegge dal male, è l’unica arma invincibile. Speriamo di poter sentire anche noi queste parole di gratitudine e di ringraziamento alla fine dei dieci Segreti.

Vostro Padre  Livio

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Ucraina. Vignarca (Rete pace e Disarmo): “Il momento giusto per dire ‘tacciano le armi e si avvii il negoziato”

5 Novembre 2022 M. Chiara Biagioni -sir

Grande mobilitazione per la pace oggi, 5 novembre, a Roma. A scendere in piazza associazioni locali e nazionali, movimenti, sindacati. Quasi 600 sigle per chiedere il “cessate il fuoco subito” e un “negoziato per la pace”. “Mettiamo al bando tutte le armi nucleari, solidarietà con il popolo ucraino e con le vittime di tutte le guerre”, sarà lo slogan della manifestazione. Per Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne Rete italiana Pace e Disarmo, sarà “una piazza numerosa e allargata” perché “per lavorare alla pace, c’è bisogno di tutti”

“Siamo in un momento cruciale che vede da una parte l’escalation della guerra convenzionale che provoca sempre più morti e dall’altra il possibile e reale rischio di una minaccia nucleare. Ancora di più oggi, ci sembra il momento giusto per dire: cessate il fuoco e avvio dei negoziati”. Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne Rete italiana Pace e Disarmo, spiega così al Sir le motivazioni che spingono un numero sempre crescente di associazioni, organizzazioni e movimenti a scendere oggi in piazza per chiedere – qui il testo della “piattaforma” – all’Italia, all’Unione europea e agli Stati membri e alle Nazioni Unite di “assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco”. Una manifestazione nazionale organizzata da Europe for Peace, a cui aderiscono quasi 600 sigle. Alle 13 – spiega al Sir Vignarca – partirà un corteo da piazza della Repubblica e raggiungerà piazza San Giovanni.Centinaia sono le adesioni di associazioni locali e nazionali, movimenti, sindacati. E altre continuano ad arrivare. Abbiamo notizie di treni e pullman che sono stati organizzati per la manifestazione.Alle 15 dovrebbero poi iniziare gli interventi dei rappresentanti delle associazioni e organizzazioni ma ci saranno pure testimonianze, anche dal conflitto in Ucraina”.

Un impegno, quello per la pace e il disarmo nucleare, che in realtà giunge da lontano.

Ci siamo sempre occupati dei conflitti e abbiamo sempre dato voce alla volontà di costruire percorsi di pace. È la voce che sale dalle società civili, dalle città, dalle comunità, dalle famiglie. Nello specifico, poi, del conflitto in Ucraina, abbiamo promosso fin dall’inizio una serie di iniziative a partire dalla manifestazione del 26 febbraio a due giorni dall’invasione, alle carovane della pace del coordinamento Stop The War Now del 2 aprile fino alle mobilitazioni nelle piazze italiane.Stiamo facendo né più né meno quello che chiede Papa Francesco che ci sembra davvero l’unico leader internazionale che ha continuato a dire che, oltre al riconoscimento delle responsabilità, bisogna sempre dare una possibilità alla pace e a qualunque via di cessate il fuoco e negoziazione.

In realtà finora i negoziati non sono neanche partiti. Le porte non sono chiuse ma blindate. Cosa vi fa credere che la pace intesa come apertura al negoziato, in questa condizione, sia possibile?

Finché continueremo a pensare che il negoziato lo fanno in due, non arriveremo in effetti da nessuna parte. Quando ci sono conflitti in corso, se lasci i due contendenti da soli, non si riuscirà mai a trovare una mediazione che va bene ad entrambi. Chi è in una posizione di vantaggio, rifiuta qualsiasi accordo e chi sta perdendo, non accetta di riconoscere i passi indietro compiuti. L’unico modo è realizzare un tavolo negoziale multilaterale che comprenda, in questo caso specifico, non solo i rappresentanti dei governi di Kiev e di Mosca, ma tutti gli attori necessari per trovare una pace giusta. Anche per la guerra in Ucraina – al di là delle responsabilità dirette di Putin e del suo regime che l’hanno scatenata – le motivazioni di fondo arrivano da lontano e risalgono al malessere di un mondo che ha perso una sicurezza ed un equilibrio condivisi. Il problema sottostante è un nuovo ordine globale più inclusivo e aperto.

Quali sono le proposte concrete che vorreste portare a questo tavolo negoziale?

