"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Maggio 2022 Pagina 5 di 15

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴NOVITA’🔴LIVE VIDEO LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

 Perché Dio crea le anime che, nella sua prescienza, sa  che lo  rifiuteranno?

Ciao, Padre Livio

siamo Claudio e Daniela ti seguiamo dagli anni ottanta, ringraziamo Dio per il dono della Fede coltivata giorno per giorno con Radio Maria, con Gesù, Maria e con tutti voi.

Un amico mi ha fatto una domanda tanti anni fa a cui non sono mai riuscito a rispondere…

Dio sa tutto e sa già se ci convertiremo o meno, così conosce il nostro destino. Per quelli che lui sa già che lo rifiuteranno perché gli ha creati?

Claudio e  Daniela

Cari Claudio e Daniela,

Questo  è uno degli interrogativi  più ardui della  fede,  ma  in  fondo la risposta  è semplice.

Dio crea  le anime  a  sua immagine e somiglianza  perché,  con  la  sua grazia,  possano raggiungere  la vita eterna.

Se non si salvano è per la loro  libera  scelta e  non  per mancanza delle   grazie  necessarie,  che Dio,  Padre buono, offre a tutti.

Personalmente, al  riguardo,  trovo molto illuminanti due  messaggi della Regina della  pace:

. “Figli miei, non perdete tempo facendo domande a cui non ricevete mai risposta: al termine del vostro percorso terreno, il Padre Celeste ve le darà. Sappiate sempre che Dio sa tutto, Dio vede, Dio ama” (02-01-2017).

“Oggi molti – ha affermato- vanno all’inferno. Dio permette che i suoi figli soffrano nell’inferno perché hanno commesso colpe gravissime e imperdonabili. Coloro che vanno all’inferno non hanno più possibilità di conoscere una sorte migliore. Le anime dei dannati non si pentono e continuano a rifiutare Dio. E lì lo maledicono ancora più di quanto lo facessero prima, quando erano sulla terra. Diventano parte dell’inferno e non vogliono essere liberate da quel luogo” ( 25 – 07-1982)

Ave  Maria

Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

TSO ( TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO) PER  CHI CREDE A  MEDJUGORJE?

Un noto  filosofo  e  onnipresente commentatore  mass-mediatico con una battuta semiseria ha auspicato, qualche tempo fa, uno TSO per i No vax e per chi crede a  Medjugorje”- “ Se  per  loro i miracoli di Lourdes e di Medjugorje sono più  importanti della scienza, come fai a curarli?

Nel  frattempo i no  vax  hanno cambiato  il  cavallo di battaglia e sono così scampati all’imminente pericolo. Al  contrario a Medjugorje hanno ripreso vigore  i pellegrinaggi,  anche  dall’Italia, e  i candidati al TSO incominciano ad essere  troppi.

Il  filosofo suddetto non ha  ancora proposto come intende  risolvere  il problema,  in modo tale da stroncare una volta per tutte la superstizione religiosa e così incrementare  i seguaci della scienza.

In attesa di un  giro di vite sui pellegrinaggi,  o una  tassa sulle credenze  religiose,  o  un atto obbligatorio di fede nei miracoli della scienza, cerchiamo di capire che  aria tira in questo pazzo mondo sull’orlo della catastrofe.

E’ un mondo  che si  è  stancato di Dio  e  di tutto ciò che lo riguarda. E’ incredibile  come  tutto questo sia avvenuto in tempi rapidi,  quasi senza accorgersene, ma  è  avvenuto.

La fede  dei nostri padri si è dissolta come neve  al  sole. Il  benessere  materiale ha occupato il  primo posto.  Tutto ciò che riguarda il  mondo spirituale è  stato rimosso.

Non c’è solo noncuranza o  indifferenza verso la religione cristiana, il  che sarebbe già una fatto grave per   tutto quello la Bibbia e il  Vangelo hanno rappresentato per la  nostra storia.

C’è, e lo si vede crescere di giorno in giorno, un  fastidio manifesto per Dio, per Gesù  Cristo, per  la Madonna, per   la  preghiera,  per  il pensare  e  per l’agire cristiano e le loro straordinarie   realizzazioni nei secoli.

Il  professore suddetto,  che è  anche uno psicologo, ha ben colto questo atteggiamento che sempre più  si diffonde e  che,  in definitiva, è l’antico paganesimo,  di matrice demoniaca.

Quando il  cuore  viene occupato dagli idoli,  non c’è più  posto per  il Dio vivo e vero. Viene rimosso, non se  ne  parla, non  lo si frequenta,  come si fa  con una  persona fastidiosa e  antipatica.

La Regina della   pace, ha messo il  dito sulla  piaga quando ha detto che  abbiamo rifiutato la Fede e la Croce. Non siamo più alla  noncuranza,  al disinteresse,  attribuendoli alla secolarizzazione.  Ora siamo al rifiuto, al disprezzo e all’odio.

