DOMENICA 32.M DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
la Domenica, come dice la parola stessa, è il giorno del Signore, il giorno della sua gloriosa Resurrezione, il giorno in cui è stata vinta la morte e con essa il male che affliggono la nostra vita.
Dinanzi a noi si è aperta la strada che porta alla vita eterna, alla gioia che non ha fine, al traguardo unico e definitivo della nostra vita.
Noi però viviamo come se questo evento non fosse avvenuto, come se Cristo non fosse risorto, come se il Cielo fosse disabitato, come se con la nostra morte ci dissolvessimo nel nulla.
Questo è quanto è accaduto alla maggior porte dei popoli dell’Occidente, che da credenti sono diventati atei, da vivi si sono ritrovati morti, da cristiani sono ridiventati pagani, senza Dio e senza speranza nel mondo.
Adesso è tempo di risvegliarci perché le tenebre non abbiano a prevalere, perché la speranza vinca sulla disperazione, la gioia sulla tristezza.
Ritorniamo a Cristo, ai Comandamenti, alla Santa messa, alla luce, alla libertà e alla vita.
Nel vangelo di oggi Gesù, rispondendo a una domanda dei suoi avversari, ribadisce la vita con Dio dei giusti dopo la morte e la condizione gloriosa che avremo alla resurrezione della carne, ormai libera dalle schiavitù terrene.
Questi squarci di eternità possano illuminare la nostra vita e aprire il cuore alla speranza della gioia senza fine del Cielo.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Dio non è dei morti, ma dei viventi.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 20,27-38
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Parola del Signore