Non siamo noi a doverle dire e soprattutto dirle preventivamente perché altrimenti non c’è negoziato. Quello che dobbiamo fare, come Italia, come Europa, come Comunità internazionale, è premere affinché si fermino le armi e si portino tutti gli attori politici coinvolti ad un tavolo negoziale multilaterale e allargato.

Che società civile scenderà in piazza?

Sarà una società civile molto allargata. Ci saranno realtà che in questi mesi non sempre l’hanno pensata nello stesso modo. Mi riferisco, per esempio, alla questione dell’invio delle armi in Ucraina. E ci sarà una società civile che ha lavorato in maniera diversa e su diversi fronti. C’è chi ha lavorato per sostenere la popolazione civile ucraina e chi per favorire e aiutare gli obiettori e i dissidenti russi. Nonostante queste diversità, di modo, di approccio e di ruolo, ci stiamo tutti ritrovando in maniera direi anche numericamente massiccia per dire che oggi è fondamentale smettere di parlare solo di guerra, di soluzione armata e cominciare a parlare di pace. La pace non è vittoria bellica, ma trovare una soluzione insieme. Siamo consapevoli che il percorso è difficile ma è una strada sulla quale non ci si è finora troppo impegnati.

Che speranze avete di essere ascoltati?

Il simbolo della pace deriva dalla storia di Noè che manda la colomba oltre la tempesta. Quando finalmente torna, appare in cielo l’arcobaleno che è il simbolo di una Nuova Alleanza tra Dio e l’umanità. Ma Noè non ne ha mandato solo una di colomba. Ne ha mandato prima altre e solo dopo un po’ una di loro è tornata indietro. Questo ci fa capire che, nel chiedere la pace, dobbiamo essere perseveranti. La speranza è perseveranza. È difficile, è complicato, non abbiamo la soluzione in tasca ma proviamo ad aprire percorsi che fino ad oggi non sono stati ancora provati

Cosa è la pace?

La pace è la presenza di diritti per tutti. Non è assenza di guerra. Non è solo armistizio e tregua. Non basta fermare la guerra per costruire la pace. Una società, dove non si spara ma dove ci sono pochi ricchi e tanti poveri, non è una società in pace. Occorre quindi lavorare per togliere le disuguaglianze, aiutare i più deboli, dare diritti a tutti, garantire accesso democratico. Per questo la piazza del 5 novembre sarà una piazza numerosa e allargata perché per lavorare alla pace, c’è bisogno di tutti.

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Guerra in Ucraina

Carissimo Padre Livio,

Proprio in questo momento ho con tristezza appreso un’altra delle terribili decisioni di Putin, e cioè la mobilitazione di russi che hanno commesso gravi crimini. Lo trovo a dir poco mostruoso. Questa scelta mostra ancora una volta l’azione terribile del demonio, permessa da individui che purtroppo, almeno per ora (preghiamo per la loro conversione), stanno compiendo la volontà del male.

Mi viene da pensare che inviare dei malfattori possa essere una mossa giustificata dal possibile uso da parte della Russia di una “bomba sporca” in Ucraina. Cosa ne pensa a riguardo?

Solo la Madonna certamente conosce i piani futuri del male. 

In questo venerdì offriamo alla Santa Vergine Maria preghiere e digiuni per il compimento dei Suoi Santissimi Piani. Consacriamoci con fede al Suo Cuore Immacolato e confidiamo nel “cambiamento del cuore umano”.

Che Dio sia lodato.

La abbraccio con tanto affetto e ringrazio di cuore Dio per il “santo” lavoro che lei e tutti i volontari operate ogni giorno con amore e coraggio.

Elena (Norvegia)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 9)

“Io penso che chi non crede, più che di segni per i suoi occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore.”

Padre Livio: Caro Jakov,  anche  la tua testimonianza sull’inferno, seppur breve è stata molto efficace. Ci hai detto che ti ha fatto così impressione, che ti ha così colpito, che ti ha arrecato una così grande pena…

Jakov: Sì, una grande pena per la gente….

Padre Livio. Ti faceva pena quella gente che era là dentro?

Jakov: Sì. Tu in quel momento pensi: ma ci voleva così tanto per salvarsi?

Padre Livio: E’ proprio così!

Jakov: Ci voleva così poco. Solo…

Padre Livio: Ci vuole poco per salvarsi?