Siamo all’invocazione del  TSO per chi crede che Dio esiste,  che Gesù Cristo è vivo, che la Madonna appare,  che la  preghiera  compie  miracoli.

Non  c’è da  meravigliarsi se  da due   millenni i cristiani sono perseguitati,  sono calpestati, sono uccisi. L’impero delle tenebre  non  li tollera  più. Si prepara alla  piazza  pulita. Che sia la volta buona ? Loro ci credono,  ma si sbagliano.

Saranno quelli che vanno a Medjugorje a indicare   la  via della salvezza quando  il mondo sarà  colpito   dai flagelli della  cattiveria, dell’odio e della superbia. 

Sarà La  Madonna  ad allargare   il  manto per proteggere  tutti i suoi figli. Non c’è dubbio  che, per quanto riguarda il TSO,   ai nuovi pagani  conviene aspettare-

Vostro  Padre  Livio

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Il nazionalismo semina «Z» in Bosnia Putin fa breccia nel cuore dei Balcani

RICCARDO MICHELUCCI- Avvenire – 22 Maggio 2022

Visegrad ( Bosnia Erzegovina)

Imuri dell’altra Visegrad annunciano tempesta. L’ennesima provocazione è apparsa qualche settimana fa, all’ingresso della cittadina bosniaca (che porta lo stesso di quella unghese più nota per la fronda europea) vicina al confine con la Serbia che ha la triste reputazione di essere al secondo posto, dopo Srebrenica, per la massiccia opera di pulizia etnica di trent’anni fa. Una grande «Z» verde su campo bianco dipinta sul muro di una delle strade principali plaude all’attacco russo in Ucraina, accanto ai simboli barrati della Nato e dell’Ue. Dalla parte opposta del fiume spiccano invece i murales dell’esercito serbo-bosniaco che nei primi anni ’90 massacrò la popolazione civile a maggioranza musulmana.

Ovunque sventolano bandiere serbe, dei colori della Bosnia neanche l’ombra. Per le strade della città si ha l’impressione che la retorica nazionalista di Milorad Dodik, leader indiscusso della Republika Srpska, l’entità a maggioranza serba del Paese, sia ampiamente condivisa. D’altra parte la Bosnia Erzegovina sta affrontando la più grave minaccia alla sua esistenza dai tempi della pace di Dayton del 1995. La missione militare europea Eufor è stata potenziata subito dopo l’inizio dell’invasione russa, per paura che la guerra possa riaccenderei altri conflitti locali.

Nel gennaio scorso gli Stati Uniti hanno varato sanzioni nei confronti di Dodik, accusandolo di ‘attività destabilizzanti che minano gli accordi di pace’. Non solo per aver organizzato una minacciosa esercitazione militare delle forze di polizia della Repubblica Srpska – in aperta violazione delle leggi bosniache che prevedono l’esistenza di un solo esercito, quello federale – ma anche per aver annunciato la creazione di un sistema giudiziario, fiscale, doganale e sanitario separato.

 L’Alto Rappresentante ONU Christian Schmidt ha parlato di ‘una secessione non dichiarata’ denunciando il rischio di un nuovo conflitto. Ma in molti minimizzano, ritenendo che la retorica di Dodik sia funzionale soltanto alle prossime elezioni di ottobre, quando la Bosnia sarà chiamata al rinnovo dei complessi organismi federali. ‘Dodik può avvalersi del consenso di un piccolo gruppo di estremisti – sostiene la giornalista serbo- bosniaca Gordana Katana – ma non ha il sostegno popolare sufficiente per un’avventura separatista che rischierebbe di sfociare in una nuova guerra’. Secondo Vedran, 50enne di Sarajevo che durante la guerra fece parte della difesa territoriale bosniaca, i politici naziona-listi agitano lo spettro della secessione solo per nascondere i veri problemi e continuare i loro affari.

Lungo i cento chilometri di strada che dividono Visegrad da Sarajevo gli scorci naturali di rara bellezza della valle della Drina si alternano a cittadine e villaggi che furono teatro di massacri e

di fosse comuni. Rogatica, Sokolac, Praca, fino ad ar- rivare infine a Pale, la cittadina dietro le colline di Sarajevo che ai tempi di Karadzic fu la capitale dei secessionisti. Qui, come in altre località della Repubblica Srpska, si continuano a celebrare i criminali di guerra locali con monumenti e murales vanificando ogni speranza di riconciliazione. Eppure oggi molti residenti di Pale lavorano a Sarajevo, che dista mezz’ora di auto, e non sentono alcun bisogno di separarsi dalla Federazione, poiché non ne trarrebbero alcun beneficio concreto. Senad Pecanin, direttore del settimanale di Sarajevo Dani pensa che in Bosnia ci sia una reale minaccia alla pace perché quella attuale è la crisi profonda degli ultimi trent’anni. ‘I nazionalisti serbi vogliono una frammentazione etnica che può essere ottenuta solo con un’altra guerra’, spiega. ‘E contano sul sostegno della Russia, che ha un interesse specifico a mantenere una forte instabilità nei Balcani’.

