Pensiero Spirituale sulla Commemorazione dei fedeli defunti

Cari amici,
la liturgia oggi commemora tutti i fedeli defunti. La Chiesa peregrinante sulla Terra volge lo sguardo sull’eternità e prega per tutti i fedeli defunti che sono in attesa in purgatorio per il tempo necessario per la loro purificazione.
Oggi è una giornata dedicata anche alla visita dei cimiteri, una grande tradizione religiosa cristiana. I cimiteri sono il segno della pietà popolare ma anche della fede nella resurrezione.
Oggi è inevitabile meditare sul senso della morte e quindi sul senso della vita così come viene rischiarato dall’annuncio cristiano. L’evento cristiano da cui è nata la Chiesa è proprio la resurrezione di Cristo, che è una resurrezione gloriosa, è una nuova umanità non più soggetta al dolore, al male, alla morte, alla cattiveria. È una condizione esistenziale riscattata. La sua umanità glorificata è per noi la fonte della grazia e della salvezza.
Con la vittoria di Cristo sul male e sulla morte, la nostra esistenza è stata riscattata. In Cristo Risorto la morte è vinta, le anime entrano nella luce della resurrezione e, a suo tempo, anche i corpi risorgeranno.
In questa giornata approfondiamo la visione di noi stessi nella luce dell’eternità, del destino ultimo della nostra vita che non è la morte ma è la vita eterna. Alla fine del mondo i nostri corpi risorgeranno a immagine di Cristo Risorto. Questa prospettiva della vita cristiana ci rallegra ed è vera! Il segno è il Sepolcro vuoto di Cristo, la sua presenza nel corso della Storia e la presenza di Maria, Assunta in Cielo col suo corpo glorioso.
Dobbiamo metterci nella prospettiva della condizione umana redenta, in questo modo non avremo più paura della morte e capiremo che il cammino della vita serve per conquistare l’eternità, per avere il dono dell’immortalità che ci viene da Cristo Risorto.
Cari amici, in questa prospettiva vediamo anche diversamente il rapporto con i nostri cari che non ci sono più e che, nella luce della fede, potremo ritrovare un giorno in Paradiso. In modo particolare oggi, preghiamo con questa intenzione. Per i fedeli defunti le nostre preghiere sono molto importanti perché abbreviano il tempo della loro purificazione in purgatorio. Entriamo in questa luce secondo la quale potremo rincontrare anche chi abbiamo perso, in una dimensione di gioia e di gloria che non avrà fine.
Le nostre preghiere sono per le anime del purgatorio, quelle del Paradiso non hanno bisogno di preghiere nostre. Sono i Santi che aiutano noi nei nostri bisogni. Le nostre preghiere aiutano quelle anime ancora imperfette che si stanno purificando dai peccati (non gravi) e sono morte nella fede e nella speranza.
L’incontro con Cristo avviene quando viene completata la purificazione in purgatorio, l’incontro con lo Sposo deve essere perfetto, l’anima non può che essere candida. Il purgatorio ha una dimensione purificatrice, c’è una sofferenza misteriosa che purifica e che avvicina sempre di più l’anima all’incontro con Cristo.
La sofferenza del purgatorio è una sofferenza d’amore perché l’anima del purgatorio sa che si sta preparando all’incontro con Cristo e deve attendere. L’attesa dell’incontro provoca una sofferenza purificatrice e questo è il dolore delle anime del purgatorio, accanto al quale c’è una grande gioia perché man mano che la sofferenza purifica, queste anime sono sempre più vicine al momento dell’incontro con Cristo. C’è quindi la componente della sofferenza per la lontananza da Cristo e la componente della gioia per la prospettiva dell’incontro.
Preghiamo allora per le anime del purgatorio, aiutiamole ad avvicinarsi sempre di più all’abbraccio con il Signore Risorto.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”