Jakov: Ci vuole poco per ciascuno di noi per salvarsi e quel poco lì consiste nell’aprire il nostro cuore a Dio.

Padre Livio: Basterebbe almeno chiedere la sua misericordia.

Jakov: Sicuramente, chiederla.

Padre Livio: Dunque Jakov, non è poi così difficile salvarsi?

Jakov. Sicuramente ci vuole poco. La Madonna ha detto, come ho accennato prima, che basta che noi ci apriamo e il resto lo fa tutto lei.

Padre Livio: Dobbiamo metterla nella condizione di poterci aiutare.

Jakov: Fa tutto la Madonna con noi, ma noi dobbiamo aprirci a lei e donarle il nostro cuore.

Padre Livio: E’ chiaro che non ci può salvare se noi non vogliamo.

Jakov: Se noi le doniamo il cuore, lei poi può lavorare tramite noi.

Padre Livio. D’accordo Jakov, ma, secondo te, perché queste persone che si trovano all’inferno non hanno voluto aprirsi?

Jakov: Forse non hanno mai conosciuto l’amore di Dio.

Padre Livio: Dio però va alla ricerca di tutti..

Jakov: Oppure non hanno creduto che Dio esiste, non hanno mai sentito il desiderio di Dio.

Padre Livio: Alla radice però c’è sempre una chiusura.

Jakov: O forse non hanno corrisposto alle grazie. Purtroppo tanti dicono: “ Alle apparizioni non ci crediamo”. Ma come mai non si crede? Eppure sappiamo che sono avvenute tante volte nel mondo: a Lourdes, a Fatima, dove la Madonna ha lasciato dei segni. E purtroppo tanti ancora non credono.

Padre Livio: Il mistero della libertà umana è grande.

Jakov: Ma io penso che chi non crede, più che di segni per i suoi occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore. E noi queste persone le possiamo aiutare con la nostra preghiera per loro e con nostro esempio verso di loro.

Padre Livio: Quindi possiamo aiutare le persone a salvarsi con la preghiera, con l’esempio e penso anche con i nostri sacrifici.

Jakov: Anche con i sacrifici, perché io penso che, come ho detto prima, che noi oggi purtroppo parliamo tanto e diciamo: “Dobbiamo fare in questo modo, dobbiamo fare in quest’altro.” Ma noi dobbiamo innanzi tutto parlare con la nostra vita, in modo tale che la gente conosca Dio che agisce dentro di noi.

Padre Livio: Hai perfettamente ragione.

Jakov: E deve vedere e conoscere dentro di noi come Dio opera tramite nostro.

Padre Livio: Così deve essere.

Jakov: Questa penso che sia la nostra testimonianza più bella.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

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RUSSIA: LE DONNE SI MOBILITANO CONTRO IL RECLUTAMENTO

Il 57% della POPOLAZIONE VUOLE NEGOZIATI DI PACE

2 Novembre 2022

Sarah Numico – SIR

Calano i consensi sulla guerra tra i russi: secondo i dati diffusi dall’Istituto Levada, a settembre il 44% degli interpellati vedeva di buon occhio il proseguimento dell’offensiva in Ucraina, mentre il 48% voleva negoziati per la pace. A ottobre invece è scesa al 36% la fetta di chi vuole che la guerra continui, mentre è il 57% a volere negoziati per la pace. A far cambiare idea forse il fatto che, con la mobilitazione parziale avviata il 21 settembre, la guerra è arrivata nelle famiglie russe. I 300mila soldati desiderati sono stati raccolti: questo dicono le dichiarazioni ufficiali, soddisfatte per le nuove forze disponibili sul fronte ucraino

Calano i consensi sulla guerra tra i russi: secondo i dati diffusi dall’iIstituto Levada, a settembre il 44% degli interpellati vedeva di buon occhio il proseguimento dell’offensiva in Ucraina, mentre il 48% voleva negoziati per la pace. A ottobre invece è scesa al 36% la fetta di chi vuole che la guerra continui, mentre è il 57% a volere negoziati per la pace.
A far cambiare idea forse il fatto che, con la mobilitazione parziale avviata il 21 settembre, la guerra è arrivata nelle famiglie russe.I 300mila soldati desiderati sono stati raccolti: questo dicono le dichiarazioni ufficiali, soddisfatte per le nuove forze disponibili sul fronte ucraino. Ma serve un decreto firmato da Putin per porvi effettivamente fine, cosa che non è ancora avvenuta. Tant’è che i canali Telegram

dell’opposizione alla guerra, ad esempio, mandano avvisi rivolti agli abitanti di Mosca e di San Pietroburgo perché facciano attenzione ai propri spostamenti per non incappare nei punti in cui vengono distribuite lettere di reclutamento.