REPORTAGE

A Visegrad anche i muri annunciano tempesta con i simboli di amicizia al Cremlino e quelli dell’esercito serbo-bosniaco che negli anni ’90 massacrò i civili musulmani

L’impressione è che la retorica estremista di Milorad Dodik, leader indiscusso della Republika Srpska, l’entità a maggioranza serba del Paese, sia ampiamente condivisa. Mentre la nazione sta affrontando la più grave minaccia alla sua esistenza dai tempi della difficile pace di Dayton del 1995

Una grande «Z» verde e i simboli di Nato e Ue barrati a fianco della bandiera Russa: i simboli putiniani a Visegrad sono comparsi da inizio guerra / Michelucci

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LA TESTIMONIANZA DI MIRJANA DI MEDJUGORJE SUI SEGRETI

Testi tratti dalla sua Autobiografia “Il mio cuore trionferà” (Medjugorje 2016)

Dagli incontri ravvicinati con la Madonna avevamo capito che i suoi piani non si limitavano al piccolo paese di Medjugorje o alla Jugoslavia: Lei era venuta per cambiare il mondo intero. Come ci rivelò, il piano di Dio si sarebbe compiuto, alla fine, attraverso una serie di avvenimenti futuri. Iniziò allora a riferirci tali eventi raccomandandoci di non svelarli a nessuno fino a poco tempo prima che si fossero verificati. (pp. 89-90)

Altre volte, durante le apparizioni, la Madonna ci parlava dei segreti, argomento divenuto oggetto di grande curiosità e varie ipotesi da parte di chiunque seguisse gli eventi di Medjugorje. Noi veggenti eravamo insieme quando Maria iniziò a rivelarci ad uno ad uno i segreti.

Su di essi posso dire davvero molto poco. Dopo tutto, si tratta appunto di segreti. Quando la Madonna mi ha affidato il terzo segreto, tuttavia, mi ha permesso di rivelare qualche particolare ad esso relativo, forse perché le avevamo chiesto tante volte di lasciarci un segno.

Posso dire questo: dopo che si saranno verificati gli eventi contenuti nei primi due segreti, la Madonna lascerà un segno permanente sulla Collina delle Apparizioni, dove si manifestò per la prima volta. Tutti potranno vedere che non si tratta di qualcosa realizzato da mani umane. Chiunque potrà fotografare e filmare il segno, ma per comprenderlo appieno – per viverlo con il cuore – dovrà venire a Medjugorje. Vederlo di persona sarà decisamente più bello.

Fra noi veggenti non parliamo mai dei segreti. L’unica parte dei segreti che sappiamo di avere in comune è quella del segno permanente.

Non posso dare particolari degli altri segreti prima che sia giunto il momento di rivelarli al mondo; posso solo dire che verranno annunciati prima che si verificheranno. Quando si manifesteranno gli eventi previsti, anche gli scettici più incalliti avranno difficoltà a dubitare dell’esistenza di Dio e dell’autenticità delle apparizioni.

Tutti i segreti sono per l’umanità, nessuno di essi è riservato solo a me. La Madonna mi ha rivelato a parole gran parte degli eventi oggetto (p. 126) dei segreti; alcuni me li ha anche mostrati, come fossero scene di un film. Mentre vedevo questi “frammenti di futuro” durante le apparizioni, il mio viso tradiva emozioni intense. Chi era vicino a me lo notava e poi mi chiedeva il perché.

Ogni segreto si manifesterà esattamente nel modo in cui mi è stato comunicato, ma con un’eccezione. Quando la Madonna mi affidò il settimo segreto, ero sola in casa. Rimasi molto turbata dal suo contenuto.

“È possibile che questo segreto venga mitigato?”, supplicai.

“Prega”, rispose.

Radunai amici, persone di famiglia, suore e sacerdoti chiedendo loro di pregare e digiunare per l’intenzione di cambiare il settimo segreto, impegnandoci con intensità e convinzione. Spesso ci incontravamo a Sarajevo come gruppo a pregare per tale intenzione. Otto mesi dopo, durante un’apparizione, chiesi di nuovo alla Madonna di parlare del settimo segreto.

“Per grazia di Dio è stato mitigato”, disse. “Ma non dovrai mai più chiedere queste cose, perché dev’essere fatta la volontà di Dio”. (pp. 126-127)

Il 23 dicembre 1982 la Madonna mi apparve come al solito; anche quella volta fu un’esperienza bellissima che mi riempì l’anima di gioia. Ma verso la fine mi guardò con tenerezza e disse: “A Natale ti apparirò per l’ultima volta”.

Al termine dell’apparizione ero sconvolta. Avevo sentito bene quello che aveva detto, ma non potevo crederci. Come avrei potuto vivere senza le apparizioni? Sembrava impossibile. Pregai intensamente perché ciò non si avverasse.

(…) Seppi poi che quell’ultima apparizioni era durata 45 minuti, una cosa straordinaria. La Madonna ed io parlammo di molte cose. Passammo in rassegna tutti i 18 mesi passai insieme, quanto ci eravamo dette e che Lei mi aveva rivelato. Mi affidò il decimo e ultimo segreto.

Disse che avrei dovuto scegliere un sacerdote per un ruolo speciale. Dieci giorni prima dell’avvenimento previsto nel primo segreto dovrò comunicargli cosa succederà. Poi lui ed io dovremo pregare e digiunare per sette giorni, e tre giorni prima dell’evento il sacerdote lo rivelerà al mondo.

Ognuno dei dieci segreti verranno rivelati in questo modo. (p. 142)

La Madonna mi fece anche un dono prezioso: mi disse che mi sarebbe apparsa una volta all’anno, il 18 marzo, per tutta la mia vita. Il 18 marzo è il mio compleanno, ma la Madonna non ha scelto questa data per questo motivo. (…) Si potrà comprendere perché Maria ha scelto questa data solo quando gli eventi oggetto dei segreti inizieranno a verificarsi. Aggiunse che avrei avuto qualche altre apparizione extra.

Poi mi porse qualcosa simile a una pergamena arrotolata, spiegando che vi erano scritti tutti e dieci i segreti, e che avrei dovuto mostrarla al sacerdote da me scelto per rivelarli quando sarebbe giunta l’ora. La presi dalla sua mano senza guardarla.

“Ora dovrai rivolgerti a Dio in fede, come qualsiasi altra persona”, disse. “Mirjana, ho scelto te. Ti ho confidato tutto l’essenziale. Ti ho anche mostrato molte cose terribili. Ora devi sopportare tutto con coraggio. Pensa a me e alle lacrime che devo versare per questo. Devi sempre avere coraggio. Hai compreso subito i messaggi. Devi anche capire che devo andare via. Sii coraggiosa”. (p. 143)

Il rotolo, di color beige, era costituito da un materiale simile alla pergamena – non proprio carta o tessuto, una via di mezzo. Lo svolsi con cura e vi trovai i dieci segreti scritti in elegante calligrafia, in corsivo. Non vi erano decorazioni o illustrazioni; ogni segreto era scritto con parole semplici e chiare, simili a quelle utilizzate dalla Madonna quando me li spiegò la prima volta. I segreti non erano numerati, ma riportati in ordine, uno dopo l’altro; il primo scritto in alto e l’ultimo in basso; ogni evento con la rispettiva data. (p. 144)

C’è chi ha detto che sono privilegiata perché so cosa accadrà in futuro, ma io non la vedo così. Sarebbe molto più facile se potessi rivelare tutto ora; ma i segreti sono la volontà di Dio. Io sono consapevole della mia debolezza umana e posso affermare con certezza che non sono io a custodire i segreti: solo con l’aiuto di Dio riesco a farlo. (p. 146)

Srotolai la pergamena… Mia cugina la tenne in mano e disse di aver visto qualcosa di simile a una preghiera o una poesia. La mia amica, invece, disse di aver visto una lettera in cui una persona chiedeva aiuto. Nessuna delle due aveva visto la stessa cosa; mi resi conto che solo io potevo leggere quello che vi era scritto. (…) Se dimenticassi i particolari, Dio Onnipotente mi farebbe dono di ricordarli quando necessario. Ho una mia idea sulla pergamena: la sua esistenza implica che non devo essere necessariamente viva per rivelare i segreti. (…)

A differenza di quanto pensano molti, non ho sempre in mente i segreti. Se non fosse perché la gente continua a farmi domande al riguardo, passerebbero i mesi senza che io li pensi. Forse è un dono di Dio o forse il risultato delle mie preghiere. (p. 147)

Non posso rivelare molto sui segreti, ma posso dire questo: la Madonna ha deciso di cambiare il mondo. Non è venuta ad annunciare la nostra distruzione, ma per salvarci, e con suo Figlio trionferà sul male. (p. 148)

(Il 25 agosto 1984 la Madonna) rimase con me 18 minuti (…). Parlò dei segreti, spiegando nei dettagli come si sarebbero verificati e preparandomi per tale ruolo. Poi, il 13 settembre 1984, apparve ancora e mi comunicò la data in cui avrei dovuto rivelare i particolari dei primi segreti al sacerdote. Queste nuove informazioni mi alleviarono lo stress e mi conferirono la forza per andare avanti.