Mentre gli uomini vanno al fronte, o si nascondono per sfuggire all’arruolamento, la fragile resistenza e la protesta ha il volto di donna.Ci sono le madri e mogli che cercano di non far partire o di far tornare i mariti e figli dalla guerra: si propongono su Telegram riunioni online di gruppi di sostegno in cui condividere la propria situazione con persone con esperienze simili; oppure si offrono consulenze con psicologi professionisti, per sostenere il dolore di chi ha già perso il proprio caro in Ucraina. A tutti si raccomanda di “non usare il proprio vero nome e disattivare il video, per garantire l’anonimato” nelle videochiamate di gruppo. A San Pietroburgo, il coraggioso gruppo delle “madri dei soldati” continua a organizzare riunioni in presenza per le madri che hanno bisogno di consulenze legali o indicazioni su temi legati alla mobilitazione e alla coscrizione. Il 1° novembre infatti è iniziata in Russia la normale fase autunnale dell’arruolamento che dovrebbe reclutare altre 120mila persone. Secondo dichiarazioni riportate sulla stampa russa, tuttavia, questi giovani non saranno assegnati alla guerra in Ucraina. Ma, si sa, le cose possono cambiare con il tempo.

Il gruppo delle “Donne contro la guerra” ha messo in circolazione un nuovo numero del giornale “la Verità delle donne”(in russo “Zenskaja Pravda”, come la ben più famosa e meno indipendente Pravda), che dà indicazioni su quali stipendi devono aspettarsi le famiglie dei mobilitati (in polemica sul fatto che in alcune regioni sono stati offerti beni in natura per compensare il sacrificio di mariti e fratelli). Racconta anche del “boom di matrimoni” che si sono celebrati nelle scorse settimane, in fretta e furia, prima che gli amati partissero. E un articolo commenta in modo critico le parole di un sacerdote ortodosso che in un’intervista televisiva ha consigliato alle madri di “partorire di più, in modo che non sia troppo doloroso perdere figli in guerra”.

Sempre sul mondo parallelo di Telegram circolano le storie di proteste individuali: renderle note è importante perché le persone non scompaiano, ma anche perché il loro coraggio sia esempio contagioso.C’è la vicenda di Danara, che a San Pietroburgo è stata schedata dalla polizia per il suo cartello con una citazione del Dalai Lama “Il militarismo costa molto”. A Omsk, invece un’anziana signora è stata portata via da 5 agenti di polizia perché si è rifiutata di ripiegare il poster su cui aveva scritto: “Le madri fermano la guerra”. C’è la storia di una bambina di 10 anni, Varya, interrogata dalla polizia insieme alla madre per i messaggi a sostegno dell’Ucraina nella chat della scuola. È stato il preside a segnalare il suo comportamento anomalo. La polizia ha anche perquisito l’appartamento dove vivono: nulla di compromettente è stato trovato, ma Varya e la mamma saranno tenute sotto controllo. Da Ekaterinburg arriva la storia di Galina Bastrykina, un’ottantenne che ha partecipato tre volte a iniziative contro la guerra. Dopo una prima multa contenuta, il tribunale regionale di Sverdlovsk gliene ha data una seconda di 300mila rubli, impossibile da pagare con i 20mila rubli di pensione mensile. Grazie a una raccolta fondi, in 50 minuti sono stati trovati i soldi necessari.“Quanta brava gente c’è nel nostro Paese, nonostante gli eventi ostili che ci circondano”, ha commentato l’anziana signora. “Sono così felice che non abbiano ancora ucciso la gentilezza dei nostri cittadini”.

A essere multato – ma solo per 30mila rubli – è stato anche un attore, Artur Smolyaninov, perché in un’intervista rilasciata ad aprile si era espresso criticamente contro la guerra. L’attore ha lasciato la Russia mesi fa, ma il processo si è svolto ad ottobre. Oltre alla multa, Smolyaninov ha perso i diritti ai finanziamenti statali. Rispetto agli artisti che hanno lasciato la Russia con l’inizio della guerra, il ministero della cultura sta preparando un progetto di legge per “ritirare tutte le onorificenze e i pubblici riconoscimenti”. Ma Radio Svoboda fa girare sul suo canale Telegram immagini delle opere che artisti e pittori russi stanno creando per dire no alla guerra. Sono pubblicati “in forma anonima, per motivi di sicurezza”.