       Quanto al sacerdote che avrei dovuto scegliere per la rivelazione dei segreti, ne avevo sempre uno in mente: P. Petar Ljubicic, un francescano (…), sentii che il sacerdote da scegliere doveva essere lui. (p. 193)

       Quando arriverà il momento, però, tutto dipenderà dalla volontà di Dio, non dalla mia. Anche se ho sempre voluto che fosse P. Petar a rivelare i segreti, non è detto che andrà necessariamente così. E se fosse il papa a chiederli? Anche lui è un sacerdote e non potrei mai dire di no al Santo Padre. (p. 193)

       Il 7 maggio 1985 Ivanka aveva avuto la sua ultima apparizione quotidiana. La notizia si sparse rapidamente nel mondo, rinfocolando (p. 196) i timori e le ipotesi sull’imminenza degli eventi contemplati nei segreti; io, però, facevo attenzione a non dire nulla che potesse alimentare la fiamma. Il tempo dei segreti era lontano ancora molti anni. (p. 197)

       “So tutto di Medjugorje. Ho seguito i messaggi sin dall’inizio (…). Abbi cura di Medjugorje, Mirjana. Medjugorje è la speranza per il mondo intero (…). Se non fossi papa, sarei già andato da molto tempo a Medjugorje”.

(…) In seguito un sacerdote mi confidò che il Papa si era interessato a Medjugorje fin dagli inizi, poiché prima ancora che cominciassero le apparizioni aveva pregato la Madonna di apparire di nuovo sulla terra.

       “Non posso farcela da solo, Madre”, pregava. “In Jugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia e altri Paesi comunisti la gente non è libera di praticare la propria fede. Ho bisogno del tuo aiuto, o Madre cara”.

Secondo quel sacerdote, il Papa quando venne a sapere che la Madonna era apparsa in una piccola località di un Paese comunista, pensò immediatamente che Medjugorje fosse stata una risposta alle sue preghiere. (p. 204)

“Un giorno un sodato dell’ONU venne a casa nostra. “Abbiamo trovato il vostro appartamento di Sarajevo”, disse, e mi consegnò un pacco contenente i nostri documenti. Fra di essi c’era la pergamena. (p. 274 – dopo il bombardamento della città nella guerra balcanica, NdR)

       La Madonna ci sta preparando a tutto ciò che avverrà nel mondo. Ci sta addestrando alla vittoria. Quando gli eventi dei segreti si manifesteranno, sarà tutto chiaro. Capirete, ad esempio, perché la Madonna ha scelto di apparirmi il 18 marzo di ogni anno e il 2 di ogni mese (dal 1987 al 2 marzo 2020, NdR). Capirete l’importanza di queste date e perché appare da così tanto tempo. (p. 323)

In questo momento, secondo la Madonna, viviamo in un tempo di grazie. Dopodiché verrà il tempo dei segreti e il tempo del trionfo di Maria. A Dio piacendo, mi sentirete ancora in quel momento. Naturalmente non c’è alcuna garanzia che sarò viva quando i segreti saranno rivelati (…).

Da quando un soldato dell’ONU me l’ha restituita, custodisco la pergamena in un luogo sicuro. (p. 335).

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

“SONO QUI CON VOI PER PROTEGGERE I VOSTRI CUORI DA SATANA”

Cari amici,

di fronte  a questa guerra, che ancora  una volta è  divampata nel cuore  dell’Europa e  le  cui conseguenze sono imprevedibili,  è  necessario che i figli  della Regina della pace si sintonizzino con i suoi messaggi e  aiutino la  Madre nel  suo piano di salvezza.

Dobbiamo essere  consapevoli della serietà  della situazione, che  potrebbe  sfuggire di mano e  portare  l’umanità  alla catastrofe. Si ripete  oggi ciò che era già  accaduto nel 1991, con l’inizio della guerra nei Balcani,  quando incombeva  sul mondo il  pericolo di un conflitto nucleare.

La  Gospa fin dall’inizio metteva  in  chiaro che cosa gli abitanti di Medjugorje dovessero fare in quei momenti di agitazione di confusione:

Cari figli, io desidero che voi capiate quanto è seria la situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera. Ma voi pregate poco. Cari figli, io sono con voi e vi invito a cominciare con serietà a pregare e a digiunare come nei primi giorni della mia venuta.”

Quando, nella primavera successiva, l’incendio sta per scoppiare in Bosnia, le parole della Gospa sono dardi infuocati che trafiggono i cuori: “Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito a vivere i miei messaggi e a metterli in pratica nella vostra vita. Io sono venuta a voi per aiutarvi e perciò vi invito a cambiare vita, perché avete preso un misero cammino: la via della rovina”.

“Quando vi ho detto: “Convertitevi, pregate, digiunate, riconciliatevi”, avete preso questi messaggi alla leggera. Avete iniziato a viverli, ma per poi lasciarli perché erano difficili. No, cari figli. Quando qualcosa è bene, occorre perseverare e non pensare: “Dio non mi vede, non mi ascolta, non mi aiuta”.

 “Così vi siete allontanati da Dio e da me per il vostro misero interesse. Io desideravo fare di voi un’oasi di pace, di amore, di bontà. Dio desiderava che voi, con il vostro amore e con il suo aiuto, faceste miracoli e deste l’esempio.”

 Perciò ecco che cosa vi dico: Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore. Perciò pregate e vivete i miei messaggi, e così vedrete i miracoli dell’amore di Dio nella vostra vita quotidiana”.

L’attacco di Satana sta avendo successo, con l’odio nei cuori e lo scatenamento della violenza. La Gospa si prodiga per arginare l’ondata distruttiva erigendo le barriere della preghiera e del digiuno. La parrocchia di Medjugorje, con la sua preghiera incessante, è stata l’epicentro di questa resistenza.

 Le parole della Madre non lasciano i cuori insensibili. Ora la gente può toccare con mano quanto ha appreso nel corso del primo decennio di apparizioni. “«Cari figli, soltanto con la preghiera e il digiuno si può fermare la guerra. Perciò, cari figlioli miei, pregate e testimoniate con la vostra vita che siete miei e che mi appartenete, perché Satana in questi giorni torbidi vuole sedurre quante più anime possibile.”

 “Perciò vi invito a decidervi per Dio e Lui vi proteggerà e vi mostrerà che cosa dovete fare e quale via percorrere. Invito tutti coloro che mi hanno detto “sì” a rinnovare la consacrazione a mio Figlio Gesù, al suo Cuore e a me, in modo che possiamo usarvi ancora più efficacemente come strumenti di pace in questo mondo senza pace.”

 “Medjugorje è per voi tutti un invito a pregare e anche a vivere i giorni di grazia che Dio vi dà. Perciò, cari figli, accettate con serietà l’invito alla preghiera. Io sono con voi e la vostra sofferenza è la mia”.

La preoccupazione della Gospa sono i cuori dei suoi figli. Vuole preservarli dall’odio attraverso il quale “Satana cerca di distruggere quello che io e mio Figlio Gesù stiamo costruendo”.

Con l’odio e la violenza “Satana vuole appropriarsi delle anime quanto più è possibile”. “Satana vuole la guerra, vuole l’assenza della pace e vuole distruggere tutto ciò che è buono”.

Solo attraverso la preghiera l’amore di Dio prende possesso dei cuori. “ La vostra vita diventi una pienezza di preghiera. Senza amore voi non potete pregare”  “Che ogni odio e gelosia escano dalla vostra vita e dai vostri pensieri e si stabilisca soltanto l’amore per Dio e per il prossimo” .

“ Vi invito tutti a risvegliare i vostri cuori all’amore”. “Sono qui con voi per amarvi e proteggervi; per proteggere i vostri cuori da Satana e avvicinarci sempre di più al mio Figlio Gesù”.

Nel frattempo la guerra in Bosnia continua e la popolazione ne esce letteralmente decimata. La Gospa ammonisce: «Cari figli, in questi anni vi ho invitato a pregare e a vivere quello che vi dico, ma voi vivete poco i miei messaggi. Voi parlate, ma non vivete: è per quello, figlioli, che questa guerra dura così a lungo”.

La Madonna però non si stanca. Chiede novene e rinnova la speranza: “Soltanto quando aprirete i vostri cuori e pregherete, si compiranno miracoli” Il miracolo si compirà qualche mese dopo ed è la Gospa stessa ad annunciarlo, prima ancora che la gente se ne sia resa conto:

“«Cari figli, oggi vi ringrazio per le vostre preghiere. Voi tutti mi avete aiutata a far sì che questa guerra finisca il più presto possibile. Io vi sono vicina e prego per ognuno di voi e vi supplico: pregate, pregate, pregate. Soltanto attraverso la preghiera possiamo vincere il male e proteggere tutto quello che Satana desidera distruggere.

Cari amici, come  Marija ha detto recentemente,  se  tutti i fedeli della Gospa vivessero  la  pace e  pregassero costantemente,  anche  oggi la Madonna potrebbe  ottenere la  fine di un guerra che sta  minacciando il mondo come mai era   avvenuto prima.

Vostro Padre  Livio

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MIRJANA DI MEDJUGORJE DESCRIVE L’INCONTRO CON SAN GIOVANNI PAOLO II

 “ll 22 luglio 1987 mi trovai ad accompagnare in Vaticano un gruppo di giovani croati da Papa Giovanni Paolo II. Quel mattino, quando arrivammo, l’imponente cupola della Basilica di San Pietro era già illuminata dai primi raggi di sole.

Arrivando presto, potemmo sistemarci in prima fila all’udienza Papale che si sarebbe tenuta a Piazza San Pietro. Subito dopo arrivarono migliaia di altri pellegrini. Quando il Papa comparve, la folla era in delirio. Il pontefice camminò fra la gente, benedicendo.

Passando davanti a noi, mi mise la mano sul capo e mi benedisse. La benedizione finì prima che me ne rendessi conto. Rimasi ferma, sorridente, al settimo cielo dalla contentezza per aver ricevuto, per la prima volta, la benedizione da un Papa.