L’ong Memorial, a cui è andato il premio Nobel per la pace, ha istituito tanti anni fa la giornata della “restituzione dei nomi”: iniziativa che si è ripetuta il 29 ottobre per far risuonare ancora il nome di tutte le vittime del terrore sovietico: oltre 3,8 milioni di persone annientate.Ma Memorial ha anche voluto la “giornata dei prigionieri politici”, il 30 ottobre,per far risuonare i nomi delle persone che oggi sono rinchiuse nelle prigioni russe per ragioni politiche: sarebbero 502 persone, 29 delle quali imprigionate per la loro posizione contro la guerra.

La storia sembra ripetersi, lo sappiamo ormai, e la guerra di Putin contro i diritti e le libertà non si ferma, proprio come quella in Ucraina: il 27 ottobre la Duma di Stato ha adottato una proposta di legge che introduce il divieto totale di “propaganda Lgbt” in Russia, vale a dire la possibilità di mostrare in qualsiasi contesto e in una luce positiva “relazioni non tradizionali”. Si è ufficialmente aperto un nuovo capitolo della repressione.

“L’INVIDIA – IL MORSO DEL DIAVOLO” – Puntata 24

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla nostra libera scelta

Cari amici,

il messaggio del 25 del mese è sempre ricco di spunti di riflessione. Ogni parola della Madonna è come un giardino fiorito.

C’è un’espressione abbastanza ricorrente nei messaggi del 25 del mese e che è presente anche nell’ultimo: «Perciò mi ha inviato per istruirvi che senza Dio non avete futuro». La comprensione di questa affermazione la si può vedere solamente con la divina Rivelazione: noi esistiamo perché Dio ci ha creati dal nulla. Dio ci mantiene nell’essere istante dopo istante. Non possiamo sussistere senza Dio.

L’espressione teologica “Dio crea a conserva” esprime proprio questo concetto: Dio mantiene nell’essere e nella bontà. Il male è una corrosione dell’essere, il bene è una maturazione dell’essere fino a quella potenzialità che Dio ha messo in ogni creatura. Se Dio ci mantiene nell’essere e noi esistiamo perché Dio ci fa esistere, ne consegue che noi, in quanto creature libere, nel tempo della vita siamo chiamati a decidere se accettare o meno questa dipendenza da Dio. Siamo chiamati ad aprirci a Dio e ad accettare il suo amore che ci eleva fino a Lui, oppure a voltargli le spalle e fare a meno di Lui.

Siamo come dei rami di un albero che hanno il potere di staccarsi da soli dal tronco, con la presunzione di poter sussistere da soli. Gesù stesso ha detto che un tralcio staccato da Lui è un ramo secco e quindi è buono solo per essere gettato nel fuoco. Il tralcio che rimane unito alla vite, invece, dà molto frutto.

Se diciamo “sì” a Dio sussistiamo, cresciamo, andiamo verso il compimento della sua meravigliosa opera che è quella di far sì che le creature libere possano unirsi a Lui nel cuore stesso della Santissima Trinità grazie al mistero dell’Incarnazione per cui il Verbo si è fatto carne.

Con l’Incarnazione del Verbo, la natura umana è stata resa partecipe di Dio che è bontà, bellezza, verità, amore, libertà. Dio è vita perfetta!

Dio ci ha creato e ci fa esistere. Se diciamo “sì” a Dio e al suo progetto di unirci a Lui in un vincolo di amore eterno, siamo immersi nel mare della vita, della verità e dell’amore.

Se decidiamo di staccarci da Dio, non abbiamo futuro. È come se la Madonna dicesse che senza Dio il nostro futuro è la morte perché siamo come tralci recisi dalla vite. Per “morte” non si intende la dissoluzione dell’essere, ma la perversione del nostro essere, per cui se Dio è verità, senza Dio si è menzogna; se Dio è bene, senza Dio si è male; se Dio è bontà, senza Dio si è malvagità.

Siamo liberi di scegliere: rimaniamo attaccati alla vite o ci lasciamo recidere?

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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