Ma mentre il pontefice seguitava a camminare, il sacerdote italiano che mi accompagnava disse ad alta voce: “Santo Padre, lei è Mirjana di Međugorje!”. Al che il Papa si fermò, tornò indietro e mi diede un’altra benedizione.

Ero raggelata. I suoi occhi di colore azzurro intenso sembravano attraversarmi l’anima. Non sapendo trovare le parole, inchinai il capo e sentii tutto il calore della sua benedizione.

Quando si allontanò, mi volsi verso il sacerdote italiano e scherzando, gli dissi: “Ha pensato che avevo bisogno di una doppia benedizione!”. Entrambi ci facemmo una risata.

Più tardi, quel pomeriggio, una volta tornata al mio albergo – ancora stordita da tutta l’esperienza – rimasi senza fiato nel ricevere un invito personale del Papa, che ci chiedeva di incontrarlo in privato l’indomani mattina a Castel Gandolfo.

Ero così eccitata che quella notte non riuscii a prendere sonno. Come sarebbe andato il nostro incontro? Cos’avrei detto? Avevo mille domande per la testa. Per un attimo mi calmai, ma subito dopo pensai ancora: domani incontrerò il Papa!

E andai avanti così, per tutta la notte. Il giorno seguente arrivai a Castel Gandolfo poco prima delle 8:00, l’ora stabilita per l’incontro. Questo paesino fortificato, a circa 25 chilometri da Roma, è da secoli la residenza estiva dei papi.

Il palazzo Papale, appollaiato su una collina esposta al vento e circondato da giardini e uliveti, si affaccia sul lago di Albano, le cui acque sono di un colore azzurro simile agli occhi di Giovanni Paolo II. Un uomo in divisa mi scortò fino al giardino del palazzo.

 Quando vidi il Santo Padre là ad aspettarmi, mi venne subito da piangere. Lui mi guardò e sorrise. Il suo sguardo era pieno di calore e di amore. Avevo la sensazione di essere in presenza di un Santo – un vero figlio della Beata Vergine Maria.

Avevo imparato a riconoscere qualcosa di speciale negli occhi delle persone che amavano la Madonna, una tenerezza che solo la Madre Celeste poteva trasmettere. E quest’aspetto, in Giovanni Paolo II era più forte che in chiunque altro.

Il Papa mi fece cenno di sedermi con lui. Dovetti convincermi che non stavo sognando. Avevo sempre pensato che incontrare il Papa fosse una cosa impossibile per una persona insignificante come me e adesso eccomi là, davanti a lui.

Volevo salutarlo, ma ero troppo nervosa anche per esprimere una sola frase. Il Santo Padre mi strinse delicatamente la mano dicendomi: “Dzień dobry”. Non riuscii a capirlo. Forse ero troppo emozionata e le orecchie mi stavano ingannando?

O forse il mio cervello era andato in tilt? Ero mortificata. Avevo avuto un’occasione unica di incontrare il Papa ma non avevo idea di cosa mi stesse dicendo. Le sue parole assomigliavano al croato ma non riuscivo a decifrarle.

 Presto capii che stava parlando in polacco. Le lingue slave come il croato e il polacco hanno in comune molte parole, quindi il Papa voleva vedere se potevamo comunicare entrambi nelle nostre lingue madri. Purtroppo la cosa non funzionò, ma mi ricordai che c’era una lingua che conoscevamo entrambi.

“Santo Padre, possiamo parlare in italiano?”, chiesi. Sorrise e annuì. “Sì, bene, Mirjana, bene”. Parlammo di molte cose – alcune posso rivelarle, altre no – e presto mi sentii completamente a mio agio in sua presenza.

Mi parlò con un affetto tale che sarei rimasta a conversare lì con lui per ore. “Per favore, chiedi ai pellegrini di Međugorje di pregare per le mie intenzioni”, disse. “Certo, santità”, lo rassicurai. “So tutto di Međugorje. Ho seguito i messaggi sin dall’inizio.

Per favore, dimmi come ci si sente quando appare la Madonna”. Il Papa mi ascoltò con grande attenzione mentre descrivevo quello che vivevo durante le apparizioni. Ogni tanto sorrideva e annuiva dolcemente con il capo. “E quando scompare”, conclusi, “provo tanto dolore, in quel momento l’unica cosa a cui penso è quando la rivedrò di nuovo”.

Si chinò verso di me e disse: “Abbi cura di Međugorje, Mirjana. Međugorje è la speranza per il mondo intero”.

 Le parole di Giovanni Paolo II sembrarono confermare l’importanza delle apparizioni e la grande responsabilità che avevo in quanto veggente. Rimasi sorpresa dal tono convinto nella sua voce e dal bagliore emanato dai suoi occhi ogni volta che nominavo “Međugorje” – per non parlare della perfezione con cui pronunciava il nome di tale paese, sempre molto difficile da ripetere per gli stranieri.

“Santo Padre”, dissi, “vorrei che Lei vedesse tutta la gente che viene da noi e prega”. Il Papa si voltò fissando verso est, facendo un sospiro pensieroso. “Se non fossi Papa, sarei già andato da molto tempo a Međugorje”, disse.

 Non dimenticherò mai l’amore irradiato dal Santo Padre. Con lui avevo sensazioni simili a quelle che avevo stando con la Madonna; anche guardare nei suoi occhi era come guardare in quelli di Maria.

In seguito un sacerdote mi confidò che il Papa si era interessato a Međugorje fin dagli inizi, poiché prima ancora che cominciassero le apparizioni aveva pregato la Madonna di apparire di nuovo sulla terra.

“Non posso farcela da solo, Madre”, pregava. “In Jugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia e altri Paesi comunisti la gente non è libera di praticare la propria fede. Ho bisogno del tuo aiuto o Madre cara”.

Secondo quel sacerdote, il Papa, quando venne a sapere che la Madonna era apparsa in una piccola località di un Paese comunista, pensò immediatamente che Međugorje fosse stata una risposta alle sue preghiere.”

(Tratto da “Il mio Cuore trionferà” di Mirjana Soldo)

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

LA PRESENZA DELLA MADONNA RENDE IL  FUTURO DESIDERABILE

Cari  amici,

da tempo la Regina della  pace  ci ammonisce che  satana vuole  paralizzarci e angosciarci con la paura del  futuro, come se l’Onnipotente  non  governasse il  mondo.

Lo hanno aiutato molto i mass –media  con l’inizio e  il  proseguo della   pandemia ed ora,  con una guerra che ci mette ogni giorno  davanti agli occhi visioni infernali, il pessimismo prende  il sopravvento sulla speranza.

La  Madonna però,  pur non nascondendoci la gravità della situazione di fronte  al dilagare del male,  che  minaccia la salvezza eterna delle  anime e lo stesso futuro dell’umanità, non cessa di incoraggiarci nella  lotta  e a sostenerci nella speranza.

Lo sguardo è radicalmente  diverso fra chi ha  la fede e  chi non ce  l’ha, perché non la  vuole,  non  la  cerca e  non  la   desidera.

Chi ha la fede sa che Dio governa  il  mondo, lo custodisce dalla potenza del male e lo dirige al fine ultimo,  che  è  la gloria della Gerusalemme celeste. Questo riguarda ogni singola  anima  e l’umanità che, nel suo insieme, è la famiglia di Dio.

Chi ha  la fede ed   è attento ai segni del tempo, è consapevole che siamo entrati  in una fase unica, drammatica e grandiosa della storia della salvezza, nella  quale il drago sferrerà  il suo più grande attacco all’opera di Dio, la Chiesa di Cristo, e subirà la sua più  rovinosa sconfitta.

Chi ha  la fede  ha rivolto il suo sguardo( o lo  rivolgerà)  alla più straordinaria presenza di Maria, che dura quotidianamente    da  oltre  quaranta anni, per  guidarci nella battaglia.

Chi ha la fede e  ha  risposto alla  chiamata  conosce,  ammira e rende lode a Dio per  la presenza  quotidiana della  Madre  di Dio,  che ci richiama alla gloria del Cielo con  la sua stessa  presenza, che ci svela le  insidie del  nemico, che ci libera dalle sue catene,  che ridona la vita, la  gioia e  la  speranza.

Chi  ha  la fede ha  potuto vedere la  lotta della Madre per strappare le anime dalle  fauci del leone,  per far crollare  i suoi piani di conquista, per liberare  il suo popolo dalla schiavitù  dei nuovi faraoni.

Chi ha la fede sa  che quella di satana  è una falsa  forza,  che le  sue promesse sono  ingannatrici,  che le sue  vittorie scavano la fossa, che le sue  luci accecano,  che i suoi doni distruggono.

Chi ha  la fede sa che il  mondo senza Dio ha i  giorni contati, che  le sue fondamenta sono di sabbia, che i suoi progetti sono torri di Babele, che  i suoi costruttori sono  palloni gonfiati.

Chi ha la fede sa che  il tempo dei segreti vedrà la  gloria di Maria ,  che tutti  gli esseri viventi la guarderanno: chi cantando e  chi  urlando,   chi lodando  e  chi bestemmiando, chi esultando e  chi disperando.

Chi ha  la  fede  non volterà  le spalle  ai fratelli  ingannati, ai fratelli incatenati,  ai fratelli disperati,  ai fratelli sull’orlo dell’abisso senza  speranza.

Chi ha  la fede tenderà  la  mano,  indicherà  la strada ,  accederà  la  speranza,  porterà  a Maria.

Chi ha  la fede sa che  la  Regina sta  cambiando il mondo e  lavora  alacremente con Lei perché  il  suo piano di misericordia  sia compia  in pienezza.

Vostro Padre  Livio

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